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(AGI) – Roma, 8 mag. – A dispetto di ogni sondaggio, i conservatori trionfano alle elezioni in Gran Bretagna e David Cameron, con la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni, sara’ in grado di formare da solo il governo. La clamorosa vittoria dei Tory ha provocato un terremoto politico, con le dimissioni a catena di tutti i leader sconfitti: il laburista Ed Miliband, il liberaldemocratico Nick Clegg e l’euroscettico Nigel Farage. Dopo aver ricevuto l’incarico dalla Regina Elisabetta II, il premier ha parlato ai giornalisti davanti al n.10 di Downing Street e ha ribadito la promessa di indire entro il 2017 un referendum per decidere se restare o meno nell’Unione europea. “Il governo che ho guidato finora ha fatto un buon lavoro e gettato le basi per un futuro migliore: ora bisogna costruire sulle fondamenta”, ha sottolineato Cameron. “Con un governo di maggioranza saro’ in grado di mantenere tutte le promesse elettorali, a cominciare dalla devolution” per Scozia, Galles e Irlanda del Nord, ha assicurato il premier. Il Regno Unito e’ fatto di “diverse nazioni che hanno loro governi” e “diventeranno piu’ potenti con piu’ responsabilita'”, ha aggiunto. In Scozia, l’intenzione e’ di creare “un governo piu’ forte con potere di gestire il gettito fiscale”. Il premier sta gia’ procedendo alla formazione del nuovo governo con la conferma di molti nomi del precedente. George Osborne manterra’ il ruolo chiave di Cancelliere dello Scacchiere, ovvero ministro delle Finanze, e avra’ inoltre il titolo di First Secretary of State. Resta alla guida degli Esteri Philip Hammond, mentre Michael Fallon e’ confermato alla Difesa e Teresa May rimane al suo posto di ministro dell’Interno. Per il partito laburista, che non e’ andato oltre i 232 deputati, e’ stata una schiacciante sconfitta: una doccia fredda per Ed Miliband che, forte dei sondaggi, credeva in un testa a testa con i Tory. Il leader laburista si preso tutta la responsabilita’ della sconfitta: “Sono veramente dispiaciuto, ho fatto del mio meglio per quasi cinque anni” alla guida dei laburisti, ha affermato Miliband, esortando a continuare la lotta per le proprie idee e principi. “Io non smettero'” di lottare per quello in cui credo”, ha aggiunto, “questo partito e’ risorto in passato e risorgera’ ancora”. A prenderne le redini sara’ la sua vice, Harriet Harman, fino a quando non saranno indette nuove primarie. La sconfitta del Labour e’ anche dovuta all’enorme successo dei separatisti scozzesi (lo Scottish National Party, Snp) che si sono accaparrati 56 seggi dei 58 disponibili nella tradizionale roccaforte dei laburisti. Un capitolo a parte va dedicato all’Ukip: il partito euroscettico di Farage ha ottenuto quasi 3,9 milioni di voti, diventando il terzo partito, ma a causa del sistema elettorale e’ riuscito a portare a Westminster solo un parlamentare. Neanche il suo leader, alleato del Movimento 5 Stelle a Bruxelles, e’ riuscito a essere eletto nel collegio di Thanet South dove ha preso 16.026 voti. Il leader dell’Ukip, dopo aver contestato il sistema elettorale chiedendo una “riforma radicale” verso il proporziona, ha mantenuto l’impegno di dimettersi in caso di mancata conquista del seggio. Ma Farage si e’ lasciato aperto una porta, spiegando che decidera’ a settembre se ripresentarsi di nuovo per la guida del partito. A traghettare Ukip verso la nuova leadership sara’ Suzanne Evans, nel partito anti-europeo da soli due anni. I liberaldemocratici sono di fatto decimati e portano solo 8 deputati in Parlamento, pagando un prezzo altissimo all’accordo di coalizione con i conservatori nell’ultimo quinquennio. Clegg, annunciando le sue dimissioni, ha ammesso che e’ stata la sconfitta peggiore della storia del partito. Parlando dinanzi alla leadership del partito, con le lacrime agli occhi, ha detto che “hanno vinto la paura e il risentimento”, che “sono in crescita il nazionalismo e il ‘noi contro voi’, e che “in assenza di una forte leadership e’ a rischio la tenuta stessa del Regno Unito”. “E’ un’ora molto buia per il nostro partito, ma non possiamo e non permetteremo che i valori liberali evaporino con questa notte”. (AGI) .

La squadra di Panucci vince l’anticipo di B per 2-1: a segno Mazzarani, poi la rimonta la firmano Vantaggiato su rigore e l’attaccante sloveno in pieno recupero. Rosso per Cesar. Liguri furiosi con l’arbitro, scatta il silenzio stampa

(AGI) – Salerno, 8 mag. – Per i giudici della seconda sezione del Tar della Campania, Vincenzo De Luca e’ candidabile e “non potrebbe in alcun modo fondatamente sostenersi” che “in quanto condannato con sentenza non definitiva, versi in una ipotesi di incandidabilita'”. Il ricorso presentato dai parlamentari del Movimento Cinque Stelle si fondava sulla incandidabilita’ dell’ex sindaco di Salerno in quanto condannato in primo grado per abuso di ufficio e quindi sospeso da qualsiasi carica pubblica in applicazione della legge Severino. Nelle motivazioni della sentenza il Tar sottolinea invece che presupposto per le cause di incandidabilita’ e’ costituito da “provvedimento di natura definitiva: condanna definitiva, provvedimento definitivo di applicazione della misura di prevenzione”. Per i giudici del Tar la legge Severino stabilisce che le condanne “quando non sono definitive costituiscono causa di semplice sospensione di diritto dalla carica (nel caso di condanna a una pena non inferiore a due anni di reclusione per un delitto non colposo, dopo l’elezione o la nomina, e’ pero’ necessario che la sentenza di primo grado sia stata confermata in appello); lo stesso vale per l’applicazione della predetta misura di prevenzione che avvenga con provvedimento non definitivo. La situazione di sospensione dalla carica – sostengono i giudici – siccome legata ad un provvedimento non definitivo, e’ anch’essa intrinsecamente provvisoria, essendo destinata a far posto alla decadenza dalla carica stessa, qualora intervenga il passaggio in giudicato della sentenza di condanna o divenga definitivo il provvedimento che applica la misura di prevenzione”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 mag. – Vince Cameron, il Labour e’ in crisi, per Matteo Renzi e’ una conferma delle sue tesi. “Dalla Liguria a tutta Europa c’e’ un solo Pd, ma ci sono due sinistre”, spiega da Genova, dove e’ venuto ad appoggiare la candidatura della fedelissina Lella Paita alla presidenza regionale, “una a cui piace cambiare e una a cui piace perdere”. Logicamente, la prima e’ la sua, la seconda l’opposizione interna al Pd, che con la partenza di Pippo Civati e’ divenuta opposizione tout-court. Giro a marce forzate, oggi, per il Presidente del Consiglio, tra Firenze, Aosta e Genova. E’ pero’ in quest’ultima citta’ che si lascia andare alle confessioni piu’ sapide. “In Inghilterra oggi Cameron ha vinto le elezioni, e ha preso la maggioranza dei seggi, con il 36 per cento dei voti”, sottolinea, “In Italia, con l’Italicum, con il 36 per cento si va al ballottaggio. Quanta superficialita’ e studiata disinformazione c’e’ stata nel dibattito sulla legge elettorale, tanto che si e’ parlato di deriva autoritaria”. Superficialita’ che ravvisa anche nelle accuse di chi lo descrive come promotore di una svolta autoritaria, proprio grazie alla nuova legge elettorale. Soprattutto se quel qualcuno e’ un capogruppo di Forza Italia alla Camera: Brunetta ha detto che siamo in mezzo al fascismo, l’altro giorno, ma utilizzare quel riferimento significa profanare la memoria di chi e’ morto”. Tutt’altro. Semmai e’ vero il contrario, perche’ per se’ Renzi ritaglia il ruolo dell’innamorato della politica. “L’idea che la politica sia una cosa brutta per addetti ai lavori, che cambiano i partiti ma non le cose da fare”, quasi si indigna, “Noi non ci rassegniamo a questa idea, siamo convinti che la politica debba essere una cosa bella”. Poi ribadisce: “Io penso che fare politica non sia quella schifezza che ci e’ stata raccontata, ma che sia servire le persone che hanno piu’ bisogno. Una cosa che fa allargare il cuore alle persone”. Altro che la sinistra che perde, come quella di Milliband. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 mag. – Intorno alle 19.30 si e’ verificato, per case ancora da determinare, un incendio all’interno del vano motore di una vettura della linea 51 che stava viaggiavando lungo la corsia preferenziale del tram, in via Labicana direzione Colosseo. L’incendio – informa sempre Atac – ha determinato il blocco della vettura e, di conseguenza, del servizio tranviario della linea 3, momentaneamente limitato a Porta Maggiore. L’incendio non ha determinato conseguenze per i passeggeri e i passanti, per i quali non sono mai venute meno le condizioni di sicurezza. I tecnici Atac sono intervenuti immediatamente sul posto per rimuovere la vettura incendiata e agevolare la viabilita’, congestionata a causa dell’incendio. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 mag. – Il ritorno all’utile di Mps nel primo trimestre “apre nuove opportunita'”. Lo sottolinea in una nota l’ad della banca senese, Fabrizio Viola. “Il ritorno all’utile nel primo trimestre del 2015, ottenuto in un contesto di nuove e piu’ severe regole europee, conferma che il nostro piano industriale produce i primi effetti positivi”, sottolinea Viola, “questo risultato apre nuove opportunita’ e, guardando avanti, ci da’ ancora maggior determinazione nel continuare l’attivita’ di rafforzamento della banca”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 8 mag. – Monte dei Paschi di Siena torna all’utile nel primo trimestre con un risultato netto di 72,6 milioni di euro. Il risultato operativo lordo si e’ attestato a 614 milioni di euro, in crescita del 63,7% rispetto al trimestre precedente, si legge nella nota dell’istituto, laddove le svalutazioni per crediti deteriorati sono risultate pari a 468 milioni di euro. La nota sottolinea inoltre “l’evoluzione positiva dei ricavi grazie alla tenuta del margine di interesse, al positivo andamento delle commissioni e al contributo dell’attivita’ di negoziazione”, nonche’ la “prosecuzione dell’efficientamento gestionale” e l’avvio “in un sentiero di normalizzazione” del costo del credito.

(AGI) – Roma, 8 mag. – E’ stata aggredita e abusata sessualmente, poi rapinata da un uomo che aveva fatto salire come cliente a bordo del suo taxi. La vittima e’ una donna di 43 anni ricoverata all’ospedale Aurelia Hospital di Roma e giudicata guaribile in 25 giorni. L’uomo che ha fatto salire in auto per una corsa nel quartiere Aurelio, si e’ fatto portare in una strada isolata dove l’ha minacciata con un coltello puntato alla gola. Dopo averla costretta a un rapporto orale, l’uomo le ha rapinato l’incasso del taxi ed e’ poi fuggito a piedi. La donna si e’ poi rivolta alla polizia.

   E’ un italiano con un forte accento romano il responsabile della violenza sessuale e rapina.
  L’uomo e’ salito a bordo del taxi, della Cooperativa 3570, in un capolinea davanti ad un albergo di via Aurelia e ha chiesto di essere accompagnato in via Pescina Gagliarda nei pressi dell’autostrada Roma-Fiumicino. All’arrivo la donna e’ stata aggredita con un coltello alla gola, abusata sessualmente e rapinata di 100 euro. La vittima e’ riuscita poi a dare l’allarme attraverso la radio di bordo. (AGI)