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Torino – Bonucci e Morata castigano l'Inter. Il derby d'Italia lo vince la Juventus che si porta a +4 sul Napoli (domani impegnato a Firenze) e fa scivolare i nerazzurri a -5 dalla Roma e dalla Champions, ma per Mancini c'e' il rischio di vedere il terzo posto ancor piu' lontano in caso di successo dei viola nel posticipo di domani. Vittoria meritata per i bianconeri che rifilano un secco 2-0 a un'Inter crollata dopo l'errore di D'Ambrosio che ha permesso a Bonucci, al 2' della ripresa, di sbloccare il risultato. Nulla o quasi la reazione dei nerazzurri che al 39' subiscono il 2-0, sul rigore realizzato da Morata e concesso per un fallo di Miranda sullo spagnolo. Da stasera la Juve e' a +13 sui nerazzurri, impensabile a inizio gennaio quando in testa c'erano Icardi (oggi un fantasma) e compagni. Si comincia con Allegri che ritrova Chiellini e torna al 3-5-2, dopo averlo accantonato contro il Bayern. Out Marchisio, in regia l'ex Hernanes con Pogba e Khedira interni.

Sulle fasce Lichtsteiner e Alex Sandro, in attacco la coppia Dybala-Mandzukic. Mancini schiera a specchio la sua Inter, 3-5-2 anche per lui con un centrocampo molto muscolare formato da Kondogbia, Medel e dall'ex Felipe Melo. Esterni D'Ambrosio e Telles, in attacco c'e' Palacio con Icardi. Inter aggressiva, pressing alto e grande corsa in avvio, ma al 5' un gran sinistro di Hernanes, che Handanovic devia sulla traversa, galvanizza i bianconeri e spaventa i nerazzurri. In quattro minuti altre due occasioni per i campioni d'Italia: Murillo non e' impeccabile in due interventi, prima lo salva Juan Jesus che respinge la conclusione di Dybala, poi lo grazia Mandzukic, sbagliando da pochi metri. Ritmi alti, meglio la Juve che si fa vedere ancora con Hernanes e Mandzukic (sicuro Handanovic in entrambi i casi), ma con il passar dei minuti l'Inter comincia a prendere le misure agli esterni della Juve e a chiudere meglio gli spazi. Dybala e' costretto ad arretrare molto, dall'altra parte si muove bene Palacio che tiene sull'attenti la difesa bianconera. Al 31' e' proprio "El Trenza" a offrire una gran palla a Icardi che da 5 metri non riesce a concludere davanti a Buffon. Sprecata un'occasione clamorosa.

Al 36' dentro Rugani per Chiellini costretto a lasciare il campo nella serata del suo rientro. La Juve risponde con due occasioni negli ultimi secondi del primo tempo, ma prima Miranda e poi Handanovic anticipano Mandzukic.Ottanta secondi dopo l'inizio della ripresa la squadra di Allegri si porta in vantaggio: innocua la punizione di Dybala, disastroso l'intervento di D'Ambrosio che mette sul destro di Bonucci la palla dell'1-0. Il pupillo di Guardiola non si fa pregare e mette dentro, portando in vantaggio la Juve. L'Inter accusa il colpo e rischia di subire il raddoppio ma e' larga la deviazione al volo di Dybala su assist di Alex Sandro. Si fa male Medel e, sotto di un gol, Mancini inserisce Ljajic per dare maggiore peso offensivo ai suoi. I bianconeri controllano e conducono il gioco, i nerazzurri non pungono e il "Mancio", al 28', prova a giocarsi la carta Perisic (fuori Telles) passando al 4-2-3-1. Al 38', pero', Miranda atterra in area Morata (appena entrato per Dybala), Rocchi concede il rigore che lo stesso Morata trasforma per il 2-0 che mette in cassaforte il risultato. Nel finale c'e' gloria anche per Buffon, fin li' inoperoso, che dice no ai tentativi di Ljajic ed Eder, quest'ultimo subentrato a un Icardi in serata no. Finisce 2-0, la Juve si porta a quota 61 e aspetta il risultato di Fiorentina (52)-Napoli (58), l'Inter si ritrova al quinto posto, sempre piu' lontana dal terzo e con il Milan a -1. (AGI)

Roma - L'ex governatore della Puglia, Nichi Vendola, è diventato papà: è nato ieri in una clinica in California, tramite maternità surrogata, il piccolo Tobia Antonio, figlio del leader di Sel e del compagno italo-canadese Eddy Testa. La notizia è riportata oggi in prima pagina dal quotidiano Libero. Erano anni che Vendola parlava del suo desiderio di paternità: "E' un pensieri che riposa nella mia vita e che ho sempre rimandato", aveva detto. E ancora: "Uso provocatoriamente questo mio sogno contro la pigrizia della politica sul tema dei diritti civili". Ora, all'indomani del voto sulle unioni civili che ha però escluso le adozioni, si vedrà se i giudici italiani riconosceranno la paternità di Vendola (il padre biologico del bimbo è infatti il compagno Eddy).

Immediatamente scoppiano le polemiche. Su Facebook del segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, è durissimo: "Vendola e il suo compagno sono diventati "papà", affittando l'utero di una donna californiana. Questo per me non è futuro, questo è solo disgustoso egoismo".

Nichi Vendola replica ai commenti negativi riguardo alla nascita di suo figlio e del compagno Ed Testa e sottolinea che "non c'è volgarità degli squadristi della politica che possa turbare la grande felicità che la nascita di un bimbo provoca". "Condivido con il mio compagno una scelta e un percorso – prosegue – che sono lontani anni luce dalla espressione "utero in affitto". Questo bambino è figlio di una bellissima storia d'amore, la donna che lo ha portato in grembo e la sua famiglia sono parte della nostra vita. Quelli che insultano e bestemmiano nei bassifondi della politica e dei social network mi ricordano quel verso che dice: "ognuno dal proprio cuor l'altro misura" (anche se capisco che citare Dante non faccia audience)".

Il senatore Maurizio Gasparri (FI) controreplica alle affermazioni del leader di Sel: "Le parole di Vendola – dice Gasparri – sono desolanti. Vorrei sapere cosa pensano tutti quegli esponenti della sinistra come Anna Finocchiaro e tanti altri del Pd che nei giorni scorsi hanno detto che nessuna legge dovrà  mai favorire l'utero in affitto. Si può essere contro questa pratica e non dire nulla sulla sua applicazione pratica? Quello di Vendola è un caso di utero in affitto. Vorremmo sapere costi, dettagli e circostanze di questo traffico. Lo squadrismo è praticato da chi strappa un bambino a una madre e investe soldi per realizzare questa operazione che in Italia è vietata. Chi sta dalla parte di Vendola lo dica. Sono dalla parte del mercimonio dei bambini". (AGI)

(AGI) – Roma, 28 feb. – Nichi Vendola replica ai commenti negativi riguardo alla nascita di suo figlio e del compagno Ed Testa e sottolinea che “non c’e’ volgarita’ degli squadristi della politica che possa turbare la grande felicita’ che la nascita di un bimbo provoca”. “Condivido con il mio compagno una scelta e un percorso – prosegue – che sono lontani anni luce dalla espressione “utero in affitto”. Questo bambino e’ figlio di una bellissima storia d’amore, la donna che lo ha portato in grembo e la sua famiglia sono parte della nostra vita. Quelli che insultano e bestemmiano nei bassifondi della politica e dei social network mi ricordano quel verso che dice: “ognuno dal proprio cuor l’altro misura” (anche se capisco che citare Dante non faccia audience)”. (AGI)
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(AGI) – Roma, 28 feb. – Salvini presentera’ domani alle 13 i risultati delle consultazioni tenutesi per il candidato a Roma. Dallo scrutinio che ci sara’ in mattinata dovrebbe uscire il nome di Marchini (in alternativa Storace) ma non certo quello di Bertolaso che agli occhi del Carroccio rappresenta “un problema”. Non e’ escluso poi che in serata non ci possa essere un incontro tra Berlusconi e Salvini al quale di sicuro non partecipera’ Giorgia Meloni. Il Cavaliere resta irritato per l’iniziativa della Lega nella Capitale. FI parla di “farsa” e anche per l’ex premier cosi’ facendo si mette a repentaglio l’unita’ della coalizione. Il tentativo sara’ quello di convincere il leader della Lega a convergere sull’ex capo della Protezione civile, ma l’impresa – gli azzurri ne sono consapevoli – e’ destinata a fallire. Berlusconi potrebbe anche accettare che il Carroccio si sfili a Roma ma allo stesso tempo riaprire i giochi per le candidature di altre citta’, come Bologna e Novara. Proprio per non rompere l’alleanza e lasciare che il caos resti soltanto per la corsa al Campidoglio. “Se la Lega ha i dubbi su Roma, allora noi ne avremo nelle altre citta'”, dicono fonti parlamentari di FI. L’ex presidente del Consiglio in realta’, viene spiegato, attende di capire quanto Salvini voglia tirare la corda, se voglia smarcarsi sulle amministrative in tutto il territorio nazionale. Ma quel che preme al leader azzurro e’ soprattutto Milano e non compromettere la campagna elettorale di Parisi. Chi e’ intenzionata a mantenere il punto e’ Giorgia Meloni. Nessuna intenzione di incontrare Salvini e nessuna voglia di accettare che il Carroccio si tenga le mani libere. Per la presidente di Fdi la colpa delle divisioni nel centrodestra ricadono solo su Salvini e sara’ proprio la Lega che dovra’ assumersi le responsabilita’ delle scelte compiute. “Abbiamo avuto diecimila persone ai gazebo, e’ stato un successo oltre le aspettative”, esultano dalla Lega con Salvini che potrebbe a questo punto anche presentare una lista nella Capitale per contarsi. Ma la situazione resta bloccata e occorrera’ capire se il tentativo di Berlusconi di mediare andra’ a buon fine, visto che anche per molti ‘big’ azzurri non e’ accettabile la mossa della Lega di smarcarsi dopo aver candidato Bertolaso. (AGI)
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(AGI) – Ginevra, 28 feb. – Gli svizzeri hanno respinto la controversa proposta del partito populista di destra, Udc, per espellere automaticamente, anche per reati minori, i criminali stranieri. Il 59% dei cittadini si e’ espresso contro la proposta. Nel 2010 gli svizzeri avevano gia’ votato a favore (52%) di un’iniziativa dell’Unione democratica di centro, Udc, il primo partito svizzero, che chiedeva l’espulsione dei criminali stranieri. Ma il Parlamento a marzo ha introdotto una disposizione che consente ai giudici di evitare l’espulsione automatica dei condannati in alcuni casi. Questa volta gli svizzeri erano stati chiamati a esprimersi su un’iniziativa battezzata in modo esplicito “rimozione efficace di criminali stranieri”, che chiedeva l’espulsione automatica di qualsiasi straniero condannato negli ultimi 10 anni e che sia ritenuto responsabile anche di reati minori come “lesioni personali semplici” o viene coinvolto in una rissa. Il governo e il Parlamento hanno definito la proposta dell’Udc in contrasto con le “regole fondamentali” della democrazia. (AGI)
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(AGI) – Roma, 28 feb. – “Vendola e il suo compagno sono diventati “papa'”, affittando l’utero di una donna californiana. Questo per me non e’ futuro, questo e’ solo disgustoso egoismo”. Cosi’ su Facebook il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini. (AGI)
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Taranto - E' attesa per domani la sentenza del giudice dell'udienza preliminare, Anna De Simone, sulle 47 richieste di rinvio a giudizio formulate dalla Procura di Taranto nei confronti di altrettanti imputati, 44 persone fisiche e 3 società, per il reato di disastro ambientale contestato all'Ilva con la gestione del gruppo industriale Riva. Dopo lo stop intervenuto a novembre scorso in Corte d'Assise a Taranto in quanto la Procura aveva rilevato un errore in un verbale di udienza – mancava il nome del difensore di ufficio per una decina di imputati, il che poteva far supporre che quel giorno gli stessi imputati non avessero beneficiato del diritto alla difesa -, il processo è stato parzialmente azzerato ed è nuovamente cominciato dall'udienza preliminare dinanzi ad un nuovo gup. Nuovo magistrato essendosi il gup precedente, Wilma Gilli, già pronunciato. Azzeramento parziale in quanto è stata salvata la costituzione delle numerose parti civili, oltre 800 tra soggetti pubblici e privati, e si è ripartiti dalla requisitoria dei pm a cui hanno fatto seguito le arringhe della difesa. E' stato molto serrato il calendario di udienze disposto dal gup in modo da arrivare alle decisioni entro la fine di febbraio. Rispetto al precedente processo, non ci sono state novita' negli interventi di Procura e difesa. I pm hanno infatti rinnovato la richiesta di rinvio a giudizio per tutti i 47 imputati, la difesa, invece, il loro proscioglimento.

E' il caso, tra gli altri, parlando degli ultimi casi discussi, dell'ex governatore della Puglia, Nichi Vendola, del direttore generale dell'Arpa Puglia, Giorgio Assennato, dell'imprenditore Nicola Riva della proprieta' Ilva e gia' presidente, sino ai primi di luglio 2012, presidente del cda dell'azienda, e del sindaco di Taranto, Ezio Stefano. La difesa dell'ex presidente Vendola, accusato di concussione, ha ricordato come il governo regionale pugliese abbia contrastato l'inquinamento dell'Ilva attraverso controlli e leggi specifiche come quelle sul benzoapirene e sulla diossina, mentre quella del dg Assennato, accusato di favoreggiamento, ha detto che nessun atto dell'Arpa ha mai agevolato Vendola. L'accusa infatti sostiene che Vendola avesse fatto pressioni sull'Arpa perche' attenuasse i suoi controlli ambientali sull'Ilva. Rispondendo invece all'accusa di omissione di atti d'ufficio, i legali del sindaco di Taranto hanno ricordato come Stefano abbia fatto due ordinanze contro l'Ilva, a seguito dei rilievi sull'inquinamento, e che entrambe, su istanza dell'azienda, sono poi state sospese dal Tar di Lecce.

La difesa Ilva ha invece annunciato che riproporra' in Corte d'Assise la richiesta di patteggiamento, gia' avanzata nella prima udienza del gup ma sulla quale la Procura aveva negato l'assenso. La precedente udienza preliminare davanti al gup Gilli si era chiusa a fine luglio con 47 rinvii a giudizio, cioè quanti ne aveva chiesto la Procura e quindi oltre a Vendola, Assennato e Claudio Riva, anche Fabio Riva, della proprietà Ilva, l'ex presidente Ilva, Bruno Ferrante, il sindaco di Taranto, Ezio Stefano, l'ex presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, gli ex direttori del siderurgico di Taranto, Luigi Capogrosso e Adolfo Buffo, consiglieri ed ex consiglieri regionali della Puglia. Diversi i reati contestati. In 52 erano giunti alla precedente udienza preliminare ma in cinque avevano scelto l'abbreviato e il gup Gilli in proposito si è pronunciato. (AGI)

Roma - L'ex governatore della Puglia, Nichi Vendola, è diventato papà: è nato ieri in una clinica in California, tramite maternità surrogata, il piccolo Tobia Antonio, figlio del leader di Sel e del compagno italo-canadese Eddy Testa. La notizia è riportata oggi in prima pagina dal quotidiano Libero. Erano anni che Vendola parlava del suo desiderio di paternità: "E' un pensieri che riposa nella mia vita e che ho sempre rimandato", aveva detto. E ancora: "Uso provocatoriamente questo mio sogno contro la pigrizia della politica sul tema dei diritti civili". Ora, all'indomani del voto sulle unioni civili che ha però escluso le adozioni, si vedrà se i giudici italiani riconosceranno la paternità di Vendola (il padre biologico del bimbo è infatti il compagno Eddy).

Dura e provocatorio il commento su Facebook del segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini: "Vendola e il suo compagno sono diventati "papà", affittando l'utero di una donna californiana. Questo per me non è futuro, questo è solo disgustoso egoismo".

Ovviamente di diverso tenore il commento di Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center: "Facciamo gli auguri a Nichi Vendola e al suo compagno. Ora spero che una vicenda personale non venga strumentalizzata dalla destra. In Italia c'è bisogno di un dibattito maturo sui diritti dei bambini e dei genitori gay". Poi aggiunge: "Io, per esempio - e come me tanti altri - vorrei avere il diritto di adottare un bambino. Credo che su questo, con i giusti toni, la politica dovrebbe confrontarsi, allargando le adozioni alle coppie gay, ai single e rendendola meno impossibile di quanto sia oggi per tutti".

(AGI)

Roma - A quasi due mesi dalla vittoria nel derby (5 gennaio), la Sampdoria di Montella torna a vincere e risale in classifica. I blucerchiati battono nella sfida salvezza di giornata il Frosinone, grazie alle reti di Fernando nel primo tempo e Quagliarella nella ripresa. Grazie a questi tre punti, la squadra ligure va a quota 28, adesso a +5 sulla terzultima, che è appunto la squadra di Stellone.

Nell'anticipo delle 12.30 pari senza reti tra Palermo e Bologna

Ed a quasi due mesi dall'ultima volta (6 gennaio), torna alla vittoria anche l'Udinese che al Friuli batte il Verona. Badu (in fuorigioco) nel primo tempo e Thereau nella ripresa gli autori delle reti che consegnano tre punti e tranquillità a Colantuono. Per gli scaligeri una battuta d'arresto pesante nella disperata lotta verso la salvezza, che adesso dista ben 9 punti. Il Chievo, da parte sua, fa valere il fattore campo e batte il Genoa grazie alla rete di Castro. In virtù di questa vittoria, la formazione di Maran fa un ulteriore passo avanti verso la salvezza, mentre i rossoblù rimangono invischiati anche se hanno sempre un rassicurante +5 sul Frosinone.

Deve invece rinviare ancora una volta l'appuntamento con la vittoria (l'ultima quasi tre mesi fa) l'Atalanta che non è andata oltre il pari (1-1) in casa del sempre vivo Carpi. Kurtic ha aperto le marcature per gli orobici illudendo la squadra di Reja, poi a 15' dalla fine un rigore (contestato, per fallo di Borriello) calciato da Verdi permette alla squadra di Castori di pareggiare e continuare a sperare. (AGI)

(AGI) – Roma, 28 feb. – “Abbiamo intenzione di tornare sull’Irpef, da cui abbiamo cominciato con gli 80 euro, nella Legge di Bilancio del 2017 per il 2018 e, anche in questo caso, credo che l’orientamento sia fissato. Dopodiche’, pero’, non escluderei che sia possibile, se le cosse dovessero andare un po’ per il verso giusto, anticipare iniziative che oggi programmiamo per il 2018 al 2017, ma adesso e’ presto per dirlo”. Lo afferma al quotidiano online Affaritaliani.it Enrico Morando, viceministro dell’Economia. “L’impegno che ci siamo presi e’ quello di intervenire per la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro e sull’impresa, quindi bisognera’ dare anche sul versante dell’Irpef un profilo che sia in grado di ottenere questo risultato. Poi, che si intervenga direttamente sull’Irpef o che si intervenga indirettamente attraverso la riduzione del prelievo contributivo fiscalizzando oneri contributivi, questo lo vedremo successivamente quando saremo in grado di ipotizzare concretamente l’intervento”, ha aggiunto. (AGI)
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