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di Massimo Maugeri

Roma – Un Donald Trump profondamente indebolito dallo scandalo delle frasi sessiste e scaricato da gran parte dello stato maggiore del suo partito. Contro una Hillary Clinton che già dopo il primo dibattito era nettamente risalita nei sondaggi e che oggi potrebbe dare il colpo di grazia all'avversario. Questo lo scenario che, salvo sorprese, si delinea in vista del secondo attesissimo faccia a faccia tra i due candidati alla presidenza Usa che si svolgerà tra poche ore, a un mese esatto dal giorno del voto. Ecco tutto quello che c'è da sapere sul faccia a faccia di questa notte.

LA SAINT LOUIS UNIVERSITY

Il dibattito si svolge nell'anfiteatro della Washington University di Saint Louis, in Missouri, un'antica università privata fondata nel 1853. Il faccia a faccia inizierà alle 9 in punto ora locale, le 3 del mattino ora italiana, e andrà avanti per 90 minuti, senza interruzioni. Il primo faccia a faccia si era tenuto il 26 settembre alla Hofstra University di Hempstead, New York.

FORMATO 'TOWNHALL MEETING'

Il secondo dibattito si svolge nel cosiddetto formato 'townhall meeting': i due candidati saranno al centro della scena, sul palco dell'anfiteatro, e dovranno rispondere non solo alle domande dei due moderatori ma anche a quelle del pubblico, costituito per lo piu' da elettori indecisi. Metà delle domande saranno rivolte ai due contendenti dai moderatori, l'altra metà dai cittadini, scelti dall'agenzia Gallup. Si tratta di un format che normalmente premia i candidati più carismatici, il che rappresenta probabilmente uno svantaggio sia per Trump che dovrà anche scontare la debolezza della sua posizione dopo la bufera sulle frasi sessiste, sia per la Clinton che secondo molti osservatori risulta troppo fredda e accademica e poco empatica.

I 'MAESTRI DI CERIMONIA'

I moderatori saranno due, a differenza del primo dibattito. Martha Raddatz, capo del desk affari internazionali della trasmissione 'This Week' della catena ABC e Anderson Cooper, anchor della Cnn, sono i due giornalisti incaricati di guidare il dibattito. Raddatz, ex corrispondente dalla Casa Bianca durante l'amministrazione Bush, ha già una certa esperienza sul campo: fu lei a moderare nel 2012 i dibattito tra i due candidati vicepresidenti, Joe Biden e Paul Ryan. La giornalista è stata premiata per la copertura dell'omicidio di Yitzhak Rabin. Cooper e' uno dei volti più noti della Cnn e ha condotto numerose trasmissioni per la catena televisiva di Atlanta. In precedenza è stato co-conduttore alla Abc News. Il giornalista, che è il primo reporter dichiaratamente omossesuale a moderare un dibattito presidenziale, aveva già moderato uno dei dibattiti delle primarie democratiche a ottobre scorso.

GLI ASCOLTI E LE CIFRE

Il primo dibattito tra Clinton e Trump è stato il più seguito di sempre raggiungendo una platea (tra dirette tv e streaming seguiti sui computer) di ben 84 milioni di persone, superando il confronto tra Jimmy Carter e Ronald Reagan del 1980 che era stato seguito da 80 milioni di spettatori. Solitamente il secondo dibattito attrae un numero di appassionati inferiore: così accadde nel 2012, quando il secondo scontro tra Barack Obama e Mitt Romney fu seguito da 65 milioni e mezzo di ascoltatori, mezzo milione in meno rispetto agli oltre 70 milioni che erano rimasti incollati allo shermo per il primo faccia a faccia. Una consuetudine che però potrebbe cambiare dopo.

IL PENULTIMO ROUND

Il dibattito di questa notte non chiude la serie di faccia a faccia tra i due candidati: l'ultimo round infatti è previsto per il 19 ottobre all'Università del Nevava, a Las Vegas e sarà moderato da Chris Wallace di Fox News. (AGI)

Sanaa – L'ex presidente yemenita, Ali Abdallah Saleh, sostenuto dai ribelli sciiti Houthis, ha lanciato un appello alla mobilitazione generale lungo la frontiera con l'Arabia Saudita per "vendicare" le vittime dell'attacco aereo effettuato ieri dalla coalizione araba guidata da Ryad che sostiene le forze lealiste. "Chiamo le forze armate e i comitati popolari a recarsi sul fronte di guerra, alla frontiera, per vendicare le nostre vittime", ha detto Saleh intervenendo alla televisione yemenita.

Ieri 140 persone sono state uccise in un raid aereo della coalizione araba sulla capitale Sanaa, in una zona controllata dai ribelli. Saleh, che ha usato toni bellicosi nei riguardi del regime saudita, suo antico alleato, definendolo "retrogrado e reazionario", ha esorato i suoi compatrioti a "affrontare questa flagrante aggressione tirannica con tutti i mezzi. Il ministro della Difesa, dell''Interno e lo Stato maggiore – ha aggiunto – devono dare le disposizioni necessarie per disporre i combattenti sulla linea del fronte, alla frontiera, a Najrane, Jizane e Assir", le tre province saudite che confinano con lo Yemen. Saleh, che ha ancora una forte influenza nel suo paese quattro anni dopo aver lasciato il potere su pressione della piazza, ha anche fatto un appello al Consiglio di Sicurezza dell'Onu "affinche' prenda decisioni per mettere fine alla barbara aggressione dei Sauditi e dei loro alleati".

La coalizione araba, guidata dall'Arabia Saudita e formata da altri otto paesi arabi, è intervenuta nel marzo del 2015 in Yemen per arrestare l'avanzata dei ribelli Houthis e dei loro alleati, gli uomini di Saleh, contro le truppe leali al governo internazionalmente riconosciuto. I ribelli, cacciati dal sud del paese l'anno scorso, controllano ancora parte della capitale, ampie zone del nord e dell'ovest dello Yemen. Il conflitto, secondo cifre dell'Onu, ha provocato 6.700 morti, in maggioranza civili. (AGI)

Roma. – "Lasciate perdere me, avete altre occasioni per mandarmi a casa. Non capisco come si possa in nome non di una alternativa ma di una antipatia, dire di no". Lo ha detto Matteo Renzi intervistato da Massimo Giletti all'Arena su Raiuno. "Quando uno vota per antipatia dimostra scarsa visione del Paese". Secondo il premier, "già con l'articolo 138 della Costituzione i costituenti avevano ben chiara l'idea di una carta viva che potesse cambiare. Salvo l'ultimo articolo, il 139, che rappresenta un paletto sulla forma repubblicana… Ai cittadini dico ora: è giusto o no ridurre il numero dei parlamentari, diminuire il costo delle istituzioni ed evitare il ping pong tra Camera e Senato che spesso è indecoroso? Lo vogliamo più semplice questo Paese o no? Vogliamo una riforma che riduca i costi o vogliamo lasciare le cose così come stanno? C'è chi fa politica per cambiare il Paese e chi la fa per attaccare gli altri… Io so di non essere la persona più simpatica al mondo. A me piacerebbe poter fare di più, mi piacerebbe che questo Paese andasse a una velocità normale…".  

Dieci comitati in campo: sei per il "sì" e quattro per il "no"

"A me interessa che i cittadini sappiano su che cosa si vota, che non è né la faccia mia né quella di Bersani", ha aggiunto.

RENZI: BERSANI VOTA NO? ALLA CAMERA HA VOTATO 3 VOLTE SI'

"Bersani ha detto che voterà no al referendum? Io dico solo che Bersani ha votato sì per tre volte alla Camera a questa riforma che non ho mica scritto io la sera a Rignano stando al computer". Matteo Renzi ha commentato in maniera critica la decisione del suo predecessore alla guida del Pd. "Se Bersani voterà no dopo aver detto sì alla riforma, ciascun cittadino si farà la propria opinione. Ma su che cosa dobbiamo votare? Non certo su Bersani e su Renzi. Io dico solo che questo referendum, in caso di vittoria del no, non ricapiterà piu'. I cittadini – ha aggiunto il premier – decidano adesso se vogliono superare il bicameralismo, ridurre il numero dei parlamentari e il numero dei costi". 

RENZI: DA TRENT'ANNI SI VOGLIONO RIDURRE I POLITICI, NOI LO FACCIAMO

"Io non sono qui per vivacchiare – ha sottolineato il presidente del consiglio -. Se volete quelli che vivacchiano teneteveli. Io l'ho detto. Io voglio essere l'ultimo ad avere la fiducia da Camera e Senato. Con la riforma cambia il bicameralismo paritario – ha aggiunto -. Sono trent'anni che fanno tutti politica , tutti hanno sempre detto che ci sono troppi politici e che bisogna semplificare la burocrazia. Ora lo facciamo. Si chiede alla politica meno costi, più concretezza e semplicità. Che abbiamo fatto di male ad avere la classe politica più costosa? Abbiamo l'occasione di ridurla ora".

(AGI) 

Il centrocampista dell’Avellino Mariano Arini ha commentato ai microfoni di Sky Sport la vittoria in quel di Pisa: “Nelle precedenti partite non avevamo fatto male, in queste ultime tre gare ci abbiamo messo un pizzico di cattiveria in più”.

(ANSA) – PISA, 9 OTT – Solo circa 400 dei 2700 abbonati del Pisa hanno scelto di assistere dalla gradinata, unico settore aperto per l’inagibilità dello stadio, alla sfida interna contro la Spal.

(ANSA) – PERUGIA, 9 OTT – Piccolo contatto tra una decina di tifosi dell’Avellino e un ristretto gruppo del Perugia prima della partita disputata allo stadio Curi (terminata con la vittoria degli umbri per 3-0).