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Adam Kicinski, CEO della CD Projekt RED, ha di recente dichiarato alla Reuters che difficilmente lo sviluppo di Cyberpunk 2077 farà progressi prima del 2017. dal momento che l’azienda polacca intende usare le sue risorse per supportare il suo eccellente gdr The Witcher 3: Wild Hunt, pubblicato di recente, per almeno un altro paio di anni.

«Siamo convinti che Cyberpunk 2077 sarà un successo anche superiore (rispetto a The Witcher 3, ndr» ha dichiarato Kicinski «ma è prematuro parlarne ora, dal momento che i prossimi due anni saranno dedicati a supportare Wild Hunt».

Il titolo cyberpunk venne annunciato per la prima volta nell’ottobre del 2012, rivelando affascinanti caratteristiche da puro gdr con ambientazioni mature e decisamente dark, ma ancora oggi gli sviluppatori mantengono un certo riserbo sui particolari del titolo, al punto che non si sa ancora di preciso per quali piattaforme dovrebbe uscire.

 cyberpunkie

E’ stato mostrato sul canale YouTube di PlayStation, un nuovo trailer dell’attesissimo videogioco di Mad Max, denominato “Savage Road“.

Il filmato (della durata di circa tre minuti) si basa sulla storia di Mad Max e su alcuni personaggi che saranno presenti nel gioco. I ragazzi di Avalanche Studios, sviluppatori di Mad Max appunto, hanno fatto sapere che il gioco sarà un prodotto fine a sè stesso, senza avere un collegamento narrativo con gli omonimi film.

In fine, vi ricordiamo che Mad Max uscirà su PlayStation 4, Xbox One e PC il 4 settembre 2015.

In quanti di voi lo stanno aspettando?

(AGI) – Roma, 27 mag. – In commissione Beni culturali e Istruzione del Senato sono iniziate stamane le audizioni sulla riforma della scuola, approvata dalla Camera. “Al @SenatoStampa iniziate audizioni ddl #labuonascuola continua l’ascolto sul provvedimento”, scrive in un tweet il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. Intanto da Perugia, dove e’ impegnato per la campagna elettorale a sostegno di Catiuscia Marini, Matteo Renzi ribadisce che il governo e’ aperto a modifiche al testo: “Sulla legge elettorale abbiamo detto basta, ma sulla scuola abbiamo detto parliamone, se qualcuno ha dei dubbi giusto confrontarsi”, ha spiegato il premier. A sostegno del governo scende, a Torino, il presidente della Fiat, John Elkann. “La riforma della scuola del governo Renzi e’ una buona riforma perche’ da’ la possibilita’ di dedicare maggiori risorse e creare un legame tra istruzione e lavoro. Inoltre, dando maggiore responsabilita’ ai presidi, da’ la possibilita’ alle scuole di organizzarsi in modo piu’ autonomo”. Cosi il vicepresidente della Fondazione Agnelli, John Elkann, a margine della presentazione del progetto “Torino fa scuola” promuove la riforma della scuola del Governo Renzi. Quanto poi alle polemiche e prese di posizione sulla riforma, Elkann ha osservato: “le riforme spesso richiedono cambiamenti, l’importante e’ vedere i risultati che portano. Auspichiamo che si possa evolvere e portare anche all’interno del mondo degli insegnanti temi di merito e non solo di anzianita'”. .

(AGI) – Perugia, 27 mag. – Una campagna elettorale giocata ventre a terra, battendo la regione comune per comune, frazione per frazione. Gli otto candidati presidenti in corsa per la poltrona di presidente dell’Umbria hanno puntato al porta a porta piu’ che al corpo a corpo sui media. Tanto che non c’e’ stato alcun confronto pubblico ne’ televisivo tra di loro. Con i leader nazionali venuti in soccorso specie nella fase finale. Ad essere ‘ricorsa’, la presidente uscente e candidata di centrosinistra Catiuscia Marini, 47 anni, ex sindaco di Todi, attuale presidente del gruppo del Pse al Comitato delle Regioni d’Europa. Nella griglia del 31 parte coi favori del pronostico e forte dei sondaggi della vigilia. E’ sostenuta da Partito Democratico, Partito Socialista Italiano e dalle liste civiche ‘Iniziativa per l’Umbria popolare, civica e riformatrice’ (che vede candidati, tra gli altri, il giornalista e direttore di Umbria Tv Riccardo Marioni e Massimo Roscini, meglio noto a Perugia come ‘Chiodo’, ex gloria biancorossa) e ‘Umbria piu’ uguale’ (in cui sono raggruppate Sinistra per l’Umbria, Sel e le civiche guidate dal sindaco di Gubbio Filippo Stirati). E’ partita da lontano la corsa del rivale di centrodestra, Claudio Ricci. All’attuale sindaco di Assisi, 50 anni, sfuggi’ la candidatura 5 anni fa, ma in questo caso si e’ imposto partendo con largo anticipo a caccia di consensi alla guida di una Fiat Panda. La coalizione che lo sostiene e’ nata dapprima intorno alle liste civiche ‘Ricci Presidente’ ,’Per l’Umbria Popolare’ (che racchiude anche Ncd e parte dell’Udc confluite in Italia Popolare) e ‘Cambiare in Umbria’. Quindi e’ giunto il sostegno da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord. La campagna elettorale del Movimento 5 stelle ha fatto perno sulla Marcia Perugia-Assisi per il reddito di cittadinanza, che ha visto partecipare tutti i leader nazionali, a partire da Grillo e Casaleggio. Il candidato Andrea Liberati, ex presidente di Italia Nostra di Terni, ha iniziato la sua corsa dopo la rinuncia di Laura Alunni, vincitrice delle Regionalie. A sinistra e’ sceso ufficialmente in campo per ‘L’Umbria per un’altra Europa’ il 34enne ternano Michele Vecchietti, con il ballottaggio vinto sul giovane operaio Alessandro Placidi. A fianco dell’area Tsipras si schiera anche l’Italia dei valori di Paolo Brutti, rimasta fuori dal centrosinistra. Per la squadra di ‘Alternativa riformista’ c’e’ il veterinario 64enne nato a Wilmington (Delaware, Usa), Amato John De Paulis, a guidare il timone, gia’ candidato in passato al Comune di Perugia. L’estrema destra sara’ presente alle Regionali con Simone Di Stefano, 37enne romano numero due italiano di Casapound alla guida della lista ‘Sovranita’ e l’avvocato Fulvio Carlo Maiorca da Forza Nuova. A sinistra della sinistra, infine, la candidatura dello spoletino Aurelio Fabiani, sostenuto dalla lista ‘Casa rossa – Partito comunista dei lavoratori’. In totale, a sostegno degli otto aspiranti presidente, ci sono sedici liste e 319 candidati, pronti a contendersi un consiglio regionale meno generoso in termini di poltrone rispetto al 2010: da 30 a 20, con un taglio di un terzo con la nuova legge elettorale. L’eta’ media e’ di 47 anni: la candidata piu’ giovane e’ la 20enne della Lega Linda Innocentini; il piu’ vecchio, l’80enne Lollo Frattegiani di Forza Nuova. Gli elettori aventi diritto al voto in provincia di Perugia sono 523.403, 271.168 donne e 252.235 uomini. Dei 523 mila poi oltre 22 mila sono residenti all’estero. Il comune con piu’ aventi diritto al voto e’ Perugia (126 mila persone), mentre lo scrutinio sara’ molto breve a Poggiodomo, dove alle urne sono chiamate 120 persone. Le altre realta’ con un numero di elettori significativo sono Foligno (44 mila), Citta’ di Castello (32 mila), Spoleto (31 mila) e Gubbio (27 mila). Per quanto riguarda Terni, invece, gli aventi diritto sono 184.055, dei quali 96.952 donne e 88.103 uomini. I residenti all’estero invece sono 5.811. In totale quindi, gli umbri chiamati alle urne saranno 707.458.(AGI) .

(AGI) – Genova, 27 mag. – Potrebbe diventare una sfida all’ultimo voto quella che si profila in Liguria tra Raffaella Paita, candidata presidente della Regione per il Partito Democratico, e Giovanni Toti (Forza Italia), candidato governatore per la coalizione di centrodestra con le incognite dei grillini e di Luca Pastorino (ex Pd ora con Rete a Sinistra). Lo conferma la discesa in campo nell’ultimo mese di campagna elettorale dei leader nazionali dei diversi schieramenti, dal premier e segretario del Pd Matteo Renzi al leader di Forza Italia, Sivio Berlusconi, da Matteo Salvini, segretario federale della Lega (che, in cambio dell’accordo col Cavaliere in Veneto, ha deciso di sostenere Toti rinunciando al proprio candidato ligure, Edoardo Rixi) fino a Beppe Grillo, fondatore del Movimento Cinque Stelle. A rendere il risultato per nulla scontato giocano diversi fattori. A sinistra la candidatura di Luca Pastorino, ex Pd e sindaco di Bogliasco, sostenuto anche da Sergio Cofferati, e’ destinata a raccogliere consensi non solo tra chi pensava di non andare a votare ma anche tra gli elettori delusi o scontenti del Partito Democratico, indebolendo cosi’ l’avversaria – ex compagna di partito – Raffaella Paita, che ha giocato la campagna elettorale anche sui temi del cambiamento e della discontinuita’, nonostante l’endorsement del governatore uscente Claudio Burlando. Su Paita, attuale assessore regionale alla Protezione Civile e alle Infrastrutture, fortemente sostenuta dallo zoccolo duro del partito, potrebbe pesare l’avviso di garanzia ricevuto in relazione alla mancata allerta durante l’alluvione che, nell’ottobre scorso, provoco’ una vittima e danni ingentissimi a Genova, nell’entroterra e nel Tigullio. Per quanto riguarda il centro destra, poi, il candidato Toti, braccio destro del Cavaliere, e’ riuscito a ricompattare la coalizione, da Area Popolare alla Lega Nord fino a Fratelli d’Italia. La sua candidatura rischia pero’ di essere indebolita dall’outsider Enrico Musso, indipendente, candidato presidente della Regione con la lista civica Liguria Libera. Non bisogna dimenticare, poi, che la Liguria e’ la terra di Beppe Grillo: la giovanissima candidata del Movimento Cinque Stelle, Alice Salvatore, potrebbe ottenere un risultato importante, tanto piu’ in una regione in cui, dopo gli scandali e le indagini sulle cosiddette “spese pazze” dei gruppi consiliari, i cittadini sono sempre piu’ lontani dai partiti tradizionali. Quest’ultimo fattore potrebbe determinare anche una forte astensione: il rischio e’ che almeno un ligure su due non si rechi nemmeno alle urne e alcuni ipotizzano addirittura che solo il 40 per cento di cittadini andra’ a votare. Tra le incognite, in una regione tradizionalmente di sinistra, anche l’ipotesi del voto disgiunto da parte degli elettori del Pd che, non volendo votare Paita, potrebbero mettere due croci, una sulla lista del partito e una per Pastorino presidente. Quello che sembra ormai certo e’ che nessuno dei candidati riuscira’ ad affermarsi con una maggioranza solida, aprendo la porta nuovi scenari, e alleanze, subito dopo il 31 maggio. Corrono per la poltrona di governatore della Liguria anche Antonio Bruno, candidato con la lista Progetto Altra Liguria – lista civica raccolta attorno al parroco di San Torpete, Don Farinella) e sostenuto da Rifondazione Comunista, Partito Comunista d’Italia, Verdi e Altra Europa con Tsipras – Matteo Piccardi, per il Partito Comunista dei Lavoratori e Mirella Batini, figlia dello storico console della Compagnia Unica dei Lavoratori Portuali Paride, con la lista Fratellanza donne. (AGI) .

(AGI) – Firenze, 27 mag. – Una campagna elettorale all’insegna della presenza sul territorio, anche quella ‘virtuale’ grazie ai social network, e basata, prevalentemente, su temi quali la crisi del lavoro e l’immigrazione. I sette candidati governatori in Toscana ‘twittano’, ‘postano’ e danno vita ad iniziative nelle varie citta’ della regione durante gli ultimi giorni prima del voto, domenica 31 maggio. Il presidente uscente della Regione Toscana, Enrico Rossi, candidato per il Pd, alleato con la lista civica Popolo Toscano, ha basato la propria campagna elettorale su 25 proposte, con un hashtag di Twitter dedicato: un’idea per ogni giorno. Molto presente su tutto il territorio toscano, Rossi ha sospeso i propri impegni elettorali per partecipare ad un’assemblea dei 200 lavoratori della Smith Bits di Saline di Volterra, in provincia di Pisa, l’azienda con sede legale negli Stati Uniti che ha annunciato la chiusura. Il tema del lavoro al centro anche per Tommaso Fattori, il candidato di Si’ Toscana a sinistra. Fattori rappresenta la sinistra legata ai venti europei di Tsipras e del movimento spagnolo Podemos. Altrettanto impegnato, on line e sul territorio, sul fronte della crisi occupazionale, il candidato della Lega Nord Claudio Borghi, spesso accompagnato dal leader Matteo Salvini. Borghi si e’ recato anche in alcuni campi rom della regione. La Lega, in Toscana, e’ alleata con Fratelli d’Italia. Ex professore ed ex agente di borsa, Borghi e’ milanese ed e’ stato estremamente attivo sul social Twitter, con migliaia di ‘cinguettii’ lanciati. Diviso il centrodestra. Forza Italia, alleata a Lega Toscana-Piu’ Toscana, ha scelto di candidare il gia’ consigliere regionale Stefano Mugnai. Mugnai ha spesso premuto sul tasto sanita’, promettendo agli elettori di abbassarne i tempi d’attesa ed i costi del ticket. Il Movimento 5 Stelle candida Giacomo Giannarelli, che si e’ distinto per toni piu’ pacati rispetto a quelli caratteristici degli albori del movimento di Beppe Grillo. La lista Passione per la Toscana, sostenuta da Ndc/Udc, punta su Gianni Lamioni, imprenditore e presidente della Camera di Commercio di Grosseto. A sorpresa, Gabriele Chiurli ha presentato una propria lista, Democrazia Diretta. Chiurli fu eletto cinque anni fu nelle fila della Lega in consiglio regionale toscano, per poi confluire nel Gruppo Misto. Per esprimere il voto per la carica di presidente, gli elettori potranno mettere una croce sul nome del candidato presidente scelto e sul simbolo della lista ad esso collegato. Oppure, potranno mettere una croce solo sul nome di un candidato presidente. Si potra’ scegliere anche di esprimere il voto tracciando il segno solo sopra il simbolo della lista; in questo caso il voto si intendera’ automaticamente espresso anche a favore del candidato presidente collegato. Possibilita’ anche di voto disgiunto: si potra’ votare per un candidato presidente e per una lista non collegata ad esso. Sara’ eletto presidente colui che avra’ ottenuto almeno il 40 per cento dei voti validi, secondo la legge elettorale toscana. Se nessuno avra’ raggiunto questa soglia, si terra’ il turno di ballottaggio fra i due candidati piu’ votati, dopo due settimane, quindi il 14 giugno. (AGI) .

(AGI) – Ramallah, 27 mag. – I caccia israeliani hanno condotto una serie di raid aerei all’alba contro alcuni terreni e obiettivi militari delle milizie palestinesi a est di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, senza provocare feriti. In particolare i caccia israeliani hanno colpito una sede vuota delle brigate Ezzedin al Qassam, braccio armato di Hamas, e un terreno usato dal Jihad islamico a Beit Lahya, nel nord della Striscia.

Amnesty accusa Hamas, omicidi e abusi sui palestinesi

L’attacco aereo e’ scattato dopo il lancio di un razzo di prova da parte delle milizie palestinesi caduto in mare. L’esercito israeliano sostiene invece di aver rilevato il lancio di un razzo palestinese verso il territorio israeliano caduto in una zona disabitata. (AGI)

(AGI) – Gerusalemme, 27 mag. – Duro atto di accusa di Amnesty International contro Hamas: nei 50 giorni di guerra contro Israele, nel 2014, il Movimento di resistenza islamico si e’ resa responsabile, secondo l’ong, di veri e propri crimini di guerra: sequestri, torture e omicidi extragiudiziali di palestinesi accusati di collaborazionismo con Israele. Il rapporto che si intitola ‘Strangolare colli’, sostiene che nei giorni e settimane in cui “le truppe di Israele infliggevano morte e distruzione alla popolazione di Gaza, Hamas ne approfittava per regolare i conti spietatamente”. Alcuni vennero giustiziati pubblicamente (come sei uomini fatti inginocchiare incappucciati di fronte a una moschea dinanzi a una folla di uomini, donne e bambini), altri morirono in prigione in circostanze sospette, altri ancora sparirono. Chi era anche solo “percepito come un avversario politico”, uomini di Fatah o ex componenti delle forze di sicurezza dell’Anp a Gaza, e’ finito sequestrato, torturato o assalito. Alcuni magari si trovavano gia’ in prigione da prima che iniziasse l’offensiva di Israele. Hamas e Fatah nell’aprile del 2014 hanno firmato un accordo di riconciliazione che si e’ formalizzato in un governo di unita’ nazionale, mai concretizzatosi davvero; e di fatto il confronto tra il movimento islamista, che ha il controllo dell’enclave costiera, e quello nazionalista, al governo in Cisgiordania, continua tuttora (AGI)