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(AGI) – Taranto 17 maggio – La vertenza di Teleperformance, la multinazionale francese che ha annunciato la ristrutturazione societaria dei call center di Taranto e Roma, si avvia ad un passaggio cruciale. Domenica prossima, in serata, i dipendenti del call center di Taranto effettueranno un singolare flash mob: rimarranno in mutande per qualche minuto in una piazza del centro di Taranto per simboleggiare – e lanciare al tempo stesso un monito all’opinione pubblica – come l’azienda, con i vari provvedimenti adottati negli ultimi anni, dalla cassa integrazione alla riduzione di alcune voci della busta paga, li abbia “messi in mutande”. Il giorno dopo, invece, e’ prevista la ripresa delle trattative a Roma tra Teleperformance e sindacati dei lavoratori delle comunicazioni dopo l’ultimo faccia a faccia che ha determinato una rottura tra le parti. “Non chiudiamo i call center di Taranto e Roma, ne’ li vendiamo, ne’ licenziamo il personale, ma e’ ovvio che se con i sindacati non arriveremo ad un accordo sulla ristrutturazione, la strada purtroppo sara’ segnata e diverranno inevitabili licenziamenti e chiusura”. Dopo l’ultimo incontro con i sindacati di categoria, Gabriele Piva, ad di Teleperformance (2.400 addetti a Taranto, 300 a Roma e 400 a Parco San Leonardo-Fiumicino), rilancia le richieste della multinazionale. Che possono dividersi in tre punti: creazione di una nuova societa’ solo per Parco San Leonardo mentre Roma e Taranto restano con l’assetto attuale e con l’attuale portafoglio clienti; apertura alla flessibilita’ e riduzione del tempo indeterminato; riduzione dell’orario di lavoro settimanale da 33 a 20 ore con turni di quattro ore anziche’ sei, oppure di otto, se necessario per le richieste del committente, ma divise in due tranche. “Dobbiamo recuperare competitivita’ ed essere efficienti – dice Piva – perche’ la nostra e’ un’azienda di persone che offre servizi ad altre persone. Se non ci adeguiamo alle richieste del mercato, non c’e’ futuro e Teleperformance gia’ oggi a Taranto perde tra gli 8 e i 9 milioni di euro. Chiediamo ai dipendenti un sacrificio, anche in termini di stipendio, ma ne va della tutela posto di lavoro”. Si’ al discussione, no alla ristrutturazione cosi’ come la prefigura l’azienda: e’ questa la posizione dei sindacati in risposta all’ad di Teleperformance. .

(AGI) – Roma, 17 mag. – ‘Mia madre’ di Nanni Moretti e’ stato venduto in oltre trenta Paesi, tra cui i principali Paesi europei. Lo rende noto Nicola Claudio, presidente di Rai Cinema, coproduttore del film insieme a Sacher Film, Fandango e la francese Le Pacte. “Al mercato internazionale di Cannes, ‘Mia madre’ e’ stato acquistato dall’Argentina, dal Cile e da tutti i principali Paesi dell’America Latina – ha detto -. In Europa, da Spagna, Gran Bretagna, Scandinavia, Benelux e altri. Persino il territorio del Giappone si e’ aggiudicato i diritti del film”. A curarne le vendite estere e’ la societa’ Film Distribution. “La meravigliosa accoglienza della stampa estera e l’attenzione dei piu’ importanti mercati internazionali confermano la forza straordinaria del film di Moretti, capace di parlare al pubblico di tutto il mondo. Questo positivo dato di vendite – conclude Nicola Claudio – segna un risultato importante per tutto il cinema italiano che sta vivendo un momento di successo e visibilita'”. .

(AGI) – Roma, 17 mag. – La Salerno – Reggio Calabria – la finiamo. Domani ci sara’ il nuovo Cda di Anas, ed entro il 2015 tutti i cantieri avranno un’accelerazione definitiva”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi a l’Arena su Rai 1. (AGI)

(AGI) – Damasco, 17 mag. – L’esercito siriano e’ riuscito a respingere i miliziani dello Stato islamico fuori da Palmira e le rovine del sito patromonio dell’Unesco non sono state danneggiate. Lo conferma il direttore delle antichita’ e dei musei Mamoun Abdulkarim, dopo che l’Osservatorio siriano per i diritti umani aveva annunciato che i jihadisti avevano perso il controllo delle zone settentrionali della citta’, conquistate sabato. “Oggi abbiamo buone notizie, stiamo molto meglio. Non ci sono danni alle rovine, ma questo non significa che non bisogna essere preoccupati”, ha spiegato il direttore.

Sono circa 300 i morti nella battaglia tra esercito siriano e miliziani dello Stato islamico per il controllo di Palmira. Lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani, rivedendo un precedente bilancio di 76 morti.

(AGI) – Beirut, 17 mag. – Sono circa 300 i morti nella battaglia tra esercito siriano e miliziani dello Stato islamico per il controllo di Palmira. Lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani, rivedendo un precedente bilancio di 76 morti. (AGI)