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Topi, zanzare, gabbiani, addirittura cinghiali. E poi immondizia, degrado, incuria. Che sta succedendo a Roma? La violenza subita da una senzatetto tedesca nella centralissima e (un tempo) bellissima Villa Borghese ha portato all'attenzione del mondo intero la situazione di degrado in cui versa Roma. E così la villa, che con i suoi 80 ettari di verde e viali alberati era il luogo ideale per passeggiate romantiche e per fare sport, è diventato il simbolo del degrado.

"Raggi intervenga per salvare le ville romane"

Le associazioni ‘Amici di Villa Borghese’, ‘Associazione per Villa Pamphilj’, ‘Leprotti di Villa Ada’ e ‘Osservatorio ambientale Sherwood’ hanno chiesto al Comune un intervento in grado di contrastare “Il degrado e l’abbandono delle ville storiche che stanno superando il limite di non ritorno”, raccolto dal Corriere della Sera. Tra le richieste delle associazioni, che si fanno portavoce di un sentimento comune, l’istituzione di una ‘casa del parco’ e la realizzazione di strutture e servizi quali bagni e spazi per i bambini. Il parco richiederebbe un costante monitoraggio e la chiusura notturna. 

Leggi anche: Tutta la verità su Roma secondo Beppegrillo.it "Curata, pulita, decorosa"

Beatrice Lorenzin contro la sindaca di Roma

E in questo settembre si è riacceso lo scontro tra la sindaca Virginia Raggi e la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin. Uno scontro iniziato 5 mesi fa, ad aprile, quando un bambino di tre anni era stato morso da un topo mentre giocava in un parco al Prenestino. In una lettera aperta alla sindaca, la Lorenzin scriveva che “affrontare il tema della raccolta dei rifiuti e della pulizia della città è una questione di capacità amministrativa e di visione. Invece si è aggravata l'emergenza igienico sanitaria che io stessa segnalai al prefetto Tronca due anni fa, a cominciare dalla derattizzazione, dai gabbiani, dalla zanzara tigre, fino alla presenza oramai perenne di pidocchi e blatte”.

Lo scontro si rinnova

Dopo cinque mesi, la situazione a Roma sembra essere addirittura peggiorata e la scusa dell’amministrazione capitolina di essersi insediata ha ormai fatto il suo corso.

Adesso la polemica si rinnova a causa dell’emergenza Chikungunya, malattia tropicale virale, caratterizzata da febbre e forti dolori soprattutto articolari, che tra Roma e Anzio ha colpito finora 93 persone, come riporta il Corriere della Sera. La Chikungunya non è una malattia grave ma ‘solo’ una febbre particolarmente debilitante, ed è la stessa Lorenzin a tranquillizzare tutti dichiarando che “Non esiste nessun allarme”. Tuttavia la ministra ha ricordato quanto sia indispensabile operare tempestivamente le disinfestazioni. Per il Movimento 5 Stelle Daniele Diaco ha replicato che “a oggi sono stati effettuati ben 1635 interventi”. Eppure, secondo una ricostruzione del Messaggero, sono ancora 71 le aree a rischio nelle quali sono stati segnalati casi probabili e confermati Chikungunya.

Leggi qui per saperne di più sulla Chikungunya

I topi in due scuole

Ben più pericolose delle zanzare, seppure meno potenti dal punto di vista mediatico, sono i topi. Nella Capitale (come in tutte le grandi città) ci sono sempre stati. Ma il fatto che due scuole, destinate a ospitare i bambini, non abbiano riaperto perché infestate dai topi è una novità. La scuola materna comunale Gregna Sant’Andrea di via della Seta, in periferia, non ha riaperto dopo le vacanze scolastiche, a causa della presenza dei roditori. L’amministrazione dell’istituto ha inoltrato pronta segnalazione al VII municipio, che ha autorizzato le derattizzazioni proprio in questi giorni. Stessa storia a Trigoria, dove i topi hanno trovato riparo nell'istituto “Marta Russo”, complesso che ospita elementari e medie e che è rimasto chiuso per giorni aspettando la derattizzazione. 

Gassman e Tor di Valle

La situazione in cui versa Roma è stata segnalata spesso dagli stessi romani. E va avanti da anni, sempre peggio. Non a caso nel 2015 fece scalpore l'attore Alessandro Gassman che su Twitter invitava i romani a prendere ramazza e scopa e pulire il proprio quartiere. Per non parlare dello Stadio della Roma. La scelta di Tor di Valle fece storcere il naso agli ambientalisti che parlarono di oasi naturale. A quel punto prolificarono sul web video di romani che facevano vedere in che condizioni fosse la zona, tra immondizia, sterpaglie e rifiuti di ogni genere. 

Galleria Fotografica: Ecco com'è Tor di Valle

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