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Cronaca

Da Londra a Mosul, da Aleppo a Kabul, la sofferenza e la paura sono uguali dappertutto. E le vittime soprattutto. Guerre e attentati non risparmiano nessuno: uomini, donne, bambini, famiglie. Da oltre 20 anni Emergency osserva la guerra sul campo. Nelle sale operatorie in Iraq e Afghanistan, Emergency è stata, ed è ancora testimone, della devastazione portata dalla guerra in interi Paesi. Nei porti della Sicilia e nei campi profughi nel Kurdistan iracheno Emergency offre cure gratuite a migliaia di persone in fuga da violenza e povertà. Ma di cosa abbiamo bisogno per andare verso un mondo senza guerra?

#diguerraedipace è il filo rosso che unirà incontri, dibattiti, mostre e concerti organizzati dal 22 al 25 giugno a Catania per il XVI Incontro Nazionale di Emergency. Per approfondire e condividere l’impegno dell’associazione, dei suoi operatori e dei suoi volontari contro la guerra.

Agi trasmette in diretta dal Teatro Massimo Bellini di Catania, la conferenza multimediale “La valigia: un viaggio verso l’abolizione della guerra”. Sul palco: il fondatore di Emergency Gino Strada, il presidente di Emergency Cecilia Strada, il sindaco di Messina Renato Accorinti, il mediatore culturale del Programma Italia di Emergency Bader Belrhazi, il coordinatore medico del Programma Italia di Emergency Luca Corso, l'ingegnere Vito Alfieri Fontana, la psicoterapeuta e psicologa Giovanna Schittino. Ad accompagnarli, i musicisti Roy Paci e John Lui e l'attore Mario Spallino.

Tutte le serate del XVI Incontro Nazionale di Emergency saranno trasmesse live anche su Facebook sulla Fanpage Emergency. Tutti gli aggiornamenti sulla Fanpage. A questo link il programma completo dell’Incontro Nazionale.

Non basta rifugiarsi in casa, svestirsi, fare docce gelate e stare immobili distesi sul divano, quando il caldo arriva è difficile sfuggirgli, soprattutto di notte. E non sono poche le persone che, non appena la temperatura comincia a superare i trenta gradi, cominciano a non dormire, a rigirarsi nel letto, cercando invano un pò di fresco. Per fare un sonno tranquillo – si legge sull’Indipendent – la temperatura ideale della stanza si dovrebbe aggirare tra i 16 e i 21 gradi. In questo modo il cervello riesce ad essere più fresco rispetto al resto del corpo. “Dormire bene è importante per poi avere una mente concentrata durante il giorno e un corpo riposato e pieno di energie”, dice la dottoressa Nerina Ramlakhan, esperta dei disturbi del sonno.”L’ideale per dormire bene sarebbe mantenere una differenza di temperatura tra il corpo e la mente: corpo caldo e mente fredda”.

Leggi anche: Riecco le ondate di calore in città. Casa sapere per difendersi

Naturalmente avere l’aria condizionata in camera risolverebbe il problema, ma per chi invece non ce l’ha ecco 20 utili consigli per combattere il caldo durante la notte:

1.Prima di andare a dormire idratare la pelle con una crema dopo sole a base di aloe, meglio se conservata in frigorifero. Le proprietà rinfrescanti della pianta aiutano ad abbassare la temperatura del corpo.

2.Riempire una bottiglia di profumo vuota con acqua fresca e tenerla sul comodino, così all’occorrenza sarà facile spruzzarla sul viso, sul collo e dietro le ginocchia. Una soluzione veloce per rinfrescarsi un pò.

3.Prima di andare a letto bagnare con acqua fredda polsi e piedi.

4.Congelatore una bottiglia di acqua e all’occorrenza usarla per raffreddare alcuni punti del corpo, come ginocchia, caviglie, polsi, collo, inguine e gomiti.

5.Usare pigiami di cotone molto leggeri o di lino. I tessuti di alta qualità sono molto importanti in questi casi perché rimangono freschi e sono traspiranti.

6.A cena evitare di mangiare troppe proteine, perché contribuiscono ad alzare la temperatura corporea.

7.Mangiare il cibo piccante che stimola la sudorazione può aiutare a raffreddare il corpo, ma è bene farlo almeno tre ore prima di andare a dormire.

8.Evitare di fare sport la sera, è meglio farlo durante le prime ore del mattino.

9.Mettere le lenzuola nel congelatore per un paio di minuti prima di andare a letto. Se non c’è abbastanza spazio potrebbero bastare i cuscini e il pigiama.

10.Fare una doccia tiepida prima di andare a dormire può aiutare ad abbassare la temperatura del corpo. Non deve però essere fredda, perché in quel caso l’organismo reagirà all’improvviso cambio di temperatura cercando di mantenere il calore.

11.Contrariamente a quanto si crede, durante il giorno in casa sarebbe meglio tenere le finestre chiuse e se possibile anche tende, serrande e persiane. In questo modo la casa sarà più fresca durante le ore serali.

12.Cercare di annullare tutte le possibili fonti di calore, soprattutto in camera da letto. Spegnere i dispositivi elettrici e staccare anche le prese di corrente.

13.Tenere i piedi freddi può aiutare ad addormentarsi. In alcuni casi potrebbe bastare lasciarli fuori le coperte, ma se il caldo è veramente soffocante si possono appoggiare su una borsa del ghiaccio.

14.Mettere una bacinella piena di ghiaccio davanti al ventilatore aiuta a raffreddare l’aria.

15.Bere acqua regolarmente durante il giorno, ma non troppa durante la notte così da evitare di svegliarsi più volte per andare al bagno.

16.Quando il caldo diventa veramente insopportabile sarebbe meglio dormire da soli. Più corpi nello stesso letto sono un’ulteriore fonte di calore.

17.Se la casa è su più piani, meglio dormire in quello più basso. Il calore, si sa, tende a salire.

18.Dormire con una maglietta umida potrebbe aiutare a sentire meno caldo.

19.Se ci si sveglia durante la notte è bene avere a portata di mano un bastoncino di mentolo e strofinarlo sulla fronte, aiuta ad avere una sensazione di freschezza.

20.Mettere una pezza bagnata nel frigorifero per circa un’ora prima di andare a letto e poi poggiarla sulla fronte prima di addormentarsi.

E' morto a causa di complicanze polmonari e cerebrali da morbillo il piccolo di 6 anni che era ricoverato presso il reparto di rianimazione dell'Ospedale San Gerardo di Monza. Lo riferisce in una nota l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, rilevando che "la storia di questo piccolo affetto da leucemia è l'esempio di come la cosiddetta 'immunità di gregge' sia fondamentale per la protezione di coloro che, per la loro malattia o per lo stato di trattamento in cui si trovano, non sono protetti, anche quando fossero vaccinati dal morbillo così come da altre malattie infettive".

Sull'immunità di gregge l'articolo del Corriere della Sera.

Il piccolo – ha spiegato l'assessore – era affetto da una leucemia linfoblastica acuta, malattia che oggi ha una probabilità di guarigione in oltre 85% dei casi con forme simili. In data 15 marzo, per il sospetto di infezione da morbillo (diagnosi confermata il 16 marzo), è stato trasferito in terapia intensiva per il peggioramento progressivo del quadro polmonare con necessità di assistenza respiratoria. E' stato intubato e successivamente è iniziata l'assistenza mediante 'Ecmo' per insufficienza cardiaca o respiratoria, proseguita fino a oggi. "Ci tengo a sottolineare – conclude l'assessore – come solo l''immunità di gregge', cioè la vaccinazione di oltre il 95% dei bambini, sia l'unica strada per tutelare soggetti immunodepressi o che hanno contratto malattie come nel caso del piccolo del San Gerardo, che per queste ragioni non possono vaccinarsi". 

Leggi il blog di Giovanni Maga: "L'emergenza morbillo azzera la discussione sui vaccini. Ecco perché"

"E' dolorosissimo commentare la morte del bimbo di 6 anni a Monza che si sarebbe probabilmente salvato dalla leucemia ma che il morbillo ha ucciso perchè essendo malato non poteva essere vaccinato". Lo afferma in un messaggio il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. "Succede, come dice la scienza, quando manca l'immunità di gregge. Non serve aggiungere parole, bisogna rispettare la medicina e le verità scientifiche per fare il bene dei nostri figli", prosegue Lorenzin, aggiungendo di essere "vicina ai genitori e al loro immenso dolore".

Leggi la storia del bambino anche sul Secolo XIX (qui)

UE, seconda giornata del Consiglio europeo a Bruxelles con il premier Gentiloni. Al centro il tema dei migranti.

CALDO, temperature elevate in tutta Italia: e' allarme siccità.

BALLOTTAGGI, ultimo giorno di campagna elettorale prima del voto di domenica. Salvini, Toti e Meloni a Genova, Berlusconi a Monza. Timori nel centrosinistra per le divisioni a livello nazionale.

POLITICA

  • Prodi e Bazoli a Bologna alla chiusura del Master in Giuristi, Consulenti e Professionisti d'Impresa.
  • Boldrini in visita alla Biennale di Venezia.
  • Ap, convegno sul Mezzogiorno a Casamassima con Alfano, Costa, Galletti e Lorenzin.

ECONOMIA

  • Istat, i dati su fatturato e ordinativi.
  • Assicurazioni, relazione annuale dell'Ivass con il dg di Bankitalia, Salvatore Rossi.
  • Federmeccanica, assemblea a Reggio Emilia con Calenda, Boccia e Landini.
  • Fondi pensione, seminario Cgil con Camusso.
  • De Vincenti a Milano alla presentazione del libro di Boitani.
  • Trasporto pubblico, convegno a Bologna con Nencini e Barbagallo.

ESTERO

  • Brexit, primo anniversario del referendum.

CRONACA

  • Papa Francesco riceve il reggente del Sovrano militare ordine di Malta.
  • Roma, la sindaca Raggi presenta i dati sul turismo nella capitale nella prima parte dell'anno.
  • Carabinieri, cerimonia a Pordenone con Del Sette.

Al malfunzionamento delle amministrazioni pubbliche si può rimediare, e il 'whistleblowing' può essere un utile alleato. Una parola che letteralmente significa ‘soffiare nel fischietto’ e deriva dall’inglese ‘to blow the whistle, con chiaro riferimento all'azione dell'arbitro nel segnalare un fallo o a quella di un poliziotto che tenta di fermare un'azione illegale. Dal 2014 anche la legge italiana ha fornito i dipendenti pubblici di questo strumento, mutuato dai Paesi anglosassoni, che permette di prevenire la corruzione, segnalando qualsiasi tipo di disfunzione, di irregolarità e anche di illegalità all’interno delle amministrazioni. Nasce così la figura del whistleblower.

Chi è il whistleblower

Il whistleblower è il soggetto che, a fronte di attività illecite o fraudolente all’interno di un’amministrazione pubblica, si fa carico di segnalare al proprio dirigente o alle autorità competenti la situazione irregolare. Il fine è quello di riportare le procedure amministrative e i comportamenti dei dipendenti pubblici sui binari della legalità. Si tratta in sintesi di un modo per aumentare la collaborazione tra amministrazione e dipendenti pubblici. “Il whistleblower è tale quando si fa carico di un interesse pubblico, collettivo – precisa Raffaele Cantone, presidente dell’Anac, durante la conferenza stampa di presentazione del secondo monitoraggio nazionale sull’applicazione del whistleblowing – e non individuale, come invece spesso è accaduto in questi 4 anni”.

Cosa succede dopo la segnalazione

L’autorità amministrativa interpellata da un whistleblower si fa carico, grazie alla segnalazione di fronteggiare il rischio che quella situazione possa ripetersi in futuro, intervenendo dunque affinché l’amministrazione interessata adotti le giuste misure per prevenire la corruzione.

I quattro anni di whistleblowing italiani

Da un’analisi degli ultimi quattro anni, da quando è entrata in vigore la legge (settembre 2014) fino a maggio 2017, si può notare come il numero delle segnalazioni alle Autorità rispecchi un trend positivo. Si parte con 16 durante gli ultimi mesi del 2014 per arrivare a 200 nel 2015 e a 252 nel 2016. I primi cinque mesi del 2017 sono particolarmente significativi, perché le 263 segnalazioni hanno già superato il numero totale degli anni precedenti. Nel grafico (sotto) vengono riportati anche il numero di fascicoli che è derivato. Tra i due dati non c’è corrispondenza perché alcuni fascicoli contengono più segnalazioni accorpate per ragioni di connessione oggettiva e soggettiva. "L'aumento delle segnalazioni – spiega Raffaele Cantone – è positivo, sintomo che sta crescendo anche una coscienza civica all'interno delle amministrazioni pubbliche”.

In base alle segnalazioni che sono arrivate direttamente all’Anac – si legge sul rapporto che riguarda il monitoraggio del whistleblowing – nell’ultimo anno e mezzo si può notare come queste siano arrivate maggiormente dal Sud Italia, poi dal Nord e infine dal Centro.

Tra i soggetti che hanno fatto più segnalazioni troviamo sicuramente i dipendenti pubblici. Nel 2016 hanno pesato per il 75%, seguiti dai dirigenti con un 16%, gli RPCT (i responsabile della prevenzione della corruzione) con il 5% e poi con il 2% i militari e la polizia municipale. L’andamento è molto simile fino al 31 maggio del 2017.

 

Al primo posto tra le condotte illecite segnalate, sia nel 2016 che nel 2017, ci sono le irregolarità negli appalti, rispettivamente con il 20 e il 27%. Il dato è quindi cresciuto già molto negli ultimi mesi. Poi ci sono gli incarichi e le nomine, seguite dai concorsi. Le segnalazioni per questi ultimi hanno pesato per il 10% nel 2016 e sono arrivate già al 18% nel 2017.

 

Sempre prendendo in considerazione le segnalazioni degli ultimi 17 mesi, il rapporto evidenzia che i whistleblower più attivi sono quelli delle Regioni e degli Enti locali. La percentuale è del 44,83% nel 2016 e del 49,19% nel 2017. Poi ci sono le altre amministrazioni( i ministeri, gli Enti, le autorità portuali, etc), le aziende sanitarie ed ospedaliere e infine le istituzioni scolastiche.

Troppa diffidenza e scetticismo

Il whistleblowing in Italia è stato introdotto relativamente da poco e potrebbe concorrere a una vera e propria rivoluzione copernicana nei rapporti fra pubblica amministrazione e cittadino. Però a distanza di 4 anni “non posso non rilevare – commenta Raffaele Cantone – che verso questo strumento c’è ancora molta diffidenza: tanto nei vertici degli enti pubblici, quanto tra i dipendenti e l’opinione pubblica. Molte delle segnalazioni sono anonime e ciò accade perché c'è ancora molta difficoltà a dare una reale tutela ai whistleblower. Il rischio per il dipendente è che a fronte di una segnalazione ci siano delle ritorsioni o attività di mobbing. In questo caso la legge non è particolarmente efficace. Per questo chiediamo – conclude il presidente dell'Anac – che sia al più presto approvata una proposta di legge già esistente e all'esame del Senato che risolverebbe  tale problema”. Inoltre- si legge nel rapporto – spesso l’Anac ha ricevuto segnalazioni per le quali non era competente e che non rispecchiano le finalità del whistleblowing, forse ancora troppo poco conosciute e capite. Quindi le segnalazioni spesso non riescono ancora a generare tutta l’efficacia che potenzialmente l’istituto ha.

Cosa si potrebbe migliorare

“L’autorità sta provando strade utili – conclude Cantone – a ridurre il clima di diffidenza e di scetticismo che circonda il whistleblowing e a indirizzare i segnalanti lungo un percorso congruente con le finalità dell’istituto”.

Per raggiungere tali scopi è necessario:

  • Approvare la proposta di legge, in attesa al Senato, che contiene una disciplina più dettagliata e utile per concretare i principi stabiliti dalla ‘Legge Severino’ del 2012.
  • Intervenire sul fronte della formazione per far comprendere ai dipendenti pubblici quanto sia importante ricorrere al whistleblowing in maniera consapevole e conoscere le sue finalità, e alle pubbliche amministrazioni l’utilità di segnalazioni che le mettano in grado di porre riparo a condotte corruttive, prima dell’intervento della giustizia penale e amministrativa.

 

 

 

Aveva promesso fuoco e fiamme e così è stato: il musical "Divo Nerone – Opera Rock" che ha preso il via il 7 giugno nel bel mezzo di una bufera mediatica, è di nuovo al centro di una polemica. E questa volta potrebbe essere più grave del previsto. Dopo poco più di 10 giorni di spettacoli, il musical completamente Made in Italy, prodotto dalla "Nero Divine Ventures", è stato sospeso "per una direttiva del Dipartimento per le attività culturali del comune di Roma", ha spiegato all'Agi Cristian Casella, produttore del musical insieme a Jacopo Capanna. Il tono di Casella è irritato: "Non posso dire altro perché stiamo valutando delle azioni diverse dalla comunicazione. Faremo una conferenza stampa per chiarire e rendere ufficiali tutti i contenuti di questa vicenda. Una cosa è certa: su questa sospensione sono state dette molte cose non vere".

L'articolo del Corriere 

A far scoppiare l'ultimo caso è stata la notizia apparsa giovedì sul Corriere  "Lo show è sospeso per mancanza di licenze". "Almeno in attesa del ricorso al Tar che gli organizzatori potranno presentare entro sessanta giorni – si legge nell'articolo – con lo scopo forse di ottenere una sospensiva del provvedimento preso nei giorni scorsi dal Dipartimento per le attività culturali – vista la mancanza dell’autorizzazione necessaria a iniziare lo spettacolo – che consenta di riprendere le repliche, in attesa di una decisione definitiva dei giudici amministrativi". Per il quotidiano, il passo del Campidoglio "sancisce almeno per ora la carenza di documentazione per iniziare l’attività legata al Divo Nerone che era emersa già la sera dell’affollata anteprima, con circa 3mila ospiti, fra i quali molti vip, il 6 giugno scorso, a poche ore dal no della Commissione comunale di vigilanza locali pubblico spettacolo che aveva evidenziato diciotto irregolarità in materia di sicurezza. Allora però lo show era cominciato con due ore di ritardo dopo l’intervento della Questura che aveva consentito agli organizzatori di alzare il sipario per motivi di ordine pubblico". 

Dalla location ai biglietti, Divo Nerone nella bufera

Un protagonista che lascia il segno – Nerone -, 4 premi Oscar al lavoro e una location prestigiosa come il colle Palatino: il musical si rivela da subito un progetto molto ambizioso. L'idea è quella di riempire una tribuna da tremila posti 6 giorni su 7, per 260 rappresentazioni (80 quelle estive fino al 10 settembre le altre in inverno in diversi teatri romani al chiuso). 
 
Il colle Palatino – Ma già prima di alzare il sipario, Divo Nerone si ritrova al centro di una bufera che ruota intorno alla scelta della location. Sui due fronti sono schierati: da una parte, coloro che dicono ‘no’ all’uso del Foro Romano per uno spettacolo commerciale, dall'altra, chi pensa che anche il Foro vada vissuto, basta con il concetto di città Museo, apriamo e usiamo i monumenti di Roma anche per fare business, anche per creare ricchezza e reddito che magari si potranno sfruttare per manutenere e valorizzare il patrimonio culturale.
 
Il palco – Contestata anche la dimensione del palco: "un ecomostro" La struttura ha il permesso ministeriale: “Durerà qualche mese, poi verrà smontato. Se non andasse bene, i prossimi anni non si farà più", replica il 21 maggio il ministro Franceschini. 
 
La prima serata – Il debutto non supera l'esame della stampa . Molti i punti deboli della prima serata che vengono riportati nero su bianco sui giornali, a iniziare dal ritardo (circa due ore) alla musica "più pop che rock" e che non "diventa mai memorabile". Alla fine la critica giudica lo show "a misura di turista", non proprio un complimento nonostante sia uno spettacolo pensato proprio per entrare nel cuore (e nelle tasche) dei turisti. 

Un flop? Casella: "Macché! Durerà 20 anni"

A cinque sere dal debutto, lo spettacolo stenta a decollare, con una partecipazione di qualche centinaio di persone a sera, contro i 3000 posti a sedere da riempire. Un flop? “Assolutamente no. Il modello di business che abbiamo scelto punta si basa su un ciclo di vita di 20-30 anni e la fase di avvio a rilento non è certo un problema”, spiega in una lunga intervista all’Agi Cristian Casella leggi qui. Lo stesso break- even, aggiunge, "è previsto tra tre anni, considerando una fase di lancio più debole. In realtà gli investimenti sono stati programmati in tre fasi: quella della messa in scena, che riguarda gli spettacoli del Palatino; quella invernale, che prevede la messa in scena nei teatri; e quella internazionale quando, a partire dal 2018, partirà uno spin-off per portare Nerone in tourneé all’estero". 
 
Quanto alle critiche, "credo che al di là dei giudizi, che possono essere positivi o negativi, ci sia stata anche una posizione di pregiudizio nei confronti del prodotto, non contro persone. Sulle pagine di due dei principali quotidiani italiani è partita una vera e propria campagna di demolizione dallo scorso 22 aprile. Critiche sproporzionate rispetto al progetto, bello o brutto che sia".

Dopo la morte per arresto cardiaco della blogger francese 33 enne Rebecca Burger legata allo scoppio di un sifone spray da cucina che l’ha colpita al petto, è finito sotto accusa il modello del nebulizzatore. E a pochi giorni dall’incidente mortale rispuntano denunce, articoli di giornali e allerta lanciate dalle associazioni dei consumatori già dal 2013.

La dinamica dell’incidente domestico

L’incidente domestico è accaduto sabato 17 giugno mentre la modella si trovava nella casa sua casa a Mulhouse, in Francia. Burger stava maneggiando un sifone spray da cucina che conteneva panna montata quando:

  • la parte superiore dello spray (che contiene il nebulizzatore) gli è esplosa fra le mani;
  • la blogger è stata ferita gravemente al petto ed è entrata in arresto cardiaco;
  • nonostante l’arrivo dei soccorsi e il ricovero in ospedale il suo cuore non ha ripreso a battere,
  • Rebecca è stata dichiarata morta domenica 18 giugno;
  • la famiglia ha dato la notizia con un post pubblicato sull’account Instagram di Rebecca;
  • il compagno della blogger posta la foto della bomboletta difettosa lanciando l’allarme.

I precedenti dello 'spray' difettoso

Il compagno della modella ha pubblicato su Instagram una foto della bomboletta spray esplosa, invitando i follower a non utilizzare quel modello di spray. “Non usate questo modello a casa vostra. Diverse decine di migliaia di apparecchi difettosi sono ancora in circolazione”.

Il compagno di Rebecca, secondo quanto ha ricostruito La Stampa, si riferisce al dispositivo prodotto da Ard’Time, finito sotto accusa per alcuni incidenti, non mortali, che sono stati segnalati fin dal 2009.

  • L’Istituto nazionale dei consumatori francesi (Conso) ha messo in guardia i possessori del sifone da cucina dall’uso di quel particolare dispositivo a causa della “rottura della testina in plastica sotto l’effetto della pressione” del gas introdotto nel contenitore metallico.
  • La Confederazione generale degli importatori francesi (Cfi) ha individuato una lista di modelli (solo quelli con la testina in plastica, escluse quelle in metallo) che “per precauzione e sicurezza” no vanno utilizzati.
  • La rivista francese ‘60 millions consommateurs’ aveva già messo in guardia i consumatori parlando di una serie di lesioni causate da quel tipo di connettore difettoso: dai denti rotti alla perdita di un occhio. 

L'obbligatorietà delle vaccinazioni resta, le multe saranno probabilmente molto ammorbidite e sul numero dei vaccini cui non ci si può sottrarre potrebbe essere inserito un monitoraggio periodico. Il passaggio in Senato del decreto sulle vaccinazioni obbligatorie potrebbe portare diverse novità. Su alcune delle modifiche si è detta disponibile lo stesso ministro Beatrice Lorenzin: "C'è un unico punto che per me deve rimanere fermo nel passaggio parlamentare: non può venir meno agli elementi scientifici che hanno portato alla sua nascita". 



Insomma, si prevedono modifiche significative, come scrive La Stampa. Dovrebbero ridursi di molto le multe, dovrebbe sparire la perdita della patria potestà, che resterebbe per i casi eccezionali, potrebbe essere prevista l’introduzione di un meccanismo di verifica periodica per dire quali sono le vaccinazioni da effettuare obbligatoriamente e quali invece possono essere evitate.

 

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Scelta scientifica, non politica

Lorenzin ha spiegato che "questo non è un decreto politico nel senso del termine ma un decreto tecnico che risponde ai bisogni di urgenza per prevenire delle emergenze. Questi bisogni di urgenza ci sono stati indicati dalle autorità sanitarie, dalle autorità scientifiche. L'elenco delle vaccinazioni è stato fatto dalle autorità sanitarie e scientifiche, quindi le modifiche al decreto vanno bene solo se avvalorate da loro". "Adesso – ha precisato Lorenzin – leggerò gli emendamenti che sono stati presentati. Uno, per esempio, lo abbiamo già concordato: è quello sull'anagrafe nazionale e siamo disponibili a mettere risorse del ministero. Possiamo anche discutere della modulazione delle sanzioni, ma sul resto devo tenere conto delle indicazioni e dell'analisi delle autorità sanitarie, delle autorità scientifiche". E le autorità scientifiche e sanitarie hanno lanciato da tempo l'allarme: la copertura dei bambini italiani è troppo bassa, lo dimostra anche la diffusione del morbillo quest'anno".



Possibile revisioni degli obbligatori

Fra le proposte su cui si discute, è complessa quella che interverrà (in prospettiva, e sempre sulla base di indicazioni stabilite dagli scienziati) sul numero di vaccini obbligatori. La soluzione tecnica ancora non è stata definita, ma l’idea è quella di partire con le attuali 12 vaccinazioni obbligatorie. Periodicamente, ogni due o tre anni, sulla base delle risultanze e dei dati epidemiologici, il ministero potrà stabilire se per una o più patologie si sia raggiunta la copertura vaccinale desiderata, e che dunque si possa definire quella vaccinazione non più obbligatoria. 



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Tutto quello che c'è da sapere sui vaccini

A scuola rischio caos a settembre

Il dl in Senato: Il testo del decreto

Pronta a chiarire davanti ai magistrati, pronta a prendere anche le critiche "questa amministrazione ci sta, ci mette la faccia". Virginia Raggi, prima donna sindaco della capitale, rivendica con orgoglio i fatti del primo anno alla guida del Campidoglio. 

Leggi anche: Un anno di Virginia Raggi, e voi che ne pensate?

Ecco le frasi-chiave del sindaco

"Ho ricevuto un avviso di conclusione indagini per due vicende. Ritengo di aver agito in buona fede e spiegherò le mie ragioni ai magistrati".

"Ho sentito Beppe, mi ha incitato ad andare avanti, continueremo a lavorare".

Un anno "intenso ma pieno di opportunità, perché i cittadini ci hanno chiesto di cambiare. Stiamo portando un cambiamento profondo e radicale. Sicuramente la cosa più difficile e meno visibile è stata riavviare le gare di appalto, unico modo con cui tutti i competitor possono giocarsela".

Leggi anche: Un anno con Virginia Raggi, la vostra pagella

"Sarebbe stato molto facile risolvere immediatamente il problema delle buche o quello del verde chiamando le solite ditte, che noi nemmeno conosciamo, per fare le cose velocemente. Non dobbiamo fare cose per far vedere che siamo bravi ma fare cose che restino nel tempo. Ci prendiamo anche le critiche ci sta, questa amministrazione ci sta, ci mette faccia".

"Stiamo facendo il massimo e faremo ancora di più ma non molliamo. Siamo orgogliosi di iniziare a presentare il lavoro fatto nel primo anno di consiliatura. Riteniamo fondamentale dialogare costantemente con cittadini che ci hanno eletto. E' stato un primo anno intenso stiamo facendo un cambiamento radicale. La città trovata era ferma".

Raggi ha ringraziato consiglieri, Municipi e cittadini per "la pazienza, perché questo è un lavoro lungo per cui serve pazienza. Roma rinasce con l'aiuto di tutti".

Quanto alla vicenda del nuovo stadio della Roma calcio a Tor di Valle, il progetto "era partito come una grande speculazione edilizia, ci abbiano messo le mani con i proponenti, che devo dire ci hanno seguito, proponendogli una soluzione diversa. Questo perché molti progetti che abbiamo affrontato sono eredità del passato e metterci mano avrebbe potuto significare una richiesta di danni milionaria per le casse del Comune".

Sulle voci che parlano di Roberta Lombardi possibile candidata M5S alla guida della Regione Lazio, Raggi ha detto "credo che siano ricostruzioni giornalistiche perché come sapete noi facciamo delle primarie online. Credo che questa ricostruzione non tenga contro della competenza da lei maturata, ha fatto un lavoro importante in cinque anni in Parlamento e che potrebbe ancora mettere a disposizione dei cittadini in Parlamento". 

Le foto Un anno in Campidoglio, Virginia Raggi in 15 scatti

Oggi i ragazzi alle prese con l’esame di maturità affrontano la seconda prova. Al liceo scientifico, come è noto, si fa il test di matematica. Curiosa la traccia: tratta di una bicicletta con le ruote quadrate. In particolare si chiede ai ragazzi di calcolare la funzione del tipo di superficie su cui un tale mezzo dovrebbe circolare per poter camminare.

 

 

La superficie necessaria alla bicicletta

Un tale tipo di bicicletta può camminare solamente su una superficie che presenti delle piccole dune.

Tali dune sono un particolare tipo di curva detta catenaria, che è oggetto della domanda posta nella seconda prova di matematica ai licei scientifici oggi. Per capire come è fatta, si immagini di tenere le due estremità di una corda: il resto di essa, cadendo, finisce proprio per formare una curva. La nostra catenaria.

 

 

Il Museo della Matematica di  New York

Come si legge dal testo del compito, la bicicletta con ruote quadrate è esposta al MoMath di New York. Si trova a Manhattan, nella East 26th Street.

E’ stato aperto nel 2012 su iniziativa di Glen Whitney, laureato in matematica e consulente per hedge fund. L’obiettivo era cercare di avvicinare i bambini alla matematica: col tempo è diventato una maniera di cambiare l’idea pubblica generale che si ha della disciplina.

 

Il museo ha diversi programmi:

  • Math Encounters: incontri pubblici con scienziati che mostrano come la matematica sia presente nella vita di tutti i giorni;
  • Math Midway: la mostra vera e propria, che presenta oggetti che servono a capire l’applicazione pratica della matematica come la bicicletta e il Cerchio di Fuoco;
  • Math Midway 2Go: mostre che il museo a richiesta è pronto ad organizzare in altre locali;
  • MoMath Masters: tornei di matematica.

 

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