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Cronaca

Dopo la prima prova di italiano oggi per 500 mila studenti è il giorno della seconda prova scritta, come sempre diversa a seconda dell'indirizzo. Quest'anno versione di latino per il liceo Classico, matematica per quello Scientifico. Al classico la versione è di Seneca: "Il valore della filosofia", sarebbe questo il titolo della versione proposta dal Miur ai maturandi. Mentre allo Scientifico i due problemi contenuti nella prova di matematica riguardano la possibilità di far camminare una bici con le ruote quadrate e una funzione periodica. La prova si articola sulla soluzione di un problema a scelta fra le due opzioni e sui cinque quesiti del questionario.

 

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VERTICE UE al via a Bruxelles: i 28 a confronto su sicurezza, clima, immigrazione e Brexit. Gentiloni incontra Juncker. Riunioni dei leader Ppe, Pse e Liberali europei.

MATURITA', la seconda prova scritta. Matematica allo scientifico e versione di Latino al Classico.

TRASPORTI, si chiude il G7 di Cagliari.- Sviluppo sostenibile, tavola rotonda con il ministro dell'Economia Pier Carlo  Padoan e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

MAFIA, convegno sui beni sequestrati alle organizzazioni criminali con Morando. Bindi e Roberti presentano la Relazione annuale della Dna.-

"Sono le storie originali, gli approfondimenti, il giornalismo investigativo ad attirare gli abbonamenti. I lettori non sono stupidi, sanno che il giornalismo di qualità ha un prezzo. E per averlo sono disposti a pagarlo". Quello di Jeff Bezos, fondatore di Amazon e proprietario dal 2013 del Washington Post, era l'intervento più atteso a "The future of newspapers". All'evento conclusivo dei festeggiamenti dei 150 anni del quotidiano torinese La Stampa ha partecipato insieme ad imprenditori, direttori, amministratori delegati di media company di tutto il mondo ad una serie di panel dove si è discusso del futuro di una professione e di un business tra quelli che maggiormente hanno sofferto dell'avvento del digitale. 

"Internet è un dono per i giornalisti" (Bezos) 

Eppure per Bezos "Internet è stato un grande dono per svolgere la professione giornalistica. Quando nel 2013 sono entrato al Washington Post, il team era pronto al cambiamento. Non volevamo toccare i principi del Post, semmai occorreva far capire che internet aveva invertito un magnifico modello di business ed era quindi giunto il tempo di sperimentare in modo rapido, rischiando anche di fallire".

"Storie originali e inchieste unico modo per vendere copie" (Bezos) 

Ma cosa può garantire un futuro al giornalismo? "Sono le storie originali, gli approfondimenti, il giornalismo investigativo ad attirare gli abbonamenti. I soli ricavi della pubblicità non possono mantenere un giornale. Per sopravvivere con i proventi della pubblicità servirebbe una struttura estremamente snella, che si limiti a riscrivere in maniera intelligente il materiale prodotto da qualcun altro, rinunciando ai contenuti originali. Non credo sia questa la via giusta. La nostra missione, al contrario, è continuare a scrivere notizie sugli eventi importanti e per fare questo bisogna puntare sulla redazione, sui contenuti originali scritti dai nostri giornalisti". 

"Il giornale di carta come un bel cavallo, ma per pochi" (Bezos) 

La carta durerà, magari fino al 2025, poi cambierà natura: "Un giorno  non ci saranno più o quasi copie di carta per la grande distribuzione e il giornale stampato diventerà un prodotto di lusso, un bell'oggetto, magari da mettere in mostra con gli amici. Come un bel cavallo, lo si possiede, non lo si usa piu' come mezzo di trasporto" ha concluso. 

"Le fake news sono la cosa migliore che poteva capitarci" (Ghosh, Hindustan Times)

Ma Bezos non è stato l'unico dei big, in questo caso del giornalismo, ad intervenire all'evento de La Stampa. "Le notizie false sono la cosa migliore che poteva capitarci. Le persone adesso cercano di tornare a fonti piu' affidabili, cominciano a selezionare di piu' e per chi diffonde notizie verificate questo è un bene". Ha detto il direttore del giornale indiano Hindustan Times, Bobby Ghosh. A proposito di controllo delle fonti, Lionel Barber, direttore del Financial Times ha detto che "Da direttore dico sempre ai miei giornalisti che prima di scrivere una notizia almeno due fonti devono coincidere, anche se una di queste proviene dalla Casa Bianca". 

"Twitter? Tra strumenti più pericolosi in circolazione" (Barber, Financial Times)

"Secondo me i social devono assumersi maggiori responsabilità per quello che viene pubblicato sulle loro piattaforme". Così il direttore del Financial Times, Lionel Barber, intervenuto alla prima tavola rotonda dell'incontro internazionale sul futuro dell'editoria, a proposito del ruolo dei social media nella comunicazione. Barber ha definito Twitter "uno degli strumenti piu' pericolosi in circolazione, perchè incoraggia le persone a essere sarcastiche". Per il direttore di Hindustan Times Bobby Ghosh "Facebook è un male necessario" mentre per la direttrice di The Huffington Post Lydia Polgreen "è molto difficile essere cinica verso gli strumenti social, che permettono a milioni di persone di avere accesso alle informazioni".

"I giornali del futuro saranno flessibili, e creativi (Thomson, News Corp)

"Il modello del futuro saranno aziende editoriali flessibili e creative, ma nello stesso tempo consapevoli dell'importanza dei valori". Lo ha detto Robert Thomson, Ceo di News Corp. "Per contrastare Facebook e Google ed evitare che sottraggano pubblicità ai giornali, è necessario produrre notizie di qualità, vere e verificate, così da ampliare il pubblico di lettori". Così Tsuneo Kita, presidente di Nikkei, il più grande giornale finanziario al mondo. "In Giappone – ha aggiunto Kita – l'influenza di Facebook e Google è decisamente minore rispetto al mondo occidentale. Basti pensare che circa il 60% dei nostri ricavi deriva dagli abbonamenti e solo il 40% dalla pubblicità".  

"Giornalismo fidato per un futuro roseo" (Elkann, La Stampa) 

"Il giornalismo fidato deve trovare un numero crescente di lettori fedeli e paganti" ha detto invece nel suo intervento John Elkann. "Se si ottiene questo il futuro sarà roseo". Per quanto riguarda invece la fusione dei gruppi de La Stampa e Repubblica (Itedi e L'Espresso, la newco si chiamerà Gedi) ha detto: "Speriamo entro la prossima settimana di concludere il closing per Gedi con il gruppo Espresso. Gedi avrà diverse testate tutte autonome ma avranno dei fattori in comune condividendo costi e tecnologia e gli investimenti fatti andranno a vantaggio di tutte le testate".

"Non vogliamo aiuti di Stato, né sovvenzioni" (De Benedetti, L'Espresso)

"Non vogliamo aiuti di Stato e sovvenzioni, è necessario trovare il modo di continuare a essere redditizi, perchè se il mondo dell'informazione muore, a morire non è solo un settore industriale ma una funzione essenziale del mondo democratico". Lo ha detto il presidente del gruppo editoriale Gedi e de L'Espresso, Carlo De Benedetti, che ha chiuso i lavori della conferenza sul futuro del giornalismo internazionale.

 

"E ora chi accidenti sarebbe questo Giorgio Caproni?" deve essere stata la domanda che si sono posti numerosi maturandi all'apertura del plico con le tracce della prima prova scritta. Per l'analisi del testo sono stati infatti proposti i "Versicoli quasi ecologici" del grande poeta e critico letterario, al quale si devono inoltre le traduzioni in italiano di alcuni tra i maggiori classici della letteratura francese, dal 'Bel Ami' di Guy de Maupassant a 'Le Temps Retrouvé', settimo e ultimo volume della 'Recherche' proustiana.

Nato a Livorno nel 1912, Caproni legherà però il suo nome soprattutto alla città di Genova, dove la famiglia si sarebbe trasferita nel 1922. È alla 'Superba' che dedicherà alcuni dei suoi versi più belli. Ed è a Genova che verrà introdotto nei circoli letterari, scoprendo una nuova vocazione, lui che da bambino sognava di fare il macchinista e da ragazzo si era dedicato al violino. I suoi primi componimenti tradiscono l'influenza di Ungaretti e del futurismo, nella sintassi spezzata e nel fluire nervoso delle parole. Un'impronta che rimarrà alla base del suo stile, che subirà negli anni successivi l'influenza di Cardarelli e Montale. 

Le prime raccolte, Come un'allegoria (1936) e Ballo a Fontanigorda (1938), escono per l'editore genovese Emiliano degli Orfini. L'anno dopo il poeta si trasferirà a Roma, dove vivrà fino alla morte, avvenuta nel 1990. Nel 1940 arriva l'esperienza della guerra, combattuta sul fronte francese, a quale, dopo l'8 settembre, seguirà quella della Resistenza in Val Trebbia, che vedrà Caproni, commissario del Comune di Rovegno, non impegnato però su fronti militari. Entrambe le esperienze saranno alla base di numerosi componimenti, poi raccolti nel 1956 nell'omnibus "Il passaggio di Enea".

Un autore importante ma magari non conosciuto da tutti, certo. E sia chiaro che, se un diciottenne non sa chi sia Caproni, la responsabilità principale e di chi non glie lo ha insegnato. È purtroppo noto come la storia e la letteratura del secolo scorso vengano affrontate spesso in maniera frettolosa durante l'ultimo anno di scuole superiori. Il disorientamento che deve aver colto decine di migliaia di ragazzi è diventato subito oggetto di (auto)ironia sui social network, un meme dopo l'altro. Il profilo Twitter @ScuolaZoo ha raccolto alcuni tra i più divertenti.

Come se non bastasse, nella poesia oggetto della traccia, tratta dalla raccolta postuma "Res Amissa", il letterato amico di Pasolini (doppiò persino il laido e bieco monsignore di 'Salò o le 120 giornate di Sodoma') si diletta a tirare in ballo specie animali quasi esoteriche. Passi per il lamantino, mammifero acquatico della famiglia dei trichechi protagonista alcuni anni fa persino di una puntata dei Simpson. Ma il galagone, in effetti, è un po' troppo anche per chi possiede una cultura medio-alta.

E alla fine, diciamo la verità, ignorare Caproni, è pur sempre assai meno grave di scrivere "traccie" con la "i".

 

 

Ciao ciao Giuda, arriva Caronte. L'anticiclone battezzato dai meteorologi come l'Iscariota, che ha garantito il bel tempo di questi ultimi giorni, verrà sostituito venerdì da un'altra area di alta pressione proveniente dall'Africa e che porta stavolta il nome del nocchiero infernale. La temperatura, già in aumento in queste ore, salirà fino ai 37/38 gradi entro domenica. A causa dei tassi di umidità in costante crescita, la temperatura percepita potrebbe però toccare i 40 gradi, con punte record tra i 41 e i 42 gradi previste al centro-sud tra il 28 e il 29 giugno a causa delle masse di aria calda traghettate da Caronte direttamente dai deserti di Algeria e Tunisia. 

"Da mercoledì per il rinforzo dell’alta pressione sub-tropicale assisteremo ad un disagio crescente sia per le temperature diurne che notturne", avverte il sito Meteo.it, "l’ondata di caldo in arrivo sarà più intensa delle precedente sia come intensità del fenomeno che come durata".

Emergenza siccità in numerose Regioni

"Non si prevedono ricambi d’aria significativi o passaggi perturbati almeno fino all’inizio della prossima settimana e ciò aggraverà  il problema della siccità", avverte ancora il portale, "dopo l’Emilia Romagna, anche la Toscana ha dichiarato lo stato d'emergenza regionale relativa alla crisi idrica". Un'emergenza che riguarda numerose Regioni.

  • Nel Lazio mancano le risorse idriche in vista della stagione estiva: è scattata infatti l'allerta rossa con erogazione a singhiozzo in 72 città della provincia di Roma.
  • In Sardegna, in Gallura, le risorse idriche sono razionate tra gli agricoltori con turni divisi per zona.
  • L'Arpa Lombardia, attraverso il bollettino delle riserve idriche, comunica che la portata dei laghi di Como, Idro, Garda e Iseo è sotto del -23.4% e il manto nevoso del -36.7% rispetto alla media tra gli anni 2006-2015.
  • In Piemonte nel mese di maggio è caduto il -16% della pioggia rispetto al periodo 1961-1990, con un grado di siccità (indice SPI) da lieve a moderato sulle zone più a sud della regione. 
  • In Toscana, dove tra gennaio e aprile 2017 le precipitazioni sono state tra le più basse anche rispetto allo stesso periodo di altri anni colpiti da gravi siccità, è scattata l'emergenza regionale per mitigare gli effetti della carenza idrica. Qui infatti le precipitazioni del mese di maggio, analizzate dal settore idrologico della Regione, si aggirano intorno ai 50 mm (accumuli medi) con un deficit di pioggia, rispetto ai valori di Maggio del precedente trentennio, sulla quasi totalità del territorio regionale. L’indice SPI (indicatore statistico che misura il deficit o l’eccesso di precipitazione in un dato intervallo di tempo rispetto alla precipitazione normale di lungo termine), mostra valori di “siccità moderata” su ampie zone della regione, in particolare nelle porzioni centro-meridionali. 
  • In Emilia Romagna mancano 5 milioni di metri cubi d’acqua utilizzabile contro i 18 del 2016. Dall'analisi dell'Arpa regionale Maggio ha avuto piogge complessivamente prossime alla norma (calcolata tra il 2001 e il 2015), lievemente superiori nella pianura bolognese ma ancora inferiori nella aree occidentali (sui rilievi -25% rispetto alle attese), quelle maggiormente penalizzate dai deficit idrici degli 8 mesi precedenti. Il bilancio idroclimatico del mese, climaticamente già negativo per circa 60-80 mm in pianura, ha avuto quest’anno ulteriori 20-40 mm di deficit nelle aree occidentali e sui rilievi della Romagna. La situazione delle risorse idriche dei terreni rispetto alla norma resta nel complesso grave o gravissima nelle aree occidentali, di gravità più moderata verso le aree orientali. 

Cresce il pericolo di incendi

E con la siccità cresce anche il pericolo di incendi, nei giorni che vedono il Portogallo devastato da tremendi roghi che hanno già causato decine di vittime. "I fattori che favoriscono l’innesco di un incendio e la propagazione del fuoco, elementi alla base della previsione del rischio incendi, sono – spiega ancora Meteo.it, le caratteristiche della vegetazione (presenza di specie più o meno infiammabili e combustibili, contenuto d’acqua, stato di manutenzione del bosco), la morfologia del terreno (nei terreni in pendenza aumenta la velocità di propagazione) e le condizioni climatiche (vento, umidità e temperatura)". 

"L'umidità influisce sulla quantità di acqua presente nel combustibile vegetale: quanto minore è il contenuto di acqua nei combustibili tanto più facilmente essi bruciano. Il vento rimuove l'umidità dell'aria e porta ad un aumento di ossigeno, dirige il calore verso nuovo combustibile e può trasportare tizzoni accesi, e creare nuovi focolai di incendio", si legge ancora sul sito, "le caratteristiche del vento più significative sono la direzione e la velocità: la direzione determina la forma che l'incendio assume nel suo evolversi, la velocità del vento ne condiziona invece la rapidità di propagazione. La temperatura del combustibile e quella dell'aria che lo circonda sono fattori chiave, che determinano il modo in cui il fuoco si accende e si propaga, influendo direttamente sul tempo di infiammabilità dei materiali vegetali".

Queste le tre tracce della prova di italiano che apre oggi l'esame di maturità per oltre cinquecentomila ragazzi (il 5% dei quali con cittadinanza straniera), in molti reduci da una notte insonne alla ricerca di possibili indizi su internet

Il miracolo economico per il tema storico

La traccia, dedicata al boom conosciuto dall'Italia negli anni '50 e '60, contiene citazioni da Piero Bevilacqua da "Lezioni sull'Italia repubblicana" e da Paul Ginsborg da "Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi".

Nuove tecnologie e lavoro, robotica e futuro per il tema scientifico

"Per migliorarci serve una mutazione" è la frase di Edoardo Boncinelli dalla quale prende le mosse la traccia.

"La natura tra minaccia e idillio in arte e letteratura" per il saggio breve

Tra gli allegati a corredo della traccia, versi di Giovanni Pascoli e quadri di William Turner e Giuseppe Pellizza da Volpedo.

Un Caproni ecologista per l'analisi del testo

I maturandi dovranno cimentarsi con i 'Versicoli quasi ecologici' di Giorgio Caproni, una poesia tratta dalla raccolta 'Res Amissa', uscita postuma nel 1991.

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra.

 

MATURITA', al via con la prima prova. Mezzo milione di studenti alle prese con il tema di italiano. RAGGI, gli sviluppi dopo la chiusura dell'indagine. La sindaca in Campidoglio fa il bilancio di un anno.

G7 trasporti a Cagliari, con Delrio. La commissaria europea Violeta Bulc ospite della motonave Janas

Alitalia, audizione dei sindacati in commissione al Senato.

Cucchi, udienza del gup per cinque carabinieri.

Terremoto: a Bruxelles conferenza stampa della commissaria Cretu e di Curcio sul sostegno all'Italia

Fino all'apertura delle buste. Il tototraccia per la prima prova dell'esame di Stato, lo scritto di italiano, durerà fino a quel momento. Le più gettonate nei pronostici? Il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, i 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello, 30 anni dall'arrivo della medicina contro l'Hiv, 50 anni dalla morte di don Milani: sono solamente alcuni tra i tanti anniversari di ambito storico, letterario, scientifico e di cultura generale, segnalati dal sito "Studenti.it", e che potrebbero costituire la traccia del tema di attualità, del tema storico, del saggio breve o dell'analisi di testo.

La caccia su Internet

I siti più popolari tra i maturandi segnalano una panoramica degli avvenimenti e dei temi più importanti dell'anno, per orientare gli studenti. Il Miur, infatti, trova sempre il modo di inserire riferimenti ad eventi importanti dell'ultimo anno o a recenti anniversari. Pochi giorni fa, il 23 maggio, la ministra Valeria Fedeli, si è recata a Palermo per la celebrazione di 25 anni dalla morte del magistrato Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e di tre uomini della scorta, uccisi dalla mafia. E ancora, la titolare del Miur ha di recente commemorato nella sede del ministero la figura di don Milani, sacerdote impegnato nell'insegnamento e nella promozione dell'istruzione anche tra i poveri.

Attualità, dalla Brexit ai diritti civili

Le tracce possibili però sono veramente tante: vengono citate la Brexit, cioè l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europa, decisa con le elezioni del 23 giugno 2016, i terremoti che hanno sconvolto il Centro-Italia, il referendum costituzionale del 4 dicembre del 2016, la legge sul testamento biologico della quale si è molto parlato in seguito alle vicende di Dj Fabo, che ha scelto di morire lo scorso febbraio in una clinica Svizzera. Anche l'argomento generazione Erasmus è di grande attualita' e potrebbe essere tra i possibili temi della maturità, scrive il sito Skuola.net. La ministra Fedeli ha molto a cuore i diritti civili e la parità di genere, si è battuta per il riconoscimento delle unioni civili e ha proposto un disegno di legge contro il femminicidio. Lo scorso anno l'analisi del testo era di Umberto Eco. Quest'anno si fa il nome del linguista Tullio De Mauro, morto il 5 gennaio scorso, lasciando un vuoto nel contesto culturale italiano, come avvenne per Umberto Eco.

Il 5% ha cittadinanza straniera

Dei 505.686 maturande e maturandi del 2017 circa il 5% e cioe' ben 26.552 non hanno la cittadinanza italiana. Il dato, elaborato sulla base di quanto comunicato in Anagrafe Nazionale Studenti, è aggiornato al 6 giugno di quest'anno. In particolare, il numero piu' consistente di studenti stranieri ha frequentato gli istituti tecnici (10.162); a seguire le scuole professionali (9.140) e infine i licei (6.980). 

Prendete il lago di Como, svuotatelo e avrete l'idea della carenza d'acqua in Italia a causa della siccità. Mancano 20 miliardi di metri cubi sull'intero territorio nazionale, una quantità pari appunto, al volume del Lago di Como. Ma è solo l'aspetto più evidente della crisi che sta vivendo il Paese dove le temperature dei primi sei mesi del 2017 sono state di quasi un grado – 0,9 per l'esattezza – più alte della media. 

L'ingannevole inizio del 2017

L'anno era partito 'bene': un gennaio globalmente gelido e particolarmente piovoso al Centro-Sud e un febbraio molto caldo e particolarmente piovoso al Nord. Ma il risultato complessivo è allarmante: un deficit di precipitazioni del 21% a livello nazionale. Se calcoliamo il mese di dicembre, quando si è reso evidente il problema della siccita', il dato è ancora peggiore: -33%.

La sostanza è che arriviamo alla stagione secca (non c'è da sperare che luglio e agosto riservino sorprese sul fronte delle precipitazioni) con un terzo della pioggia in meno rispetto a quello che avremmo dovuto avere.

La grande secca di aprile e maggio

Maggio, come aprile, è stato un mese dai due volti: i primi 10 giorni freddi e piovosi, soprattutto al centro-nord, con nevicate sulle Alpi di poco oltre i 1000 metri e temperature che, soprattutto al Nord, sono scese in alcuni casi verso i livelli tipici di febbraio. Dall'11 maggio cambio repentino e brusco balzo da valori inferiori a valori nettamente superiori alla norma. Ci sono state sì due perturbazioni – una fra il 19 e il 20, l'altra il 25 – il cui unico risultato è stato rovinare le coltivazioni 'mitragliandole' con la grandine. 

A conti fatti, l'anomalia termica media di maggio è di +0,8 gradi, con il risultato che è stato tra i più caldi degli ultimi 60 anni (il decimo, per esere precisi). Da notare, poi, che sette dei 10 mesi di maggio più caldi sono statui registrati dal 2000 in poi.

Tutti i record negativi 

  • Precipitazioni nel 2017: – 34% 
  • Quello del 2017 è l'11esimo maggio più siccitoso da 60 anni
  • Quella del 2017 è la seconda primavera più calda e la terza più secca degli ultimi 60 anni.
  • Solo la primavera del 2001 fu altrettanto calda
  • La primavera del 2007 è la più calda dal 1957.
  • La primavera del 2017 ha recistrato un calo del 39% delle precipitazioni
  • La primavera più secca è stata quella del 2003, seguita da quella del 1997.
  • Mancano all'appello circa 20 miliardi di metri cubi d'acqua sull'intero territorio nazionale.

Cosa si può fare per non morire di sete

Incrementare la depurazione (4 persone su 10 in Italia non sono collegate a un impianto) e il riutilizzo delle acque; sviluppare la dissalazione, che oggi fornisce soltanto lo 0,1% dell'acqua potabile nel nostro Paese; portare a 80 euro annui pro capite gli investimenti sulla rete idrica, ora fermi a quota 32 euro. Sono le grandi sfide che attendono il servizio idrico nazionale

Le acque reflue

L'Italia è 27esima nella classifica Ocse della popolazione collegata a un impianto di trattamento delle acque reflue, ovvero quasi fanalino di coda: peggio di noi solo Turchia, Slovenia e Messico. Il 60,83% e' lontanissimo dalla leadership di Cile e Olanda, rispettivamente con 99,93% e 99,40%, ma molto meglio di noi fanno anche altri Paesi del Mediterraneo tra cui Spagna (97,80%) e Grecia (92,03%).

Quanto vale il mercato

Un sistema di riuso delle acque ha certamente ricadute economiche positive e l'Italia è uno dei Paesi europei con il potenziale di sviluppo più alto. Il mercato dell'acqua nei Paesi dell'Unione Europea conta novemila piccole e medie imprese con quasi 500mila occupati.

La dissalazione

Nel Paese le acque 'salate' rese potabili sono 13,6 milioni di metri cubi su un totale di 9,1 miliardi di metri cubi prelevati, ovvero lo 0,1%. Un valore minimo, se si pensa che l'Italia è per larga parte circondata dal mare. Attualmente la dissalazione avviene solo in due distretti idrografici:

  • In Sicilia – 12,6 milioni di metri cubi, pari al 92,5% del totale nazionale
  • Nell'area dell'Appennino settentrionale – tra Toscana e Liguria per il restante 7,5%

La dispersione idrica

Gli investimenti per la riqualificazione della rete idrica italiana si attestano su un valore medio nazionale di circa 32 euro per abitante all'anno: una quota ancora lontana dall'obiettivo di 80 euro pro capite fissato dall'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Servizio Idrico per allineare l'Italia ai livelli europei. 

Alcune cifre:

  • Il 60% delle infrastrutture idriche è stato realizzato oltre 30 anni fa
    • Il 70% nei grandi centri urbani
  • Il 25% supera i 50 anni
    • Il 40% nei grandi centri urbani).
  • Al Centro e al Sud le perdite idriche nella rete si aggirano intorno al 45%
    • Sono del 26% al Nord.

Comunque andrà a finire, l'algoritmo del ministero dell'Istruzione che ha deciso le assegnazioni dei docenti italiani per l'anno 2016/2017 non lo vedremo più. Una storia che finisce con i codici inscatolati e spediti in soffitta, qualche decina di migliaia di cause da parte dei docenti contro il ministero, e un pasticcio di cui si è discusso tanto dove non si è ancora certi su quali possano essere state le cause. 

Cosa è successo? Le operazioni di mobilità dell'anno 2016/17 sono state decise da un algoritmo fatto, come ha scoperto Presa Diretta, da Finmeccanica e HP Italia, che hanno vinto un bando di gara del ministero dell'Istruzione di 117 milioni di euro per la gestione dei processi informatici. Una parte di questo bando riguardava la creazione di un algoritmo per l'assegnazione delle cattedre ai docenti. Costo 444mila euro. Si avvia il bando, si raccolgono per via telematica le candidature, e al ministero inseriscono i dati dei docenti in questo software. Avrebbe dovuto funzionare così:

  • Il ministero attribuisce la valutazione dei singoli candidati per legge e dove preferirebbero andare per un massimo di 15 opzioni possibili.
  • L'algoritmo processa i dati dovendo designare per ogni candidato il posto vacante, dando precendenza al voto della valutazione e poi alle 15 opzioni possibili.
  • Le controlla una per una, e appena trova il posto libero assegna il nome.

La precendenza, stando al bando, sarebbe dovuta andare alla votazione, privilegiando le prime scelte dei candiati con punteggio più alto. Qualcosa però non ha funzionato. Pare che l'algoritmo abbia in alcuni casi dato la precedenza alla prima destinazione scelta piuttosto che al punteggio, come prevedeva il bando.

Risultato? Alcuni docenti con punteggio per esempio di 100 che avevano messo tra le destinazioni preverite Padova in seconda posizione, sono stati scavalcati da chi con punteggio 90 aveva messo Padova per prima. Falsificando una parte delle assegnazioni che non rispettavano le regole del bando, che per sua natura avrebbe voluto privilegiare il merito e non l'origine geografica.

'Non rispettati i basilari criteri di programmazione'

Il risultato è il pasticcio delle assegnazioni che ancora non è stato risolto (ci sono migliaia di cause in corso ha detto all'Agi il sindacato scolastico Gilda). Che in questi mesi, dopo aver ottenuto a marzo dal Tar del Lazio la possibilità di visionare l'algoritmo sorgente del Miur (Tecnica della cuola ha ricostruito qui la vicenda legale), ha sottoposto i codici all'analisi di alcuni tecnici dell'Università La Sapienza e di Tor Vergata che avrebbero evidenziato “che non sono stati osservati i più basilari criteri di programmazione che notoriamente si applicano" e che "Non si comprende quali siano le ragioni che hanno indotto il programmatore a creare un sistema ampolloso, ridondante e non orientato alla manutenibilità".

I tecnici ci vanno giù abbastanza pesante scrivendo inoltre che "l’aver articolato in tale maniera un algoritmo che doveva svolgere funzioni relativamente semplici  è anche sinonimo di un lavoro confuso e frammentario, più volte maneggiato nel tempo anche da parte di programmatori diversi che hanno osservato standard di descrizione differenti”. 

Ma oltre alla parte tecnica, gli ingegneri hanno evidenziato che al netto dell' 'ampollosità' potrebbero aver causato dei problemi anche i momenti in cui sono stati immessi i dati dei docenti. Ma che al momento non è possibile ricostruire tutta la sequela di operazioni. E le ipotesi del malfunzionamento dell'algoritmo sono: 

  1. Parte del codice è stato 'copiato' dal precedente algoritmo per l'assegnazione degli insegnanti, che privilegiava la prima scelta al voto;
  2.  Errori nell'immissione dei dati, errore umano quindi. 

Per chiarire il punto 1, l'utilizzo di un algoritmo da parte del ministero, dicono da Gilda, non è affatto una novità ed è stato fatto così negli anni precedenti e così verrà fatto nei prossimi. L'errore riguarda solo l'anno 2016/2017 e una sua ripetizione per l'anno prossimo è "altamente improbabile" spiega ad Agi Gianluigi Dotti, che lavora per il centro studi di Gilda. "Ora ci sono qualche migliaio di cause al ministero e la nostra perizia serve a contribuire alle loro battaglie: se l'algoritmo ha sbagliato è giusto che vengano ristabilite le assegnazioni corrette". Oppure arrivare ad un compromesso, come pare stia succendendo nella maggior parte dei casi. "Il ministero non ha mai ammesso la propria responsabilità, non pubblicamente almento. Per quanto ci riguarda noi escludiamo l'errore umano, quello c'è sempre, ogni anno ne contiamo. Ma al massimo per centinaia di casi, qualche centinaio, non migliaia o decine di migliaia come questa volta". In questi giorni abbiamo provato più volte a contattare il ministero per avere una loro versione sulle cause degli errori, ma ad oggi non abbiamo ottenuto risposta. 

 

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