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Cronaca

Né assoluzione né condanna per Marco Cappato, accusato di avere aiutato Dj Fabo a morire in Svizzera col 'suicidio assistito'. I giudici della prima Corte d'Assise di Milano scelto la 'terza strada', mandando gli atti alla Consulta per valutare la legittimità costituzionale del reato di 'aiuto al suicidio', previsto dall'articolo 580 del codice penale ('Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l'altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l'esecuzione, è punito con la reclusione da 5 a 12 anni'). 

Uno scenario che gli stessi Pm avevano suggerito alla Corte, in subordine alla loro richiesta di assolvere il leader radicale 'perché il fatto non sussiste'. Non tutto il testo della norma, nella lettura dei Pm, potrebbe essere incostituzionale, ma solo la parte in cui "non esclude la rilevanza penale della condotta di chi aiuta il malato terminale o irreversibile a porre fine alla propria vita quando il malato stesso ritenga le sue condizioni di vita lesive del suo 'diritto alla dignità'". La pronuncia della Corte Costituzionale, oltre a incidere sul processo a Cappato, potrebbe indicare una strada in una materia, quella del 'fine vita', che pone molti interrogativi etici e giuridici e solo con la recente legge sul testamento biologico ha trovato una prima risposta da parte della politica.

Per secoli si è pensato che l’amore segua delle regole tutte sue che poco si sposano con la razionalità. Ma da tempo, più di uno studioso ha cercato di applicare fisica e relazioni algebriche all’amore e alle sue dinamiche per ottenere più informazioni. Perché? “Grazie alla matematica possiamo prevedere tutta una serie di fenomeni – dal tempo meteorologico allo sviluppo delle città – e capire il funzionamento della natura in ogni suo livello, dall’immensità dell’universo fino alle particelle subatomiche”, scrive Hannah Fry, ricercatrice di Matematica e di Teoria della complessità presso il Centro di Analisi spaziale avanzata dell’University College di Londra e autrice del libro "La matematica dell’amore". “Per fortuna, l’amore è pieno di schemi di comportamento, dal numero di partner sessuali che abbiamo nel corso della nostra esistenza al modo in cui scegliamo le persone con cui scambiare messaggi su un sito internet di appuntamenti. Questi schemi cambiano, si modificano più e più volte e si evolvono proprio come l’amore. La loro descrizione è alla portata della matematica”.

È vero amore? Te lo dice un’equazione

Se quello con il partner è vero amore ce lo dirà solo il tempo. O un’equazione. Almeno secondo quanto sostiene Donn Byrne, psicologo sociale alla State University of New York ad Albany. Byrne, si legge su Focus, ha elaborato una formula che consente a chiunque di verificare se ciò che sentiamo per il partner è vero amore oppure no. La formula è questa:

              1,7xA+1,5xB+1,5xC+1,5xD+1,3xE=Y

In questa formula, A è l’attrazione per il partner, B il piacere psicologico della sua compagnia, C il desiderio di intimità con lui/lei, D il bisogno di essere accettati dal partner, E la paura di essere abbandonati da lui/lei. A ognuna di queste variabili bisogna attribuire un valore da 1 a 10 e poi fare il calcolo.

Una volta eseguito il calcolo, si ottiene un numero Y. Bisogna poi ripetere l’operazione pensando all’amico/a più caro/a. Secondo Byrne, la relazione è tanto più stabile quanto più la differenza tra i due risultati Y è grande (dev’essere almeno 15). Cioè, quanto più il partner è importante rispetto all’amicizia più cara. I fattori di moltiplicazione (i numeri davanti alle variabili) permettono di mettere a confronto molte amicizie e amori.

Vuoi far durare la coppia? Aggiungi coccole

Secondo John Gottman, professore emerito di Psicologia alla University of Washington, che ha dedicato la vita a studiare quanto può “reggere” una coppia e a che condizioni, la matematica può aiutare anche a rendere stabile un idillio. ‘Basta’ seguire questa formula:

S/G>5

100-N>90

La prima significa che nella vita a due, i segnali di affetto (S) cioè carezze, coccole, sguardi di intesa, devono essere almeno cinque volte più numerosi di quelli di risentimento (G) cioè grida, commenti cattivi ecc… La seconda vuol dire che, ogni 100 commenti riguardo al partner, quelli negativi (N) devono essere meno di dieci. Se queste condizioni vengono rispettate, la coppia reggerà. Parola di Gottman.

Un matrimonio di ferro

Anche altri studi trasformano in cifre i rapporti di coppia. Secondo Zick Rubin, docente di Psicologia ad Harvard, si possono stimare le possibilità di sopravvivenza di una coppia sulla base del numero di sguardi che i partner si scambiano. Più sono, più è probabile che i due resteranno insieme.

Il fisico Guido Caldarelli dell’Institute for Advanced Studies di Lucca, e Andrea Capocci, ricercatore all’Università Sapienza di Roma, hanno invece studiato un algoritmo chiamato Stable Marriage Problem (problema del matrimonio stabile), ideato dai matematici americani David Gale e Lloyd Shapley negli anni ‘60: “Abbiamo introdotto nell’algoritmo il fattore bellezza. Per semplificare: abbiamo tre uomini (Carlo, Pietro e Andrea) e tre donne (Anna, Laura e Maria). Ognuna di queste persone ha le sue preferenze. Noi dobbiamo trovare gli accoppiamenti che accontentano più gente possibile. Se tutti sposassero il partner preferito, la scontentezza sarebbe minima. Ma se Anna, per esempio, fosse davvero carina, sarebbe la prima o la seconda nella lista di molti uomini e qualcuno dovrebbe accontentarsi”. Insomma, è la dimostrazione matematica che per costruire un rapporto solido nel tempo bisogna restare “al proprio livello”.

Un aereo mezzo vuoto e biglietti invenduti. Non c’è cosa peggiore per una compagnia aerea. Poi ci sono quei viaggiatori che spesso procrastinano la prenotazione così tanto che, quando si svegliano, trovano solo prezzi alle stelle. Secondo i dati riportati da Business Insider, è una cattiva abitudine che colpisce iil 24% degli inglesi. Uno su quattro. Per questo è nata, in Gran Bretagna, Air Ticket Arena, un’app che dà la possibilità di prenotare un biglietto aereo, low-cost, all’ultimo minuto. Semplicemente facendo un’offerta e sperando che, nel frattempo, nessuno proceda ad acquistarli a prezzo pieno.

Come funziona Air Ticket Arena

Il primo passaggio da fare è quello di scaricare l’applicazione e registrarsi. Una vola che l’account è stato verificato basterà scegliere la destinazione, la data di partenza e di ritorno e il numero dei biglietti. Il periodo in cui si può fare l’offerta è ben definito: si inizia due settimane dalla data di partenza per arrivare, per chi ama il brivido, al giorno stesso. Se si vuole prenotare anche il biglietto di ritorno è possibile effettuare una seconda offerta fino a 14 giorni dalla partenza. Qualche giorno prima la compagnia aerea controllerà quanti posti risulteranno invenduti e deciderà il prezzo minimo che sono disposti a da accettare. Se domanda e offerta corrispondono si procederà alla prenotazione automatica sul volo.

Funzionerà?

E questa la domanda, e il dubbio, che molti si pongono. Ma la startup scommette sulla volontà, e sull’abitudine, dei millennial di partire senza pianificare nel dettaglio i propri viaggi e sui disagi che molti passeggeri devono spesso affrontare, per lavoro, prenotando con cospicuo ritardo. Per tutte e due le categorie si tratterà di spendere cifre minori rispetto a quelle che abitualmente si leggono quando si cerca di prendere un posto negli ultimi giorni. L’app è stata lanciata il primo febbraio ed è già disponibile per dispositivi Android. Gli utenti iOS, invece, dovranno aspettare il mese di marzo per poterla utilizzare.  

C’è chi lo detesta e chi lo aspetta per tutto l’anno. Chi ritiene che sia solo una festa consumistica e chi lo considera una dolce ricorrenza. Che piaccia o no San Valentino getta molti nel panico: cosa fare il 14 sera? E non è solo un dilemma delle coppie, anche i single desiderano fare qualcosa di bello per festeggiare la loro singletudine o per non intristirsi al pensiero di non aver trovato l’anima gemella. Ecco allora alcuni suggerimenti, che siate soli o in coppia.

1 Staccate la spina

Se avete deciso di trascorrere una serata in casa, fate sì che sia più intima possibile, raccomanda Vanity Fair. Come? Spegnete le luci. I cellulari. I pc. La tv.

2 Ballate

Accendete lo stereo e concedetevi un ballo. Da soli, in salone.

3 Prendetevi per la gola

Mettetevi ai fornelli e cimentatevi in una ricetta elaborata. Non è importante il risultato finale ma il processo, che potrebbe essere molto divertente. Soprattutto se interrotto da brindisi.

4 Immergetevi in una spa

Un weekend alle terme è un classico intramontabile. In Italia ce ne sono anche di libere, all’aperto.

5 On the road

Siete insieme in auto? Devia dalla solita strada. Vai verso i luoghi dell'infanzia, se non li hai mai mostrati, fatti guidare verso i posti del suo cuore.

6 Sotto un cielo di stelle

La tua casa ha un bellissimo giardino? Vivi in un posto in cui le stelle appaiono regolarmente? Scuolazoo suggerisce di organizzare una serata sotto il cielo stellato. Prendi coperte, cuscini e qualche bicchiere di vino, accoccolati con il/la tuo/a ragazzo/a e passate la serata ad ammirare il cielo, magari ricordando i momenti più belli della vostra storia d’amore

7 Karaoke

Perché non passare la serata all’insegna della musica e del divertimento? Se al tuo partner piace la musica sorprendilo portandolo in un locale dove fanno karaoke. 

8 Dormite in un castello

In Italia ci sono molti castelli da visitare e alcuni in cui poter anche dormire per sentirvi immersi in un’atmosfera d’altri tempi.

9 O su un albero

Se almeno una volta ci avete pensato, il vostro rifugio ideale per un weekend all’insegna del romanticismo e della natura è una casa sull’albero. Il vostro nido di legno e fronde sarà accogliente e confortevole, e alcuni B&B o agriturismi sull’albero vi offriranno anche un’ottima colazione biologica all’interno di un cestino di vimini appeso ad un ramo, da gustare all’interno del vostro rifugio.

10 Cenate in un acquario

Al Gardaland SEA LIFE Aquarium cinque fortunate coppie avranno la possibilità di cenare in un’atmosfera unica e suggestiva immersi fra le oltre 5mila specie marine che popolano l’acquario. Per essere fortunati bisogna inviare una mail a infobox@gardaland.it. All’Acquario di Genova invece gli innamorati entrano a prezzo scontato e poi possono scegliere di cenare nel Padiglione Cetacei.

Dalla spa casalinga al cinema, 5 idee per i single

1 Bagno, musica e spumante

Allestite una spa in casa, e prendete San Valentino come una serata di relax da dedicare a voi stesse. Stappate delle bollicine e scegliete un sapone a tema cuori (da Lash troverete sicuramente qualcosa). Ah, ricordatevi di prenotare la cena a domicilio prima di entrare in vasca. 

2 A cena con la miglior amica (single)

Con la vostra amica single, è il modo migliore per dissacrare San Valentino. 

3 Ai fornelli

Sperimentate ai fornelli e regalatevi un piatto da leccare i baffi. I vostri.

4 Al cinema

Se c’è una cosa per la quale non serve essere in coppia quella è godersi un bel film. Andate al cinema allora, ma magari non scegliete un film romantico

5 "Friend with benefits"

Non è detto che a San Valentino ci sia bisogno di un fidanzato, può bastare 'un friend with benefits' con cui passare una serata in leggerezza. Un numero da comporre per l'occasione ce lo avete sicuramente.

Un processo storico, snodo cruciale dal punto di vista giudiziario sul tema del 'fine vita' che nel frattempo ha ricevuto una prima risposta politica, attesa da anni, con la legge sul testamento biologico. Ma anche un processo ad alto livello di emotività, in cui accusa e difesa si sono trovate dalla stessa parte e il vero protagonista è stato il corpo di Fabiano Antoniani, svelato in tutta la sua cruda sofferenza sul grande schermo dell'aula della Corte d'Assise di Milano. Ora i giudici sono chiamati a decidere se Marco Cappato è colpevole del reato di 'aiuto al suicidio' per avere accompagnato Dj Fabo a morire in Svizzera.

13 giugno 2014

Fabiano Antoniani (Dj Fabo per gli amici), 40 anni, rimane coinvolto in un grave incidente stradale mentre torna da una serata in un locale milanese. Dopo diversi ricoveri e un anno trascorso all'Unità spinale dell'ospedale Niguarda arriva la prognosi irreversibile: paralisi totale e cecità.

Dicembre 2015

Da uomo giovane e pieno di vita, Antoniani non si arrende e insieme alla fidanzata Valeria Imbrogno, che gli è sempre stata accanto con la madre, si sottopone a un trattamento sperimentale con trapianto di cellule staminali in India, paese dove avevano scelto di andare a vivere prima dell'incidente.

Dopo un effimero miglioramento, la terapia si rivela inutile e Fabiano, al ritorno in Italia, chiede alla mamma e a Valeria di porre fine alle sue sofferenze. Le due donne inizialmente rifiutano e lui si chiude nel silenzio per protesta. Valeria cede e contatta Marco Cappato che lo indirizza verso l'associazione svizzera Dignitas di Zurigo, specializzata in 'accompagnamento volontario alla morte'.

19 gennaio 2017

Fabo si rivolge attraverso un video-appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Da più di due anni sono bloccato a letto immerso in una notte senza fine. Vorrei poter scegliere di morire senza soffrire in Italia". Marco Cappato condivide la sua battaglia pubblica con l'associazione 'Luca Coscioni' di cui è tesoriere, che ha seguito decine di casi di accompagnamento oltreconfine negli ultimi anni.

22 febbraio 2017

Va in onda nel programma televisivo 'Le Iene' l'intervista a Dj Fabo che poi verrà riproposta in aula nella sua versione integrale su richiesta dei pm. "Prova a legarti mani e piedi e a chiudere gli occhi – spiega tra i rantoli all'inviato del programma, Giulio Golia – e capisci come vivo".

27 febbraio 2017

Alle 11 e 40, pochi secondi dopo avere morso un pulsante che ha immesso nel suo corpo un liquido letale, Fabiano Antoniani muore nella clinica Dignitas. Con lui, oltre alla madre e alla fidanzata c'è Cappato che il giorno dopo si autodenuncia ai carabinieri di Milano.

1 marzo 2017

I pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini iscrivono il leader radicale nel registro degli indagati con l'accusa di 'aiuto al suicidio' previsto dall'articolo 580 del codice penale che punisce con una pena fino a 12 anni di carcere "chiunque aiuta o determina altri al suicidio ovvero ne agevola in qualsiasi modo l'esecuzione". 

8 maggio 2017

La Procura chiede di archiviare la posizione di Cappato, sostenendo che per chi è nelle condizioni di Dj Fabo esiste il "diritto al suicidio". "Il principio del rispetto della dignità umana – si legge nella richiesta di chiudere il caso – impone l'attribuzione a Fabiano Antoniani, e in conseguenza a tutti gli individui che si trovano nelle stesse condizioni, di un vero e proprio 'diritto al suicidio', attuato anche in 'via diretta', mediante l'assunzione di una terapia finalizzata allo scopo suicidiario".

10 luglio 2017

Il gip Luigi Gargiulo dispone l'imputazione coatta per Cappato. "In Italia non esiste il diritto a una morte dignitosa – argomenta – Un giudice non può trasformarsi in legislatore perché introdurrebbe nell'ordinamento un diritto inedito e, soprattutto, ne filtrerebbe l'esercizio, limitandosi ai casi in cui sussistano tali requisiti, peraltro meritevoli di una formulazione generale, astratta e rispettosa del canone di precisione che una simile materia richiede".

5 settembre 2017

Marco Cappato chiede di essere processato col rito immediato 'saltando' l'udienza preliminare. La data d'inizio del processo viene fissata all'8 novembre.

4 dicembre 2017

In un'aula gremita e commossa, testimoniano la mamma e la fidanzata di Fabo. "Prima di morire – dice Valeria, campionessa di boxe – mi assicurò che ci saremmo incontrati di nuovo come energia nell'universo. Dopo la scelta di pubblicizzare la sua scelta di andare in Svizzera, si sentiva di nuovo utile e vivo. Gli dissi che, da pugile, sentivo di essere stata sconfitta dalla Signora Morte perché lui voleva morire ma lui mi rispose che non dovevo sentirmi così perché quella per lui era la vittoria". "Fabiano ha fatto tutto da solo – le parole della mamma – aveva capito che non avevo accettato la sua scelta e allora per farlo andare via sereno gli ho detto: 'Vai Fabiano, la mamma vuole che tu vada".

13 dicembre 2017

Scorrono in aula le immagini del filmato di due ore delle 'Iene' e anche il pm Siciliano si commuove. Il video si conclude con una drammatica crisi respiratoria di Fabiano.

17 gennaio 2018

Cappato chiede ai giudici nelle sue dichiarazioni spontanee di assolverlo con una formula che riconosca il diritto di Fabiano, e di chi è come lui, a morire, altrimenti "preferisco che mi condanniate". Prima di queste parole, i pm Arduini e Siciliano chiedono di dichiararlo innocente 'perché il fatto non sussiste' o, in subordine, di mandare gli atti alla Consulta per valutare la costituzionalità dell'articolo 580 del codice penale. Anche i legali di Cappato, Massimo Rossi e Francesco Di Paola, chiedono di assolverlo 'perchè il fatto non sussiste' e pregano i giudici popolari di "far entrare Fabiano in camera di consiglio".

Traffico di sostanze stupefacenti, tratta degli esseri umani, sfruttamento della prostituzione. Sono le attività principali dei gruppi criminali nigeriani e del centro Africa presenti in Italia, gruppi che – secondo l'ultima relazione della Direzione investigativa antimafia – continuano a "distinguersi per le modalità particolarmente aggressive" con le quali portano avanti i propri affari.

Il loro radicamento in Italia è emerso nel corso di diverse inchieste, che hanno confermato "la natura mafiosa" della consorteria, ribadita da diverse sentenze. Il gruppo più forte e pericoloso resta il "Black Axe", "il cui vincolo associativo – sottolineano gli analisti della Dia – viene esaltato da una forte componente mistico-religiosa": nato a Benin City negli anni '70, da noi risulta attivo per lo più a Torino, Novara, Alessandria, Verona, Bologna, Roma, Napoli e Palermo.

L'ammissione all'organizzazione è subordinata a un rito di affiliazione, cui segue l'assunzione di ruoli ben definiti: il potere di azione degli appartenenti non si limita all'Italia ma può arrivare anche in Nigeria, grazie ai forti contatti con l'organizzazione "madre".

Caratteristica del gruppo,è' la "struttura reticolare distribuita su tutto il mondo": gli stupefacenti, stoccati nei laboratori dei Paesi centroafricani, raggiungono l'Italia attraverso varie direttrici, sia per via aerea che marittima o terrestre. Con questa rotta, i narcotrafficanti sfruttano, di fatto, i canali già utilizzati in passato per il contrabbando di armi, avorio e pietre preziose.

Altrettanto "articolate" e connotate da "particolare violenza" sono la gestione della tratta di persone e la prostituzione: recenti inchieste hanno documentato, ad esempio, come giovani donne, anche minorenni – attirate con la falsa promessa di un lavoro in Europa – vengano concentrate in Libia, sottoposte a violenze e stupri e fatte partire per le nostre coste.

Spesso per vincolarle al pagamento del debito contratto per il viaggio sono sottoposte a riti voodoo, con minacce di morte per chi tenta di affrancarsi e le rispettive famiglie. Gruppi nigeriani sono risultati attivi anche nel trasporto verso il nord Europa – via Ventimiglia – di profughi e clandestini provenienti dalla Siria, dall'Egitto, dal Sudan e dall'Eritrea: in Sicilia, Calabria e Campania in genere, come gli altri gruppi di matrice etnica, operano tendenzialmente con il beneplacito delle mafie storiche mentre in altre zone dimostrano una maggiore autonomia che sfocia anche in forme di collaborazione quasi alla 'pari'. Forte resta la capacita' di interagire con le organizzazioni di riferimento nei Paesi d'origine e con cartelli multinazionali, dei quali rappresentano, nella maggior parte dei casi, "delle cellule operative distaccate, funzionali alla realizzazione degli illeciti".

Caccia aperta al satellite cinese Tiangong-1: ricercatori della Sapienza hanno estrapolato le “curve di luce” per la predizione dell'orientamento prima dell’impatto sulla Terra. La rete di monitoraggio ha colto l’oggetto in un passaggio veloce per ben 6 minuti e acquisito un campione video del modulo spaziale dichiarato fuori controllo circa un anno fa.

 

Da un anno fuori controllo

Da ormai un anno il modulo Tiangong-1 facente parte del progetto di stazione spaziale cinese è stato dichiarato fuori controllo. Si tratta di un modulo orbitante di notevoli dimensioni, con una larghezza di 16 mt e una massa complessiva di oltre 8 tonnellate.

Inizialmente previsto per la seconda metà del 2017, il rientro in atmosfera è ormai confermato essere in questi primi mesi del 2018 e si fa sempre più fervente il lavoro della comunità scientifica per essere pronta a individuare il punto di caduta della pioggia di detriti che potrebbe derivarne.

Quanto fin qui accertato è che le parti che sopravviveranno al calore del rientro in atmosfera, impatteranno la superficie terrestre in una zona compresa fra il 43° parallelo nord e il 43° parallelo sud, un’area comprendente anche parte dell'Italia, da Firenze in giù.

“Di prassi il rientro dei satelliti dovrebbe avvenire in maniera controllata, imponendo da Terra una traiettoria che porti eventuali residui ad impattare in zone disabitate, per lo più nell’area del Pacifico” spiega Fabrizio Piergentili dell'ateneo romano La Sapienza “ma in questo caso partiamo da condizioni differenti, perché non è possibile intervenire e modificare la rotta del modulo fuori controllo e la comunità scientifica internazionale sta lavorando per affrontare la nuova problematica”.

Anche Sapienza è in prima linea in questa attività con il gruppo di studio S5 Lab coordinato da Fabrizio Piergentili e Fabio Santoni dei dipartimenti di Ingegneria meccanica e aero-spaziale e Ingegneria astronautica, elettrica ed energetica, e già da tempo la sua rete di osservatori per il monitoraggio dei detriti orbitanti studia le mosse del “Palazzo celeste” (questa la traduzione dal cinese di Tiangong).

Leggi anche: La reale possibilità di essere colpiti da un rottame della navicella spaziale Tiangong-1

Un team fra Italia e Kenya

La Sapienza Scientific Observatory Network (Sson) è costituita da alcuni osservatori gestiti direttamente dall’università, dislocati sul territorio nazionale (Mito-Roma, Scudo-Collepardo, Resdos-Avezzano, Surge-Collepardo, eduscope-Roma) e in Kenya, presso il Broglio Space Center (EQUO-OG-base di Malindi, EQUO-OS-piattaforma off-shore Santa Rita), nonché da una serie di osservatori che collaborano su particolari progetti scientifici, sempre collegati all’osservazione di detriti spaziali,  tra cui Magellan (6,5 metri di diametro)  e MODEST (Michigan Orbital DEbris Survey Telescope) entrambi in Cile, Loiano vicino Bologna, l'Osservatorio astronomico di Campocatino dell'Associazione astronomica frusinate e Zimmersmart, dell’Università di Berna.

In questo ambito, il primo dato di notevole valore scientifico e tecnologico è stato ottenuto dall’osservatorio NPC-Sapienza che è riuscito a inseguire l’oggetto in un passaggio veloce per ben 6 minuti: è stato infatti acquisito un campione video inseguendo Tiangong-1 dall’osservatorio di Imola, utilizzando un sistema di puntamento e inseguimento di oggetti in orbita terrestre, specificamente sviluppato per questo scopo. Questo sistema si basa sulla montatura altazimutale Moral per telescopi classe 1m, realizzata dalla divisione Spacemind della New Production Concept (Npc), in collaborazione con lo spin-off della Sapienza “Roboptics”.

Npc è un azienda operante, tramite la sua divisione Spacemind, nel settore spaziale e orientata alla fornitura di sistemi nanosatellitari e strumentazioni professionali che da tempo collabora con Sapienza e in particolare con lo spin-off Roboptics nella ricerca di soluzioni tecniche e scientifiche per sviluppare prodotti innovativi.

Dal materiale ottenuto, i ricercatori sono riusciti a estrapolare le cosiddette “curve di luce” del modulo, estremamente utili per determinarne le variazioni di orientamento nello spazio. Quest’importante risultato, possibile grazie all’intensa sinergia tra accademia e industria, è di fondamentale importanza per il monitoraggio del rientro della stazione Tiangong-1 e la predizione della sua traiettoria.

“Questo successo incoraggia a proseguire nella sperimentazione di strumenti di osservazione innovativi, per consolidare le attività di monitoraggio e sorveglianza degli oggetti in orbita terrestre, in risposta all’ormai sempre più pressante problema degli space debris” sottolinea Fabio Santoni, “argomento sul quale il nostro gruppo di ricerca sta lavorando da anni, anche grazie al supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, affinando nuovi strumenti tecnologici e scientifici al servizio della comunità internazionale”.

Perché il terrorismo è oggi così diffuso e potente? Perché è riuscito a organizzarsi in forme così capillari ed efficaci al punto da essere considerato una minaccia per il mondo intero? Più in profondità: che cos'è esattamente il terrorismo? Qual è la sua 'filosofi', quali le sue radici culturali e le sue motivazioni politiche? Anche e soprattutto alla luce dei suoi continui mutamenti. Il terrorismo è diventato, nostro malgrado, il più grande e imprevedibile nemico della nostra epoca. Ne “I giorni del terrore: il terrorismo internazionale e le sue declinazioni” edito da Primiceri (162 pagine, 15 euro), Marino D’Amore risponde a queste domande, ponendo la sua personale lente d’ingrandimento sul fattore comunicativo, diventato ormai parte integrante del fenomeno.

D’Amore, tuttavia, nella sua attenta analisi ammette di fornire al lettore una lettura attuale che rappresenta una fotografia suscettibile di futuri cambiamenti riguardo a una materia multiforme e mai inquadrabile in strutture fisse o sempre valide.

“I giorni del terrore” vuole essere semplicemente questo: una ricognizione attuale, ricca di particolari e finalizzata alla spiegazione del fenomeno terroristico, della sua storia e dell’evoluzione che lo ha condotto sino ai nostri giorni. Un libro che vuole offrire anche interessanti spunti di riflessione per cercare di prevedere eventuali scenari futuri.

Dal 26 gennaio è disponibile in tutte le librerie e gli store on line.

"Ho avuto un cancro". Nadia Toffa, colpita da un malore lo scorso dicembre, è tornata alla conduzione de Le Iene. Ma prima di farlo ha voluto raccontare i suoi ultimi mesi a quel pubblico che non l'ha mai lasciata da sola: "Non lo sapeva nessuno. Ho pensato tanto a questo momento… Fra di noi c'è sempre stata sincerità e quindi voglio condividere con voi quanto successo. Mi sono appuntata alcune cose, a mano, come si faceva a scuola. Sono molto emozionata, non è facile". 

La giornalista ha raccontato dell'intervento, andato a buon fine, a cui è stata sottoposta e le cure per poter tornare, in piena forma, alle sue inchieste e ai suoi servizi. "Ora è tutto finito. Il 6 febbraio ho finito la chemioterapia e la radioterapia". Accanto a lei, in studio, i due conduttori Nicola Savino e Matteo Viviani hanno ricostruito insieme a lei i momenti più delicati: dal malore che l'ha colpita a Trieste al check-up successivo che ha permesso di individuare il tumore: "La fortuna è stata proprio che dopo lo svenimento ho fatto un accertamento".  

La ciocca di capelli

In studio, Toffa si è presentata con una parrucca. "Non mi vergogno a dire che questi non sono i miei capelli. Non vi nascondo che ci sono stati momenti difficili. Quando vedi le prime ciocche che ti rimangono in mano è un momento molto forte". Momenti difficili che la giornalista ha superato anche grazie alle persone che ha incontrato, e aiutato, durante gli ultimi anni. Come Gabriella, la bambina di Taranto che si era ammalata e aveva perso, come la Toffa, i capelli: "Gabriella, ti ringrazio, perché ti ho pensato: se ce la fa uno scricciolo come te, allora ce la posso fare anch'io!". 

Gli ultimi appelli

Toffa chiude con due messaggi. Il primo è un augurio di normalità: "A voi che mi incontrate per strada: trattatemi come sempre, anche criticandomi se lo ritenete. Non trattateci da malati, noi malati di cancro siamo dei guerrieri, dei fighi pazzeschi!". Il secondo, ancora più importante, contro i millantatori di miracoli e guarigioni prodigiose: "Le uniche cure contro il cancro sono la chemio e la radio. Poi ci sono altre cose che contano: il buonumore, lo stile di vita… Ma non c'è altro che possa curarti che non siano la chemio e la radio". Bentornata Nadia.

 

A un mese dalle elezioni la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli si avvicina a compiere gli ultimi passi del suo mandato. Nell'ambito dell'attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale – il documento di indirizzo per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell'era digitale – dopo che sono state rese note le linee guida per l'utilizzo dello smartphone in classe, manca la circolare attuativa che le rende operative.

"Per la circolare – ha detto la ministra all'AGI – bisognerà aspettare la fine della consultazione che aprirò nei prossimi giorni. Spero si possa fare in tempi rapidi ma approfonditi, perché si tratta di una fase molto seria". Fedeli ha deciso, infatti, di cancellare il divieto di portare i telefonini in aula, imposto 10 anni fa dall'allora ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni. Secondo la ministra si tratta di "uno strumento che facilita l'apprendimento, una straordinaria opportunità che deve essere governata. Se lasci un ragazzo solo con un tablet in mano è probabile che non impari nulla, che s'imbatta in fake news e scopra il cyberbullismo. Questo vale anche a casa. Se guidato da un insegnante preparato, e da genitori consapevoli, quel ragazzo può imparare cose importanti attraverso un media che gli è familiare: internet. Quello che autorizzeremo – ha tenuto a precisare Fedeli – non sarà un telefono con cui gli studenti si faranno i fatti loro, sarà un nuovo strumento didattico".

Resta del lavoro da fare anche per sviluppare la connessione in banda larga nelle scuole. La fibra arriva oggi a poco più di un istituto su 10 anche se il Miur puntualizza che la cosa "non dipende solo dal ministero dell'Istruzione ma anche da quello dello Sviluppo Economico". Nel corso della legislatura sono stati approvati una serie di decreti attuativi della legge 107, ribattezzata da Matteo Renzi "La Buona Scuola", entrata in vigore il 16 luglio del 2015, ma il percorso non potrà essere completato prima del 4 marzo, per cui toccherà al nuovo governo finire il lavoro iniziato.

La Buona Scuola aveva promesso riforme ambiziose, tra le quali

  • l'autonomia scolastica;
  • la chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi;
  • un piano straordinario di assunzioni;
  • risorse stabili per la formazione e la valorizzazione dei docenti;
  • investimenti ad hoc per i laboratori e per il digitale;
  • l'alternanza scuola-lavoro per gli studenti.

Grazie ai tre miliardi in più a regime sul capitolo istruzione ci sono state 87.000 assunzioni solo nel 2015 (a fronte di una media di 24.000 all'anno), però ne erano state messe in conto 150.000, numero poi ridotto a 100.000. Fedeli, parlando del suo successore, ha sottolineato che, "per quanto riguarda il mondo dell'istruzione, il governo che nascerà in seguito alle elezioni politiche di marzo dovrà innanzitutto attuare le deleghe che abbiamo fatto con la legge 107. Penso all'istruzione da 0 a 6 anni, alla qualità della formazione professionale e alla qualità e alla forma del nuovo reclutamento dei docenti. Oltre a questo, secondo me, dovrà investire tantissimo nelle competenze e nella professionalità dei docenti, definendole anche meglio. Poi, contrastare sempre di più la dispersione scolastica con una innovazione di contenuto e didattica. Infine, andare avanti con gli investimenti nell'edilizia scolastica, ma anche in quella universitaria, per allargare le possibilità di ingresso all'università e recuperare il gap che il nostro Paese ha rispetto ad altri partner europei per quanto riguarda il numero di laureati".

In materia di edilizia scolastica non si parte dall'anno zero, perché in questa legislatura il tema è stato al centro dell'attenzione. Per la prima volta l'Italia si è dotata a maggio 2015 di una programmazione nazionale triennale. Quattro miliardi di euro sono stati spesi a metà settembre 2017 per mettere in sicurezza le scuole, migliorarle e adeguarle alle normative. Quasi 12mila gli interventi fatti, per un totale di poco più di 7.100 scuole interessate (su un totale di 42.000 edifici). Tra le questioni che non saranno risolte prima del 4 marzo, quella degli insegnanti diplomati magistrali.

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato dello scorso 21 dicembre, che non considera più il diploma magistrale come titolo sufficiente per entrare nelle Graduatorie ad esaurimento (Gae, canale di accesso al ruolo parallelo a quello dei concorsi ordinari), molti di loro rischiano un blocco della carriera. Il Miur è in attesa del parere dell'Avvocatura di Stato che arriverà molto probabilmente soltanto dopo le elezioni.