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Cronaca

Sono stati arrestati i responsabili della clamorosa rapina del dicembre 2016 al caveau dell'istituto di vigilanza "Sicurtransport" di Catanzaro. Il colpo, messo a segno da un commando armato di mitra e con sofisticate apparecchiature elettroniche, fruttò un bottino di oltre 8 milioni di euro.  I banditi sfondarono con un cingolato i muri corazzati del caveau e bloccarono tutte le strade di accesso alla zona incendiando 11 auto piazzzate come sbarramento.

Traditi da una donna

A incastrare la banda, secondo quanto si è appreso, è stata una donna, ora collaboratrice di giustizia, che aveva una relazione con uno degli organizzatori del colpo. La testimone ha fornito agli investigatori riscontri su fatti e circostanze sul ruolo che il compagno aveva avuto nella rapina.

Ai membri del commando è stata contestata l'aggravante del metodo mafioso: una parte del bottino è andata alle famiglie di 'ndrangheta che hanno influenza nella zona. Non solo: le indagini della Polizia hanno accertato uno stretto collegamento tra pugliesi della zona di Cerignola (Foggia) 'specializzati' nel settore e basisti locali. La rapina venne messa a segno secondo un dettagliato studio della zona e con la complicità di un dipendente dell'istituto di vigilanza, responsabile della sicurezza del caveau, che fornì le informazioni sul posto in cui compiere la "spaccata" così da portare a termine il colpo nel più breve tempo possibile.

Secondo gli investigatori, i calabresi coinvolti nella rapina si sono occupati di reperire le informazioni dal basista e di procurare le auto ed il mezzo cingolato utilizzati rispettivamente per il blocco delle strade e per la demolizione del muro di accesso al caveau oltre che della logistica della permanenza clandestina a Catanzaro del commando assaltatore composto dai malviventi pugliesi. 

Con la firma di oggi all'Aran è andato definitivamente in porto il contratto "Istruzione e Ricerca". Ecco i punti che caratterizzano il contratto. 

Scuola

Dal 1 marzo 2018 oltre 80 euro di aumento delle retribuzioni per tutti i docenti, con circa 450 euro medi di arretrati. Restano fermi gli 80 euro del bonus fiscale. Il "bonus" docenti della legge 107/15 confluisce in parte nel salario e in parte nelle risorse del Fondo da contrattare. Una metà del "bonus" incrementera' la RPD (Retribuzione Professionale Docenti), cioè una indennità fissa e continuativa che hanno tutti insegnanti, a beneficio anche dei supplenti annuali e fino al 30 giugno. L'altra metà incrementa il nuovo fondo unico con tutte le risorse del MOF (fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa), circa 600 700 milioni alle scuole per attività aggiuntive e non ordinarie e quelle per la valorizzazione (finanziaria 2018). Tra le novità il diritto alla disconnessione, cioè il non obbligo a ricevere comunicazioni di servizio h24. Confermato l'orario di servizio sia d'insegnamento che funzionale (40+40), comprese le attività riguardanti il potenziamento. Tutti gli impegni aggiuntivi vanno retribuiti. Tutta la materia delle sanzioni disciplinari ai docenti è stata rinviata a successiva sequenza contrattuale. Introdotto l'obbligo a prevedere una tutela per la libertà di insegnamento. Il personale Ata diventa parte integrante della "Comunità educante" partecipando alle commissioni istituite nelle scuole. Viene scardinata la legge 107/15. Superato l'obbligo alla mobilità solo su ambito. La chiamata diretta sarà contrattata a livello nazionale e sottratta alla discrezionalità dei dirigenti.

Università

In linea con quanto stabilito per tutto il pubblico impiego, l'aumento della retribuzione complessiva è del 3.48% che, per quanto riguarda l'Università, è stato riversato quasi interamente nella retribuzione tabellare, che così ha visto un incremento effettivo di circa il 4%, con circa 440 euro medi di arretrati. È stata utilizzata una indennità perequativa, valida fino al 31 dicembre 2018, per avvicinare le retribuzioni più basse alla soglia degli 85 euro prevista dall'Accordo del 30 novembre 2016. È stata prevista una posizione economica in più per tutte le categorie. La legge di bilancio prevede inoltre che le università che rispettano determinati limiti di "virtuosità" potranno incrementare il fondo del salario accessorio. Per la parte normativa, rispetto a quanto previsto dal DLgs 150/09 ("Legge Brunetta") si riducono le risorse da destinare alla valutazione della performance collettiva e individuale, essendo state limitate ad una parte delle risorse variabili del fondo del salario accessorio. Le posizioni economiche si acquisiscono in base alle norme previste dai precedenti contratti, superando il riferimento al DLgs 150/09 che ne prevedeva l'accesso solo per una "quota limitata" di lavoratori.

Ricerca

Dal primo marzo 2018 incrementi economici sulle parti tabellari e delle indennità fisse e ricorrenti e pari ad almeno 85 euro per tutti. Restano fermi gli 80 euro del bonus. Arretrati da 410 euro a 572 euro per tecnici e amministrativi; da 533 euro a 1.300 euro per ricercatori e tecnologi.

Afam

Gli aumenti a regime decorreranno dal 1 marzo 2018. Essi vanno da un minimo di 81.40 a un massimo di 130,40 euro. L'indennità di vacanza contrattuale erogata da luglio 2019 si aggiunge alla retribuzione tabellare e non viene riassorbita all'interno degli aumenti previsti dal contratto nazionale. Gli arretrati vanno da un minimo di circa 300 euro e un massimo di 760 euro. A tutto il personale Afam non si applicano le norme del decreto Brunetta in tema di performance e di merito e premi. È previsto il mantenimento ad esaurimento della seconda fascia della docenza comprese le eventuali immissioni in ruolo del personale docente inserito nelle graduatorie in essere. L'Aran non ha voluto affrontare contrattualmente il tema del superamento delle fasce della docenza.

Alle 10 di mattina del 18 aprile sono stati messi in vendita i biglietti della semifinale di Champions Roma Liverpool. Alle 13.36 è comparso l'annuncio sul sito della Roma: le vendite sono chiuse. Tanto è bastato per far riesplodere la questione bagarinaggio online (o secondary ticketing), riaccendendo vecchie questioni mai risolte, che trovano ragione in un vuoto legislativo che di fatto consente questa pratica. 

I biglietti della semifinale di Champions poco dopo si potevano trovare online con prezzi superiori del 1000%, ha denunciato il Codacons che ha paralto di "speculazione ignobile". I prezzi sono schizzati a 500 per una curva, oltre 700 per la Tevere e più fino a 3mila euro per un posto in tribuna, denuncia l'associazione a tutela dei consumatori. 

Questo è possibile perché oggi, in Italia, un privato (non un promoter ufficiale, già passibile di ammenda, dal dicembre 2016, se vende direttamente ad una piattaforma di 'secondary ticketing'), può tranquillamente acquistare per esempio 4 biglietti di un concerto, di un evento sportivo o di un'opera teatrale, magari in prevendita, e poi rivenderli su una piattaforma ‘secondary’ a un prezzo maggiore. È tutto legale, anche se il bagarinaggio non lo è. 

Un fenomeno enorme nelle proporzioni, cresciuto negli ultimi anni su siti di secondary ticketing ma anche sui social perché più liberi e meno governabili di un sito. Un sito si può bloccare facilmente. Un profilo social di una persona fisica, magari fittizia, è molto più difficile da individuare e fermare. 

Come se ne può uscire? “È oltre un anno che stiamo aspettando che il ministero dell'Economia e delle finanzae vari un decreto attuativo della legge di Stabilità 2016 che stabilisce (comma 545) che questo tipo di rivendita non è consentita al privato che lo fa nemmeno occasionalmente", ha detto ad Agi Gaetano Blandini, direttore generale della Siae. "Quel decreto esplicita il concetto di fine commerciale. C’è sempre un fine commerciale anche quando di acquistano e rivendono 4 tagliandi una volta tanto. Decreto che doveva passare 30 giorni dopo il varo della legge 2016. Lo stiamo ancora aspettando”. 

Tre studenti, tutti minorenni, di un istituto tecnico di Lucca sono stati iscritti nel registro degli indagati dopo un atto di bullismo nei confronti del loro professore. Nel video, diventato virale prima su WhatsApp e poi su alcuni gruppi Facebook – riporta Repubblica – si vede l'uomo, 64 anni, docente di italiano e storia, ripreso mentre viene minacciato e insultato in classe da uno di loro.

Cosa è successo in quella classe

"Prof, mi metta 6 e non mi faccia incaz…": è questa la minaccia ripetuta più volte dallo studente all'insegnante. La sua colpa? Avergli assegnato un voto – a giudizio del ragazzo – ingiusto. Lo studente, così come di vede nel video pubblicato dal “Tirreno”, ha minacciato più volte il professore puntandogli il dito contro, urlando e afferrando il registro. "Chi è che comanda, eh?", gli ha detto tentando di strappargli dalle mani il registro elettronico. Poi l'ordine: "Si inginocchi". Ma il professore, in silenzio, ha evitato lo scontro. Nella speranza che la furia del ragazzo si placasse. L'aggressione, come si sente chiaramente dal video, si è consumata tra le risate degli altri studenti.

I tre video

Quel filmato non è l’unico, spiega il Corriere. In circolazione ce ne sono altri tre: in uno si vede un ragazzo indossare un casco da motociclista e avvicinarsi al professore mimando una testata, in un altro un ragazzo sbatte sulla cattedra il contenitore per la raccolta della carta, nell’ultimo si sentono studenti che offendono e bestemmiano.

Tutto questo è accaduto in un istituto commerciale di Lucca, in una classe del biennio — sono quindi tutti minorenni — e scatena un vero e proprio putiferio fra denunce, probabili sospensioni in arrivo e un’indagine della polizia. Tre ragazzi sono stati già iscritti sul registro degli indagati con l’accusa di violenza privata aggravata in concorso ma potrebbe anche configurarsi l’ipotesi di stalking.

Ieri mattina il dirigente scolastico è andato in Questura a denunciare la circolazione del video in rete senza le schermature obbligatorie per legge quando i protagonisti sono minorenni: la polizia postale ha sequestrato i video nell’ambito di un’indagine che vede il coinvolgimento anche della Digos.

La denuncia del preside

Nell'individuare i tre responsabili delle offese al professore e delle riprese video finite su web, la polizia postale e la Digos hanno proceduto d'ufficio. Mentre il preside della scuola ha anche presentato formalmente una denuncia. "Si tratta di un fatto gravissimo, ora servono sanzioni", aveva detto subito il preside. Il consiglio di classe si riunirà per decidere le sanzioni a carico dello studente. Nel frattempo sono arrivate le scuse del ragazzo, autore dell'aggressione verbale nei confronti dell'insegnante.

I precedenti

Quello di Lucca è solo l'ultima di una serie di aggressioni ai danni degli insegnanti. Lo scorso 20 marzo, in un istituto di Firenze, un ragazzo aveva preso a pugni la professoressa dopo che l'insegnante gli aveva chiesto di consegnare il cellulare. La donna aveva riportato una contusione toracica, mentre lo studente era stato sospeso. A febbraio, in un istituto tecnico commerciale di Santa Maria a Vico, provincia di Caserta, un 17enne aveva sfregiato con un coltello una docente. Il motivo? Le insistenze della prof davanti al rifiuto del ragazzo di sostenere un'interrogazione.

 

Il sito slovacco Aktuality.sk vince la 39ma edizione del Premio Ischia internazionale di giornalismo per le inchieste del fotoreporter Jàn Kuciak, ucciso a febbraio, che hanno portato alla luce le attività della criminalità organizzata italiana in Slovacchia, rivelando i contatti del premier Fico, costretto poi alle dimissioni, con personaggi legati alla 'ndrangheta.

Il Premio Ischia per il "giornalismo dei diritti umani" è stato assegnato a Zina Hamu, ragazza yazida di 18 anni, sfuggita alle persecuzioni all'Isis che partecipa al progetto Unicef per diventare fotoreporter. Franca Leosini, conduttrice di 'Storie Maledette' è la giornalista dell'anno per la televisione, Stefano Cappellini caporedattore di Repubblica è il vincitore per la carta stampata mentre a Bruno Pizzul è stato assegnato il premio per il giornalismo sportivo.

Un riconoscimento speciale, inoltre, è stato andato a Paolo Borrometi, direttore del sito 'La Spia' e giornalista dell'Agi, attualmente sotto scorta per le minacce ricevute dalla mafia in Sicilia. Lo ha deciso la giuria riunita ieri alla Terrazza Borromini di Roma, presieduta da Clemente Mimun, è composta dagli editori: Roberto Amodei, Urbano Cairo, Fedele Confalonieri, Giuseppe Marra, Edoardo Montefusco, Andrea Riffeser e dai giornalisti Maurizio Abet, Andrea Abodi, Giulio Anselmi, Alessandro Barbano, Lucio Brunelli, Luigi Contu, Maurizio Costanzo, Enzo d'Errico, Carlo Gambalonga, Riccardo Luna, Enrico Mentana, Giovanni Minoli, Mario Orfeo, Maarten van Aalderen, Sarah Varetto e Carlo Verna.

La cerimonia di consegna del Premio Ischia si terrà a Lacco Ameno Venerdì 8 e Sabato 9 giugno. Media partner della manifestazione Rai News 24, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Campania, della Camera di Commercio di Napoli e con il contributo di Aci e dell'Istituto di Credito Sportivo.

"Chi sa parli": il diffusissimo modo di dire, tanto imperativo quanto vago, permette di non fare direttamente i nomi e lasciare ad altri il compito. Ma quando nell'agosto 1990 Otello Montanari, presidente dell'Istituto Alcide Cervi e dirigente dell'Anpi, scrisse una lettera al Resto del Carlino sull'omicidio del direttore generale delle Officine Reggiane Arnaldo Vischi, avvenuto nel 1945 e per il quale erano stati condannati in due, quel 'Chi sa parli' aprì uno squarcio nell'omertà del dopoguerra, nel mondo di chi aveva fatto parte delle formazioni partigiane, un mondo chiuso che nascondeva anche terribili segreti, come gli omicidi nel Reggiano, oltre agli atti di eroismo e di dura battaglia per strappare l'Italia al nazifascismo.

Con quella lettera – titolo originario "Rigore sugli atti di 'Eros' e Nizzoli" – chiedeva la riapertura di un confronto su alcuni omicidi del dopoguerra perpetrati da ex partigiani nel cosiddetto 'triangolo della morte'. Fu coraggioso anche allora e pagò a lungo con l'isolamento quella sua lettera, che però consentì di fare chiarezza e accertare la verità, portando alla scarcerazione di chi era stato condannato ingiustamente per il delitto Vischi e anche per altri omicidi. Come quello di don Umberto Pessina, avvenuto a Correggio, o del capitano Fernando Mirotti, avvenuto a Campagnola, e per i quali erano stati condannati partigiani come Germano Nicolini, un comandante ex sindaco di Correggio, detto "il Diavolo", ed Egidio Baraldi. Entrambi furono poi assolti.

Eppure quella lettera, nonostante poi la revisione di processi e la scoperta di nuove verità nascoste gli dissero ragione, gli costarono l'espulsione dall'Istituto Alcide Cervi, di cui era presidente, e l'allontanamento dal Comitato provinciale dell'Anpi, oltre all'essere duramente contestato e quindi emarginato nel Partito comunista. La difesa da parte di importanti figure come Maria Cervi o Nilde Iotti, Antonello Trombadori, Piero Fassino, non sortirono alcun effetto, Otello Montanari fu 'bollato', la sua vita cambioò nuovamente.

Rossana Rossanda scrisse che "la vera notizia sul 'triangolo della morte' di Reggio Emilia è che se ne torni a parlare e che un articolo scritto da Otello Montanari sul Resto del Carlino abbia fatto così grande sensazione. Quelle uccisioni erano note". Furono tante e diverse le voci che si levarono contro Otello, compresa quella di Luciano Lama, che in un'intervista a Repubblica nel settembre 1990 ebbe a dichiarare "Il desiderio di vendetta non è un crimine, è un risentimento. Ricordo bene quando mi dissero che avevano fucilato mio fratello. La rabbia ti sale alla testa, te la senti nelle mani quando imbracci un fucile. Qualcuno ha resistito altri no. Magari volevi vendicarti, ma non potevi, non dovevi… Nessuno vuole giustificare i delitti del dopoguerra. Prima di giudicare però si deve sapere cosa accadde davvero. Una guerra qualunque può forse finire con il "cessate il fuoco". Quella no. La Resistenza fu una battaglia terribile, disperata e atroce". 

Trascorsero diversi anni – ben 15 – prima che chi l'aveva emarginato si ricredesse sul conto di Otello. Ci furono le scuse del Partito comunista, dell'Istituto Cervi e dell'Anpi, ma la ferita era stata inferta e certo non si rimarginò del tutto.

Otello Montanari era nato nel maggio del 1926 a Reggio Emilia; nel 1941, a 15 anni, si iscrisse al Partito comunista e fu studente a ragioneria della professoressa Nilde Iotti, di cui poi diverrà collega parlamentare nel 1958. Prese parte alla guerra di Liberazione nelle file dei Gap (Gruppi di azione patriottica) e durante un conflitto a fuoco con i fascisti sulla Via Emilia, nei pressi di Reggio Emilia, il primo gennaio 1945 rimase gravemente ferito, tanto da restare paralizzato per un anno e in seguito claudicante. Nel biennio 1949-1951 ricoprì la carica di segretario della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, all'epoca presieduta da Enrico Berlinguer. Nel 1955 accompagò Alcide Cervi (padre dei sette fratelli fucilati dai nazisti a Reggio Emilia) nel lungo viaggio attraverso la Russia, ricevuti da diverse personalità.

Eletto deputato del Pci, nell'aprile del 1960 prese parte alle proteste e agli scontri di piazza contro il governo Tambroni. Negli anni Ottanta fondò il Comitato Primo Tricolore e fu protagonista con Bettino Craxi della diatriba che divise Milano e Reggio Emilia sulle origini della bandiera italiana (secondo Montanari e altri nata a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, come poi in effetti è stato decretato. E' stato sempre una figura di forte tenacia nel difendere le proprie convinzioni, basti ricordare che nel 2017, in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile, si posizionò con la sua seggiolina nella piazza con il monumento ai Caduti, ma in un punto isolato. Quella ferita andava oltre le conseguenze fisiche del conflitto a fuoco del 1945. E lo spiegò a Repubblica: "Non ho scritto nulla che non fosse noto. Ho solo messo assieme i pezzi…". 

Oltre 250 sacerdoti provenienti da più di 50 Paesi nel mondo sono arrivati in Vaticano, a lezione di esorcismo. Si è inaugurata lunedì a Roma la XIII edizione del "corso sull'Esorcismo e la preghiera di liberazione" organizzato dall' Istituto Sacerdos dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e il GRIS. Obiettivo del corso – e dei sacerdoti – è quello di imparare a identificare la possessione demoniaca, per ascoltare le esperienze degli altri religiosi e per fare una riflessione che vada oltre i semplici riti esorcisti.

La domanda di esorcismo è in crescita

L’appuntamento annuale al Vaticano risponde alle continue richieste da parte delle comunità cattoliche di tutto il mondo. Solo in Italia, secondo i dati del think-tank cristiano Theos, sono 500mila le persone che si rivolgono agli esorcisti. Al punto che alcune diocesi siciliane hanno avviato dei corsi privati. Lo scorso anno, osserva la BBC, papa Francesco ha detto ai sacerdoti di “non esitare” a indirizzare i parrocchiani agli esorcisti se questi soffrono di “disturbi spirituali importanti”. Secondo il sacerdote italiano, Benigno Palilla, l’incremento della richiesta di esorcismo è legata all’aumento del ricorso ai tarocchi e alla stregoneria.

Il corso: costi e numero iscritti

Inaugurato nel 2005, negli anni il numero dei sacerdoti che si sono seduti sui banchi sono più che raddoppiati. Il corso, della durata di una settima, ha un prezzo di 300 euro e tocca temi teologici e psicologici, oltre che fornire un excursus sulla storia dell’esorcismo. Tra le novità nell’edizione 2018, c’è l’apertura con la lezione/testimonianza del cardinale Ernst Simoni, vittima del regime comunista in Albania, per proseguire con la giornata di mercoledì durante la quale verranno presi in considerazione aspetti particolari riscontrabili in alcune zone del mondo e correlati al ministero dell’esorcismo, come la stregoneria in Africa, i culti afroamericani in Paraguay e America Latina, le sette e il New Age in Spagna. Il venerdì, inoltre, ci sarà un focus sulla pedofilia e la pedopornografia e come questi crimini vengano utilizzati nei riti occulti e satanici.  

Quando si esegue?

Nel 1999, la Chiesa cattolica ha effettuato la sua prima importante revisione delle regole sull'esorcismo sin dal 1614, operando una distinzione tra possesso demoniaco e malattia fisica o psicologica. Intervistato dalla BBC, il pastore americano padre Gary Thomas, ha spiegato di lavorare con una squadra di medici, psicologi e psichiatri – tutti praticanti cattolici – per escludere qualsiasi altra causa per la sofferenza di una persona prima di diagnosticare il possesso demoniaco. Il prete tenterà quindi una serie di preghiere di liberazione. Un grande esorcismo avverrà solo "come ultima risorsa", sostiene.

Siete stanchi di fare lunghi viaggi con le gambe rannicchiate sotto il sedile? Una soluzione (senza sborsare un soldo in più) arriva dalla Aviointeriors, azienda italiana di progettazione per interni di aerei, che ha disegnato dei sedili che sono talmente alti che è come essere in piedi. Che sia più comodo dei sedili stretti, però, è tutto da verificare.

Cos’è lo SkyRider 2.0

Presentato alla Aircraft Interiors Expo 2018 di Amburgo, lo SkyRider 2.0 – questo il nome del progetto – punta a offrire una valida alternativa a bordo di voli ad alta densità, riducendo gli spazi tra le file. Il nuovo progetto è la versione aggiornata e rivisitata di quello del 2010 che tuttavia non ebbe successo. Il primo SkyRider, progettato come se i passeggeri dovessero sedere sulla sella di un cavallo, non ottenne l’approvazione della US Federal Aviation Administration. La nuova versione presenta una maggiore imbottitura e pali per collegare ogni fila di sedili dal soffitto al pavimento della cabina.

“Comodo e pratico”

Secondo Aviointeriors, lo SkyRider 2.0 "garantisce una maggiore posizione verticale del passeggero mantenendo un comfort adeguato”. Mentre resta da verificare se la definizione di "comfort adeguato" di Aviointeriors corrisponda a quella della persona media, sottolinea la CNN, l'azienda assicura che i sedili, progettati per i voli a corto raggio, hanno molti vantaggi. "Il design di questo sedile consente di aumentare il numero di passeggeri del 20% consentendo di aumentare i profitti per le compagnie aeree", afferma un portavoce di Aviointeriors. "Inoltre, Sky Rider 2.0 pesa il 50% in meno rispetto ai sedili standard in classe economica e il ridotto numero di componenti consente costi di manutenzione minimi."

​I sedili verticali che stentano a prendere il volo

L’idea di sedili verticali circola da circa due decenni. Airbus aveva proposto l'idea di voli in piedi già nel 2003 e nel 2010, il CEO di Ryanair, Michael O'Leary, ha annunciato che stava prendendo in considerazione l'introduzione di speciali aree riservate a bordo dei suoi aerei. Ma la compagnia aerea sembra aver abbandonato l'idea per il momento. Intanto gli specialisti degli aeromobili hanno sottolineato vari ostacoli alla soluzione della Aviointeriors che ha soprannominato Skyrider 2.0 "la nuova frontiera dei biglietti a basso costo”. Tra le maggiori criticità ci sono u potenziali ritardi di evacuazione dovuti allo spazio limitato e il fatto che non c'è spazio sotto i sedili per gli effetti personali.

Con un possibile super-ponte alle porte, le scuole italiane rischiano grosso. Tra i ponti e le chiusure inaspettate per scioperi e i viaggi d’istruzione, non tutti gli istituti raggiungeranno i 200 giorni di lezione obbligatori per legge per considerare “regolare” l’anno scolastico. E si pensa già agli escamotage anti-ricorso.

Cosa sta succedendo

Ci sono due festività a breve scadenza: il 25 aprile, che cade di mercoledì, e il primo maggio, che è un martedì. Le scuole stabiliscono i giorni di chiusura a inizio anno e che si trovino ora di fronte a un ponte a due o a un super-ponte si sapeva già da tempo. Quello che non potevano calcolare però è che ci sarebbero state ondate di scioperi. E così, calcolatrice alla mano, si rischia di non raggiungere i 200 giorni totali di lezioni previsti per legge. In alcune zone d’Italia, si sono registrate anche delle chiusure causa neve ma questi giorni, riporta il Messaggero, non vanno a intaccare il conteggio dei giorni utili perché considerati “causa di forza maggiore”.

Resta ancora un’agitazione

Alcuni istituti poi resteranno col fiato sospeso fino a maggio perché il sindacato Anief ha indetto uno sciopero per il 2 e 3. In questo caso, nelle aule in cui il personale decidesse di aderire alla protesta, le lezioni riprenderebbero direttamente il 4 maggio. A ciò si aggiungono, poi, i viaggi di istruzione, la maggior parte dei quali avviene proprio in questo periodo dell’anno. Tuttavia, si legge su Orizzonte Scuola, con una nota del 2012, il ministero dell’Istruzione aveva spiegato chiaramente che “è fatta comunque salva la validità dell’anno scolastico, anche se le cause di forza maggiore, consistenti in eventi non prevedibili e non programmabili, abbiano comportato, in concreto, la discesa dei giorni di lezione al di sotto del limite dei 200, per effetto delle ordinanze sindacali di chiusura delle scuole”.

Chi fa ponte

Secondo il calendario scolastico, il ponte è stato accordato da tempo per le scuole di:

  • Lazio
  • Abruzzo
  • Piemonte
  • Friuli Venezia Giulia
  • Liguria
  • Marche
  • Trentino Alto Adige
  • Basilicata
  • Calabria
  • Puglia
  • Molise
  • Campania
  • Umbria

Berlinguer: “Una pazzia”

Per l’ex ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer, chiudere le scuole per ponti tanto lunghi a fine anno rappresenta “una pazzia”. E’ “una scelta assolutamente negativa per il corretto andamento scolastico. E non mi riferisco solo ai cosiddetti programmi che non vengono portato avanti”, ha spiegato in un’intervista al Messaggero. “Ci sono anche progetti di largo respiro che vengono bruscamente interrotti da queste lunghe pause”. I 200 giorni, dunque, “non sono il frutto di un mero calcolo meccanico, ma la base sufficiente con cui si riesce a creare un giusto ambiente a scuola”. Per l’ex ministro il rischio è quello di “creare dei buchi culturali nelle menti dei bambini”. Senza contare il fatto che “viene a mancare un vero e proprio equilibrio sociale”.

Qual è la durata media dell'anno scolastico in altri Paesi? 

Secondo quanto riporta Orizzonte Scuola, la durata media dell'anno scolastico per l'istruzione obbligatoria in Europa è di 185 giorni, mentre in Danimarca, Italia, Olanda e Liechtenstein è di 200 giorni. In Bulgaria, Lettonia e Lituania la durata dell'anno scolastico aumenta con l'età degli studenti, cominciando con soli 155 giorni in Bulgaria e crescendo progressivamente fino a 195 giorni nell'istruzione secondaria in Lituania.

 

La presenza del sottomarino nucleare statunitense Uss John Warner, una delle unità che hanno partecipato al recente attacco in Siria, in rada a Napoli a fine marzo scorso ha scatenato un'ondata di polemiche.

Con una nota il sindaco Luigi de Magistris ha scritto al contrammiraglio Arturo Faraone, comandante della Capitaneria di Porto di Napoli, per ribadire che, In base a una delibera approvata il 23 settembre 2015 Il porto di Napoli è stata dichiarata 'area denuclearizzata'

Cosa significa area denuclearizzata

In sostanza la delibera 609 vuole interdire l'attracco e la sosta di qualsiasi natante a propulsione nucleare o che contenga armamenti nucleari. Non solo, ma esprime e riafferma il ruolo di "Napoli 'Città di Pace', rispettosa dei diritti fondamentali di ciascuno, convinta del disarmo e della cooperazione internazionale".

La chiave sta però nella parola 'volontà'. Quello espresso dal sindaco di Napoli non è altro che un desiderio, perché il 'John Warner' poteva stare all'ancora nelle acque del golfo di Napoli: era in un'area autorizzata e assegnata alla Nato.

E' da decine di anni che esiste un protocollo d'intesa tra la Nato e l'Italia che permette a unità dell'Alleanza di stazionare in zone dedicate, per rifornimento e operazioni di manutenzione, e quando si tratta di attività proprie della Nato non è necessario richiedere autorizzazione aggiuntiva o particolare. A meno che non si parli di attività operativa, ovvero bellica che parta dall'Italia: allora occorre la pre-autorizzazione italiana del nostro governo. Il sottomarino Usa però è salpato dal porto di Gibilterra il 5 aprile diretto al largo della Siria contro cui avrebbe lanciato, secondo fonti militari americane, sei missili Tomahawk.

A Napoli insomma, era solo per i rifornimenti, ma soprattutto non è mai entrato nel porto di Napoli, né vi potrebbe entrare – viene riconosciuto – proprio per le sue caratteristiche di unità nucleare nonostante il capoluogo campano sia la sede della VI Flotta della Marina statunitense.

I tempi non tornano

Il passaggio da Napoli comunque, non è legato all'attacco contro la Siria. L'arrivo nella rada di Napoli è datato 20 marzo, al termine della esercitazione 'Dynamic Manta 2018 (DYMA 18)' che si è svolta dal 2 al 16 marzo nel Mediterraneo con la partecipazione di unità navali e sommergibili di Canada, Grecia, Italia, Spagna e Turchia, sotto il controllo del Comando Sommergibili della Nato. Dopo il 20 marzo la 'John Warner' ha lasciato le acque italiane raggiungendo Gibilterra e da lì, il 5 aprile, ha levato le ancore navigando verso il Mediterraneo orientale e quindi piazzandosi a distanza tale da poter prendere parte poi, venerdì notte, all'attacco contro la Siria lanciando missili Tomahawk.

Che tipo è Warner

John Warner può essere utilizzato per diverse missioni, tra cui sorveglianza, ricognizione, ricerca e soccorso, così come il lancio di missili e siluri e la posa di mibe mine. E' un sottomarino della classe Virginia, Va-class o 774-class, di attacco rapido e utilizzabile anche per missioni oceaniche. Costruito nel marzo 2013, è stato varato a settembre 2014 e normalmente è di stanza a Norfolk, in Virginia Ha 132 persone in equipaggio, tra cui 15 ufficiali ed è arnato con 12 missili Tomahawk.