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Cronaca

Sono da poco passate le 14 quando arriva la notizia che sblocca lo stallo nel mare tra Malta e l'Italia e forse cambia la storia della politica europea sulle migrazioni. Il governo spagnolo comunica formalmente la disponibilità ad accogliere la nave soccorso Aquarius, con 629 migranti a bordo, nel porto di Valencia. L'annuncio è stato dato dal premier Pedro Sanchez, dopo che i sindaci della città e di Barcellona avevano entrambi offerto il loro supporto. Madrid ha dato istruzioni perché la Spagna "rispetti gli impegni internazionali in materia di crisi umanitarie" e accolga a Valencia la Aquarius. "È nostro dovere aiutare ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire 'un porto sicuro' a queste persone, rispettando così gli obblighi del diritto internazionale", ha affermato il governo socialista guidato da Pedro Sanchez. L'Italia ha negato all'Aquarius l'approdo nei suoi porti, chiedendo a Malta di accoglierli ma La Valletta si è rifiutata sostenendo che il soccorso è stato coordinato da Roma e quindi non è di sua competenza.

Il presidente della Comunidad Valenciana, Ximo Puig, ha sottolineato che il gesto è dettato da ragioni umanitarie e si è rammaricato che la nave sia, al momento, "abbandonata" nel Mediterraneo in un modo "profondamente ingiusto". Tra i 629 migranti a bordo, che hanno passato la notte a 35 miglia da Italia e 27 da Malta, ci sono 123 minori non accompagnati, di cui 11 bambini, e sette donne in stato di gravidanza.

Salvini canta Vittoria

Pochi minuti e arriva la dichirazione del premier Giuseppe Conte: "Ringrazio le autorità spagnole per aver accolto la nave Aquarius nel loro territorio", dice Giuseppe Conte al suo arrivo ad Accumoli per visitare i luoghi colpiti dal terremoto del 2016. "Avevamo chiesto un gesto di solidarietà all'Europa, e questo gesto di solidarietà è arrivato".

La Spagna prenderà i migranti dell'Aquarius dopo il no dell'Italia e l'annuncio, ieri, del ministro dell'Interno: i porti resteranno chiusi, qualche volta bisogna dire no. la linea, evidentemente ha pagato. Salvini si collega in diretta Facebook da via Bellerio, sede della Lega a Milano. "VITTORIA!", a tutte maiuscole. Spiega il ministro, che nelle ultime ore era rimasto in silenzio ma anche in contatto stretto con la Guardia costiera e le autorità marittime, oltrechè col premier Conte. Dice Salvini: "629 immigrati a bordo della nave Aquarius in direzione Spagna, primo obiettivo raggiunto! Alzare garbatamente la voce paga, cosa che il governo italiano non faceva da anni. Avevamo dato indicazione di  trasbordare donne e bambini dalla nave Aquarius", ha detto. "Il nostro obiettivo è di salvare di vite umane prima della partenza. La nave non ci  aveva risposto", ha continuato il ministro. Il problema è "stato  risolto grazie al buon cuore" della Spagna, ha continuato, "evidentemente l'Ue non può andare avanti a buon cuore". 

Il leader leghista ha detto che la decisione di non accogliere la nave Aquarius è stata presa dal governo in maniera compatta, spiegando che non ci sono state fratture o divisioni. Il ministro aveva deciso ieri di chiudere i porti italiani alla nave chiedendo a Malta di farsi carico delle operazioni. La nave è in queste ore in navigazione con 600 naufraghi a bordo provenienti dal Nordafrica. "Tra poche ore transiterà per le acque di Malta. Se l’isola-Stato non accetterà di prestare soccorso, come spesso avvenuto in questi ultimi anni, ebbene i porti italiani chiuderanno i battenti e la nave (in questo momento a 40 miglia dalle coste più vicine) non verrà fatta attraccare nei porti italiani", aveva detto.

Ieri pomeriggio il ministro aveva scritto una lettera di sollecito alle autorità maltesi chiedendo loro di far approdare a la nave alla Valletta, il "porto più sicuro". Ma, aveva fatto sapere un portavoce del governo maltese, citato da Malta Today, il recupero della nave Aquarius "è avvenuto nell'area di ricerca e salvataggio libico ed è stato coordinato dal centro di Roma. Malta non è l'autorità di coordinamento e non ha competenze su questo caso".   

"Non possiamo accoglierli, una questione di principio"

"L’operazione SAR (search and rescue) nel Mediterraneo, come diffuso dal comunicato del Ministero dell’Interno e della Sicurezza Nazionale maltese inviato pochi minuti fa alla stampa, è avvenuta nella SAR libica coordinata dal centro RCC di Roma. Per cui è assolutamente escluso che i migranti debbano essere sbarcati a Malta", aveva detto l'ambasciatore di Malta Vanessa Frazier in un'intervista a The Post Internazionale. L'ambasciatore ha precisato che i migranti dovrebbero essere sbarcati "in Libia o a Lampedusa, che è in Italia. Ma non a Malta. Il centro di coordinamento per il salvataggio di Malta non ha la competenza, e non è neanche l’autorità di coordinamento" e aggiunge di apprezzare Salvini "Molto più di quanto creda […] siamo molto in linea con la questione migranti. Ma la deve smettere di dire scemenze come questa, non c’entra nulla ora che Malta accolga i 629 migranti soccorsi a bordo di nave Aquarius, pena la chiusura dei porti italiani".

"Da oggi anche l’Italia comincia a dire NO al traffico di esseri umani, NO al business dell’immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia", era stata la posizione di Salvini su Twitter.

Cosa era successo nella notte nel Mediterraneo 

"Una notte estremamente intensa nel Mediterraneo centrale, con sei sei diverse operazioni di salvataggio" ha scritto stamane in un tweet Medici senza frontiere. Che ha aggiunto: "Il soccorso di due gommoni è diventato critico quando uno dei due si è distrutto nel buio, lasciando oltre 40 persone in acqua. Da queste due imbarcazioni abbiamo soccorso 229 persone". Coinvolte nei soccorsi della notte anche tre navi mercantili (Vos Thalassa, Everest e Jolly Vanadio) oltre la Aquarius e tre motovedette classe 300 della Guardia Costiera italiana di base a Lampedusa.

 "Se qualcuno pensa che si ripeterà un'estate con sbarchi, sbarchi e sbarchi senza muovere un dito, non è quello che farò come ministro. Non starò a guardare" aveva ancora detto ieri il vicepresidente del Consiglio, durante una diretta Facebook. Ieri mattina era giunta a Reggio la Sea Watch 3, la prima a sbarcare con il nuovo governo e con a bordo 232 migranti. Il giorno prima Salvini aveva tuonato contro Malta, responsabile di aver negati gli aiuti all'Italia. Versione confermata ieri dalle stesse ong. E su questo una conferma è arrivata dal comandante della nave SeeFuchs che ha raccontato agli uffici di Frontex a Pozzallo le modalità del soccorso.

"Sea-Watch è rimasto nelle immediate vicinanze di Seefuchs per più di 24 ore per offrire assistenza all'NGO Sea Eye, nel tentativo di effettuare un trasbordo reso impossibile dal peggioramento delle condizioni meteorologiche". In tutto questo Malta avrebbe negato qualsiasi tipo di sostegno. 

Porti italiani chiusi. È la clamorosa decisione presa domenica pomeriggio dal governo Conte e dal neoministro dell’Interno Matteo Salvini, a partire dal caso della nave Aquarius, gestita dalla ong Sos Mediteranée e da Medici senza frontiere, che nella serata di sabato aveva soccorso a 40 km dalla Libia 629 migranti – di cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini, 7 donne incinte – che si trovavano in difficoltà su dei gommoni.

Mentre l’imbarcazione si dirige verso Catania, ieri pomeriggio arriva il diktat del Viminale che nega l’approdo in Italia. Per il ministro dell’Interno il porto più vicino e più sicuro dove far attraccare Aquarius sarebbe La Valletta, capitale di Malta. Le autorità maltesi da parte loro rispondono che l’isola "non ha competenza" su questo caso dato che il recupero dell'imbarcazione "è avvenuto nell'area di ricerca e salvataggio libico ed è stato coordinato dal centro di Roma".

L’Aquarius – che tra sabato e domenica ha partecipato a sei operazioni di salvataggio coordinate dalla Guardia costiera di Roma – si ferma a 27 miglia dalle coste italiane e a 35 da quelle maltesi, in attesa di capire cosa fare. Inizia un braccio di ferro tra Italia e Malta sulla testa di 629 persone.

Salvini e #chiudiamoiporti

È a questo punto che la nuova linea dura espressa dal governo italiano viene resa plasticamente a partire da un tweet. È il tardo pomeriggio di domenica e Matteo Salvini, dal suo account, abbandona gli hashtag usati nei giorni precedenti, #domenicavotoLega sulle amministrative, quello di default #primagliitaliani, o il sarcastico #colpadiSalvini, per lanciarsi su un nuovo termine che è anche una parola d’ordine: #chiudiamoiporti. Ma forse più ancora dell’hashtag è l’immagine che lo accompagna, un primo piano del ministro dell’Interno, abito blu, serio, braccia conserte, tetragono.

Nelle stesse ore compare anche un post su Facebook dello stesso Salvini, che intanto continua a twittare su #chiudiamoiporti, nel nome dello “stop allo schifoso business dell’immigrazione clandestina e dell’Italia che rialza la testa”.

È una vera campagna di comunicazione, l’hashtag viene ripreso dai simpatizzanti, mentre il responsabile della comunicazione social di Salvini rilancia il fatto che #chiudiamoiporti sia diventata a un certo punto “una tendenza”.

La risposta di #umanitaperta

Nel giro di pochi minuti però quell’hashtag non rimane più solo. Ne appare un altro, di tutta altra natura, che dice: #umanitaperta. Lo lancia su Twitter un piccolo, autorevole sito di informazione, Valigia Blu, dedicato ad approfondimenti e fact-checking, spinoff del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia (per trasparenza specifichiamo che l’autrice di questo articolo è stata in passato relatrice al festival, insieme a centinaia di altri colleghi, ndr). “Se c'è chi ha il coraggio di fare hashtag activism sulla pelle di esseri umani, allora come Valigia Blu proviamo a contrastare l'hashtag chiudiamo i porti con #umanitaperta”, scrive anche su Facebook Arianna Ciccone, la fondatrice del sito (e del Festival). Nel giro di poco anche questo hasthtag decolla e diventa tra i più discussi e rilanciati in Italia, contaminando quello di campo avverso.

“È importante dare corpo a queste voci di dissenso”, commenta ad AGI Arianna Ciccone. “Noi cittadini abbiamo nelle mani strumenti potentissimi da questo punto di vista. Certo, siamo consapevoli di non poter cambiare le cose con un tweet, ma anche i luoghi digitali vanno presidiati. Ieri i cittadini mobilitandosi hanno contrastato una chiamata alle armi del ministro dell’Interno e hanno riportato una piccola ma significativa vittoria digitale: #umanitaperta ha trionfato su #chiudiamoiporti”.

Certo va detto che l’hashtag #umanitaperta rimane una goccia dentro una narrazione opposta molto forte, online, nelle tv e fuori dai media. Come notava ieri sempre su Facebook Giovanni Boccia Artieri, professore di scienze della comunicazione dell’università di Urbino Carlo Bo, a margine della vicenda: “Il vero punto è che in Italia esiste una narrazione anti immigrazione così forte che uno slogan come 'chiudere i porti', online o offline, sintetizza un'area di enorme consenso”. Enorme ma forse non inscalfibile.

Un malware noto facendo ingenti danni in tutta Italia: giornalisti, consumatori e impiegati d’azienda sono già stati attaccati. Si tratta di una variante di Ursnif, un 'trojan' bancario capace di rubare password usate per l’home banking, gli acquisti online e la posta elettronica. Già censito all’interno dei database delle firme antivirus dal 2009 – come riporta Microsoft – le informazioni tecniche relative al malware fanno riferimento a una vecchia versione dello stesso, e non di quella che si sta diffondendo in queste ore.

La nuova variante del malware, appena identificata veniva rilevata solo da alcuni antivirus ed è stata identificata attraverso delle euristiche e non tramite una signature. I ricercatori di CSE CybSec Enterprise SPA  che l’hanno individuata hanno scoperto che le vittime ricevono una email con allegato un documento Word che richiede all’ignaro utente l’abilitazione delle macro in modo da permettere la corretta visualizzazione dello stesso. E questo all’interno di una email collegata ad una discussione pre-esistente tra il mittente e il destinatario.

Le caratteristiche del messaggio a cui fare attenzione

a) Il testo della mail è formulato in un italiano scorretto, contiene poche parole del tipo: “Buongiorno, Vedi allegato e di confermare. Cordiali saluti.” seguito dalla firma reale dell’account di posto infetto;

b) L’allegato è un documento Word che finge di essere stato creato con una versione precedente di Microsoft Office e invita l’utente ad abilitare le macro per essere letto;
 

c) Il nome di questo file è caratteristico, in quanto il trojan contiene un riferimento della vittima, cioè concatena al nome dell’azienda la parola “Richiesta” facendo in modo tale che il nome completo del file sia “[NOME-AZIENDA-VITTIMA]_Richiesta.doc”.

Quest’ultimo punto, però, non fa escludere che possa trattarsi di un attacco targettizzato.

Come si attiva il malware

Se si abilita il contenuto si attiva uno script malevolo che si collega a Internet e scarica dal proprio server il malware (payload) vero e proprio e questo, una volta eseguito automaticamente attraverso lo stesso script che ha iniziato il download, inizia le proprie attività malevole, conservandosi costantemente ad ogni infezione.

Il malware è programmato per sopravvivere e restare attivo anche al riavvio del computer e in questo modo il programma garantisce a se stesso la propria esecuzione ogni volta che il computer viene acceso. Analizzando il sito da cui viene scaricato il trojan, si vede che all’interno di esso è presente una sorta di collezione di campioni dello stesso malware e le statistiche di infezione per ogni file.

Il software dannoso, infine, riesce a operare in maniera completamente trasparente sia dell’utente sia del sistema operativo, per il fatto che riesce a iniettare il proprio codice all’interno del processo “explorer.exe” il quale è uno dei principali processi del sistema operativo di Microsoft e che ha il compito di gestire le finestre del sistema operativo stesso.

La tecnica in questione è stata già studiata e riportata dagli specialisti di Cse Cybsec in un precedente report di gennaio, nel quale viene menzionato proprio questo stesso malware in una versione precedente oggi riconosciuta dagli antivirus.

Il consiglio dei ricercatori di Cse Cybsec è che in uno scenario in cui i virus evolvono conservando le caratteristiche delle versioni precedenti aggiornate per aggirare ed eludere l’individuazione da parte dei software di protezione, in caso di individuazione degli elementi dannosi è importante rivolgersi subito a degli esperti per disinnescare la minaccia.

“Un globo luminoso nel cielo, poi, un boato, come di un aereo che stesse precipitando. I vetri delle finestre hanno cominciato a tremare vistosamente. Mai sentito nulla di simile prima d’ora”. Il primo a raccontare il presunto avvistamento di un Ufo è stata, giovedì scorso, la Sentinella Canavese, quotidiano piemontese, che ha raccolto le prime testimonianze. “Era una sfera di grandi dimensioni, e molto bassa, che emanava una luce bianca e azzurra. Pochi secondi, poi, un rumore assordante, due aerei, forse due caccia, che sembrava la stessero inseguendo, finché tutti sono scomparsi dietro le montagne”.

La notizia è rimbalzata nel week end su decine di siti anche di quotidiani nazionali ed è atterrata addirittura in Parlamento: la deputata Pd Francesca Bonomo e il senatore Pd Mauro Marino hanno annunciato un’interrogazione parlamentare per fare, come si dice in questi casi, piena luce sull’accaduto. Le notizie pubblicate al momento sono poche e il rischio bufala è ancora alto.

Cosa è realmente accaduto mercoledì sera nelle valli del Canavese e sul cielo di Corio, secondo alcuni testimoni? Il quotidiano locale riporta una ricostruzione sul possibile percorso dell’oggetto non identificato: “Una volta sorvolato i cieli di questo lembo delle Alpi Graie, aver deviato verso l’alta Val Gallenca e la Valle Orco. C’è chi ha azzardato una spiegazione scientifica, parlando di fulmine globulare, un fenomeno raro, a volte molto breve ma di grande intensità luminosa, avvistabile anche non necessariamente in presenza di un temporale (nel forum che si è aperto si fa riferimento anche a un episodio verificatosi nella stessa zona nel Settecento), tesi confutata, però, per la presenza degli aerei che difficilmente darebbero la caccia a un fulmine”.

“Il Centro ufologico nazionale – riferiscono gli esperti del Cun – si basa su dati di prima mano e non commenta opinioni e studi ufologici fatti da altri operatori del settore. Per dati di prima mano intendiamo dati scientifici, rigorosi e logici. Non avendo in nostro possesso dati e/o elementi reali e concreti per poter certificare questo avvistamento, preferiamo in merito astenerci nel commentare”.

Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, disposto ad accogliere la nave Aquarius per l'accoglienza dei migranti. "Taranto – dice – è pronta ad abbracciare ogni vita in pericolo, senza se e senza ma. In questi casi bisogna distinguere il giudizio politico dalle questioni tecniche. Come è noto secondo queste ultime, dopo la riforma del sistema portuale del '94, i sindaci non hanno più alcuna competenza diretta sulla gestione di banchine e operatività degli scali. Motivo per cui – rileva il sindaco di Taranto – attendiamo di comprendere quali provvedimenti il governo trasmetterà alle Authority italiane sulla materia delle immigrazioni. D'altronde in mare – sostiene il sindaco di Taranto – vigono leggi e consuetudini internazionali che non si possono cancellare con una semplice circolare. Nel merito politico invece per me – sostiene il sindaco di Taranto – stiamo parlando di vite umane che hanno sempre la priorità su accorgimenti politici e normativi. La nostra – conclude Melucci – è da sempre terra di accoglienza, non so davvero come si possano respingere 629 vite umane".

Da rilevare che in questi ultimi anni il porto di Taranto ha accolto diverse migliaia di migranti attraverso gli sbarchi effettuati con le navi della Marina Militare e mercantile. Infine a Taranto opera in un'area del porto uno dei tre hotspot italiani. 

Mancano 10 giorni alla prova di italiano della maturità 2018 e già impazza il toto-tema, con la consueta ridda di ipotesi e presunte "soffiate" che poi spesso si rivelano infondate. Le tracce, quelle vere, sono state già approvate il 3 maggio scorso e rimarranno top secret fino alla mattina del 20 giugno, quando si svolgerà la prova. A dare il via libera ufficiale è stata l'ex ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli, dopo essere state predisposte da un gruppo di esperti. Nulla fa presagire che il neo ministro, Marco Bussetti, insediatosi da pochi giorni nel dicastero di viale Trastevere, voglia apportare qualche cambiamento. L'Agi ha sentito, in proposito, il professor Luca Serianni, ordinario di Storia della lingua italiana alla Sapienza, che ha guidato la task force del ministero: "Credo sia veramente improbabile che le tracce vengano cambiate".

E comunque, anche se gli studenti cercheranno ovunque qualche indizio, Serianni consiglia di non concentrarsi troppo sulla caccia alle tracce: "Non è poi così importante conoscere l'argomento. Credo, invece, che sia più importante riflettere sulla scelta. L'offerta è abbastanza ricca – spiega il linguista all'Agi – e bisogna dedicare un giusto tempo alla selezione. Il rischio che altrimenti si corre, per la paura del foglio bianco, è fare una scelta affrettata". 

Un'altra difficoltà potrebbe riguardare la stesura del testo: "È necessario – dice Serianni – articolare un discorso coerente da un punto di vista argomentativo. Non deve passare la cattiva idea che l'elaborato aumenti di valore se si scrive di più. Si dovrebbero scrivere solo cose funzionali al tema che si richiede di fare. In sintesi, il rischio in cui uno studente spesso incorre è quello di andare fuori tema".

Se, da una parte, le tracce sono ancora sotto chiave, sono state, invece, già rese pubbliche le 12.865 commissioni che giudicheranno gli studenti. La prova di italiano sarà valutata in quindicesimi: il massimo è 15 e la sufficienza è 10. Da un sondaggio di Skuola.net, è emerso che il tema storico è la traccia meno apprezzata dagli studenti ed è scelta solo dal 3% dei futuri diplomati se si considerano gli ultimi 10 anni, dal 2008 al 2017.

La percentuale cala all'1,9% in riferimento all'anno scorso. "È un vero peccato – spiega Serianni – perchè la storia è molto formativa. C'è da dire che, essendo una materia orale, i ragazzi non sono molto abituati a scrivere su determinati argomenti. In più molti studenti, a ragione, pensano che per fare un buon tema storico non basti studiare il manuale, ma bisognerebbe fare degli approfondimenti. Io consiglio a tutti di affacciarsi ai temi del mondo, soprattutto quelli di geopolitica in grado di fornire una formazione di spessore per affrontare un tema di storia. Naturalmente questa è un'abitudine che lo studente dovrebbe avere nel corso di tutto l'anno e non negli ultimi 10 giorni prima dell'esame".

Per svolgere la prova, gli studenti avranno 6 ore di tempo e potranno scegliere tra l'analisi del testo, il saggio breve o l'articolo di giornale, il tema storico e il tema di attualità. Lo scopo è, secondo quanto scritto sul decreto ministeriale 23/2003, "accertare la padronanza della lingua italiana o della lingua nella quale si svolge l'insegnamento, nonchè le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato, consentendo la libera espressione della personale creatività".

È la svolta: porti italiani chiusi. In queste ore Matteo Salvini dopo il caso della nave Aquarius, che batte bandiera di Gibilterra, ha deciso di chiudere i porti italiani alla nave chiedendo a Malta di farsi carico delle operazioni. La nave è in queste ore in navigazione con 600 naufraghi a bordo provenienti dal Nordafrica. "Tra poche ore transiterà per le acque di Malta. Se l’isola-Stato non accetterà di prestare soccorso, come spesso avvenuto in questi ultimi anni, ebbene i porti italiani chiuderanno i battenti e la nave (in questo momento a 40 miglia dalle coste più vicine) non verrà fatta attraccare nei porti italiani", scrive Repubblica

Nel pomeriggio il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha scritto una lettera di sollecito alle autorità maltesi chiedendo loro di far approdare a La Valletta la nave  Aquarius con 629 migranti a bordo, essendo quello il "porto più sicuro". Ma, fa sapere un portavoce del governo maltese, citato da Malta Today, il recupero della nave Aquarius "è avvenuto nell'area di ricerca e salvataggio libico ed è stato coordinato dal centro di Roma. Malta non è l'autorità di coordinamento e non ha competenze su questo caso".   

Le autorità maltesi avevano rifiutato l'ingresso in porto della nave Seefuchs con 126 migranti a bordo. L'imbarcazione, di una ong olandese, aveva seri problemi in mare, a causa del maltempo ma La Valletta si era solo offerta di assisterla senza però concedergli l'approdo. Era intervenuta la Guardia Costiera italiana e la nave era stata alla fine fatta approdare a Pozzallo. Quello con Malta è un contenzioso che dura da tempo. Nei giorni scorsi il ministro Salvini aveva chiaramente fatto capire che l'isola non avrebbe potuto continuare a "dire no". "Non si ripeterà – aveva detto Salvini – un'altra estate sbarchi, sbarchi, sbarchi" (Corriere della Sera).

Quello che è certo per ora è che il Viminale non autorizzerà l'attracco dell'Aquarius, conferma La Stampa.

 

Cosa è successo nella notte nel Mediterraneo 

"Una notte estremamente intensa nel Mediterraneo centrale, con sei sei diverse operazioni di salvataggio" ha scritto stamane in un tweet Medici senza frontiere. Che ha aggiunto: "Il soccorso di due gommoni è diventato critico quando uno dei due si è distrutto nel buio, lasciando oltre 40 persone in acqua. Da queste due imbarcazioni abbiamo soccorso 229 persone". Coinvolte nei soccorsi della notte anche tre navi mercantili (Vos Thalassa, Everest e Jolly Vanadio) oltre la Aquarius e tre motovedette classe 300 della Guardia Costiera italiana di base a Lampedusa.

 "Se qualcuno pensa che si ripeterà un'estate con sbarchi, sbarchi e sbarchi senza muovere un dito, non è quello che farò come ministro. Non starò a guardare" aveva detto ieri il vicepresidente del Consiglio e ministro dell'Interno Matteo Salvini, durante una diretta Facebook. Ieri mattina era giunta a Reggio la Sea Watch 3, la prima a sbarcare con il nuovo governo e con a bordo 232 migranti. Il giorno prima Salvini aveva tuonato contro Malta, responsabile di aver negati gli aiuti all'Italia. Versione confermata ieri dalle stesse ong. E su questo una conferma è arrivata dal comandante della nave SeeFuchs che ha raccontato agli uffici di Frontex a Pozzallo le modalità del soccorso.

"Sea-Watch è rimasto nelle immediate vicinanze di Seefuchs per più di 24 ore per offrire assistenza all'NGO Sea Eye, nel tentativo di effettuare un trasbordo reso impossibile dal peggioramento delle condizioni meteorologiche". In tutto questo Malta avrebbe negato qualsiasi tipo di sostegno. 

Oggi si vota pure a Castelmagno, il più piccolo Comune d’Italia, 87 abitanti sulle montagne dell’Alta Valle Grana, in provincia di Cuneo, comune famoso anche per un formaggio amato dai gourmet. Si deve eleggere il sindaco, a Castelmagno, oltre al consiglio comunale. Ci sono 36 candidati consiglieri, suddivisi in 4 liste: ‘Un futuro per Castelmagno’, ‘Partito Valore Umano’, ‘Orizzonte Castelmagno’ e ‘Per il futuro di Castelmagno’. Quasi un abitante su due vuole siedere in Consiglio e almeno l’affluenza rischia di essere totale.

Castelmagno è anche noto al turismo per via del Santuario di San Magno: "L'attuale configurazione dell'edificio – leggiamo su Wikipedia – risale al XVIII secolo, ma il nucleo principale a circa trecento anni prima, quando nel 1475 Enrico Allemandi di San Michele di Prazzo fece edificare una cappella in stile gotico dedicata a San Magno. Il crescente culto verso quel martire giustificò nel 1514 un ampliamento della struttura, con le decorazioni ad opera di Giovanni Botoneri che si possono apprezzare a tutt'oggi”.

Un comune, Castelmagno, che è andato spopolandosi negli ultimi decenni, con le nuove generazioni che hanno preferito studiare e restare nelle città, Cuneo, in primis, ma non solo. Sempre Wikipedia mostra come dal 1971 al 2011 la popolazione del paese sia passata da 1448 abitanti a 82.

Oggi tutti alle urne e Piergiorgio Donadio, il sindaco uscente, ci riprova. "Dopo la mozione di sfiducia presentata a gennaio 2018, racconta il sito La Guida, che ha di fatto commissariato Castelmagno, il veterinario cuneese, eletto sindaco nel giugno del 2015 con il 98% delle preferenze, ha deciso di rimettersi in gioco e di candidarsi a primo". A sfidarlo, tre candidati:  Daniele Tomatis, Alberto Bianco e Anna Maria Arneodo. Stasera lo spoglio dovrebbe essere rapido.

Leggi anche l’articolo di Repubblica

Artisti e ragazzi dei collettivi culturali della Capitale hanno 'occupato' pacificamente Palazzo Nardini, nel centro di Roma, esponendo uno striscione con su scritto 'Roma sogna'. "Con la liberazione di Palazzo Nardini inauguriamo 72 ore di apertura degli spazi in giro per la città", si legge sul profilo Facebook di 'Leggi Scomodo', realtà culturale e sociale gestita da giovani studenti romani (Scomodo è anche il nome della rivista che pubblicano).

"Oggi, 9 Giugno 2018, realtà artistiche e culturali, civili e sociali, si uniscono per avviare 72 ore durante le quali verranno riaperti alla collettività spazi dove sperimentare pratiche di innovazione artistica e trasformazione sociale – fa sapere 'Scomodo' – un'esperienza che, per la pluralità di realtà coinvolte e per la trasversalità degli spazi nei quali prende luogo, rappresenta un momento unico nella storia recente della nostra città".

Scrivono ancora i ragazzi in un comunicato: "In una città paralizzata dall'azione contraddittoria e spesso conflittuale delle istituzioni, che hanno reso inaccessibili al pubblico utilizzo molti degli spazi più significativi, con costi immensi per la collettività, bisogna ripartire da questi luoghi e da un loro utilizzo sociale e culturale sostenibile e innovativo, per tornare a volgere lo sguardo al futuro".

Un momento di sensibilizzazione, dunque, che vedrà per "tre giorni – spiegano i giovani di 'Scomodo' – il teatro India come punto di partenza per un'azione volta a liberare gli spazi abbandonati della nostra città, restituendoli al godimento pubblico". Per questo domenica alle ore 17 presso il teatro India sono invitati organi di stampa, rappresentanti delle istituzioni, artisti e operatori culturali tutte le componenti della società civile per un momento pubblico di condivisione, dibattito e confronto.

Lo storico immobile di via del Governo Vecchio, che fu sede della Pretura di Roma e poi Casa delle Donne, è stato di recente acquistato per svariati milioni di euro dalla Invimit (era di proprietà della Regione), scrive il Corriere della Sera, ma di recente il Mibact l’ha definito monumento nazionale e dichiarato inalienabile. "Davanti a questa situazione di blocco e davanti ad un procedimento che rischia di tenere bloccato per dieci anni questo posto – spiega Lorenzo Romito al Corriere – facendolo andare in rovina per le intemperie, noi vogliamo proporre l’arte e la ricerca artistica come unici strumenti che possono conservarlo in questo periodo". Dopo l’arrivo di carabinieri e polizia è andato Luca Bergamo, vicesindaco e assessore alla Cultura del Campidoglio, a parlare con loro. Bergamo avrebbe preso l'impegno a concedere una parte del palazzo a tempo determinato per l'allestimento di un laboratorio sperimentale.

Leggi anche l'articolo di Repubblica.

In Francia passa la legge che vieta i cellulari a scuola e tutti, professori e docenti, pensano che il nuovo ministro della pubblica istruzione dica subito la sua in vista della riapertura delle scuole a settembre, così da chiudere subito una grana che riguarda gli studenti delle superiori. E invece no, Marco Bussetti sul tema non risponde e manda a dire che la priorità non è certo questa. "C'è la grana dei magistrali", spiegano da viale Trastevere, sede del ministero. Davvero una bella grana, questa, i cellulari possono aspettare. 

I diplomati magistrali, che fino al 2002 pensavano di poter insegnare negli asili e nelle scuole primarie senza problemi, sono rimasti impigliati in un'ingarbugliata questione piena di contraddizioni: chi ha ottenuto il ruolo negli anni passati si è guadagnato il posto di lavoro sicuro, mentre chi è passato all’insegnamento in tempi recenti, dopo essersi seduto in cattedra ora rischia di tornare a casa. Perché il diploma oggi basta più. Lo ha stabilito con una recente sentenza il Consiglio di Stato. E solo un decreto del governo può cambiare le cose, per quei 50 mila che da settembre si troverebbero senza cattedra e senza titolo per rivendicarla.

Bussetti sta vegliando le possibili soluzioni e costruendo insieme agli uffici tecnici del Miur il primo decreto scolastico del governo giallo-verde. L'obiettivo è vararlo già in settimana.

I diplomati sono stati tolti dal ruolo e dalle graduatorie pre-ruolo dalla sentenza del Consiglio di Stato dello scorso dicembre ed avallata, nei mesi successivi, da un verdetto dell’Avvocatura di Stato. Il parere, pur se non vincolante per la magistratura, fa decadere il diritto delle maestre non laureate a rimanere nelle graduatorie a esaurimento, le cosiddette Gae che danno la precedenza nella conquista di una cattedra a tempo indeterminato e che sono state appunto chiuse.  

La certezza, al ministero dell’Istruzione, è che sul tema delle diplomate magistrali rimaste senza cattedra bisogna andarci molto cauti perché la decisione riguarda non solo loro ma anche centinaia di migliaia di 'controinteressati', dai laureati in scienze della formazione ai vincitori di concorso, che potrebbero trovarsi improvvisamente scavalcati nelle graduatorie o comunque destinatari di una disparità di trattamento – spiega Il Fatto quotidiano. 

La sentenza da cui tutto ha avuto inizio

La sentenza del Consiglio di Stato ha dichiarato che il diploma magistrale non è un titolo abilitante per accedere alla professione. Servono la laurea e la scuola di specializzazione, ricorda Il Secolo XIX. Una vicenda cominciata nel 2001, quando vennero chiuse le scuole magistrali, e proseguita con la riforma Moratti, che ha fissato come requisiti per poter insegnare la laurea e la scuola di specializzazione. Da allora molti diplomati magistrali hanno presentato ricorso, l’hanno vinto e sono riusciti a entrare nelle graduatorie a esaurimento. 

Il Miur ha ribadito che restano fermi i diritti acquisiti di coloro che sono risultati destinatari di una sentenza già passata in giudicato, scrive Orizzonte Scuola. In tutti gli altri casi la decisione di dicembre non ha comunque effetti immediati. Occorrerà infatti attendere le sentenze di merito che, con ogni probabilità, si uniformeranno alla decisione del Consiglio di Stato.

Le ipotesi 

È il governo che deve intervenire con un decreto per mettere ordine alla questione. Una delle ipotesi circolata nei giorni scorsi prevede che le maestre diplomate siano inserite nelle graduatorie di concorso ma senza concorso, subito dopo i vincitori naturali. Al'interno di questo blocco dovrebbero poi essere inseriti i laureati in Scienze della formazione primaria, un'ipotesi che il Miur ha però respinto. Insomma, l'ipotesi presenta non pochi punti deboli, ha limiti tecnici che rischiano di generare nuovi ricorsi.

La contromossa dei sindacati

In vista delle prossime sentenze e della necessità di garantire un ordinato avvio del prossimo anno scolastico, le Organizzazioni sindacali hanno espresso l’esigenza di un urgente intervento in sede parlamentare. Un’iniziativa legislativa tesa a salvaguardare, innanzitutto, il diritto delle studentesse e degli studenti alla continuità didattica e a un insegnamento di qualità e che possa contemperare le attese dei diplomati magistrali coinvolti dalle sentenze con quelle dei laureati in Scienze della formazione primaria.