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Cronaca

(AGI) – Roma, 1 lug. – Doppia operazione contro il terrorismo internazionale e per la prima volta compare in Italia una cellula di affiliati all’Isis composta anche da italiani convertiti all’Islam.

Due le inchieste partite dalle procure di Milano e Roma: la prima condotta dalla Polizia di Stato con la Digos e la seconda dal Ros dei carabinieri. Dieci gli arresti ordinati dai magistrati milanesi. In manette 4 italiani, 5 albanesi e un canadese, accusati a vario titolo di associazione con finalita’ di terrorismo e organizzazione di trasferimenti per finalita’ di terrorismo.

Si tratta di appartenenti a due famiglie poi imparentatesi tra di loro: al centro la figura di Maria Giulia Sergio, 28 anni, ovvero Fatima dopo essersi convertita in seguito al matrimonio con un uomo di fede islamica, Aldo Kobuzi, e trasferitasi con lui in Siria. E’ stata lei a convincere la madre, il padre e la sorella ad abbracciare la causa della jihad.

Perquisizioni e arresti anche a Bergamo, Grosseto e in Albania. Intercettati anche i contatti con un coordinatore del reclutamento dell’Isis che agiva dalla Turchia e organizzava i trasferimenti in Siria: lui, e altre persone vicine a lui – secondo gli inquirenti – sono in grado di “parlare in diverse lingue straniere e di smistare tutti coloro che vogliono unirsi al Califfato”.

E’ la prima indagine sullo Stato Islamico in Italia, tra le prime in Europa, ha spiegato il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, secondo il quale la cellula “non progettava attentati in Italia” ma gli affiliati erano pronti a trasferirsi in Siria.

Due maghrebini invece sono stati arrestati a Roma, accusati di associazione con finalita’ di terrorismo internazionale aggravata dalla transnazionalita’ del reato. Un terzo indagato e’ gia’ detenuto per reati di terrorismo in Marocco.

L’indagine e’ la prima in Italia riguardante uno dei forum affiliati ad al-Qaida, creati a partire dalla prima meta’ degli anni 2000 da simpatizzanti dell’organizzazione fondata da bin Laden. Il tunisino Ahmed Masseoudi aveva registrato presso una societa’ statunitense il dominio “i7ur.com”, acronimo arabo di “Ashak al-Hur”, in italiano “Amanti delle vergini”, denominazione fortemente simbolica, in quanto le Hur sono le vergini assegnate in Paradiso ai martiri morti in battaglia. “Non e’ emerso – scrive il gip Stefano Aprile nell’ordinanza di custodia – che i membri dell’associazione che gestisce il forum abbiano progettato un attentato, in Italia o in altri Paesi” ma il forum alternava a contenuti prettamente “ideologici” altri piu’ specificamente “operativi”, come testi apologetici del terrorismo e commenti inneggianti agli autori di attentati terroristici al fine di indurre il compimento di altri.

Terrorismo: blitz dei Ros contro jihadisti italiani

“Oggi e’ una giornata importante contro il terrorismo”, ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, parlando di due “grandi operazioni” con le quali “forze di polizia e magistratura hanno duramente colpito cellule terroristiche presenti in Italia”. “L’operazione condotta a Milano, in particolare – spiega il ministro – si caratterizza per avere individuato un intero nucleo familiare, collegato con una rete ‘amicale’, composto da persone che si sono prima convertite, poi arruolate, e delle quali alcune sono gia’ partite e altre erano in procinto di farlo per combattere in terra straniera. Tra queste la giovane italiana Maria Luisa Sergio, che gia’ nel 2014, con il marito albanese, si trovava in Siria come combattente”.

Alfano sottolinea “l’alto livello di professionalita’ espresso dalla magistratura inquirente e dagli investigatori italiani a cui, come governo, abbiamo fornito strumenti normativi e risorse, umane e tecnologiche, per contrastare la minaccia terroristica al massimo delle possibilita'”.

E il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, esprime “vivo compiacimento” e dice che “il costante impegno” delle forze dell’ordine, “seppur svolto spesso in condizioni difficili”, e “la sinergia con le procure che operano sui territori e l’attivita’ informativa svolta dal nostro comparto intelligence, costituiscono la migliore garanzia possibile per il contrasto al pericolo del terrorismo islamico”.

Mentre il vicepresidente del Copasir, Giuseppe Esposito, aggiunge “non e’ il momento di festeggiare, ne’ di cantar vittoria. Con modalita’ differenti, nuovi metodi di combattimento e diverse strategie, bisogna ormai prendere atto che e’ in corso quella che potrebbe definirsi una terza guerra mondiale”. (AGI)

(AGI) – Milano, 1 lug. – Doppia operazione contro il terrorismo internazionale e per la prima volta compare in Italia una cellula di affiliati all’Isis, composta anche da italiani convertiti all’Islam. Due le inchiesta partite dalle procure di Milano e Roma e condotte la prima della Polizia di Stato con la Digos e la seconda dai Ros dei Carabinieri. Dieci gli arresti ordinati dai magistrati milanesi: “e’ la prima indagine sullo Stato Islamico in Italia, tra le prime in Europa”. Ha spiegato il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli secondo il quale la cellula “non progettavano attentati in Italia” ma gli affiliati erano pronti a trasferirsi in Siria. Gli arrestati sono 4 italiani, 5 albanesi e un canadese, accusati a vario titolo di associazione con finalita’ di terrorismo e organizzazione di trasferimenti per finalita’ di terrorismo. Si tratta di appartenenti a due due famiglie poi imparentatesi tra di loro. Al centro la figura di Maria Giulia Sergio, 28 anni, (Fatima) convertitasi dopo aver sposato un uomo di fede islamica Aldo Kobuzi, e trasferitasi con lui in Siria. E’ stata lei a convincere a sposare la causa della jihad la madre, il padre e la sorella, arrestati oggi insieme ad altri arresti tra i quali una zia Kobuzi. Perquisizioni e arresti anche a Bergamo, Grosseto e in Albania.

Intercettati anche i contatti con un coordinatore del reclutamento dell’Isis che agiva dalla Turchia e organizzava i trasferimenti in Siria. Due maghrebini invece sono stati arrestati dai Ros a Roma, accusati di associazione con finalita’ di terrorismo internazionale aggravata dalla transnazionalita’ del reato. Un terzo indagato e’ gia’ detenuto per reati di terrorismo in Marocco. L’indagine e’ la prima in Italia riguardante uno dei forum affiliati ad al-Qaida, creati a partire dalla prima meta’ degli anni 2000 da simpatizzanti dell’organizzazione fondata da Bin Laden, al fine di sostenerne il programma terroristico. Lo scopo di tali forum – spiegano gli investigatori – e’ di “diffondere l’ideologia di al-Qaida allo scopo di formare nuovi proseliti”.

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Il tunisino Ahmed Masseoudi, aveva registrato presso una societa’ statunitense il dominio “i7ur.com”, acronimo arabo di “Ashak al-Hur”, in italiano “Amanti delle vergini”, denominazione fortemente simbolica, in quanto le Hur sono le vergini assegnate in Paradiso ai martiri morti in battaglia. Secondo gli investigatori, il forum offriva “una serie di contenuti, da quelli prettamente ideologici, quali video dei leader di al-Qaida o fatwe emesse da ulema affiliati all’organizzazione, a quelli piu’ specificamente operativi, come testi apologetici del terrorismo, commenti inneggianti agli autori di attentati terroristici al fine di indurre il compimento di altri, sia in Occidente, sia nei Paesi musulmani i cui governi sono ritenuti ‘apostati'”.

(AGI) – Roma, 1 lug. – “Con la giunta guidata dall’allora sindaco Gianni Alemanno si registra l’esplosione del fatturato delle cooperative che ruotavano attorno alla figura di Salvatore Buzzi”. Lo ha messo in evidenza il capo della procura di Roma Giuseppe Pignatone nel corso della sua audizione davanti alla commissione Antimafia su ‘mafia capitale’. “Sotto la giunta Alemanno – ha proseguito il magistrato – e’ avvenuta anche la nomina di soggetti graditi al vertice di societa’ partecipate dal Comune. Ma anche con l’amministrazione successiva (giunta Marino, ndr) il gruppo che fa riferimento a Buzzi ed a Massimo Carminati poteva contare su amici e propri candidati. Le indagini hanno portato alla luce il metodo raffinato con cui il sodalizio criminoso si inseriva negli apparati comunali con una attivita’ di lobbyng illecita finalizzata ad imporre nomi o ad ostacolare e rimuovere quei soggetti con i quali non era possibile intavolare accordi”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 1 lug. – Un incendio e’ divampato questa mattina in un palazzo di sette piani in via Antonio Ciamarra. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Cinecitta’ ed i vigili del fuoco. L’incendio e’ divampato al settimo piano, ovvero nell’attico del palazzo. Tre persone sono state ricoverate per intossicazione all’Umberto I ma, secondo le prime informazioni, non verserebbero in gravi condizioni. 150 invece sono le persone evacuate per cause precauzionali. Le fiamme sono state domate, ma la presenza di fumo nello stabile non permette ancora il sopralluogo da parte dei militari dell’Arma per identificare le cause che sono quindi in corso di accertamento. (AGI) .

(AGI) – Milano, 1 lug. – Gli indagati, per i quali e’ stato emesso ordine di custodia cautelare da parte del gip di Milano, erano fortemente determinati a lasciare l’Italia per raggiungere la Siria. Nell’ordinanza il gip scrive che i genitori di Maria Giulia Sergio, la foreign fighter italiana detta ‘Fatima’ in concorso con la sorella Marianna, “organizzavano il viaggio finalizzato al raggiungimento della Siria da parte loro e della figlia mettendo in vendita i mobili e le suppellettili di casa, ponendo fine (Sergio Sergio) al rapporto di lavoro in essere con la societa’ Elco per reperire il denaro necessario per finanziare il viaggio ed incassando cosi’ la somma di 25mila euro; avviando anche le pratiche per il rilascio dei documenti necessari per l’espatrio in particolare in favore di Assunta Bonfiglio”. Una determinazione sollecitata dalla figlia Maria Giulia che appena giunta in Siria “comincia a chiedere – si legge nell’ordinanza del gip – in modo sempre piu’ insistente ai propri congiunti di raggiungerla nella terra dello Sham insistendo sull’obbligatorieta’ dell’emigrazione per tutti i credenti che non devono assolutamente vivere nelle terre governate dei miscredenti e devono raggiungere il Califfato” Nel corso di un’intercettazione Maria Giulia dice “chiaramente ai familiari di non fare menzione con nessuno dell’intenzione, all’epoca peraltro molto eventuale, di partire per la Siria e soprattutto rassicura sul fatto che essi non devono preoccuparsi di nulla, in quanto il viaggio verrebbe organizzato tutto dalla Siria con l’aiuto dei mujaheddin”. .

(AGI) – CdV, 1 lug. – L’enciclica “Laudato si'” di Papa Francesco” evidenzia come “i modelli economici dominanti abbiano calpestato le persone” e rappresenta “il faro che indica la strada per invertire la rotta sul fronte dei cambiamenti climatici”. Losottolinea Naomi Klein, la famosa autrice di “No Logo”, che ha presentato in Vaticano la campagna “Cambia il Pianeta – Cura le persone” e la Conferenza “Le persone e il pianeta al primo posto: l’imperativo di cambiare rotta”, in programma domani e venerdi’ a Roma per iniziativa ddl Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace insieme alla rete Cisde, associazioni di ong cattoliche. “La verita’ – e’ che siamo arrivati ad un punto pericoloso, in parte perche’ molti degli esperti economici ci hanno deluso, esercitando le loro forti capacita’ tecnocratiche senza saggezza. Hanno prodotti modelli che davano scandalosamente pochissimo valore alla vita umana, soprattutto a quella dei poveri, proteggendo i profitti aziendali e la crescita economica a tutti i costi”, spiega l’attivista canadese che si autodefinisce “femminista, ebrea e laica” ma “particolarmente colpita” dall’Enciclica di Papa Francesco, che ha invitato a “leggere con il cuore”. “La posta in gioco e’ alta e non possiamo dividerci, ne’ permettere alle differenze di dividerci”, aggiunge Naomi Klein ricordando la marcia di 400 mila persone nel settembre scorso a New York e il grido lanciato che va ascoltato: “Difficile non e’ impossibile”. “Smettere di avere fiducia in un lavoro che puo’ salvare innumerevoli vite e prevenire tanta sofferenza, semplicemente perche’ e’ difficile, costoso e richiede sacrificio, non e’ un atteggiamento pratico: e’ il tipo piu’ vigliacco di resa”, denuncia la signora introdotta dal portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, e dalla sottosegretaria di Giustizia e Pace, Flaminia Giovannelli, per la quale “l’unico grandissimo ostacolo ancora all’imperativo di cambiare corso non e’ economico, scientifico o anche tecnologico, ma piuttosto interno alle nostre menti e ai nostri cuori. Le stesse menti, che impediscono di prendere decisioni radicali e invertire il trend del riscaldamento globale, impediscono anche di raggiungere l’obiettivo di eliminare la poverta’. E’ necessario un approccio nel complesso piu’ responsabile per affrontare entrambi i problemi: la riduzione dell’inquinamento e lo sviluppo dei Paesi e delle regioni piu’ povere”. Bernd Nilles, segretario generale della Cisde, “International Alliance of Catholic Development Organisation”, ricorda infine che la nuova campagna internazionale ‘Change for the planet, care for the people’ sullo stile di vita, che invita le persone a cambiare la propria vita e a percorrere una strada verso un futuro sostenibile”. Sette i punti toccati dal professor Ottmar Edenhofer, co-chair dell'”Intergovernmental Panel on Climate Change”, per raccontare l’Enciclica del Papa che non e’ solo un testo sul clima ma riguarda anche poverta’ e ineguaglianza. .

(AGI) – Roma, 1 lug. – Nessuna violenza sessuale. Solamente un rapporto consensuale. Si sarebbe difeso cosi’ Giuseppe Franco, il militare della Marina accusato di aver stuprato l’altra notte una sedicenne in un parco a due passi dalla cittadella giudiziaria di piazzale Clodio. Una tesi che non ha per nulla convinto il pm Eugenio Albamonte che ha chiesto al gip la convalida del fermo per violenza sessuale e per il reato di sostituzione di persona visto che l’uomo si era spacciato per poliziotto. Il 31enne Giuseppe Franco con il pretesto di infliggere una sanzione alla giovane, in quanto l’aveva vista bere birra assieme a due coetanee, le aveva intimato di mostrargli i documenti e di seguirlo al commissariato per gli accertamenti. A quel punto pero’, il sedicente poliziotto, dopo aver assicurato a un palo la bicicletta con cui era arrivato sul posto, l’ha condotta, a piedi, in via Teulada e, all’altezza del parcheggio di via Casale Strozzi, l’ha trascinata con forza nel parchetto sito nelle vicinanze e ha abusato di lei. Al termine del rapporto l’uomo ha accompagnato la ragazza in via Bafile, dove poco prima l’aveva avvicinata, ma, scorgendo la presenza di un adulto, ha iniziato a correre ed e’ riuscito a dileguarsi.

Le indagini, immediatamente avviate dagli uomini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, hanno consentito di ricostruire la dinamica della vicenda e il percorso effettuato dal fermato assieme alla vittima. E’ stato, in particolare, predisposto un servizio di appostamento continuativo nei pressi del luogo ove era stata parcheggiata la bicicletta utilizzata dal violentatore per i suoi spostamenti, fin quando, poco dopo l’una di notte, una persona, successivamente identificata per il fratello del fermato, e’ stato sorpreso mentre tentava di recuperare il mezzo. Il giovane, dopo una prolungata reticenza e improbabili scuse per giustificare la sua presenza in quel luogo e a quell’ora, ammetteva che la bicicletta era stata parcheggiata li’ la sera precedente dal fratello. Immediatamente sono iniziate le ricerche di quest’ultimo, il quale veniva poi trovato proprio in casa del fratello. G.F., appartenente al Ministero della Difesa – in forza presso l’Arsenale della Marina – e’ stato riconosciuto – senza alcun dubbio – dalla vittima quale autore della violenza subita la sera precedente. Ulteriori elementi a riscontro dei fatti sono stati forniti dalle videocamere di sorveglianza di uno degli esercizi commerciali presenti lungo la via di fuga, che ritraevano un soggetto dalle fattezze compatibili con il fermato, mentre si allontanava dal luogo inseguito da quattro persone.

A ulteriore riscontro, sono state, inoltre, acquisite diverse testimonianze, che confermavano quanto gia’ narrato della vittima e delle sue amiche. Nel corso della perquisizione effettuata presso la dimora del fermato, sono stati rinvenuti e sequestrati un paio di pantaloncini, appena lavati, e corrispondenti a quelli descritti dalla vittima e indossati dall’indagato la sera della violenza. Visti gli elementi di prova raccolti e il pericolo di fuga, G.F. e’ stato sottoposto a fermo. da parte degli agenti della IV Sezione “Reati sessuali e in danno di minori” della Squadra Mobile e messo a disposizione dell’autorita’ giudiziaria competente per la successiva convalida. Il fratello del malvivente e’ stato denunciato in stato di liberta’ per il reato di favoreggiamento personale. (AGI) .

(AGI) – Milano, 1 lug. – Doppia operazione contro il terrorismo internazionale e per la prima volta compare in Italia una cellula di affiliati all’Isis, composta anche da italiani convertiti all’Islam. Due le inchiesta partite dalle procure di Milano e Roma e condotte la prima della Polizia di Stato con la Digos e la seconda dai Ros dei Carabinieri. Dieci gli arresti ordinati dai magistrati milanesi: “e’ la prima indagine sullo Stato Islamico in Italia, tra le prime in Europa”. Ha spiegato il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli secondo il quale la cellula “non progettavano attentati in Italia” ma gli affiliati erano pronti a trasferirsi in Siria. Gli arrestati sono 4 italiani, 5 albanesi e un canadese, accusati a vario titolo di associazione con finalita’ di terrorismo e organizzazione di trasferimenti per finalita’ di terrorismo. Si tratta di appartenenti a due due famiglie poi imparentatesi tra di loro. Al centro la figura di Maria Giulia Sergio, 28 anni, (Fatima) convertitasi dopo aver sposato un uomo di fede islamica Aldo Kobuzi, e trasferitasi con lui in Siria. E’ stata lei a convincere a sposare la causa della jihad la madre, il padre e la sorella, arrestati oggi insieme ad altri arresti tra i quali una zia Kobuzi. Perquisizioni e arresti anche a Bergamo, Grosseto e in Albania.

Intercettati anche i contatti con un coordinatore del reclutamento dell’Isis che agiva dalla Turchia e organizzava i trasferimenti in Siria. Due maghrebini invece sono stati arrestati dai Ros a Roma, accusati di associazione con finalita’ di terrorismo internazionale aggravata dalla transnazionalita’ del reato. Un terzo indagato e’ gia’ detenuto per reati di terrorismo in Marocco. L’indagine e’ la prima in Italia riguardante uno dei forum affiliati ad al-Qaida, creati a partire dalla prima meta’ degli anni 2000 da simpatizzanti dell’organizzazione fondata da Bin Laden, al fine di sostenerne il programma terroristico. Lo scopo di tali forum – spiegano gli investigatori – e’ di “diffondere l’ideologia di al-Qaida allo scopo di formare nuovi proseliti”.

Guarda la Galleria Fotografica

Il tunisino Ahmed Masseoudi, aveva registrato presso una societa’ statunitense il dominio “i7ur.com”, acronimo arabo di “Ashak al-Hur”, in italiano “Amanti delle vergini”, denominazione fortemente simbolica, in quanto le Hur sono le vergini assegnate in Paradiso ai martiri morti in battaglia. Secondo gli investigatori, il forum offriva “una serie di contenuti, da quelli prettamente ideologici, quali video dei leader di al-Qaida o fatwe emesse da ulema affiliati all’organizzazione, a quelli piu’ specificamente operativi, come testi apologetici del terrorismo, commenti inneggianti agli autori di attentati terroristici al fine di indurre il compimento di altri, sia in Occidente, sia nei Paesi musulmani i cui governi sono ritenuti ‘apostati'”.

(AGI) – Roma, 1 lug. – Arrestato il presunto stupratore che la notte tra il 29 e il 30 giugno ha violentato una ragazzina di 15 anni nei pressi di piazzale Clodio a Roma. Si tratta di un militare della Marina, 31enne originario della provincia di Cosenza, G.F. (queste le sue iniziali). La Difesa ha fatto sapere di aver sospeso il giovane dal servizio. La svolta akke indagini e’ arrivata nella notte quando alcune persone sono state sono state convocate per essere ascoltate, tra queste l’uomo fortemente sospettato dell’abuso. Ad inchiodarlo una bicicletta con cui si era avvicinato alle ragazze, legata a un palo e piantonata per ore.

L’uomo, fingendosi poliziotto, con il pretesto di infliggere una sanzione alla giovane, in quanto l’aveva vista bere birra assieme a due coetanee, le aveva intimato di mostrargli i documenti e di seguirlo al commissariato per gli accertamenti. A quel punto pero’, il sedicente poliziotto, dopo aver assicurato a un palo la bicicletta con cui era arrivato sul posto, l’ha condotta, a piedi, in via Teulada e, all’altezza del parcheggio di via Casale Strozzi, l’ha trascinata con forza nel parchetto sito nelle vicinanze e ha abusato di lei. Al termine del rapporto l’uomo ha accompagnato la ragazza in via Bafile, dove poco prima l’aveva avvicinata, ma, scorgendo la presenza di un adulto, ha iniziato a correre ed e’ riuscito a dileguarsi. Le indagini, immediatamente avviate dagli uomini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, hanno consentito di ricostruire la dinamica della vicenda e il percorso effettuato dal fermato assieme alla vittima.

 

Roma: fermato il presunto stupratore della 16enne, e’ un dipendente della Difesa

 

E’ stato, in particolare, predisposto un servizio di appostamento continuativo nei pressi del luogo ove era stata parcheggiata la bicicletta utilizzata dal violentatore per i suoi spostamenti, fin quando, poco dopo l’una di notte, una persona, successivamente identificata per il fratello del fermato, e’ stato sorpreso mentre tentava di recuperare il mezzo. Il giovane, dopo una prolungata reticenza e improbabili scuse per giustificare la sua presenza in quel luogo e a quell’ora, ammetteva che la bicicletta era stata parcheggiata li’ la sera precedente dal fratello. Immediatamente sono iniziate le ricerche di quest’ultimo, il quale veniva poi trovato proprio in casa del fratello. G.F., appartenente al Ministero della Difesa – in forza presso l’Arsenale della Marina – e’ stato riconosciuto – senza alcun dubbio – dalla vittima quale autore della violenza subita la sera precedente.

 

Ulteriori elementi a riscontro dei fatti sono stati forniti dalle videocamere di sorveglianza di uno degli esercizi commerciali presenti lungo la via di fuga, che ritraevano un soggetto dalle fattezze compatibili con il fermato, mentre si allontanava dal luogo inseguito da quattro persone. A ulteriore riscontro, sono state, inoltre, acquisite diverse testimonianze, che confermavano quanto gia’ narrato della vittima e delle sue amiche. Nel corso della perquisizione effettuata presso la dimora del fermato, sono stati rinvenuti e sequestrati un paio di pantaloncini, appena lavati, e corrispondenti a quelli descritti dalla vittima e indossati dall’indagato la sera della violenza. Visti gli elementi di prova raccolti e il pericolo di fuga, G.F. e’ stato sottoposto a fermo da parte degli agenti della IV Sezione “Reati sessuali e in danno di minori” della Squadra Mobile e messo a disposizione dell’autorita’ giudiziaria competente per la successiva convalida. Il fratello del malvivente e’ stato denunciato in stato di liberta’ per il reato di favoreggiamento personale. (AGI)

(AGI) – Roma, 1 lug. – “Il Ministro Lorenzin ha firmato il decreto di aggiornamento delle linee guida della Legge 40/2004, che regola la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), un provvedimento molto atteso dagli operatori del settore e dalle coppie che accedono a queste tecniche, e che entrera’ in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”. E’ quanto annuncia il Ministero della Salute con una nota ufficiale. Il nuovo testo, che aggiorna le linee guida del 2008, e’ stato rivisto in rapporto all’evoluzione tecnico-scientifica del settore e all’evoluzione normativa. In particolare ai decreti legislativi 191/2007 e 16/2010 e all’Accordo Stato Regioni del 15 marzo 2012 (che applica alla PMA le normative europee su qualita’ e sicurezza di cellule umane), e alle sentenze della Corte Costituzionale n.151/2009, e n.162/2014 le quali hanno eliminato, rispettivamente, il numero massimo di tre embrioni da creare e trasferire in un unico e contemporaneo impianto, e il divieto di fecondazione eterologa. Numerose le variazioni introdotte rispetto alle linee guida attualmente in vigore. Fra le principali l’accesso alle tecniche di fecondazione eterologa, la raccomandazione di un’attenta valutazione clinica del rapporto rischi-benefici nell’accesso ai trattamenti, con particolare riferimento alle complicanze ostetriche, alle potenziali ricadute neonatologiche e ai potenziali rischi per la salute della donna e del neonato nonche’ l’accesso generale a coppie sierodiscordanti, cioe’ in cui uno dei due partner e’ portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili per infezioni da HIV, HBV o HCV (nella versione precedente era previsto solo per l’uomo portatore, in quella attuale si consente anche alla donna portatrice). In cartella clinica le procedure di PMA dovranno essere descritte con maggior dettaglio di quanto non lo siano state in precedenza, considerato che gli operatori possono avviare percorsi piu’ differenziati di quanto fatto prima delle sentenze. In particolare andranno anche riportate le motivazioni in base alle quali si determina il numero di embrioni strettamente necessario da generare, ed eventualmente quelle relative agli embrioni non trasferiti da crioconservare temporaneamente. Riguardo la fecondazione eterologa, nelle linee guida vengono fornite le indicazioni per la coppia che accede ai trattamenti di fecondazione assistita, mentre tutto cio’ che riguarda i donatori di gameti sara’ contenuto nel testo di un nuovo Regolamento, gia’ approvato dal Consiglio Superiore di Sanita’, che sta proseguendo il suo iter per il recepimento delle direttive europee di riferimento. Nel nuovo testo delle linee guida si danno indicazioni cliniche per l’accesso alle tecniche di PMA di tipo eterologo, prevedendo anche la cosiddetta “doppia eterologa” – quando entrambi i componenti della coppia possano ricevere gameti donati – nonche’ alla possibilita’ di “egg sharing” e “sperm sharing”, cioe’ che uno dei due componenti della coppia ricevente possa a sua volta essere anche donatore di gameti per altre coppie che accedono alla PMA eterologa. Per escludere illegittime selezioni eugenetiche, alle coppie che accedono all’eterologa non e’ consentito scegliere particolari caratteristiche fenotipiche del donatore. Per evitare sovrapposizioni fra i diversi provvedimenti che regolano la PMA, nelle nuove linee guida, nella parte relativa all’ “Attivita’ di consulenza e sostegno rivolta alla coppia”, e’ stato stralciato l’elenco degli elementi utili a maturare un’accettazione consapevole della tecnica proposta, visto che tali elementi sono contenuti nelle disposizioni per il consenso informato, che saranno oggetto di un apposto decreto interministeriale dei Ministeri della Salute e della Giustizia, su cui si sta gia’ lavorando, e che contiamo di emanare a breve. “Dopo l’istituzione del Registro nazionale dei donatori, questo e’ il secondo importante passo per l’aggiornamento dell’intero quadro normativo che regola la PMA in Italia – commenta il Ministro Lorenzin – aggiornamento che sara’ completato nelle prossime settimane con i decreti sul consenso informato e sui cosiddetti “embrioni abbandonati”, e con il perfezionamento del recepimento delle normative europee sulla donazione dei gameti. E’ stato un lavoro corposo e impegnativo, portato avanti anche grazie al contributo di maggior esperti italiani di settore convocati ai tavoli di lavoro gia’ da luglio dello scorso anno. Questa serie di provvedimenti, insieme all’aggiornamento dei LEA (che includeranno anche i trattamenti di PMA) contribuira’ a conferire certezza al quadro normativo ed a migliorare accesso e qualita’ dei percorsi in questo ambito cosi’ delicato del SSN”. (AGI) .

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