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Cronaca

(AGI) – Caltanissetta, 11 lug. – E’ morto in viaggio di nozze, a bordo di una nave da crociera. L’uomo, Giuseppe Lauretta, 36 anni, di Gela (Caltanissetta), e’ stato colpito da un’improvvisa broncopolmonite. Sbarcato e ricoverato in un ospedale di Malta, dove si e’ spento. Lauretta appena una settimana fa aveva sposato la fidanzata Melissa. La coppia aveva pronunciato il fatidico “si'” sabato scorso, nella chiesa San Giovanni Evangelista del rione gelese di Macchitella. (AGI)

(AGI) a Torino, 11 lug. – E’ stata ripetutamente picchiata dal marito e dalla suocera perche’, a loro dire, non sa cucinare e pulire bene la casa. Vittima una 19enne maghrebina che vive a Cuneo. La ragazza qualche sera fa e’ stata notata da una passante vagare da sola, presa dallo sconforto, nella centrale piazza Galimberti. All’arrivo dei carabinieri ha raccontato la sua storia: dopo essersi sposata per procura con un connazionale 24enne che vive e lavora a Cuneo, in virtu’ di un matrimonio combinato tra le famiglie, ha raggiunto in Piemonte il marito mai visto prima. In casa con i coniugi vive anche la madre 50enne di lui. Qui sono cominciati i maltrattamenti e le offese. La ragazza e’ stata affidata un’associazione di volontariato che si occupa di assistenza a donne sole vittime di violenza, mentre nei confronti del marito e della suocera e’ scattata la denuncia per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. (AGI) .

(AGI) – Palermo, 11 lug. – Sono 717 gli immigrati giunti questa mattina a Palermo con il pattugliatore “Dattilo” della Guardia costiera, che ha trasportato anche i cadaveri delle 12 persone annegate martedi’ al largo delle coste della Libia dov’erano stati soccorsi i loro compagni, superstiti di un gommone semiaffondato. La nave ha attraccato al molo Puntone, dove era stato predisposto il triage di accoglienza e dove i profughi sono stati accolti dai volontari della Caritas che hanno distribuito cibo e indumenti. Gli immigrati erano stati prelevati martedi’ in 8 diversi interventi di salvataggio nel Canale di Sicilia, con l’intervento anche di due motovedette salpate da Lampedusa e del pattugliatore “Corsi”. (AGI)

(AGI) – Cagliari, 10 lug. – E’ risultato negativo ai due alcol test a cui e’ stato sottoposto ieri sera, Maurizio Loi, 59 anni, l’ex campione di winsurf che era alla guida dello yacht tra le cui eliche ha trovato la morte Letizia Trudu, di 11 anni, davanti alla spiaggia di Santa Margherita di Pula (Cagliari). Sull’incidente la procura di Cagliari ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Stando a una prima ricostruzione dei fatti, dopo un giro in sullo yacht con il padre, la sorellina e alcuni amici, la bimba si era tuffata in acqua per tornare a riva con il resto della compagnia. Poi, pero’, in pochi attimi si e’ consumata la tragedia: la piccola e’ stata risucchiata dalla forza dell’acqua e dilaniata dalle eliche che non le hanno lasciato scampo. Con lei c’era anche la sorellina che per fortuna e’ rimasta solo lievemente ferita. Sentiti i testimoni, gli inquirenti stanno cercando di capire a che distanza dalla spiaggia si trovasse l’imbarcazione e dunque se il capitano avesse rispettato la soglia di sicurezza dei 200 metri dalla riva. Alcuni testimoni hanno riferito che lo yacht era vicinissimo alla battigia e che una circostanza analoga era stata notata anche nei giorni precedenti l’incidente. Inoltre, gli inquirenti stanno cercando di mettere a fuoco tutti i dettagli sull’avvio del motore e le circostanze che hanno spinto Loi a rientrare verso il porticciolo di Marina Piccola. “Non c’e’ stato nessun allontanamento della barca”, ha precisato l’avvocato Leonardo Filippi che con Roberto Delogu difende l’ex campione di windsurf. Il difensore ha spiegato che il suo assistito, dopo essersi tuffato per soccorrere la bambina, solo dopo aver chiamato i soccorsi ha recuperato lo yacht, nel frattempo rimasto senza guida. .

(AGI) – Napoli, 10 lug. – “Le autorita’ non hanno reagito denunciando quello che accadeva attorno a loro e mi sono sempre chiesto la ragione perche’ nei casi piu’ evidenti non interveniva”. E’ Antonio Iovine, l’ex capo della camorra dei Casalesi, a parlare con i pm della Dda di Napoli. “Voglio farvi un esempio che mi coinvolge direttamente – racconta – dal 1989 una impresa a me direttamente riferibile ha gestito gli appalti per la refezione scolastica in numerosi comuni dell’agro aversano. Era noto a tutti che quella era un’impresa di Antonio Iovine eppure nessuno si ea mai opposto a questo sistema”. Il pentito spiega poi ai magistrati il modo nel quale riusciva a gestire il clan quando era latitante: “La priorita’ era perseverare la mia latitanza. Per questa ragione le persone a me legate io le distinguevo in tre cerchi, fra quelle che avevano contatto diretto con me fino a quelle piu’ lontane. Naturalmente nel tempo alcune persone sono cambiate soprattutto fra quelle che avevano il compito di provvedere ai miei spostamenti”. C’era chi guidava l’auto, chi convocava gli appuntamenti e chi per esempio dormiva con lui. .

(AGI) – Milano, 10 lug. – Con l’ondata di caldo che ha colpito l’Italia in questi giorni, da Nord a Sud e’ sempre piu’ allarme zanzare. Secondo i dati del bollettino meteo di Vape Foundation divulgati da Anticimex, azienda specializzata nei servizi di Pest Control, fino al 15 luglio saranno ben 67 le province con l’indice potenziale di infestazione di zanzara tigre piu’ alto, in una scala di intensita’ da 0 a 4. Nel Lazio l’allarme si concentrera’ soprattutto sulle province di Frosinone, Latina, Roma e Viterbo, nelle Marche su Ancona, Macerata, Pesaro e Urbino, in Abruzzo su Chieti e Teramo, in Umbria su Perugia, in Basilicata su Matera. Puglia interamente presa d’assalto, ad eccezione della sola Foggia, mentre in Campania a soffrire saranno Caserta, Napoli e Salerno. A svettare in Calabria tre province su cinque (Catanzaro, Crotone e Reggio-Calabria), in Sicilia Agrigento, Catania, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani, mentre in Sardegna a non raggiungere il picco piu’ alto sara’ la sola Ogliastra. Le previsioni, in coincidenza con l’innalzamento delle temperature, coinvolgeranno anche la zona settentrionale della penisola con la maggiore presenza di fiumi e falde acquifere, luogo privilegiato da questi insetti per il deposito delle uova. In Lombardia gli striati insetti famelici appartenenti all’ordine dei ditteri, famiglia Culicidae, genere Aedes e specie albopictus, faranno la loro comparsa manifestandosi principalmente sui territori di Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza e Pavia, in Piemonte ad Alessandria, Asti e Novara, in Liguria a La Spezia e Savona. Emilia Romagna quasi al completo, dato che ad essere attaccate saranno tutte le province, ad eccezione di Ferrara che comunque si manterra’ sul livello medio-alto. Anche la Toscana nel mirino con Firenze, Grosseto, Livorno, Pisa e Pistoia, il Friuli con Pordenone, mentre in Veneto a soffrire maggiormente saranno gli abitanti di cinque province su sette (Padova, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza). .

(AGI) – Bari, 10 lug. – “Presidente Berlusconi io ho sempre detto e diro’ ancora la verita'” Patriza D’Addario affida a una lunga lettera scritta a mano nel corso dell’udienza al processo escort in corso a Bari, letta poi davanti a telecamere e ai microfoni dei giornalisti al termine della sessione, il suo lungo sfogo verso l’ex premier che oggi era a Bari in veste di testimone giusto il tempo di avvalersi della facolta di non rispondere come teste. Patrizia D’Addario, che con le sue rivelazioni alla stampa aveva aperto la lunga stagione di scandali e inchieste relative a quanto si muoveva intorno alle ormai celebri “cene eleganti”, e’ giunta in tribunale con il consueto look scuro aderente, tacco vertiginoso e occhiali scuri a mascherare un volto pallido e teso. Qualcuno ha malignato che probabilmente Patrizia D’Addario ha sbagliato i tempi di ingresso “in scena” poiche’ il rapidissimo passaggio dell’ex premier in aula era gia’� terminato, “ma sono stata io a non volerlo incontrare” ha detto poi ai numerosi giornalisti che le si sono fatti incontro. Molti si aspettavano che fosse in aula al momento dell’ingresso di Silvio e che gli si rivolgesse direttamente, come altre volte in pasaato aveva tentato di fare. Nella lunga lettera poi la donna ha ricostruito la sua personale vicenda rammaricandosi di essere “ancora oggi definita escort anche se sono stata l’unica a non aver ricevuto aiuto legale, regali o�soldi dopo la nostra storia, solo baci abbracci e promesse, mentre tutte le altre lo sfruttano in tutti i modi e vengono chiamate ragazze. Presidente lei paga tutti ma non me, non mi ha mai comprata e lo dica. Hanno sempre impedito che io facessi un film sulla mia storia, perche’ la verita’� non uscisse fuori, quell’inferno che sto vivendo da otto anni, ma ora questo film lo faro’: ci sara’ tutta la verita’�,�sono l’unica ad avere avuto una storia con lei e non ha chiesto nulla. Ma ora la verita’�la diro’ io”. .

(AGI) – Napoli, 10 lug. – Gli appalti pubblici nel comune di Villa di Briano erano “una sostanziale esclusiva” del gruppo dei Casalesi che faceva capo al boss Antonio Iovine, ora pentito, visto che i rapporti tra i tecnici comunali, gli imprenditori ‘amici’ e il clan alterava la regolarita’ delle gare a monte, con aggiornamenti in tempo reale sul’andamento delle procedure e accessi a documentazione riservata. Un sistema reso possibile dal fatto che Nicola Magliulo, fratello dell’attuale sindaco, dal 1982 era impiegato nell’ufficio tecnico del comune, e che sopravvive nel 2010 alla cattura del latitante Iovine, trasferendo i suoi ‘favori’ al gruppo degli Schiavone, dominante nella cosca dei Casalesi. L’inchiesta dei carabinieri del Roni di Caserta e’ cominciata a febbraio 2008 ed e’ stata chiusa nel marzo 2014, prima principalmente basata su intercettazioni telefoniche e ambientali, e poi trovando riscontri ai verbali del boss pentito, sin dal 1988 ai vertici del clan, sia a quelli di Giacomo Caterino, imprenditore con il fratello Renato (ora destinatario di una delle misure cautelari) e politico locale cugino di Iovine, di Nicola Panaro, organico alla fazione Schiavone e Massimiliano Caterino, uomo di Michele Zagaria. IL gip evidenzia anche il “fitto sottobosco di connivenze” tra esponenti del clan e funzionari comunali che fa’ si’ che l’amministrazione sia completamente asservita ai desiderata di Iovine fino a novembre 2010, quando la sua cattura riporta tutto agli Schiavone. Le ditte ‘amiche’ erano anche favorite da pagamenti veloci, da una celere ddefinizione cioe’ dell’iter che portava a concludere le procedure dei mandati di pagamento per i lavori eseguiti. .

(AGI) – Milano, 10 lug. – I pm di Milano Fabio De Pasquale, Isidoro Palma e Giordano Baggio, hanno chiesto al gup Alessandra Clemente di rinviare a giudizio l’ex ad di Eni, Paolo Scaroni e altri dieci indagati, tra cui Saipem ed Eni, per la presunta maxitangente da circa 198 milioni di dollari che sarebbe stata pagata a pubblici ufficiali algerini in cambio di 7 appalti petroliferi. Dopo la discussione dei pm, e’ cominciato l’interrogatorio di Scaroni, che aveva gia’� preso il via nella scorsa udienza. L’ex ad e’ accusato di corruzione internazionale e frode fiscale. La richiesta di processo, oltre a Scaroni e alle due societa’, imputate in base alle legge sulla responsabilita’ amministrativa, riguarda anche l’ex direttore operativo di Saipem, Pietro Varone, l’ex direttore finanziario prima di Saipem e poi di Eni Alessandro Bernini, l’ex presidente e ad di Saipem, Pietro Tali, l’ex responsabile di Eni per il nord Africa Antonio Vella, il presunto ‘collettore di tangenti’ Farid Noureddine Bedjaoui, fiduciario dell’ex ministro dell’energia algerino Chekib Khelil e Samyr Ouraied, uomo di fiducia di Bedjaoui, l’imprenditore algerino Omar Habour e l’avvocato francese Yam Atallah, che avrebbero riciclato parte del denaro della tangente anche in immobili di lusso in Francia e negli Stati Uniti. Tullio Orsi, ex presidente di Saipem Algeria, ha chiesto di patteggiare due anni e 10 mesi di reclusione e una confisca di circa 1 milione e 300 mila franchi svizzeri. .

(AGI) – Roma, 10 lug. – Un uomo di 39 anni ha tentato il suicidio questo pomeriggio a Roma lanciandosi contro un treno della linea B della metropolitana di Roma all’altezza della fermata Castro Pretorio. L’uomo e’ rimasto fortunatamente illeso poiche’ e’ caduto fra i due binari e il treno che sopraggiungeva non lo ha travolto. Il 39enne e’ stato soccorso da un’autoambulanza del 118 e trasportato al policlinico Umberto I. Sconosciute al momento le cause che lo hanno portato a compiere il gesto. .

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