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Cronaca

(AGI) – Roma, 20 lug. – Si e’ impiccato con un lenzuolo nel reparto di isolamento del carcere Regina Coeli Ludovico Caiazza, l’uomo di origine napoletana, ritenuto il killer del gioiellere romano ucciso durante una rapina mercoledi’ scorso. Il 32enne era stato fermato sabato all’altezza della stazione di Latina perche’ ritenuto responsabile dell’omicidio di Giancarlo Nocchia, il gioielliere ucciso nel suo negozio di via dei Gracchi il pomeriggio del 15 luglio scorso dopo una rapina. Gli agenti della polizia penitenziaria che dovevano sottoporre il detenuto a un controllo ogni quindici minuti hanno trovato il corpo senza vita qualche minuto prima delle 23,inutili i soccorsi. Quando e’ stato trovato impiccato dagli agenti della polizia penitenziaria che hanno provveduto a tagliare il cappio, l’allarme e’ scattato immediatamente. L’ambulanza e’ arrivata a Regina Coeli nell’arco di pochissimi minuti ma i soccorsi sono stati inutili. Caiazza, una volta messo piede in carcere ieri pomeriggio, ha avuto un colloquio con la psicologa alla quale non e’ sfuggito “il forte stato di agitazione” del detenuto. Piu’ tardi c’e’ stato un incontro di un’ora con l’avvocato d’ufficio. Ora la procura di Roma ha aperto un fascicolo sul suicido. Il procedimento, affidato al pm Sergio Colaiocco e’ rubricato come ‘atti relativi’, cioe’ senza ipotesi di reato e senza indagati. L’esame autoptico e’ stato disposto per domani.

(AGI) – Taranto, 20 lug.- Il procedimento “Ambiente Svenduto”, l’udienza preliminare per disastro ambientale dell’Ilva e una serie di reati connessi al siderurgico giunge oggi al capolinea. Il gup Wilma Gilli e’ chiamata a pronunciarsi sulle 47 richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla Procura, 44 delle quali riguardano persone fisiche e 3 societa’, e sulle cinque richieste di condanna per coloro che, col rito abbreviato, hanno scelto di patteggiare. Tre anni fa – era il 26 luglio – i carabinieri, in esecuzione dell’ordinanza del gip Patrizia Todisco, effettuavano i primi arresti e sequestravano senza facolta’ d’uso gli impianti dell’area a caldo dell’Ilva con l’accusa di disastro ambientale, impianti che pero’, grazie anche alle varie leggi intervenute, non sono mai stati fermati. E oggi, con un primo verdetto, il gup Wilma Gilli chiarira’ la sorte di quanti, a piu’ riprese, furono coinvolti in quell’inchiesta deflagrata a luglio 2012. A fine ottobre 2013 la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti: 50 persone fisiche e 3 societa’. Da 53 si e’ poi scesi a 52 perche’, ad aprile 2014, Emilio Riva, patron dell’Ilva, e’ morto ed e’ quindi ovviamente uscito dal procedimento. In seguito 5 dei 52 imputati, tra cui l’ex assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro (ultima giunta Vendola), hanno chiesto di patteggiare e quindi alla fine sono rimasti in 47 che devono sapere se li attende o meno il processo in Corte d’Assise. Il rinvio a giudizio e’ stato chiesto per i proprietari Ilva i fratelli Nicola e Fabio Riva, figli di Emilio, accusati – insieme all’ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, e ad altri – di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale. Rinvio a giudizio chiesto anche per l’ex presidente Ilva, Bruno Ferrante, l’ex consulente dei rapporti istituzionali dell’Ilva, Girolamo Archina’, l’ex direttore del siderurgico, Adolfo Buffo, diversi dirigenti aziendali – quelli arrestati ai domiciliari tre anni fa -, ma anche per l’ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, l’ex presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, il sindaco di Taranto, Ezio Stefano, il direttore generale dell’Arpa Puglia, Giorgio Assennato, il consigliere regionale della Puglia, Donato Pentassuglia, l’ex consigliere regionale pugliese Nicola Fratoianni, oggi deputato di Sel. Molto diversi i capi di imputazione: Vendola risponde di concussione aggravata, in concorso con Fabio Riva e altri, perche’, secondo l’accusa, su istanza dell’Ilva, avrebbe fatto pressioni su Arpa Puglia perche’ fosse meno intransigente nei controlli ambientali nella stessa Ilva; Assennato e’ accusato di favoreggiamento verso Vendola; Stefano di omissione di atti d’ufficio perche’, sempre secondo la Procura, non avrebbe dato seguito, pur essendo autorita’ sanitaria del Comune di Taranto, alle denunce ambientali contro l’Ilva avanzate alla stessa Procura; Florido, infine, di concussione per una questione di discariche del siderurgico (pressioni sui dirigenti della Provincia perche’ dessero le autorizzazioni all’azienda). Diversi gli arresti compiuti nelle varie fasi dell’inchiesta “Ambiente Svenduto”, l’ultimo dei quali ha riguardato Fabio Riva, ex vice presidente Riva Fire, che ai primi di giugno si e’ consegnato all’autorita’ giudiziaria ed ora e’ in carcere a Taranto dopo oltre due anni e mezzo trascorsi a Londra (il suo arresto fu chiesto a novembre 2012). Rinvio a giudizio chiesto anche, in base alla legge sulla responsabilita’ delle imprese, per le societa’ Riva Fire (capogruppo) e Riva Forni Elettrici e Ilva (controllate). Quest’ultima, nelle precedenti udienze, ha chiesto di patteggiare su decisione dei commissari straordinari nominati dal Governo, ma la proposta di patteggiamento non e’ stata ritenuta congrua dalla Procura e quindi il gup non si e’ potuto pronunciare. Il patteggiamento, comunque, potra’ eventualmente essere riproposto dall’Ilva in una fase successiva. L’udienza preliminare, da quando sono state formulate le richieste della Procura, e’ durata un anno. Due le interruzioni importanti. La prima l’anno scorso, ad udienza appena avviata, quando si e’ dovuto attendere che la Corte di Cassazione si pronunciasse se il processo dovesse svolgersi a Taranto oppure in altra citta’ cosi’ come sollecitato dagli avvocati dei Riva e di alcuni imputati perche’, secondo loro, nel capoluogo jonico non ci sarebbero state le condizioni per un dibattimento “sereno” ed “equilibrato”. Ad ottobre scorso, poi, la Cassazione ha sancito che il procedimento doveva tenersi a Taranto. L’altra sospensione, infine, di circa un mese, c’e’ stata a giugno scorso, quando si e’ dovuto attendere che il ministero dello Sviluppo economico desse l’ok alla proposta di patteggiamento dell’Ilva essendo l’azienda, da gennaio, in amministrazione straordinaria e quindi soggetta alla vigilanza del Mise. Ora, pero’, l’udienza preliminare e’ giunta alla fine e in giornata il gup Gilli emettera’ il suo verdetto. Per l’Ilva si chiude quindi un capitolo giudiziario e nella fase successiva sono state ammesse circa 800 parti civili tra familiari dei lavoratori morti, sindacati, associazioni ambientaliste, Comune e Provincia di Taranto, Regione Puglia, e ministeri della Salute e dell’Ambiente. Considerevoli, infine, le richieste di risarcimento danni presentate.(AGI)

(AGI) – Roma, 20 lug. – Si e’ impiccato con un lenzuolo nel reparto di isolamento del carcere Regina Coeli Ludovico Caiazza, il 32enne di origine napoletana, ritenuto il killer del gioiellere romano ucciso durante una rapina mercoled� scorso. La procura di Roma aprira’ questa mattina un’inchiesta per fare luce sulla morte. Il 32enne era stato fermato sabato all’altezza della stazione di Latina perche’ ritenuto responsabile dell’omicidio di Giancarlo Nocchia, il gioielliere ucciso nel suo negozio di via dei Gracchi il pomeriggio del 15 luglio scorso dopo una rapina. Gli agenti della polizia penitenziaria che dovevano sottoporre il detenuto a un controllo ogni quindici minuti hanno trovato il corpo senza vita qualche minuto prima delle 23.Inutili i soccorsi. Caiazza era in isolamento, solo in cella, nel settimo reparto di Regina Coeli dove si trova la sezione ‘nuovi giunti’. Caiazza, che era da solo in cella senza essere tenuto sotto stretta sorveglianza, era in attesa di essere interrogato dal gip per la convalida dell’arresto. (AGI) .

(AGI) – Roma, 20 lug. – Toilette chiuse dalle 22, niente aria condizionata, bar serrati. La Stazione Tiburtina di Roma si e’ trasformata in un inferno per i viaggiatori in attesa del treno Intercity 1910 delle 23.43 proveniente da Salerno e diretto a Torino, che, tra l’altro, effettua una fermata utile per raggiungere l’Expo. Il treno ha al momento almeno 100 minuti di ritardo, per ragioni che nessuno ha pensato di chiarire ai viaggiatori. Nella stazione si trovano al momento una cinquantina di persone. “Non ci hanno detto nulla, non si e’ visto nessuno in grado di prestare assistenza”, hanno affermato i viaggiatori, che per provare a respirare, e a orinare, sono stato costretti a uscire dalla stazione, trasformata dal caldo di oggi in un cubo soffocante. (AGI)

(AGI) – Roma, 20 lug. – La procura di Roma aprira’ questa mattina un’inchiesta per fare luce sulla morte in cella di Ludovico Caiazza, il 32enne di origine napoletana che i carabinieri avevano fermato sabato all’altezza della stazione di Latina perche’ ritenuto responsabile dell’omicidio di Giancarlo Nocchia, il gioielliere ucciso nel suo negozio di via dei Gracchi il pomeriggio del 15 luglio scorso dopo una rapina. Caiazza, immatricolato nel pomeriggio di ieri nel carcere di Regina Coeli, e’ stato trovato senza vita da alcuni agenti di polizia penitenziaria con un lenzuolo stretto al collo poco dopo la mezzanotte nell’ambito di un normale controllo. Inutili i soccorsi. Caiazza, che era da solo in cella senza essere tenuto sotto stretta sorveglianza, era in attesa di essere interrogato dal gip per la convalida dell’arresto. (AGI) .

(AGI) – Roma, 20 lug. – Toilette chiuse dalle 22, niente aria condizionata, bar serrati. La Stazione Tiburtina di Roma si e’ trasformata in un inferno per i viaggiatori in attesa del treno Intercity 1910 delle 23.43 proveniente da Salerno e diretto a Torino, che, tra l’altro, effettua una fermata utile per raggiungere l’Expo. Il treno ha al momento almeno 100 minuti di ritardo, per ragioni che nessuno ha pensato di chiarire ai viaggiatori. Nella stazione si trovano al momento una cinquantina di persone. “Non ci hanno detto nulla, non si e’ visto nessuno in grado di prestare assistenza”, hanno affermato i viaggiatori, che per provare a respirare, e a orinare, sono stato costretti a uscire dalla stazione, trasformata dal caldo di oggi in un cubo soffocante. (AGI) .

(AGI) – Torino, 19 lug. – Una donna di 94 anni, Raffaella Rigano’, e’ stata investita sulle strisce pedonali mentre si recava alla messa domenicale. Il fatto e’ accaduto stamattina a Torino: a guidare l’auto che l’ha travolta e uccisa sul colpo, sbalzandola a 40 metri di distanza, c’era un sacerdote missionario di 76 anni. La squadra infortunistica della polizia municipale e’ alla ricerca di testimoni, per accertare le responsabilita’. Seprequesta mattina un’altra anziana e’ stata travolta e uccisa da un’auto mentre attraversava la strada a Torino. L’incidente si e’ verificato in una via del centro cittadino. Subito dopo l’impatto, il conducente dell’auto si e’ fermato a prestare soccorso, quindi sono giunti sul posto gli operatori del 118 che hanno constatato il decesso della donna. Gli agenti della squadra Infortunistica della polizia municipale stanno cercando, anche attraverso eventuali testimonianze, a ricostruire la dinamica. Venerdi’ un’altra anziana, sempre in una via del centro, era stata investita e uccisa da un’auto che procedeva in retromarcia. (AGI)

(AGI) – Bolzano, 19 lug. – Non e’ riuscito a sopravvivere il bambino di 4 anni di origine pachistana caduto oggi pomeriggio nel fiume Isarco a Bolzano. Il piccolo era stato estratto ancora in vita dai soccorritori ma e’ morto nel corso delle operazioni di rianimazione da parte del personale sanitario. Da una prima ricostruzione il bimbo e’ caduto mentre giocava assieme ai genitori al parco delle Religioni. In acqua il bambino ha percorso un tratto molto lungo, di oltre tre chilometri, dalla zona di ponte Loreto fino a Vadena. (AGI)

(AGI) – Roma, 19 lug. – “Ho vissuto due giorni come un lebbroso, reietto, colpevole di nulla. Questa e’ stata ed e’ una istigazione al linciaggio”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, a Rainews 24. “Credevo di non poter uscire nemmeno di casa, di non poter nemmeno guardare la gente in faccia. Ma le croci che porta Lucia Borsellino sono anche le mie. Manfredi mi dara’ atto di avere ascoltato, in questi anni, Lucia e di averlo fatto anche piu’ di lui”, ha aggiunto il governatore della Sicilia.

Manfredi Borsellino visita il giardino della memoria

(AGI)

(AGI) – Bolzano, 19 lug. – Estate con caldo record anche in Alto Adige dove non si era mai verificato un cosi’ prolungato periodo di temperature torride. Oggi pomeriggio il termometro della stazione di rilevamento di Ora, localita’ della Bassa Atesina a sud di Bolzano, ha fatto segnare 37,7 gradi. Si tratta di un valore record perche’ nei giorni scorsi il valore non aveva superato i 37 gradi. Considerato l’elevato tasso di umidita’ la temperatura percepita e’ anche di oltre 40 gradi. A Bolzano la colonnina di mercurio si e’ attestata sui 36-37 gradi. Molto caldo anche in centri ai piedi delle montagne come Bressanone (34,2) e Brunico (33). Da alcuni giorni in tanti negozi del capoluogo altoatesino sono esaurite le scorte di condizionatori. Per cercare di fuggire dalla canicola della conca di Bolzano, sono in molto a recarsi nei lidi delle localita’ di montagna. Il caldo sta anche causando, oltre allo sforamento dei limiti di concentrazione dell’ ozono, un veloce scioglimento dei ghiacciai, gia’ molto ridotti nell’ultimo decennio. In alta montagna le temperature sono elevate. A 2000 metri si registrano anche 20 gradi, a 3000 metri ci sono mediamente 12 gradi con lo zero termico addirittura oltre i 4000 metri. Cio’ significa che il ghiacciaio perenne della parte sommitale dell’Ortles, la vetta piu’ alta dell’Alto Adige (3.905 metri) si sta sciogliendo. Il servizio meteo provinciale ha gia’ emesso un bollettino che il gran caldo perdurera’ anche per gran parte della prossima settimana. (AGI) .

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