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Cronaca

(AGI) – Roma, 30 lug. – Ancora disagi all’aeroporto di Fiumicino. Dopo gli incendi, ultimo quello di ieri, probabilmente di natura dolosa, nella pineta vicina allo scalo romano, per un black out e’ mancata la corrente elettrica, con disagi per i viaggiatori. La corrente e’ tornata prima al terminal 2 e al terminal 3 e successivamente anche al terminal 1. L’interruzione di energia elettrica si e’ prodotta a causa di un corto circuito presso una cabina di media tensione di Porto. Secondo Adr, comunque, “si sono registrati pochi disagi, in quanto molte attivita’ operative hanno continuato a funzionare anche durante il black out”. Il guasto si e’ inserito in una situazione che gia’ risentiva delle problematicita’ del rogo boschivo di mercoledi’ pomeriggio. Ancora in mattinata si sono registrati “gravi ritardi”, con conseguenze per i passeggeri. L’Enac ha reso noto di aver convocato per il giorno 6 agosto gli accountable manager di Aeroporti di Roma, societa’ che ha la gestione totale degli scali romani, e di Alitalia, il vettore principale che opera su Roma Fiumicino, per verificare la rispondenza delle azioni poste in essere dopo l’incendio e ribadire obblighi e competenze normativamente individuati a carico delle due figure che sono responsabili, sotto profili ben specificati, sia della sicurezza, sia dell’operativita’ dell’aeroporto. Il Codacons offre assistenza legale “a quei passeggeri che, a causa dello stop alle partenze a Fiumicino, abbiano subito un danno specie sul fronte delle vacanze, considerando che proprio in questo periodo si registra il maggior numero di spostamenti per le destinazioni vacanziere”. Il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi, spiega che “migliaia di cittadini in partenza per le vacanze estive non sono riusciti a raggiungere la propria destinazione, perdendo i soldi degli alberghi gia’ pagati, ore di villeggiatura, coincidenze con altri aerei, subendo un danno morale e materiale non indifferente. Il rimborso del biglietto e la riprotezione su altri voli non e’ sufficiente”. Sono in corso nella pineta nei pressi dell’aeroporto di Fiumicinio le attivita’ scientifiche della Forestale per la “repertazione con il metodo delle evidenze fisiche, si sta procedendo alla ricerca delle tracce lasciate da eventuali acceleranti. I labili segni che gli incendi lasciano sul territorio devono essere letti e decodificati dai Reparti specializzati e posti in relazione con le testimonianze, secondo le consuete procedure stabilite dai protocolli della polizia giudiziaria che deve riferire alla magistratura. Circa l’esistenza di circostanze che possano condurre all’ipotesi dei tre luoghi di innesco, esse sono al momento al vaglio degli investigatori della Forestale”. Il presidio, anche notturno, esercitato dalle pattuglie di controllo del territorio della Forestale non rileva ulteriori riprese di fuochi, ma l’allerta e’ massima in ragione del potenziale pericolo che potrebbe scaturire dalle alte temperature di questo periodo e dal vento. .

(AGI) – Roma, 30 lug. – Almeno una quarantina di immigrati ieri sera hanno circondato alcuni carabinieri nella piazza principale del quartiere Pigneto per impedire l’arresto di due spacciatori fermati mentre vendevano dosi di hashish. I militari della compagnia Piazza Dante avevano fermato i due pusher originari del Gambia quando sono stati circondati dal gruppo di immigrati che ha tentato di linciarli anche col lancio di bottiglie di vetro. In soccorso dei militari sono intervenuti alcuni residenti del quartiere e commercianti. Al termine dei disordini, oltre ai due pusher, i carabinieri hanno bloccato altre cinque persone, sempre originarie del Gambia, trovate con alcune dosi di hashish ed eroina. I sette fermati dovranno rispondere di oltraggio, minaccia, resistenza e violenza a pubblico ufficiale oltre che di spaccio di sostanze stupefacenti. .

(AGI) – Roma, 30 lug. – “Fare Superman fluttuando nello spazio e’ una cosa eccezionale. Trovarsi in assenza di gravita’ e’ una cosa davvero speciale”. Cosi’ Paolo Nespoli in occasione della presentazione ufficiale presso la sede dell’Asi della sua terza missione nello spazio che scattera’ nel maggio 2017. “Se credo agli extraterrestri ? Io rispondo di si anche se non ho mai visto extraterrestri che non vengono da altri pianeta. Questo pero’ non significa che non esistono. Che un pianeta gemello alla terra sia a 1400 anni luce oggi e’ un po’ un problema ma se si va a vedere nella storia tutte le cose impossibili quando qualcuno si e’ svegliate poi le ha fatte – ha proseguito il 58enne astronauta originario di Verano Brianza che dal 1982 al 1984 ha fatto parte della prima missione terrestre di pace italiana in Libano essendo stato incursore paracadutista presso il 9 Reggimento Col Moschin -. Dico ai ragazzi che devono sognare e poi svegliarsi e fare le cose”. Nespoli, sposato con Alexandra Ryabova e due figlie, ha anche parlato del piano di addestramento. “Il piano dell’astronauta che ha preso questo slot e’ gia’ fatto. E’ il solito. Le risorse in orbita sono limitate e gli astronauti devono tutti essere qualificati. Il palinsesto e’ abbastanza standard, si procede di blocchi di settimane. Si inizia con Houston, poi Colonia, quindi Tokyo, Mosca, Canada e avanti cosi'”. Il lancio del 30 maggio 2017 avverra’ con la nuova versione della navicella Soyuz, la MS (MS-05). I compagni della spedizione di Nespoli saranno il cosmonauta russo Fyodor Yurchikhin (Roscosmos) e quello statunitense Jack Fisher (Nasa). Il primo volo di Nespoli risale al 23 ottobre 2007 a bordo dello Space Shuttle Discovery per una durata complessiva in orbita di 15 giorni 2 ore e 23 minuti. Il secondo al 15 dicembre 2010 con la Soyuz TMA-20. Il rientro avvenne il 24 maggio dell’anno seguente dopo 159 giorni 7 ore e 17 minuti trascorsi nello spazio per un totale di 174 giorni 9 ore e 40 minuti. Il record italiano e mondiale al femminile appartiene da poco piu’ di un mese a Samantha Cristoforetti con 199 giorni 16 ore e 42 minuti in una sola missione. Paolo Nespoli diventera’ anche l’astronauta europeo piu’ anziano ad andare nello spazio. Il 6 aprile del 2017 festeggera’ i 60 anni. Il primato per il momento appartiene al francese Jean Loup Chre’tien che nel 1997 si reco’ sulla Mir con lo Space Shuttle Altantis dopo tre missioni con la Soyuz. .

(AGI) – Roma, 30 lug.- Un’arietta fresca frizzantina ha accompagnato il risveglio di molti italiani del Nord Italia. Anticipata dai forti temporali di ieri sera sul Triveneto, l’aria fresca ne portera’ ancora quest’oggi. La redazione di www.iLMeteo.it spiega che oggi avremo un deciso calo termico su tutto il Nord e regioni adriatiche. Il calo della pressione atmosferica e l’aria fresca orientale causeranno tempo instabile a carattere sparso sulle nostre regioni settentrionali dove nel corso della giornata si svilupperanno dei rovesci o temporali soprattutto su Alpi, Piemonte, Emilia Romagna, poi Veneto meridionale e anche Marche. Venerdi’ sara’ il turno delle regioni centrali, specie Toscana, Appennini, Marche ed Abruzzo. Sabato altri temporali al Nordovest e Appennini, mentre da domenica inizia a migliorare. Tanto sole e caldo intenso invece al Sud, isole maggiori e Lazio. Antonio Sano’, direttore di www.iLMeteo.it spiega che “i venti freschi orientali faranno calare le temperature massime che non supereranno i 29° su molte citta’ del Nord, addirittura saranno sotto i 25° sul Piemonte. Un altro importante avviso che Sano’ lancia e’ il ritorno, da lunedi’ prossimo, dell’anticiclone africano che riportera’ temperature elevate e afa diffusa su tutta l’Italia e per almeno una settimana”. (AGI)

(AGI) – Roma, 30 lug. – “L’Italia ha una situazione particolarmente positiva. Dal 2007 al 2018-2019 avra’ compiuto sette missioni in undici anni. E’ il frutto del grande impegno dell’Italia per il volo umano che ha e che avra’ in futuro. Il volo umano e’ molto importante ma e’ anche molto costoso”. Lo ha detto il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston, nel corso della presentazione della missione di Paolo Nespoli che volera’ per la terza volta nello spazio il 30 maggio 2017 per una missione di lunga durata. “Nel 2016 avremo una conferenza ministeriale in Spagna in cui si discutera’ di estendere l’operativita’ della Stazione Spaziale Internazionale fino al 2024. Usa, Canada e Russia hanno gia’ approvato, l’Agenzia spaziale europea lo fara’ il prossimo anno e si attende il Giappone. L’argomento di proseguire l’impegno dell’Italia e’ gia’ stato riportato al presidente della Repubblica Mattarella e al premier Renzi”. (AGI) .

(AGI) – L’Aquila, 30 lug. – Nuovo scandalo sulle maceri de L’Aquila: i carabinieri hanno arrestatosei persone residenti in Abruzzo e Romania che operano nel settore della ricostruzione post-sisma. L’indagine transnazionale, denominata ‘social dumping’ e coordinata dalla procura distrettuale presso il tribunale di L’Aquila, ha messo in luce un’organizzazione dedita al reclutamento e allo sfruttamento di flussi di manodopera provenienti dall’est Europa. Per la prima volta a L’Aquila, nello scenario della sua difficile e sofferta ripresa, e’ stato contestato agli arrestati anche il reato di autoriciclaggio, recentemente introdotto. Le persone raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’attivita’ denominata ‘social dumping sono: Antonio D’Errico detto ‘Tonino’ 59 anni, residente a Tortoreto (Teramo); Nicolae Otescu detto ‘Nico’ di 46 anni, cittadino romeno residente a Lugoj (Romania); Francesco Salvatore di 56 anni di Pettorano sul Gizio (L’Aquila), residente a Sulmona; Panfilo Di Meo di 52 anni di Sulmona; Giancarlo Di Bartolomeo di 49 anni di Teramo; Massimo Di Donato di 63 anni, anche lui di Teramo.

L’Aquila: a ditte indagate affidati lavori per 22,5 milioni di euro

Tra le diverse misure cautelati adottate, il Gip del Tribunale dell’Aquila, Guendalina Buccella ha disposto per gli ultimi quattro la detenzione per soli due mesi. Successivamente, la misura prevede i domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Infine disposto anche il divieto di esercitare l’attivita’ imprenditoriale. Le persone arrestate sono accusate a vario titolo di essersi associate per commettere una serie indeterminata di reati fiscali, di autoriciclaggio, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. In particolare, secondo gli inquirenti, Otescu e D’Errico, riuscivano a procurare agli amministratori delle ditte impegnate nella ricostruzione post terremoto dell’Aquila, (oggetto dell’inchiesta della Dda dell’Aquila) manodopera romena a basso costo “giustificando formalmente – si legge nell’ordinanza – la presenza, con il ricorso del contratto di distaccamento in violazione di legge. Tutto cio’ – si legge sempre nell’ordinanza di custodia cautelare a firma del Gip del Tribunale dell’Aquila – per procurare ai titolari delle ditte edili documenti fiscali utilizzati sia ai fini dell’evasione delle imposte e per la costituzione di fondi ‘neri’ da reimpiegare in attivita’ economiche e speculative”.

Secondo le complesse indagini portate avanti dal colonnello Giuseppe Donnarumma, comandante provinciale dei carabinieri dell’Aquila, Otescu si occupava del reclutamento basso costo in Romania da inviare in Italia; di fungere da principale referente del sodalizio criminale per il pagamento della retribuzione (50 euro a giornata) e per le questioni relative alla sistemazione alloggiativa degli stessi, della creazione di ditte ad hoc costituite con il solo scopo di celare la complessa attivita’ di intermediazione illecita di manodopera, di emettere fatture ‘a saldo’ per operazioni inesistenti allo scopo di consentire alle ditte di evadere le imposte e giustificare l’uscita di somme nella contabilita’ delle ditte italiane poi restituite loro ‘in nero’; di fungere da corriere nei viaggi in Romania per la restituzione degli importi indicati nelle fatture per operazioni inesistenti. D’Errico, sempre secondo l’accusa avrebbe coadiuvato Otescu nella gestione della parte contabile, intrattenendo rapporti con le ditte per il conteggio delle giornate lavorative, per l’emissione delle fatture ed effettuando viaggi in Romania per la restituzione ‘in nero’ delle somme. Di Donato, Di Bartolomeo, Di Meo e Salvatore, quale appaltatori di ingente importo per la ricostruzione post sisma, si occupavano di garantire una domanda di manodopera costante nel tempo, per ottenere vantaggi sotto forma di emissione di fatture per operazioni inesistenti, per giustificare l’uscita contabile di somme, poi rientrate ‘in nero’ da reinvestire in attivita’ economiche e speculative. .

(AGI) – L’Aquila, 30 lug. – Alle ditte i cui amministratori sono finiti oggi in carcere erano stati affidati appalti edili relativi all’attivita’ di ricostruzione post-sisma, della citta’ dell’Aquila e di altri Comuni del cratere, per circa 22 milioni e mezzo di euro. In particolare, la manodopera di nazionalita’ romena a basso costo veniva impiegata a L’Aquila nell’aggregato di via Verdi e su corso Vittorio Emanuele (importo lavori 15 milioni e 272 mila euro), in quello su via Bominaco (4 milioni e 135 mila euro) entrambi appaltati al consorzio Sulter Scarl amministrato da Francesco Salvatore e Massimo Di Donato. Gli operai dell’est Europa, inoltre, sono stati trovati al lavoro in un cantiere del Comune di Vittorito (1 milione 593 mila euro) e in uno di Pratola Peligna (1 milione 486 mila euro), entrambi appaltati all’impresa “Salvatore & Di Meo”. Le indagini condotte dai carabinieri sono andate avanti per circa un anno e mezzo e comunque fino a pochi giorni fa. A tutti gli arrestati viene contesta l’associazione per delinquerde poiche’ – si legge in un passo dell’ordinanza di custodia cautelare – “si associavano tra loro allo scopo di commettre una serie indeterminata di reati fiscali e di autoriciclaggio nonche’ di intermediazione illecita e sfruttamnto del lavoro”. “In particolare gli indagati (nell’inchiesta non ce ne sono atri, almeno per il momento, ndr) avviavano una complessa organizzazione nella quale Nicolae Otescu e Antonio D’Errico attraverso le ditte romene da loro gestite, la Ni-To Costruetii Civili srl e To-Ni Roit Edilizia srl, procuravano a Francesco Salvatore, Panfilo Di Meo, Massimo Di Donato e Giancarlo Di Bartolomeo e alle ditte gestite, anche di fatto, dai medesimi Meg srl, Salvatore & Di Marco srl, Salvatore & Di Marco e C Snc ed al consorzio Sulter Scarl, manodopera a basso costo di nazionalita’ romena”, “giustificandone formalmente la presenza mediante ricorso al contratto di distacco comunitario, applicato in totale carenza dei suoi presupposti, escamotage posto in essere – spiega il gip – al fine di celare sia la mera intermediazione di manodopera che lo sfruttamento dei lavoratori”. Con questo ‘modus operandi’ i titolari delle ditte italiane venivano in possesso di “documenti fiscali utilizzati sia ai fini dell’evasione delle imposte che per la costituzione di fondi neri da reimpiegare in attivita’ economiche e speculative, fondi realizzati con la provvista costituente parte dell’utile della complessa attivita’ illecita”. Stando sempre a quanto verificato dagli investigatori prima e accertato dagli inquirenti poi, Otescu e D’Errico “provvedevano al graduale spostamento delle somme accreditate sui conti romeni delle ditte romene, al prelevamento delle stesse in Romania e alla loro restituzione ‘in nero’, nel territorio italiano”, agli altri quattro indagati, “detratta una percentuale per la commissione pari all’incirca al 10% dell’importo restituito”. In buona sostanza i soldi che riuscivano a ricavare erano parte del frutto della differenza tra i reali salari e quelli che invece avrebbero dovuto realmente percepire gli operai romeni. Sia D’Errico che Otescu nel corso di un controllo della Finanza (il primo avvenuto il 28 febbraio 2015, l’altro il primo maggio scorso) erano stati trovati in possesso di una consistente somma di denaro in contanti, i totale circa 36 mila euro. Entrambi stavano tornando in Abruzzo dalla Romania. .

(AGI) – Roma, 30 lug. – E’ in corso, dalle prime luci dell’alba, una vasta operazione della Polizia di Stato che sta portando alla chiusura di 17 falsi siti dell’Enel nei quali si nascondeva una pericoloso virus informatico. Da essi partivano e-mail, apparentemente inviata dalla societa’ “Enel SpA”, contenenti link che, una volta cliccati, erano in grado di infettare irreversibilmente i pc della vittima. Nelle ultime settimane si era assistito ad un massiccio incremento della campagna di diffusione del malware noto come Cryptolocker. Si tratta di un trojan comparso intorno alla fine del 2013 ed e’ una forma di ransomware che infetta i sistemi Windows, criptando i dati della vittima e richiedendo un pagamento per la decriptazione, in genere non meno di 300 euro. La somma spesso deve essere pagata in “Bitcoin”, una moneta virtuale che non viene controllata da alcuna autorita’ centrale, ma viene gestita autonomamente attraverso i siti di cambio (oggi un Btc vale circa 220 euro). La segnalazione di questa nuova campagna era giunta al sito commissariatodips.it ed era stata subito allertata la competente unita’ del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. In questa ultima versione, la minaccia si e’ presentata attraverso un considerevole invio di email apparentemente provenienti dalla societa’ Enel SpA nelle quali si invitava l’utente a visitare un link in cui erano presenti i dettagli di una bolletta per la fornitura di energia elettrica. Una volta “cliccato” sul link, si approdava ad un falso sito web della suddetta societa’ su cui era presente un pulsante tramite il quale scaricare il file della bolletta, ma in realta’ tale pulsante consentiva il download del malware sui pc delle vittime. E’ da evidenziare che sia le email fraudolente sia i falsi portali web erano ben costruiti e le informazioni in essi contenute erano scritte in perfetto italiano. Di seguito l’elenco dei falsi siti Enel ospitanti il malware: enel24.net, enel24.org, enelservizio.com, enelservizio.net, enel24.com, enel-elettrico.org, enel-elettrico.com, enel-elettrico.net, enelelettrico.org, enelelettrico.com, enelelettrico.net, enel-italia24.net, enel-italia24.com, enelitalia-servizio.net, enelitalia-servizio.org, enelitalia-servizio.com e enelitalia.net. Alcuni dei siti suelencati, tutti collocati all’estero, sono risultati attestati su server situati in Turchia e in Russia, pertanto gli investigatori del Servizio Polizia Postale hanno attivato la rete internazionale 24/7 High Tech Crime del G8 per richiederne la immediata chiusura. L’apporto fornito dai partner internazionali, in particolare dal Department of Cybercrime della polizia turca e dal Dipartimento K del Ministero degli Interni russo, e’ risultato determinante ed in poco tempo tutti i siti sono stati chiusi. .

(AGI) – Roma, 30 lug. – Un vasto incendio doloso nella pineta di Focene ha mandato in tilt ieri pomeriggio lo scalo di Fiumicino. Il 7 maggio scorso un rogo all’interno del Terminal C aveva gia’ pesantemente colpito le attivita’ dell’aeroporto. L’incendio sarebbe stato d’origine dolosa, con le fiamme che si sono propagate da piu’ punti diversi e anche lontani tra loro. Il traffico e’ ripreso dopo una sospensione dei decolli che ha procurato notevoli disagi ai passeggeri.

La Procura di Civitavecchia apre un’indagine sul rogo

L’Enac ha spiegato che “i voli in partenza sono stati interdetti in quanto la pista 2 e’ stata chiusa dalle ore 14:20 alle ore 15:45. La pista 3, quella solitamente dedicata agli atterraggi, e’ sempre stata operativa. La pista 1, invece, e’ rimasta chiusa per consentire le attivita’ di spegnimento dell’incendio”. Dalle 15,45 circa lo scalo ha ripreso lentamente a operare, ma con flussi ritardati per non interferire con i mezzi aerei utilizzati per lo spegnimento dell’incendio”.


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L’evento ha suscitato anche una decisa presa di posizione del presidente del Consiglio. Renzi ha telefonato al ministro dell’Interno Angelino Alfano per chiedere un’immediata verifica delle cause del rogo. Se l’incendio fosse effettivamente doloso sarebbe un atto gravissimo, che Renzi – riferiscono fonti della presidenza del Consiglio – ritiene intollerabile anche per le conseguenze sul turismo e sull’economia del Paese.

Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco impegnati con dieci squadre, due velivoli Canadair e tre elicotteri, in collaborazione con la Forestale. “Il fuoco si e’ esteso per centinaia di ettari attraversando anche via Coccia di morto e interessando le prime sterpaglie all’interno del sedime aeroportuale, quest’ultime subito spente dalla squadra straordinaria dell’aeroporto. Per fortuna la strada, il canale di bonifica pulito e la nuova pista ciclabile hanno fatto da tagliafuoco all’incendio” ha dichiarato il sindaco del comune di Fiumicino, Esterino Montino, che si dice convinto dell’origine dolosa del rogo. La superficie interessata, circa 40 ettari, ricade in un’area protetta di 16mila ettari.

Rogo nella pineta di Fiumicino, paralizzato trasporto aereo

Proprio stamattina, Alitalia aveva quantificato i danni subiti in conseguenza all’incendio divampato il 7 maggio: 80 milioni di euro. La recente riapertura del Terminal 3 ha infatti decretato la fine della fase di emergenza ma non la fine di numerosi problemi e limitazioni che hanno ancora pesanti effetti sulle operazioni aeroportuali. Alitalia potra’ calcolare l’ammontare totale dei danni subiti solo quando l’Aeroporto tornera’ a funzionare ai livelli pre-incendio. E’ l’unica compagnia aerea ad avere il proprio Hub a Fiumicino e sono di Alitalia il 50% circa del totale dei voli dell’aeroporto: “Abbiamo passato un periodo difficilissimo a causa di un evento che ci ha colpiti profondamente”, ha detto l’ad Silvano Cassano. “In questo periodo abbiamo rinunciato a qualsiasi polemica e ci siamo concentrati interamente sul servizio ai passeggeri, per ridurne i disagi”.

Ma Alitalia e’ determinata a ottenere il risarcimento dei danni subiti. “Il nostro e’ un piano di rilancio complesso, in uno dei settori a maggiore competizione in Italia e nel mondo”. “L’aeroporto di Fiumicino non e’ ancora un’infrastruttura adeguata a fungere da hub di una compagnia con le nostre ambizioni”. “I problemi di Fiumicino nascono da anni e anni di investimenti e pianificazione inadeguati e sono ormai strutturali, auspichiamo meno attenzione alla finanza e piu’ attenzione al mercato e alle esigenze dei passeggeri”. “Se Fiumicino continuera’ a puntare su compagnie low cost e servizi mediocri, Alitalia sara’ costretta a spostare la sua crescita altrove”. (AGI)

(AGI) – Roma, 30 lug. – Paolo Nespoli sara’ il prossimo astronauta italiana ad andare nello spazio. Lo apprende l’AGI da fonti aerospaziali russe a poche ore dalla comunicazione ufficiale che sara’ data dall’Agenzia Spaziale Italiana. Per il 58enne ingegnere aeronautico originario di Milano sara’ la terza missione, la seconda di lunga durata. La partenza dal segreto cosmodromo russo di Bajkonur in Kazakistan e’ prevista il 30 maggio 2017. A bordo della Soyuz MS-05, il cosmonauta russo Fyodor Yurchikhin, comandante della navicella, e l’astronauta della Nasa, Jack Fischer che come Nespoli ricoprira’ il ruolo di ingegnere di bordo. Yurchikhin e’ stato compagno di missione, la 36/37 ribattezzata Volare, di Luca Parmitano dal maggio al novembre 2013. Il primo volo di Nespoli risale al 23 ottobre 2007 a bordo dello Space Shuttle Discovery per una durata complessiva in orbita di 15 giorni 2 ore e 23 minuti. Il secondo al 15 dicembre 2010 con la Soyuz TMA-20. Il rientro avvenne il 24 maggio dell’anno seguente dopo 159 giorni 7 ore e 17 minuti trascorsi nello spazio. Paolo Nespoli diventera’ anche l’astronauta europeo piu’ anziano ad andare nello spazio. Il 6 aprile del 2017 festeggera’ i 60 anni. Il primato per il momento appartiene al francese Jean Loup Chre’tien che nel 1997 si reco’ sulla Mir con lo Space Shuttle Altantis dopo tre missioni con la Soyuz. Nespoli fa parte del nutrito gruppo di astronauti italiani dell’Asi ancora in attivita’, il piu’ numeroso d’Europa, che comprende anche Paolo Vittori, Luca Parmitano, (rientrato dalla sua prima missione nel novembre 2013) e Samantha Cristoforetti (rientrata sulla terra lo scorso 11 giugno). .