Newsletter
Flag Counter
Facebook Page
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Cronaca

(AGI) – Roma, 5 ago. – Due cittadini romeni, di 34 anni e 35 anni, entrambi con precedenti e senza fissa dimora, sono stati arrestati per violenza sessuale e sequestro di persona ai danni di una ragazza polacca di 24 anni dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Ostia. La sera dello scorso 1* agosto, la donna, con evidenti segni di violenza su tutto il corpo, ha chiesto aiuto entrando in un ristorante situato a ridosso della pineta di Castelfusano. Subito sono stati allertati i soccorsi e i Carabinieri hanno acquisito la descrizione dei due malviventi e hanno dato inizio ad una vera e propria ‘caccia all’uomo’ con massicci controlli all’interno della pineta, riuscendo ad individuare la baracca dove era avvenuta la violenza. La vittima, da qualche anno in Italia e senza una fissa dimora nella Capitale, ha raccontato che la mattina del 31 luglio si era diretta alla stazione della metropolitana Lido Centro in attesa di un autobus per recarsi all’Eur. Qui, i due uomini, vedendola in difficolta’, le si sono avvicinati e si sono offerti di accompagnarla. Con delle scuse, i due malviventi l’hanno indotta a seguirli e, fatte poche centinaia di metri in direzione di Castelfusano, l’hanno aggredita e trascinata in una baracca all’interno della pineta di Ostia. Qui la donna e’ stata violentata e picchiata, costretta a rimanere segregata dai due malviventi per due giorni: solo approfittando di un momento di distrazione dei suoi aguzzini e’ riuscita a scappare e a chiedere aiuto. Dalle indagini svolte, i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Ostia sono riusciti ad identificare i due uomini, gia’ noti alle forze dell’ordine, e li hanno assicurati alla giustizia. Durante la mattinata e’ stato arrestato il primo che si stava nascondendo nella pineta, mentre poche ore dopo hanno arrestato anche il secondo bloccandolo ad una fermata dell’autobus vicino alla stazione metro Lido Centro. I due arrestati sono stati portati nel carcere di Regina Coeli, a disposizione dell Autorita’ Giudiziaria, e dovranno rispondere del reato di violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona e lesioni personali. (AGI) .

(AGI) – Chieti, 5 ago. – Avrebbe violentato la figlia di 8 anni per circa un anno. Il padre orco e’ un 46enne residente in un comune della Val di Sangro (in provincia di Chieti) arrestato stamani con l’accusa di violenza sessuale. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Rosaria Vecchi e condotte dal nucleo operativo del Comando dei carabinieri di Atessa, hanno accertato come l’indagato, dal 2014, abbia ripetutamente abusato della bambina. Vere e proprie violenze che sarebbero andate avanti fino alla scorsa primavera. La piccola, che manifestava frequenti disagi psicologici e malesseri fisici, si sarebbe confidata con le insegnanti che hanno poi segnalato il caso alla Procura. Durante le indagini gli inquirenti si sono avvalsi dell’ausilio di uno psicologo infantile. Il gip del Tribunale di Lanciano (Chieti) Massimo Canosa, ha quindi ritenuto sussistente il grave quadro indiziario a carico dell’indagato, applicando all’uomo la misura cautelare in carcere poiche’ unica idonea ad interrompere la convivenza tra l’indagato e la figlia, e proporzionata all’estrema gravita’ dei fatti, alla negativa personalita’ del 46enne. L’uomo era’ stato gia’ condannato in passato sempre per violenze sessuali su minori. (AGI) .

(AGI) – Venezia, 5 ago. – E’ di tre vittime, probabilmente tutte straniere, il tragico bilancio della frana che ieri sera ha colpito il Cadore dopo una precipitazione intensa che ha fatto smuovere una massa di terra e fango, causando – oltre ai morti – anche danni a strade, case, negozi e impianti sciistici. Sul posto, da ieri sera, si sono recati in maniera tempestiva le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, il soccorso alpino e la protezione civile, oltre ai tecnici dell’Anas e di Veneto Strade, impegnati a riaprire al traffico la statale 51 d’Alemagna, che porta fino a Cortina d’Ampezzo, resa nuovamente percorribile nella notte, e la regionale 48 nel tratto fra Auronzo e Misurina, su cui si viaggia a senso unico alternato.

Frana in Cadore: Anas, riaperta da stanotte Statale ‘Alemagna’

Le tre vittime sono state ritrovate tutte nella zona di San Vito di Cadore, dove il fenomeno e’ stato piu’ intenso e ha coinvolto il Ru Secco, nel cui greto e’ stato trovato il primo corpo, che verosimilmente appartiene al marito di una turista della Repubblica Ceca, salvata nella notte dai soccorsi: l’auto in cui i due stavano dormendo e’ stata travolta dal fango e dai sassi. Gli altri due corpi sono stati trovati nella zona del cimitero e appartengono a una ragazza di circa 14anni e ad un altro uomo. Mentre a Roma il deputato del Pd Roger De Menech, originario proprio del Bellunese, si e’ messo in contatto con Palazzo Chigi per far dichiarare lo stato d’emergenza e mentre lo stesso premier Matteo Renzi segue, attraverso i canali della Protezione Civile, l’evolversi della situazione, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, si rechera’ in serata a San Vito di Cadore. “Purtroppo episodi di questi tipo – osserva Zaia – si stanno ripetendo con insistente frequenza su tutto il territorio nazionale a causa dei cambiamenti climatici, ma anche di un colpevole disinteresse verso il territorio. La vera emergenza nazionale, da aggredire senza se e senza ma, e’ la messa in sicurezza del suolo e la prevenzione del rischio idrogeologico”. (AGI) .

(AGI) – Palermo, 5 ago. – Quattro scosse sismiche si sono susseguite la notte scorsa nella Sicilia centro-occidentale, tra le province di Palermo e Enna, dove non si segnalano danni a persone o cose. La piu’ forte ha avuto magnitudo 3.1 e si e’ prodotta all’1.36 a una profondita’ di 18 chilometri tra i centri abitati di Villarosa (Enna) e Alimena (Palermo), distante il primo 6 e il secondo 7 chilometri dall’epicentro. Era stata preceduta, all’1.14, da un primo evento di magnitudo 2.2 ed e’ stata seguita da repliche di magnitudo 2.1 e 2.2, verificatesi alle 2.01 e alle 2.04. Tutti e tre questi fenomeni sono stati localizzati a circa 38 chilometri di profondita’ e sono stati rilevati solo a livello strumentale. (AGI)

(AGI) – Venezia, 5 ago. – E’ di tre vittime, probabilmente tutte straniere, il tragico bilancio della frana che ieri sera ha colpito il Cadore dopo una precipitazione intensa che ha fatto smuovere una massa di terra e fango, causando – oltre ai morti – anche danni a strade, case, negozi e impianti sciistici. Sul posto, da ieri sera, si sono recati in maniera tempestiva le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, il soccorso alpino e la protezione civile, oltre ai tecnici dell’Anas e di Veneto Strade, impegnati a riaprire al traffico la statale 51 d’Alemagna, che porta fino a Cortina d’Ampezzo, resa nuovamente percorribile nella notte, e la regionale 48 nel tratto fra Auronzo e Misurina, su cui si viaggia a senso unico alternato. Le tre vittime sono state ritrovate tutte nella zona di San Vito di Cadore, dove il fenomeno e’ stato piu’ intenso e ha coinvolto il Ru Secco, nel cui greto e’ stato trovato il primo corpo, che verosimilmente appartiene al marito di una turista della Repubblica Ceca, salvata nella notte dai soccorsi: l’auto in cui i due stavano dormendo e’ stata travolta dal fango e dai sassi. Gli altri due corpi sono stati trovati nella zona del cimitero e appartengono a una ragazza di circa 14anni e ad un altro uomo. Mentre a Roma il deputato del Pd Roger De Menech, originario proprio del Bellunese, si e’ messo in contatto con Palazzo Chigi per far dichiarare lo stato d’emergenza e mentre lo stesso premier Matteo Renzi segue, attraverso i canali della Protezione Civile, l’evolversi della situazione, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, si rechera’ in serata a San Vito di Cadore. “Purtroppo episodi di questi tipo – osserva Zaia – si stanno ripetendo con insistente frequenza su tutto il territorio nazionale a causa dei cambiamenti climatici, ma anche di un colpevole disinteresse verso il territorio. La vera emergenza nazionale, da aggredire senza se e senza ma, e’ la messa in sicurezza del suolo e la prevenzione del rischio idrogeologico”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 ago. – Dal 2006 al 31 ottobre 2014, “sono 2.060 i giornalisti minacciati dalle mafie, con un costante incremento che ha registrato il suo picco nei primi dieci mesi dell’anno scorso, 421 atti di violenza o di intimidazione, quasi tre ogni due giorni”. A denunciarlo e’ la Relazione (approvata stamattina all’unanimita’) del Comitato della Commissione parlamentare antimafia dedicato a “Mafia, giornalisti e mondo dell’informazione”. Oltre 80 pagine fitte di numeri, testimonianze e vicende spesso poco conosciute, in cui si stigmatizza anche la sostanziale “impunita'” di certi comportamenti: “pochissimi – si legge nella Relazione – gli episodi in cui gli autori di minacce o violenze siano stati identificati, giudicati e condannati”. Accanto ai metodi piu’ diretti e, spesso, brutali, la Relazione sottolinea “il ricorso sempre piu’ frequente ad un uso spregiudicato e intimidatorio di alcuni strumenti del diritto”, in primis le querele e le azioni civili per danni “dove la temerarieta’ e’ solo apparente, visto che in questi casi l’obiettivo dell’azione giudiziaria contro il giornalista e’ quello di indurre quel giornalista a comportamenti e scritture piu’ ‘rispettosi'”. Milena Gabanelli, ad esempio, ha raccontato al Comitato di aver ricevuto citazioni in giudizio per oltre 250 milioni di euro (137 da una sola multinazionale della telefonia) a fronte di una sola causa persa per 30 mila euro. Ne’ va sottovalutata la “violenza piu’ subdola, ma non meno dolente, che si manifesta attraverso le condizioni di estrema precarieta’ contrattuale e economica di quasi tutti i giornalisti minacciati”. Molti di loro, “a fronte di un devastante repertorio di intimidazioni (pallottole per posta, auto bruciate, minacce verbali) hanno ammesso di lavorare per pochi euro ad articolo, spesso senza contratto e con editori raramente disponibili ad andare oltre a una solidarieta’ di penna e di facciata”. Un altro aspetto del problema indagato dalla Commissione attraverso 34 audizioni e’ quello dell’informazione “contigua, compiacente o persino collusa con le mafie. Perche’ se e’ vero che gli episodi di compiacenza a volte sono il prodotto delle minacce subite, e’ pur vero che esiste un reticolo di interessi criminali che ha trovato in alcuni mezzi di informazione e in alcuni editori un punto di saldatura e di reciproca tutela”. Non solo: “accanto a un numero crescente di giornalisti minacciati – accusa il Comitato – sopravvivono alcune sacche di informazione reticente. Di editori attenti a pretendere il silenzio delle loro redazioni su fatti o nomi ‘innominabili’. E di direttori che si prestano a sorvegliare, condizionare o redarguire quelle redazioni. Casi poco numerosi, per fortuna, ma non del tutto isolati”. “Il dato positivo – conclude la Relazione – e’ la determinazione con cui una nuova generazione di giornalisti ritiene che la funzione etica del loro mestiere non possa essere svilita da condizioni di lavoro a volte umilianti ne’ dai rischi, dalle minacce, dall’isolamento. Giornalisti poco conosciuti, schivi, generosi, determinati”, che continuano a svolgere quotidianamente il loro lavoro e che sono i piu’ degni eredi degli 11 uccisi nel nostro Paese (9 proprio dalle mafie). “La Relazione – ha ricordato Rosy Bindi, presidente della Commissione antimafia – e’ il frutto di due anni di lavoro, ed e’ la prima volta nella storia della Commissione che viene fatta un’indagine di questo tipo. Ma e’ un tema su cui continueremo a tenere alta l’attenzione perche’, purtroppo, la lista degli giornalisti minacciati si allunga ogni giorno. Saviano? Non ha raccolto l’invito ad essere ascoltato, ma bisogna anche ricordare che vive buona parte dell’anno negli Usa. Del resto lui, come Milena Gabanelli, sono persone in prima linea, che fanno un lavoro straordinario di cui siamo debitori ma la Relazione e’ dedicata a tutti i cronisti, ed e’ importante che vi si trovino nomi poco noti, non alla ribalta, cronisti che magari vivono sotto scorta (attualmente una ventina, ndr) , senza contratto per questo piu’ fragili”. Anche Claudio Fava, vicepresidente della Commissione, coordinatore del Comitato su mafia e informazione, ha sottolineato il ruolo dei freelance, “professionisti che in altri Paesi sono figura centrale dell’informazione e che da noi lavorano senza alcuna tutela professionale, magari per 3 o 4 euro a pezzo, lontano dai riflettori e alla periferia dell’impero, vittime di intimidazioni di ogni tipo. Non aver ancora normato contrattualmente la loro figura e’ una lacuna grave, cui deve essere posto rimedio al piu’ presto”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 ago. – La strada statale 51 di Alemagna e’ stata riaperta al transito fin da stanotte grazie al lavoro del personale del compartimento Anas di Venezia, impegnato per diverse ore dopo che una frana ha colpito l’area del Cadore, a seguito di un violento nubifragio. In particolare, la riapertura – spiega l’Anas – e’ avvenuta completamente intorno a mezzanotte e dalle prime ore di questa mattina Anas ha eliminato anche il presidio fisso di assistenza alla viabilita’ poiche’ la circolazione e’ ritornata regolare. Il lavoro costante del personale Anas del Veneto ha permesso di fronteggiare in tempi rapidi l’emergenza maltempo. Ieri sera, verso le ore 21, si e’ verificata una bomba d’acqua sul medio corso del Boite, che ha provocato la contemporanea attivazione di tre colate detritiche di grandi dimensioni che hanno variamente coinvolto la SS 51, che e’ stata chiusa in via precauzionale e poi riaperta verso mezzanotte. In particolare, in corrispondenza della frana di Borca di Cadore la movimentazione della colata detritica del monte Antelao ha fatto scattare il sistema di allarme e la connessa procedura di protezione civile, con interdizione automatica del traffico mediante semaforo sulla statale 51. La viabilita’ e’ rimasta chiusa per circa 50 minuti e, a seguito dell’intervento di personale e imprese di Anas, intorno alla mezzanotte e’ stata riaperta con guardiania. Inoltre, in corrispondenza del Ponte sul Rio Rudan nel comune di Vodo di Cadore, si e’ verificata una colata detritica di circa 50mila metri cubi che e’ stata contenuta dalle opere di protezione realizzate dai Servizi Forestali Regionali e dalle arginature e dai rinforzi strutturali predisposti da Anas nell’ambito dei lavori di sistemazione dell’alveo e del ponte di propria competenza, appaltati nell’ambito del Decreto del Fare 1 e di recente ultimati. Dalla mezzanotte il transito sulla statale 51 e’ stato garantito mediante sensi unici alternati, anche in considerazione della chiusura della strada regionale 48 delle Dolomiti. Intorno a mezzanotte il personale dell’Anas ha ultimato le operazioni di messa in sicurezza e pulizia del piano viabile e la strada e’ stata completamente riaperta al transito. Infine, Anas comunica che per consentire una maggiore fluidita’ della circolazione nella zona del Cadore a partire dalle ore 16 di oggi sara’ ripristinato il transito sul ponte Cadore, dove erano in corso lavori programmati di manutenzione straordinaria e vigeva un restringimento di carreggiata dal km 67,000 al km 68,500 nel territorio di Perarolo di Cadore. (AGI) .

(AGI) – Sassuolo (Mo), 5 ago.- Lutto cittadino domani a Sassuolo, per ricordare le sorelline marocchine di 9 e 18 anni morte ieri annegate durante un tragico bagno sul Secchia in compagnia di altre due sorelle. Annullata gia’ ieri sera la festa in piazza Garibaldi del Sassuolo Calcio, per la presentazione della squadra e delle nuove maglie della stagione. Sassuolo e’ in lutto, e ancora incredulo si interroga sulla tragedia accaduta ieri attorno all’ora di pranzo: stabili in ospedale a Baggiovara le condizioni della terza sorella, 21 anni, che ha rischiato di annegare, in rianimazione con prognosi riservata. A dare l’allarme, una quarta sorellina di 11 anni, che e’ riuscita a raggiungere un addetto alla manutenzione dell’impianto che sfrutta l’energia del fiume. L’uomo e’ corso e ha telefonato subito alla polizia municipale: sul posto, secondo quanto riferito dalla stessa municipale, sono arrivati cinque agenti, in quattro si sono poi tuffati in acqua e sono riusciti a riportare a riva la ragazza di 21 anni la cui testa affiorava ancora. Resta un mistero perche’ le quattro sorelle, nonostante i cartelli con il divieto di balneazione, si siano spinte fino a quel tratto un po’ nascosto del fiume, dove l’acqua e’ alta piu’ di sei metri, raggiungibile grazie a un sentiero ciclabile pedonale. (AGI)

(AGI) – Roma, 5 ago. – Caldo intenso e afa in aumento fino al week end, poi sara’ piu’ fresco ma con la previsione di fortissimi temporali. Acheronte ha i giorni contati: il super-caldo durera’ fino al weekend. La redazione web del sito www.ilmeteo.it segnala che “l’aria calda pompata direttamente dal deserto sahariano, fara’ schizzare le temperature massime fino a 37-38� al nord, al centro e in Campania, con sensazione di afa anche intensa, che fara’ percepire temperature ancora piu’ alte. Fara’ meno caldo sul resto del sud, dove ci saranno rovesci sparsi su Calabria e Sicilia”. Ma tutto cambiera’ nel corso del week end, quando Acheronte cedera’ il suo dominio con l’arrivo di aria fresca atlantica, portata da una depressione che sembra avere tutta l’intenzione di entrare nei nostri mari. Antonio Sano’, direttore del sito www.ilmeteo.it, sottolinea che “lo scontro tra l’aria fresca in arrivo e quella calda preesistente sara’ un mix micidiale per la formazione di fortissimi temporali, nubifragi con grandinate e possibili trombe d’aria. Fenomeni che sabato e poi domenica si abbatteranno su Piemonte, Lombardia, Emilia occidentale, Toscana, Appennini e zone interne. Il tempo migliorera’ con l’inizio della prossima settimana, in attesa di un nuovo peggioramento attorno a meta’ agosto”. (AGI) .

(AGI) – Catanzaro, 5 ago. – Nuovi avvisi di garanzia della Procura della Repubblica di Catanzaro, a carico di 10 persone, tra cui calciatori e dirigenti di societa’ sportive, ritenute responsabili di aver partecipato all’alterazione dei risultati delle partite di calcio, Tuttocuoio – Gubbio, Santarcangelo – Ascoli, Gubbio – Santarcangelo, L’Aquila – Grosseto e Juve Stabia-Vigor Lamezia, tutte del campionato di Lega Pro – gironi B e C anno 2014/2015. Alcuni degli indagati erano gia’ stati colpiti da avvisi di garanzia nell’ambito dell’operazione Dirty Soccer, eseguita nello scorso mese di maggio, mentre alle nuove persone sottoposte a indagine e’ stata contestata la frode in competizioni sportive aggravata dall’essere oggetto di concorsi pronostici e scommesse. L’alterazione del risultato delle partite, infatti, aveva come fine l’illecito guadagno conseguente alle scommesse sul risultato. Gli indagati sono Ercole Di Nicola, direttore sportivo dell’Aquila all’epoca dei fatti; Raffaele Pietanza, uomo di fiducia di Massimiliano Carluccio, gia’ indagato nelle precedenti tranche dell’operazione; Vito Falconieri e Michele Nardi, ex calciatori del Santarcangelo; Felice Bellini, dirigente sportivo, e Sebastiano La Ferla, suo uomo di fiducia; Mauro Ulizio, ex direttore generale del Monza ed ex ‘socio occulto’ e direttore generale di fatto della Pro Patria; Tanja Djodrjevic, persona di fiducia del finanziatore delle combine Uros Milosavljevic; Massimiliano Solidoro, ex collaboratore tecnico del Savona; Andrea Bagnoli, procuratore, agente Fifa e dirigente del Tuttocuoio all’epoca dei fatti. Durante le indagini sono state accertate ulteriori combine nelle partite di Lega Pro, gironi B e C, Tuttocuoio-Gubbio (29/3/2015), Santarcangelo-Ascoli (25/4/2015), Gubbio Santarcangelo (19/4/2015), L’Aquila-Grosseto (3/5/2015) e Juve Stabia-Vigor Lamezia (3/5/2015). Gli indagati sono ritenuti responsabili del reato di frode nelle competizioni di calcio oggetto di concorso pronostici e/o scommesse. (AGI) .