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Cronaca

(AGI) – Roma, 2 lug. – Nessuna violenza sessuale. Solamente un rapporto consensuale. Si sarebbe difeso cosi’ Giuseppe Franco, il militare della Marina accusato di aver stuprato l’altra notte una sedicenne in un parco a due passi dalla cittadella giudiziaria di piazzale Clodio. Una tesi che non ha per nulla convinto il pm Eugenio Albamonte che ha chiesto al gip la convalida del fermo per violenza sessuale e per il reato di sostituzione di persona visto che l’uomo si era spacciato per poliziotto. L’uomo, fingendosi poliziotto, con il pretesto di infliggere una sanzione alla giovane, in quanto l’aveva vista bere birra assieme a due coetanee, le aveva intimato di mostrargli i documenti e di seguirlo al commissariato per gli accertamenti. A quel punto pero’, il sedicente poliziotto, dopo aver assicurato a un palo la bicicletta con cui era arrivato sul posto, l’ha condotta, a piedi, in via Teulada e, all’altezza del parcheggio di via Casale Strozzi, l’ha trascinata con forza nel parchetto sito nelle vicinanze e ha abusato di lei. Al termine del rapporto l’uomo ha accompagnato la ragazza in via Bafile, dove poco prima l’aveva avvicinata, ma, scorgendo la presenza di un adulto, ha iniziato a correre ed e’ riuscito a dileguarsi. Le indagini, immediatamente avviate dagli uomini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, hanno consentito di ricostruire la dinamica della vicenda e il percorso effettuato dal fermato assieme alla vittima. E’ stato, in particolare, predisposto un servizio di appostamento continuativo nei pressi del luogo ove era stata parcheggiata la bicicletta utilizzata dal violentatore per i suoi spostamenti, fin quando, poco dopo l’una di notte, una persona, successivamente identificata per il fratello del fermato, e’ stato sorpreso mentre tentava di recuperare il mezzo. Il giovane, dopo una prolungata reticenza e improbabili scuse per giustificare la sua presenza in quel luogo e a quell’ora, ammetteva che la bicicletta era stata parcheggiata li’ la sera precedente dal fratello. Immediatamente sono iniziate le ricerche di quest’ultimo, il quale veniva poi trovato proprio in casa del fratello. G.F., appartenente al Ministero della Difesa – in forza presso l’Arsenale della Marina – e’ stato riconosciuto – senza alcun dubbio – dalla vittima quale autore della violenza subita la sera precedente. Ulteriori elementi a riscontro dei fatti sono stati forniti dalle videocamere di sorveglianza di uno degli esercizi commerciali presenti lungo la via di fuga, che ritraevano un soggetto dalle fattezze compatibili con il fermato, mentre si allontanava dal luogo inseguito da quattro persone. A ulteriore riscontro, sono state, inoltre, acquisite diverse testimonianze, che confermavano quanto gia’ narrato della vittima e delle sue amiche. Nel corso della perquisizione effettuata presso la dimora del fermato, sono stati rinvenuti e sequestrati un paio di pantaloncini, appena lavati, e corrispondenti a quelli descritti dalla vittima e indossati dall’indagato la sera della violenza. Visti gli elementi di prova raccolti e il pericolo di fuga, G.F. e’ stato sottoposto a fermo. da parte degli agenti della IV Sezione “Reati sessuali e in danno di minori” della Squadra Mobile e messo a disposizione dell’autorita’ giudiziaria competente per la successiva convalida. Il fratello del malvivente e’ stato denunciato in stato di liberta’ per il reato di favoreggiamento personale. (AGI)

(AGI) – Napoli, 2 lug. – Ancora spari a via Oronzo Costa, nel centro storico di Napoli, dove a inizio settimana sono stati feriti tre minorenni e l’altra notte qualcuno ha preso di mira una abitazione con colpi di pistola. Questa notte e’ stato ucciso Emanuele Sibillo, 20 anni, pregiudicato. Sul luogo, nel cuore di Forcella, la polizia ha trovato 13 bossoli di tre calibri diversi. Il cadavere presentava una ferita provocata da un solo colpo alla schiena. Non ci sono testimoni. Sibillo era latitante dal 9 giugno scorso, quando ci fu un blitz contro i clan di Forcella.

Emanuele Sibillo era rampollo di una delle cosche che si contendono il controllo delle attivita’ illegali nel centro di Napoli, ed era sfuggito al blitz del 9 giugno, con 64 misure cautelari che tra l’altro riguardavano anche indagati che avevano commesso reati da minorenni, la cosiddetta “paranza dei bambini” di Forcella. Tra i reati a lui contestati, l’associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione, ed era anche coinvolto nell’omicidio di un ragazzo davanti ad una discoteca del litorale flegreo che non aveva una sigaretta ad un elemento del clan. (AGI) .

(AGI) – Roma, 1 lug. – Umberto Bossi e’ da qualche ora ricoverato al Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” per la frattura scomposta di radio e ulna del braccio sinistro che si e’ procurato a seguito di una accidentale caduta avvenuta questo pomeriggio nel cortile a Montecitorio. Dopo un primo soccorso presso l’infermeria della Camera dei Deputati, l’ex leader della Lega e’ stato accompagnato presso il Pronto Soccorso del Gemelli dove gli esami radiologici effettuati hanno diagnosticato la frattura del polso dell’arto superiore sinistro. Bossi e’ affidato alle cure del professor Giuliano Cerulli, Direttore dell’Unita’ Operativa Complessa di Ortopedia e traumatologia del Policlinico Gemelli. .

(AGI) – Roma, 1 lug. – Nessuna violenza sessuale. Solamente un rapporto consensuale. Si sarebbe difeso cosi’ Giuseppe Franco, il militare della Marina accusato di aver stuprato l’altra notte una sedicenne in un parco a due passi dalla cittadella giudiziaria di piazzale Clodio. Una tesi che non ha per nulla convinto il pm Eugenio Albamonte che ha chiesto al gip la convalida del fermo per violenza sessuale e per il reato di sostituzione di persona visto che l’uomo si era spacciato per poliziotto.

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Il 31enne Giuseppe Franco con il pretesto di infliggere una sanzione alla giovane, in quanto l’aveva vista bere birra assieme a due coetanee, le aveva intimato di mostrargli i documenti e di seguirlo al commissariato per gli accertamenti. A quel punto pero’, il sedicente poliziotto, dopo aver assicurato a un palo la bicicletta con cui era arrivato sul posto, l’ha condotta, a piedi, in via Teulada e, all’altezza del parcheggio di via Casale Strozzi, l’ha trascinata con forza nel parchetto sito nelle vicinanze e ha abusato di lei. Al termine del rapporto l’uomo ha accompagnato la ragazza in via Bafile, dove poco prima l’aveva avvicinata, ma, scorgendo la presenza di un adulto, ha iniziato a correre ed e’ riuscito a dileguarsi.

Le indagini, immediatamente avviate dagli uomini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, hanno consentito di ricostruire la dinamica della vicenda e il percorso effettuato dal fermato assieme alla vittima. E’ stato, in particolare, predisposto un servizio di appostamento continuativo nei pressi del luogo ove era stata parcheggiata la bicicletta utilizzata dal violentatore per i suoi spostamenti, fin quando, poco dopo l’una di notte, una persona, successivamente identificata per il fratello del fermato, e’ stato sorpreso mentre tentava di recuperare il mezzo. Il giovane, dopo una prolungata reticenza e improbabili scuse per giustificare la sua presenza in quel luogo e a quell’ora, ammetteva che la bicicletta era stata parcheggiata li’ la sera precedente dal fratello. Immediatamente sono iniziate le ricerche di quest’ultimo, il quale veniva poi trovato proprio in casa del fratello. G.F., appartenente al Ministero della Difesa – in forza presso l’Arsenale della Marina – e’ stato riconosciuto – senza alcun dubbio – dalla vittima quale autore della violenza subita la sera precedente. Ulteriori elementi a riscontro dei fatti sono stati forniti dalle videocamere di sorveglianza di uno degli esercizi commerciali presenti lungo la via di fuga, che ritraevano un soggetto dalle fattezze compatibili con il fermato, mentre si allontanava dal luogo inseguito da quattro persone.

A ulteriore riscontro, sono state, inoltre, acquisite diverse testimonianze, che confermavano quanto gia’ narrato della vittima e delle sue amiche. Nel corso della perquisizione effettuata presso la dimora del fermato, sono stati rinvenuti e sequestrati un paio di pantaloncini, appena lavati, e corrispondenti a quelli descritti dalla vittima e indossati dall’indagato la sera della violenza. Visti gli elementi di prova raccolti e il pericolo di fuga, G.F. e’ stato sottoposto a fermo. da parte degli agenti della IV Sezione “Reati sessuali e in danno di minori” della Squadra Mobile e messo a disposizione dell’autorita’ giudiziaria competente per la successiva convalida. Il fratello del malvivente e’ stato denunciato in stato di liberta’ per il reato di favoreggiamento personale. (AGI)

(AGI) – Roma, 1 lug. – Doppia operazione contro il terrorismo internazionale e per la prima volta compare in Italia una cellula di affiliati all’Isis composta anche da italiani convertiti all’Islam.

Due le inchieste partite dalle procure di Milano e Roma: la prima condotta dalla Polizia di Stato con la Digos e la seconda dal Ros dei carabinieri. Dieci gli arresti ordinati dai magistrati milanesi. In manette 4 italiani, 5 albanesi e un canadese, accusati a vario titolo di associazione con finalita’ di terrorismo e organizzazione di trasferimenti per finalita’ di terrorismo.

Si tratta di appartenenti a due famiglie poi imparentatesi tra di loro: al centro la figura di Maria Giulia Sergio, 28 anni, ovvero Fatima dopo essersi convertita in seguito al matrimonio con un uomo di fede islamica, Aldo Kobuzi, e trasferitasi con lui in Siria. E’ stata lei a convincere la madre, il padre e la sorella ad abbracciare la causa della jihad.

Perquisizioni e arresti anche a Bergamo, Grosseto e in Albania. Intercettati anche i contatti con un coordinatore del reclutamento dell’Isis che agiva dalla Turchia e organizzava i trasferimenti in Siria: lui, e altre persone vicine a lui – secondo gli inquirenti – sono in grado di “parlare in diverse lingue straniere e di smistare tutti coloro che vogliono unirsi al Califfato”.

E’ la prima indagine sullo Stato Islamico in Italia, tra le prime in Europa, ha spiegato il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, secondo il quale la cellula “non progettava attentati in Italia” ma gli affiliati erano pronti a trasferirsi in Siria.

Due maghrebini invece sono stati arrestati a Roma, accusati di associazione con finalita’ di terrorismo internazionale aggravata dalla transnazionalita’ del reato. Un terzo indagato e’ gia’ detenuto per reati di terrorismo in Marocco.

L’indagine e’ la prima in Italia riguardante uno dei forum affiliati ad al-Qaida, creati a partire dalla prima meta’ degli anni 2000 da simpatizzanti dell’organizzazione fondata da bin Laden. Il tunisino Ahmed Masseoudi aveva registrato presso una societa’ statunitense il dominio “i7ur.com”, acronimo arabo di “Ashak al-Hur”, in italiano “Amanti delle vergini”, denominazione fortemente simbolica, in quanto le Hur sono le vergini assegnate in Paradiso ai martiri morti in battaglia. “Non e’ emerso – scrive il gip Stefano Aprile nell’ordinanza di custodia – che i membri dell’associazione che gestisce il forum abbiano progettato un attentato, in Italia o in altri Paesi” ma il forum alternava a contenuti prettamente “ideologici” altri piu’ specificamente “operativi”, come testi apologetici del terrorismo e commenti inneggianti agli autori di attentati terroristici al fine di indurre il compimento di altri.

Terrorismo: blitz dei Ros contro jihadisti italiani

“Oggi e’ una giornata importante contro il terrorismo”, ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, parlando di due “grandi operazioni” con le quali “forze di polizia e magistratura hanno duramente colpito cellule terroristiche presenti in Italia”. “L’operazione condotta a Milano, in particolare – spiega il ministro – si caratterizza per avere individuato un intero nucleo familiare, collegato con una rete ‘amicale’, composto da persone che si sono prima convertite, poi arruolate, e delle quali alcune sono gia’ partite e altre erano in procinto di farlo per combattere in terra straniera. Tra queste la giovane italiana Maria Luisa Sergio, che gia’ nel 2014, con il marito albanese, si trovava in Siria come combattente”.

Alfano sottolinea “l’alto livello di professionalita’ espresso dalla magistratura inquirente e dagli investigatori italiani a cui, come governo, abbiamo fornito strumenti normativi e risorse, umane e tecnologiche, per contrastare la minaccia terroristica al massimo delle possibilita'”.

E il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, esprime “vivo compiacimento” e dice che “il costante impegno” delle forze dell’ordine, “seppur svolto spesso in condizioni difficili”, e “la sinergia con le procure che operano sui territori e l’attivita’ informativa svolta dal nostro comparto intelligence, costituiscono la migliore garanzia possibile per il contrasto al pericolo del terrorismo islamico”.

Mentre il vicepresidente del Copasir, Giuseppe Esposito, aggiunge “non e’ il momento di festeggiare, ne’ di cantar vittoria. Con modalita’ differenti, nuovi metodi di combattimento e diverse strategie, bisogna ormai prendere atto che e’ in corso quella che potrebbe definirsi una terza guerra mondiale”. (AGI)

(AGI) – Milano, 1 lug. – Doppia operazione contro il terrorismo internazionale e per la prima volta compare in Italia una cellula di affiliati all’Isis, composta anche da italiani convertiti all’Islam. Due le inchiesta partite dalle procure di Milano e Roma e condotte la prima della Polizia di Stato con la Digos e la seconda dai Ros dei Carabinieri. Dieci gli arresti ordinati dai magistrati milanesi: “e’ la prima indagine sullo Stato Islamico in Italia, tra le prime in Europa”. Ha spiegato il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli secondo il quale la cellula “non progettavano attentati in Italia” ma gli affiliati erano pronti a trasferirsi in Siria. Gli arrestati sono 4 italiani, 5 albanesi e un canadese, accusati a vario titolo di associazione con finalita’ di terrorismo e organizzazione di trasferimenti per finalita’ di terrorismo. Si tratta di appartenenti a due due famiglie poi imparentatesi tra di loro. Al centro la figura di Maria Giulia Sergio, 28 anni, (Fatima) convertitasi dopo aver sposato un uomo di fede islamica Aldo Kobuzi, e trasferitasi con lui in Siria. E’ stata lei a convincere a sposare la causa della jihad la madre, il padre e la sorella, arrestati oggi insieme ad altri arresti tra i quali una zia Kobuzi. Perquisizioni e arresti anche a Bergamo, Grosseto e in Albania.

Intercettati anche i contatti con un coordinatore del reclutamento dell’Isis che agiva dalla Turchia e organizzava i trasferimenti in Siria. Due maghrebini invece sono stati arrestati dai Ros a Roma, accusati di associazione con finalita’ di terrorismo internazionale aggravata dalla transnazionalita’ del reato. Un terzo indagato e’ gia’ detenuto per reati di terrorismo in Marocco. L’indagine e’ la prima in Italia riguardante uno dei forum affiliati ad al-Qaida, creati a partire dalla prima meta’ degli anni 2000 da simpatizzanti dell’organizzazione fondata da Bin Laden, al fine di sostenerne il programma terroristico. Lo scopo di tali forum – spiegano gli investigatori – e’ di “diffondere l’ideologia di al-Qaida allo scopo di formare nuovi proseliti”.

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Il tunisino Ahmed Masseoudi, aveva registrato presso una societa’ statunitense il dominio “i7ur.com”, acronimo arabo di “Ashak al-Hur”, in italiano “Amanti delle vergini”, denominazione fortemente simbolica, in quanto le Hur sono le vergini assegnate in Paradiso ai martiri morti in battaglia. Secondo gli investigatori, il forum offriva “una serie di contenuti, da quelli prettamente ideologici, quali video dei leader di al-Qaida o fatwe emesse da ulema affiliati all’organizzazione, a quelli piu’ specificamente operativi, come testi apologetici del terrorismo, commenti inneggianti agli autori di attentati terroristici al fine di indurre il compimento di altri, sia in Occidente, sia nei Paesi musulmani i cui governi sono ritenuti ‘apostati'”.

(AGI) – Roma, 1 lug. – “Con la giunta guidata dall’allora sindaco Gianni Alemanno si registra l’esplosione del fatturato delle cooperative che ruotavano attorno alla figura di Salvatore Buzzi”. Lo ha messo in evidenza il capo della procura di Roma Giuseppe Pignatone nel corso della sua audizione davanti alla commissione Antimafia su ‘mafia capitale’. “Sotto la giunta Alemanno – ha proseguito il magistrato – e’ avvenuta anche la nomina di soggetti graditi al vertice di societa’ partecipate dal Comune. Ma anche con l’amministrazione successiva (giunta Marino, ndr) il gruppo che fa riferimento a Buzzi ed a Massimo Carminati poteva contare su amici e propri candidati. Le indagini hanno portato alla luce il metodo raffinato con cui il sodalizio criminoso si inseriva negli apparati comunali con una attivita’ di lobbyng illecita finalizzata ad imporre nomi o ad ostacolare e rimuovere quei soggetti con i quali non era possibile intavolare accordi”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 1 lug. – Un incendio e’ divampato questa mattina in un palazzo di sette piani in via Antonio Ciamarra. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Cinecitta’ ed i vigili del fuoco. L’incendio e’ divampato al settimo piano, ovvero nell’attico del palazzo. Tre persone sono state ricoverate per intossicazione all’Umberto I ma, secondo le prime informazioni, non verserebbero in gravi condizioni. 150 invece sono le persone evacuate per cause precauzionali. Le fiamme sono state domate, ma la presenza di fumo nello stabile non permette ancora il sopralluogo da parte dei militari dell’Arma per identificare le cause che sono quindi in corso di accertamento. (AGI) .

(AGI) – Milano, 1 lug. – Gli indagati, per i quali e’ stato emesso ordine di custodia cautelare da parte del gip di Milano, erano fortemente determinati a lasciare l’Italia per raggiungere la Siria. Nell’ordinanza il gip scrive che i genitori di Maria Giulia Sergio, la foreign fighter italiana detta ‘Fatima’ in concorso con la sorella Marianna, “organizzavano il viaggio finalizzato al raggiungimento della Siria da parte loro e della figlia mettendo in vendita i mobili e le suppellettili di casa, ponendo fine (Sergio Sergio) al rapporto di lavoro in essere con la societa’ Elco per reperire il denaro necessario per finanziare il viaggio ed incassando cosi’ la somma di 25mila euro; avviando anche le pratiche per il rilascio dei documenti necessari per l’espatrio in particolare in favore di Assunta Bonfiglio”. Una determinazione sollecitata dalla figlia Maria Giulia che appena giunta in Siria “comincia a chiedere – si legge nell’ordinanza del gip – in modo sempre piu’ insistente ai propri congiunti di raggiungerla nella terra dello Sham insistendo sull’obbligatorieta’ dell’emigrazione per tutti i credenti che non devono assolutamente vivere nelle terre governate dei miscredenti e devono raggiungere il Califfato” Nel corso di un’intercettazione Maria Giulia dice “chiaramente ai familiari di non fare menzione con nessuno dell’intenzione, all’epoca peraltro molto eventuale, di partire per la Siria e soprattutto rassicura sul fatto che essi non devono preoccuparsi di nulla, in quanto il viaggio verrebbe organizzato tutto dalla Siria con l’aiuto dei mujaheddin”. .

(AGI) – CdV, 1 lug. – L’enciclica “Laudato si'” di Papa Francesco” evidenzia come “i modelli economici dominanti abbiano calpestato le persone” e rappresenta “il faro che indica la strada per invertire la rotta sul fronte dei cambiamenti climatici”. Losottolinea Naomi Klein, la famosa autrice di “No Logo”, che ha presentato in Vaticano la campagna “Cambia il Pianeta – Cura le persone” e la Conferenza “Le persone e il pianeta al primo posto: l’imperativo di cambiare rotta”, in programma domani e venerdi’ a Roma per iniziativa ddl Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace insieme alla rete Cisde, associazioni di ong cattoliche. “La verita’ – e’ che siamo arrivati ad un punto pericoloso, in parte perche’ molti degli esperti economici ci hanno deluso, esercitando le loro forti capacita’ tecnocratiche senza saggezza. Hanno prodotti modelli che davano scandalosamente pochissimo valore alla vita umana, soprattutto a quella dei poveri, proteggendo i profitti aziendali e la crescita economica a tutti i costi”, spiega l’attivista canadese che si autodefinisce “femminista, ebrea e laica” ma “particolarmente colpita” dall’Enciclica di Papa Francesco, che ha invitato a “leggere con il cuore”. “La posta in gioco e’ alta e non possiamo dividerci, ne’ permettere alle differenze di dividerci”, aggiunge Naomi Klein ricordando la marcia di 400 mila persone nel settembre scorso a New York e il grido lanciato che va ascoltato: “Difficile non e’ impossibile”. “Smettere di avere fiducia in un lavoro che puo’ salvare innumerevoli vite e prevenire tanta sofferenza, semplicemente perche’ e’ difficile, costoso e richiede sacrificio, non e’ un atteggiamento pratico: e’ il tipo piu’ vigliacco di resa”, denuncia la signora introdotta dal portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, e dalla sottosegretaria di Giustizia e Pace, Flaminia Giovannelli, per la quale “l’unico grandissimo ostacolo ancora all’imperativo di cambiare corso non e’ economico, scientifico o anche tecnologico, ma piuttosto interno alle nostre menti e ai nostri cuori. Le stesse menti, che impediscono di prendere decisioni radicali e invertire il trend del riscaldamento globale, impediscono anche di raggiungere l’obiettivo di eliminare la poverta’. E’ necessario un approccio nel complesso piu’ responsabile per affrontare entrambi i problemi: la riduzione dell’inquinamento e lo sviluppo dei Paesi e delle regioni piu’ povere”. Bernd Nilles, segretario generale della Cisde, “International Alliance of Catholic Development Organisation”, ricorda infine che la nuova campagna internazionale ‘Change for the planet, care for the people’ sullo stile di vita, che invita le persone a cambiare la propria vita e a percorrere una strada verso un futuro sostenibile”. Sette i punti toccati dal professor Ottmar Edenhofer, co-chair dell'”Intergovernmental Panel on Climate Change”, per raccontare l’Enciclica del Papa che non e’ solo un testo sul clima ma riguarda anche poverta’ e ineguaglianza. .

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