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Dating

Hanno scelto entrambe il bianco la first Lady Melania e la premier dame Brigitte, nel loro incontro alla Casa Bianca al fianco del presidente Donald Trump e del presidente Emmanuel Macron. Melania ha accolto Brigitte con un blazer drappeggiato in doppio crepe-sable' dello stilista americano Michael Kors Collection costa 2.195 dollari, rileva la Cnn. 

 

Se non di fronte alle impertinenti domande di cui solo una sveglia cinquenne può essere capace, nessuno si è mai curato troppo di quale fosse il cognome di Barbie. Dal 1959, anno di nascita della bambola più famosa del mondo, è stata per tutti solo e semplicemente questo: Barbie. Eppure all'improvviso, dopo quasi 60 anni di silenzio, qualcuno ha deciso di svelare l'arcano e diffondere al mondo non solo il cognome, ma anche il secondo nome di Barbie e persino quello del suo eterno fidanzato, Ken.  

A rivelarlo è l'account Twitter di Barbie (già: oltre a un cognome ha anche un account, ma c'era da aspettarselo) che in occasione della giornata dei fratelli ha condiviso con il pianeta gli auguri della biondissima e magrissima pupazza a tutta la famiglia… Roberts. Un po' generico vero, come se in Italia si fosse chiamata Rossi, a Milano Brambilla e a Palermo Sanfilippo. Ma tant'è: sull'ipotetico passaporto di Barbie si legge chiaramente: Barbara Millicent Roberts. E se un giorno Ken e Barbie dovessero decidere di convolare a nozze, sulle pubblicazioni spunterebbe anche il cognome di lui: Carson.

Centinaia di utenti hanno commentato e il post, che è stato apprezzato oltre 10.000 volte. La creatrice di Barbie, Ruth Handler, scrive Business Insider, ha battezzato la bambola Barbara Millicent Roberts dandole il nome della figlia. Tuttavia è nota semplicemente come "Barbie", esattamente come accade con altre persone famose come Madonna, Adele o Prince.

Ma ci sono altri retroscena che, andando a scavare nel passato di Barbara Millicent, possiamo scoprire. Nel 1960 una serie di romanzi della Random House rivelò che i nomi dei genitori di Barbie erano George e Michael Roberts. La famiglia proveniva dalla città immaginaria di Willows, nel Wisconsin, dove Barbie frequentava la Willows High School.

Il dietista come personal shopper nell’aiutare i consumatori ad acquistare cibi sani, nel rispetto di una corretta alimentazione. Dal prossimo 16 aprile si potrà fare  a Torino, per iniziativa di Nova Coop, cooperativa leader in Piemonte nella grande distribuzione organizzata, che proporrà “info.food”, il primo servizio gratuito in Italia di consulenza nutrizionale rivolto  ai soci e consumatori.

Andando a fare la spesa negli  Ipercoop di Torino e  di Chieri e Collegno (Torino) sarà  così possibile usufruire di consigli e suggerimenti di una dietista a disposizione del pubblico per quanto riguarda il tema della corretta alimentazione e del benessere.  Enrico Nada, responsabile delle politiche sociali di Nova Coop, sottolinea la tradizione della cooperativa, nata nel 1990 dalla fusione tra Coop Piemonte e Coop Cpl di Galliate (Novara),  che fin dal proprio statuto si propone non solo di vendere merce di qualità ma anche di informare e tutelare i consumatori.

Come nasce l'idea di Info.food?

"Nasce proprio da questa nostra tradizione. Fino agli anni ’70 l’attenzione  era quasi esclusivamente rivolta alla qualità della merce in vendita poi a poco a poco è cresciuta la necessità di informare a diversi livelli: attualmente nel solo Piemonte sono circa 1000 le classi che coinvolgiamo ogni anno sui temi dell’educazione alimentare; per gli adulti oltre alla tradizionale informazione cartacea o online, organizziamo una quarantina di corsi di cucina, incontri con esperti nei nostri punti vendita, momenti di confronto".

Appuntamenti in cui riscontriamo una notevole adesione. E’ stato, quindi, un cammino di crescita progressivo di questa attenzione all’informazione dei clienti fino ad arrivare oggi proprio a realizzare ‘info.food’, ossia ‘cibo e sapere’. Un appuntamento, che ci sembrava giusto fare debuttare nel mese di aprile, mese in cui cade la Giornata Mondiale della Salute".

Come sarà organizzato il servizio?

"Una dietista, quindi, una persona con una professionalità specifica sul tema della nutrizione, sarà in giorni stabiliti in alcuni dei nostri punti vendita, a disposizione dei clienti per informazioni e suggerimenti sul tema della corretta alimentazione e del benessere. Partiremo con tre ipermercati a Torino e provincia, poi se, come pensiamo, funzionerà, dopo una sperimentazione di circa un anno, intendiamo svilupparla in tutti gli altri nostri punti vendita"                                                      .

Per realizzare l’iniziativa, prima nel suo genere in Italia,  ci siamo avvalsi della collaborazione del corso di laurea in dietistica della scuola di medicina dell’Università di Torino e delle Asl del territorio in un gioco di squadra che ha l’obiettivo di migliorare l’abilità delle persone nel compiere le scelte giuste di consumo e aiutare le famiglie a promuovere stili di vita salutari.  Una necessità evidente in un Paese come l’Italia dove, secondo una ricerca condotta recentemente da ‘Okkio alla salute’, un progetto di monitoraggio sostenuto dall’Istituto superiore di sanità, su un campione di 48.400 genitori e 48.900 bambini di oltre 2600 classi, il 21,3% è in sovrappeso e il 9,3% è obeso".

Info.food  è la prima vostra iniziativa che si occupa di salute e benessere?

"No, rappresenta un tassello di un progetto molto piu’ ampio.  Dal 2017 abbiamo avviato una collaborazione con Giorgio e Maurizio Damilano, simboli per noi dello sport vincente e pulito, per avviare sessioni di Fitwalking a disposizione dei nostri clienti. Il primo anno sono stati circa 80 i soci partecipanti a Cuneo, Torino, Novara e Gravellona. Quest’anno riproponiamo l’appuntamento e fino al prossimo 16 giugno sono previste uscite settimanali ed anche un incontro con i fratelli Damilano. Ogni anno poi in alcuni dei nostri centri commerciali organizziamo l’Obesity Day con la presenza di un medico a disposizione del pubblico, sempre nell’ottica di una maggiore sensibilizzazione il più possibile vicino alla gente".

E per il futuro? Svilupperete ancora il settore del benessere e salute?

"Certamente sì. E’ un filone che abbiamo avviato da tempo e non intendiamo abbandonare. Qualche idea al momento c’è ma il nostro impegno ora è fare conoscere Info.food e raggiungere il maggior numero possibile di persone, nella consapevolezza che con una buona alimentazione e corretti stili di vita possiamo stare meglio oggi e prevenire le malattie di domani".

 

Secondo un rapporto dell'Accademia Italiana della Cucina, tra tutte le ricette italiane la pasta alla carbonara è la più reinterpretata all’estero. Una ricerca dei pastai di Aidepi ha scovato le versioni più curiose: In Inghilterra è popolare quella con le zucchine, in Cina e Malesia la fanno con il pollo, quella con il pesce conquista la Spagna e sta prendendo piede anche nell’Italia più tradizionalista e nell’alta cucina. Altre radicali varianti: in Inghilterra l'uovo è a volte sostituito da besciamella. In Giappone, invece, si aggiunge la panna e non è presente il pecorino. In Francia, Germania e Norvegia si va oltre, con preparati liofilizzati all'aroma di Carbonara pronti in 5 minuti.

E se fosse un piatto yankee?

Forse la Carbonara è così amata e replicata perché le sue origini sono incerte e nessuno, neanche in Italia, può ancora appropriarsene in assoluto. Per alcuni questo piatto della tradizione avrebbe origini più recenti di quanto si creda. La prima eretica ipotesi è che l'abbiamo inventata gli americani. Sarebbe nata nel 1944 dall’incontro fra la pasta italiana e gli ingredienti della ‘Razione K’ dei soldati americani (tuorlo d’uovo in polvere e bacon). Risalendo la penisola, i militari americani accompagnavano la ‘Razione K’ agli spaghetti per integrare la dose di carboidrati. Una curiosità: l’inventore della Razione K è proprio quell’Ancel Keys, che, anni dopo, avrebbe “scoperto” la dieta mediterranea.

Questa tesi è supportata anche da Marco Guarnaschelli Gotti, autore della Grande Enciclopedia della Gastronomia. La seconda ipotesi è che il piatto sia stato ‘inventato’ dai carbonai appenninici (carbonari in romanesco), che lo preparavano usando ingredienti di facile reperibilità e conservazione. La carbonara in questo caso sarebbe l'evoluzione del piatto detto ‘cacio e ova’, di origini laziali e abruzzesi. Un'ultima ipotesi ricondurrebbe l'origine della ricetta alla cucina napoletana. Questa tesi individua in alcune ricette presenti nel trattato del 1837 Cucina teorico-pratica di Ippolito Cavalcanti una possibile origine della pietanza.

Quale pasta bisogna usare?

Questo piatto dal passato incerto ha un presente fatto di molte personalizzazioni. La tradizione prevede solo 5 ingredienti: guanciale, pecorino, uovo, sale e pepe. Le rivisitazioni (guanciale o pancetta, aglio sì o no, tuorlo o uovo intero, parmigiano o pecorino, ecc), arrivano dai gusti personali e dalle abitudini familiari. E si discute anche sul formato di pasta da utilizzare. Meglio corta o lunga? A scanso di equivoci, vanno bene entrambe. Se per molti ‘alla Carbonara’ si lega indissolubilmente al termine spaghetti, più recentemente gli esperti consigliano anche i formati a sezione circolare, come rigatoni o mezze maniche, specie se “catturano” al loro interno il guanciale.

Il piatto amato dai millennials

In Italia da sinonimo della tradizione casalinga e delle trattorie romane è ormai di casa anche nelle cucine stellate e non, che propongono in versione gourmet o scientifica – per una coagulazione perfetta della cremina non si dovrebbero mai superare i 63 gradi. E il suo successo anche nei prossimi anni è assicurato, visto che, dati Doxa-AIDEPI, la Carbonara (insieme a pasta al forno e spaghetti al pomodoro) è tra le 3 ricette del cuore dei 15-35enni e la preferita in assoluto dal 18% degli italiani (soprattutto uomini) e nel Nordovest. Ma è anche un fenomeno globale, persino il New York Times la mette al vertice della sua classifica delle 20 ricette di pasta. La carbonara oggi non è più un piatto turistico delle trattorie romane o un piatto di casa – commenta Luciano Monosilio, Chef del Ristorante Pipero di Roma e considerato dai più il massimo interprete della Pasta alla Carbonara. “Prepararla o mangiarla ‘fa fico’, e il fatto che molti chef stranieri la mettano in menù è la prova che è del suo respiro sempre più internazionale. Io per esempio ho mangiato una Carbonara eccezionale a Chicago e ho imparato a farla grazie ai consigli di Nabil Hadj Hassen, lo chef tunisino di Roscioli, a Roma”.

Guanciale sì, pancetta no e neanche bacon. Pecorino sì, parmigiano no. L’olio va messo? E l’albume? Aglio e cipolla vanno aggiunti? La Carbonara è diventata icona delle più ardite reinterpretazioni e la querelle sulla sua preparazione coinvolge da sempre milioni di food lovers ed esponenti dell’alta ristorazione. Anche chef e esperti si cimentano in versioni che ne rispecchiano la tradizione o addirittura ne rompono gli schemi. Ecco le principali:

Carbonara Tirolese di Norbert Niederkofler – St. Hubertus, San Cassiano (Bz)

Lo chef altoatesino ci presenta una reinterpretazione tirolese, che utilizza solo ingredienti di montagna. Nessun uovo viene sbattuto: il tuorlo viene adagiato intero sopra i fusilli di farro, il cui gusto è arricchito da porro, lardo, formaggio di malga e polvere di speck.

Carbonara A Freddo di Paolo Parisi – San Vincenzo, Livorno

Questa versione ha come protagonisti i paccheri e un mix di parmigiano e pecorino. Il suo mix di ingredienti include 1 uovo per commensale, parmigiano pecorino, maggiorana, limone, il mezzo aglio spremuto. La danza si fa frenetica, i tagliolini sono nell’acqua. Le uova vanno battute poco, avverte Parisi, e il “composto carbonaro” è pronto.

Carbonara Salutare di Kotaro Noda E Galatà – Bistrot 64, Roma

La particolarità sta nella glassatura del guanciale in forno (per non superare il punto di fumo). Le uova sono denaturate con la frusta e coagulate a bagnomaria a 62 gradi. Dall'incontro tra Kotaro Noda e il nutrizionista Domenicantonio Galatà nasce una Carbonara salutare. Più light di un’insalata.

Carbonara Di Mare di Mauro Uliassi – Uliassi, Senigallia (An)

Le uova di gallina vengono sostituite da quelle di pesce, trippa di baccalà e pelli di rombo prendono il posto del guanciale di maiale. Una trasformazione nel gusto e nei contenuti, ma concettualmente coerente con la tradizione.

Fagottelli La Pergola di Heinz Beck – La Pergola, Roma

Lo Chef di di origini bavaresi che dal '94 regge le sorti del ristorante La Pergola, propone una pasta ripiena di carbonara, adottando un composto di uovo e formaggio, con un po' di panna. I fagottini vengono conditi a fine cottura con con una salsa di guanciale e zucchine per ingentilire.

Negativo di Carbonara Di Antonello Colonna – Open Colonna, Roma

Anche in questo caso è la pasta a essere ripiena di carbonara e mantecata poi nella crème fraiche. Frutto di una provocazione dove la centralità della ricetta popolare diventa un’interpretazione di design, è la prova che se la tradizione la interpreti bene ne riesci a tirar fuori qualcosa che esce dagli schemi, li sovverte ma rende loro giustizia.

Uovo 65 di Roy Caceres – Metamorfosi, Roma

Sicuramente la ricetta meno riproducibile a casa, ma per certi versi la più aderente al modello originale, pur diventando alla fine tutt’altro, tanto che viene servita come antipasto e non come primo piatto. E’ un uovo cotto a 65°C è coperto da una spuma di pecorino e parmigiano.  La pasta? Rigatoni soffiati e guanciale croccante.

Carbonara Sbagliata di Ferran Adrià – Condividere, Torino

In versione classica o creativa. Parmigiano reggiano, pancetta affumicata, uovo, più un “rinforzo” di polvere di agar-agar, burro, panna, olio al tartufo. La pasta? I taglierini. E nella versione creativa aggiunge i piselli.

Quasi Carbonara di Massimo Sola – Mamo Restaurant, New York

Una cerebrale ma gustosissima interpretazione della carbonara, con tuorlo coagulato a bassa temperatura e crumble di guanciale. Eletto miglior piatto nel 2016 al “Primo” di Manhattan.

Carbonara Veg di Simone Salvini – Lord Bio, Macerata

Spaghetti integrali, tofu e latte di mandorla: in 3 ingredienti si riassume la filosofia in cucina di Simone Salvini, fondatore di Organic Academy e noto chef di impronta vegetariana e vegana.

Riassunto Di Carbonara di Riccardo Di Giacinto – All’oro, Roma

Una ricetta di carbonara insolita: antipasto che "riassume" i sapori della carbonara. Tutti gli elementi (uova, formaggio, guanciale) sono racchiusi all’interno di un guscio di uovo. Si consiglia di mangiare il riassunto di carbonara in verticale, prendendo sia la crema di carbonara, che il guanciale croccante e la spuma di parmigiano.

Risotto Alla Carbonara di Christian E Manuel Costardi – Hotel Cinzia, Vercelli

Il risotto viene condito con tuorlo d’uovo sbattuto, guanciale croccante, crema di pecorino e una spolverata di pepe. risotto delizioso in cui l’uovo, il pecorino e la pancetta si sposano perfettamente con uno dei prodotti principali del territorio vercellese.

Carbonara Scientifica di Dario Bressanini

Il divulgatore scientifico fa una puntuale analisi premettendo che esistono molte varianti di carbonara ma in tutte il controllo della temperatura è cruciale per la buona riuscita. Nel dettaglio, la temperatura di coagulazione dell'uovo, sia che si aggiungano i soli tuorli oppure anche gli albumi, a 65 gradi.

Quasi 6 italiani su 10, specie se donne, hanno pochissimo tempo libero, quello che rimane lo dedicano prevalentemente alla famiglia (46%) e quando praticano un hobby non spendono più di 100 euro al mese (57%). Quello tracciato dal nuovo Osservatorio mensile Findomestic/Doxa, è il ritratto di un Paese che fatica a concedersi svago e relax.

Tempo libero fa rima con relax

Per il 65% degli intervistati il tempo libero rappresenta principalmente un’occasione per rilassarsi e riposarsi. Dopo la famiglia, nella lista delle attività preferite figurano nell’ordine:

  • fare sport (29,1%)
  • guardare la TV (28,8%)
  • leggere (27,6%)
  • navigare su internet o usare i social media (24,7%)
  • stare con gli amici (24,7%)
  • dedicarsi a attività manuali o lavori creativi (17,9%).

Tra gli sportivi, il 24,6% va in palestra, il 18,5% ama camminare, il 14,6% si dedica alla corsa e il 12,3% alla bicicletta. Tra gli appassionati del fai-da-te, il 30,6% pratica il giardinaggio, il 21,9% lavora il legno e realizza piccoli interventi di muratura e il 19,6% si interessa al cucito e al lavoro a maglia.

Shopping e lettura gli hobby delle donne

Il 26,8% delle donne riesce a ritagliarsi non più di due ore a settimana di tempo libero e il 7,3% non trova alcun momento per sé. Tra gli uomini, invece, solo il 3,3% afferma di non avere tempo libero a disposizione. L'indagine dimostra che le differenze di genere sono anche e soprattutto qualitative. Ad esempio la lettura è prettamente femminile: le lettrici abituali sono il 36,9%, mentre gli uomini si fermano al 20,8%. Appannaggio delle donne è anche lo shopping (18,2% contro l’11,1% degli uomini), mentre sono targati al maschile lo sport (33% uomini e 23,8% donne) e il video-gaming (7,1% uomini e 0,9% donne).

Indaffarati (e insoddisfatti) i 35-44enni

Secondo il sondaggio della società di credito al consumo del Gruppo BNP Paribas una persona su quattro riesce a dedicarsi ai suoi hobby solo nel weekend. I più insoddisfatti sono i 35-44enni: ben il 62% dichiara di avere troppo poco tempo libero o di non averne affatto; nella fascia tra i 18-24 anni il 58% afferma invece di averne abbastanza o perfino molto.

Su Internet i 55-64enni

Se l’età è un fattore che non sembra influire in misura significativa sulla scelta degli hobby, nella fotografia scattata dall’Osservatorio Findomestic a sorprendere è un dato in particolare: sono soprattutto i 55-64enni a passare il proprio tempo libero su Internet e sui social network, ben il 31,6%, contro il 21,1% dei 25-34enni.

Gli hobby a Nord e a Sud

Analizzando gli hobby più diffusi, emergono differenze – in alcuni casi profonde – tra le varie aree d’Italia. Il record di lettori spetta al Nord-Ovest con il 33,5%, mentre al Sud gli appassionati della lettura sono quasi la metà (19,5%). Al Meridione si registra il picco dei ‘maniaci’ dei social network per svago (il 31,9% contro il 21,8% del Nord-Est), nelle isole vincono le attività manuali-creative (25,4% contro il 13% del Sud), mentre le visite a mostre e musei sono più frequenti nel Nord-Ovest (12,5% a fronte del 7% nel Sud).

Quanto costa il tempo libero

Se quasi 6 italiani su 10 (57%) non spendono più di 100 euro al mese per i propri hobby, il 14% ne spende fino a 150 e il 10% anche oltre. Nell’ultimo Osservatorio, Findomestic ha registrato una maggiore propensione all’acquisto di attrezzature e abbigliamento per lo sport 28,8% (+ 4,3% rispetto ad un anno fa) e per le attrezzature per il fai-da-te: 31% (+ 1,8% nell’ultimo anno).

 

 

L’uomo cui Lady Diana ha affidato i suoi segreti più intimi torna con una biografia della futura principessa Meghan. Con oltre due milioni di copie vendute nel mondo di 'Diana. La sua vera storia', tradotto in 35 lingue, Andrew Morton, artefice di scoop sulla famiglia reale inglese – fu a lui che Lady Diana confidò i suoi segreti più intimi e svelò la bulimia e il ruolo di Camilla nel suo matrimonio con Carlo – è un’autorità  in fatto di teste coronate.

A lui dunque spettava scrivere il ritratto a tutto tondo della nuova futura principessa reale, Meghan Markle. Le nozze con il principe Harry verranno celebrate il prossimo 19 maggio nel castello di Windsor. Americana, discendente di schiavi, cattolica e divorziata, attrice, Meghan è l’esatto contrario della principessa inglese, e porterà un’imprevedibile ondata di novità a corte. Qualcuno sospetta che la nuova coppia, aperta e innamoratissima, scalzerà in popolarità William e Kate. Chi è davvero e da dove viene Meghan? Com’è arrivata all’appuntamento “al buio” in cui ha conosciuto Harry? Quali segreti cela la sua famiglia? 

Maghan – la sua vera storia (230 pagine, 16,90 euro) uscirà l'8 maggio per Piemme. 

Il Lago di Como è da sempre meta di turisti, che scelgono di soggiornare sulle sue suggestive rive. Una delle location naturali più famose ed eleganti d’Italia che già dai tempi dei romani era un rifugio popolare per ricchi e aristocratici. Nei secoli è diventato luogo preferito per la nobiltà soprattutto milanese. Degno di nota per le bellezze architettoniche e le ville è soprattutto quel ramo del lago di Como che non volge a Mezzogiorno, quello che va appunto verso Como (mentre quello manzoniano va verso Lecco).

 

Villa Balbianello del conte Monzino

Venendo dalla città lariana e superata l’isola Comacina, unica isola nel lago di Como, affascinante e disabitata, si ammira la grande bellezza di villa Balbianello che fu del conte Guido Monzino, un gioiello costruito stanza per stanza dal grande esploratore italiano, autore di 21 spedizioni in tutto il mondo, fra cui la prima e fino ad oggi unica impresa che ha raggiunto il Polo Nord con slitte trainate da cani e con equipaggiamento originale confezionato dagli eschimesi di Qânâq (nel 1971) e  la prima ascensione italiana all'Everest (1973). Dopo la morte del conte, avvenuta nel 1988 a soli 60 anni, la villa è andata in eredità al Fai ed è oggi un museo visitabile con un giardino lussureggiante che incornicia la villa.

La Loggia, cuore del giardino, domina dall’apice del sentiero e garantisce un doppio panorama: da una parte la Tremezzina, centro di quel Lario tanto amato e descritto da Stendhal, dall’altro il bacino, detto Durini o di Diana, che indirizza verso l’Isola Comacina. Dagli anni 1990, la bellezza di villa del Balbianello ne ha fatto una richiesta location cinematografica. Nelle sue sale e giardini sono state girate varie pellicole internazionali, tra cui ‘Un mese al lago’ di John Irvin (1995) e soprattutto ‘Star Wars: Epiosodio II – L’attacco dei cloni’ di George Lucas (2002) e ‘007 – Casino Royale’ di Martin Campbell con Daniel Craig (2006).

Villa 'La Quiete' dei Sola-Cabiati

Proseguendo sul lago verso Bellagio, laddove i due rami del lago si incontrano per poi proseguire uniti in direzione della Svizzera, il turista viene colpito sulla riva sinistra all’altezza di Bolvedro, frazione di Tremezzo, dalla maestà ed eleganza di una villa settecentesca eretta per conto della duchessa del Carretto, che passò poi in proprietà alla famiglia Brentano e successivamente ai Serbelloni, che la trasformarono in una raffinatissima dimora ed è oggi di propietà dei Sola-Cabiati.

In questo luogo risuona l’eco nelle pagine indimenticabili di Giuseppe Parini, l’abate-poeta padre della letteratura civile italiana e grande illuminista, precettore del duca Gian Galeazzo Serbelloni dal 1754 al 1762, che battezzò col nome di villa “La Quiete” la residenza estiva dei duchi Serbelloni sulla Riviera Tremezzina del Lago di Como. E nella seconda metà del ’700 fu proprio Gian Galeazzo Serbelloni, figlio di Gabrio e Maria Vittoria Ottoboni, a offrire alla villa l’aspetto di oggi: dallo splendido corpo centrale, affiancato da due eleganti ali laterali, al grande scalone, dai balconi in marmo alle persiane azzurre, omaggio al colore del lago, fino naturalmente al magnifico giardino all’italiana, diviso in quattro grandi parterres fioriti, e risalente sulla destra verso la montagna tra sentieri di felci e osmanti profumati. Per la decorazione interna della villa, Gian Galeazzo chiamò Muzio Canzio, raffinato stuccatore della Val d’Intelvi, e Francesco Conegliani, allievo della bottega milanese del Tiepolo, che realizzò un ciclo di affreschi ispirati all’Eneide di Virgilio, tema suggerito probabilmente da Giuseppe Parini.

Una dimora storica, dunque, che conserva al suo interno anche un museo con il letto a baldacchino su cui dormì Napoleone Bonaparte alla fine del ‘700 dopo che il suo esercito aveva conquistato Milano.

Il sogno di dormire 'accanto' a Parini e Napoleone

Una dimora che adesso può realizzare il sogno di chi vuole trascorrere una vacanza immerso nella storia: a partire da questa stagione, infatti, la villa che fu dei duchi Serbelloni viene gestita dal Grand Hotel Tremezzo in esclusiva per i suoi ospiti.  Un sodalizio, quello tra l’albergo in stile liberty che ha aperto i suoi battenti nel 1910, nel cuore della Belle Epoque, e Villa Sola-Cabiati, a pochi minuti uno dall’altra sulla Riviera della Tremezzina, che celebra i due secoli più luminosi del Lago di Como e del suo Grand Tour.

Anzitutto il ’700, l’epoca delle grandi ville, dimore estive dell’aristocrazia milanese, emblema di quella misura neoclassica, amante delle proporzioni perfette e della natura più delicata. Quindi il ’900 degli splendidi Palace, mito alberghiero internazionale di cui il Grand Hotel Tremezzo è uno dei massimi interpreti, tanto da ricevere nel 2016 il titolo di “Hotel dell’anno”, conferito dal gruppo Preferred Hotels & Resorts. L’albergo più esclusivo della Riviera della Tremezzina ha voluto dedicare ai suoi ospiti il privilegio di vivere la bellezza di Villa Sola-Cabiati e di ambientare nella sua serenità gli eventi più importanti, dai più intimi ai più spettacolari.

Ora è infatti possibile soggiornare in villa in forma esclusiva per un minimo di tre notti per vivere il privilegio di una eleganza d’altri tempi, avendo a disposizione le sei suite, il grande parco-giardino con piscina, e le sale affrescate dalla scuola del Tiepolo per una cena a lume di candela preparata dal proprio chef privato. E al mattino un’esclusiva lancia d’epoca è a disposizione dei clienti per un viaggio tra le perle del Lago di Como. Ad attendere gli ospiti al ritorno, a poca distanza dalla villa, tutti i servizi del Grand Hotel Tremezzo, la sua esclusiva Spa, i suoi ristoranti, le sue piscine.

Grand Hotel Tremezzo, 'gioiello' liberty del 1910

Ed è proprio l’albergo esclusivo a pochi minuti da villa ‘La Quiete’, collegato da un servizio di limousine via terra e via acqua, uno dei luoghi più incantevoli del Lago di Como, con una spettacolare vista panoramica su Bellagio, la Riviera delle Azalee e sulle vette rocciose delle Grigne. L'hotel storico (risale al 1910) dispone di 90 tra camere e suite, tutte caratterizzate da una vista unica sul lago o sul parco secolare di 20 mila metri quadrati.

La raffinata T Spa e le Rooftop Suite all'ultimo piano sono state progettate dallp studio di architettura Venelli Kramer. La Spa, oggi offre oltre 1.000 mq. di spazio dedicato al benessere ‘a misura di lago’ firmati Espa. Le Rooftop Suite finemente arredate dispongono di una terrazza privata, jacuzzi all'aperto, servizio di maggiordomo ed una vista panoramica sul lago. L'hotel dispone anche di tre piscine: WOW (Water On the Water) – una piscina galleggiante proprio di fronte alla spiaggia privata; la Piscina dei Fiori – letteralmente circondata da giardini e fiori – e l’Infinity Pool della T Spa.

L'eredità 'certificata' di Gualtiero Marchesi

L’hotel offre anche un’ampia varietà di esperienze culinarie: la cucina raffinata del ristorante ‘La terrazza’, dove da molti anni il Grand Hotel Tremezzo ha il privilegio di presentare agli ospiti i piatti creati dal grande Maestro Gualtiero Marchesi, scomparso lo scorso dicembre. Uno in particolare, il suo celebre e caratteristico ‘risotto oro e zafferano’ (vedi la preparazione fatta dallo chef nel 1981 su YouTube), che da quest’anno sarà accompagnato da un certificato, che ricorderà all’ospite un “momento italiano” davvero speciale.

La ricchissima cantina del ristorante L'Escale

In alternativa, ‘l'Escale’ rappresenta una scelta più informale: omaggio ai simboli dell’ospitalità italiana, la trattoria e l’enoteca, rivisitati con un tocco di eleganza moderna. L’Escale’ rappresenta la vera novità della stagione 2018, un incontro tra gli elementi storici dell’ambiente, i muri in pietra, il portale in legno, il tavolo da degustazione ricavato da un albero centenario, e ancora l’affettatrice Berkel, quindi le nuove presenze, dalla panca in tartan al bancone “bistrot”, al tavolo “Bussola”, ideale per una cena in famiglia o in un gruppo di amici.

‘L’Escale’ vanta anche una straordinaria cantina con oltre 600 bottiglie di vini bianchi, refrigerati in una teca in vetro trasparente, che lascia trasparire l’originaria struttura del muro; quindi 800 bottiglie di rosso, che “riposano” in un mobile di ferro grezzo e legno. Accanto a questi due ristoranti c’è il T Pizza immerso nei giardini dell'hotel, dove gli ospiti possono gustare la pizza cotta nel forno a legna o, in alternativa, il T Beach, per gustare grigliate di carne e pesce a bordo lago. Passeggiando nel parco secolare del Grand Hotel Tremezzo, infine, gli ospiti in questi giorni di Primavera possono scoprire il nuovo giardino d’Inverno, ispirato alle antiche serre, ideale per un evento privato, un concerto, una conferenza, una sfilata.

E proprio perché così intimo, romantico e devoto all’impeccabile tradizione delle cinque stelle lusso, il Grand Hotel Tremezzo può essere la cornice ideale per una festa di matrimonio diversa da ogni altra. Agli interpreti dello stile di questo storico Palace, inoltre, spetta il compito di consigliare le esperienze più straordinarie per rendere memorabile la vacanza sul Lago di Como: dalla passeggiata emozionante alla cima di San Martino, lungo uno dei sentieri più suggestivi d’Italia, alla scoperta delle ville nobiliari del Lacus Larius e dei loro capolavori d’arte. 

In riva al lago arriva lo chef del futuro

Dopo le emozioni e la bellezza della Riviera della Tremezzina, tornando verso Como, di fronte all'hotel Sheraton Lake Como i viaggiatori hanno 'l'obbligo' di fermarsi in un ristorante avvolto nel verde, il Kitchen. Un'occasione per conoscere un giovane chef destinato a diventare uno dei più importanti d'Italia, Francesco Soletti, campano, pieno di talento ed entusiasmo che attraverso la cucina trasmette la sua filosofia di vita e racconta il suo percorso professionale e privato dove la tradizione del sud d’Italia si intreccia con l’internazionalità ed approda ora sulle sponde del lago di Como. La cucina del Kitchen si caratterizza per una costante e accurata ricerca di prodotti di alta qualità puntando su materie prime legate al territorio e alla stagionalità. Le proposte dello chef Francesco Soletti esaltano i sapori e i colori caratteristici della terra italiana e mediterranea.

Nel menu piatti dai sapori forti e inaspettati come il risotto con menta, gorgonzola dolce e gambero rosso di Mazara o il piccione preparato con cavolo rosso marinato e fermentato, cavoli di Bruxelles e foie gras. Nato in una famiglia di contadini nella provincia di Napoli, lo chef Soletti vive in una realtà in cui tutto viene fatto in casa, dove si apprezzano i sapori veri e i prodotti locali, dalla frutta e verdura coltivati dalla famiglia, il vino, i salumi derivanti dall’allevamento degli animali, la raccolta di nocciole e delle noci, fino ai liquori a base di erbe e frutti. Grazie ai nonni cresce l’amore e passione per la cucina, sono loro che portandolo spesso in campagna gli trasmettono un intenso amore per la natura e per i prodotti del territorio campano.

@andreacauti

Il 2018 appartiene alla Generazione Z, i nati nel 2000 che quest’anno diventeranno maggiorenni. Allora l’Istat registrò 543.039 nascite e, con buona probabilità, molti di loro vorranno festeggiare il traguardo con una festa memorabile, magari a tema. Ma quanto costa ai genitori?

Innanzitutto dipende da dove si vive. E poi dal ‘tono’ della festa: secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, per un festeggiamento “standard” con una quarantina di persone si spendono circa 1.890 euro, mentre per una festa “in grande stile” per lo stesso numero di invitati la spesa stimata ammonta a 4.386 euro.

Dalla location al dj, gli ‘ingredienti’ per una festa riuscita

A incidere maggiormente sul prezzo però è l’area geografica. Secondo un ’analisi di ProntoPro, organizzare una festa al Sud costa il 5% in più rispetto al budget indispensabile al Nord. Nell’indagine sono state prese in esame le spese fisse nell’organizzazione di una festa di 18 anni:

  • affitto di una location
  • buffet
  • torta
  • dj
  • fotografo

La spesa media prevista nelle regioni meridionali è pari a 3.570 euro contro i 3.400 previsti in quelle settentrionali e se si guarda ai dettagli si scopre che mentre a Napoli per il servizio fotografico della serata si spendono in media 505 euro, ad Aosta si può mettere a budget una spesa media inferiore del 40%.

La spesa più alta? Il catering

A livello nazionale, la spesa media più alta per un diciottesimo compleanno nel 2018 riguarda il catering: nelle regioni meridionali si è costretti ad investire il budget più elevato sul cibo, arrivando a spendere fino a 1.500 euro per un buffet per 50 persone. Decisamente più contenute, sotto questo aspetto, le spese per i diciottenni che vivono nelle regioni centrali, tutti allineati su una spesa media di 1.200 euro.

L’affitto della location è l’altra voce impegnativa da mettere in conto, ma su cui sono gli abitanti delle regioni settentrionali a dover prevedere un budget più alto. In questa area si devono spendere in media più di 1000 euro contro una media di 800 prevista nelle regioni centrali.

Da non dimenticare per vivere i momenti più divertenti della serata il dj e in conclusione la torta: il budget da mettere in conto per queste due voci non supera i 500 euro nel Nord Italia, mentre nel Sud Italia si deve mettere in conto una spesa maggiore del 23%.

Un lusso importato dagli Usa: la limo

Una voce a parte, da prendere in considerazione solo se si vuole organizzare un party molto esclusivo, riguarda il noleggio della limousine. Il costo del noleggio dell’auto può variare molto a seconda di diversi fattori: il tipo di auto, il tipo di serata, il numero di ore di cui si ha bisogno del mezzo e i servizi di cui si vuole usufruire. Prendendo in considerazione solo il servizio di andata e ritorno dal locale in cui si festeggia, la spesa media in Italia è pari a 280 euro.

Le ultime tendenze

La festa a tema? Bella, ma ormai banale. Sono sempre di più ragazzi prossimi alla maggiore età che per quella serata vogliono strafare. Ecco allora le tendenze più in voga negli ultimi anni Festa itinerante: Sono sempre di più i ragazzi che affittano una limousine o addirittura un bus per celebrare il grande giorno, svolgendo quindi i festeggiamenti all’interno della vettura. Indicativamente il costo per il noleggio di una limousine per otto persone si aggira intorno ai 700 euro (comprensivi di apericena e bevande) mentre per il party a bordo di un bus con 50 invitati la spesa è di circa 1.400,00 euro, che includono una piccola cena a buffet, bevande, musica e animazione.

Festa in barca o in yacht: Il festeggiamento a bordo di una barca o di uno yacht rappresenta una soluzione originale e ricercata. Per una festa con 25 persone si spendono circa 1.600,00 euro, comprensivi di aperitivo, bevande, musica, animazione e breve navigazione con personale di bordo.

Festa in piscina: Se la stagione lo consente, è anche possibile festeggiare in piscina spendendo poco meno di 2.000,00 euro per allestimento tavoli, cena a buffet, bevande, fotografo e musica.

Tra le nuove tendenze inoltre si sta diffondendo sempre di più il “prediciottesimo”: nei giorni precedenti al compleanno si commissiona la realizzazione di un video e un servizio fotografico del festeggiato, che vengono poi mostrati nel corso della festa.

Come risparmiare?

Ecco alcuni consigli utili per risparmiare secondo Federconsumatori:

Location e catering: Un festeggiamento all’aria aperta consente di abbattere i costi connessi all’affitto della location: giardini, parchi e case fuori città si prestano ad ospitare questo tipo di eventi. Per quanto riguarda il cibo, è possibile contenere le spese organizzando un buffet con piatti preparati in casa o scegliendo una formula tipo “happy hour” o anche colazione/brunch invece di una classica cena.

Inviti: Invece di realizzare un classico invito cartaceo, è possibile comunicare agli invitati le coordinate dell’evento via sms o attraverso i social network o ancora tramite un servizio di messaggistica istantanea. Tale modalità consente inoltre di dare libero sfogo alla fantasia ed alla creatività, magari trasmettendo contenuti multimediali personalizzati, come video, messaggi audio e fotografie.

Bomboniere: Per contenere i costi è consigliabile acquistare le bomboniere online oppure optare per delle bomboniere “fai da te”, magari personalizzate in base al tema della festa.

 

 

Selvaggia Lucarelli, si sa, non è una che le manda a dire. E Mario Adinolfi, si sa, è uno che ama le provocazioni. Non poteva che finire 'male', quindi la tirata del leader del 'Popolo della famiglia' sulla 'Same Sex Dance' andata in scena a 'Ballando con le stelle', di cui la Selvaggia nazionale è giurato. Ma bisogna fare un po' d'ordine per spiegare come si è arrivati a mandarsi a quel paese (per usare un eufemismo) via Twitter.

Tutto comincia con la decisione di introdurre tra le specialità del programma Rai la 'Same Sex Dance',  disciplina riconosciuta dalle federazioni di danza, che consiste nello scambiarsi la guida tra due ballerini dello stesso sesso. E nel cast di "Ballando con le stelle" quest'anno c'è una coppia di uomini – Giovanni Ciacci e il maestro Raimondo Todaro – intorno ai quali Mario Adinolfi ha sollevato il caso, con una lettera inviata alla sede Rai di Milano per denunciare "un'operazione vergognosa per attirare l'attenzione sul programma", facendo notare come "in prima serata davanti alla tv ci sono i bambini".

Chi sono Giovanni Ciacci e Raimondo Todaro

Giovanni Ciacci è uno dei costumisti più amati e apprezzati del piccolo schermo, scrive Blasting News, la sua carriera ha preso il volo negli anni 90 come curatore d'immagine di Valeria Marini ai tempi del Bagaglino e poi successivamente ha collaborato con tante star della televisione italiana, tra cui Antonella Clerici (fu sua l'idea degli abiti super-pomposi del Festival di Sanremo). Oggi è noto soprattutto per la partecipazione a Detto Fatto, il factual show di Raidue condotto da Caterina Balivo dove si occupa del cambio-look di persone comuni.

Raimondo Todaro, 31 anni, balla dall’età di 5 anni. È stato 18 volte campione italiano di ballo nelle varie discipline (danze standard – danze latino americane – combinata 10 balli). Si è formato studiando con i migliori maestri al mondo di danze standard e latino-americane e durante la sua carriera partecipa con successo alle più importanti competizioni internazionali. Vive a Misterbianco, in provincia di Catania, dove, insieme al fratello, ha aperto la scuola “Sensei Sicilia”. Nal 2005 è stato scelto come maestro di Ballando con le Stelle  che nel 2006 ha vinto, insieme alla campionessa di salto in lungo Fiona May.

Dopo la prima puntata dello show, che ha fatto il pieno di ascolti, Adinolfi si è lasciato andare a un'altra provocazione sui social. Cui è seguita la secca risposta della Lucarelli.