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Dating

Snobbano il posto fisso, vogliono diventare imprenditori, identificano negli spazi disponibili più che nei tutor una risorsa indispensabile per allenare la creatività, ma soprattutto preferiscono apprendere nozioni dai vecchì libri di carta più che dai moderni video tutorial. E' l'identikit dei nativi digitali che emerge da Giffoni Big Data, report nato dalla collaborazione tra Giffoni Innovation Hub, creative agency che progetta e realizza strategie – format ed eventi nel mondo dell'innovazione per i giovani – e DeRev, azienda italiana specializzata in strategie digitali e comunicazione sui social media.

I risultati di un'indagine condotta sui giurati del festival del cinema per ragazzi di Giffoni lo scorso anno, la prima in Italia su una comunità chiusa in uno spazio e in un determinato periodo, sono stati presentati in occasione della partenza dell'edizione 2017 di Next Generation 2017, in programma fino al 22 luglio a Giffoni Valle Piana nell'ambito del Giffoni Experience.  Con 20 quesiti a risposta multipla tra percentuali e punteggi, l'analisi ha coinvolto 1.836 adolescenti italiani in totale, divisi in fasce di età nel range 10-22 anni. Tre le aree esaminate: necessità formative per realizzare le aspirazioni professionali, familiarità con la dimensione social e modalità di fruizione dei prodotti culturali.

Scuola e famiglia riconosciuti come supporti essenziali

La maggioranza del campione crede nel supporto di scuola (7.105 punti) e famiglia (6.751 punti) per concretizzare i propri sogni, rispetto l'aiuto degli amici (5.608 punti), con una netta preferenza per l'esperienza pratica (6.967) e la lettura dei libri, al secondo posto tra i modi di apprendimento favoriti. Altra sorpresa: la condivisione e la discussione delle proprie passioni è importante ma, in questo ambito, la tecnologia e la connessione virtuale cedono il passo alla relazione personale. In assoluto i giovani optano per il confronto con i coetanei dal vivo (7.249 punti) piuttosto che via social (2.781 punti).

"Giffoni Big Data – spiega Orazio Maria Di Martino, co-founder di Giffoni Innovation Hub – ribalta molti dei luoghi comuni che definiscono i giovani". Dal rapporto emerge il profilo di una generazione decisamente intraprendente. Ambisce infatti al lavoro dipendente e senza grosse responsabilità solo l8,27 per cento degli intervistati, contro il 52 per cento che spera di affermarsi nella libera professione per gestire il lavoro secondo scelte e tempi autonomi.

Per raggiungere i propri obiettivi puntano molto sulla tecnologia

Risultano pragmatici senza però rinunciare ai sentimenti. Per inseguire un sogno, non sono disposti a fare rinunce sul piano dei rapporti personali (4.181 punti) e degli affetti familiari (3.426 punti) ma non temono di sacrificare tempo libero (7.107 punti) e soldi (5.826 punti). Riconoscono alle tecnologie un ruolo fondamentale o importante (58 per cento) per ottenere i propri obiettivi e ritengono (oltre il 90 per cento) di avere competenze altamente competitive verso l'uso degli strumenti tech.

Anche sul piano dei social network e delle app utilizzate crollano diversi stereotipi. Le preferenze d'uso nei principali canali social e app individuano nei sistemi di messaggistica diretta il mezzo essenziale per la comunicazione interpersonale con Whatsapp (8.181 punti) privilegiato rispetto Facebook (5.040 punti), Instagram (5.660 punti) e Twitter (1.852 punti), mentre molto gradito è Youtube (7.225).

I social? Sì, ma soprattutto per osservare gli altri

Nella modalità di fruizione dei social, solo una ristretta cerchia è molto attiva (3,75 per cento), ossia pubblica contenuti tutti i giorni e più volte al giorno, mentre oltre il 46 per cento si dichiara semplice spettatore di quel che postano gli altri, presenza che emerge attraverso like, reazioni e condivisioni dei post (5.920 punti) piuttosto che pubblicando. Tra i linguaggi preferiti è la fotografia a uscire vincitrice (7.122 punti) rispetto al solo testo (3.998 punti).

Nelle scelte dei prodotti creativi, essenziale il rapporto orizzontale, in particolare il consiglio degli amici (6.608 punti) e le recensioni di altri utenti sul web (4.782 punti), mentre i giudizi degli influencer sui social (youtuber e instagramer, 3.833 punti) sono indietro. La comunicazione commerciale classica, la pubblicità in televisione (3.787 punti), le recensioni sui giornali (3.502 punti) e le inserzioni web e social (3.600 punti) restano indietro. I canali di fruizione preferiti rivelano una tendenza anche in questo caso meno digital di quanto presumano i luoghi comuni con la televisione (7.010 punti) e lo spettacolo dal vivo (7.473 punti) a prevalere sul pc (5.727 punti). E persino la portabilità è ridimensionata con tablet (4.291) e smartphone (3.915) in fondo alla classifica.

La vacanza estiva è uno dei momenti più attesi dell’anno, ma non è priva di rischi e imprevisti. Per questo spesso i viaggiatori cercano di tutelarsi sottoscrivendo delle assicurazione di viaggio, che, almeno in parte, possono evitare il trasformarsi del tanto atteso periodo di ferie e relax in un vero e proprio incubo. Non a caso il settore delle assicurazioni di viaggio sta crescendo, e nel 2017 si stima, in base ad un’analisi di Facile.it, che la sola copertura medica crei un mercato con un valore potenziale di oltre 395 milioni di euro. Il giro d’affari intorno le vacanze estive è enorme: solo quello per il mare in Italia supera i 29 miliardi di euro (dati Jfc).

Assicurazioni viaggio: cosa coprono, e cosa non coprono

  • Annullamento vacanza – Tra le polizze di viaggio una delle più diffuse è quella contro l'annullamento della vacanza. In caso di disdetta della prenotazione tale copertura consente di avere un rimborso della penale, che a volte è pari anche al 100% del costo della vacanza. Quello che pochi sanno, però, è che la polizza di annullamento tutela anche nel caso in cui il viaggiatore sia stato licenziato e non possa più permettersi il viaggio. Oltre a questo, la polizza copre imprevisti come malattia, infortunio, incidente, o furto di documenti. Attenzione però, un raffreddore non vale per chiedere il rimborso, che sarà riconosciuto solo se l’imprevisto è di gravità tale da impedire la partenza. Le compagnie non considerano causa di annullamento, il timore di possibili attentati terroristici. Diverso se nel luogo di destinazione il fatto è realmente accaduto. In quel caso esistono polizze che tutelano i vacanzieri qualora scelgano di annullare il viaggio.

Legge anche: Le mete preferite dagli italiani in vacanza

  • Smarrimento bagagli – Perdere le valigie in vacanza, magari alla partenza, è senza dubbio uno degli incubi più ricorrenti dei viaggiatori. Ma esiste una polizza anche per questo imprevisto che tutela il bagaglio e il suo contenuto, anche in caso di furto, arrivando persino a rimborsare le eventuali spese sostenute per gli acquisti di prima necessità effettuati a causa dello smarrimento. Attenzione perché non tutto è garantito; denaro, assegni e documenti di viaggio, anche se conservati in valigia, non vengono rimborsati, e a volte nemmeno computer e tablet. In questo caso è di estrema importanza controllare i massimali previsti per il rimborso, così da evitare brutte sorprese. Naturalmente è buona norma non mettere in valigia oggetti particolarmente preziosi perché, in caso di smarrimento, oltre al danno affettivo, potreste rischiare di non vederne coperto l’intero valore.

Leggi anche: Gli italiani riprendo a spendere per le vacanze

  • Malattie e infortuni in viaggio – Ammalarsi in vacanza non è mai piacevole, ma se accade all’estero potrebbe diventare un vero problema, oltre che un costo notevole. Per tutelarsi i viaggiatori possono ricorrere all’assicurazione malattie e infortuni in viaggio, che include la possibilità di ricevere medicinali, assistenza sanitaria, trasporti in ospedale e il rimborso degli eventuali interventi chirurgici cui ci si deve sottoporre. Anche in questo caso occhio ai massimali previsti e alle condizioni dell’assicurato, come ad esempio l’età e la presenza di malattie croniche accertate. Non sono coperte nemmeno le eventuali patologie della gravidanza che dovessero sorgere in viaggio, oltre il sesto mese compiuto.

Se si sceglie la casa vacanza

Il mercato delle assicurazioni viaggio è dinamico e si adatta alle esigenze dei vacanzieri. Tra le ultime novità c’è, ad esempio, la polizza dedicata a chi sceglie di trascorrere le ferie in una casa vacanza, modalità che riguarda oltre il 30% degli italiani. Gli assicurati sono tutelati non solo in caso di atto illecito o fraudolento esercitato dal proprietario – o presunto tale – che impedisca di prendere possesso dell’immobile, ma anche qualora la casa non corrisponda alla descrizione e alle immagini fornite. 

Costi molto variabili

I prezzi di un’assicurazione di viaggio possono variare molto e “sono determinati non solo in base alla tipologia di copertura richiesta, ma anche ai relativi massimali, alla lunghezza del soggiorno e alla destinazione”, spiega Giordano Gala, responsabile New Business di Facile.it. “Si tratta comunque di cifre contenute, soprattutto in rapporto ai benefici che garantiscono se qualcosa va storto. Per un viaggio in Italia di 5 giorni, l’assicurazione può costare dai 10 euro per la sola copertura medica ai 25 euro se si aggiungono anche l’assicurazione bagaglio e l’annullamento. Se invece si parte per un viaggio di 15 giorni fuori dall’Europa i prezzi salgono; se la nostra meta sono gli Stati Uniti, oscillano fra i 33 e i 76 euro a viaggiatore”.

La vacanza estiva è uno dei momenti più attesi dell’anno, ma non è priva di rischi e imprevisti. Per questo spesso i viaggiatori cercano di tutelarsi sottoscrivendo delle assicurazione di viaggio, che, almeno in parte, possono evitare il trasformarsi del tanto atteso periodo di ferie e relax in un vero e proprio incubo. Non a caso il settore delle assicurazioni di viaggio sta crescendo, e nel 2017 si stima, in base ad un’analisi di Facile.it, che la sola copertura medica crei un mercato con un valore potenziale di oltre 395 milioni di euro. Il giro d’affari intorno le vacanze estive è enorme: solo quello per il mare in Italia supera i 29 miliardi di euro (dati Jfc).

Assicurazioni viaggio: cosa coprono, e cosa non coprono

  • Annullamento vacanza – Tra le polizze di viaggio una delle più diffuse è quella contro l'annullamento della vacanza. In caso di disdetta della prenotazione tale copertura consente di avere un rimborso della penale, che a volte è pari anche al 100% del costo della vacanza. Quello che pochi sanno, però, è che la polizza di annullamento tutela anche nel caso in cui il viaggiatore sia stato licenziato e non possa più permettersi il viaggio. Oltre a questo, la polizza copre imprevisti come malattia, infortunio, incidente, o furto di documenti. Attenzione però, un raffreddore non vale per chiedere il rimborso, che sarà riconosciuto solo se l’imprevisto è di gravità tale da impedire la partenza. Le compagnie non considerano causa di annullamento, il timore di possibili attentati terroristici. Diverso se nel luogo di destinazione il fatto è realmente accaduto. In quel caso esistono polizze che tutelano i vacanzieri qualora scelgano di annullare il viaggio.

Legge anche: Le mete preferite dagli italiani in vacanza

  • Smarrimento bagagli – Perdere le valigie in vacanza, magari alla partenza, è senza dubbio uno degli incubi più ricorrenti dei viaggiatori. Ma esiste una polizza anche per questo imprevisto che tutela il bagaglio e il suo contenuto, anche in caso di furto, arrivando persino a rimborsare le eventuali spese sostenute per gli acquisti di prima necessità effettuati a causa dello smarrimento. Attenzione perché non tutto è garantito; denaro, assegni e documenti di viaggio, anche se conservati in valigia, non vengono rimborsati, e a volte nemmeno computer e tablet. In questo caso è di estrema importanza controllare i massimali previsti per il rimborso, così da evitare brutte sorprese. Naturalmente è buona norma non mettere in valigia oggetti particolarmente preziosi perché, in caso di smarrimento, oltre al danno affettivo, potreste rischiare di non vederne coperto l’intero valore.

Leggi anche: Gli italiani riprendo a spendere per le vacanze

  • Malattie e infortuni in viaggio – Ammalarsi in vacanza non è mai piacevole, ma se accade all’estero potrebbe diventare un vero problema, oltre che un costo notevole. Per tutelarsi i viaggiatori possono ricorrere all’assicurazione malattie e infortuni in viaggio, che include la possibilità di ricevere medicinali, assistenza sanitaria, trasporti in ospedale e il rimborso degli eventuali interventi chirurgici cui ci si deve sottoporre. Anche in questo caso occhio ai massimali previsti e alle condizioni dell’assicurato, come ad esempio l’età e la presenza di malattie croniche accertate. Non sono coperte nemmeno le eventuali patologie della gravidanza che dovessero sorgere in viaggio, oltre il sesto mese compiuto.

Se si sceglie la casa vacanza

Il mercato delle assicurazioni viaggio è dinamico e si adatta alle esigenze dei vacanzieri. Tra le ultime novità c’è, ad esempio, la polizza dedicata a chi sceglie di trascorrere le ferie in una casa vacanza, modalità che riguarda oltre il 30% degli italiani. Gli assicurati sono tutelati non solo in caso di atto illecito o fraudolento esercitato dal proprietario – o presunto tale – che impedisca di prendere possesso dell’immobile, ma anche qualora la casa non corrisponda alla descrizione e alle immagini fornite. 

Costi molto variabili

I prezzi di un’assicurazione di viaggio possono variare molto e “sono determinati non solo in base alla tipologia di copertura richiesta, ma anche ai relativi massimali, alla lunghezza del soggiorno e alla destinazione”, spiega Giordano Gala, responsabile New Business di Facile.it. “Si tratta comunque di cifre contenute, soprattutto in rapporto ai benefici che garantiscono se qualcosa va storto. Per un viaggio in Italia di 5 giorni, l’assicurazione può costare dai 10 euro per la sola copertura medica ai 25 euro se si aggiungono anche l’assicurazione bagaglio e l’annullamento. Se invece si parte per un viaggio di 15 giorni fuori dall’Europa i prezzi salgono; se la nostra meta sono gli Stati Uniti, oscillano fra i 33 e i 76 euro a viaggiatore”.

E’ stata abbandonata, bistrattata e umiliata, ma ha mantenuto intatta la sua bellezza e finalmente si è rialzata. Lampedusa, l’isola simbolo dello sbarco dei migranti e delle tragedie in mare torna ad essere una delle mete più ambite dai turisti per l’estate 2017. Da un’analisi sulle prenotazioni fatte sul sito CaseVacanza.it nel mese di agosto emerge che è la destinazione italiana più cara, con una media di 1.430 euro a settimana per una casa per quattro persone. Il suo fascino e i paesaggi incontaminati richiamano turisti da tutto il mondo, disposti a pagare anche il doppio rispetto alla media nazionale pur di passarci una settimana.

Lo sbarco ad Azio è la nuova tendenza 

A sorpresa al secondo posto, sempre per quanto riguarda le case vacanza, si posiziona Anzio con 1.400 euro a settimana seguita da Castiglion della Pescaia con una cifra media spesa pari 1.340 euro.

“In un contesto internazionale come quello attuale, le presenze turistiche in Italia, sia di connazionali sia di stranieri, risultano in forte aumento. L’offerta di alloggi non ha fatto in tempo a rispondere completamente al boom della domanda, e questo ha portato a un diffuso incremento delle tariffe – riporta Francesco Lorenzani, CEO di Feries Srl – Se nelle località più popolari si arriva a spendere oltre il doppio rispetto alla media nazionale, resta un dato di fatto come, anche qui, scegliere una casa vacanza comporti un risparmio pari a circa il 30% rispetto a un hotel della stessa zona”.

Tre località laziali nella top ten

La costa laziale è molto ambita per questo 2017 e per alloggiarvi i turisti sono disposti a spendere cifre più alte della media: nella classifica si trovano Terracina e San Felice Circeo, che chiude la classifica della top 20 con una spesa di 905 euro a settimana.

Naturalmente molte posizioni sono occupate dalle due grandi isole italiane: Sicilia e Sardegna. Nella prima , oltre Lampedusa, si aggiudicano varie posizioni Taormina, Portopalo di Capo Passero e l’isola di Pantelleria. In Sardegna il budget più alto, pari a 1.060 euro per una settimana, è quello di chi ha prenotato a San Teodoro, seguono Chia, Villasimius e La Maddalena, con cifre che comunque non superano i 950 euro.

Il successo di Gallipoli non è passeggero

Non poteva mancare la Puglia con due delle sue località più note e attrattive per chi viaggia in estate. C’è naturalmente Gallipoli, dove chi ha prenotato è stato disposto a spendere 1.030 euro e Polignano a Mare, meta che ogni anno diventa sempre più gettonata. Nel 2017 i turisti sono stati disposti a spendere fino a 990 euro per sette giorni.

La Liguria piazza in classifica due delle sue mete marittime più conosciute, Lerici e Alassio.

L’unica località di montagna che ha raccolto più prenotazioni ed è entrata nella top 20 delle città in cui si è speso di più per affittare casa ad agosto è Molveno, dove la cifra media per una settimana è stata in media di 930 euro.

La classifica delle 20 mete più costose

  1. Lampedusa – 1.430 euro
  2. Anzio – 1.400 euro
  3. Castiglione della Pescaia – 1.340 euro
  4. Terracina – 1.110 euro
  5. Taormina – 1.080 euro
  6. Maratea – 1.070 euro
  7. Lerici – 1.070 euro
  8. San teodoro – 1.060 euro
  9. Punta Ala – 1.040 euro
  10. Gallipoli – 1.030 euro
  11. Polignano a Mare – 990 euro
  12. Portopalo di Capo – 940 euro
  13. Pantelleria – 940 euro
  14. Chia – 940 euro
  15. Villasimius – 930 euro
  16. Molveno – 930 euro
  17. La Maddalena – 930 euro
  18.  Ischia – 920 euro
  19. Alassio – 910 euro
  20. San Felice Circeo – 905 euro

E’ stata abbandonata, bistrattata e umiliata, ma ha mantenuto intatta la sua bellezza e finalmente si è rialzata. Lampedusa, l’isola simbolo dello sbarco dei migranti e delle tragedie in mare torna ad essere una delle mete più ambite dai turisti per l’estate 2017. Da un’analisi sulle prenotazioni fatte sul sito CaseVacanza.it nel mese di agosto emerge che è la destinazione italiana più cara, con una media di 1.430 euro a settimana per una casa per quattro persone. Il suo fascino e i paesaggi incontaminati richiamano turisti da tutto il mondo, disposti a pagare anche il doppio rispetto alla media nazionale pur di passarci una settimana.

Lo sbarco ad Azio è la nuova tendenza 

A sorpresa al secondo posto, sempre per quanto riguarda le case vacanza, si posiziona Anzio con 1.400 euro a settimana seguita da Castiglion della Pescaia con una cifra media spesa pari 1.340 euro.

“In un contesto internazionale come quello attuale, le presenze turistiche in Italia, sia di connazionali sia di stranieri, risultano in forte aumento. L’offerta di alloggi non ha fatto in tempo a rispondere completamente al boom della domanda, e questo ha portato a un diffuso incremento delle tariffe – riporta Francesco Lorenzani, CEO di Feries Srl – Se nelle località più popolari si arriva a spendere oltre il doppio rispetto alla media nazionale, resta un dato di fatto come, anche qui, scegliere una casa vacanza comporti un risparmio pari a circa il 30% rispetto a un hotel della stessa zona”.

Tre località laziali nella top ten

La costa laziale è molto ambita per questo 2017 e per alloggiarvi i turisti sono disposti a spendere cifre più alte della media: nella classifica si trovano Terracina e San Felice Circeo, che chiude la classifica della top 20 con una spesa di 905 euro a settimana.

Naturalmente molte posizioni sono occupate dalle due grandi isole italiane: Sicilia e Sardegna. Nella prima , oltre Lampedusa, si aggiudicano varie posizioni Taormina, Portopalo di Capo Passero e l’isola di Pantelleria. In Sardegna il budget più alto, pari a 1.060 euro per una settimana, è quello di chi ha prenotato a San Teodoro, seguono Chia, Villasimius e La Maddalena, con cifre che comunque non superano i 950 euro.

Il successo di Gallipoli non è passeggero

Non poteva mancare la Puglia con due delle sue località più note e attrattive per chi viaggia in estate. C’è naturalmente Gallipoli, dove chi ha prenotato è stato disposto a spendere 1.030 euro e Polignano a Mare, meta che ogni anno diventa sempre più gettonata. Nel 2017 i turisti sono stati disposti a spendere fino a 990 euro per sette giorni.

La Liguria piazza in classifica due delle sue mete marittime più conosciute, Lerici e Alassio.

L’unica località di montagna che ha raccolto più prenotazioni ed è entrata nella top 20 delle città in cui si è speso di più per affittare casa ad agosto è Molveno, dove la cifra media per una settimana è stata in media di 930 euro.

La classifica delle 20 mete più costose

  1. Lampedusa – 1.430 euro
  2. Anzio – 1.400 euro
  3. Castiglione della Pescaia – 1.340 euro
  4. Terracina – 1.110 euro
  5. Taormina – 1.080 euro
  6. Maratea – 1.070 euro
  7. Lerici – 1.070 euro
  8. San teodoro – 1.060 euro
  9. Punta Ala – 1.040 euro
  10. Gallipoli – 1.030 euro
  11. Polignano a Mare – 990 euro
  12. Portopalo di Capo – 940 euro
  13. Pantelleria – 940 euro
  14. Chia – 940 euro
  15. Villasimius – 930 euro
  16. Molveno – 930 euro
  17. La Maddalena – 930 euro
  18.  Ischia – 920 euro
  19. Alassio – 910 euro
  20. San Felice Circeo – 905 euro

Tutti lo conoscono come il pesce del caviale, ma la carne dello storione è altrettanto preziosa per i valori nutrizionali e la delicatezza del sapore che ne fanno un alimento sano, per tutte le età e i gusti.

Rico di Omega 3

“Le sue carni sono pregiate per l’alto contenuto proteico e la ricchezza di Omega 3. – precisa Stefania Gugi, Nutrizionista Eubiotica – 100 grammi di Storione contengono circa il 20% di proteine, 1,78% di grassi saturi, 3,16% di grassi monoinsaturi, 1,54 % di grassi polinsaturi. Il potere proteico – prosegue Gugi – è sostenuto dalla presenza di aminoacidi, di cui molti essenziali, necessari per la crescita e il mantenimento  dell’intera massa magra”.

Niente lische

La maggior parte dei consumatori non conosce lo storione bianco e non sa che se da un punto di vista nutrizionale ha tutte le benefiche proprietà del pesce, presenta anche la versatilità di preparazione della carne bianca, non ha lische e non pone il problema dello scarto.

“La filiera produttiva è totalmente controllata – spiega il biologo, Mario Pazzaglia, Responsabile Ricerca e Sviluppo di Agroittica Lombarda, azienda italiana leader del settore, che vanta il più grande allevamento di storioni d’Europa. – Lo storione bianco nasce nei nostri allevamenti di Calvisano dove l’acqua sgorga dal sottosuolo direttamente nell’area dedicata all’acquicultura. Abbiamo creato un ambiente il più possibile simile a quello naturale degli storioni. Oltre ad alimenti specifici,  i nostri storioni – precisa Pazzaglia – si nutrono di crostacei e molluschi che vivono e crescono nel medesimo ambiente: questo permette di migliorare sia la sostenibilità produttiva che la qualità delle carni”.

In cucina versatile come le carni bianche

Lo storione bianco risulta versatile in cucina, si presta ai piatti più disparati ed ha tempi di cottura molto rapidi. La sua riconosciuta pregevolezza nutrizionale è legata soprattutto alla sua quota lipidica e alla sua rifilatura che preserva il “cuore” del filetto, la sua parte più ricca.

“Altro aspetto molto interessante rispetto ad altri prodotti ittici – aggiunge il biologo Pazzaglia – è che lo storione è idoneo, grazie alla filiera italiana totalmente controllata, al consumo crudo diretto e non richiede l’abbattimento termico per l’inattivazione dei parassiti (in quanto non presenti nell’ambiente di allevamento), questo consente di congelare il prodotto eventualmente avanzato, cosa che non sarebbe possibile con un prodotto precedentemente abbattuto. Peraltro – conclude – a differenza di altri pesci, il congelamento non comporta una perdita qualitativa e la polpa mantiene la sua caratteristica compattezza”. 

Il re dei banchetti dei Gonzaga e degli Estensi

Già antichi greci e latini consideravano prelibatissima la carne di storione, ma è soprattutto durante il Rinascimento italiano che lo storione viene celebrato come il re dei banchetti, immancabile soprattutto alle corti dei Gonzaga e degli Estensi, non solo per la sua bontà, ma anche per le virtù che gli venivano attribuite. Lo storione infatti era considerato simbolo di forza e vitalità.

“Il valore calorico delle carni oscilla dalle 100 alle 135 calorie per 100g. (valore che cambia a seconda della varietà di Storione: Beluga, Stellato, Russo, Bianco). Possiede minerali fondamentali per l’intero organismo umano: Potassio, Ferro, Calcio, Fosforo, Magnesio e vitamine a volontà: A  ed  E, gruppo B, vitamina PP, ma soprattutto, vitamina D (D3).  Tra gli storioni, quello bianco è il più prelibato grazie alle sue carni candide, delicate, morbide che come abbiamo già detto – specifica Stefania Gugi – lo rendono  un alimento decisamente e naturalmente antiossidante. La carne di questo pesce, così ricco di nutrienti, è molto indicata per l’alimentazione infantile, nonché per migliorare i tessuti interni, il derma, la vista, le ossa, le attività cerebrali degli adulti e degli anziani”.

Non si fa altro che parlare di inquinamento, di cambiamento climatico e di emissioni di Co2, ma ancora è lontano il giorno in cui sarà possibile vivere nel completo rispetto dell’ambiente che ci circonda. Si potrebbe però cominciare con alcuni giorni di vacanza, scegliendo luoghi dove il primo obiettivo è limitare al massimo l’impatto sul nostro Pianeta. In occasione dell’anno internazionale del turismo sostenibile, promosso dalle Nazioni Unite, la Cnn suggerisce 10 luoghi da sogno dove la parola d’ordine è ecosostenibilità.

1.Soneva Fushi, Maldive

Qualche anno fa Kunfunadhoo era un'isola deserta delle Maldive, poi Eva e Sonu Shivdasani hanno deciso di costruirci un resort di lusso, con l’idea di rispettare però l’ambiente circostante. Anche se può sembrare una contraddizione, i risultati raggiunti in questi ultimi anni hanno fatto svanire ogni dubbio: il Soneva Fushi è un vero e proprio paradiso ecosostenibile. Il 90% dei rifiuti viene riciclato, in particolare tutti quelli organici (100%) sono riutilizzati per coltivare prodotti biologici freschi nelle aziende agricole sull’isola, riducendo ulteriormente i costi e l’inquinamento dovuto al trasporto degli alimenti. Tutti i resti di bottiglie, vasetti, bicchieri sono recuperati, lavorati e trasformati, grazie a un laboratorio artigianale, in vere e proprie opere d’arte. I pannelli solari forniscono l’energia sufficiente per tutte le esigenze degli ospiti e il 100% dell’acqua usata è desalinizzata.

2. Bom Bom Resort, Sao Tome

Principe è la più piccola delle due isole di Sao Tome nel golfo di Guinea, sulla costa occidentale dell’Africa, ed è qui che si trova il Rom Rom Resort: 19 bungalow sulla spiaggia, interamente costruiti in legno, immersi nella foresta tropicale. Tra le attività che offre l’isola ci sono le visite nelle piantagioni di cacao e nei villaggi dei pescatori. Non manca il contatto continua con una ricca fauna, come balene, tartarughe, scimmie e soprattutto uccelli che non si trovano in nessun altro posto del mondo.

3. eXtreme Hotel, Kite Beach, Cabarete, Repubblica Dominicana

Cabarete, è una città della Repubblica Domenicana, considerata la capitale del kitesurf. E’ proprio qui che si trova l’hotel eXtreme, costruito e gestito nel pieno rispetto della natura e dell’ambiente. La struttura è alimentata al 100% da energia solare e non è dotata di aria condizionata, ma sfrutta al meglio il vento che arriva dal mare per creare aria fresca. Una serie di sistemi raccolgono l’acqua piovana e ne gestiscono il consumo e una fattoria di prodotti biologici contribuisce alla preparazione dei pasti. L’hotel è circondato da 2.000 alberi che limitano le emissioni di carbonio e forniscono prodotti locali e stagionali. E’ anche un punto di riferimento per le comunità locali, nel corso degli anni ha favorito l'istruzione, la formazione e le opportunità di lavoro. I domenicani rappresentano il 70% della forza lavoro dell’hotel.

4. Inkaterra, riserva nazionale di Tampopata, Perù

La riserva di Inkaterra è un autentico paradiso, situato nel cuore di una area ecologica privata di circa 17.000 ettari, e considerato come il miglior lodge amazzonico. Dispone di 35 eleganti cabanas di legno con tetti in paglia, costruite su piattaforme secondo lo stile dei nativi indios Esè Eja. Tutte le camere dispongono di amache, ventilatori, docce calde, lanterne ed elettricità a basso impatto. I piatti sono preparati esclusivamente con prodotti locali. Non è difficile dimenticarsi in fretta dei ritmi cittadini. Qui è possibile osservare le stelle, fare lunghe camminate, gite in barca, osservare gli uccelli e visitare le comunità indigene. La riserva è stata premiata nel 2013 per l’impegno nella salvaguardia ambientale e è considerata dal National Geographic Traveler tra i 25 best ecolodges del mondo.

5. Best of Myanmar Tour, Intrepid Travel

Non un hotel, non un resort, ma un intero tour all’insegna del rispetto dell’ambiente. Una visita del Myanmar, organizzata da Interpid Travel, dove il turismo sostenibile è lo scopo principale per preservare questa destinazione ancora poco sfruttata. Il viaggio è progettato per ridurre al minimo le emissioni di carbonio. Per gli spostamenti vengono usati solo i trasporti locali e alloggio e cibo sono offerti dagli abitanti birmani. Il progetto è gestito da ActionAid.

6. Bushmans Kloof Wilderness Reserve, Sudafrica

Il Bushmans Kloof Wilderness Reserve è una riserva naturale di 18.000 ettari e dista circa 300 chilometri da Città del Capo. La conservazione dell’ambiente e la collaborazione con le comunità sono diffuse in tutta l’Africa, ma il Bushmans Reserve fa molto di più. In questo luogo è stata sviluppata un’ampia zona destinata all’agricoltura biologica e c’è un impegno costante per il risparmio energetico. Inoltre la riserva si è occupata di recuperare e reintegrare alcune specie a rischio estinzione, come la zebra di Cape Mountain.

7. Conservazione delle tartarughe a Kyrenia, Cipro del Nord

La costa settentrionale dell'isola mediterranea di Cipro è in gran parte incontaminata, in particolare la spiaggia di Alagadi che ospita dei visitatori speciali: le tartarughe di mare. Animali che però rischiano di scomparire tra qualche anno. Il Marine Turtle Research Group, guidato dalla British Exeter University, si occupa proprio di preservare questa specie. Pe chi vuole contribuire al progetto sono ammessi dei volontari che però devono essere disposti a fermarsi almeno 3 mesi e provvedere autonomamente al cibo e all’alloggio.

8. La Penisola di Osa, Costa Rica

La Penisola di Osa in Costa Rica è considerata uno dei luoghi più incontaminati del mondo. Grazie alla sua posizione isolata ospita una delle più grandi varietà di specie animali, circa la metà di tutte quelle viventi nel Paese. Lokal Travel offre un'esplorazione di otto giorni della regione, con visita a tre comunità che vivono nella giungla. Inoltre si possono fare passeggiate a cavallo sulla spiaggia al tramonto e godere di una laguna circondata da 1.000 ettari di foresta.

9. Rifugio di Yoga a Oleiros, Portogallo centrale

In Portogallo, lontano dai sentieri più battuti dai turisti, si trova Yoga Holidays Retreat a Oleiros: un rifugio per l’eco-yoga, dove le lezioni e la meditazione vanno di pari passo con la natura.

L’alloggio è semplice ed essenziale e luce e acqua calda sono disponibili solo per lo stretto necessario. I mobili sono realizzati con il legno locale di pino, ulivo e castagno e il cibo è fornito dai prodotti dell’orto. Il vicino fiume Zezere dà la possibilità di nuotare in acque cristalline.

10. L’Emerald in Cornovaglia, Inghilterra

L’Emerald in Cornovaglia nel sud-ovest dell’Inghilterra, è l’unico luogo per turisti a zero emissioni di carbonio in tutto il Regno Unito. La struttura, dove vengono usati solo materiali riciclati, è autosufficiente da un punto di vista energetico (con un consumo ridotto del 90%) e idrico. Nello spazio circostante sono stati piantati centinaia di alberi e i quattro edifici che formano la struttura  sono rivestiti in cedro e offrono una serie di servizi, tra cui: vasche idromassaggio, una piscina coperta riscaldata, una palestra e un’area giochi.

Forse perché stiamo piano piano uscendo dalla crisi, o forse perché nonostante le difficoltà economiche alle vacanze non si rinuncia mai. Sta di fatto che quasi tutti gli italiani andranno in vacanza questa estate. E’ vero che si recheranno soprattutto in Italia, ma saranno in crescita le destinazioni estere. E il prezzo della vacanza preoccupa sempre meno.

E' quanto emerge da un’indagine del Centro Studi del Touring Club Italiano (Tci) condotta sui suoi associati. 

Dove andranno gli italiani?

Il 58% degli italiani rimarrà in Italia. Il dato è in discesa rispetto al 2016, quando arrivava al 68%. Intervistati sull’immagine che hanno le nostre Regioni, i membri del Tci hanno ritenuto soprattutto il Trentino Alto-Adige interessante sotto diversi punti di vista, tra cui spiccano le vacanze che prevedono escursioni e la sicurezza dalla criminalità che la regione sembra offrire. Per quanto riguarda il divertimento, è soprattutto l’Emilia Romagna che sembra offrire garanzie. Altre regioni gettonate saranno Sardegna, Puglia e Sicilia.

Crescono le mete estere, per andare verso le quali aumenta anche l’uso delle agenzie di viaggio (22%, in aumento rispetto al 2016 quando le utilizzava solo il 10% dei vacanzieri italiani). Le destinazioni preferite saranno Grecia (17%), Spagna (12%) e Francia (11%); mete che, per quanto all'estero, sono forse per noi economicamente più convenienti. La Francia sarà meno frequentata rispetto all’anno scorso, probabilmente per le paure emerse dopo i recenti attentati. Lo stesso elemento che forse ha fatto crollare anche le partenze verso la sponda Sud del Mediterraneo.

La destinazione prevalente è il mare (46%), sopratutto per la fascia d'età 30-45. Molti vanno anche nelle città d’arte (20%) e in montagna (15%). Chi resta in Italia sceglierà soprattutto mare e monti mentre chi va all'estero opta soprattutto per una bella e nota città. In calo le destinazioni rurali e i piccoli borghi, altro segnale della ripresa in corso.

Altri elementi che fanno credere che il peggio sia passato

Quest’anno cresceranno le prenotazioni in hotel e villaggi turistici: il 51% degli italiani in vacanza ne farà uso, contro il 41% dell’anno scorso. Al secondo posto appartamenti in affitto (21%) e al terzo i campeggi (8%). Scende l’utilizzo delle seconde case di proprietà: dal 14% al 5%.

Dati che fanno ritenere che la crisi si faccia sentire sempre meno, e confermati da quelli riguardanti le aspettative sui pernottamenti. Gli intervistati richiedono soprattutto pulizia, una buona posizione sul luogo visitato e una buona accoglienza, più che un buon prezzo.

E’ inoltre in calo la tendenza a non reperire informazioni sui luoghi di destinazione, che segnalerebbe una scelta di località abituali. Era al 46% nel 2016, diventa 35% nel 2017. Dunque le mete poco note sono diventate nuovamente appetibili. E’ soprattutto la rete (34%) ad essere utilizzata per saperne di più.

Altre curiosità sulle vacanze degli italiani

Si parte soprattutto ad agosto e a luglio. E, novità di quest’anno, più a settembre (31%) che a giugno (29%).

Gli intervistati hanno come motivazione della loro partenza soprattutto staccare la spina (32%) e conoscere e imparare (29%).

Mare, Dolomiti e Venezia: è questo il trittico che fa del Veneto la più visitata delle Regioni italiane, l'unica nella top ten europea. Da un lato c'è il litorale della provincia di Venezia, da Bibione a Rosolina, passando per i grandi numeri di Jesolo Lido e gemme come Caorle: chilometri di spiagge che non hanno niente da invidiare a quelle dell'Emilia Romagna e che sono meta tradizionale di austriaci e tedeschi, che iniziano ad affollarle da maggio.
La spiaggia di Caorle
Dall'altro le Dolomiti, patrimonio dell'Unesco, con la 'perla' Cortina d'Ampezzo e montange come il Cristallo, la Marmolada o le Tre Cime di Lavaredo, scelte da un numero sempre maggiore di stranieri per escursioni e passeggiate fra i boschi e i rifugi.

Dal 'gioiello' Venezia alle colline del Prosecco 

In mezzo borghi e città, a partire da Venezia, che da sola vale oltre 20 milioni di presenze, che durante tutto l'anno occupano gli alberghi fra le calli e San Marco per poi spingersi fino a Murano, Burano e le altre isole della laguna. Ma che poi da lì si muovono per vedere le opere di Giotto a Padova, i lavori del Palladio a Vicenza o per toccare la tetta di Giulietta a Verona (nella foto sotto) classico rituale portafortuna che ogni anno viene ripetuto da migliaia di persone che ne visitano la casa rivivendo le emozioni dell'opera di Shakespeare, per poi magari guardarla rappresentata all'Arena.
 
Alle porte di Verona, poi, negli ultimi anni sta crescendo molto il turismo sul lago di Garda, dove ogni anno arrivano sempre più visitatori. Ci sono poi il turismo termale, con località come Abano e Montegrotto, vicino Padova, e quello gastronomico ed enologico, trascinato dal boom del Prosecco, le cui colline sono state recentemente candidate a patrimonio dell'Umanità.

Nel 2016 record di turisti

D'altra parte nel 2016 è stato record per numero di turisti: gli arrivi sono stati 17.856.567 (+3,5%), con 11.525.916 stranieri (+2,8%) e 6.330.651 italiani (+4,7%); le presenze totali 65.392.328 (+3,4%), con 43.961.624 di stranieri (+4,1%) e 21.430.704 di italiani (+1,8%). Se poi si guarda il fatturato, il turismo è l'industria più importante del Veneto, con ricavi che sfondano i 17 miliardi. Tutti numeri che potrebbero essere ritoccati, di nuovo, verso l'alto: sulle spiagge, infatti, l'estate è partita per il verso giusto e giugno ha visto aumenti anche in doppia cifra in diverse località.
 
E se durante l'inverno la poca neve non ha aiutato gli sciatori, non per questo meno persone si sono recate a Cortina o negli altri paesi delle Dolomiti, complici i massicci investimenti degli anni scorsi per l'innevamento artificiale delle piste, che scendono fra panorami mozzafiato. Uno scenario unico, al punto che la zona delle Tre Cime è stata scelta per alcune delle riprese del nuovo film di Guerre Stellari, l'ottavo della saga: il turismo in Veneto, è proprio il caso di dirlo, è spaziale. 

Il Veneto unica italiana nella Top 10 delle regioni più visitate in Ue

Spagna, Francia e Italia sono le destinazioni preferite dei turisti europei, ma solo una regione italiana – il Veneto – rientra nella "top ten" dell'Unione europea, secondo alcuni dati pubblicati da Eurostat sul numero di notti trascorse negli Stati membri per turismo nel 2015. Nella classifica delle dieci destinazioni più popolari, le isole Canarie in Spagna sono nettamente in testa con 94 milioni di notti nel 2015. La Spagna è il paese con più regioni nella "top ten" con 75,5 milioni notti per la Catalogna, 65,2 milioni per le isole Baleari e 61,4 milioni per l'Andalusia. 
LE 30 REGIONI EUROPEE COL MAGGIOR NUMERO DI TURISTI (NOTTI)

La Francia ha tre regioni nelle dieci più popolari con Parigi e l'Ile de France (76,8 milioni di notti, al secondo posto nell'Ue), la Provenza-Costa azzurra (54,6 milioni) e il Rhone Alpes (48,7 milioni). La Croazia Adriatica arriva al quarto posto nell'Ue (68,1 milioni di notti), mentre il Veneto è la sola regione italiana nella top ten piazzandosi al sesto posto con 63,3 milioni di notti. 

Sei regioni italiane nella Top 30

Tuttavia, se si considerano le prime 30 destinazioni preferite nell'Ue, l'Italia è alla pari di Spagna e Francia con sei regioni in classifica: il Veneto, la Toscana, la Lombardia, l'Emilia Romagna, il Lazio e la provincia autonoma di Bolzano. Sono invece assenti le regioni del Sud. Secondo Eurostat, nel 2015 il 58% degli europei ha trascorso le vacanze nel proprie paese, il 26% in un altro Stato membro dell'Ue. 
Appena il 16% delle notti sono trascorse in destinazioni extra-Ue, con gli Stati uniti nettamente più popolari come meta (13,8% delle notti trascorse da residenti Ue nel resto del mondo) seguiti da Turchia (10,4%) e Marocco (4,6%).

Toccateci tutto, ma non la pasta e tantomeno la Carbonara A farla 'grossa' questa volta è stata la scrittrice e conduttrice televisiva Nigella Lawson che ha pubblicato sul suo profilo Facebook la ricetta della pasta commettendo un grave errore: ha aggiunto la panna.

Non ci è voluto molto per scatenare l’ira del web. Una pioggia di insulti si sono rincorsi in poche ore sul profilo della Benedetta Parodi inglese. Tra quelli più divertenti: “Nigella sei una donna meravigliosa ma le tua ricette sono la morte delle ricette italiane, letteralmente! No alla panna nella carbonara, mai, soltanto uova”, scrive un utente.

Più mite il commento di un suo fan che si mostra rattristato perché la sua esperta di cucina preferita non ha seguito la ricetta tradizionale: “Amo Nigella più di qualsiasi altro chef stellato Michelin. Ho provato tutte le sue ricette. E anche questa. E’ deliziosa, davvero. Ma non è una carbonara”.

Furioso invece il commento di un italiano: “E’ una tua ricetta, non è la carbonara. Non c’è il vino, non c’è la panna, soltanto uova nella vera carbonara italiana”. A questo si aggiunge anche quello di un altro utente che consiglia all'esperta di cucina e a tutti  i cuochi inglesi di andare a lavare i piatti.

Nigella è in buona compagnia

La ricetta della carbonara di Nigella si aggiunge alle altre, sempre ‘disastrose’, che popolano il web. E’ di pochi mesi fa il video, sul canale YouTube di Demotivateur, che ha scatenato una serie di polemiche. Il sito francese ha mostrato la preparazione completamente sbagliata di una carbonara cucinata con delle farfalle Barilla. A prendere le distanze dalla ricetta francese è stata addirittura l'azienda italiana. Ecco cosa ha scritto poche ore dopo su Facebook la Barilla: "Mon dieu! Siamo aperti a tutte le interpretazioni creative della mitica Carbonara, ma questa va decisamente oltre… désolé!".

Ma ad essere indignato è tutto il web. "Orrore!", dice uno. "È la prima volta che vedo la carbonara cucinata così e l'ho mangiata fatta in casa un bel po' di volte! È vero che a volte si trova la crema nella pasta ma non esageriamo", commenta un altro. Se è vero che la carbonara è uno dei piatti italiani più conosciuti all’estero, è certamente anche quello peggio imitato.

 

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