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Economia

(AGI) – Londra, 21 giu. – L’euro apre poco mosso sopra 1,11 sul dollaro e anche la sterlina e’ sostanzialmente stabile e resta debole sotto quota 1,27 sul biglietto verde. La moneta europea passa di mano a 1,1133 dollari e a 123,86 yen. Dollaro/yen in ribasso a 111,25 e sterlina a 1,2621 dollari. La divisa britannica soffre, dopo che il governatore della Boe, Mark Carney, ha allontanato la possibilita’ di un aumento de tassi nel Regno Unito. “Non e’ il momento ora” ha detto Carney. (AGI)
Gaa

La spending review ha funzionato e ha consentito risparmi strutturali per quasi 30 miliardi nel 2017, che saliranno a 31,5 miliardi nel 2018. Lo annuncia il governo con la relazione annuale del Commissario straordinario alla Revisione della spesa, Yoram Gutgeld, secondo cui i risparmi di spesa sono decollati negli ultimi due anni: pari a 3,6 miliardi nel 2014, 18 miliardi nel 2015, oltre 25 miliardi nel 2017 e hanno toccato quota 29,9 miliardi nel 2017.

Meno 84.000 dipendenti pubblici nel triennio 2014-2016

L'ammontare della spesa pubblica su cui si è concentrata la spending review è pari a 368 miliardi di euro nel 2016.

La spesa corrente aggredibile al netto dei trasferimenti alla Ue e di partite di giro si attesta, invece, a 327,7 miliardi. Oltre il 90% della spesa corrente aggredibile è composta dal costo del personale e degli acquisti di beni e servizi. Per contenere il costo del personale, lo strumento utilizzato è stato il blocco del turnover differenziato per diverse funzioni.

La misura ha prodotto nel triennio 2013-2016 una riduzione degli organici della pubblica amministrazione, al netto della scuola, di circa 84mila unità. Tale variazione, pari al 3,8% degli organici, sempre al netto della scuola, ha toccato la punta di quasi il 7% per i soli ministeri.

Costo della 'macchina' competitivo nell'Ue

Fra gli effetti della spending review c'è un forte contenimento della spesa per consumi della Pubblica amministrazione, ovvero i costi di funzionamento. Nel periodo 2013-2016 sono cresciuti dello 0,2% (contro il +6,6% della media Ue) e soprattutto incidono sul pil quasi due punti in meno della zona euro: 18,9% contro una media di 20,6% in Eurolandia.

Gentiloni, in arrivo programmazione spese dei ministeri

"Stiamo pensando a un Dpcm per il bilancio in particolare dei ministeri, per poter programmare meglio le spese", ha annunciato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. "Il nostro orizzonte, il nostro traguardo", ha aggiunto, "non e' quello dei tagli e basta, ma e' quello dell'efficienza". Secondo il premier, "certamente esistono sprechi nella Pubblica Amministrazione ma farla facile, che e' uno sport abbastanza diffuso, tutto sommato non conviene perche' la ricerca e l'individuazione degli sprechi e dei rimedi necessari comportano un intervento sui processi organizzativi, il coinvolgimento di diverse amministrazioni, comporta fatica".

Padoan, non si dica più spending non fatta

Soddisfatto dei risultati il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. "Mi auguro", ha puntualizzato, "che si leggerà un po' meno sulla stampa che in Italia la spending review o non si è mai fatta o si è fatta male. Qualcuno continuerà a dirlo ma qualcuno, ascoltando quello che di buono è stato fatto, ci penserà due volte". 

 

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Gutgeld, il governo non molli la presa

Faccio appello al governo in carica, e a quello che verrà, a non mollare la presa, ci vuole tempo per raggiungere i risultati", ha detto Gutgeld. "Noi", ha aggiunto, "abbiamo beneficiato di una stabilità di tre anni di governo. Il lavoro sugli acquisti è iniziato ad aprile 2014 e ha cominciato a dare risultati due anni dopo e i risultati veri e grandi li darà nei prossimi anni".

Per approfondire

I testi sul sito del ministero dell'Economia e delle Finanze

(AGI) – Pechino, 20 giu. – Slow Food pensa in grande sulla Cina e punta ad avere, entro i prossimi cinque anni, mille villaggi che mettano in pratica la filosofia dell’associazione nel gigante asiatico, oggi in prima linea assieme all’Unione Europea, nella lotta ai cambiamenti climatici. Per raggiungere l’obiettivo del piano di sviluppo in Cina ci sara’ bisogno di una forte collaborazione con le aziende italiane del settore, spiega Carlo Petrini, in questi giorni in Cina, per visitare le realta’ locali di Slow Food. La linea dell’associazione, ha detto conversando con i media italiani, “e’ di lavorare bene con le comunita’ rurali cinesi e cercare un’alleanza anche con le produzioni italiane”. Occorre, pero’, “non solo pensare alla Cina come a un mercato, ma come a molte comunita’ che possono interagire con le comunita’ contadine italiane. Questo da’ un’immagine di noi italiani piu’ aperta, generosa, e sono convinto che il nostro movimento si sviluppera’ fortemente in questo Paese”.
Petrini e’ al primo viaggio in Cina dal 2003. Rispetto ad allora molte cose sono cambiate: “Era un’altra era geologica”, ha commentato. Oggi, nel gigante asiatico, c’e’ molta attenzione per l’ambiente e per i processi di produzione del cibo, temi che verranno trattati al prossimo Congresso Mondiale di Slow Food, che si terra’ a a Chengdu, nel sud-ovest della Cina, dal 29 settembre al 1 ottobre prossimo. “Ho visto dal vivo una scelta molto forte verso una responsabilita’ ecologica”, ha rilevato Petrini. “Nel momento in cui negli Usa il governo Trump rallenta processi di responsabilita’ sul fronte ecologico, qui ho visto una volonta’ forte e diffusa di rafforzare le buone pratiche ecologiche, quindi di volere stare dentro l’accordo di Parigi. Penso che per l’Italia e per l’Europa questo voglia dire avere interlocutori molto, ma molto interessati”.
Lo sviluppo della filosofia di Slow Food passa anche attraverso l’iniziativa di sviluppo infrastrutturale tra Asia ed Europa lanciata dal presidente cinese, Xi Jinping, che, nella visione di Petrini, “aprira’ un nuovo periodo di responsabilita’ ambientale ed ecologica”. Durante la visita in Cina, il fondatore di Slow Food terra’ una conferenza all’Universita’ di Chengdu, il 22 giugno prossimo, dove parlera’ agli studenti delle sfide ambientali dei nostri giorni. “Con le grandi sfide che ci sono dal punto di vista ambientale, siamo tutti coinvolti. Non si puo’ pensare a un fenomeno che dobbiamo assolutamente governare, il cambiamento climatico, senza fare squadra. In questo momento, l’Europa e l’Italia devono guardare con molta, molta attenzione, al sistema cinese”, ha concluso. (AGI)
Ciy/Mau

(AGI) – Roma, 20 giu. – Eni si e’ aggiudicata 3 delle 10 aree offshore assegnate dalla Commissione nazionale degli idrocarburi (Cnh) nel bacino di Sureste, nel Golfo del Messico. Questo risultato permette ad Eni di ampliare ulteriormente la propria presenza in un mercato che solo con la riforma energetica del 2014 si e’ aperto ad investimenti stranieri, e che ha un grande potenziale di crescita. L’aggiudicazione e’ l’esito della prima asta petrolifera convocata dalla Cnh nell’ambito della “Ronda 2”, in cui sono stati offerti blocchi situati in profondita’ d’acqua variabili tra 20 e 500 metri, nei bacini di Sureste e Tampico-Misantla.
Eni sara’ operatore del Blocco 10 (Eni 100%), del Blocco 14, (Eni 60%, Citla 40%), e del Blocco 7 (Eni 45%, Cairn 30% e Citla 25%). Tutte le licenze saranno gestite attraverso la controllata Eni Mexico. L’assegnazione dei contratti, che saranno di production sharing, e’ soggetta all’approvazione delle autorita’. Eni detiene gia’ il 100% dell’Area 1 nel Bacino di Sureste, dove sta svolgendo con successo attivita’ di esplorazione e appraisal e sta finalizzando uno sviluppo fast track per una rapida messa in produzione del campo di Amoca. I nuovi blocchi sono contigui all’Area 1 e permetteranno, in caso di successo esplorativo, di costruire un business operato con massa critica e sinergie operative nel paese. Eni e’ presente in Messico dal 2006 e ha creato la sua controllata al 100% Eni Mexico nel 2015. (AGI)
Mau

(AGI) – Roma, 19 giu. – L’Olanda ha comunicato oggi formalmente la cancellazione dal proprio registro delle varieta’ vegetali della “Tonda gentile delle Langhe”. L’iscrizione era attiva dal 2012. Il risultato e’ stato ottenuto informa una nota del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali,anche a seguito della lettera di dicembre del Ministro Maurizio Martina al suo omologo olandese e al lavoro fatto dal Ministero in questi mesi con l’impegno anche del Vice Ministro Andrea Olivero. “Ringrazio il Ministro Martijn van Dam – ha dichiarato Martina – per l’attenzione alla nostra richiesta, che serve a tutelare i nostri produttori. Le nocciole sono una delle produzioni che piu’ si identificano col territorio delle Langhe e dobbiamo fare in modo che non ci siano forzature nell’utilizzo di queste denominazioni. E’ un impegno che avevamo preso e che abbiamo mantenuto”.
“Il lavoro di squadra di questi mesi, fatto anche con la Regione Piemonte, – ha commentato Olivero – ha prodotto risultati importanti. Abbiamo semplificato e chiarito meglio alcuni aspetti tecnici sui quali si e’ a lungo dibattuto. Ora dobbiamo rafforzare gli strumenti di valorizzazione della nocciola piemontese, a partire da quella IGP. Mi auguro anche che si smetta di alimentare polemiche sterili, che nei mesi scorsi hanno solo creato confusione. Il Ministero continuera’ a lavorare per la tutela e la promozione delle produzioni di qualita'”.
In questi mesi il Ministero delle politiche agricole ha lavorato per chiarire e semplificare la normativa sulla varieta’ di pianta di nocciolo “Tonda gentile”.
Dopo una fase di confronto con la Regione Piemonte, i produttori e filiera, a dicembre il Mipaaf ha chiarito nel registro nazionale delle varieta’ vegetali che la specie “Tonda gentile” ha come sinonimi “Tonda Gentile delle Langhe” e “Tonda trilobata”. Mantenere questi sinonimi nel registro nazionale e’ fondamentale, perche’ altrimenti qualsiasi nazione al mondo potrebbe dopo 2 anni registrare la varieta’ a pieno titolo.
Grazie a questa semplificazione e’ possibile riconoscere la certificazione della Nocciola Piemonte IGP alle produzioni ottenute dagli impianti produttivi della varieta’ di nocciolo identificata con qualunque delle tre denominazioni del registro.
Per ulteriore chiarezza e’ stato stabilito di eliminare la dicitura “delle langhe” dai cartellini delle piante in vendita e lasciarla cosi’ solo come sinonimo nel registro, in modo da non generare confusione sul mercato.(AGI)
Bru

(AGI) – Roma, 19 giu. – Mariangela Grosoli e’ la nuova Presidente del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP. L’elezione e’ avvenuta all’ unanimita’ tra i membri del rinnovato Consiglio d’Amministrazione all’indomani delle dimissioni dell’ex Presidente Stefano Berni.
La Grosoli e’ titolare insieme alla famiglia dell’Acetaia Del Duca, azienda di produzione di Aceto Balsamico di Modena IGP e DOP con sede a Spilamberto, fortemente radicata sul territorio ma votata all’internazionalita’, di media dimensione per fatturato ma ricca di storia e facente parte tra l’altro anche dell’Unione Imprese Storiche Italiane, da sempre interessata allo sviluppo del settore dell’Aceto Balsamico di Modena e alla protezione e tutela della denominazione.
“Obiettivo principale del mio mandato – ha commentato la neopresidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP Mariangela Grosoli – sara’ il completamento dei progetti avviati nel corso della precedente gestione e altresi’ la prosecuzione con mano ferma delle attivita’ di tutela, valorizzazione e promozione del prodotto il cui solco e’ stato egregiamente tracciato dal mio predecessore Berni. Cio’ che ritengo oltremodo importante in un momento storico come quello attuale caratterizzato da una sempre piu’ intensa attivita’ di controllo del mercato per prevenire – e reprimere laddove si riscontrino – frodi e contraffazioni, e’ il saper mettere da parte l’individualismo e fare squadra per raggiungere un obiettivo comune, acquisendo la consapevolezza che non si puo’ permettere la dispersione del patrimonio costruito dai nostri padri e da quegli imprenditori modenesi che ci hanno preceduto. Auspico quindi che quello che vado ad iniziare oggi, sia un mandato che segua le orme delle origini, ovvero creare ma anche valorizzare e far progredire la Denominazione nel rispetto della tradizione e con uno sguardo attento alle nuove richieste dei mercati.”
Con il nuovo Presidente, si modifica anche l’assetto consiliare che pur confermando Giovanni Carandini (Acetificio Carandini Emilio), Sabrina Federzoni (Monari Federzoni), Angelo Giacobazzi (Fattorie Giacobazzi), Cesare Mazzetti (Acetum), Giacomo Ponti (Modenaceti) ed Enrico Zini (Compagnia del Montale), introduce due nomi nuovi come Francesco Toschi (Acetaia Borgo Castello) e Valery Brabant (Antichi Colli).
La produzione annuale dell’Aceto Balsamico di Modena IGP nel 2016 ha superato i 94 milioni di litri, con una forte propensione all’internazionalizzazione con il 92% del prodotto esportato in circa 120 Paesi di tutto il mondo e delle significative ricadute positive che esso ha sul territorio, con oltre 1.000 posti di lavoro nella sola Provincia di Modena. L’Aceto Balsamico di Modena IGP inoltre, e’ considerato uno dei prodotti piu’ apprezzati a livello internazionale del Made in Italy agroalimentare che, insieme ad altre eccellenze frutta a Modena un posto sul podio tra le aree maggiormente significative del Paese, diventando un punto di riferimento della Food Valley emiliana.(AGI)
Bru

(AGI) – Roma, 19 giu. – Le Borse asiatiche chiudono positive, consolidando i guadagni della fine della settimana scorsa, anche grazie al nuovo record del Dow Jones a Wall Street. Tokyo avanza dello 0,62%, Hong Kong dell’1,16% e Shanghai dello 0,68%. (AGI)
Gaa

Le nozze da 14 miliardi tra Amazon e la catena bio Whole Foods hanno acceso negli Usa la guerra per il controllo della grande distribuzione alimentare, un business da 800 miliardi di dollari, destinato a diventare la platea di una grande rivoluzione, che muterà radicalmente il panorama dei supermercati più tradizionali, tipo Wal Mart, Costco, Target, Kroger, Sefeway.

Venerdì a Wall Street i titoli di questi gruppi sono letteralmente affondati, dopo la mossa a sorpresa di Jeff Bezos, il boss di Amazon. Le perdite sono oscillate tra il 4% e il 9%, confermando che i big del settore, già indeboliti dalla crescita delle vendite online, dovranno ora guardarsi le spalle anche dalla concorrenza della nuova frontiera del retail: le consegne a domicilio e i negozi senza cassa. In realtà una guerra senza quartiere nella grande distribuzione Usa l'avevano già preannunciata nei giorni scorsi Lidl e Aldi, i due giganti del discount tedesco, i quali avevano fatto sapere che sono pronti ad ampliare la loro presenza sul territorio statunitense, non limitandosi alle grandi città ma penetrando nell'America più profonda.

La sfida sull'e-commerce

Inoltre Amazon ha da tempo sfidato Walmart e gli altri gruppi della grande distribuzione tradizionale sul terreno dell'e-commerce. Da anni ormai Amazon e Wal Mart si combattono, contendendosi il primato delle vendite. Walmart si trincera dietro i suoi 4.500 supermercati, che non temono i 460 negozi bio che Amazon ha appena comprato da Whole Foods, e la stessa Wal Mart ha aperto una catena di pickup, cioè di punti vendita, ai quali ci si può rivolgere online, ritirando in giornata i cibi ordinati. Tuttavia, nonostante queste difese abbiano finora arginato l'offensiva online di Amazon, la concorrenza del colosso dell'e-commerce si fa sentire, morde, come dimostrano i ripetuti segnali di stress che provengono dalle vendite trimestrali, spesso stagnanti di Wal Mart.

Bezos ha sfruttato la debolezza di Whole Foods

La stessa Whole Foods, un pioniere dei supermercati bio Usa, non ha ceduto a caso alla corte di Amazon, lo ha fatto perché i suoi trend di crescita rallentavano e i profitti calavano. Bezos ha quindi trovato un varco e ne ha approfittato e, forte del suo nocciolo duro nell'e-commerce, è sbarcato nel retail, le vendite al dettaglio, comprandosi la 'perla' del bio Usa, con l'intenzione di trasformarla, di renderla più redditizia e meno di lusso, facendo leva sulle consegne a domicilio e su una distribuzione diversa da quella tradizionale: niente più casse e forti sconti per gli abbonati Prime di Amazon, consegne di cassette alimentari a domicilio con prezzi da abbonamento, tutte strategie aziendali e di marketing che ora potranno contare su una spettacolare offerta bio.

Amazon cambia la sua offerta

Amazon potrà dunque far leva sull''organic' per cambiare e diversificare il suo tipo di offerta: non più prodotti di nicchia, costosi, esclusivi, come quelli tipicamente offerti da Whole Foods, ma articoli di qualità, a prezzi più competitivi, distribuiti con vendite a domicilio, senza dover fare lunghe e noiose file alle casse. Nei punti vendita Amazon i clienti potranno entrare, parcheggiare, mentre dei sensori leggeranno le targhe delle loro auto, riconoscendo gli abbonati e i loro ordini e dei commessi recapiteranno a ciascun cliente le cassette e le buste con la spesa, accreditando i pagamenti online, tramite carta di credito.

Negozi simili a hub

Saranno queste, a grandi linee, le nuove frontiere della grande distribuzione: negozi snelli, simili ad hub, cioè centri di smistamento, terminali online di una rivoluzione delle vendite che, al momento, è solo agli inizi. Amazon fa da apripista, ma non è l'unica a puntare su novità di questo genere. Ci sono anche altre società negli Usa già pronte a recapitare i prodotti alimentari e quelli per l'igiene e per la casa alla clientela, senza file alle casse e con ordinazioni e pagamenti online.

I concorrenti

Per esempio c'è Istacart, una ditta creata da Apoorva Metha, un ex dipendente Amazon, alla quale si può ordinare la spesa online, sapendo che l'azienda, a sua volta, non ha negozi propri ma fornisce un servizio e, quindi, si rivolgerà a una propria rete selezionata di punti vendita, consegnando la merce direttamente a casa, tramite pony express. Oppure c'è FreshDirect, nata nel 1999, che consegna a casa, o in ufficio, operando in particolare nella regione di New York, merci e pasti cotti 'just in timè, specializzata nel recapito di cibi freschi e bio. Un'altra novità è Blue Apron, un servizio che consegna a casa pacchi con tutti gli ingredienti per mettere in tavola dei piatti particolari, spesso di cucina etnica, o italiana, con incluse le ricette e le istruzioni su come procedere per la preparazione e la cottura. Insomma, la rivoluzione della grande distribuzione alimentare negli Usa è iniziata e l'affare Amazon-Whole Foods la ha accelerata, resa evidente, trasformando un mercato di nicchia come il bio in un futuro grande mercato di massa dell''organic' e aprendo le porte al futuro del gigantesco mercato del retail statunitense. 

(AGI) – Roma, 19 giu. – Il biglietto verde recupera terreno. L’euro apre stabile sotto 1,12 dollari a va giu’ lo yen. La moneta europea passa di mano a 1,1194 dollari e 124,30 yen. Dooaro/yen in rialzo a 111,03, giu’ sterlina a 1,2771 dollari. (AGI)
Gaa

(AGI) – Tokyo, 19 giu. – La Borsa di Tokyo chiude in rialzo e torna sopra i 20.000 punti, grazie alla stabilita’ del dollaro. Il titolo di Takata affonda del 16%, per il timore di una bancarotta. Gli airbag prodotti da Takata, leader mondiale del settore, sono difettosi e a volte esplodono rilasciando particelle metalliche. Finora oltre 50 milioni di auto sono state richiamate a livello globale da diverse compagnia automobilistiche per il problema degli airbag, al quale sono collegati 13 incidenti mortali. L’indice Nikkei di Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,62% a 20.067,75 punti. (AGI)
Gaa

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