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Economia

(AGI) – Roma, 14 lug. – Il debito delle Amministrazioni pubbliche e’ aumentato a maggio scorso di 23,4 miliardi a 2.218,2 miliardi di euro. E’ quanto si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia. “L’incremento del debito e’ stato superiore al fabbisogno del mese (4,3 miliardi) principalmente per l’aumento di 17,8 miliardi delle disponibilita’ liquide del Tesoro (a fine maggio pari a 100,9 miliardi; 92,3 a maggio del 2014); complessivamente – spiega Bankitalia – la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione, il deprezzamento dell’euro e l’emissione di titoli sopra la pari hanno accresciuto il debito per 1,3 miliardi. Con riferimento ai sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali e’ aumentato di 22,9 miliardi, quello delle Amministrazioni locali di 0,5 miliardi; il debito degli Enti di previdenza e’ rimasto sostanzialmente invariato”. Le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a maggio a 31 miliardi, stabili rispetto allo stesso mese del 2014. Nei primi cinque mesi del 2015 le entrate tributarie sono state complessivamente pari a 146,2 miliardi, in lieve aumento rispetto a quelle relative allo stesso periodo dell’anno precedente (145,4 miliardi). E’ quanto si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia. (AGI) .

(AGI) – Roma, 14 lug. – A giugno l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettivita’, al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,2% sia rispetto al mese precedente sia nei confronti di giugno 2014 (la stima preliminare era +0,1%), registrando una lieve accelerazione rispetto alla crescita tendenziale rilevata a maggio (+0,1%). Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l'”inflazione di fondo” e’ stabile allo 0,6%; stabile anche l’inflazione al netto dei soli beni energetici (+0,8%). Lo rende noto l’Istat. L’aumento su base mensile dell’indice generale e’ da ascrivere principalmente all’aumento – in larga parte condizionato da fattori stagionali – dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,4%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+0,2%). L’inflazione acquisita per il 2015 sale a +0,2% (era +0,1% a maggio). Rispetto a giugno 2014, i prezzi dei beni fanno registrare una flessione pari a quella rilevata a maggio (-0,3%) e quelli dei servizi una crescita stabile allo 0,7%. Di conseguenza, rispetto a maggio 2015 il differenziale inflazionistico tra servizi e beni non varia. Tra le diverse tipologie di prodotto che contribuiscono all’inflazione generale, segnali di accelerazione o di ripresa della dinamica tendenziale si rilevano in particolare per i Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,1%, da +0,9% di maggio) e i Beni durevoli (variazione nulla, da -0,4% del mese precedente). I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona registrano una variazione congiunturale nulla e una crescita tendenziale stabile allo 0,8%. I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto non variano su base mensile e aumentano dello 0,2% su base annua (da +0,3% di maggio). Nel mese di giugno le variazioni congiunturali sono per lo piu’ di lieve entita’. Influenzati da fattori di natura stagionale, i prezzi di Ricreazione, spettacoli e cultura e dei Servizi ricettivi e di ristorazione aumentano su base mensile dello 0,3% e quelli dei Trasporti dello 0,2%. Incrementi congiunturali pari a +0,1% si registrano poi per i prezzi dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche, dei Servizi sanitari e spese per la salute e dell’Istruzione. I prezzi delle Comunicazioni diminuiscono dello 0,4% rispetto a maggio 2015 e quelli delle Bevande alcoliche e tabacchi dello 0,3%. I prezzi delle rimanenti divisioni di spesa non variano su base mensile. Su base annua, i prezzi delle Bevande alcoliche e tabacchi registrano l’aumento piu’ marcato (+3,0%); seguono quelli dell’Istruzione (+1,9%), dei Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,6%) e dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+1,0%). I prezzi degli Altri beni e servizi (+0,2%) mostrano il tasso di crescita tendenziale piu’ contenuto. I prezzi delle Comunicazioni risultano in flessione rispetto a giugno 2014 (-2,1%), cosi’ come quelli dei Trasporti (-1,6%) e dell’Abitazione, acqua, elettricita’ e combustibili (-1,3%). (AGI) .

(AGI) – Roma, 14 lug. – I mercati finanziari europei aprono incerti e sotto la parita’. A Londra il Ftse 100 segna 6.730,32 punti (-0,11%); il Cac 40 di Parigi segna 4.992,97 punti (-0,1%); a Piazza Affari il Ftse Mib parte a 23.088 punti (-0,3%); il Dax di Francoforte segna 11.441 punti (-0,38%).

Borsa Tokyo: chiude a +1,47% dopo accordo sulla Grecia Chiusura in rialzo per la Borsa di Tokyo dopo l’accordo all’Eurogruppo sulla Grecia. L’indice Nikkei ha guadagnato l’1,47%, anche grazie all’indebolimento dello yen, attestandosi a quota 20.385,33. Bene anche l’indice Topix che ha chiuso a +1,56%, a quota 1.638,71.

Titoli Stato: spread Btp/Bund in rialzo a 129 punti Avvio in rialzo per lo spread tra Btp e Bund tedeschi: il differenziale tra i titoli decennali italiani e quelli tedeschi si avvicina a quota 130 punti base e inizia la mattinata a quota 129. Il rendimento dei titoli a 10 anni si attesta a 2,10%. In rialzo anche lo spread tra Bonos decennali spagnoli e Bund tedeschi che si attesta a 128,70, con rendimento al 2,10%.

Euro: apertura in ribasso sotto quota 1,10 Apertura in ribasso per la moneta unica che si attesta all’esordio di giornata sotto quota 1,10 contro il dollaro. L’euro passa di mano a 1,0985 e a 135,50 con lo yen. La divisa giapponese e il biglietto verde si scambiano a 123,35.

Petrolio: accordo Iran spinge al ribasso Light Crude e Brent L’annuncio del raggiunto accordo sul programma nucleare dell’Iran spinge al ribasso i prezzi del petrolio sui circuiti elettronici. I future del Light Crude cedono un dollaro e si attestano a 51,20 al barile; flessione di un dollaro anche per i future del Brent che scendono a 56,85 dollari. (AGI)

(AGI) – Roma, 13 lug. – Dopo una lunga maratona e 30 ore di negoziato, alla fine l’accordo e’ stato trovato e la Grecia resta nell’Euro potendo contare sul suo terzo piano di aiuti per uscire dalla crisi. L’annuncio e’ stato dato stamane dal premier belga uscendo dalla riunione ed e’ stato poi reso ufficiale dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, il quale ha sottolineato che all’Eurosummit l’intesa da 86 miliardi e’ stata raggiunta all’unanimita’.

I mercati, come prevedibile, hanno reagito bene e le borse europee hanno chiuso tutte con un segno positivo.

La parola ora spetta al Parlamento di Atene, che secondo il cancelliere tedesco Angela Merkel deve approvare “tutte le condizioni” previste dall’accordo. La Merkel ha inoltre sottolineato che solo quando arrivera’ il via libera di Atene, il Bundestag si riunira’ per approvare il piano di aiuti e che comunque non chiedera’ al Parlamento un voto di fiducia sull’accordo sul debito della Grecia. “Non c’e’ bisogno di un piano B per la Grexit perche’ e’ stata trovata l’intesa sul piano A”, ha affermato.

Da parte sua, il premier greco Alexis Tsipras ha riferito: “Siamo riusciti a ristrutturare il debito”. “Siamo riusciti ad assicurare finanziamenti a medio termine”, ha aggiunto assicurando che “la Grecia continuera’ a lottare per essere in grado di tornare a crescere”.

Tuttavia la decisione non e’ stata indolore: l’ala sinistra dei deputati di Syriza sta valutando l’ipotesi di votare contro il piano di aiuti.

Nel dettaglio, l’accordo prevede che entro il 15 luglio venga approvata la riforma dell’Iva e delle pensioni, oltre all’indipendenza dell’istituto di statistica Elstat, prevede inoltre un fondo di garanzia da 50 miliardi e il coinvolgimento del Fondo monetario internazionale a partire dal marzo 2016.

La Grecia potra’ contare su un prestito ponte da 7 miliardi entro il 20 luglio e da altri 5 entro meta’ agosto ma dovranno essere trasferiti asset per un totale di 50 miliardi a un fondo indipendente che monetizzera’ tali asset attraverso le privatizzazioni: tale monetizzazione sara’ una fonte del rimborso programmato del nuovo prestito dell’Esm. Il fondo, come richiesto da Atene, sara’ basato in Grecia e gestito dalle autorita’ greche con la supervisione delle istituzioni.

La Grecia dovrebbe estendere il periodo di chiusura delle banche, scattato dal 29 giugno scorso, per altri due giorni. Il prestito ponte alla Grecia dovrebb’essere confezionato dall’Eurozona per mercoledi’ mattina, ha detto il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, il quale ha spiegato che il finanziamento transitorio e’ “molto complesso” da attuare e “non abbiamo ancora trovato la chiave”.

L’Eurogruppo ha deciso di istituire un gruppo di lavoro ad hoc che e’ gia’ all’opera, ha spiegato al termine dell’Eurogruppo di oggi il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: “La posizione italiana e’ che siano opzioni europee condivise da tutti i paesi, almeno da quelli dell’Eurozona”. In questo modo, Padoan ha escluso che ci possano essere prestiti bilaterali come ipotizzato la notte scorsa.

Il cosiddetto “prestito ponte”, chiamato cosi’ “in gergo, in slang” secondo Padoan, e’ necessario perche’ una volta che il programma di aiuti dell’Esm sara’ approvato al termine di un negoziato, “passera’ tempo prima dell’esborso. Nel frattempo – ha detto il ministro dell’Economia – la disponibilita’ dei mezzi di pagamento in Grecia e’ praticamente esaurita, salvo il mantenimento da parte della Bce dell’Ela”.

C’e’ “quindi un problema di risorse che ha a che fare con le scadenze” previste. Ecco perche’ “ci vuole un aggiustamento finanziario ponte che stabilisce un legame fra oggi e il giorno nel quale ci sara’ il primo esborso: ci sono pagamenti a cui far fronte, e’ un fatto meccanico”.

A livello tecnico, ha concluso, “ci sono varie opzioni che in questo momento sono esaminate”. (AGI)

(AGI) – Roma 13 lug. – Una serata tra glamour e cultura con tante presenze importanti provenienti dal mondo della politica, dell’imprenditoria, del top management quella in programma giovedi’ 16 luglio dalle ore 20 al Circolo del Tennis del Foro Italico dedicata alla proclamazione dei vincitori del primo contest “Giovani comunicatori” realizzato da AGOL Associazione Giovani Opinion Leader, network di giovani professionisti under 40, in collaborazione con Agi, Coca Cola Italia e MTV e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell’Agenzia Nazionale Giovani.

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Il premio e’ diviso in 2 fasce di partecipanti (studenti e giovani professionisti) che hanno presentato progetti in 5 categorie (eventi, media relations, advertising, lobbying, advertising, comunicazione politica). I vincitori porteranno a casa importanti master presso le principali Universita’ Italianer (Luiss e Tor Vergata di Roma, Cattolica e IULM di Milano e L’Universita’ di Bologna) e stage presso le aziende partner e, nel caso dei giovani professionisti, un premio da duemila euro e la possibilita’ di vedere realizzato in tutto o in parte il proprio progetto dalle aziende partner. Aprira’ l’evento il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli affari europei Sandro Gozi e a seguire ci sara’ la premiazione dei vincitori alla presenza delle autorita’ istituzionali, degli sponsor, dei membri del comitato scientifico e della stampa. Verra’ conferito anche un “Premio alla Carriera” dedicato ad un nome storico nel mondo della comunicazione. Dopo la cena riservata ai partecipanti alla cerimonia di premiazione, un after party chiudera’ la serata. “La qualita’ e il numero dei partecipanti a questa prima edizione del premio dimostrano che i giovani desiderano trovare opportunita’ di valorizzazione e vogliono mettersi in gioco ed AGOL punta a dare seguito a questa iniziativa speriamo anche grazie alle importanti istituzioni ed aziende che ci hanno supportato – ha affermato Pierangelo Fabiano. Presidente di AGOL – Ci auguriamo che la vittoria nel premio AGOL sia per i giovani l’inizio di una lunga e brillante carriera perche’ l’Italia ha grande bisogno della creativita’ e della professionalita’ dei propri ragazzi.” (AGI) .

(AGI) – Roma, 13 lug. – Le minacce di riciclaggio in Italia sono “molto significative” a causa della diffusione e della pervasivita’ della criminalita’ organizzata, della corruzione e dell’evasione fiscale. E’ quanto sottolinea il Rapporto dell’Unita’ di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia, secondo cui “la corruzione rappresenta una minaccia estremamente preoccupante per il nostro sistema economico-sociale; la diffusa percezione del fenomeno mina la fiducia del cittadino nelle istituzioni e nella politica”. “Le vicende piu’ recenti – prosegue il Rapporto – pongono in luce come la corruzione sia divenuta anche il mezzo attraverso il quale forme sempre piu’ evolute di criminalita’ organizzata si infiltrano nell’apparato pubblico, ne condizionano le scelte e cosi’ ampliano la penetrazione nel tessuto economico e sociale anche in contesti diversi da quelli tradizionali, con gravi danni per la collettivita’. E’ una criminalita’ che ha sempre meno bisogno di ricorrere all’intimidazione e alla violenza, perche’ mira a integrarsi nelle istituzioni, a minarle dall’interno”.. “Gli uffici della Pubblica amministrazione, particolarmente esposti all’incidenza della corruzione nei settori degli appalti e dei finanziamenti pubblici, mostrano ancora scarsa sensibilita’ per l’antiriciclaggio malgrado siano sempre stati ricompresi nel novero dei soggetti obbligati alla segnalazione. Cio’ – conclude la Uif – ne accresce la vulnerabilita'”. (AGI) .

(AGI) – Atene, 13 lug. – Era la notte dei festeggiamenti in piazza ad Atene, il no aveva vinto, ma nella riunione ristretta dei vertici di Syriza, Yanis Varoufakis e la sua linea dura contro la Bce vennero messi in minoranza per 4 voti a 2 e cosi’ il ministro delle Finanze si dimise. A una settimana dall’abbandono dell’incarico, il ministro-star del governo di Alexis Tsipras, ha raccontato in una lunga intervista al settimanale britannico New Statesman i motivi della sua uscita di scena, smentendo le voci fino a qui riportate dai media. Non agnello sacrificale di Tsipras sull’altare dei creditori europei, da tempo insofferenti ai suoi modi, ma intransigente sostenitore della linea dura, per tenere la Grecia nell’euro strappando pero’ condizioni migliori. La sua strategia, ha raccontato Varoufakis, era gia’ stata messa a punto e, di fronte alla decisione di Francoforte di chiudere le banche greche per costringere Atene a un accordo, prevedeva tre passi: emettere cambiali in euro (Iou – ‘I owe you’, in sostanza dei ‘paghero”), applicare un taglio ai bond greci emessi dalla Bce nel 2012, riducendo il debito greco, e riprendere il controllo della Banca di Grecia. Nessuna di queste mosse avrebbe significato automaticamente una Grexit, ma l’avrebbe minacciata. Un modo per mettere pressione, creando cosi’ una condizione dalla quale Varoufakis, che non credeva possibile un’uscita di Atene dall’euro non contemplata neanche nei trattati, sperava di guadagnare margini di trattativa. E a favore di questa linea secondo lui si era espresso il popolo greco, che con il 61% al no aveva appena fornito a Syriza un mandato forte per provare una mossa audacia per uscire dall’angolo. Ma il gabinetto ristretto riunito la sera della vittoria del no era di un altro parere e, per 4 voti a 2, boccio’ il piano di Varoufakis. “Quella notte, il governo decise che il volere del popolo, quel no che risuonava, non dovesse essere cio’ che dava vigore a un approccio energico, ma piuttosto, dovesse portare a maggiori concessioni all’altra parte”, ha sostenuto l’ex ministro delle Finanze. Cioe’, tradotto, ha spiegato, significa presentarsi a un “incontro dei leader politici, con il nostro premier che accetta il presupposto che qualsiasi cosa accada, qualsiasi cosa faccia l’altra parte, non risponderemo mai sfidandoli. Essenzialmente questo significa piegarsi, smettere di negoziare”. Non tutto il male vien per nuocere, pero’, perche’ in questo modo Varoufakis si e’ liberato di questa “agenda frenetica, assolutamente inumana”, non piu’ soggetto a una “pressione incredibile per negoziare una posizione che trovo difficile io stesso difendere”. E non ha perso l’occasione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, l’ex ministro delle Finanze greco, a cominciare dal suo ‘nemico’, Wolfgang Schauble, il vero dominatore dell’Eurogruppo. “E’ come un orchestra ben affiatata, nella quale lui e’ il capo”, ha spiegato Varoufakis, sottolineando che “solo Michel Sapin”, il collega francese, cercava di cantare fuori dal coro della “linea tedesca ma questo rumore era molto sottile”. E quando alla fine Schauble dettava “la linea ufficiale, il ministro francese si piegava sempre”. E questo, secondo Varoufakis, si somma all’assenza di dibattito su temi economici: di fronte al tentativo di portare avanti un argomento, solo “sguardi fissi nel vuoto, come se non avessi parlato”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 13 lug. – Il rapporto fra istruzione superiore e mondo del lavoro al tempo della crisi e’ al centro del dibattito che si terra’ presso l’aula magna della John Cabot University (JCU), fra le maggiori universita’ americane d’Europa (con sede nel cuore di Roma, a Trastevere), mercoledi’ 15 luglio, con inizio alle ore 15:00.

Le diverse sfide e le nuove opportunita’ dello scenario occupazionale globale e interculturale fanno emergere l’importanza di una preparazione piu’ ampia ed efficace imperniata sulla sinergia tra diverse formazioni: accademica, extra-curriculare e specifica alla professione. Rimane inoltre fondamentale approcciare con esperienze mirate la realta’ lavorativa gia’ nel percorso didattico.

Questi alcuni degli argomenti che saranno dibattuti da esperti del settore. “L’Universita’ dovrebbe essere il ponte naturale tra giovani e lavoro. Se viene meno questa funzione, i ragazzi rimangono sperduti nel periodo strategico della loro vita. In Italia l’eta’ media di chi cerca il primo impiego e’ alta: parliamo di 25-27 anni, contro i 22 del resto d’Europa. C’e’ spesso un’evidente discrepanza, un mismatch, tra le competenze che i giovani ottengono durante il percorso di istruzione superiore e quelle effettivamente richieste dalla realta’ occupazionale, al netto della crisi ovviamente”, ha spiegato Miche’le Favorite, docente di comunicazione aziendale della JCU.

Secondo gli ultimissimi dati Ocse, nel nostro Paese la percentuale di disoccupati di eta’ pari o inferiore ai 29 anni e’ al 42,7% (uno dei tassi piu’ alti d’Europa), e il 40% dei giovani non mantiene un lavoro oltre i 12 mesi. Inoltre, scorrendo le recenti statistiche, il 28% delle imprese italiane afferma di aver riscontrato difficolta’ nel ricercare lavoratori con le giuste competenze, mentre il 22% delle posizioni resta vacante per mancanza di conoscenze digitali.

Esiste, infatti, un gap con l’Europa gia’ nell’istruzione primaria e secondaria: in Italia ci sono 6 computer ogni 100 studenti, rispetto a una media Ue di 16.

Oltre a Miche’le Favorite, interverranno al dibattito il “cacciatore di teste” Gabriele Ghini, managing director di Transearch Italia, tra i primi dieci gruppi mondiali nell’executive search; Mia Ceran, conduttrice di Uno Mattina; Antonella Salvatore, direttore del Career Services Office JCU.

Appuntamento a Roma, mercoledi’ 15 luglio, ore 15.00, presso l’aula magna della John Cabot University, in via della Lungara 233. (AGI) .

(AGI) – Roma, 13 lug. – Dopo una lunga maratona e 30 ore di negoziato, alla fine l’accordo e’ stato trovato e la Grecia resta nell’Euro potendo contare sul suo terzo piano di aiuti per uscire dalla crisi. L’annuncio e’ stato dato stamane dal premier belga uscendo dalla riunione ed e’ stato poi reso ufficiale dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, il quale ha sottolineato che all’Eurosummit l’intesa da 86 miliardi e’ stata raggiunta all’unanimita’. I mercati, come prevedibile, hanno reagito bene e viaggiano ora in territorio positivo, con lo spread in forte calo e la moneta unica in rialzo sul dollaro. La parola ora spetta al Parlamento di Atene che secondo il cancelliere tedesco Angela Merkel, deve approvare “tutte le condizioni” previste dall’accordo. La Merkel ha inoltre sottolineato che solo quando arrivera’ il via libera di Atene, il Bundestag si riunira’ per approvare il piano di aiuti ad Atene e che comunque non chiedera al Parlamento un voto di fiducia sull’accordo sul debito della Grecia. “Non c’e’ bisogno di un piano B per la Grexit perche’ e’ stata trovata l’intesa sul piano A”, ha affermato la cancelliera.

Da parte sua, il premier greco Alexis Tsipras ha riferito: “Siamo riusciti a ristrutturare il debito. Siamo riusciti ad assicurare finanziamenti a medio termine”, ha aggiunto assicurando che “la Grecia continuera’ a lottare per essere in grado di tornare a crescere”. Nel dettaglio, l’accordo prevede che entro il 15 luglio venga approvata la riforma dell’Iva e delle pensioni, oltre all’indipendenza dell’istituto di statistica Elstat, prevede inoltre un fondo di garanzia da 50 miliardi e il coinvolgimento del Fondo monetario internazionale a partire dal marzo 2016. La Grecia potra’ contare su un prestito ponte da 7 miliardi entro il 20 luglio e da altri 5 entro meta’ agosto ma dovranno essere trasferiti asset per un totale di 50 miliardi a un fondo indipendente che monetizzera’ tali asset attraverso le privatizzazioni: tale monetizzazione sara’ una fonte del rimborso programmato del nuovo prestito dell’Esm. Il fondo, come richiesto da Atene, sara’ basato in Grecia e gestito dalle autorita’ greche con la supervisione delle istituzioni. La Grecia dovrebbe estendere il periodo di chiusura delle banche, scattato dal 29 giugno scorso, per altri due giorni. (AGI) .

(AGI) – Roma, 13 lug. – Dopo una lunga maratona e 30 ore di negoziato, alla fine l’accordo e’ stato trovato e la Grecia resta nell’Euro potendo contare sul suo terzo piano di aiuti per uscire dalla crisi.

L’annuncio e’ stato dato stamane dal premier belga uscendo dalla riunione ed e’ stato poi reso ufficiale dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, il quale ha sottolineato che all’Eurosummit l’intesa e’ stata raggiunta all’unanimita’.

I mercati, come prevedibile, hanno reagito bene e viaggiano ora in territorio positivo, con lo spread in forte calo e la moneta unica in rialzo sul dollaro.

La parola ora spetta al Parlamento di Atene che secondo il cancelliere tedesco Angela Merkel, deve approvare “tutte le condizioni” previste dall’accordo. La Merkel ha inoltre sottolineato che solo quando arrivera’ il via libera di Atene, il Bundestag si riunira’ per approvare il piano di aiuti ad Atene e che comunque non chiedera’ al Parlamento un voto di fiducia sull’accordo sul debito della Grecia. “Non c’e’ bisogno di un piano B per la Grexit perche’ e’ stata trovata l’intesa sul piano A”, ha affermato la cancelliera.

Grecia, in ‘pillole’ l’accordo tra Atene e la Ue

Da parte sua, il premier greco Alexis Tsipras ha riferito: “Siamo riusciti a ristrutturare il debito”. “Siamo riusciti ad assicurare finanziamenti a medio termine”, ha aggiunto Tsipras assicurando che “la Grecia continuera’ a lottare per essere in grado di tornare a crescere”.

Nel dettaglio, l’accordo prevede che entro il 15 luglio venga approvata la riforma dell’Iva e delle pensioni, oltre all’indipendenza dell’istituto di statistica Elstat, prevede inoltre un fondo di garanzia da 50 miliardi e il coinvolgimento del Fondo monetario internazionale a partire dal marzo 2016.

La Grecia potra’ contare su un prestito ponte da 7 miliardi entro il 20 luglio e da altri 5 entro meta’ agosto ma dovranno essere trasferiti asset per un totale di 50 miliardi a un fondo indipendente che monetizzera’ tali asset attraverso le privatizzazioni: tale monetizzazione sara’ una fonte del rimborso programmato del nuovo prestito dell’Esm. Il fondo, come richiesto da Atene, sara’ basato in Grecia e gestito dalle autorita’ greche con la supervisione delle istituzioni. (AGI)

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