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Economia

(AGI) – Roma, 2 lug. – Se al referendum di domenica in Grecia “vincono i si’ mi dimettero'”. Lo fa sapere il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, intervistato a Bloomberg tv, precisando che Atene non firmera’ nessun accordo “senza la ristrutturazione del debito”. “Io voglio disperatamente restare nell’euro” aggiunge il ministro, spiegando che il referendum riguarda il modo in cui si “riesce a stare nell’euro”.

IL TAGLIO DEL GIUDIZIO – L’agenzia Moody’s ha tagliato il rating della Grecia al livello Caa3. “Moody’s ritiene che senza un sostegno da parte dei creditori, la Grecia avra’ un default del debito privato”, ha sottolineato l’agenzia di rating. A cio’ si aggiunge il giudizio di Standard Poor’s che prevede “conseguenze severe per l’economia greca, le banche e le aziende non finanziarie” con un’eventuale Grexit, mentre l’impatto sull’Eurozona “sara’ contenuto” e “nell’immediato potrebbe non avere impatto negativo sui rating sovrani dell’Eurozona”. L’agenzia internazionale S&P calcola che, in caso di Grexit, il Pil reale della Grecia “scenderebbe del 20% sotto il livello base in quattro anni”. Inoltre la Grexit “peggiorera’ la gia’ disperata situazione delle banche greche”.

BORSE APRONO PIATTE – Le borse europee hanno aperto piatte, in attesa degli esiti del referendum di domenica in Grecia. Londra sale dello 0,06%. Parigi avanza dello 0,3% e Francoforte dello 0,1%. Apertura piatta anche a Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che segna -0,04% a quota 22.948. All Share -0,01%

Sulla Grecia e’ muro contro muro e tale sembra destinato a rimanere il clima almeno fino a domenica, quando si terra’ ilreferendum indetto dal Governo Tsipras.
  Alle controproposte fatte pervenire da Atene, Germania ed Eurogruppo hanno risposto chiudendo lo spazio a ogni trattativa fin quando l’esito della consultazione non sara’ ufficiale.
 

“Adesso siamo in attesa del referendum. Prima del referendum nessuna discussione su nuovi aiuti puo’ aver luogo”, ha detto Angela Merkel. Anche se la stessa cancelliera tedesca si e’ poi affrettata ad aggiungere che “la porta del negoziato e’ sempre stata aperta e resta aperta”.

(AGI)

(AGI) – Washington, 2 lug. – L’agenzia Moody’s ha tagliato il rating della Grecia al livello Caa3. “Moody’s ritiene che senza un sostegno da parte dei creditori, la Grecia avra’ un default del debito privato”, ha sottolineato l’agenzia di rating. (AGI)

(AGI) – Roma, 2 lug. – Le borse europee aprono piatte, in attesa degli esiti del referendum di domenica in Grecia. Londra sale dello 0,06%. Parigi avanza dello 0,3% e Francoforte dello 0,1%. Apertura piatta anche a Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che segna -0,04% a quota 22.948. All Share -0,01%.

Sulla Grecia e’ muro contro muro e tale sembra destinato a rimanere il clima almeno fino a domenica, quando si terra’ ilreferendum indetto dal Governo Tsipras.
  Alle controproposte fatte pervenire da Atene, Germania ed Eurogruppo hanno risposto chiudendo lo spazio a ogni trattativa fin quando l’esito della consultazione non sara’ ufficiale.
 

“Adesso siamo in attesa del referendum. Prima del referendum nessuna discussione su nuovi aiuti puo’ aver luogo”, ha detto Angela Merkel. Anche se la stessa cancelliera tedesca si e’ poi affrettata ad aggiungere che “la porta del negoziato e’ sempre stata aperta e resta aperta”.

(AGI) .

(AGI) – Roma, 2 lug. – Iniziano i saldi estivi 2015. La prima regione a partire e’ la Campania, dove le vendite di fine stagione prendono il via oggi. Basilicata, Puglia e Marche seguiranno domani, mentre dovremo attendere sabato 4 luglio per le restanti Regioni d’Italia. I prossimi saldi saranno caratterizzati da sconti iniziali piuttosto alti. Secondo le rilevazioni condotte da Confesercenti su un panel di imprese del settore, quasi 1 negozio su 2 (il 48%, l’8% in piu’ rispetto al 2014) ha gia’ deciso di offrire sconti di partenza dal 40% in su. “I prossimi saldi estivi saranno una grande occasione per tutti”, spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, l’associazione che riunisce le imprese di distribuzione moda Confesercenti. “Per i consumatori, che avranno la possibilita’ di acquistare capi di qualita’ a prezzi molto convenienti; ma anche per le imprese del settore, che vengono da un avvio di anno ancora stagnante: un imprenditore su due (il 49%) non ha rilevato miglioramenti rispetto al 2014, contro un 26% che riscontra segnali di ripresa e un 24% che registra invece un ulteriore calo. L’auspicio e’ che, dopo i primi segnali di ripartenza dell’economia, i prossimi saldi segnino l’inversione di tendenza anche per i consumi. Le condizioni ci sono, a partire dal meteo e dalla convenienza delle offerte”. “La recessione – conclude Manzoni – tecnicamente e’ finita, ma la spesa delle famiglie non e’ ancora ripartita. In particolare quella per l’abbigliamento e le calzature, che nel 2014 si e’ attestata intorno ai 100 euro al mese. Il 2015, finora, conferma le impressioni degli imprenditori: le vendite nel comparto moda – segnala l’Istat – registrano nei primi quattro mesi del 2015 una sostanziale stabilita’ per l’abbigliamento (+0.3%) e una contrazione per le calzature -0.6%. Continua pure l’emorragia di imprese: tra gennaio ed aprile hanno chiuso altri 2.600 negozi del comparto”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 1 lug. – Sulla Grecia e’ muro contro muro e tale sembra destinato a rimanere il clima almeno fino a domenica, quando si terra’ il referendum indetto dal Governo Tsipras. Alle controproposte fatte pervenire da Atene, Germania ed Eurogruppo hanno risposto chiudendo lo spazio a ogni trattativa fin quando l’esito della consultazione non sara’ ufficiale.

“Adesso siamo in attesa del referendum. Prima del referendum nessuna discussione su nuovi aiuti puo’ aver luogo”, ha detto Angela Merkel. Anche se la stessa cancelliera tedesca si e’ poi affrettata ad aggiungere che “la porta del negoziato e’ sempre stata aperta e resta aperta”.

Stessi toni dall’Eurogruppo, riunitosi oggi in teleconferenza. “Non ci sono gli elementi per ulteriori negoziati a questo punto. Non ci saranno colloqui nei prossimi giorni su proposte di accordi finanziari. Aspetteremo l’esito del referendum di domenica e prenderemo atto del risultato di quel referendum”, ha fatto sapere il presidente Jeroem Dijsselbloem tramite una nota ufficiale al termine della discussione.

In un discorso alla nazione il capo del Governo ellenico, Alexis Tsipras, e’ tornato a invitare i suoi concittadini a votare ‘no’ per ottenere migliori condizioni negoziali, ma ha anche aggiunto che Atene vuole rimanere nell’euro e continuera’ a trattare con i suoi partner per ottenere un accordo sostenibile. Il referendum convocato dal governo greco sulle condizioni poste dai creditori internazionali per riprendere i finanziamenti, ha osservato, “non riguarda il restare o meno nell’euro che e’ dato per scontato e nessuno puo’ dubitarne”.

Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, in visita ufficiale a Berlino ha criticato la scelta di Tsipras. “Io”, ha detto, “quel referendum non lo avrei indetto, lo avrei evitato”. E ha aggiunto che l’Europa esiste se tutti rispettano le regole. “In Italia”, ha sottolineato il premier, “spesso le posizioni della Germania sono ritenute molto dure. Rispetto alla questione greca, credo che ciascuno di noi abbia diverse opinioni e sensibilita'”. Ma “quello che e’ importante finche’ si sta in una casa comune, e’ stare dentro le regole condivise”, perche’ “se ognuno fa come vuole poi non si va da nessuna parte”.

Intervenendo alla Camera il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha sottolineato ancora una volta che “l’uscita della Grecia dall’euro non e’ mai stata un’opzione”. L’Italia, ha spiegato, “ha una posizione di grande apertura per continuare a portare avanti il dialogo” e “cerca una soluzione condivisa, inclusiva e orientata alla crescita”. (AGI)

(AGI) – Roma, 1 lug. – Sulla Grecia e’ muro contro muro e tale sembra destinato a rimanere il clima almeno fino a domenica, quando si terra’ il referendum indetto dal Governo Tsipras. Alle controproposte fatte pervenire da Atene, Germania ed Eurogruppo hanno risposto chiudendo lo spazio a ogni trattativa fin quando l’esito della consultazione non sara’ ufficiale.

“Adesso siamo in attesa del referendum. Prima del referendum nessuna discussione su nuovi aiuti puo’ aver luogo”, ha detto Angela Merkel. Anche se la stessa cancelliera tedesca si e’ poi affrettata ad aggiungere che “la porta del negoziato e’ sempre stata aperta e resta aperta”.

Stessi toni dall’Eurogruppo, riunitosi oggi in teleconferenza. “Non ci sono gli elementi per ulteriori negoziati a questo punto. Non ci saranno colloqui nei prossimi giorni su proposte di accordi finanziari. Aspetteremo l’esito del referendum di domenica e prenderemo atto del risultato di quel referendum”, ha fatto sapere il presidente Jeroem Dijsselbloem tramite una nota ufficiale al termine della discussione.

In un discorso alla nazione il capo del Governo ellenico, Alexis Tsipras, e’ tornato a invitare i suoi concittadini a votare ‘no’ per ottenere migliori condizioni negoziali, ma ha anche aggiunto che Atene vuole rimanere nell’euro e continuera’ a trattare con i suoi partner per ottenere un accordo sostenibile. Il referendum convocato dal governo greco sulle condizioni poste dai creditori internazionali per riprendere i finanziamenti, ha osservato, “non riguarda il restare o meno nell’euro che e’ dato per scontato e nessuno puo’ dubitarne”.

Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, in visita ufficiale a Berlino ha criticato la scelta di Tsipras. “Io”, ha detto, “quel referendum non lo avrei indetto, lo avrei evitato”. E ha aggiunto che l’Europa esiste se tutti rispettano le regole. “In Italia”, ha sottolineato il premier, “spesso le posizioni della Germania sono ritenute molto dure. Rispetto alla questione greca, credo che ciascuno di noi abbia diverse opinioni e sensibilita'”. Ma “quello che e’ importante finche’ si sta in una casa comune, e’ stare dentro le regole condivise”, perche’ “se ognuno fa come vuole poi non si va da nessuna parte”.

Intervenendo alla Camera il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha sottolineato ancora una volta che “l’uscita della Grecia dall’euro non e’ mai stata un’opzione”. L’Italia, ha spiegato, “ha una posizione di grande apertura per continuare a portare avanti il dialogo” e “cerca una soluzione condivisa, inclusiva e orientata alla crescita”. (AGI)

(AGI) – Roma, 1 lug. – Il mese di giugno si e’ chiuso brillantemente per il mercato dell’auto: le immatricolazioni sono state 146.682 in rialzo del 14,35% rispetto a giugno 2014. A maggio invece furono immatricolate 147.114 autovetture. Bene anche l’usato: sempre a giugno, ci sono stati 366.431 trasferimenti di proprieta’ di auto usate, con un aumento del 13,48% rispetto a giugno 2014. A giugno il volume globale delle vendite ha interessato per il 28,59% auto nuove e per il 71,41% auto usate. Giugno brillante anche per Fiat, con le vendite aumentate del 20 per cento e la quota al 28,4 per cento. Per Fca, il primo semestre 2015 e’ quello con la crescita piu’ alta degli ultimi 10 anni con un incremento dello 0,45% rispetto al 2014. Il marchio Fiat in giugno ha immatricolato 30.300 vetture – il 12,6 per cento in piu’ rispetto allo stesso mese dell’anno scorso – e ha ottenuto una quota del 20,7 per cento. Nel primo semestre del 2015 le registrazioni Fiat sono state quasi 183 mila (il 13,4 per cento in piu’ rispetto al 2014) e la quota e’ stata del 20,9 per cento. Dopo il “Mese Unico Fiat” di giugno, il marchio festeggia l’arrivo della Nuova 500 con due iniziative, “500 Night” e “4 ore di follia”, grazie alle quali nella serata del 3 luglio dalle 20 alle 24 sara’ possibile acquistare tutti i modelli della gamma Fiat in pronta consegna con gli optional al 50 per cento del loro valore, gratis per la Nuova 500. A giugno i principali modelli Fiat hanno ottenuto ottimi risultati. La Panda ancora una volta ha dominato il mercato con quasi 10.500 immatricolazioni, il 41,6 per cento del segmento A. Bene anche la 500 – quinta auto piu’ venduta in Italia – con oltre 4 mila registrazioni e una quota nel segmento del 17,4 per cento. La 500L e’ stata ancora una volta la piu’ richiesta della sua categoria con oltre 4.900 vendite e una quota nel suo segmento del 59,5 per cento. Continua la costante crescita della 500X che con il 16,2 per cento di quota e’ la vettura piu’ venduta del suo segmento. Bene anche la Punto, piu’ venduta del segmento B con quasi 5.800 immatricolazioni. Lancia a giugno ha registrato oltre 5.700 vetture, il 22 per cento in piu’ in confronto a un anno fa (valore superiore a quello del mercato), con una quota del 3,9 per cento, in crescita di 0,2 punti percentuali. Nel progressivo annuo le Lancia registrate sono state quasi 32.200 (il 6 per cento in piu’ rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso) e la quota e’ stata del 3,7 per cento. Ancora una volta ottimo successo di vendite per Ypsilon che con oltre 5.600 registrazioni e’ stata la terza vettura piu’ venduta nel mese con una quota nel segmento B del 13,8 per cento. Alfa Romeo in giugno ha aumentato le vendite piu’ della media del mercato, con oltre 2.800 immatricolazioni, in crescita del 17,05 per cento rispetto a un anno fa. La quota e’ stata dell’1,9 per cento, leggermente maggiore nel confronto con giugno 2014. Nel primo semestre dell’anno il marchio ha registrato oltre 17 mila vetture, +6,1 per cento rispetto all’anno scorso, per una quota del 2 per cento in crescita di 0,2 punti percentuali. Giulietta in giugno si e’ confermata tra le auto piu’ richieste del suo segmento con una quota del 10,7 per cento. Ennesimo exploit di vendite per Jeep che in giugno, con 2.800 immatricolazioni, ha aumentato le vendite del 308,6 per cento, una delle piu’ alte crescite mai registrate in Italia. Rispetto all’anno scorso, le registrazioni del marchio sono piu’ che quadruplicate. Quota vicina al 2 per cento, cresciuta di 1,4 punti percentuali. Le registrazioni del marchio nei primi sei mesi dell’anno sono state 16 mila, in crescita del 269,4 per cento nel confronto con un anno fa, per una quota all’1,8 per cento, in salita di 1,3 punti percentuali. Gli ottimi risultati del brand Jeep sono in gran parte merito della Renegade, ormai stabilmente tra le piu’ vendute del suo segmento. (AGI) .

(AGI) – Roma, 1 lug. – La Grecia vuole restare nell’euro e la sua permanenza nell’Eurozona “non e’ negoziabile” ma i cittadini ellenici dovranno esprimersi per il ‘no’ al referendum di domenica sulle proposte dei creditori, che non includono quella ristrutturazione del debito che sarebbe l’unica strada per risolvere la crisi. Lo scrive il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, in un post sul suo blog, dove spiega in sei punti perche’ invita gli elettori di Syriza a votare ‘no’. “I negoziati si sono fermati perche’ i creditori della Grecia hanno rifiutato di ridurre il nostro impagabile debito pubblico e hanno insistito che debba essere pagato in modo ‘parametrico’ dai membri piu’ deboli della nostra societa’, i suoi figli e i suoi nipoti”, scrive Varoufakis sul suo blog. Il Fmi, il governo degli Usa, molti altri governi del mondo e gli economisti piu’ indipendenti credono – come noi – che il debito debba essere ristrutturato”, scrive ancora Varoufakis, ricordando che l’Eurogruppo nel 2012, ai tempi del secondo piano di aiuti, si era impegnato ad affrontare la questione del debito, e che, dall’annuncio del referendum, dall’Europa si sono levate varie voci istituzionali a favore di una ristrutturazione. “Questi segnali mostrano che anche l’Europa istituzionale voterebbe no alla sua offerta ‘finale’ “, prosegue il ministro, sicuro che “la Grecia restera’ nell’euro”. “I depositi bancari in Grecia sono al sicuro. I creditori hanno scelto la strategia del ricatto basato sulla chiusura delle banche”, prosegue Varoufakis, “l’attuale stallo e’ legato a questa scelta dei creditori e non dal governo greco che abbandona le trattative o a qualche pensiero da parte nostra su una ‘Grexit’ o una svalutazione”. “Il posto della Grecia nell’Eurozona e nell’Unione Europea non e’ negoziabile”, conclude Varoufakis, “il futuro richiede una Grecia orgogliosa dentro l’Eurozona e nel cuore dell’Europa. Cio’ richiede che i greci dicano un grande No domenica, che si stia nell’area euro e, con l’autorita’ garantitaci da questo No, si rinegozi il debito pubblico greco cosi’ come la distribuzione degli aggravi tra chi ha e chi non ha”. .

(AGI) – Roma, 1 lug. – Sulla Grecia e’ muro contro muro e tale sembra destinato a rimanere il clima almeno fino a domenica, quando si terra’ il referendum indetto dal Governo Tsipras. Alle controproposte fatte pervenire da Atene, Germania ed Eurogruppo hanno risposto chiudendo lo spazio a ogni trattativa fin quando l’esito della consultazione non sara’ ufficiale. “Adesso siamo in attesa del referendum. Prima del referendum nessuna discussione su nuovi aiuti puo’ aver luogo”, ha detto Angela Merkel. Anche se la stessa cancelliera tedesca si e’ poi affrettata ad aggiungere che “la porta del negoziato e’ sempre stata aperta e resta aperta”. Stessi toni dall’Eurgruppo, riunitosi oggi in teleconferenza. “Non ci sono gli elementi per ulteriori negoziati a questo punto. Non ci saranno colloqui nei prossimi giorni su proposte di accordi finanziari. Aspetteremo l’esito del referendum di domenica e prenderemo atto del risultato di quel referendum”, ha fatto sapere il presidente Jeroem Dijsselbloem tramite una nota ufficiale al termine della discussione. In un discorso alla nazione il capo del Governo ellenico, Alexis Tsipras, e’ tornato a invitare i suoi concittadini a votare ‘no’ per ottenere migliori condizioni negoziali, ma ha anche aggiunto che Atene vuole rimanere nell’euro e continuera’ a trattare con i suoi partner per ottenere un accordo sostenibile. Il referendum convocato dal governo greco sulle condizioni poste dai creditori internazionali per riprendere i finanziamenti, ha osservato, “non riguarda il restare o meno nell’euro che e’ dato per scontato e nessuno puo’ dubitarne”. Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, in visita ufficiale a Berlino ha criticato la scelta di Tsipras. “Io”, ha detto, “quel referendum non lo avrei indetto, lo avrei evitato”. E ha aggiunto che l’Europa esiste se tutti rispettano le regole. “In Italia”, ha sottolineato il premier, “spesso le posizioni della Germania sono ritenute molto dure. Rispetto alla questione greca, credo che ciascuno si noi abbia diverse opinioni e sensibilita'”. Ma “quello che e’ importante finche’ si sta in una casa comune, e’ stare dentro le regole condivise”, perche’ “se ognuno fa come vuole poi non si va da nessuna parte”. Intervenendo alla Camera il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha sottolineato ancora una volta che “l’uscita della Grecia dall’euro non e’ mai stata un’opzione”. L’Italia, ha spiegato, “ha una posizione di grande apertura per continuare a portare avanti il dialogo” e “cerca una soluzione condivisa, inclusiva e orientata alla crescita”. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 1 lug. – “Non ci sono gli elementi per ulteriori negoziati a questo punto. Non ci saranno colloqui nei prossimi giorni su proposte di accordi finanziari. Aspetteremo l’esito del referendum di domenica e prenderemo atto del risultato di quel referendum”. Lo scrive oggi il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, in una nota al termine della teleconferenza straordinaria dei ministri delle Finanze della zona euro sulla Grecia. Dijsselbloem al termine del comunicato si e’ detto “molto dispiaciuto” dell’attuale situazione, “data la forte determinazione del popolo greco di essere parte dell’Europa e di rimanere parte dell’Eurozona, cosa per cui li sosteniamo in pieno.” .

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