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Economia

(AGI) – Roma, 10 lug – Incroceranno nuovamente le braccia domani i dipendenti di Ikea Italia per protestare contro le proposte avanzate dall’azienda al tavolo per la definizione del nuovo integrativo aziendale. I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, che hanno indetto lo stop, si legge in una nota, “non si piegano ai tagli lineari su maggiorazioni per lavoro domenicale e festivo e sulla trasformazione del premio aziendale fisso in elemento variabile, proposte peraltro presentate dal marchio svedese dopo la disdetta della contrattazione integrativa annunciata nelle scorse settimane”. Per le tre sigle, “e’ inaccettabile che la crescita e lo sviluppo si finanzino esclusivamente sui salari degli oltre 6.000 co-workers italiani che hanno contribuito a rendere Ikea uno dei leader mondiali dei mobili e accessori low cost, lavoratori per la stragrande maggioranza con contratto di lavoro part time disposti a sacrificare la vita familiare e sociale per l’affermazione della leadership del colosso della grande distribuzione e ai quali oggi si chiede di rinunciare al sacrosanto diritto ad una paga dignitosa”. Domani in tutti i 21 punti vendita italiani si svolgeranno mobilitazioni e presidi a sostegno della vertenza. Ai punti vendita di Firenze, Roma Anagnina e Napoli Afragola interverranno rispettivamente i segretari nazionali Giuliana Mesina per la Filcams Cgil, Vincenzo Dell’Orefice per la Fisascat Cisl e Ivana Veronese per la Uiltucs. “Le organizzazioni sindacali”, conclude il comunicato, “auspicano la migliore riuscita dello sciopero e invitano l’azienda ad ascoltare le voci e le richieste dei suoi lavoratori, nonche’ a rispettare regole e diritto allo sciopero”. .

(AGI) – Roma, 10 lug. – A maggio 2015 si registrano 184.707 contratti di lavoro in piu’. Lo rileva il ministero del Lavoro, sulla base delle prime evidenze ricavate dal Sistema Informativo delle Comunicazioni Obbligatorie. Il numero di attivazioni di nuovi contratti di lavoro in tutti i settori di attivita’ economica e’ stato pari a 934.258 mentre le cessazioni sono state pari a 749.551. Oltre trentamila (30.325) contratti a tempo determinato sono stati trasformati in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, con un aumento del dell’43,2% annuo: erano infatti 21.184 a maggio 2014. Dei 934.258 contratti attivati, 179.643 (circa il 19%), sono contratti a tempo indeterminato, 643.032 sono contratti a tempo determinato, 19.728 sono contratti di apprendistato, 36.376 sono collaborazioni e 55.479 sono le forme di lavoro classificate nella voce “Altro”. Il numero di cessazioni di rapporti di lavoro per tutti i settori e’ pari a 749.551. Di queste, 179.372 (circa il 24%) sono relative a contratti a tempo indeterminato, 458.220 a contratti a tempo determinato, 13.230 sono contratti di apprendistato, 46.570 sono collaborazioni e 52.159 sono le forme di lavoro classificate nella voce “Altro”. .

(AGI) – Roma, 10 lug. – Mentre i riflettori della politica e dell’economia mondiale sono tutti sulla Grecia, il mercato immobiliare ellenico e’ in fibrillazione: in attesa di capire le evoluzioni future,l’interesse per le case in Grecia e’ cresciuto enormemente e, dal giorno seguente alla proclamazione dell’ormai famoso referendum, se le ricerche immobiliari effettuate da utenti in Grecia sono calate in media del38%, quelle arrivate dall’estero sono aumentate mediamente del 60%. A calcolarlo e’ Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it), che ha analizzato il traffico corrispondente agli immobili greci presenti sul sito e ha confrontato questi numeri con quelli del suo partner, il gruppo Spitogatos.gr – leader greco per gli annunci immobiliari online. Nei 3-4 giorni seguenti alla proclamazione della consultazione popolare il traffico dall’estero e’ cresciuto del 130%, per poi assestarsi ad un incremento medio del 50%, rimasto costante nei giorni seguenti. “L’aumento delle ricerche – spiega Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it – e’ fortemente connesso all’esposizione mediatica della Grecia, che occupa le prime pagine di tutti i giornali del mondo: dal clamore legato alla sua possibile uscita dall’Euro e dalle conseguenti ricadute sul costo del mattone e’ derivato il forte incremento delle consultazioni nei motori di ricerca da parte di utenti internazionali”. Non tutte le nazioni hanno mostrato, tuttavia, lo stesso interesse nei confronti del mattone greco, che sta vivendo la sua seconda crisi immobiliare dopo quella successiva alle Olimpiadi del 2004 e che ha gia’ visto una prima forte contrazione dei prezzi. A guardare con piu’ attenzione alle opportunita’ del mercato immobiliare ellenico sono le nazioni piu’ vicine o quelle storicamente legate alla Grecia: in primis la Russia, con un aumento del 244% nelle ricerche rispetto al periodo precedente alla proclamazione del referendum, l’Italia (+194%), la Francia (+156%) e la Turchia (+105%). Seguono poi quei Paesi tradizionalmente territorio di emigrazione greca, come gli Stati Uniti (+114%), l’Australia (+105%) e il Canada (+96%). Si segnalano, invece, l’aumento relativamente contenuto delle ricerche dal Regno Unito (+36%) e addirittura il calo registrato dalla Germania (-5%). “Per quanto riguarda le domande provenienti dall’Italia – continua Giordano – occorre ricordare che da sempre la Grecia e’ una delle principali destinazioni per i cittadini che puntano ad acquistare una casa per le vacanze all’estero: il probabile ulteriore calo dei prezzi rende il mercato immobiliare greco piu’ appetibile del solito”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 10 lug. – Balzo della produzione industriale a maggio. L’indica calcolato dell’Istat ha segnato un aumento dello 0,9% rispetto ad aprile. Nella media del trimestre marzo-maggio 2015 la produzione e’ aumentata dell’1,0% rispetto al trimestre precedente. Corretto per gli effetti di calendario, l’indice e’ salito in termini tendenziali del 3,0% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di maggio 2014). Nella media dei primi cinque mesi dell’anno la produzione e’ aumentata dello 0,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedent.  Il rialzo e’ il maggiore da agosto 2011, quando si registro’ un aumento del 7,1%. Lo rende noto l’Istat.

L’indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive in tutti i raggruppamenti; aumentano i beni strumentali (+2,3%), l’energia (+1,7%), i beni di consumo (+0,7%) e i beni intermedi (+0,6%). In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a maggio 2015, un forte aumento nel comparto dei beni strumentali (+8,5%); in misura piu’ lieve aumentano anche l’energia (+1,5%), i beni di consumo (+1,4%) e i beni intermedi (+0,4%). Per quanto riguarda i settori di attivita’ economica, a maggio 2015 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+16,2%), della fabbricazione di mezzi di trasporto (+15,4%), e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+10,5%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell’attivita’ estrattiva (-12,1%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-1,4%) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco (-0,5%). (AGI) .

(AGI) – L’Avana, 10 lug. – Sono 14 finora le proposte di investimento produttivo avanzate da imprese italiane per la Zona Speciale di Sviluppo Mariel, a Cuba. Nell’area, che sta sorgendo a 50 km dalla capitale, sono pronte a insediarsi aziende di vari comparti, dal fotovoltaico alla lavorazione dell’alluminio, dal packaging ai tubi di costruzione. Il dato e’ emerso al termine della missione italiana che si e’ svolta all’Avana dal 6 all’8 luglio. Finora, le imprese italiane presenti a Cuba erano 14 per un totale di 430 dipendenti e un fatturato superiore a 14 milioni di euro; a livello europeo l’Italia si posiziona al secondo posto per numero di Pmi con filiali a Cuba. Il loro numero dovrebbe decisamente aumentare gia’ da quest’anno, a seguito della nuova legge per l’attrazione degli investimenti diretti esteri (“Ley de inversion extranjera”) e della missione appena conclusa. “Gli incontri con i rappresentanti del governo cubano ci hanno consentito di individuare le aree di intervento e i progetti a cui seguiranno gli studi di fattibilita’ – ha spiegato il viceministro allo Sviluppo economico Claudio Calenda – Ora inizieremo a selezionare le aziende che vogliamo riportare a Cuba a settembre. Siamo pronti ad offrire il nostro know how e i cubani si sono mostrati estremamente disponibili nei nostri confronti”. “Abbiamo potuto riscontrare moltissime opportunita’ – ha dichiarato Licia Mattioli, presidente del Comitato tecnico per l’internazionalizzazione di Confindustria – Il governo cubano ha mostrato interesse per il nostro sistema di pmi e il legame culturale con l’Italia apre le porte agli investimenti”. I settori di intervento individuati nel corso della missione sono numerosi: dalla riconversione delle centrali alle energie rinnovabili, dall’agroalimentare alla pesca, dai condizionatori alle valvole, dall’imbottigliamento del rhum alla filiera della carta. “Cuba e’ in una fase di transizione ma non intende compiere gli errori di altri paesi socialisti – ha sottolineato Calenda – Il governo e’ attento a cogliere l’occasione degli investimenti esteri senza fracassare tutto”. “Abbiamo concordato di realizzare una model farm dove formare il personale cubano su macchine agricole italiane – ha riferito il sottosegretario agli Esteri Mario Giro – In questi mesi i progetti andranno avanti e contiamo di giungere a firmare degli accordi, a partire dai parchi eolici che realizzera’ Enel Green Power, ad ottobre in occasione della visita del premier Matteo Renzi”. (AGI)

(AGI) – Atene, 10 lug. – Il premier greco, Alexis Tsipras chiede al Parlamento un mandato per trattare coi creditori non per uscire dall’euro. “Dobbiamo confrontarci con decisioni cruciali”, dice rivolgendosi ai parlamentari. “Abbiamo un mandato per strappare un accordo migliore rispetto a quello dell’ultimatum dell’Eurogruppo, ma non abbiamo certo un mandato per portare la Grecia fuori dall’Eurozona”. “In tutto questo dobbiamo stare uniti” aggiunge. .

(AGI) – Atene, 10 lug. – Oggi il Parlamento greco votera’ il mandato al governo per negoziare coi creditori un accordo che prevede un terzo piano di prestiti in cambio di un programma di riforme. A mezzanotte il Presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha ricevuto la nuova proposta di riforme dal Governo greco valutata intorno ai 12 miliardi di euro. In cambio Atene chiede ai creditori 53,5 miliardi per onorare prestiti fino a giugno del 2018. Il premier Alexis Tsipras ha chiesto al Parlamento di appoggiare una lista di “azioni prioritarie” per negoziare un accordo coi creditori. .

(AGI) – Pechino, 10 lug. – Dopo il rimbalzo (+5,7%) registrato ieri, successivo alla serie di crolli, la Borsa di Shanghai ha iniziato le contrattazioni con un impennata del 3,07% a 3.823,25 punti. Ancora meglio la borsa di Shenzen, il secondo mercato cinese, cresciuta del 3,59% a 2.025,53. Bene anche il terzo mercato ‘cinese’, la borsa di Hong Kong con l’Hang Seng che registra – al momento – un piu’ 1,56%. A Tokyo il Nikkei, dopo aver aperto in territorio negativo, ora registra un progresso dello 0,34%.

(AGI) – Pechino, 9 lug. – Il presidente del colosso digitale cinese Alibaba, Patrick Liu, e’ stato arrestato per vicende connesse al suo precedente incarico alla guida della divisione video della holding Tencent. E’ quanto riferisce in una e-mail il portavoce di Alibaba, Bob Christie, spiegando che il caso “non ha alcuna connessione con Alibaba”. (AGI)

(AGI) – Londra, 9 lug. – Primark, il gigante dell’abbigliamento britannico a basso costo, sbarchera’ in Italia a partire dall’anno prossimo con tre nuovi punti vendita. Con il primo store che aprira’ ad Arese, in provincia di Milano, nell’estate del 2016, l’azienda che e’ sinonimo di moda pronta ‘low cost’ cerchera’ cosi’ di aggredire il mercato italiano, dopo aver lanciato i suoi negozi anche in altri nove Paesi europei. A confermarlo e’ stata la Associated British Foods, proprietaria del marchio, e la notizia e’ stata rilanciata subito con grande enfasi dal Daily Telegraph. Primark, i cui negozi sono presenti in tutto il Regno Unito e in una citta’ come Londra sono presi d’assalto ogni giorno soprattutto dai turisti, sta fra l’altro contribuendo ai buoni dati della Abf, che questa mattina ha rivelato una crescita del fatturato del 2% nelle quaranta settimane fino a meta’ giugno 2015. In particolare, le vendite nei negozi Primark (che in alcuni Paesi sono presenti con brand diversi, ad esempio in Irlanda il marchio e’ quello di Penneys) sono cresciute del 13%. Presto l’azienda sbarchera’ anche negli Stati Uniti, dove il primo store aprira’ a Boston nel settembre di quest’anno. Parlando con il Daily Telegraph, il direttore finanziario di Abf, John Bason, ha citato le grandi potenzialita’ del mercato italiano, che si spera possa mostrare le stesse performance di quello francese. “Abbiamo avuto un enorme successo in Francia. Siamo andati li’ solo 18 mesi fa ed e’ stato il nuovo mercato di maggior successo che abbiamo mai avuto”. Per il mercato italiano l’azienda cerchera’ comunque di seguire il “gusto locale”. “Ci saranno alcuni articoli che saranno diversi”, ha sottolineato Bason. (AGI) .

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