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Economia

(AGI) – Cagliari, 2 lug. – Oltre 180 mila posti in piu’ saranno disponibili fino al prossimo 15 settembre sulle sei rotte della continuita’ territoriale aerea della Sardegna, con un incremento del 20,7%. La disponibilita’ aggiuntiva e’ stata concordata dalla Regione con Alitalia, che vola da Cagliari e da Alghero verso Roma Fiumicino e Milano Linate, e Meridiana che collega Olbia con i due scali della penisola. Dal 15 giugno saranno, quindi, oltre un milione i posti resi disponibili dalle due compagnie aeree e gia’ in vendita per ridurre il piu’ possibile il rischio che molti passeggeri restino a terra. Nel dettaglio, nei 90 giorni estivi (in cui la tariffa per i non residenti tendenzialmente raddoppia e puo’ anche triplicare), sulla rotta Cagliari-Fiumicino saranno disponibili il 25,1% di posti in piu’, sulla Cagliari-Linate l’incremento sara’ dell’8,4%, sull’Alghero-Linate del 30,9% e sull’Alghero Fiumicino del 12%. In totale Alitalia offrira’ 118.625 posti in piu’ (+18,7%). Piu’ consistenti saranno gli aumenti nei voli Meridiana da Olbia (+25,6%). In particolare, verso Fiumicino ci sara’ il 14,9% in piu’ di posti, verso Linate il 35,7%. Nella pianificazione si e’ tenuto conto – ha spiegato l’assessore regionale ai Trasporti, Massimo Deiana – del picco di passeggeri nei mesi estivi e anche della maggiore domanda nel fine settimana: di solito il venerdi’ per chi lascia l’isola, la domenica per chi vi rientra. Dal 25 luglio al 31 agosto con Alitalia la Regione ha concordato un “upgrade” su quattro voli Cagliari-Roma-Cagliari il venerdi’, sabato e domenica: due della mattina e altrettanti del tardo pomeriggio saranno coperti con aerei piu’ capienti, Airbus 330 da 250 posti, che si traducono in 90-100 poltrone in piu’ rispetto ai velivoli piu’ piccoli normalmente in servizio sulla tratta. Gli incrementi pianificati da Regione Sardegna (senza costi aggiuntivi) e dalle due compagnie, che beneficiano di contributi regionali pari a 44 milioni l’anno per la continuita’ territoriale, si basano sulla serie storica del numero di passeggeri dal 2004 in poi sulle rotte interessate e, in particolare, sul confronto fra quelli trasportati fra il 2014 e i primi cinque mesi dell’anno, in cui’ e’ evidente un trend in aumento soprattutto sulla Cagliari-Roma: alla fine del 2015 si calcola che su quella tratta viaggeranno oltre 800mila persone, un numero superiore rispetto alle 776.404 del 2014. Altro parametro preso in considerazione per la pianificazione estiva e’ stato il fattore di riempimento (load factor) degli aerei, che nella maggior parte delle rotte non supera il 70%, con l’eccezione dei voli Cagliari-Roma, in cui nei primi cinque mesi del 2015 e’ stato mediamente del 74,24%. .

(AGI) – Livorno, 2 lug. – Nell’ambito del “Programma Sicurezza Italia” l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha incontrato il management e i dipendenti della Raffineria di Livorno. Dopo la visita alla Raffineria di Taranto nel maggio scorso, e’ il sito operativo di Livorno a ospitare la seconda tappa del Safety Road Show, una delle piu’ significative iniziative di Eni per la sensibilizzazione e la formazione in tema di sicurezza. Nel corso della visita e’ stato lo stesso Descalzi a confermare i positivi risultati in termini di sicurezza raggiunti da Eni e dalla Raffineria nel 2014. L’azienda, informa una nota, ha ridotto il numero degli infortuni per il decimo anno consecutivo, attestandosi nel 2014 su una frequenza di 0,31 infortuni per milione di ore lavorate, come dimostrato dai numerosi siti industriali che vantano anni senza un solo infortunio. Complessivamente nel 2014 il miglioramento degli indici infortunistici ha visto una riduzione del 14% rispetto al 2013 e nel primo trimestre 2015 il miglioramento e’ continuato per un ulteriore 15%. Risultati che collocano Eni al primo posto sotto il profilo della sicurezza rispetto ai principali competitor internazionali. L’impegno di Eni a livello globale trova riscontro anche nell’andamento positivo degli indicatori infortunistici presso la Raffineria di Livorno, un sito che si e’ distinto per gli importanti risultati in ambito sicurezza, raggiungendo l’obiettivo “zero infortuni” per circa 400 dipendenti per tre anni consecutivi. La sicurezza delle persone e delle attivita’ operative rappresenta un obiettivo strategico per Eni, che per sostenerne il valore culturale e operativo, lancia continuamente nuovi programmi di sensibilizzazione e di formazione destinati ai lavoratori, ai contrattisti e a tutte le parti sociali. Fra le iniziative piu’ significative oltre al Safety Road Show, vi sono Eni in Safety, il Safety Day e l’Hse Van Show. L’Hse Van Show e’ l’ultima iniziativa Eni in ambito Hse, inaugurata lo scorso 26 Maggio proprio dalla Raffineria di Livorno, che sta percorrendo tutta Italia toccando 42 siti industriali e molte stazioni di servizio per promuovere l’impegno di Eni nella salvaguardia dell’ambiente e nella tutela della sicurezza. Al termine della visita, Descalzi ha commentato: “Con la visita di oggi oltre a riconoscere ed esprimere l’apprezzamento per i risultati ottenuti nel campo della sicurezza dai colleghi di Livorno, ribadisco la volonta’ di tutta l’azienda di raggiungere l’obiettivo di zero incidenti e zero infortuni. La sicurezza e’ un valore fondamentale per la nostra azienda ed e’ al centro delle nostre strategie, deve coinvolgere tutti, a partire dal management, perche’ solo attraverso l’impegno di ognuno di noi potremo raggiungere gli obiettivi ambiziosi ma al tempo stesso imprescindibili che ci siamo posti”. (AGI)

(AGI) – Roma, 2 lug. – Il 2015 si apre con la conferma dell’andamento al ribasso dei prezzi delle abitazioni, che dura da oltre tre anni. Lo confermano i dati Istat, secondo i quali nel primo trimestre 2015, sulla base delle stime preliminari, l’indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab) acquistate dalle famiglie sia per fini abitativi sia per investimento diminuisce dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e del 3,4% nei confronti dello stesso periodo del 2014. Lo rileva l’Istat. Il 2015 si apre pertanto con una conferma della tendenza al ribasso dei prezzi delle abitazioni in atto da piu’ di tre anni.

Come accade dagli inizi del 2013, anche nel primo trimestre dell’anno in corso la diminuzione tendenziale e’ dovuta sia ai prezzi delle abitazioni esistenti (-3,8%) sia a quelli delle abitazioni nuove (-2,0%). Come risultato di questi andamenti, il differenziale in valore assoluto tra la variazione tendenziale dei prezzi delle abitazioni esistenti e quella dei prezzi delle abitazioni nuove si riduce a 1,8 punti percentuali, il minimo da quando e’ possibile calcolare la serie storica delle variazioni tendenziali dell’Ipab.

Sulla base delle stime preliminari, nel primo trimestre 2015 rispetto al quarto trimestre del 2014, si registra una variazione dell’indice dei prezzi delle abitazioni pari a -0,7%. Seppur piu’ contenuta di quella registrata nel trimestre precedente, si tratta della quattordicesima variazione congiunturale negativa consecutiva. Questo calo e’ imputabile – rileva l’Istat – alla diminuzione dei prezzi sia delle abitazioni esistenti (-0,5%) sia, per la prima volta in misura maggiore, di quelle nuove (-1,0%).

Anche su base annua prosegue la flessione dei prezzi delle abitazioni iniziata nel 2012. Nel primo trimestre del 2015, la diminuzione registrata dall’Ipab rispetto allo stesso trimestre del 2014 si attesta a -3,4%, per effetto della diminuzione dei prezzi sia delle abitazioni esistenti sia di quelle nuove (rispettivamente -3,8% e -2,0%).

Nel primo trimestre dell’anno in corso, pertanto, la riduzione dell’ampiezza delle flessioni su base tendenziale registrate dai prezzi delle abitazioni, che aveva portato l’Ipab dal -6,0% del primo trimestre 2013 al -3,7% del quarto trimestre 2014, segna il passo. Cio’ e’ dovuto in particolare al peggioramento della dinamica su base annua dei prezzi delle abitazioni nuove, la cui diminuzione e’ tornata ad ampliarsi (-2,0% da -1,4% del quarto trimestre 2014), dopo alcuni trimestri nei quali veniva ridimensionandosi.

Anche il dato congiunturale conferma il quadro di generale ribasso dei prezzi. Quello registrato nel primo trimestre 2015 e’ infatti il quattordicesimo calo congiunturale consecutivo e per la prima volta e’ il risultato di una diminuzione dei prezzi delle abitazioni nuove (-1,0%) piu’ ampia di quella delle abitazioni esistenti (-0,5%). Con le stime preliminari del primo trimestre 2015 la diminuzione dei prezzi delle abitazioni rispetto al 2010 raggiunge il -13,7%. Alla riduzione concorrono sia le abitazioni esistenti, i cui prezzi, nello stesso periodo, sono scesi del 18,6%, sia le nuove per le quali si registra una variazione negativa dell’1,5%. (AGI)

(AGI) – Roma, 2 lug. – Il 2015 si apre con la conferma dell’andamento al ribasso dei prezzi delle abitazioni, che dura da oltre tre anni. Lo confermano i dati Istat, secondo i quali nel primo trimestre 2015, sulla base delle stime preliminari, l’indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab) acquistate dalle famiglie sia per fini abitativi sia per investimento diminuisce dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e del 3,4% nei confronti dello stesso periodo del 2014. Lo rileva l’Istat. Il 2015 si apre pertanto con una conferma della tendenza al ribasso dei prezzi delle abitazioni in atto da piu’ di tre anni. Come accade dagli inizi del 2013, anche nel primo trimestre dell’anno in corso la diminuzione tendenziale e’ dovuta sia ai prezzi delle abitazioni esistenti (-3,8%) sia a quelli delle abitazioni nuove (-2,0%). Come risultato di questi andamenti, il differenziale in valore assoluto tra la variazione tendenziale dei prezzi delle abitazioni esistenti e quella dei prezzi delle abitazioni nuove si riduce a 1,8 punti percentuali, il minimo da quando e’ possibile calcolare la serie storica delle variazioni tendenziali dell’Ipab. Sulla base delle stime preliminari, nel primo trimestre 2015 rispetto al quarto trimestre del 2014, si registra una variazione dell’indice dei prezzi delle abitazioni pari a -0,7%. Seppur piu’ contenuta di quella registrata nel trimestre precedente, si tratta della quattordicesima variazione congiunturale negativa consecutiva. Questo calo e’ imputabile – rileva l’Istat – alla diminuzione dei prezzi sia delle abitazioni esistenti (-0,5%) sia, per la prima volta in misura maggiore, di quelle nuove (-1,0%). Anche su base annua prosegue la flessione dei prezzi delle abitazioni iniziata nel 2012. Nel primo trimestre del 2015, la diminuzione registrata dall’Ipab rispetto allo stesso trimestre del 2014 si attesta a -3,4%, per effetto della diminuzione dei prezzi sia delle abitazioni esistenti sia di quelle nuove (rispettivamente -3,8% e -2,0%). Nel primo trimestre dell’anno in corso, pertanto, la riduzione dell’ampiezza delle flessioni su base tendenziale registrate dai prezzi delle abitazioni, che aveva portato l’Ipab dal -6,0% del primo trimestre 2013 al -3,7% del quarto trimestre 2014, segna il passo. Cio’ e’ dovuto in particolare al peggioramento della dinamica su base annua dei prezzi delle abitazioni nuove, la cui diminuzione e’ tornata ad ampliarsi (-2,0% da -1,4% del quarto trimestre 2014), dopo alcuni trimestri nei quali veniva ridimensionandosi. (AGI) Anche il dato congiunturale conferma il quadro di generale ribasso dei prezzi. Quello registrato nel primo trimestre 2015 e’ infatti il quattordicesimo calo congiunturale consecutivo e per la prima volta e’ il risultato di una diminuzione dei prezzi delle abitazioni nuove (-1,0%) piu’ ampia di quella delle abitazioni esistenti (-0,5%). Con le stime preliminari del primo trimestre 2015 la diminuzione dei prezzi delle abitazioni rispetto al 2010 raggiunge il -13,7%. Alla riduzione concorrono sia le abitazioni esistenti, i cui prezzi, nello stesso periodo, sono scesi del 18,6%, sia le nuove per le quali si registra una variazione negativa dell’1,5%. (AGI)

(AGI) – Roma, 2 lug. – Se al referendum di domenica in Grecia “vincono i si’ mi dimettero'”. Lo fa sapere il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, intervistato a Bloomberg tv, precisando che Atene non firmera’ nessun accordo “senza la ristrutturazione del debito”. “Io voglio disperatamente restare nell’euro” aggiunge il ministro, spiegando che il referendum riguarda il modo in cui si “riesce a stare nell’euro”.

IL TAGLIO DEL GIUDIZIO – L’agenzia Moody’s ha tagliato il rating della Grecia al livello Caa3. “Moody’s ritiene che senza un sostegno da parte dei creditori, la Grecia avra’ un default del debito privato”, ha sottolineato l’agenzia di rating. A cio’ si aggiunge il giudizio di Standard Poor’s che prevede “conseguenze severe per l’economia greca, le banche e le aziende non finanziarie” con un’eventuale Grexit, mentre l’impatto sull’Eurozona “sara’ contenuto” e “nell’immediato potrebbe non avere impatto negativo sui rating sovrani dell’Eurozona”. L’agenzia internazionale S&P calcola che, in caso di Grexit, il Pil reale della Grecia “scenderebbe del 20% sotto il livello base in quattro anni”. Inoltre la Grexit “peggiorera’ la gia’ disperata situazione delle banche greche”.

BORSE APRONO PIATTE – Le borse europee hanno aperto piatte, in attesa degli esiti del referendum di domenica in Grecia. Londra sale dello 0,06%. Parigi avanza dello 0,3% e Francoforte dello 0,1%. Apertura piatta anche a Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che segna -0,04% a quota 22.948. All Share -0,01%

Sulla Grecia e’ muro contro muro e tale sembra destinato a rimanere il clima almeno fino a domenica, quando si terra’ ilreferendum indetto dal Governo Tsipras.
  Alle controproposte fatte pervenire da Atene, Germania ed Eurogruppo hanno risposto chiudendo lo spazio a ogni trattativa fin quando l’esito della consultazione non sara’ ufficiale.
 

“Adesso siamo in attesa del referendum. Prima del referendum nessuna discussione su nuovi aiuti puo’ aver luogo”, ha detto Angela Merkel. Anche se la stessa cancelliera tedesca si e’ poi affrettata ad aggiungere che “la porta del negoziato e’ sempre stata aperta e resta aperta”.

(AGI)

(AGI) – Washington, 2 lug. – L’agenzia Moody’s ha tagliato il rating della Grecia al livello Caa3. “Moody’s ritiene che senza un sostegno da parte dei creditori, la Grecia avra’ un default del debito privato”, ha sottolineato l’agenzia di rating. (AGI)

(AGI) – Roma, 2 lug. – Le borse europee aprono piatte, in attesa degli esiti del referendum di domenica in Grecia. Londra sale dello 0,06%. Parigi avanza dello 0,3% e Francoforte dello 0,1%. Apertura piatta anche a Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che segna -0,04% a quota 22.948. All Share -0,01%.

Sulla Grecia e’ muro contro muro e tale sembra destinato a rimanere il clima almeno fino a domenica, quando si terra’ ilreferendum indetto dal Governo Tsipras.
  Alle controproposte fatte pervenire da Atene, Germania ed Eurogruppo hanno risposto chiudendo lo spazio a ogni trattativa fin quando l’esito della consultazione non sara’ ufficiale.
 

“Adesso siamo in attesa del referendum. Prima del referendum nessuna discussione su nuovi aiuti puo’ aver luogo”, ha detto Angela Merkel. Anche se la stessa cancelliera tedesca si e’ poi affrettata ad aggiungere che “la porta del negoziato e’ sempre stata aperta e resta aperta”.

(AGI) .

(AGI) – Roma, 2 lug. – Iniziano i saldi estivi 2015. La prima regione a partire e’ la Campania, dove le vendite di fine stagione prendono il via oggi. Basilicata, Puglia e Marche seguiranno domani, mentre dovremo attendere sabato 4 luglio per le restanti Regioni d’Italia. I prossimi saldi saranno caratterizzati da sconti iniziali piuttosto alti. Secondo le rilevazioni condotte da Confesercenti su un panel di imprese del settore, quasi 1 negozio su 2 (il 48%, l’8% in piu’ rispetto al 2014) ha gia’ deciso di offrire sconti di partenza dal 40% in su. “I prossimi saldi estivi saranno una grande occasione per tutti”, spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, l’associazione che riunisce le imprese di distribuzione moda Confesercenti. “Per i consumatori, che avranno la possibilita’ di acquistare capi di qualita’ a prezzi molto convenienti; ma anche per le imprese del settore, che vengono da un avvio di anno ancora stagnante: un imprenditore su due (il 49%) non ha rilevato miglioramenti rispetto al 2014, contro un 26% che riscontra segnali di ripresa e un 24% che registra invece un ulteriore calo. L’auspicio e’ che, dopo i primi segnali di ripartenza dell’economia, i prossimi saldi segnino l’inversione di tendenza anche per i consumi. Le condizioni ci sono, a partire dal meteo e dalla convenienza delle offerte”. “La recessione – conclude Manzoni – tecnicamente e’ finita, ma la spesa delle famiglie non e’ ancora ripartita. In particolare quella per l’abbigliamento e le calzature, che nel 2014 si e’ attestata intorno ai 100 euro al mese. Il 2015, finora, conferma le impressioni degli imprenditori: le vendite nel comparto moda – segnala l’Istat – registrano nei primi quattro mesi del 2015 una sostanziale stabilita’ per l’abbigliamento (+0.3%) e una contrazione per le calzature -0.6%. Continua pure l’emorragia di imprese: tra gennaio ed aprile hanno chiuso altri 2.600 negozi del comparto”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 1 lug. – Sulla Grecia e’ muro contro muro e tale sembra destinato a rimanere il clima almeno fino a domenica, quando si terra’ il referendum indetto dal Governo Tsipras. Alle controproposte fatte pervenire da Atene, Germania ed Eurogruppo hanno risposto chiudendo lo spazio a ogni trattativa fin quando l’esito della consultazione non sara’ ufficiale.

“Adesso siamo in attesa del referendum. Prima del referendum nessuna discussione su nuovi aiuti puo’ aver luogo”, ha detto Angela Merkel. Anche se la stessa cancelliera tedesca si e’ poi affrettata ad aggiungere che “la porta del negoziato e’ sempre stata aperta e resta aperta”.

Stessi toni dall’Eurogruppo, riunitosi oggi in teleconferenza. “Non ci sono gli elementi per ulteriori negoziati a questo punto. Non ci saranno colloqui nei prossimi giorni su proposte di accordi finanziari. Aspetteremo l’esito del referendum di domenica e prenderemo atto del risultato di quel referendum”, ha fatto sapere il presidente Jeroem Dijsselbloem tramite una nota ufficiale al termine della discussione.

In un discorso alla nazione il capo del Governo ellenico, Alexis Tsipras, e’ tornato a invitare i suoi concittadini a votare ‘no’ per ottenere migliori condizioni negoziali, ma ha anche aggiunto che Atene vuole rimanere nell’euro e continuera’ a trattare con i suoi partner per ottenere un accordo sostenibile. Il referendum convocato dal governo greco sulle condizioni poste dai creditori internazionali per riprendere i finanziamenti, ha osservato, “non riguarda il restare o meno nell’euro che e’ dato per scontato e nessuno puo’ dubitarne”.

Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, in visita ufficiale a Berlino ha criticato la scelta di Tsipras. “Io”, ha detto, “quel referendum non lo avrei indetto, lo avrei evitato”. E ha aggiunto che l’Europa esiste se tutti rispettano le regole. “In Italia”, ha sottolineato il premier, “spesso le posizioni della Germania sono ritenute molto dure. Rispetto alla questione greca, credo che ciascuno di noi abbia diverse opinioni e sensibilita'”. Ma “quello che e’ importante finche’ si sta in una casa comune, e’ stare dentro le regole condivise”, perche’ “se ognuno fa come vuole poi non si va da nessuna parte”.

Intervenendo alla Camera il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha sottolineato ancora una volta che “l’uscita della Grecia dall’euro non e’ mai stata un’opzione”. L’Italia, ha spiegato, “ha una posizione di grande apertura per continuare a portare avanti il dialogo” e “cerca una soluzione condivisa, inclusiva e orientata alla crescita”. (AGI)

(AGI) – Roma, 1 lug. – Sulla Grecia e’ muro contro muro e tale sembra destinato a rimanere il clima almeno fino a domenica, quando si terra’ il referendum indetto dal Governo Tsipras. Alle controproposte fatte pervenire da Atene, Germania ed Eurogruppo hanno risposto chiudendo lo spazio a ogni trattativa fin quando l’esito della consultazione non sara’ ufficiale.

“Adesso siamo in attesa del referendum. Prima del referendum nessuna discussione su nuovi aiuti puo’ aver luogo”, ha detto Angela Merkel. Anche se la stessa cancelliera tedesca si e’ poi affrettata ad aggiungere che “la porta del negoziato e’ sempre stata aperta e resta aperta”.

Stessi toni dall’Eurogruppo, riunitosi oggi in teleconferenza. “Non ci sono gli elementi per ulteriori negoziati a questo punto. Non ci saranno colloqui nei prossimi giorni su proposte di accordi finanziari. Aspetteremo l’esito del referendum di domenica e prenderemo atto del risultato di quel referendum”, ha fatto sapere il presidente Jeroem Dijsselbloem tramite una nota ufficiale al termine della discussione.

In un discorso alla nazione il capo del Governo ellenico, Alexis Tsipras, e’ tornato a invitare i suoi concittadini a votare ‘no’ per ottenere migliori condizioni negoziali, ma ha anche aggiunto che Atene vuole rimanere nell’euro e continuera’ a trattare con i suoi partner per ottenere un accordo sostenibile. Il referendum convocato dal governo greco sulle condizioni poste dai creditori internazionali per riprendere i finanziamenti, ha osservato, “non riguarda il restare o meno nell’euro che e’ dato per scontato e nessuno puo’ dubitarne”.

Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, in visita ufficiale a Berlino ha criticato la scelta di Tsipras. “Io”, ha detto, “quel referendum non lo avrei indetto, lo avrei evitato”. E ha aggiunto che l’Europa esiste se tutti rispettano le regole. “In Italia”, ha sottolineato il premier, “spesso le posizioni della Germania sono ritenute molto dure. Rispetto alla questione greca, credo che ciascuno di noi abbia diverse opinioni e sensibilita'”. Ma “quello che e’ importante finche’ si sta in una casa comune, e’ stare dentro le regole condivise”, perche’ “se ognuno fa come vuole poi non si va da nessuna parte”.

Intervenendo alla Camera il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha sottolineato ancora una volta che “l’uscita della Grecia dall’euro non e’ mai stata un’opzione”. L’Italia, ha spiegato, “ha una posizione di grande apertura per continuare a portare avanti il dialogo” e “cerca una soluzione condivisa, inclusiva e orientata alla crescita”. (AGI)

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