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Economia

(AGI) – Washington, 1 ago. – Brusca battuta d’arresto per il progetto voluto con forza da Barack Obama di un’area di libero cambio nel Pacifico con la Trans-Pacific Partnership (Tpp), sul modello di quella ancor piu’ ambiziosa con l’Europa (Ttpi). I delegati riuniti da giorni alle Hawaii non hanno raggiunto alcuna intesa e non e’ stata neanche fissata una nuova data per nuovi negoziati. Resta ottimista il ministro del Commercio Usa, Michael Froman, che in una dichiarazione a nome dei 12, ha sostenuto che malgrado tutto nel corso dei colloqui si sono registrati “significativi progressi” e definisce i problemi rimasti aperti come “limitati” La mancata intesa sul Ttp secondo gli analisti infligge un duro colpo al programma di Obama di spostare gli interessi degli Usa verso il Pacifico, il cosiddetto “pivot to Asia”, anche per contrastare il dilagare della Cina. L’intesa creato un’area di libero scambio da cui passa il 40% dell’economia mondiale. I 12 Paesi coinvolti sono Usa, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Canada, Malaysia, Messico, Peru’, Vietnam Brunesi, Cile e Singapore. (AGI) .

(AGI) – Roma, 31 lug. – La disoccupazione giovanile balza aimassimi storici: mai cosi’ dal 1977. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioe’ la quota disoccupati sul totale degli attivi (occupati e disoccupati), e’ stato pari a giugno al 44,2%, in aumento di 1,9% sul mese precedente. Lo ha annunciato l’Istat, sottolineando che dal calcolo sono esclusi i giovani inattivi, cioe’ coloro che non sono occupati ne’ cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perche’ impegnati negli studi. Il numero di giovani inattivi diminuisce dello 0,5% nel confronto mensile (-23 mila). Il tasso di inattivita’ tra 15 e 24 anni diminuisce di 0,2 punti percentuali, arrivando al 74%. Con riferimento alla media degli ultimi tre mesi, per i giovani 15-24enni cresce il tasso di disoccupazione (+0,8 punti percentuali) mentre calano sia il tasso di occupazione (-0,2 punti) sia il tasso d’inattivita’ (-0,1 punti). Piu’ in generale, il numero di disoccupati – rileva l’Istat – e’ aumentato dell’1,7% (+55mila). Dopo il calo di aprile (-0,2%) e la stazionarieta’ di maggio, a giugno il tasso di disoccupazione cresce di 0,2% rispetto al mese precedente, arrivando al 12,7%. Nei dodici mesi il numero di disoccupati e’ aumentato del 2,7% (+85 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,3 punti percentuali. Calano al contempo a giugno gli occupati dello 0,1% (-22 mila unita’) dopo la forte crescita di aprile (+0,6%) e il calo di maggio (-0,3%). Il tasso di occupazione, pari al 55,8%, cala di 0,1%. Rispetto a giugno 2014, l’occupazione scende dello 0,2% (-40 mila). “I numeri di giugno confermano che siamo di fronte a dati soggetti a quella fluttuazione che caratterizza una fase in cui la ripresa economica comincia a manifestarsi” ha affermato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti: “Tuttavia rimane importante sottolineare che, pur a fronte di tale sostanziale stabilita’ registrata dal dato Istat e’ evidente un processo di cambiamento nella qualita’ e nella composizione dell’occupazione”. Il dato consolidato del primo semestre 2015 “fa infatti registrare un incremento di 250 mila attivazioni di contratti a tempo indeterminato, passate dalle 696 mila del 2014 alle 947 mila del 2015 (+36%), a fronte di un limitato incremento delle cessazioni che passano da 633 a 664 mila (4,9%)”. Rispetto all’anno trascorso, “la quota dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle attivazioni cresce cosi’ dal 16,1% al 21,9%. Infine, si registra un robusto incremento delle trasformazioni dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, che nel periodo gennaio-giugno passano dalle 129 mila del 2014 alle 183 del 2015 (+41,8%)”. Di diverso avviso il sindacato: “E’ ancora possibile modificare radicalmente il Jobs act e varare vere politiche attive, un sistema di ammortizzatori che risponda alle esigenze del mercato del lavoro, e un piano che crei nuova occupazione” dice il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino. .

(AGI) – New York, 31 lug. – La produzione di petrolio negli Stati Uniti e’ scesa a maggio di 180.000 barili al giorno a 9,5 milioni di barili dopo aver raggiunto i 9,7 milioni di barili ad aprile. Lo rileva l’Eia (Energy Information Administration). Il calo e’ il maggiore da luglio 2011. .

(AGI) – Karachi, 31 lug. – Sviluppare le relazioni bilaterali Italia-Pakistan ma, soprattutto, riuscire a sviluppare il modello Pmi attraverso partnership tra piccole e medie imprese italiane e pakistane. E’ l’obiettivo dell’Idc, l’Italian Development Committee che, in questi giorni, ha rinnovato il suo management eleggendo un nuovo Comitato centrale esecutivo composto da 12 membri. Ad annunciare il direttivo e’ stato il segretario generale dell’organizzazione Amnah Gul Muqr. Presidente del nuovo comitato sara’ Aarij Iqbal, del gruppo Alpha Penta, e vicepresidente Hassan Askari, di Cesco; Aamir Butt di Scanwell Logistics assumera’ il compito di tesoriere dell’organizzazione. Tra gli obiettivi quello di continuare a focalizzare le aree di mutuo interesse tra Italia e Pakistan “per aiutare lo sviluppo delle relazioni bilaterali tra i due Paesi. Idc ha realizzato dei consorzi di imprese, per un valore di 400 milioni di dollari, pronte a investire in infrastrutture e progetti nel settore trasporti nel Paese. Tra gli obiettivi del Comitato quello di essere organismo accreditato alla Camera Italiana di Commercio nei prossimi anni. (AGI) .

(AGI) – Roma, 31 lug. – “I risultati di Eni sono oggettivamente molto, molto positivi e quello che piu’ mi colpisce di Eni e’ l’entita’ delle nuove scoperte. Una azienda che sta in ottima salute nonostante il calo del petrolio”. Lo ha detto il presidente del consiglio Matteo Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Renzi, oltre a Eni, ha espresso parole di elogio anche per i risultati semestrali di Enel e Finmeccanica rivelando di aver fatto il punto con i vertici delle societa’. “Non solo con Descalzi ma anche con Francesco Starace, ad di Enel, ho fatto – ha detto – un quadro puntuale e dettagliato. Enel e’ andata molto bene e dati molto positivi sono giunti anche da Finmeccanica”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 31 lug. – Gia’ gelati i primi timidi segnali di ripresa sul fronte dell’occupazione. Dopo la forte crescita registrata nel mese di aprile (+0,6%) e il calo nel mese di maggio (-0,3%), a giugno 2015 gli occupati diminuiscono dello 0,1% (-22 mila unita’) rispetto al mese precedente. Lo ha comunicato l’Istat. Il tasso di occupazione, pari al 55,8%, cala nell’ultimo mese di 0,1 punti percentuali. Rispetto a giugno 2014, l’occupazione e’ in calo dello 0,2% (-40 mila), mentre il tasso di occupazione rimane invariato. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce nell’ultimo mese (-0,1%, pari a -18 mila), riprendendo il calo cominciato a inizio anno e interrotto a maggio. L’Istat ha evidenziato che il tasso di inattivita’, pari al 35,9%, diminuisce di 0,1 punti percentuali rispetto a maggio. Su base annua gli inattivi sono diminuiti dello 0,9% (-131 mila) e il tasso di inattivita’ di 0,2 punti.

 

 

“L’aumento del numero di disoccupati negli ultimi 12 mesi”, spiega l’Istituto, “e’ pertanto associato ad una crescita della partecipazione al mercato del lavoro, testimoniata dalla riduzione del numero di inattivi”. Intanto si e’ gia’ acceso lo scontro politico sui dati. Per il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, “Svimez e Istat descrivono disastro economico senza precedenti: “Ieri – ha ricordato Meloni – i dati Svimez sul Mezzogiorno: il Pil delle regioni del Sud e’ sceso del 9,4%, la natalita’ ha registrato un crollo spaventoso e il numero dei bambini nati ha toccato il punto piu’ basso dall’Unita’ d’Italia, una persona su tre e’ a rischio poverta’. Oggi – ha proseguito – i dati Istat: nuovo record storico della disoccupazione giovanile al 44,2%, mai cosi’ alto dal 1977. Sono i numeri di un bollettino di guerra che riguarda tutti gli italiani, perche’ il futuro del Sud e’ il futuro dell’Italia intera. Critico anche Raffaele Fitto, leader dei Conservaori e Riformisti. “I dati Istat parlano chiaro: la disoccupazione cresce. E il Governo che fa? Da’ agli italiani la lottizzazione Rai, che, oltre a essere sbagliata, ovviamente “non si mangia”… Siamo davanti a un grande autogol di Renzi – ha proseguito Fitto -. Da un anno, gli diciamo che ha sbagliato priorita’: prima l’Italicum, poi i pasticci al Senato, poi il calciomercato parlamentare, e ora le nomine Rai. Infine Arturo Scotti, capogruppo dei deputati di Sel non perde l’occasione per attaccare l’secutivo. “I dati della disoccupazione parlano di un fallimento delle politiche del governo. Anche del #JobsAct. A meno che non si pensi che Istat (e anche Svimez) siano covi di rosiconi e gufi”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 31 lug. – “I risultati di Eni sono oggettivamente molto, molto positivi e quello che piu’ mi colpisce di Eni e’ l’entita’ delle nuove scoperte. Una azienda che sta in ottima salute nonostante il calo del petrolio”. Lo ha detto il presidente del consiglio Matteo Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Renzi, oltre a Eni, ha espresso parole di elogio anche per i risultati semestrali di Enel e Finmeccanica rivelando di aver fatto il punto con i vertici delle societa’. “Non solo con Descalzi ma anche con Francesco Starace, ad di Enel, ho fatto – ha detto – un quadro puntuale e dettagliato. Enel e’ andata molto bene e dati molto positivi sono giunti anche da Finmeccanica”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 31 lug. – Dal mondo del lavoro vengono quelli che Matteo Renzi definisce “dati timidi, ma incoraggianti”, mentre l’Istat scatta una fotografia sconfortante, specie per l’occupazione giovanile. “Il dato complessivo dell’occupazione continua ad avere aspetti positivi e negativi” dice il presidente del Consiglio, “Questo dimostra che c’e’ ancora molto da fare. Con il jobs act noi abbiamo stimolato l’occupazione, abbiamo fatto un grande investimento ma l’occupazione e’ l’ultima cosa che riparte dopo un periodo di crisi. Per questo motivo i dati sono timidi ma anche incoraggianti”, rileva Renzi, “la produzione industriale lascia sperare” in un aumento del Pil, “poi ci sono i dati dei consumi che sono finalmente di segno positivo”. “Il quadro e’ ancora molto lontano da quello che pensiamo, ma la direzione e’ quella giusta”, sottolinea il premier. Questo nel giorno in cui la disoccupazione giovanile balza ai massimi storici: mai cosi’ dal 1977. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioe’ la quota disoccupati sul totale degli attivi (occupati e disoccupati), e’ stato pari a giugno al 44,2%, in aumento di 1,9% sul mese precedente. L’Istat sottolinea che dal calcolo sono esclusi i giovani inattivi, cioe’ coloro che non sono occupati ne’ cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perche’ impegnati negli studi. Il numero di giovani inattivi diminuisce dello 0,5% nel confronto mensile (-23 mila). Il tasso di inattivita’ tra 15 e 24 anni diminuisce di 0,2 punti percentuali, arrivando al 74%. Con riferimento alla media degli ultimi tre mesi, per i giovani 15-24enni cresce il tasso di disoccupazione (+0,8 punti percentuali) mentre calano sia il tasso di occupazione (-0,2 punti) sia il tasso d’inattivita’ (-0,1 punti). Piu’ in generale, il numero di disoccupati – rileva l’Istat – e’ aumentato dell’1,7% (+55mila). Dopo il calo di aprile (-0,2%) e la stazionarieta’ di maggio, a giugno il tasso di disoccupazione cresce di 0,2% rispetto al mese precedente, arrivando al 12,7%. Nei dodici mesi il numero di disoccupati e’ aumentato del 2,7% (+85 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,3 punti percentuali. Calano al contempo a giugno gli occupati dello 0,1% (-22 mila unita’) dopo la forte crescita di aprile (+0,6%) e il calo di maggio (-0,3%). Il tasso di occupazione, pari al 55,8%, cala di 0,1%. Rispetto a giugno 2014, l’occupazione scende dello 0,2% (-40 mila). “I numeri di giugno confermano che siamo di fronte a dati soggetti a quella fluttuazione che caratterizza una fase in cui la ripresa economica comincia a manifestarsi” ha affermato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti: “Tuttavia rimane importante sottolineare che, pur a fronte di tale sostanziale stabilita’ registrata dal dato Istat e’ evidente un processo di cambiamento nella qualita’ e nella composizione dell’occupazione”. Il dato consolidato del primo semestre 2015 “fa infatti registrare un incremento di 250 mila attivazioni di contratti a tempo indeterminato, passate dalle 696 mila del 2014 alle 947 mila del 2015 (+36%), a fronte di un limitato incremento delle cessazioni che passano da 633 a 664 mila (4,9%)”. Rispetto all’anno trascorso, “la quota dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle attivazioni cresce cosi’ dal 16,1% al 21,9%. Infine, si registra un robusto incremento delle trasformazioni dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, che nel periodo gennaio-giugno passano dalle 129 mila del 2014 alle 183 del 2015 (+41,8%)”. Di diverso avviso il sindacato: “E’ ancora possibile modificare radicalmente il Jobs act e varare vere politiche attive, un sistema di ammortizzatori che risponda alle esigenze del mercato del lavoro, e un piano che crei nuova occupazione” dice il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino. (AGI) .

(AGI) – Roma, 31 lug. – Nell’ultimo anno, nonostante la crisi e un contesto fiscale non favorevole, la birra ha visto salire la produzione del 2% rispetto all’anno precedente, trainata anche dalla buona performance dell’export (+3,5%). Eppure i consumi rimangono “piatti”, e si spostano sempre piu’ in casa e verso prodotti piu’ economici. A causa degli alti livelli di tassazione si e’ assistito ad un sostanziale stop anche dall’occupazione, che si ferma a 136.000 unita’ e ha visto esaurirsi la forte spinta data dai micro birrifici negli anni passati. Eppure il 44% delle aziende del settore sarebbero disposte a investire in nuove assunzioni se le accise tornassero ai livelli pre-aumenti Il 2014 e’ stato un anno di luci ed ombre per il mercato della birra: da un lato, il consumo si e’ attestato su livelli sostanzialmente “piatti”, confermando il trend degli ultimi 10 anni, questo nonostante una produzione birraria in crescita del +2% rispetto al 2013 (per un totale di 13.521.000 ettolitri prodotti). E’ andata bene per l’export, tornato a crescere del +3,5% (per un totale di 1.995.000 ettolitri esportati), grazie anche all’importante ruolo del mercato UE che ha assorbito 1,67 milioni di ettolitri (pari al 76,2% del totale). Dall’altro lato, pero’, le importazioni di birra non hanno registrato scostamenti significativi rispetto ai due anni precedenti, attestandosi sull’elevato valore di 6.203.000 ettolitri (-0,2% rispetto al 2013 e +0,8% sul 2012). (AGI)

(AGI) – Roma, 31 lug. – Questo mese, secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettivita’, al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,1% su base mensile mentre, come a giugno, aumenta dello 0,2% su base tendenziale. (AGI) .