Newsletter
Flag Counter
Facebook Page
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Economia

(AGI) – Roma, 1 lug. – La Grecia vuole restare nell’euro e la sua permanenza nell’Eurozona “non e’ negoziabile” ma i cittadini ellenici dovranno esprimersi per il ‘no’ al referendum di domenica sulle proposte dei creditori, che non includono quella ristrutturazione del debito che sarebbe l’unica strada per risolvere la crisi. Lo scrive il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, in un post sul suo blog, dove spiega in sei punti perche’ invita gli elettori di Syriza a votare ‘no’. “I negoziati si sono fermati perche’ i creditori della Grecia hanno rifiutato di ridurre il nostro impagabile debito pubblico e hanno insistito che debba essere pagato in modo ‘parametrico’ dai membri piu’ deboli della nostra societa’, i suoi figli e i suoi nipoti”, scrive Varoufakis sul suo blog. Il Fmi, il governo degli Usa, molti altri governi del mondo e gli economisti piu’ indipendenti credono – come noi – che il debito debba essere ristrutturato”, scrive ancora Varoufakis, ricordando che l’Eurogruppo nel 2012, ai tempi del secondo piano di aiuti, si era impegnato ad affrontare la questione del debito, e che, dall’annuncio del referendum, dall’Europa si sono levate varie voci istituzionali a favore di una ristrutturazione. “Questi segnali mostrano che anche l’Europa istituzionale voterebbe no alla sua offerta ‘finale’ “, prosegue il ministro, sicuro che “la Grecia restera’ nell’euro”. “I depositi bancari in Grecia sono al sicuro. I creditori hanno scelto la strategia del ricatto basato sulla chiusura delle banche”, prosegue Varoufakis, “l’attuale stallo e’ legato a questa scelta dei creditori e non dal governo greco che abbandona le trattative o a qualche pensiero da parte nostra su una ‘Grexit’ o una svalutazione”. “Il posto della Grecia nell’Eurozona e nell’Unione Europea non e’ negoziabile”, conclude Varoufakis, “il futuro richiede una Grecia orgogliosa dentro l’Eurozona e nel cuore dell’Europa. Cio’ richiede che i greci dicano un grande No domenica, che si stia nell’area euro e, con l’autorita’ garantitaci da questo No, si rinegozi il debito pubblico greco cosi’ come la distribuzione degli aggravi tra chi ha e chi non ha”. .

(AGI) – Roma, 1 lug. – Sulla Grecia e’ muro contro muro e tale sembra destinato a rimanere il clima almeno fino a domenica, quando si terra’ il referendum indetto dal Governo Tsipras. Alle controproposte fatte pervenire da Atene, Germania ed Eurogruppo hanno risposto chiudendo lo spazio a ogni trattativa fin quando l’esito della consultazione non sara’ ufficiale. “Adesso siamo in attesa del referendum. Prima del referendum nessuna discussione su nuovi aiuti puo’ aver luogo”, ha detto Angela Merkel. Anche se la stessa cancelliera tedesca si e’ poi affrettata ad aggiungere che “la porta del negoziato e’ sempre stata aperta e resta aperta”. Stessi toni dall’Eurgruppo, riunitosi oggi in teleconferenza. “Non ci sono gli elementi per ulteriori negoziati a questo punto. Non ci saranno colloqui nei prossimi giorni su proposte di accordi finanziari. Aspetteremo l’esito del referendum di domenica e prenderemo atto del risultato di quel referendum”, ha fatto sapere il presidente Jeroem Dijsselbloem tramite una nota ufficiale al termine della discussione. In un discorso alla nazione il capo del Governo ellenico, Alexis Tsipras, e’ tornato a invitare i suoi concittadini a votare ‘no’ per ottenere migliori condizioni negoziali, ma ha anche aggiunto che Atene vuole rimanere nell’euro e continuera’ a trattare con i suoi partner per ottenere un accordo sostenibile. Il referendum convocato dal governo greco sulle condizioni poste dai creditori internazionali per riprendere i finanziamenti, ha osservato, “non riguarda il restare o meno nell’euro che e’ dato per scontato e nessuno puo’ dubitarne”. Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, in visita ufficiale a Berlino ha criticato la scelta di Tsipras. “Io”, ha detto, “quel referendum non lo avrei indetto, lo avrei evitato”. E ha aggiunto che l’Europa esiste se tutti rispettano le regole. “In Italia”, ha sottolineato il premier, “spesso le posizioni della Germania sono ritenute molto dure. Rispetto alla questione greca, credo che ciascuno si noi abbia diverse opinioni e sensibilita'”. Ma “quello che e’ importante finche’ si sta in una casa comune, e’ stare dentro le regole condivise”, perche’ “se ognuno fa come vuole poi non si va da nessuna parte”. Intervenendo alla Camera il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha sottolineato ancora una volta che “l’uscita della Grecia dall’euro non e’ mai stata un’opzione”. L’Italia, ha spiegato, “ha una posizione di grande apertura per continuare a portare avanti il dialogo” e “cerca una soluzione condivisa, inclusiva e orientata alla crescita”. (AGI) .

(AGI) – Bruxelles, 1 lug. – “Non ci sono gli elementi per ulteriori negoziati a questo punto. Non ci saranno colloqui nei prossimi giorni su proposte di accordi finanziari. Aspetteremo l’esito del referendum di domenica e prenderemo atto del risultato di quel referendum”. Lo scrive oggi il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, in una nota al termine della teleconferenza straordinaria dei ministri delle Finanze della zona euro sulla Grecia. Dijsselbloem al termine del comunicato si e’ detto “molto dispiaciuto” dell’attuale situazione, “data la forte determinazione del popolo greco di essere parte dell’Europa e di rimanere parte dell’Eurozona, cosa per cui li sosteniamo in pieno.” .

(AGI) – Berlino, 1 lug. – “Nessun negoziato sui nuovi aiuti prima del referendum in Grecia”. Lo ribadisce la cancelliera tedesca, Angela Merkel, la quale sostiene che Atene “non ha rispettato in pieno i suoi obblighi”, anche se “il negoziato con la Grecia resta aperto”. “Adesso siamo in attesa del referendum – dice la Merkel – Prima del referendum nessuna discussione su nuovi aiuti puo’ aver luogo”, anche perche’ a questo proposito ci sara’ bisogno dell’approvazione del Bundestag. Cosi’ come la Grecia ha il diritto di tenere un referendum, i 18 paesi dell’area euro hanno il diritto di rispondere in modo “proporzionato”. “La porta del negoziato e’ sempre stata aperta – dice ancora Merkel – e resta aperta”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 1 lug. – Nessun problema per l’ambiente o la sicurezza dei lavoratori: la soluzione per lo stabilimento Fincantieri di Monfalcone e’ “vicina”. E’ quanto riferisce una nota del dicastero dello Sviluppo Economico, al termine di una riunione alla quale hanno partecipato il Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova, l’amministratore delegato della Fincantieri Giuseppe Bono e il direttore generale di Confindustria Marcella Panucci. Nel corso dell’incontro “e’ stata analizzata con attenzione la situazione relativa allo stabilimento di Monfalcone dalla quale e’ emersa con chiarezza l’assenza di profili che mettano in discussione la difesa dell’ambiente o la sicurezza dei lavoratori. Si e’ quindi convenuto che si tratta di un problema tipicamente amministrativo per risolvere il quale e’ stato condiviso un percorso che portera’ in tempi rapidi ad una soluzione coerente con la normativa europea e con il ripristino dell’attivita’ produttiva dello stabilimento”. (AGI)

(AGI) – Roma, 1 lug. – Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti nel primo trimestre del 2015 e’ aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% rispetto al corrispondente periodo del 2014. Lo rileva l’Istat aggiungendo che tenuto conto dell’andamento dei prezzi, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici e’ aumentato dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% rispetto al primo trimestre del 2014.La spesa delle famiglie per consumi finali, in valori correnti, e’ diminuita dello 0,2% rispetto al trimestre precedente ed e’ aumentata dello 0,1% rispetto al corrispondente periodo del 2014. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, al netto della stagionalita’, e’ stata pari al 9,2%, in aumento di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,6 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2014.Il tasso di investimento delle famiglie consumatrici e’ stato pari al 6%, stabile rispetto al trimestre precedente e in diminuzione di 0,1 punti percentuali nei confronti del primo trimestre del 2014. “Tra gli obiettivi del governo c’e’ quello di ridurre il prelievo su famiglie e imprese in continuita’ con l’azione gia’ intrapresa con la legge di stabilita’ per il 2015 compatibilmente con gli obiettivi di finanza pubblica”. E’ quanto ha dichiarato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. .

(AGI) – Roma, 1 lug. – “La Bce ha tutti gli strumenti per fronteggiare la volatilita’ e le tensioni sui mercati. Le istituzioni europee sono ora piu’ solide”. Lo dice il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo alla Camera e riferendosi al rischio di contagio per altri Paesi, tra cui l’Italia, che potrebbe venire dal fallimento della trattativa sulla Grecia. “Non temiamo ripercussioni sulla nostra economia”, aggiunge il ministro dell’Economia. .

(AGI) – Roma, 1 lug. – “L’uscita della Grecia dall’euro non e’ mai stata un’opzione”. Il ministro dell’Economia italiano, Pier Carlo Padoan, durante il question time alla Camera spiega che “il mandato dell’Eurogruppo in riunione permanente e’ sempre stato quello di trovare accordo basato sul ritorno a una crescita sostenibile per la Grecia”. Poi aggiunge: “Il negoziato con la Grecia non si e’ mai interrotto, l’Eurogruppo sta continuando a lavorare per trovare una soluzione: non e’ mai stato dato alcun ultimatum alla Grecia ne’ dall’Eurogruppo ne’ dalle istituzioni europee”, dice il ministro. Padoan ha sottolineato che il negoziato si e’ fermato “a seguito della decisione unilaterale” di Atene di indire un referendum, ma ha aggiunto che il tavolo riprendera’ con la riunione dell’Eurogruppo. Ma “la decisione dell’Eurogruppo – continua Padoan – non puo’ prescindere da un impegno politico di un corso di azione ritenuto fino ad alcuni giorni fa inattuabile.

L’Italia, spiega, “ha una posizione di grande apertura per continuare a portare avanti il dialogo” e “cerca una soluzione condivisa, inclusiva e orientata alla crescita”. “Nel corso della intensa trattativa delle ultime settimane si sono fatti passi avanti: questo emerge dal confronto tra le posizioni inizali del governo greco e dall’accordo che in teoria dovrebbe essere oggetto di referendum. Dico in teoria perche’ le posizioni stanno evolvendo”, aggiunge il ministro dell’Economia. Padoan ribadisce che “il dialogo con le autorita’ greche e’ iniziato in ritardo, si e’ perso moltissimo tempo in gran parte perche’ dalle autorita’ greche non sono pervenute proposte concrete e non c’e’ stata partecipazione ai tavoli, il che ci porta oggi a una situazione di tempo ridottissimo”.

Padoan: Grecia e creditori piu’ vicini su Iva, sistema pensioni insostenibile

Sulla trattativa tra la Grecia e i creditori le distanze “si sono ridotte” sui punti che riguardano l’avanzo primario di Atene e l’Iva. Lo dice il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, durante il question time alla Camera. Secondo Padoan “sul surplus primario e Iva la distanza si e’ decisamente ridotta. Sulle pensioni – ha aggiunto – non si tratta di tagliare qui o la’, ma il sistema greco e’ insostenibile e necessita di interventi”.

(AGI) – Auburn Hills, 1 lug. – Fca Us Llc ha venduto a giugno negli Stati Uniti 185.035 unita’, che rappresentano un aumento dell’8 per cento rispetto allo stesso mese del 2014 (171.086 unita’) e il miglior giugno dal 2006. I marchi Chrysler, Jeep e Ram Truck hanno incrementato le vendite rispetto a giugno 2014. L’aumento del 28 per cento registrato dal marchio Chrysler e’ stato il piu’ elevato tra i vari marchi di Fca Us nel mese di giugno. Nel complesso, il gruppo segna il sessantatreesimo mese consecutivo di crescita. Reid Bigland, responsabile commerciale per gli Stati Uniti, ha dichiarato: “Giugno e’ stato un altro mese di ottime vendite per Fca Us, che ha registrato un aumento dell’8 per cento e il sessantatreesimo mese consecutivo di crescita. A giugno, le consegne presso i concessionari delle nuove Jeep Renegade e Fiat 500X sono aumentate in previsione delle vendite dei mesi estivi”. Sette modelli di Fca Us hanno stabilito record nel mese di giugno, inclusa la Chrysler 200 che ha registrato un incremento del 153 per cento, segnando un record per il mese di giugno e il piu’ elevato aumento percentuale tra i vari modelli del gruppo. Dodge Journey ha registrato un primato mensile assoluto mentre Jeep Wrangler, Jeep Cherokee, Jeep Patriot, Dodge Challenger e Ram ProMaster hanno tutti stabilito record per il mese di giugno. Fca Us ha chiuso il mese di giugno con 78 giorni di scorta (577.522 unita’). Le vendite per il mercato Usa per il mese di giugno sono stimate sulla base di una previsione di 17,5 milioni di unita’ (su base Saar – tasso annuo destagionalizzato). .

(AGI) – CdV, 1 lug. – “Papa Francesco desidera far sentire la propria vicinanza a tutto il popolo ellenico, con speciale pensiero alle tante famiglie gravemente provato da una crisi umana e sociale, tanto complessa e sofferta”. Lo ha affermato ilportavoc edella Santa Sede, padre Federico Lombardi. (AGI)