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Estero

Si fanno chiamare "riformati", quasi fossero una religione. Si tratta, invece, dei pentiti dell'odio. Sono gli ex suprematisti bianchi che intraprendono un percorso di disintossicazione dalla violenza e dal razzismo. In alcuni casi diventano anche colombe militanti, perché dopo gli anni bui passati tra le fila dei nazifascisti americani o del Kkk, scelgono di dedicarsi anima e corpo alla promozione della pace. Tra loro c'è Christian Picciolini, un italoamericano di Chicago con un passato rabbioso da skinhead. La sua storia è balzata agli onori della cronaca durante i giorni di "fuoco e fiamme" seguiti alla vergogna di Charlottesville, la località della Virginia in cui si sono dati appuntamento lo scorso sabato i suprematisti bianchi di tutta l'America protestando contro la decisione presa dal consiglio comunale della città di rimuovere dal parco cittadino una statua del generale Robert Lee (1807 – 1870), condottiero dell'esercito della Confederazione del Sud in difesa del sistema schiavista durante la guerra di secessione americana.

La scelta di invertire la marcia

Le tensioni tra il corteo dell'ultradestra e quello degli attivisti hanno lasciato una scia di sangue, con l'incidente provocato da un giovane suprematista lanciatosi con la sua macchina su un corteo antirazzista, uccidendo una giovane donna e ferendo altre 19 persone.  Un weekend di cordoglio e riflessione per tutta la nazione, che ha mostrato ancora una volta cicatrici antiche e divisioni profonde. Fino al 1996 tra le fila dei nazifascisti c'era anche Christian ad urlare slogan ingiuriosi brandendo rabbia e armi. A sedici anni, poco più che un bambino, aderisce agli Skinhead della sua città. Una militanza convinta e volenterosa, dedicata non solo alle attività del gruppo ma anche al reclutamento di altri giovani adepti. Le cose, racconta alla radio pubblica americana Npr, iniziarono a cambiare con la nascita del primo figlio, a 22 anni. Nel giovane scatta la consapevolezza dell'assurdità delle sue scelte di vita. Decide di invertire la marcia e si unisce ad un gruppo chiamato Life after hate, ovvero la vita dopo l'odio, che supporta i ragazzi che decidono di lasciare le formazioni di estrema destra, aiutandoli a ritrovare una vita normale, in un percorso di redenzione e purificazione non sempre facile.

L'estremista della porta accanto

Picciolini annota la sua storia in "Memorie di uno skinhead americano" un libro che racconta i suoi trascorsi da neonazista, in una avvincente e cruda testimonianza di vita. Non solo, l'ex estremista ha dato vita ad una associazione che promuove la pace e cerca di lavorare tra i ragazzi che sono ancora avvinghiati tra le reti delle organizzazioni violente di estrema destra. La sua testimonianza è interessante soprattutto perché riesce a catturare i pericoli insiti nella retorica purtroppo messa in atto dalla Casa Bianca e dalle sue politiche. Parole, rimandi e costruzioni che conosce benissimo.

"Ci occupiamo di queste cose da tempo. Abbiamo lasciato il movimento trent'anni fa ed abbiamo dedicato gli ultimi vent'anni a tentare di aiutare le persone ad abbandonare questi gruppi estremisti", racconta. "Quel che fa rabbrividire è la consapevolezza di quanto queste associazioni oggi non si nascondano più, che non abbiano neppure più le caratteristiche estetiche degli eversivi come accadeva anni fa. Oggi gli estremisti non solo escono allo scoperto, ma assomigliano anche ai nostri vicini di casa, al medico, al professore, al meccanico. E tutto ciò accade sicuramente grazie alla retorica che arriva dalla Casa Bianca. Si tratta di discorsi simili a quelli che facevamo noi, ma sicuramente più appetibili" spiega.

"La necessità di trovare un'identità, uno scopo nella vita"

In altre parole, secondo l'ex suprematista, oggi la politica dell'amministrazione rende il tutto più accettabile, più ragionevole. Attraverso la sua testimonianza, Picciolini riesce anche mettere a nudo le motivazioni più profonde che spingono tanti giovani ad abbracciare odio e violenza. "Credo che le persone diventino estremiste non per forza in virtù di una ideologia politica. Ritengo che l'ideologia sia solo il veicolo che permette loro di essere violenti. Le persone diventano radicali o estremiste perché vanno alla ricerca di quelli che potremmo considerare bisogni fondamentali nella vita di un essere umano, ovvero identità, comunità e la necessità di averte uno scopo".

Lui stesso si è avvicinato alla destra estrema a seguito di vicende familiari e personali. "Ero stato abbandonato, mi sentivo abbandonato. Questa condizione mi ha portato a cercare una comunità". Un meccanismo che scatta identicamente nel caso di tanti giovani che decidono di radicalizzarsi, iniziando un percorso di violenza tra le fila dell'ultradestra. A ciò, oggi, si aggiunge la devastante potenza di Internet e della sua capacità di diffondere idee e virus ideologici praticamente dappertutto. "Con la rete la macchina della propaganda si diffonde dappertutto, con le teorie cospirative della destra estrema, con disinformazione. Questi ragazzi disadattati, disincantati e delusi vanno online – dove la maggior parte di loro vive – e trovano in queste idee il senso dell'identità che cercano". La comunità di cui disperatamente hanno bisogno. E così, sottolinea Picciolini, i leader di questi gruppi fanno leva sulle debolezze dei ragazzi, incanalando i loro bisogni e al contempo distruggendo la loro vita. Ma c'è una lezione utile da ricavare dai fatti di Charlottesville, secondo l'ex suprematista. Innanzitutto le violenze dei giorni scorsi hanno mostrato che il problema esiste ed è reale. Per Picciolini esso dovrebbe essere classificato senza esitazione alla voce "terrorismo". Sarebbe questo l'unico modo per affrontare la questione ed iniziare a lavorare ad un reale profondo processo di guarigione. Intanto il morbo del razzismo continua a covare sottopelle, riaffiorando periodicamente con violenza e brutalità impressionanti.

La Farnesina comunica che le vittime italiane dell'attentato di ieri a Barcellona sono due. Lo ha detto il capo dell'unità di crisi della Farnesina, Stefano Verracchia. Le due vittime italiane sono state confermate al ministero degli Esteri dalle autorità spagnole. Verracchia non ha fornito i nomi dei due italiani uccisi anche se l'identità di una è nota, si tratta di Bruno Gulotta.

Scheda: Chi è Moussa Oukabir, il principale sospettato dell'attacco di Barcellona

Dopo che il primo sospettato dell’attentato a Barcellona si è presentato alla polizia dicendo di essere Driss Oukabir, 28 anni e che i suoi documenti gli sono stati rubati ‘giorni fa’, gli inquirenti spagnoli hanno capito che l’attentatore in realtà è suo fratello, Moussa Oukabir, 18 anni, che avrebbe usato i documenti del fratello più grande per affittare il furgone con cui ha compiuto la strage del 17 agosto. Moussa, stando a quanto riferiscono i media spagnoli, sarebbe arrivato in Spagna una decina di giorni fa dal Marocco. 

Scheda: La diretta dei due attentati di Barcellona

Il suo profilo Facebook non è più attivo, proprio come quello del fratello, che è stato oscurato poco dopo che la polizia ha diffuso la sua foto come possibile autore della strage. Ma è ancora attivo anche un suo profilo su Kiwi, un social media dove Moussa due anni fa alla domanda “Cosa faresti da re del mondo” risponde:

“Ammazzare gli infedeli e lasciare in vita sono i musulmani che seguono la religione”. Moussa oggi è il principale sospettato dell'attentato di Barcellona, probabilmente l'uomo del commando terroristico alla guida del furgone. 

"Io sono la Siria"

Come il profilo di suo fratello, anche quello di Moussa ha come foto principale quella di un selfie scattato in un bagno in cui indossa una t-shirt bianca, un cappello da baseball e un pullover. Spulciando sul suo profilo, alla stessa foto ha aggiunto una scritta, in spagnolo: “Io sono la Siria”, con una bandiera siriana.

Dice di essere originario di Ibiza, e di vivere a Ripoll, la stessa cittadina a nord di Barcellona quasi al confine con la Francia. Si dichiara tifoso del Real Madrid, ma per il resto non si può proprio dire che sia un profilo simile a quello dei ragazzi della sua età.

Il video delle violenze in Marocco: "Come GTA"

Condivide video divertenti alternati a video ad alto contenuto violento, come un pestaggio di una donna, incontri di arti marziali, un video celebrativo di Mike Tyson, oppure delle immagini di disordini di piazza che, da quanto è scritto in un post, sarebbero avvenuti in Marocco. Il suo commento al video è: “GTA”, come il noto videogame spara tutto spesso al centro di critiche per la violenza delle sue storie. Una scena che potrebbe aver tragicamente emulato durante l'attentato del 17 agosto a Barcellona.  L’ultimo video pubblicato, il 4 agosto, mostra dei motociclisti che prendono in giro dei poliziotti che li inseguono, sulla base di un pezzo rap in francese. Tra le foto usate nel profilo anche una dove si vede un uomo su uno scooter con casco nero, giubbotto nero e un fucile brandito nella mano destra. 

Il primo profilo bloccato, quello di Driss

Poche ore prima aver oscurato il profilo di Moussa, Facebook aveva fatto lo stesso con quello di Driss Oukabir. Gli inquirenti sospettavano fosse lui l'attentatore, perché il furgone usato per la strage era stato noleggiato con un suo documento, che dichiarerà rubato qualche ora dopo. Probabilmente preso da suo fratello Moussa, sospettano gli inquirenti.

Driss al momento in è in stato d'arresto, dopo essersi presentato spontaneamente alla polizia. Su di lui gli inquirenti nutrono sospetti perché avrebbe comunque ospitato suo fratello minore nei giorni in cui organizzava gli attentati. 

 
 
 
 

Una giornata di relax per le vie di Barcellona, una vacanza a lungo attesa da spendere con la sua giovane famiglia. Una passeggiata sulla Rambla con un figlio di sette anni per mano e l'altro accanto, nel marsupio portato dalla mamma. Una scena idilliaca che si trasforma in un attimo in un inferno per la follia omicida di un fanatico che si lancia a folle velocità col suo furgone cercando di uccidere, uccidere, uccidere. E così finisce anche la vita di Bruno Gulotta, esperto di informatica italiano di 35 anni, colpito in pieno dal furgone nel maledetto pomeriggio di giovedì a Barcellona.

Il figlio salvato dalla mamma

Bruno viene preso in pieno mentre il figlio che aveva per mano si salva grazie al provvidenziale intervento della mamma Martina, che d'istinto lo tira a sé sottraendolo all'impatto che ha ucciso il giovane compagno. La tragedia si consuma in pochi istanti: la donna e il bambino possono solo osservare Bruno, riverso a terra con le gambe spezzate, morire mentre l'assassino conclude la sua folle corsa e si dà alla fuga lasciando dietro di sé altre vittime e cento feriti.

Il necrologio sul sito della Tom's Hardware

Il racconto, drammatico e terribile, è stato fatto dalla compagna di Bruno Gulotta che ieri pomeriggio si è messa in contatto con i colleghi del suo compagno e ha dato loro la notizia della morte nell'attentato di Barcellona. E oggi il country manager dell'azienda, Robero Buonanno, sul sito della Tom's Hardware scrive: "La notizia ci è giunta all'improvviso ieri sera. Il collega e amico è stato travolto e ucciso da un infame terrorista. Era lì in ferie con la compagna e i due figli".

Su Facebook un'immagine felice con la compagna Martina​

La Farnesina: "Non possiamo confermare"

La morte di Bruno Gulotta è stata data dalla compagna Martina, ma la Farnesina non può ancora confermare. Secondo la prassi, infatti, il ministero degli Esteri deve attendere la comunicazione ufficiale delle autorità spagnole e questa non è ancora arrivata.

L'attentato terroristico di ieri sulla Rambla ha fatto anche una vittima italiana, è Bruno Gulotta, trentacinquenne esperto di informatica di Legnano. La conferma stamattina dove l'azienda di lavoro dell'uomo, la Tom's Hardware, sul proprio sito web  scrive: "Ci stringiamo tutti con affetto alla compagna martina e ai due figlioletti di Bruno".

"La notizia ci è giunta all'improvviso ieri sera nel clima spensierato della settimana di ferragosto – scrive Roberto Buonanno sul sito -. Il collega e amico Bruno Gulotta è stato travolto e ucciso da un infame terrorista nel cuore di Barcellona. Era lì in ferie, insieme con la sua compagna e con i due figli. Aveva postato su Facebook le tappe del suo percorso e tutto sembrava procedere come uno si aspetterebbe da un viaggio di vacanza. Una foto da Cannes, una dalle Ramblas di Barcellona. E poi quello che nessuno si aspetta: la morte di un giovane uomo, padre e compagno di vita della madre dei suoi figli".

"Abbiamo passato la sera e la notte cercando di mantenerci lucidi, a comunicare ai colleghi e ai conoscenti più stretti la notizia e tutti mi chiedevano se fosse uno scherzo macabro o la realtà. E poi abbiamo iniziato a leggere le pubblicazioni dei giornali online che fanno a gara a raccogliere quante più notizie, foto o video di questo giovane italiano morto in un attentato terroristico a Barcellona".

"È una tragedia che ci colpisce sotto tanti aspetti, uno più drammatico dell'altro. Ci immedesimiamo nella compagna Martina, che con la forza di una giovane mamma si troverà davanti prove che nessuno dovrebbe mai sostenere. Ci mettiamo nei panni del piccolo Alessandro, che si prepara a iniziare le scuole elementari con la consapevolezza che la vita sua e della famiglia non sarà più la stessa. E poi pensiamo alla piccola Aria, che non ha negli occhi la scena tremenda ma che non conoscerà mai il suo papà".

Ci sono al momento tre arresti legati alla strage di ieri a Barcellona e all'attacco avvenuto nella notte a Cambris, nella provincia catalana di Tarragona, ma è ancora in fuga l'autore materiale della strage sulla Rambla. Lo riferisce La Avanguardia, spiegando che a Cambrils è stato arrestato un cittadino di Ceuta legato all'esplosione avvenuta all'alba di giovedì a Alcanar (Tarragona) in una abitazione in cui venivano confezionati esplosivi; il secondo è Driss Oukabir Soprano, di origine marocchina, arrestato dopo essersi presentato in un commissariato assicurando di aver subito un furto di documenti poi usati per noleggiare il furgone usato sulla Rambla: l'uomo ha precedenti per abusi sessuali; la terza persona è stata arrestata ad Alcanar ed è un uomo collegato alla casa dove si confezionavano esplosivi. I Mossos d'Esquadra precisano che nessuno degli arrestati era alla guida del furgone che ha fatto strage a Barcellona e quindi nessuno di essi è legato direttamente all'attentato. Ieri i sospetti sono caduti su Moussa Oukabir, fratello di Driss, 18 anni, marocchino, arrivato in Spagna da una settimana. Il suo profilo facebook è stato messo offline.

Per approfondire: Cosa sta succedendo in Spagna

Spagna sotto attacco. Strage di turisti a Barcellona nel pomeriggio di ieri con un furgone che si è lanciato sulla folla sulla Rambla uccidendo 13 persone. Poi, nella notte, nuovo attacco a 120 chilometri dalla città catalana: 7 feriti e 5 presunti terroristi uccisi.

Cosa è successo in Spagna

 

3.30 polizia fa brillare le cinture esplosive

La polizia catalana ha effettuato delle esplosioni controllate nel club nautico, il luogo dove sono stati abbattuti i terroristi e si tratterebbe delle cinture esplosive che indossavano gli aggressori.

02.00 attentato a Cambrils, 5 terroristi uccisi

Veicolo sulla folla nella notte a Cambrils, 120 chilometri a sud di Barcellona.  Sette persone sono rimaste ferite e 5 terroristi sono stati uccisi dalla polizia. I presunti terrorisi indossavano cinture esplosive.

01.03: Ci sarebbe un italiano tra le vittime

Il sito del Quotidiano Nazionale riferisce nella cronaca locale di Legnano che tra le 13 vittime dell'attentato di ieri a Barcellona, rivendicato da Isis, ci sarebbe anche un italiano di 35 anni di cui viene resa nota l'identità. Ma la Farnesina non conferma.

00.46: Farnesina: irrintracciabili degli italiani, verifiche in corso

Secondo la Farnesina alcuni italiani non sarebbero rintracciabili a Barcellona in questo momento, ma non è detto che il motivo sia l'attentato del 17 agosto. 

00.45: Spenta in segno di lutto la Tour Eiffel di Parigi

00.20 Rajoy: "Solidarietà della Spagna a Barcellona"

"Il governo spagnolo ha deciso 3 giorni di lutto, fino al 24 agosto". Così il premier Rajoy in conferenza stampa dopo la strage di Barcellona. Significativa politicamente la vicinanza di Rajoy all'indipendentista Barcellona che in autunno terrà un referendum per la secessione da Madrid. 

00.12: Attentato legato a esplosione del 16 agosto

L'attentato di Barcellona è legato ad un episodio inizialmente giudicato minore: l'esplosione di una casa ad Alcaran, a 200 km dal capoluogo catalano, che ha causato due morti e sei feriti. Lo hanno detto le autorità catalane in una conferenza stampa 

23.54: 3 turisti tedeschi e un belga tra le 13 vittime

Lo ha riferito il ministero dell'Interno della regione catalana

23.52: Facebook mette offline anche il profilo di Moussa Oukabir

Il profile del fratello 18 enne del primo sospettato dell'attentato di Barcellona è stato messo offline dal social network. Gli inquirenti sospettano sia lui il terrorista ancora in fuga. Sui social scriveva: "Se fossi io il re del mondo ucciderei tutti gli infedeli"

22.57: 2 terroristi arrestati, 1 ucciso, 1 forse in fuga

Erano tre i sospetti membri della cellula terroristica di Isis che ha colpito oggi a Barcellona. Un terzo sospetto potrebbe essere ancora in fuga, e per gli inquirenti spagnoli potrebbe essere il fratello minore di Driss Oukabir, Moussa, 18 anni, che sarebbe arrivato in Spagna una settimana fa dal Marocco. 

22.17: Un uomo va alla polizia: "Sono io Driss Oukabir"

Un uomo si è presentato alla polizia catalana affermando di essere Driss Oukabir e che la polizia aveva identificato come il presunto attentatore di Barcellona, diffondendone le foto. L'uomo è lo stesso del profilo Facebook "Driss Oukabir Soprano", poi oscurato dal social network. L'uomo ha detto che gli sarebbero stati rubati i documenti di identità qualche giorno fa.

21.44: "L'attentatore alla guida sorrideva"

"Sorrideva" Così una testimone italiana ha descritto il conducente del furgone che si è scagliato sulla folla a Barcellona intervistata dal Tg2. "Abbiamo visto arrivare il furgone, il conducente guardava e sorrideva, aveva la barba lunga". 

21.30: L'Isis rivendica l'attentato di Barcellona

Quello che molti sospettavano date le modalità dell'attentato è stato confermato dall'Isis, che rivendica l'attentato. 

21.29: Il bilancio dei morti è 13, 90 feriti, decine in gravi condizioni

Il bilancio delle vittime dell'attentato è stato aggiornato dalle autorità spagnole che parlano di 13 morti e almeno 90 feriti di cui sarebbero decine quelli in gravi condizioni

21.17: Arrestato una seconda persona per l'attentato

21.02: Ambasciatore Sannino: "Verifiche su italiani"

"Stiamo lavorando con le autorità locali per capire l'eventuale coinvolgimento di italiani" ha detto a Rainews Stefano Sannino, ambasciatore italiano in Spagna

20.39: Facebook oscura la pagina dell'attentatore 

Facebook ha oscurato il profilo di Driss Oukabir, il presunto attentatore di Barcellona. 

20.34: Media, sospetto morto in una sparatoria

Uno dei sospettati dell'attentato sulle Ramblas a Barcellona è morto in una sparatoria con la polizia, riferisce il canale televisivo Tv-3

Ore 20.24: Ufficiale, 13 morti

Ore 20.19: Polizia conferma l'arresto di un attentatore

Nessun attentatore sarebbe asserragliato in un bar di Barcellona. Uno sarebbe stato arrestato, si tratta di Driss Oukabir. Due attentatori sarebbero ancora in fuga. Gli ospedali dicono che 64 persone hanno ottenuto cure mediche. 

Ore 19.23: Ferite 32 persone, 10 in modo grave

32 feriti, almeno 10 in condizioni gravi dicono fonti ufficiali dagli ospedali spagnoli. 

Ore 19.20: Trovato un secondo furgone. Assalitori barricati 

La polizia ha trovato un secondo furgone nei pressi della zona dell'attentato, probabilmente quello che avrebbero dovuto usare per la fuga. In questo momento, da quanto riportano i media spagnoli, due attentatori sarebbero barricati con ostaggi in un ristorante di Barcellona e sarebbero in contatto con la polizia. 

Ore 19.19: Telecinco diffonde la foto di uno dei presunti attentatori

Ore 19.00: Le  autorità: "Per ora confermiamo un morto e 32 feriti"

"Per ora confermiamo un morto e 32 feriti, per ora non possiamo dire di più". Così le autorità spagnole alla stampa parla per la prima volta dopo l'attentato con Joaquim Forn, ministro degli Interni: "Questi sono gli unici dati ufficiali". Mentre i media parlano di almeno 13 morti, le autorità per ora non si sbilanciano. 

Ore 18.50: La Vanguardia: "Ci sono almento 12 morti"

Per la polizia catalana è terrorismo e sono stati attivati i protocolli di sicurezza previsti in questi casi. La Vanguardia parla di 12 morti, mentre El Periodico parla di 13 morti. 

Ore 18.40: Radio Cadena, 'Almeno 13 morti'

Sui social cominciano a circolare dei video che raccontano gli istanti subito successivi all'attentato. Si vedono diversi corpi a terra, il sangue sull'asfalto, la gente ammassata a terra vicino alle bancarelle. Decine di corpi, molti di questi non davano segni di vita. In questi minti Radio Cadena parla di 13 morti, ma non ci sono conferme ufficiali sui numeri. Secondo i testimoni ascoltati dalla polizia il furgone si sarebbe scagliato sulla folla ad almeno 80km/h.

Ore 18.21: I sospetti sono due, scrive El Pais

Secondo El Pais i sospetti sarebbero due, entrambi asserragliati in un ristorante di Barcellona

Ore 18.16: Il cordoglio del primo ministro Paolo Gentiloni

Ore 18.06: "L'uomo si è barricato in un ristorante"

I giornali spagnoli riportano di una sparatoria che sarebbe avvenuta a poche centinaia di metri da La Rambla. L'uomo sarebbe ancora libero di circolare. Rainews citando fonti spagnole dice che l'uomo si sarebbe barricato in un ristorante e che probabilmente ha con se degli ostaggi. Il ristorante, secondo i media spagnoli, sarebbe Aromas de Istambul. 

 

Ore 18,00: La polizia conferma: è un attentato. Due morti

Il furgone che si è lanciato contro la folla a Barcellona è un attacco terroristico. Lo ha detto la polizia. Almeno due persone sono rimaste uccise, diverse altre ferite. Caccia al conducente del mezzo, fuggito a piedi.

Ore 17,04: notizie di morti, ma non ancora confermate

Un furgone è piombato sulla folla questo pomeriggio a La Rambla di Barcellona, lo riporta il quotidiano spagno El Pais. Secondo diversi testimoni ascoltati dalla polizia spagnola l'autista dopo aver scagliato il furgone sulla folla avrebbe tentato la fuga, riuscendoci. Finora non è noto il numero di feriti nell'incidente. In questo momento tutta l'area è stata transennata. Si tratta di una delle aree più frequentate della città, particolarmente affollata in questo periodo dell'anno. 

Fonti della polizia hanno spiegato che si tratta di un furgone bianco che ha travolto molte persone e dopo l'azione l'autista è fuggito a piedi. In questo momento a Barcellona è caccia all'autista. 

Fonti ufficiali riportate da La Vanguardia, giornale di Barcellona, dicono che si tratta di attentato terroristico 

Sei civili e un agente sono rimasti feriti e cinque terroristi sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con la polizia a Cambrils, 120 chilometri a sud di Barcellona, nella provincia di Tarragona, in un nuovo attacco poche ore dopo la strage sulla Rambla del capoluogo catalano. Due dei civili feriti sono in gravi condizioni. Lo ha riferito la polizia, mentre i servizi di emergenza parlano di un ferito in stato critico. I terroristi indossavano cinture esplosive.

Secondo la versione fornita dal governo locale, intorno alle 2 del mattino un altro veicolo, una Audi A3, è stato scagliato contro la folla con un bilancio fortunatamente meno pesante di quello di Barcellona. In seguito è nata una sparatoria con la polizia, durante la quale 4 persone sono state uccise sul posto e una è morta successivamente per le ferite riportate. Il poliziotto coinvolto è ferito in modo lieve. Dopo aver investito i passanti, l'Audi si è scontrata con un veicolo dei Mossos d'Esquadra, la polizia regionale catalana, ed è iniziata la sparatoria.

L'attacco di questa notte a Cambrils è collegato a quello di ieri pomeriggio a Barcellona. Lo ha confermato ai media locali il commissario capo dei Mossos d'Esquadra, la polizia autonoma catalana, Josep Lluis Trapero. Secondo quanto riferito dal quotidiano La Avanguardia, la polizia sta cercando quattro persone legate all'organizzazione logistica dei due attacchi. La dinamica dei fatti avvenuti a Cambrils è ancora poco chiara. Secondo l'Avanguardia, il quinto terrorista è stato ucciso qualche ora dopo gli altri quattro mentre secondo El Pais e altri media è morto per le ferite riportate durante la sparatoria. Il Pais aggiunge inoltre che che terroristi sono stati uccisi nel veicolo stesso, e altri due colpiti durante la fuga.

Secondo il quotidiano spagnolo inoltre tre dei sei feriti sono poliziotti. I cinque avevano cinture esplosive e armi da fuoco, ma secondo La Avanguardia alcuni dei sei feriti sono stati colpiti da armi bianche. Secondo il quotidiano El Periodico, la polizia ha scoperto che le cinture esplosive erano false. La Avanguardia ha accertato che intorno alle 3:30 la polizia ha effettuato delle esplosioni controllate nel club nautico, il luogo dove sono stati abbattuti i terroristi e si tratterebbe delle cinture esplosive che indossavano gli aggressori. Esplosioni controllate confermate da El Pais, che aggiunge che la polizia ha invitato i cittadini a non uscire di casa.

(AGI) – Barcellona, 18 ago. – Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha espresso "la solidarieta' di tutta la Spagna a Barcellona" colpita dall'attentao che ieri ha causato 13 morti e 100 feriti. Rajoy ha dichiarato il lutto nazionale fino al 24 agosto. Significativa politicamente la vicinanza di Rajoy all'indipendentista Barcellona che in autunno terra' un referendum illegale per la secessione da Madrid della Generalitat catalana. 

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