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Estero

Bruxelles - Nuovo arresto in Belgio nelle indagini sull'attacco terroristico del 13 novembre scorso a Parigi. La polizia ha perquisito una casa nel centro di Bruxelles e ha fermato una persona che viene adesso interrogata, ha riferito la Procura federale che non ha fornito ulteriori dettagli. L'arresto e' stato eseguito a meno di un chilometro dalla Grand Place. Continuano ancora le ricerche di Salah Abdeslam, il ventiseienne che ha preso parte all'attacco di Parigi e che e' da allora ricercato. Sono finora otto le persone arrestate in Belgio nel corso delle indagini sui jihadisti che hanno colpito la capitale francese. (AGI) 

(20 dicembre 2015)

Madrid - Il Partido Popular (PP) di centrodestra guidato dal premier Mariano Rajoy vince le elezioni politiche in Spagna secondo gli exit poll diffusi a chiusura dei seggi. Dal voto emerge un parlamento molto frammentato: i popolari otterrebbero al Congresso tra 114 e 118 seggi, seguiti dai socialisti del PSOE tra 81 e 85 seggi, e dalla sinistra di Podemos (76-80 seggi), con il movimento Ciudadanos al quarto posto (47-50 deputati). Gli exit poll sono della tv statale RTVE.

Exit poll: PP di Rajoy non ha la maggioranza assoluta

(AGI)

(20 dicembre 2015)

Pechino - Cinquantanove persone risultano disperse nella citta' cinese di Shenzhen dopo che una frana di proporizioni gigantesche ha investito una trentina di palazzi e ha provocato un'esplosione. Testimoni hanno raccontato di una massa di terra e fango che in tarda mattinata si e' abbattuta su un'area di condomini e fabbriche. Piu' di 1.500 soccorritori si sono messi all'opera.

Secondo l'agenzia ufficiale Xinhua mancano all'appello 59 persone, piu' del doppio delle 27 di cui si era parlato nell'immediatezza della sciagura. La frana ha spezzato una tubatura di gas naturale e ha causato una deflagrazione potentissima, udita fino a quattro chilometri di distanza. Il quotidiano Shenzhen Evening News ha affermato che circa 900 persone sono state evacuate. La frana ha sepolto 33 edifici, tra i quali due dormitori per operai, ha riferito la tv pubblica CCTV. (AGI)

(20 dicembre 2015)

Roma – E' finta la bomba trovata sul Boeing 777 dell'Air France costretto a un atterraggio d'emergenza a Mombasa, in Kenya. Lo riferisce France Info. "Secondo le nostre informazioni si tratterebbe apparentemente di diversi oggetti suddivisi in piccoli sacchetti portate a bordo da due persone della stessa famiglia", si legge sul sito web. In precedenza l'Autorità aeroportuale keniana sulla sua pagina facebook aveva scritto che l'ordigno era stato fatto esplodere in un luogo sicuro. 

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L'aereo, decollato dalle Mauritius e diretto a Parigi, è atterratto al Moi International Airport poco prima dell'1 locale (nella tarda serata italiana). I passeggeri sono stati evacuati in sicurezza dagli scivoli dell'aereo e gli artificieri sono intervenuti per recuperare il sospetto ordigno. Partenze e arrivi all'aeroporto di Mombasa hanno subito ritardi a causa dell'allerta. Secondo quanto riferito da Europe 1, una hostess aveva notato un congegno molto simile ad un timer nascosto dietro lo specchio nella toilette. (AGI)

Roma – Era una bomba il pacco sospetto trovato in una toilette del Boeing 777 dell'Air France poi costretto a un atterraggio d'emergenza a Mombasa, in Kenya. Lo riferisce Sky News citando l'Autorita' aeroportuale keniana. L'aereo, decollato dalle Mauritius e diretto a Parigi, e' atterratto al Moi International Airport poco prima dell'1 locale (nella tarda serata italiana). I passeggeri sono stati evacuati in sicurezza dagli scivoli dell'aereo e gli artificieri sono intervenuti per recuperare il sospetto ordigno. Partenze e arrivi all'aeroporto di Mombasa hanno subito ritardi a causa dell'allerta. (AGI) 

Nairobi - Il volo Air France AF463 con 459 passeggeri e 14 membri d'Equipaggio a bordo decollato dalle Mauritius alla volta di Parigi e' stato costretto ad effettuare un atterragio di emergenza sabato notte in Kenya dopo il ritrovamento di un pacco sospetto in una toilette che si teme possa essere una bomba. L'aereo e' atterratto al Moi International Airport di Mombasa poco prima dell'una locale (le 22,37 ora italiana). I passeggeri sono stati evacuati ha riferito il portavoce della polizia Charles Owino, aggiungendo che artificieri sono intervenuti e hanno portato il via il sospetto ordigno e lo stanno analizzando per accertare se effettivamente contenga esplosivo.

L'aereo e' ancora fermo allo scalo di Mombasa. L'Air France in un comunicato ha confermato che i passeggeri sono stati sgomberati in sicurezza dagli scivoli dell'aereo e "sono stati presi in cura dal personale dell'aeroporto di Mombasa" che li ha sistemati in albergo, in attesa che arrivi un altro velivolo che li portera' a Parigi. "E' in corso un'indagine guidata dalle autorita' per identificare la natura della minaccia", si legge nella nota. Partenze e arrivi all'aeroporto di Mombasa hanno subito ritardi a causa dell'allerta. (AGI)

Oslo – Un uomo di una quarantina d'anni è morto e altre nove persone sono rimaste ferite dopo che una valanga ha sepolto una decina di abitazioni nella località Longyearbyen, nell'arcipelago di Svalbard, nell'Oceano Glaciale Artico. La valanga si è verificata intorno alle 11 di mattina: una decina di case di legno e dai colori vivaci, tipiche dello stile dell'arcipelago, sono state sepolte totalmente o in parte; testimoni hanno raccontato che le case poste sul bordo della collina sono state spostate di una ventina di metri. Secondo il bilancio delle autorità locali, tra i feriti due bambini e un adulto versano in gravi condizioni.

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Un'abitante, Kine Bakkeli, ha raccontato all'emittente pubblica NRK di essere riuscita a fuggire dalla finestra. Nonostante l'oscurità della notte boreale decine di soccorritori, agenti di polizia e anche residenti, si sono precipitate con vanghe e picconi a cercare di liberare le case sepolte da uno spesso strato di neve. Nella situazione di caos, le autorità hanno ordinato l'evacuazione di una quarantina di edifici situati ai lati delle montagne per il rischio di altre valanghe. Intanto da Tromso è in procinto di partire per Longyearbyen, la principale città dell'ercipelago un team sanitario. Longyearbyen è la città piu' a nord del pianeta, situata tra la Norvegia e il Polo NOrd, una città prevalentemente mineraria in cui gil orsi polarie a popolazione vivono fianco a fianco. (AGI) 

 

(19 dicembre 2015)

Istanbul – "Il governo turco non prende sul serio le parole di Vladimir Putin": così il premier turco, Akmet Davutoglu, si è rifiutato di replicare a quelle che ha definito come le dichiarazioni "offensive e per niente diplomatiche" del presidente russo, il quale aveva accusato l'attuale leadership turca di islamizzare il Paese e di essersi voluta ingraziare gli americani abbattendo il caccia di Mosca. "Crede di essere tornato ai suoi giorni nel Kgb, che pero' non esiste piu', così come la propaganda sovietica, tutta roba da libri di storia", ha affermato Davutoglu di ritorno dal summit d Bruxelles. Il premier turco ha definito le esternazioni di Putin "tanto stucchevoli da non poter essere prese sul serio, così esagerate da strapparmi un sorriso". Nelle sue ultime dichiarazioni Putin aveva accusato il partito della giustizia e dello sviluppo (AKP) del presidente Recep Tayyip Erdogan, di islamizzare la Turchia e di essere uno degli acquirenti del petrolio contrabbandato dal califfato islamico al confine tra Siria e Turchia. Davutoglu ha accolto con apparente distacco le parole di Putin: "Sta ricordando che siamo un Paese musulmano e ci accusa di essere leader islamici, cerca di creare polemica contrapponendo l'islamizzazione ai valori kemalisti su cui la Turchia è fondata". Rispetto all'accusa di contrabbando di petrolio con l'Isis, Davutoglu definisce le presunte prove presentate dal quotidiano Pravda "bugie da propaganda sovietica", un'azione che, secondo il premier, rende l'idea della misura in cui il presidente russo sarebbe rimasto "fermo ai tempi della guerra fredda". "A volte ho l'impressione che parli come se di fronte avesse il Politburo", ha poi detto Davutoglu.

Per Vladimir Putin, nonostante la tensione bilaterale dopo l'abbattimento di un caccia russo da parte dell'Aviazione di Ankara, la Nazione e il popolo turchi "restano amici, li consideriamo tali, ed è proprio con loro che non vogliamo ridurre i rapporti", mentre ben diverso è il discorso a proposito del governo: lo ribadisce il leader del Cremlino in un'intervista inserita in un documentario televisivo dal titolo 'Miroporyadok' (Ordine Mondiale), che sarà trasmesso domani dall'emittente statale 'Rossiya-1'. "L'ho già affermato davanti al Parlamento Federale, e voglio ripeterlo ancora una volta, qui e ora", prosegue il presidente della Russia. "Per quanto invece riguarda le attuali autorità in Turchia", fa una pausa, "ebbene, a questo mondo di eterno non c'è nulla…". (AGI)

 

(19 dicembre 2015)

Bruxelles - L'ultimo comizio elettorale, Mariano Rajoy l'ha fatto da Bruxelles, dove il premier spagnolo ha partecipato al Consiglio europeo: "Il nostro paese viene visto bene oggi da qui, dall'Unione europea, molto meglio di quando arrivai per la prima volta nel gennaio del 2012". E se e' vero che, come scrive El Mundo, l'affluenza alle urne per il voto alle politiche sara' "alta", non e' altrettanto certo che per il Partito popolare e per il Partito socialista quella di domani, quando si votera' per le politiche in Spagna, sara' una bella giornata. Le 210mila urne saranno aperte dalle 9 alle 20, protette da 91.702 poliziotti poiche' l'appuntamento viene considerato ad "alto richio" terrorismo e, non a caso, e' stato classificato con un livello di allerta 4 su 5. Come prevede la legge, i leader sono oggi tenuti al silenzio in quella che viene considerata una giornata di riflessione pre-elettorale. E se Rajoy ha deciso di trascorrerla alla Moncloa, i capo del Psoe e dell'opposizione, Pedro Sanchez, si concedera' un po' di svago al cinema con l'ultimo episodio dell saga di Star Wars. Incalzati a sinistra dalle forze anti-casta rappresentate da Podemos e al centro da Ciudadanos, Ppe e Psoe hanno tentato di ricucire il rapporto con cittadini esasperati da corruzione e e austerita'. I sondaggi danno vincente il partito di Rajoy, ma la maggioranza su cui quest'ultimo potra' contare non sara' assoluta e lo costringera' a scendere di volta in volta a patti con altre formazioni. Con chi, resta un mistero: gli stessi sondaggi indicano un testa-a-testa tra socialisti e Podemos da un lato e socialisti e Ciudadanos dall'altro. Almeno uno spagnolo su quattro e' indeciso, e a quest'incertezza contribuisce senza dubbio il fatto che per la prima volta il sistema politico spagnolo esce dal meccanismo dell'alternanza per offrire piu' scelta all'elettore, chiamato a indicare chi nei prossimi anni dovra' sciogliere nodi cruciali come l'ineguaglianza crescente, gli alti livelli di disoccupazione, gli scandali, e, tema centrale nell'agenda del governo da qualche mese, le ansie indipendentiste della Catalogna e il contagio che un eventuale tentativo di secessione potrebbe innescare nelle altre regioni del Paese.

"Abbiamo fatto tanto, e sarebbe un peccato gettare tutto alla finestra", ha detto Rajoy, che si presenta all'elettore come colui che ha recuperato il paese dal baratro in cui era precipitato prima del 2012. A incontrare maggiori difficolta' sono i Socialisti di Pedro Sanchez, che in cerca di credibilita' ha impostato la campagna elettorale sull'accusa ai popolari di aver tagliato il welfare. A tenergli il fiato sul collo e' Podemos, che nonostante abbia perso un po' di smalto da quando apparve sulla scena politica, potrebbe rimpiazzare il Psoe nel ruolo di principale forza di opposizione a sinistra contando su parole d'ordine ben piu' aggressive a difesa delle "classi meno abbienti". Questo, alla propria sinistra. Sul voto moderato e' destinato ad avere una presa, invece, Ciudadanos, il partito che, guidato da Alberto Rivera, ha imbracciato il tema del contratto unico che consenta di superare la polverizzazione del precariato introdotta dalla liberalizzazione del mercato del lavoro. E proprio Rivera sara' per alcuni analisti la rivelazione di questa tornata elettorale.(AGI)