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Estero

(AGI) – Roma, 15 lug. – “Non credo piu’ di tanto a questo accordo, ma siamo obbligati. Siamo chiamati a un momento di grande responsabilita'”. Lo afferma il premier greco, Alexis Tsipras, parlando davanti al Parlamento.(AGI) .

(AGI) – Atene, 16 lug. – Il primo pacchetto di misure imposto ad Atene dai creditori per il salvataggio e’ stato approvato dal parlamento greco. Il piano concordato dal premier Alexis Tsipras ha ottenuto la maggioranza dei voti in parlamento. (AGI)

(AGI) – Atene, 15 lug. – La manifestazione contro il piano di riforme concordato dalla Grecia a Bruxelles ha coinvolto circa 12.500 persone. Si sono registrate anche delle forti tensioni con lancio di pietre e bombe molotov da parte dei manifestanti e conseguente risposta della polizia con gas lacrimogeni. Le forze dell’ordine hanno arrestato circa 40 persone. Al momento la situazione davanti al Parlamento, riunito per il voto, appare tranquilla.(AGI)

(AGI) – Marsiglia, 15 lug. – Le autorita’ francesi hanno sventato questa settimana “attacchi terroristici”: lo ha annunciato il presidente Francois Hollande.

“Questa settimana, abbiamo impedito che fossero messi in atto attacchi terroristici”, ha affermato Hollande, nel corso di una visita a Marsiglia, assieme al presidente messicano, Enrique Pena Nieto. (AGI) .

(AGI) – Atene, 15 lug. – Tensione davanti al Parlamento di Atene, dove questa sera si voteranno le riforme di austerita’ imposte dall’Eurogruppo. Tafferugli tra polizia e manifestanti si sono verificati nei pressi di piazza Syntagma, dove la situazione sembra essere tornata alla calma. Un gruppo di dimostranti incappucciati ha scagliato bombe molotov contro gli agenti in tenuta anti-sommossa che hanno risposto con il lancio di gas lacrimogeni. “Altra austerita’ e’ inaccettabile”, ha scandito Stavros Koutsioubelis, portavoce del sindacato del settore pubblico, Adedy che ha chiesto ai parlamentari di non approvare le riforme. “Quello che votate oggi e’ contro il popolo, contro i lavoratori, e’ barbaro”, ha urlato uno dei manifestanti. Alla protesta hanno partecipato oltre 12mila persone, ma gli scontri si sono verificati quando alcuni gruppi di persone incappucciate si sono staccati dal corteo pacifico. (AGI)

(AGI) – Roma, 15 lug. – L’alternativa all’accordo con l’Iran sul nucleare “sarebbe la guerra”: Barack Obama, nel corso di una lunga conferenza stampa, ha difeso il patto di Vienna tra Teheran e i Paesi del 5+1, una “opportunita’ storica per un mondo piu’ sicuro e piu’ stabile”, ha sottolineato il presidente americano. Obama ha risposto a quanti hanno duramente criticato l’accordo, in primis il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ricordando che “sono state ridotte le possibilita’ (dell’Iran= di sviluppare un programma nucleare di tipo bellico” e che quindi anche lo Stato ebraico puo’ sentirsi piu’ al sicuro. Certo, “Israele ha ottime ragioni per essere inquieto, capisco le affermazioni (del premier) Benjamin Netanyahu” che ha duramente criticato l’accordo, ha argomentato Obama, “ma vorrei anche dire che tutte queste minacce potrebbero essere maggiori se l’Iran avesse un’arma nucleare”. Intanto, a Teheran si festeggia e il presidente, Hassan Rohani, ha rivendicato una “vittoria politica” per la Repubblica islamica: “Nessuno puo’ dire che ci siamo arresi, l’Iran non sara’ piu’ considerata una minaccia mondiale”, ha scandito Rohani, “c’e’ stato un momento in cui abbiamo dubitato che si potesse raggiungere un’intesa”, ha ammesso il capo di Stato iraniano, sottolineando che si tratta di “un accordo storico di cui gli iraniani saranno orgogliosi per le generazioni a venire”. L’auspicio di Obama e’ ora di coinvolgere l’Iran per affrontare la minaccia dell’Isis e per riportare stabilita’ nella regione. “Spero che potremo continuare a discutere e incentivare l’Iran a essere meno ostile e aggressivo e piu’ collaborativo e a comportarsi nel modo in cui, secondo noi, un Paese della comunita’ internazionale dovrebbe comportarsi”, ha sottolineato Obama, ribadendo comunque che la Repubblica islamica “pone sfide agli interessi e ai valori, sia nella regione che nel resto del mondo” e che “finanzia organizzazioni come Hezbollah e destabilizza Paesi come lo Yemen”, dove appoggia le milizie sciite Houthi. Obama ha parlato in particolare della situazione in Siria e ha spiegato che non puo’ essere risolta senza il sostegno della Russia, della Turchia e di altri partner, sottolineando che anche l’Iran dovrebbe essere parte di queste discussioni. Quanto alla possibilita’ di una campagna congiunta di Stati Uniti e Iran contro i jihadisti Stato islamico, il presidente ha spiegato che gli Usa “non hanno ancora ripristinato rapporti diplomatici normali con l’Iran”: “Non prevedo accordi formali su come condurre insieme una campagna contro l’Isis”, ha replicato Obama. Dopo le dure critiche a caldo, nelle ore successive all’accordo di Vienna, e’ tornato all’attacco il premier israeliano: “L’Iran potra’ barare perche’ le ispezioni non saranno immediate. Ci vorranno 24 giorni per attuare un’ispezione su un sito sospetto in Iran”, ha sottolineato Netanyahu che sul suo profilo Twitter ha lanciato un avvertimento: “Quelli che non attaccano il terrorismo, alla fine ne verranno attaccati”. (AGI) .

(AGI) – Atene, 15 lug. – Un gruppo di manifestanti, che sta marciando ad Atene contro l’austerita’, ha lanciato bombe molotov contro la polizia. Gli agenti hanno risposto con gas lacrimogeni. Gli scontri sono avvenuti nei pressi del Parlamento che questa sera votera’ le riforme imposte dall’Eurogruppo. (AGI)

(AGI) – Lueneburg (Germania), 15 lug. – L’ex ufficiale delle Ss Oskar Groening, soprannominato il “contabile di Auschwitz”, e’ stato condannato a quattro anni di carcere da un tribunale di Luenunburg, in Germania, per “complicita’ nell’assassinio di 300.000” ebrei che furono mandati nelle camere a gas. Il 94enne ha assistito impassibile alla lettura della sentenza.

La pena e’ leggermente inferiore alla richiesta dal pubblico ministero che era di tre anni e mezzo. Groening sara’ probabilmente l’ultimo nazista a essere processato in Germania. Le accuse nei suoi confronti si riferiscono al periodo compreso tra maggio e luglio 1944, quando centinaia di migliaia di ebrei dall’Ungheria furono deportati nel complesso di Auschwitz-Birkenau, in Polonia, e 300 mila finirono nelle camere a gas, spesso appena scesi dal treno. Il processo si era aperto il 21 aprile scorso e ha visto coinvolte 55 parti civili, composte da sopravvissuti e parenti delle vittime.

Groening arrivava in aula con un girello e in aula ha mostrato un’espressione smarrita e occhi velati. Ha fatto il giro del web la foto di Eva Kor, una delle sopravvissute ad Auschiwtz, che ha testimoniato al processo, che rivede il suo nemico e lo abbraccia in segno di perdono per tutto l’odio compiuto in passato. Groening ha da subito ammesso di sapere delle camere a gas e ha chiesto perdono per la sua “corresponsabilita’ sul piano morale”. Una piena confessione che per molti era dettata dalla strategia difensiva indicata dal suo legale. Il suo compito ad Auschwitz, ha raccontato, era quello di custodire i bagagli dei deportati al loro arrivo nel campo di concentramento e di raccogliere il denaro che veniva loro rubato.

“Erano nemici del popolo tedesco”, ha detto nel corso delle udienze, e le SS ritenevano quindi “ragionevole” eliminarli. Il 94enne ha sempre rispeosto alle domande e ha detto piu’ volte di non aver mai fatto del male a nessuno. Nei suoi terribili racconti, anche un episodio di crudelta’ compiuto da un camerata nel lager: una mamma ebrea tento’ di nascondere il proprio figlo in una valigia, sperando di farlo sfuggire alla selezione, ma il soldato se ne accorse e scaravento’ il piccolo piu’ volte contro un camion dell’immondizia finche’ non dette piu’ segmi di vita.

“Questo mi fermo’ il cuore – ha ricordato Groening – e andai dall’uomo dicendogli ‘cosi’ proprio non va'”. Sul volto dell’ex sergente delle SS pero’, durante il processo, nessuna emozione, nonostante le parole di ammissione riguardo a cosa succedeva all’interno di Auschwitz. Anzi, a volte al giudice pronunciava frasi senza senso, parlava della “bella porta in ferro battuto” all’ingresso del campo con le parole ‘Arbeit macht frei’ e, sorseggiando in aula dell’acqua, rievocava la vodka bevuta durante il suo lavoro in Polonia. (AGI) .

(AGI) – Citta’ del Messico, 15 lug. – Le autorita’ messicane hanno diffuso un video dell’audace evasione dal carcere di Joaquin “El Chapo” Guzman, il boss del narcotraffico fuggito domenica da un penitenziario vicino a Citta’ del Messico. Le immagini di due minuti riprese dalle due telecamere a circuito chiuso, monitorate 24 ore su 24 dalle guardie, lo mostrano mentre passeggia nervosamente in cella, andando piu’ volte dal bagno al letto e viceversa. Un comportamento che le autorita’ giudicano normale per chi e’ confinato in uno spazio ristretto e che quindi non poteva destare allarme.

Guarda il video

Poco dopo, non ripreso, Guzman si infila nel buco del diametro di mezzo metro scavato dietro la doccia da cui ha raggiunto la galleria lunga un chilometro e mezzo percorsa con una moto incardinata su binari che lo ha reso nuovamente libero. Non si vede nemmeno il momento in cui il 58enne boss si sfila il braccialetto elettronico di sorveglianza. Una telecamera si trovava all’angolo di una parete esterna alla cella e l’altra all’interno puntata verso la doccia, ma avevano due punti ciechi per rispettare la privacy del detenuto. Un’imprudenza che e’ fra i motivi alla base del licenziamento del direttore dalla prigione di massima sicurezza di Altiplano. Il governo messicano, in evidente imbarazzo per la seconda evasione del Chapo in 14 anni, ha offerto una taglia di 60 milioni di pesos, pari a tre milioni e 400 mila euro.

Il 58enne “El Chapo”, soprannome che viene da ‘chaparro’, bassotto, per via del suo metro e 64 di altezza, era gia’ evaso nel 1993 dalla prigione di Guadalajara nascosto tra la biancheria sporca, dopo aver corrotto le guardie carcerarie. In pochi anni era arrivato a dominare il traffico di droga verso gli Usa e nel 2009 era stato inserito nella lista degli uomini piu’ ricchi del mondo di Forbes con un patrimonio stimato in un miliardo di dollari. Dopo che sulla sua testa erano state messe taglie da 5 milioni di dollari dagli Usa e di 2 milioni dal Messico, Guzman era stato arrestato nuovamente nel febbraio 2014 in un hotel di Mazatlan, sulla costa pacifica del Messico, con un blitz delle autorita’ messicane e dei servizi segreti Usa. (AGI)

(AGI) – Marsiglia, 15 lug. – Le autorita’ francesi hanno sventato questa settimana “attacchi terroristici”: lo ha annunciato il presidente Francois Hollande.

“Questa settimana, abbiamo impedito che fossero messi in atto attacchi terroristici”, ha affermato Hollande, nel corso di una visita a Marsiglia, assieme al presidente messicano, Enrique Pena Nieto. (AGI) .

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