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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Un rivenditore neozelandese, Mighty Ape, ha messo in listino un titolo dal nome particolare: Metal Gear Solid 5 Definitive Experience, completa anche di cover, che vi alleghiamo in questa news. Il titolo secondo il negozio (famoso per aver rivelato anche altri prodotti) dovrebbe contenere Metal Gear Solid V Ground Zeroes e ovviamente The Phantom Pain. La data d’uscita dovrebbe essere il 21 ottobre, ma si tratta in ogni caso di rumor.

metal gear definitive

Vi invitiamo a restare sulle pagine di Gamesource per ulteriori notizie su questa Definitive Experience di Metal Gear Solid V.

Nuova fiera, nuovo appuntamento con l’onnipresente CD Projekt RED che alla Gamescom ha invaso non solo l’area business ma anche l’area consumer con un gigantesco padiglione dedicato a Gwent: The Witcher Card Game: il gioco di carte basato sull’omonimo minigioco presente in The Witcher 3La nostra prova di Gwent durante l’E3 di Los Angeles copre estensivamente tutte le differenze tra questo titolo stand-alone e quello presente in The Witcher 3, eviteremo pertanto di annoiarvi ripetendo le stesse cose e vi racconteremo cosa abbiamo scoperto di nuovo grazie a una chiaccherata con Brad Auty, animatore del gioco.

GWENT: The Witcher Card Game

Il bellissimo padiglione dell’area consumer

Brad è stato molto entusiasta nel ribadire come Gwent sia un titolo nato per volere della comunità: si contano a migliaia le mail e le richieste online giunte dagli appassionati di The Witcher 3 per una versione dedicata del gioco di carte, e proprio per questo CD Projekt promette che durante tutto il ciclo di vita del prodotto continueranno ad ascoltare i feedback dei giocatori per migliorare il bilanciamento. Parlando del bilanciamento è importante puntualizzare che Gwent sarà un gioco free to play: ovviamente non imponendo l’acquisto del gioco l’unica fonte di introiti saranno gli acquisti in-game di pacchetti di carte o di mazzi interi. Auty tuttavia garantisce che non si scadrà nel pay-to-win e che sarà comunque possibile ottenere nuove carte (e vincere) anche senza bisogno di effettuare neanche un singolo acquisto.

GWENT: The Witcher Card Game

La grafica di gioco è stata rivista

Il free to play porterà inevitabilmente molti giocatori estranei al mondo di The Witcher a provare il titolo e questo non può che essere un bene: se Gwent otterrà successo non è da escludere che in futuro possa diventare un nuovo punto di riferimento per i giochi di carte competitivi online, portando il brand su un nuovo livello di popolarità. Chiaramente saranno molti i passi necessari prima di arrivare a questo punto: Gwent per il momento è previsto solo per PC, Xbox One e PlayStation 4, pertanto passerà molto prima di poter giocare con i propri tablet e smartphone come accade oggi per Hearstone.

GWENT: The Witcher Card Game

L’interfaccia di creazione dei mazzi

Chiudiamo questo breve articolo di aggiornamento annunciando la data di arrivo della closed beta: 25 ottobre su PC e Xbox One, con PlayStation 4 che seguirà a breve giro. Vi lasciamo con questo link a un video di gameplay.

I tedeschi di Headup Games si sono cimentati sempre in ogni genere di videogioco dimostrando grande coraggio. Ogni piattaforma è stata teatro dei loro esperimenti e questa volta ci ritroviamo a parlare di un cosiddetto bullet hell shooter: Solar Shifter EX, che è uscito prima su Pc e oggi approda anche su Xbox One. Un danmaku di qualità che sembra mettere sul piatto qualche idea nuova molto buona. Gli sviluppatori saranno riusciti a battere la scuola giapponese? Scopriamolo assieme.

Solar Shifter EX

Il titolo ha un setting fantascientifico purtroppo abbastanza scontato e già visto. Infuria infatti una guerra intergalattica e il sole sta per essere disintegrato e spazzato via dall’universo. Saremo proprio noi quindi a dover evitare questa imminente tragedia. La trama non è certo un capolavoro di originalità, ma per fortuna in un titolo di questo genere non è un aspetto fondamentale: il fulcro infatti sta proprio nel gameplay  e nello sparare ed evitare centinaia di proiettili al secondo.

L’esperienza è quindi quella classica da sparatutto a scorrimento in due dimensioni, con tantissimi nemici a schermo da spazzare via senza pietà. Il gioco è comunque abbastanza semplice rispetto ai concorrenti dato che non ci sono bombe, combo o sistemi complessi d’attacco. Dovremo quindi solamente evitare laser o missili avversari e raccogliere crediti e potenziamenti abbandonati sul nostro cammino. Niente di più e niente di meno. Solar Shifter EX però mette sul piatto una novità molto interessante ossia il sistema di shifting che potremmo definire un efficace teletrasporto.

Solar Shifter EX

Premendo un solo tasto infatti saremo in grado di passare tra quattro portali che normalmente non sono visibili, riuscendo così a evitare situazioni abbastanza complicate e confuse. Con la levetta destra invece potremo attivare uno shift più breve e contenuto, adatto per incursioni rapide e veloci. I proiettili nemici a schermo infatti saranno veramente tantissimi e quindi questo sistema di controllo risulterà fondamentale per non morire in continuazione.

I crediti possono essere spesi tra un livello e l’altro in modo da aumentare la potenza di fuoco delle nostre due armi principali, ovvero la mitragliatrice e i razzi. Le modalità di fuoco in questo caso sono simultanee, senza il doversi preoccupare di gestire quindi due linee di fuoco diverse. Dovremo utilizzare quindi tutta la nostra potenza d’attacco soprattutto nel caso delle boss fight che ci impegneranno prettamente nell’individuazione del pattern d’attacco avversario.

Non tutti i colpi avversari ci saranno fatali e infatti avremo una barra energetica che diminuirà ogni qual volta subiremo un colpo. Non c’è neppure un sistema di vite e punteggi ma tutto si limita alla gestione dei crediti di cui abbiamo parlato prima. In caso di morte infatti ne perderemo parecchi e quindi dovremo sempre dare un occhio al contatore. I checkpoint nei vari livelli sono presenti ogni due minuti di sparatorie intense e in caso di morte potremo ripartire all’infinito proprio da questi checkpoint, tentando di volta in volta strategie differenti con il “trial and error“. Il gioco quindi si termina tranquillamente in un paio d’ore, anche con la difficoltà livellata indicativamente verso l’alto.

Solar Shifter EX

Dal punto di vista tecnico il gioco vede una grafica di livello medio ma troppo caotica. Le esplosioni sono veramente troppe e infatti portano il giocatore a distrarsi. Ci sono nemici che passano anche sopra il piano di gioco, contribuendo a creare ancora più confusione. Anche la telecamera certamente non favorisce il gameplay, dato che a volte comincia a roteare in maniera abbastanza scoordinata. Il design generale poi non brilla per originalità e il frame rate si dimostra sempre ballerino.

Uno shooter senza infamia e senza lode che sicuramente con un po’ più di cura avrebbe potuto regalare qualche gioia in più agli appassionati.

Domani 30 Agosto la remaster di Resident Evil 4 farà il suo debutto su PS4 e Xbox One. Utenti Sony, siete pronti per finirlo al 100% e accaparrarvi sulla vostra console un bel trofeo di platino figlio delle settemila ore che avete passato sul titolo originale su PS2? Bene, perché non potrete farlo.

Resident Evil 4 Remaster Niente Platino

Secondo la lista trofei da poco rilasciata sul sito PSNProfile non vi sarà infatti alcun platino ma solo:  1 Oro, 2 Argenti e 9 Bronzi.

 

Nintendo France ha pubblicato sul proprio account Twitter un breve video che mette a confronto l’originale versione PSX uscita nel 2001 e la versione in arrivo su Nintendo 3DS di Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato.

Non che fosse realmente necessario visto che il titolo è già disponibile in Giappone da 3 anni.
Ricordiamo che Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato arriverà su Nintendo 3DS il 16 Settembre di quest’anno.

In questi giorni se ne stanno sentendo di tutti i colori. Internet ha trovato un nuovo sacco su cui sfogare la propria ira a furia di pugni e calci; parliamo ovviamente di No Man’s Sky.

Molti giocatori hanno richiesto il rimborso dopo l’acquisto del gioco anche dopo ore e ore di gameplay, andando contro le politiche di reso delle varie piattaforme. In rete era trapelata l’informazione che perfino Steam avesse accettate certe richieste; la stessa ha però confermato che si tratta solo di menzogne e che richiedere il rimborso dopo più di 2 ore di gioco è totalmente inaccettabile.

Shahid Kamal Ahmad, un dipendente Sony che ha intrattenuto forti rapporti con il team di No Man’s Sky, ha commentato l’atteggiamento che la community sta avendo in questi giorni

“Se chiedi il rimborso dopo aver giocato 50 ore a un gioco sei un ladro”

Queste le parole di Ahmad, che subito hanno scatenato una discussione chilometrica sotto il suo tweet che va avanti ancora adesso.
Voi cosa pensate? Siete d’accordo con lui?

Quando nell’agosto del 2014 Metrico debuttò su Playstation Vita il giudizio della stampa specializzata fu controverso e forse fin troppo spietato. Il titolo di Digital Dreams, studio di sviluppo olandese fondato da sole tre persone, risultò essere un platform dal concept parecchio originale ma non esente da difetti. In Metrico infatti tutto quello che ci circonda e ci è necessario per superare gli enigmi, come le piattaforme su cui saltare, è influenzato dalle nostre azioni e dalla matematica che impregna il mondo di gioco.

Inoltre la console portatile di Sony sfruttava egregiamente anche le funzionalità “move” del dispositivo, rendendo importante anche la velocità di manovra. Seppur originale e innovativo, il titolo di Digital Dreams non riuscì a affermarsi e così, quando nello stesso anno venne annunciato Metrico+, (versione espansa e modificata per Playstation 4, Xbox One e PC) la stampa e il pubblico rimasero pressoché indifferenti, e il titolo finì nel dimenticatoio fino a questo 23 agosto 2016. Abbiamo provato il titolo su Playstation 4 e dopo aver ripassato qualche nozione di algebra e di geometria ci siamo immersi nel misterioso e matematico mondo di Metrico+.

Metrico+

Chi o cosa siamo?

Il primo impatto con Metrico+ è spiazzante. Non vi sono cutscenes di alcun genere e nessuna sorta di tutorial ma un semplice uomo o donna, (è l’unica scelta che sarà possibile fare prima dell’inizio dell’avventura) in ombra che si muove su una superficie piana. Il colpo d’occhio è parecchio interessante, con ambientazioni semplici, scarne ma molto evocative e curiose. Procedendo nell’avventura si osservano dei cambiamenti nello sfondo di gioco che però purtroppo non riescono a fornire quella varietà che ci aspettavamo, per quanto siano comunque interessanti e divertenti, in particolar modo quando alcune forme del paesaggio lontano reagiscono ai nostri movimenti.

Metrico+ non ha una vera e propria trama e non vi sono altri personaggi oltre a noi dispersi in questo mondo matematico senza una guida. Alla fine di ogni livello però vi è una sorta di piccolo filmato (di cui non voglio parlarvi per evitare anticipazioni) che dimostra come vi è una sorta di base narrativa del titolo che risulta però essere troppo rarefatta ed elusiva. Il mondo di gioco in Metrico+ è parecchio surreale, la totale assenza di voci umane o animali è compensata da una musica soft, che fa da base alle nostre peripezie negli scenari di gioco. Non è la colonna sonora più bella ed entusiasmante del mondo videoludico ma accompagna discretamente l’avventura, senza mai eccellere.

Metrico+

Innovazione e abilità

Dire che Metrico+ è un classico titolo platform non è del tutto esatto. Vi è infatti una fusione tra meccaniche tradizionali, come il tipico uso di piattaforme o piccole sfide a tempo, e innovazioni originali basate appunto sulla matematica e logica. Non preoccupatevi, non dovete recuperare dagli scatoloni impolverati il vostro libro di algebra ma semplicemente il titolo spinge a ragionare sui numeri e sullo spazio bidimensionale. Un movimento lungo l’asse X o Y avrà un effetto del tutto diverso sullo scenario di gioco, così come la direzione in cui effettuiamo un salto o semplicemente l’orientamento della camminata.

Metrico+

Queste meccaniche sono il punto forte del titolo, e consentono a Metrico+ di scindersi dal genere platform “tradizionale”. Ma non è tutto perché avanzando nell’avventura il nostro protagonista sconosciuto acquisirà anche delle abilità speciali. Senza doverle svelare tutte è possibile anticiparvi che per esempio una è la capacità di sparare.

Tramite la pressione del tasto R2, e usufruendo di una specie di mirino azionabile con la levetta destra, sarà possibile quindi eliminare o ferire alcuni ostacoli “viventi”. E’ proprio nelle abilità speciali che Metrico+ perde un po’ del suo fascino a causa purtroppo di alcuni problemi tecnici, tra i quali l’uso del mirino che risulta spesso poco preciso e macchinoso. Non è raro inoltre qualche lieve ritardo nei comandi, che nella risoluzione di alcuni enigmi elaborati e complessi può risultare frustrante e fatale in certe occasioni.

Metrico+

Tra la vita e la morte

Un’altra caratteristica di Metrico+ è la sua natura “trial and error” che non è sicuramente una meccanica piacevole per tutti. Durante gli enigmi infatti morire è praticamente all’ordine del giorno, e talvolta è addirittura fondamentale per proseguire (capirete giocando qualche enigma!). Per facilitare quindi il giocatore, e rendere meno frustrante la morte, vi sono checkpoint prima di ogni enigma. In questo modo il gioco perde sicuramente il suo fattore “difficoltà” visto che inoltre ogni checkpoint è un punto di salvataggio che resterà in memoria anche qualora spegneste la console.

Se è vero che alcuni enigmi sono abbastanza elaborati e vi porteranno via anche parecchi minuti, la maggior parte di essi è superabile dopo qualche tentativo, non offrendo quindi una vera e propria sfida. Inserire meno checkpoint avrebbe forse reso il titolo più impegnativo e più “ragionato”, poichè spesso e volentieri provare a caso una soluzione ad un enigma vi porterà alla risoluzione dello stesso in poco tempo. Altro fattore importante da tenere in considerazione è la scarsa longevità, vi sono sei scenari contenenti ognuno una ventina di enigmi. Considerando il fattore checkpoint abbondantemente diffusi, l’avventura si può tranquillamente concludere in 3 ore, il che è veramente troppo poco rispetto a quello che il gioco avrebbe potuto offrire.

Metrico+

Problemi matematici

Metrico+ non è esente da difetti e problemi tecnici, più o meno gravi, ma anche qualche imperfezione di altro tipo. Durante la soluzione di un enigma ad esempio, il gioco ha accusato un bug che non consentiva a un blocco di muoversi. Il problema è stato risolto riavviando il gioco, ma prima di comprendere l’errore tecnico abbiamo passato svariati minuti cercando una soluzione che ovviamente non era ottenibile in alcun modo.

Le hitbox dei blocchi non sono sempre perfette e inoltre un piccolo appunto va fatto nei confronti di qualche enigma affrontato verso la fine. A causa forse della telecamera troppo ravvicinata infatti non si riesce a comprendere in maniera chiara lo scopo, ossia dove dirigersi per concludere la sezione, anche a causa degli sfondi spesso incolori e che non contrastano con la base su cui camminiamo.

Metrico+ RecensioneMetrico+

Metrico+, successore del titolo uscito nel 2014 su Playstation Vita, è un platform dalle meccaniche originali e interessanti, che vi potrà conquistare già al primo enigma. Lo stile poetico e evocativo degli scenari si scontra però con numerosi problemi tecnici e una longevità tutt’altro che soddisfacente. Il livello di sfida inoltre è quasi nullo, a causa dei checkpoint presenti troppo spesso, e la natura “trial and error” del gioco potrebbe frustrare o annoiare alcuni utenti. Non consideriamo Metrico+ un prodotto scadente, ma piuttosto un’occasione sprecata.

Steam Spy ha raccolto i dati dei giocatori attivi nelle prime ventiquattro ore dall’uscita di un titolo, e nei successivi 14 giorni, per stilare su Twitter una classifica dei giochi con il maggiore “fattore hype” che però hanno fallito, ottenendo un calo enorme di utenti nel giro di due settimane. Ecco la classifica.

Al primo posto si posiziona RWBY: Grimm Eclipse, un titolo multiplayer poco noto che ha avuto un calo enorme di utenti. Il secondo posto è invece dedicato a Firewatch, un titolo narrativo che mostra come il sistema di classificazione usato sia discutibile, visto che il gioco in questione è contraddistinto da una durata di sole 4 ore. Al terzo posto non poteva mancare No Man’s Sky. Il titolo di Hello Games ha fatto parlare di se proprio per l’enorme calo di utenti PC. Altri titoli che troviamo in lista sono Mighty No. 9, Hitman, Abzu e Hyper Light Drifter.

Stranger Things ha riscosso un importante successo sulla piattaforma Netflix, grazie anche ai riferimenti agli anni ’80 che molti fan hanno trovato parecchio riusciti. E’ così quindi che lo studio di sviluppo Infamous Quest ha deciso di realizzare una versione videoludica del telefilm, ossia un avventura grafica in 8-bit. Il titolo punta-e-clicca è disponibile gratuitamente a questo link, per Windows, Linux e Mac. Si tratta però solo di una parte del gioco (in questo caso dedicato allo sceriffo Hopper) ma gli sviluppatori hanno dichiarato il desiderio di realizzare altri episodi.

stranger

Correte quindi a giocare il primo episodio di Stranger Things, su PC. Vi terremo aggiornati per ulteriori capitoli del videogioco.

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