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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Era il lontano 1999 quando il primo, mitico Tony Hawk’s Pro Skater arrivò su Psx, piazzandosi come vera e propria pietra miliare per un genere che difficilmente era riuscito a convincere, prima di allora. La serie guadagnò il giusto successo e plauso del pubblico, e ci ha regalato ore e ore di divertimento che ancora oggi ricordiamo.
Dopo i due Underground, però, il declino della serie è stato sempre più evidente. È per questo che Activision ha voluto riprendere la serie da dove l’aveva interrotta, da quel “Pro Skater” che manca nei titoli dal 2002 che era sinonimo di ottimo gameplay e divertimento assicurato; una formula che Robomodo e Disruptive Games sono incaricate di recuperare facendo tornare la serie alle proprie gloriose origini.
Alla Gamescom di Colonia siamo stati invitati da Activision per provare questa nuova incarnazione assieme agli sviluppatori. Eccovi le nostre impressioni.

Tony Hawk's Pro Skater 5 03

La prima cosa che è saltata subito all’occhio è lo stile visivo. Abbandonata definitivamente la grafica simil-realistica (che negli ultimi tempi aveva palesato tutti i suoi limiti), ci siamo ritrovati di fronte degli ambienti dallo stile molto più vicino ai primi titoli della serie, con l’aggiunta del cel-shading per i vari skater che potevamo impersonare.
Considerando che questa è stata relativamente recente, abbiamo chiesto il motivo di questa scelta agli sviluppatori, che ci hanno risposto che la serie di Tony Hawk’s Pro Skater non ha mai puntato alla simulazione e al realismo, e che per rimarcare il ritorno alle origini hanno scelto quello stile per distaccarsi dai titoli più simulativi.
Nonostante si trattasse di una beta, i modelli 3D ci sono sembrati abbastanza poveri di dettagli, e durante le cadute a terra non raramente ci siamo imbattuti in effetti imbarazzanti come un’eccessiva “snodabilità” dei corpi degli skater che sembravano rantolare senza ossa, nonché qualche compenetrazione di troppo col pavimento. È vero però che la scelta dello stile grafico ci ha piacevolmente riportato indietro negli anni.

Tony Hawk's Pro Skater 5 01

Anche al livello di gameplay la connessione con i capitoli originali è chiara. I tasti e le meccaniche sono tutte lì, con alcune gradite aggiunte. Per esempio adesso il tasto per il grind è anche adibito ad una mossa “slam”, cioè premendolo lo skater porterà subito il peso verso il basso atterrando più velocemente di quanto la “normale” gravità gli permetterebbe, permettendoci di controllare meglio lo slancio dei salti.
Ancora una volta potremo destreggiarci con evoluzioni in aria, concatenarle per eseguire combo il più lunghe possibili, accumulando punti per raggiungere record e attivare la special move.
Negli skatepark sarà ancora possibile sbloccare nuove zone nascoste, a volte ricorrendo a una sorta di power-up che farà ingigantire il nostro alter-ego, permettendogli quindi di infrangere porzioni dello stage normalmente sigillate.

Tony Hawk's Pro Skater 5 02

Oltre ai nuovi stage, sono stati ricreati anche dei livelli classici della serie, come i mitici Warehouse e School del primo capitolo, opportunamente ampliatii per far spazio a più skater contemporaneamente. Sì perché Pro Skater 5 disporrà di modalità in multiplayer che potranno accogliere fino a 20 giocatori in contemporanea! Cominciate a immaginare come potrebbero essere certi stage pieni di skater che volteggiano tra rampe e ringhiere.
Per il single player gli sviluppatori hanno pensato a una formula che bilancia la modalità Carriera con le varie missioni e il freestyle.
La sensazione di tornare all’originale stile arcade è stata palpabile, e persino dopo anni di astinenza sono bastati pochi attimi a ritrovare confidenza con i controlli.

Per ultimo, ci è stato mostrato il nuovo editor di skatepark, ora ancora più rapido e intuitivo. Sarà possibile infatti partire da un abbozzo datoci dal gioco e cominciare ad esplorare l’ambiente come se fosse una normale partita. In ogni momento sarà possibile fermarsi, passare ai comandi dell’editor e aggiungere, togliere, spostare gli elementi che vogliamo sullo schermo, per poi ripassare immediatamente alla modalità di gioco per fare le nostre prove.

Insomma Tony Hawk’s Pro Skater 5 sembra davvero volerci far tornare ragazzini con il suo ritorno al glorioso passato, senza però privarci di qualche gustosa novità. Basterà per proporre qualcosa che non sappia troppo di già visto?
Potremo saperlo solo all’uscita del gioco, prevista per il 29 settembre per PlayStation 4 e Xbox One, mentre le versioni PlayStation 3 e Xbox 360 arriveranno il 10 novembre.

Si è conclusa durante la notte la finale della quinta edizione del torneo mondiale di Dota 2, denominato The International, dove il montepremi ha raggiunto la vertiginosa cifra di 18.416.970 dollari.

Il primo premio di 6.630.109 dollari è stato vinto dal team americano Evil Geniuses contro i cinesi CDEC Gaming, in una combattitissima partita conclusasi 3-1. La finale è stata seguita in streaming da oltre 4 milioni e mezzo di spettatori in tutto il mondo, chiaro segno di come gli e-sports stiano diventando un fenomeno sempre più virale. Questa volta anche l’Italia ha fatto la sua parte, con organizzazioni che hanno affittato locali e sale cinematografiche per trasmettere in diretta l’evento.

Sulle nostre precedenti news potete trovare maggiori informazioni sullo svolgimento del torneo, mentre sul sito ufficiale del gioco potete guardare i replay di tutti i match.

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Alla Gamescom 2015 di Colonia abbiamo avuto modo di vedere e provare con mano finalmente Mirror’s Edge Catalyst, il rebuild di Dice e EA del titolo uscito sette anni fa.

I ragazzi di Dice hanno sempre affermato come il primo capitolo, nonostante l’elevato apprezzamento dei fan, non fosse mai stato in linea con quello che era la loro vera visione di Mirror’s Edge e di come sia stato necessario aspettare il momento giusto per riproporlo al pubblico. Catalyst, infatti, non è ne un remake né un reboot, ma una vera e propria opera di ricostruzione dell’opera originale, mantenendo saldi le basi che l’avevano resa unica, primo tra tutti il personaggio di Faith, che ovviamente tornerà a vestire i panni della protagonista. In questo nuovo Mirror’s Edge seguiremo la sua avventura dalle origini, conosceremo il suo passato, com’è cresciuta e l’importanza che rivestirà nel ruolo di catalizzatore di tutta la storia, da qui il titolo del gioco: Catalyst.

Faith rappresenta inoltre uno dei tre pilastri su cui poggia la rebuild di Mirror’s Edge, seguito da quelli di esplorazione e combattimento ravvicinato in prima persona.

Mirror's Edge Catalyst - Hands On
Per quanto concerne il combattimento, l’obiettivo di Dice è stato quello di proporre uno stile che si armonizzasse con il concetto di corsa o, in questo caso, di free running, creando così il “momentum” ovvero una serie di colpi veloci e armonici effettuati in movimento affinché permettano a Faith di non interrompere la sua corsa rendendola di fatto invulnerabile. Ovviamente non è facile tenere il momentum sempre attivo in quanto, alla prima indecisione, se ci si ferma, l’effetto svanirà rendendo Faith estremamente vulnerabile ai colpi degli avversari, specie quelli dotati di armi da fuoco, in grado di ucciderla con pochi semplici proiettili. Parlando di armi da fuoco, per chi se lo stesse chiedendo, Faith questa volta non potrà usarne neanche una visto che il loro utilizzo si scontrerebbe con il concetto di momentum.

Per quanto riguarda l’esplorazione, non c’è nulla di più semplice per spiegarla se non parlandovi della nuova struttura open world introdotta in Catalyst. A differenza di una struttura lineare a livelli del precedente capitolo, questa volta i tetti della città di Vetro (City of Glass) sono liberamente accessibili ed esplorabili dai giocatori e al loro interno è possibile incontrare e parlare con diversi NPC o intraprendere una delle tante quest secondarie affrontabili nel gioco. Nella demo da noi affrontata, ve ne erano tre possibili: una focalizzata sui combattimenti, una corsa a tempo e una incentrata sul parkour.

   Mirror's Edge Catalyst - Hands On
Con le missioni e l’esplorazione sarà inoltre possibile acquisire i gridleak, dei punti utilizzabili per sviluppare Faith ai fini di migliorare le sue abilità e acquisire o potenziare i gadget, come il magrog, un rampino utile a coprire velocemente grandi distanze a patto di trovare gli appositi agganci.

Per quanto riguarda le missioni principali, Dice ce ne ha mostrata una in cui l’obiettivo era infiltrarsi all’interno di un edificio per rubare alcuni dati. Attivando il waypoint sulla mappa per raggiungerlo attiveremo la visione da runner, ovvero il famoso percorso segnalato con diversi elementi di colore rosso che erano presenti nel primo Mirror’s Edge. È bene segnalare che, nonostante la visione del runner, saranno sempre disponibili diverse strade per raggiungere il proprio obiettivo, quindi non si è obbligati a seguire il percorso consigliato. All’interno degli edifici, inoltre, saranno presenti dei veri e propri puzzle ambientali, in cui è necessaria una minuziosa attenzione all’ambiente intorno e capire dove poter saltare o arrampicarsi.

Mirror's Edge Catalyst - Hands On
Dice ha inoltre dato una particolare attenzione alla storia e ai personaggi, enfatizzati non solo dai numerosi dialoghi con gli altri personaggi, ma anche da cutscene ben realizzate che ci permettono di ammirare la bella Faith in azione da una prospettiva alternativa della prima persona.

Sia la presentazione che il nostro provato di Mirror’s Edge Catalyst ci hanno, al momento, pienamente convito. Il gioco, nelle sue intenzioni, funziona benissimo sia nella fase action che in quella esplorativa, entrambi accentuati dal momentum che ci permette di correre, saltare, scivolare, aggrapparci e quant’altro in maniera totalmente fluida e senza interrompere la velocità di gioco.

Non vediamo l’ora di scoprire cosa ci offrirà il gioco completo che, ricordiamo, arriverà il 26 febbraio 2016 su PC, Playstation 4 e Xbox One.

Tra gli appassionati di manga e anime, è praticamente impossibile non aver mai sentito nemmeno nominare Sword Art Online. Se poi state anche leggendo questa recensione, è sempre più plausibile che lo stiate facendo in modo mirato. Sappiamo bene che non siete qui per sapere cosa sia Sword Art Online, ma per scoprire se questo videogioco vale la pena essere acquistato.

Sword Art Online: Hollow Fragment è stato il secondo adattamento Namco Bandai per PS Vita delle avventure di Kirito & compagni, compagnia di intrepidi ragazzi rimasti intrappolati nel mondo virtuale di Aincard, mentre il presente Sword Art Online RE: Hollow Fragment è una versione HD per Playstation 4 di suddetto titolo. In questa recensione parleremo più che altro dei miglioramenti e delle differenze che sono giunte con la vestione Playstation 4 rispetto al titolo per Playstation Vita, quindi essenzialmente questioni grafiche e di adattamento. Se siete interessati al gameplay del titolo vi rimandiamo alla recensione che abbiamo pubblicato in occasione dell’uscita della versione orientale di Hollow Fragment, che trovate qui.

 Sword Art Online RE: Hollow Fragment Recensione
Se non hai visto l’anime sei fuori?

Uno dei fattori più importanti, quando parliamo di Hollow Fragment, è l’accessibilità verso coloro che non hanno mai visto l’anime. In effetti, come già detto anche nella recensione sopra linkata, questo videogame fa partire la sua storia dalla fine della prima stagione della serie animata. A poco servono le spiegazioni o i flashback che ci vengono offerti come tappabuchi: non aver visto il cartone significa inevitabilmente perdersi gran parte dell’immersione che si potrebbe ottenere da questo titolo.

Questo era comunque un fattore già esistente nella versione per Playstation Vita, quindi nulla di nuovo, ma il problema principale è che tale lacuna non è stata in alcun modo riempita in questo secondo remaster per Playstation 4. Considerato l’errore già piuttosto grossolano fatto in precedenza e soprattutto lo spazio effettivamente disponibile su disco per la nuova console, questo è da considerarsi un enorme punto a sfavore, che caccia via a calci utenti che avrebbero volentieri provato questo titolo ma che si ritroverebbero tagliati fuori brutalmente dalla storia e dalle mentalità dei vari personaggi. La fortuna è che la storia in sé non ha enorme importanza in Sword Art Online, e che ben presto viene dimenticata in favore dell’enorme quantità di farming da affrontare.

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Migliorie o no?

Passiamo al sodo: il remaster per Playstation 4 aggiunge effettivamente qualcosa rispetto alla versione Playstation Vita, che era già oltretutto un remake di un gioco esistente? La risposta è piuttosto deludente: no.

Nonostante un adattamento e una traduzione piuttosto comprensibili (al contrario della versione asiatica del gioco provata sulla nostra precedente recensione, che era spesso e volentieri incomprensibile) Sword Art Online RE: Hollow Fragment ci presenta una lingua solo e soltanto inglese, come spesso succede snobbando noi italiani e il resto degli europei, regalandoci tuttavia il doppiaggio originale giapponese che non fa mai male.

In termini di contenuti veri e propri, Sword Art Online RE: Hollow Fragment non aggiunge nulla, nemmeno un piccolo boss. L’unica cosa che viene aggiustata è il comparto grafico, il quale tuttavia non riesce a fare la sua bella figura come su piccolo schermo e propone texture e modelli dei personaggi decisamente non all’altezza della TV casalinga e delle console di attuale generazione, nonostante il rework di entrambi i fattori. Se con il remake su Vita ci siamo stupiti delle possibilità grafiche realizzate in questo titolo, dopo appena un anno ci rendiamo invece che conto che tale stupefacenza era una mediocrità mascherata da uno schermo troppo piccolo per ammirarne i dettagli. Difatti su Playstation 4 abbiamo la costante sensazione di ritrovarci di fronte una grafica arretrata, con personaggi che si muovono in maniera terribilmente macchinosa e lasciando un retrogusto piuttosto amaro.

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Sword Art Online RE: Hollow Fragment si rivela essere una conversione piuttosto mal riuscita di un titolo per Playstation Vita. Nonostante un rimaneggiamento grafico, il risultato finale lascia delusi e infastiditi, il tutto condito da zero aggiunte nei contenuti e da una mancanza di recap approfonditi per coloro che non hanno seguito la prima serie animata. Nonostante i lati negativi, in ogni caso, il gioco in sè è godibile e lunghissimo, e farà di certo la felicità sia dei fan della saga, sia di coloro che fanno del farming la loro ragione di vita.

Oggi alle 17 torna in scena la LCS: cominciano infatti i playoffs che decideranno quali squadre si qualificheranno per i World Championship Series di ottobre. Ecco una guida per seguire l’evento.

Playoffs

Il formato è molto semplice. I primi sei teams classificati nella Regular Season si scontreranno in un girone ad eliminazione diretta a 3 entrate. I primi due classificati partiranno dalla semifinale, mentre le altre posizioni si scontreranno nei quarti di finale. Tutti i match saranno alla meglio delle 5. Il vincitore si qualificherà immediatamente al WCS mentre le altre squadre otterranno championship points in base al proprio risultato.

LCS PLAYOFF EU BRACKET

Questa sera alle 17 di oggi 8 agosto si comincia con i playoffs della LCS EU: il match della serata sarà H2K contro Giants Gaming. Riuscirà il team spagnolo, classificatosi in extremis per questi playoffs a portare onore alla propria nazione qualificandosi per la WCS?

LCS PLAYOFF 2015 NA

Non finisce qui: rimanete sintonizzati perché dalle 21 comincerà la prima partita dei playoffs della LCS NA con Team Impulse contro Team Dignitas, Sarà abbastanza l’apporto di Impact, il top laner di Impuse a guidarli verso la vittoria?

Segui in diretta i playoffs della LCS sul canale streaming ufficiale:

Riotgames

Preceduta da un annuncio di Marcin Momot, manager di CD Projekt RED, la patch 1.08 per The Witcher 3: Wild Hunt è ora disponibile per tutte le versioni del titolo (PlayStation 4, Xbox One e PC).

Del peso di 2,1 Gigabyte la patch, oltre a correggere alcuni bug minori e migliorare le prestazioni generali del titolo della casa polacca, introduce anche numerose novità come la presenza di una pozione in grado di permetterci di utilizzare equipaggiamenti di livello più elevato rispetto a quello del nostro personaggio, l’introduzione degli Achievement Card Collector, e la sistemazione di alcuni blocchi nelle missioni secondarie, oltre a vari aggiustamenti tecnici.

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Siamo ormai agli sgoccioli del The International 5: si è conclusa oggi la penultima giornata di partite che ha rivelato il primo dei due team che in quel di Seattle si contenderà oltre 6 milioni di dollari.

La prima partita del giorno è LGD Gaming contro Virtus Pro. Al team russo, capitanato dal promesso sposo fng, non è bastato il momento ottenuto in seguito ad aver sconfitto i favoriti al titolo Team Secret per sconfiggerela powerhouse cinese del “direttore” xiao8. Fatta eccezione per la fase iniziale del primo game, LGD si è imposto per 2 a 0 su uno dei team rivelazione di questo The International. Interessante sicuramente analizzare il draft degli LGD: dopo aver predetto e risposto adeguatamente al pick non più a sorpresa della Drow Ranger, xiao8 dà una vera e propria prova di forza lasciando ai VP la possibilità di pickare Leshrac, considerato al momento attuale l’eroe più forte del gioco e bannato in ogni singolo match del Main Event. Nonostante questo il game è a senso unico e la scelta potrebbe influenzare i prossimi avversari del team cinese.

Nel secondo match della serata i beniamini del pubblico Evil Geniuses si scontrano contro CDEC, qualificati come wildcard e ora sul palco a contendersi il posto di finalista. Nel primo game non è bastata la performance eccezionale di Suma1l, il ragazzo prodigio di soli 15 anni mid player degli EG a risolvere la partita: il suo Shadow Fiend è crollato sotto i colpi dell’Ember Spirit di Agressif, che si è dimostrato ancora una volta un carry eccezionale e, fino ad ora, il migliore del torneo. Il secondo game è ancora più a senso unico: EG si arrendono sotto i colpi dei CDEC dopo soli 20 minuti, in quella che è al momento attuale la partita più corta dell’intero torneo. L’ennesimo 2-0 dei CDEC, dunque, che paiono inarrestabili.

Il terzo e ultimo match della serata è tutto cinese: LGD, sconfitto l’ultimo dei due team occidentali rimasti, si scontra con i Vici Gaming di fy, probabilmente il support più forte al mondo. Nell’unico 2 a 1 della serata, sono gli LGD a portarsi a casa la vittoria. Finisce dunque qui la parabola dei VG: partiti come favoriti, hanno deluso fortemente durante i groupstages, per cominciare la risalita dalla loser bracket che li ha portati a conquistare il quarto posto. L’ultimo game ha visto ancora una volta dominare la combo Gyrocopter – Shadow Fiend e dimostrato come Phantom Lancer, se correttamente affrontato, non sia un mostro inarrestabile.

LGD, EG e CDEC: queste le squadre che domani vedremo scontrarsi tra loro per decidere chi sarà il campione del The International 5. Come finirà il rematch LGD vs EG di domani? Dobbiamo aspettarci una finale tutta asiatica o sapranno gli EG rialzarsi e sconfiggere nuovamente LGD?

Noi la finale ce la godremo al cinema. Voi invece come la guarderete?

Segui in diretta l’ultima giornata del The International 5:

Sito ufficiale

Twitch

YouTube

Si è conclusa un’altra giornata di entusiasmante CS:GO all’Intel Extreme Masters (IEM) di Colonia. Alla fine di una intensissima mappa conclusasi nell’overtime, Team EnVyUs riesce a sconfiggere i beniamini di casa mousesports per 19 a 17.

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Con il loro quarto posto, mousesports si confermano uno dei team più forti d’Europa nel panorama di CS:GO, posizionatisi prima di Counter Logic Gaming e SK Gaming.

I rimanenti team nel torneo sono Team SoloMid, Team EnVyUs, entrambi con 3 vite rimanenti, e Renegades, con una singola vita rimasta. Riuscirà il team australiano a compiere l’impresa e sconfiggere i favoriti o vedremo i due giganti scontrarsi in finale sul grande palcoscenico di Colonia?

Segui in diretta l’ultima giornata del IEM Cologne sul canale Twitch ufficiale: http://www.twitch.tv/esl_csgo

Durante la Gamescom non potevamo esimerci dal provare in anteprima Mighty No. 9, il titolo concepito come successore spirituale di Mega Man firmato Keiji Inafune, creatore del famosissimo robot protagonista dei titoli Capcom.

Sviluppato da Comcept e pubblicato da Deep Silver, il titolo è il felice risultato di una campagna Kickstarter. Inafune non nasconde minimamente la sua intenzione di creare un gioco che praticamente può essere considerato il nuovo Mega Man, senza ovviamente mancare di aggiungere delle gustose innovazioni al collaudatissimo game design originale.

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Preso il joypad in mano, ci siamo ritrovati subito con le dinamiche e controlli del classico sparatutto a scorrimento orizzontale, con il protagonista Beck dotato di cannone al braccio che ha il compito di avanzare attraverso i vari livelli facendosi strada tra i nemici che gli si pareranno davanti.
A differenza di Mega Man, una volta colpiti un certo numero di volte i nemici rimarranno storditi e, piuttosto che continuare a sparargli per distruggerli, potremo scegliere di assorbirli con una mossa Dash, ottenendo il relativo power up, oltre a far accrescere il punteggio e il contatore di combo. Ogni volta che verremo colpiti il contatore sarà azzerato.
La cosa interessante di questa meccanica sono appunto i diversi power up che otterremo:

  • Rossi: per potenziare il nostro attacco ed ottenere dei colpi perforanti
  • Verdi: per accrescere la velocità ed avere quindi un vantaggio di mobilità sui nemici
  • Gialli: per accrescere la difesa dell’armatura
  • Blu: per far apparire degli item curativi

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In generale l’approccio nei livelli premia uno stile di gioco aggressivo e veloce, ma facendo ovviamente attenzione a reagire con riflessi rapidi agli attacchi nemici.
Non manca ovviamente la componente platform, che ci farà utilizzare diverse combinazioni di salti e scatti in avanti per raggiungere sporgenze sempre più ardue da raggiungere, mentre ovviamente i nemici ci renderanno difficile l’impresa.

Anche per le boss battle il riferimento al passato è palese. In questi casi dopo alcuni colpi portati a segno il boss diverrà vulnerabile al Dash assorbente, che costituirà una sorta di “check point” per la sua energia. Se non eseguirete il Dash, l’energia del boss verrà ripristinata e dovrete ricominciare daccapo a danneggiarlo.
Come da tradizione megamanesca, sconfiggere un boss conferirà a Beck delle nuove forme e abilità che lo aiuteranno a proseguire negli stage successivi.

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L’impressione generale che abbiamo avuto da Mighty No. 9 è senz’altro positiva.
La combinazione di grafica 3D e scorrimento bidimensionale funziona alla grande, anche se il design del protagonista e dei robot nemici risulta abbastanza anonimo e poco ispirato.
Per il resto è chiaro che il titolo mira a non scoraggiare i giocatori meno consumati, introducendoli al titolo con una curva di difficoltà più dolce e clemente.
Mighty No. 9 è un autentico salto nel passato e ci ha fatto sentire ancora una volta i ragazzini che siamo stati davanti ai titoli per NES e SNES targati Capcom. Non vediamo l’ora di provare il titolo finito!

Proprio oggi è stato rilasciato un nuovo trailer di Until Dawn, basato stavolta sull’importanza delle scelte del giocatore. Durante la nostra avventura horror, le azioni intraprese avranno un grande impatto sull’evolversi della trama. Ogni minima azione, anche ciò che il nostro personaggio si appresterà a dire, potrà avere effetti significanti.
Ciò renderebbe l’intero titolo rigiocabile più e più volte. Il titolo uscirà a fine mese in esclusiva su Playstation 4.

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