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Quasi Tutti gli Articoli in questa categoria sono tratti dal sito: http://www.gamesource.it/ a cui va riconosciuto il giusto merito e va tutta la mia gratitudine per l’ottimo lavoro che svolgono

Paolo Bagnoli

Durante l’E3 2017 siamo riusciti, dopo la conferenza Microsoft Xbox, ad intervistare Paolo Bagnoli, direttore della divisione Xbox di Microsoft, che ha risposto ad alcune nostre domande relative a Xbox One X, ai giochi che arriveranno e al vero obiettivo che Microsoft si è posta, sia nel gioco che nella VR.

Nel cominciare questo nuovo anno, con questo nuovo E3, qual’è la parola d’ordine di Xbox:

Sinceramente ce ne sono tante, sceglierne una è difficile: sicuramente qualità è la prima che andiamo a scegliere, perché abbiamo presentato 42 titoli per la line-up, di cui 22 esclusive, tutti di una qualità estrema di gioco e di sviluppo. Insomma, un’ottima percentuale di indie e tanti titoli tripla A. Quando parliamo di qualità, parliamo di 4K, di performance, e ovviamente la nuova Xbox One X, nuova arrivata in casa Microsoft, promette la migliore qualità di gioco per gli utenti.

Xbox One X

In termini di performance del prodotto, cosa vi aspettate da Xbox One X? Quanta fetta di pubblico dovrebbe prendersi rispetto al modello base?

Quello che stiamo facendo è allargare la line up, con un modello che non sostituisce ma affianca. Il mercato del videogioco sta crescendo e continua a crescere: Xbox è cresciuta nell’ultimo anno, ma ci stiamo accorgendo che il mercato sta diventando sempre più grande, coinvolgendo nuovi utenti che prima non avevamo. Abbiamo quindi un utente che vuole il massimo da una console,vuole un vero 4K, comprensivo di HDR, una gamma colore profonda e Dolby Atmos.E’ di certo una nicchia dei giocatori console, ma comunque una grossa fetta che cercherà qualità. Inoltre, puntiamo a coprire anche il giocatore PC, abituato ad avere il meglio sul suo Personal Computer, che cercherà sicuramente il massimo anche dalla propria console. Ovviamente dobbiamo vedere anche come l’industria continuerà a spingere sul 4K. Puntiamo di certo a prendere tutti quegli utenti che, una volta scelto un televisore 4K, potranno prendere una qualsiasi console Microsoft, visto che sia Xbox One S che Xbox One X hanno una risoluzione 4K (il primo per la multimedialità, il secondo ha un supporto nativo).

Xbox è stata, nella storia dei videogiochi, la console che ha letteralmente portato davvero l’online nel mondo delle console. Ora con quest’ultima generazione e con la One X, in che direzione si spingerà il Live?

In realtà il mutliplayer è veramente il marchio di fabbrica di Xbox, perché dietro c’è un’azienda chiamata Microsoft che garantisce il 99,9% di amp sui propri server per il servizio di live. Microsoft fa del cloud la propria vera professionalità, con lo stesso servizio che mette a disposizione per grandi imprese che veramente usano tanto cloud, tanti giorni. Xbox One X ci permette di allargare la comunità di gioco perché il bello del multiplayer è essere in tanti a giocare. Abbiamo quindi le due console per le due fasce d’utenti, il PC che vedrà tutti i giochi facenti parte del servizio Xbox Play Anywhere e un servizio online d’eccellenza per permettere partite cooperative e competitive. Tutti i titoli Microsoft saranno presenti nel servizio Xbox Play Anywhere, con il cross buy.

Proprio per questo volevo farti una domanda più specifica: avrai sentito anche tu che ci sono alcune persone che si lamentano del fatto che ci sia anche la versione PC di alcuni giochi, come se fosse un togliere l’esclusiva alla console. Come pensate di far passare il messaggio che Windows, in realtà, non sta togliendo nulla a Xbox?

Il motivo per cui Microsoft e Xbox hanno annunciato questa feature è per ampliare la base d’utenti che gioca al titolo e dare una possibilità in più a chi gioca al PC di giocare ad una nuova IP (Gears of War, Forza, Recore). Quello che noi vogliamo fare è permettere a tutti di fruire del gioco e dei contenuti che vengono sviluppati. Pensa a Minecraft, che da adesso si potrà giocare su Android, iOS, PC, Xbox e Nintendo Switch, tutti connessi tra di loro. Non si parla più solo delle nostre properties, ma anche di sistemi mobile, chiusi. La nostra mission è dare il gioco a tutti: la piattaforma la sceglierà l’utente.

Una sorta di grande assente è stato HoloLens, che tempo fa fu fatto vedere, ma che ora sembra scomparso dal radar: come mai? Cosa possiamo aspettarci?

Diciamo che per noi HoloLens è in lavorazione in questo momento, gli sviluppatori stanno lavorando a varie soluzioni e software per il dispositivo. La Mixed Reality per Microsoft in questo momento è indirizzata per Windows 10: per questo motivo pensiamo di avere più utenti sulla parte Windows con molta più offerta, rispetto ad Xbox. Come Microsoft, siamo molto presi da questa Mixed Reality, stiamo lavorando a varie soluzioni di giochi e non. Ad oggi la piattaforma, però, è Windows 10.

E invece per il discorso Virtual Reality, molti si aspettavano che con la nuova console sarebbe arrivata anche la VR, quanto meno per coprire quello spazio: al momento sembra invece che Xbox dica no alla VR.

In realtà no, Microsoft supporta la Mixed Reality con Win10: abbiamo guardato la vastità di utenti in termini di numero assoluto che potrebbero utilizzare la VR, con eventuali partner. Tutti i nostri partner ha una sua soluzione per la VR.

Diciamo che quindi ad ora, la VR non è interessante per Xbox nel mondo solo console.

Diciamo che parlare di mondo solo console è riduttivo per Microsoft: noi stiamo facendo un lavoro multipiattaforma, proponendo Xbox One S, Xbox One X, Windows 10 per permettere a tutti di giocare in base al proprio stile. Così come per il gioco, per la VR e la MR abbiamo un nuovo pubblico che vuole provarla a 199 euro o 299 euro, e può farlo su Windows 10 con i visori dedicati di varia aziende. Non escludiamo che in futuro potremmo estendere questa cosa.

I prossimi giochi avranno una resa grafica superiore sul nuovo modello, e abbiamo visto anche in modo impressionante. Una cosa però ci chiedevamo: la potenza maggiore che darà la console sarà utilizzata anche per feature aggiuntive non solo visive?

Xbox One X darà il meglio non solo dal punto di vista video e audio, ma anche nei caricamenti (con una riduzione del 50% dei tempi), e una resa migliore del 40%. La resa di un gioco su Xbox One X è migliore, e dal lato sviluppo sicuramente i developers potranno sfruttare questa potenza per le features. Quello che noi facciamo è sempre garantire la compatibilità con prodotti precedenti e successivi: il pad di Xbox One potrà essere utilizzato sulla X, e abbiamo più di 400 giochi per 360 che possono essere giocati sulla nuova console, e a breve arriveranno anche giochi della prima Xbox. Questo, se vuoi, annulla anche le generazioni: non parliamo di Generazione 7 o 8, parliamo di giochi. Cerchiamo di dire: compra il gioco una volta, e gioca su qualunque piattaforma tu voglia. Scegli tu, ma gioca.

Ok. Chiudiamo con un ultima domanda sui generis, un po’ meno tecnica: negli ultimi anni abbiamo costatato che il videogioco è diventato molto multiplayer e tecnico, ma poco narrativo e artistico. Visto che questo E3 ha confermato questa direzione, volevo capire se Microsoft Xbox o te avete un opinione personale.

Sicuramente riusciamo a trovare diversi giochi per diversi giocatori: siamo sicuri di poter avere il giusto prodotto per chi cerca la narrazione all’interno del gioco. Abbiamo dato spazio a giochi terze parti appunto per mostrare la varietà. Per quanto riguarda le prime parti, l’anno scorso per esempio Gears of War 4 ha portato una narrazione costante in uno sparatutto, stessa cosa con Halo Wars 2. La narrazione è quindi una cosa che appassiona  i nostri giocatori: Crackdown 3, presentato quest’anno, fa parte di una storia che portiamo avanti da un po’, unendo però la tecnologia di Cloud Computing per le esplosioni dei palazzi. Insomma, siamo impegnati su tutti i fronti, sia sulla parte ingegneria che sulla parte studios, tenendo quindi a tutte le sfaccettature del gioco.

 

L’articolo Intervista a Paolo Bagnoli, Direttore della Divisione Xbox è estratto da GamesVillage.it.

Space Invaders è uno dei titoli più celebri della storia che dal suo debutto nel settore arcade è stato convertito praticamente su ogni piattaforma possibile ed immaginabile, dalle contemporanee Atari Video Computer System, Atari 5200, Sinclair ZX Spectrum, SG-1000, Apple ][, IBM PC DOS, Standard MSX, e Commodore 64, a quelle man mano sempre più moderne, come Super Nintendo, Nintendo 64,  PlayStation e PC Windows, senza farsi mancare persino versioni da tasca per il mercato portatile, con edizioni per Game Boy, Game Boy Color, Game Boy Advance, Nintendo DS, fino agli attuali smartphone AndroidiPhone. E non abbiamo citato seguiti e remake, innumerevoli.

Il grande classico del 1978 firmato Tomohiro Nishikado per Taito Corporation, sbarca oggi infine sui social, con una versione giocabile direttamente su facebook o anche su messanger, compatibile con facebook Gameroom.

Con Space Invaders  l’invasione continua dunque sui social, con la possibilità di sfidare i propri amici in speciali partite online per il punteggio migliore. Non fatevi però scoraggiare dall’unica vita messa a disposizione da Taito Corporation per questa versione ufficiale e del tutto gratuita del titolo.

Space Invaders permette di sfidare i propri amici online su facebook o messenger per fare il punteggio più alto in classifica, senza nemmeno dover inserire i proverbiali 100 yen!

Trovate Space Invaders al seguente LINK su facebook.

L’articolo Space Invaders sbarca su facebook e l’invasione continua sui social! è estratto da GamesVillage.it.

Qualche mese fa, la producer Amy Pascal aveva affermato che, dopo il sequel di Homecoming, i diritti di Spider-Man sarebbero tornati integralmente in mano a Sony. Pare adesso, invece, che l’azienda e Marvel Studios abbiano trovato un accordo per un terzo film. Ne è sicuro almeno Tom Holland, il nuovo interprete di Peter Parker.

Durante un’intervista ad Allocinè, il giovane attore ha detto: ““Sì, ci sarà uno Spider-Man: Homecoming 2 e uno Spider-Man: Homecoming 3. Adesso lo sapete, chiedo scusa, Marvel!”. Ma non si è certo fermato qui: “Ci sarà modo di vedere Peter crescere in Parker e specialmente diventare l’Uomo Ragno nei prossimi due film. Alla fine di Spider-Man: Homecoming, la storia non è assolutamente finita, perciò sono curioso di esplorare come si evolverà e scoprire cosa succederà dopo la pubertà. Già, saranno film emozionanti”.

Possiamo aspettarci, quindi, di vedere il piccolo Spidey “crescere” sotto i nostri occhi, probabilmente fino alla maturità liceale. Un po’, insomma, come ci è capitato con il maghetto Harry Potter.

L’articolo Homecoming, la nuova saga di Spider-Man sarà una trilogia (come minimo) è estratto da GamesVillage.it.

Sony Pictures ha rilasciato ieri il trailer di Brigsby Bear, la nuova commedia che vede come protagonista Kyle Mooney. Lo stesso Mooney si è occupato della sceneggiatura, insieme a David Costello, mentre la regia è di Dave McCary.

Nel cast del film ci sono anche Mark Hamill, Claire Danes, Michaela Watkins, Greg Kinnear e Matt Walsh. Il film arriverà nelle sale il 28 luglio, dopo essere stato presentato anche a Cannes. Di seguito la sinossi e il trailer:

Brigsby Bear Adventures è uno show televisivo per bambini prodotto per un pubblico composto da una sola persona: James (Mooney). Quando lo show si interrompe bruscamente la vita del giovane cambia per sempre, decidendo di concludere da solo la storia, affrontando così la realtà di un nuovo mondo di cui non conosce nulla.

L’articolo Brigsby Bear: ecco il trailer del film con Mark Hamill e Claire Danes è estratto da GamesVillage.it.

In occasione dell’apertura odierna dell’E3, NVIDIA annuncia la propria partnership con Activision e Bungie, i creatori del pluripremiato Destiny, per portare Destiny 2 su PC per la prima volta. Per festeggiare l’arrivo di Destiny 2 su PC, i giocatori che acquisteranno dal 13 Giugno 2017 al 27 Giugno 2017 una scheda grafica, un sistema o un laptop con GeForce GTX 1080 Ti oppure GeForce GTX 1080, riceveranno una copia del gioco non appena sarà disponibile su PC e avranno diritto all’early access della beta.destiny 2, pc

Come riportato nel comunicato stampa, Destiny 2 sfrutterà tutti i vantaggi che la piattaforma offre come ad esempio il supporto al 4K, nessun limite agli FPS, chat testuale, supporto per monitor in 21:9 e impostazioni altamente personalizzabili.

Avendo contribuito significativamente, grazie alla propria expertise nel PC gaming, nell’introdurre diverse funzionalità avanzate su Destiny 2, NVIDIA è in grado di mostrare per prima il trailer del gameplay in 4K della versione PC sul canale youtube Nvidia GeForce. Si tratta delle prime immagini in 4K del gioco che gira su un PC equipaggiato con una GeForce GTX 1080 Ti a 60 fps.

 

L’articolo L’arrivo di Destiny 2 su PC confermato da Nvidia è estratto da GamesVillage.it.

Yoshida

Shuhei Yoshida, il presidente di Sony Worldwide Studios, ha rilasciate delle interessanti nuove dichiarazioni ai microfoni di JagatPlay. Concentrandosi prevalentemente sull’E3 2017, a seguito di una precisa domanda, Yoshida ha affermato che Sony ha voluto tenere segreti ancora determinati annunci e che, sicuramente, saranno rivelati nel corso dell’anno. Queste le sue parole:

“Al momento non abbiamo nessun piano per parlarne, ma ci sono alcune cose che abbiamo deciso di trattenere per noi, scegliendo di non mostrarle durante l’E3. Ovviamente arriveranno ulteriori novità in futuro, direttamente dai nostri team.”

A quali annunci potrebbe riferirsi? Saranno rivelati durante la PlayStation Experience che, vi ricordiamo, si terrà dal 6 al 7 dicembre di questo anno? Restate sintonizzati sulle nostre pagine per ulteriori aggiornamenti in merito a ciò!

L’articolo Shuhei Yoshida: Sony farà altri importanti annunci dopo l’E3 è estratto da GamesVillage.it.

Dalla coppia di registi Henry Joost e Ariel Schulman arriva oggi al cinema un filmetto niente male: Nerve, con protagonisti i Roberts e Franco “minori”, Emma (nipote di Julia) e Dave (fratello di James). La pellicola è tratta dal romanzo omonimo edito in Italia da Newton Compton, la cui trama ti porta inevitabilmente a pensare al fenomeno (o presunto tale) Blue Whale. Ma il thriller è decisamente meno allarmistico riguardo al tema dei giovani manipolati dalla Rete, se non altro perché trova dei colpevoli ben precisi: i giovani stessi. Ma andiamo con ordine.

Nerve è un online social game, “un obbligo o verità senza verità“. Al momento della registrazione, ti chiede se vuoi essere un giocatore o uno mero spettatore. Se scegli la prima opzione, i Watchers ti proporranno delle scommesse di volta in volta più audaci e, se superi la sfida, ti vengono accreditate somme di denaro direttamente sul conto bancario. Più le tue gesta sono visualizzate, più possibilità hai di arrivare in finale e di aggiudicarti il malloppo. Inizi con una cosa banale, tipo baciare uno sconosciuto in un bar per 100 dollari, e finisci appeso a una gru per 5mila (peggio per te che sul profilo Facebook hai rivelato di soffrire di vertigini!). Puoi anche rifiutarti di partecipare a una sfida ma, qualsiasi cosa accada, non devi assolutamente parlare con la polizia. Facile, no?

Questa è facile.

La protagonista, Vee (Emma Roberts), è colta, timida e un po’ sfigata, vuole iscriversi a un college costoso e campa con l’unico stipendio di una madre iper-protettiva. Spinta da un’amica e da una vaga voglia di riscatto, si iscrive a Nerve come Player. Alla sua prima sfida conosce Ian (Dave Franco), e l’alchimia fra i due – palpabile sullo schermo – spinge gli spettatori a proporre loro scommesse congiunte sempre più pericolose. Vee scoprirà così che, fra spettatore e giocatore, esiste anche una terza via (ma dire oltre è spoiler).

Ambientato integralmente in una lunga, adrenalinica notte newyorkese, Nerve scivola via che è un piacere. Son bravi tutti. Gli attori principali sono giovani, carini e di una naturalezza esaltante, graziati anche da uno script divertente che non li appiattisce su personaggi (troppo) stereotipati. Fra i numerosi attori secondari, poi, ci sono delle belle sorprese: la brava Emily Meade, Miles Hazier (l’Alex di Tredici, solo che qui ha dei capelli orribili) e la leggendaria Juliette Lewis nei panni dell’unico adulto coinvolto nella vicenda, la mamma di Vee. Menzione d’onore al rapper Machine Gun Kelly, che interpreta Ty, favoloso Player senza scrupoli vestito come Mad Max.

Senza scrupoli o cervello?

Ma brava soprattutto la coppia di registi Joost e Schulman. Il loro cinema è veloce, movimentato, pieno di colori e attenzione ai particolari. E travalica i generi: dalla commedia passa all’action e poi al thriller, per concludere in bellezza in stile Hunger Games ma con una sfavillante New York e spettatori in passamontagna al posto della foresta.

Gli imprevedibili effetti dei social network e le mutazioni dei concetti di privacy, esibizionismo e anonimato sul Web sono questioni troppo complicate perché un filmetto come Nerve possa dire qualcosa di innovativo al riguardo. Ma se è un filmetto come Nerve riesce a dire qualcosa facendoti anche divertire, allora i soldi del biglietto se li è proprio meritati.

L’articolo Nerve – Recensione è estratto da GamesVillage.it.

Prepotente come un film di Quentin Tarantino, esagerato come ogni buon splatter, a tratti capace di concedersi alla filosofia e alla riflessione al pari delle opere di Ken Levine e di Irrational Games, ma soprattutto maleducato e irriverente quando serve e come soltanto lui sa essere. Wolfenstein è tornato, e Bethesda ha pensato bene di concedergli le luci della ribalta in occasione dell’ultimo E3 di Los Angeles. Rimasto per anni nell’ombra di The Elder Scrolls e Fallout ma anche di Dishonored e Doom, il nuovo canone avviato da Machine Games con il mai troppo osannato The New Order ha finalmente potuto ritagliarsi lo spazio che merita. Wolfenstein II: The New Colossus, questo il nome del sequel, è stato assoluto protagonista di un reveal coi fiocchi con cui Bethesda, oltre a dimostrare grande coraggio affidando con convinzione il vessillo di portabandiera ad una IP da molti relegata (troppo presto) a comprimaria, ha confermato anche quest’anno la sua solita, vincente strategia, annunciando pubblicamente i propri videogiochi soltanto quando sono quasi pronti e presenziando all’E3 con la “sola” line-up per l’anno in corso. The New Colossus, infatti, arriverà sul mercato già il prossimo 27 ottobre, una data non lontana che lo riempie già di responsabilità, ma anche di ottimismo e fiducia in un’evoluzione iniziata già qualche anno fa e per nulla sul punto di fermarsi qui.

L’avventura del protagonista B.J. Blazkowicz, uomo dai mille volti, eroico, stoico e al tempo stesso insospettabilmente umano, riprende esattamente da dove l’avevamo lasciata in The New Order. Ripresosi da serissime ferite e ricongiuntosi alla compagna Anya, incinta di due gemelli, B.J. deve tornare armi in pugno a combattere al fianco della resistenza, per salvaguardare il futuro della sua famiglia, del suo paese e del mondo intero. I nazisti, infatti, sono riusciti a conquistare anche gli Stati Uniti, governando la nazione a stelle e strisce con il pugno di ferro in una particolarissima ucronia che sovverte alla base le tradizioni di un popolo da sempre fondato sulla libertà individuale. Pur mantenendo caratteristiche come il benessere fondato sul capitalismo e sul boom economico successivo alla guerra, ora nei cinema vengono proiettati film “corretti” dal regime e i membri del Ku Klux Klan passeggiano tranquillamente per le strade. In tal senso è emblematica la scena, mostrata nel trailer, che vede un soldato tedesco entrare in un diner e ordinare un milkshake, in un contesto talmente assurdo da risultare quasi verosimile. E forse è  questo il reale pericolo che Blazkowicz e compagni devono sventare: non lasciare che la società statunitense si lasci in qualche modo corrompere, abituandosi al nuovo corso degli eventi e perdendo o alterando definitivamente la propria identità.

Eppure, nonostante il deciso cambio di ambientazione, che passa dall’Europa ad una versione rimaneggiata e peculiare degli Stati Uniti, le caratteristiche che hanno reso celebre Wolfenstein: The New Order sono ancora ben salde al loro posto in The New Colossus. Dietro una patina di spettacolarità e di esplosioni hollywoodiane, infatti, lo shooting proposto dai ragazzi di Machine Games si trasforma in un’esperienza altamente brutale e punitiva ai livelli di difficoltà più alti, obbligando i giocatori a far ricorso ad ogni millesimo di secondo di vantaggio, concesso da riflessi allenati, per riuscire a sopravvivere agli headshot dell’incalzante e cattivissima IA nemica. L’esagerazione, in Wolfenstein, alberga su tutti i fronti: le bocche da fuoco utilizzabili si preannunciano ancora una volta numerosissime e condite da idee folli e al tempo stesso geniali, oltre che principali protagoniste di un gameplay che non rinnega le proprie origini e strizza fortemente l’occhio agli sparatutto vecchia scuola. L’incredibile progresso tecnologico compiuto nel 1961 ucronistico di Wolfenstein è il motore che ha reso possibile un sistema di gioco così folle e insieme coraggioso, ed anche la principale giustificazione narrativa alla conquista degli Stati Uniti da parte della Germania. Anzi, stando agli sviluppatori (e in parte anche a quanto abbiamo già visto) il sequel dovrebbe andare oltre quanto raccontatoci tre anni fa, prendendosi una libertà narrativa, stilistica e squisitamente ludica pressoché totale e mai esplorata nello storico franchise. Libertà che, ovviamente, si riflette in positivo su tutti gli aspetti del gioco.

Insomma, la direzione intrapresa con questo sequel è lampante, e Wolfenstein II: The New Colossus si preannuncia come un deciso passo in avanti rispetto a The New Order, un passo compiuto osando come mai prima e puntando a migliorare il predecessore praticamente in ogni ambito. Appuntamento ad ottobre per capire se Machine Games e Bethesda saranno riuscite nel loro intento, per riportare definitivamente Wolfenstein dove può (e deve) stare, vale a dire nell’olimpo degli sparatutto in prima persona.

L’articolo Wolfenstein II: The New Colossus – Anteprima è estratto da GamesVillage.it.

Dopo il roboante annuncio del nuovo Wolfenstein, Bethesda nel corso della sua conferenza, ha svelato nientnemeno che  The Evil Within 2.  Ebbene si, il celebre Shinji Mikami, papà della serie Resident Evil, torna sotto i riflettori, con  il secondo capitolo di uno dei survival horror più ingiustamente sottovalutati  e affascinanti apparsi nel corso di questa generazione di console. L’annuncio nonostante i leak comparsi in rete prima dell’E3, è stato comunque una piacevole sorpresa, visto quanto il primo capitolo divise critica e pubblico in modo piuttosto netto, fra coloro che lo accusavano di pescare a piene mani dagli scenari di Resident Evil 4, e chi invece lo trovò inutilmente legnoso nelle meccaniche.

 The Evil Within 2 espande il ritorto immaginario messo in piedi ai tempi del predecessore, aggiungendo oltre a nuove inquietanti ambientazioni, anche nuove mostruosità dal look a tratti davvero raccapricciante.  Con somma gioia di tutti quelli che l’hanno odiata sin dal primo incontro, dai trailer mostrati è emerso anche il ritorno  di Laura, uno dei boss più spaventosi presente nel capostipite. Paura, angoscia e terrore sono queste le emozioni che ci hanno pervaso, alla vista  delle nuove aberrazioni partorite dalla folle e visionaria mente del game designer nipponico. Aberrazioni che pescano a piene mai dalla cinematografia horror nipponica, e da titoli come i project  zero e Siren giusto per fare un paio di esempi. Per quanto concerne il gameplay, l’esperienza di gioco di questo seguito sembra non essere troppo diversa da quella già apprezzata nel primo TEW, anche se certamente vi saranno meccaniche nuove ancora non svelate dal colosso americano.  Mostri che compaiono e scompaiono all’improvviso, cadaveri avvolti in sacchi e appesi a testa in giù, fantasmi di bambine, queste sono alcune delle angoscianti e angosciose situazioni in cui vi imbatterete giocando a TEW2.

La direzione artistica messa in piedi dal team di sviluppo tratteggia un mondo cupo, opprimente e pieno di insidie di ogni tipo, insomma un vero e proprio incubo ad occhi aperti. Non saprete mai infatti, se quello che state vivendo sta succedendo davvero, o siete intrappolati nella mente di qualcuno, o se stato sognando, dato che Mikami giocherà molto con la vostra mente in questo senso. La storia prende il via tre anni dopo gli eventi narrati in TEW  e vede il detective Sebastian ancora una volta in cerca di risposte, cos’è la Mobius, quali sono i suoi obiettivi,  queste son solo due dei molti interrogativi che affliggono la sua mente. Come se non bastassero i mille interrogativi a logorare l’anima del detective, quest’ultimo dovrà fare anche i conti con il trauma di aver perso la figlia in un terribile incendio. Insomma anche in  questo caso, le premesse per una storia introspettiva e tesissima degna del miglior thriller psicologico ci sono tutte. Da quanto abbiamo visto durante la presentazione, le premesse per un ottimo seguito ci sono tutte, preparate le armi e il giubotto, perchè ad ottobre si torna a investigare.

L’articolo The Evil Within 2 – Anteprima è estratto da GamesVillage.it.

Assassin's Creed Origins

Il game director Ashraf Ismail ha dichiarato che Assassin’s Creed: Origins sarà rilasciato privo di una qualsivoglia forma o modalità multiplayer online. La conferma è arrivata, per certi versi prevedibile, durante un episodio di E3 Coliseum pubblicato su Youtube.

L’arcinoto franchise di assassini non ha da tempo una modalità online: infatti, l’ultimo episodio ad avere possibilità di gioco multiplayer in rete è stato Assassin’s Creed: Black Flag. Tuttavia, Ismail ha confermato che in Assassin’s Creed Origins ci saranno c delle feature online, di cui però non ha divulgato dettagli in particolare.

Vi ricordiamo che il titolo uscirà il prossimo 27 ottobre su PC, Xbox One e PlayStation 4, con supporto per PS4 Pro e Xbox One X.

L’articolo Assassin’s Creed: Origins sarà sprovvisto di una modalità multiplayer online è estratto da GamesVillage.it.

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