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Informatica

Roma – Il Wwf e' soddisfatto rispetto alla rapida approvazione da parte del Parlamento della ratifica dell'Accordo di Parigi sul Clima, atto che permettera' all'Italia di avere le carte in regola alla prima riunione sull'Accordo nell'ambito della imminente COP22 di Marrakesh. "Anche se non sappiamo se formalmente si sia stati in tempo – si legge in una nota del Wwf – nella sostanza apprezziamo lo sforzo compiuto nel mantenere tempi rapidi. Dal prossimo 4 novembre, con l'entrata in vigore effettiva dell'Accordo, non si apre un periodo di celebrazioni, bensi' comincia una fase di duro lavoro per tutti". L'organizzazione ambientalista tiene a precisare che "la decarbonizzazione e' una necessita' che proprio nello spirito dell'Accordo di Parigi deve vedere i singoli paesi protagonisti. Ci aspettiamo dunque che da domani il Governo e il Parlamento inizino a lavorare su una strategia di decarbonizzazione con tappe immediate per eliminare i combustibili fossili dalla nostra economia in modo da contribuire a limitare il riscaldamento globale entro 1,5 C? e nello stesso tempo cogliere le opportunita' ed entrare nella nuova Eta' del Sole". (AGI).

Roma – Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che recepisce la direttiva (UE) 2015/565 della Commissione dell'8 aprile 2015 che modifica la direttiva 2006/86/CE per quanto riguarda determinate prescrizioni tecniche relative alla codifica di tessuti e cellule umani. Nello specifico, si legge sempre nella nota diffusa da Palazzo Chigi al termine del Cdm, il provvedimento e' finalizzato ad assicurare, in modo uniforme nell'Unione europea, la rintracciabilita' dei tessuti e delle cellule umani utilizzati per l'applicazione sull'uomo (compresi quelli importati da Paesi terzi), nel percorso dal donatore al ricevente e viceversa, attraverso la codifica dei tessuti e delle cellule mediante l'applicazione del Codice unico europeo. Il recepimento della direttiva consente anche la utilizzabilita' delle cellule e dei tessuti umani in tutto il territorio dell'Unione, compresa la circolazione all'interno dell'Italia. (AGI)

(AGI) – Torino, 27 ott. – E’ stato grazie a un tempestivo quanto delicato intervento al cuore che un neonato e’ stato salvato appena dopo la nascita a Torino, alla Citta’ della Salute. Il bambino, affetto da una rara malattia congenita che non gli avrebbe permesso di sopravvivere: una stenosi serrata, ovvero restringimento, della valvola polmonare che non gli avrebbe permesso di vivere. Proprio lo stesso problema, anche se in forma meno grave, lo aveva avuto fin dalla nascita la mamma del bambino, che era stata operata all’eta’ di otto mesi (ora ha 33 anni) all’ospedale Regina Margherita. La mamma ha scoperto al quinto mese di gravidanza il problema di suo figlio con un’ecocardiografia fetale.
Il parto spontaneo e’ avvenuto presso la Ginecologia universitaria, diretta da Tullia Todros. Appena venuto alla luce il neonato e’ stato portato in sala di emodinamica, dove Gabriella Agnoletti (Direttore della Cardiologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Citta’ della Salute di Torino) ha effettuato una valvuloplastica polmonare percutanea. Con un intervento non invasivo ha riaperto con un palloncino la valvola polmonare chiusa. Ora il piccolo sta bene, andra’ a casa a breve ed avra’ una vita normale, come la sua mamma. Il successo di tale vicenda e’ stato il frutto della collaborazione di molteplici figure professionali, che hanno seguito la donna cardiopatica durante tutta la delicata gravidanza. Infatti, anche l’indicazione a parto spontaneo e’ stata possibile perche’ in un centro all’avanguardia come quello dell’ospedale Sant’Anna di Torino lavora un team multidisciplinare composto da cardiologi (Roberto Bordese e Nicolo’ Montali), internisti (Valentina Donvito) e ginecologi (Francesca Maria Comoglio) con la costante collaborazione del servizio di Anestesia e Rianimazione, diretto dalla Dott.ssa Evelina Gollo. Gli stessi operatori seguono le pazienti cardiopatiche durante i nove mesi di gravidanza, pianificano il timing e modalita’ del parto e sono parte attiva durante il ricovero e l’espletamento del parto. (AGI)
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(AGI) – Roma, 27 ott. – Il Disegno di legge “Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di Parigi collegato alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, adottato a Parigi il 12 dicembre 2015”, ha ottenuto il via libera definitivo da parte del Senato. Il ddl diventa legge. Il provvedimento prevede la partecipazione dell’Italia alla prima capitalizzazione del ‘Fondo verde per il clima’ con 50 milioni di euro per ogni anno, dal 2016 al 2018. Il Fondo verde per il Clima e’ stato istituito dalla sedicesima Conferenza delle Parti (COP16) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul clima svoltasi a Cancun nel 2010. Si tratta di uno strumento finanziario multilaterale di investimento per progetti a favore dei paesi in via di sviluppo che vogliano ridurre le emissioni e accrescere le proprie capacita’ di adattamento. Gli Stati membri dell’Ue si sono impegnati a fornire quasi la meta’ delle risorse del fondo: 4,7 miliardi di dollari.

Questi i punti essenziali del ddl:

– CONTRIBUTO ITALIANO AL GREEN CLIMATE FUND: Il ministero dell’Ambiente e’ autorizzato ad assicurare la partecipazione italiana, per un importo pari a 50 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2016 al 2018, alla prima capitalizzazione del Green Climate Fund istituito durante la sedicesima sessione della Conferenza delle Parti (COP 16) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Quanto ai ‘Contributi determinati a livello nazionale’, il ddl prevede che gli eventuali oneri finanziari conseguenti ai contributi determinati a livello nazionale saranno autorizzati con appositi provvedimenti normativi, dopo che siano stati definiti a livello europeo.

– COS’E’ E COSA PREVEDE L’ACCORDO DI PARIGI: L’Accordo di Parigi e’ un trattato internazionale sui cambiamenti climatici, giuridicamente vincolante, nell’ambito del quale ogni Parte assumera’ impegni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, a partire dal 2020, o anche prima se l’entrata in vigore lo permettera’. L’Accordo e’ stato formalmente ratificato dal Consiglio Ambiente dell’UE il 4 ottobre scorso, subito dopo aver ottenuto il consenso del Parlamento europeo. Con l’approvazione dell’accordo da parte del Parlamento europeo ed il completamento del processo di ratifica da parte dell’Ue e’ stata raggiunta la soglia fissata (ratifica da parte del 55% delle parti contraenti, rappresentanti il 55% delle emissioni totali), pertanto l’accordo entrera’ in vigore il 5 novembre prossimo.

– PROSSIMA TAPPA MARRAKECH: Il prossimo passo si compira’ a breve, la COP22 infatti si svolgera’ a Marrakech dal 7 al 18 novembre prossimi e sara’ la sede in cui si iniziera’ a discutere su come implementare l’Accordo di Parigi, quali misure adottare, come verificare passo passo il rispetto degli impegni presi e, soprattutto, decidere tempi e modi degli importanti passaggi intermedi. Infatti l’Accordo di Parigi andra’ revisionato in funzione sia degli sforzi del Paesi, sia dei dati piu’ aggiornati sull’andamento del clima.

Come spiega la relazione tecnica che accompagna il ddl, questi sono gli obiettivi principali dell’Accordo:

– L’ACCORDO REGOLA LA MITIGAZIONE E, PER LA PRIMA VOLTA, ANCHE L’ADATTAMENTO E IL SUPPORTO FINANZIARIO PER IL CLIMA:L’obiettivo di lungo termine dell’Accordo per la mitigazione e’ contenere l’aumento della temperatura ben al di sotto dei 2^ C e proseguire l’azione volta a limitare l’aumento di temperatura a 1,5^ C rispetto ai livelli pre-industriali. Saranno inoltre rinforzate le capacita’ di adattamento e la resilienza climatica e i flussi finanziari saranno resi coerenti con un percorso che conduca a uno sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra e resiliente al Clima. Tutte le Parti dovranno comunicare e intraprendere sforzi ambiziosi garantendo una progressione collettiva nel tempo.

– MISURE DI MITIGAZIONE: i Paesi puntano a raggiungere il picco globale delle emissioni quanto prima e a ridurre rapidamente le proprie emissioni al fine di pervenire a un equilibrio tra emissioni e assorbimenti nella seconda parte del secolo. Ogni Paese deve preparare, comunicare e mantenere successivi contributi nazionali di mitigazione, da comunicare al momento della ratifica e ogni cinque anni. I contributi volontari gia’ presentati saranno riconosciuti automaticamente, a meno che il rispettivo Paese decida diversamente. Ogni contributo nazionale deve costituire un avanzamento rispetto agli sforzi precedenti. Inoltre, si definiscono modalita’ per allineare i tempi di attuazione dei contributi di mitigazione. In progressione, i contributi di ogni Paese dovranno coprire tutti i settori dell’economia.

– MECCANISMI DI MERCATO: E’ istituito un meccanismo di mercato quale azione di cooperazione allo scopo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra; alzare gli obiettivi e promuovere lo sviluppo sostenibile nel rispetto dell’integrita’ ambientale. E’ stato stabilito un obiettivo globale per aumentare la capacita’ di adattarsi, aumentare la resilienza e ridurre la vulnerabilita’ ai cambiamenti climatici. Tutti i Paesi devono impegnarsi per attuare i piani e le azioni di adattamento; a tale fine i Paesi in via di sviluppo riceveranno supporto internazionale. Si riconosce l’importanza di evitare, ridurre al minimo e affrontare le perdite e i danni associati ai cambiamenti climatici.

– FINANZA PER IL CLIMA: Uno degli obiettivi fondamentali dell’Accordo e’ ottenere una trasformazione delle economie rendendo, nel lungo periodo, tutti i flussi finanziari compatibili con la traiettoria di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Lo sforzo di mobilitazione delle risorse sara’ globale e verra’ effettuato da parte di tutti i Paesi, con il ruolo di guida dei Paesi sviluppati, e sara’ realizzato mediante una varieta’ di risorse e strumenti finanziari. Inoltre, per quanto riguarda la finanza per il Clima nel periodo antecedente il 2020, l’Accordo richiede la creazione di un chiaro percorso da parte dei Paesi sviluppati per il raggiungimento dell’obiettivo dell’erogazione di 100 miliardi di dollari al 2020, stabilito dagli accordi di Copenhagen del 2009. Per il periodo successivo al 2020, si prevede la prosecuzione degli obblighi collettivi di supporto finanziario da parte dei Paesi sviluppati sul livello di almeno 100 miliardi di dollari all’anno fino all’anno 2025, nonche’ la revisione dell’obiettivo finanziario collettivo entro il 2025, a partire da 100 miliardi di dollari all’anno sulla base delle necessita’ e priorita’ dei Paesi in via di sviluppo.

– SVILUPPO E TRASFERIMENTO TECNOLOGICO: L’Accordo condivide una visione a lungo termine che riconosce l’importanza di rafforzare lo sviluppo e il trasferimento di tecnologie per migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici e ridurre le emissioni di gas a effetto serra attraverso l’istituzione di un nuovo quadro di indirizzo per il meccanismo tecnologico.

– CAPACITY BUILDING, EDUCAZIONE E COINVOLGIMENTO DEL PUBBLICO: E’ stata ribadita l’importanza di rafforzare e proseguire le attivita’ di capacity building per i Paesi in via di sviluppo. Le Parti devono adottare misure per rinforzare l’educazione, la sensibilizzazione, l’accesso alle informazioni e la partecipazione del pubblico riguardo ai cambiamenti climatici.

– TRASPARENZA: L’Accordo stabilisce un quadro migliorato per la trasparenza (monitoraggio, comunicazione e verifica delle emissioni), che richiede ai Paesi di riferire sui loro progressi nell’attuazione dei rispettivi piani di mitigazione, dell’adattamento e del supporto finanziario, da sottoporre a revisione indipendente e valutazione multilaterale. Si riconoscono margini di flessibilita’ per venire incontro alle diverse capacita’ delle Parti dell’Accordo. (AGI)
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(AGI) – Firenze, 27 ott. – Autunno, influenza alle porte. E quest’anno, dicono gli esperti, sara’ piu’ aggressiva. Come ogni anno, anche per la stagione 2016-2017 la Regione Toscana si e’ attrezzata per varare la sua campagna per la vaccinazione antinfluenzale, con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero di anziani e persone a rischio. La campagna e’ stata presentata stamani dall’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi, assieme a Alessio Nastruzzi, segretario regionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) toscana. “Invito tutti gli ultrasessantacinquenni e coloro che appartengono alle categorie a rischio a vaccinarsi contro l’influenza – e’ l’appello dell’assessore Saccardi -, per mettersi al sicuro da possibili complicazioni, che possono diventare fatali, e anche per non appesantire inutilmente il sistema sanitario regionale, intasando ambulatori e ospedali. L’influenza, spesso considerata a torto una banale malattia febbrile, non va assolutamente sottovalutata. A causa di informazioni sbagliate sui vaccini, aumentano le resistenze e i timori per il rischio di effetti collaterali. E’ bene che tutti sappiano – chiarisce l’assessore – che la vaccinazione antinfluenzale e’ efficace e sicura, con effetti collaterali scarsissimi. Mentre la mancata vaccinazione causa un aumento di ricoveri in terapia intensiva, e anche di decessi. Lo abbiamo visto chiaramente quando, due anni fa, a causa di un calo delle vaccinazioni per un allarme legato al ritiro di alcuni lotti di vaccino, abbiamo registrato un’impennata di ricoveri in terapia intensiva e anche un consistente aumento di decessi”. L’Estar (Ente di supporto tecnico amministrativo regionale) ha acquistato quest’anno 723.931 dosi di vaccino antinfluenzale. La distribuzione alle Asl e’ gia’ iniziata da lunedi’ 24 ottobre e andra’ avanti fino al 9 novembre. Al vaccino antinfluenzale si aggiungono 604.000 dosi di colecalciferolo (vitamina D), che verra’ offerto contestualmente alla vaccinazione antinfluenzale. E 53.200 dosi di vaccino per lo pneumococco, che verra’ offerto, sempre gratuitamente, a tutti i nati del 1951 (l’anno scorso era stato offerto ai nati del 1950) e ai soggetti a rischio di tutte le eta’. La spesa complessiva della Regione per vaccini antinfluenzale, antipneumococco e colecalciferolo e’ stata di 4.703.736 euro. (AGI)
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(AGI) – Roma, 27 ott. – Via libera dell’Aula del Senato al ddl di ratifica dell’Accordo di Parigi sul clima. Il ddl diventa legge. L’Accordo di Parigi e’ un trattato internazionale sui cambiamenti climatici, giuridicamente vincolante, nell’ambito del quale ogni parte assumera’ impegni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, a partire dal 2020, o anche prima se l’entrata in vigore lo permettera’. L’Accordo e’ stato formalmente ratificato dal Consiglio Ambiente dell’Ue il 4 ottobre scorso, subito dopo aver ottenuto il consenso del Parlamento europeo. Con l’approvazione dell’accordo da parte del Parlamento europeo ed il completamento del processo di ratifica da parte dell’Ue e’ stata raggiunta la soglia fissata (ratifica da parte del 55% delle parti contraenti, rappresentanti il 55% delle emissioni totali), pertanto l’accordo entrera’ in vigore il 5 novembre prossimo. (AGI) Ser
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(AGI) – Roma, 27 ott. – C’e’ un legame antico e profondo tra Roma e i terremoti nella Val Nerina e sui Sibillini. “Un legame che gli antichi romani conoscevano molto bene tanto che erano soliti piantare delle lance in terra nella Regia Palatina, nel Foro. Se le lance vibravano, sapevano che c’era stato un terremoto sulle montagne”. Lo ha detto all’Agi Mario Tozzi, geologo dell’Igag-Cnr. “Non conosciamo nel dettaglio i percorsi che le onde sismiche prendono nel sottosuolo – ha spiegato Tozzi – ma certo sappiamo che tra quei terremoti e Roma c’e’ un legame particolare testimoniato dalla storia”. Non e’ un caso insomma che ieri sera, dopo le due forti scosse che hanno avuto epicentro a Visso e a Castel Santangelo sul Nera, anche in alcuni quartieri di Roma, le persone siano scese in strada. In termini tecnici, questo fenomeno si chiama “risentimento”.
“Sappiamo – ha riferito il geologo – che gran parte della citta’ di Roma risente dei terremoti Appenninici e questo e’ dovuto a una serie di motivi precisi: primo fra tutti la vicinanza relativa coi luoghi dove di solito avvengono i terremoti, ma anche la composizione del suolo e le strutture geologiche profonde che giocano un ruolo importante nella propagazione delle onde sismiche”. Gran parte della capitale e’ costruita sui sedimenti del Tevere, “e come e’ noto, questi sedimenti tendono ad amplificare le onde sismiche”, ha detto ancora Tozzi. Le scosse si sono sentite molto bene e molto distintamente, al punto che stamattina in molti Comuni dell’Area Metropolitana di Roma e della provincia di Viterbo le scuole sono rimaste chiuse per effettuare dei sopralluoghi. “Ormai i sindaci – ha commentato Tozzi – hanno paura di fare errori e di assumersi responsabilita’. Tu devi conoscere quale e’ lo stato di salute della scuola dove ogni giorno mandi i tuoi figli, lo devi sapere sempre, non puoi chiudere in nome di una emergenza che in realta’ puo’ verificarsi anche domani, o dopodomani, o tra un mese”. (AGI) Red/Rap
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(AGI) – Torino, 27 ott. – Nei giorni scorsi, al bioparco “Zoom”
di Torino, e’ nato, per la prima volta in Italia, un cucciolo
di Gazzella di Mohrr: una specie praticamente estinta in
natura.
La Gazzella di Mohrr, una delle tre sottospecie di Gazzella
Dama, e’, infatti, una specie di cui si contano solo 10/15
esemplari in natura.
Le cause del declino sono attualmente in fase di studio
internazionale, ma si pensa che la caccia intensiva, aggravata
dall’introduzione di mezzi motorizzati, e la conversione del
loro habitat naturale in zone di pascolo bestiame, abbiano
costretto la specie a ritirarsi in zone troppo aride e quindi
poco adatte alla loro sopravvivenza.
A partire dal 1984, grazie al progetto di reintroduzione in
natura svolto dall’EAZA (European Association of Zoos and
Acquaria) la Gazzella di Mohrr e’ stata reinserita in Senegal,
all’interno della Riserva Guembeul, ma dopo un iniziale
incremento, ad oggi non si contano piu’ di 10/15 esemplari.
In Italia il primo parco selezionato per il progetto di conservazione della Gazzella di Mohrr e’ il bioparco ZOOM Torino, che da aprile 2013 ospita quattro esemplari maschi provenienti da parchi zoologici olandesi e tedeschi appartenenti all’EAZA. Nel 2016 sono state inviate al parco dall’EAZA anche 4 femmine per iniziare cos? la riproduzione.(AGI) Chc
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(AGI) – Roma, 27 ott. – C’e’ un legame antico e profondo tra Roma e i terremoti nella Val Nerina e sui Sibillini. “Un legame che gli antichi romani conoscevano molto bene tanto che erano soliti piantare delle lance in terra nella Regia Palatina, nel Foro. Se le lance vibravano, sapevano che c’era stato un terremoto sulle montagne”. Lo ha detto all’Agi Mario Tozzi, geologo dell’Igag-Cnr. “Non conosciamo nel dettaglio i percorsi che le onde sismiche prendono nel sottosuolo – ha spiegato Tozzi – ma certo sappiamo che tra quei terremoti e Roma c’e’ un legame particolare testimoniato dalla storia”. Non e’ un caso insomma che ieri sera, dopo le due forti scosse che hanno avuto epicentro a Visso e a Castel Santangelo sul Nera, anche in alcuni quartieri di Roma, le persone siano scese in strada. In termini tecnici, questo fenomeno si chiama “risentimento”. (AGI) Red/Rap
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(AGI) – Milano, 27 ott. – In Europa si stimano 3 milioni di casi di polmonite l’anno. Nel 2013 sono stati oltre 120.000 i decessi per polmonite. Nello stesso anno, in Italia i decessi per polmonite sono stati oltre 9.000, quasi tre volte quelli per incidenti stradali e venti volte quelli causati dall’influenza. Eppure, la maggioranza delle persone a rischio non si sente tale e non si informa su come prevenire la malattia. E’ quanto emerge dalla ricerca PneuVUE? condotta tra novembre 2015 e febbraio 2016 da Ipsos MORI per conto di Pfizer in 9 Paesi europei tra cui l’Italia, su un campione di 9.000 adulti con almeno 50 anni di eta’. Gli Italiani sembrano essere tra i piu’ informati in Europa: il 95% dichiara di sapere cosa sia la polmonite e il 90% la identifica come una infezione polmonare (totale Europa 88% e 80% rispettivamente). Eppure non c’e’ molta consapevolezza sulla prevenzione, in Italia solo il 5% si vaccina. Il rischio percepito e’ particolarmente basso: un adulto anziano su due (54%) si sente solo leggermente a rischio e solo il 12% di chi ha una malattia polmonare si considera molto a rischio. Inoltre, solo il 36% sa che alcune forme di polmonite possono essere contagiose e una persona su sei (16%) crede che “la polmonite non colpisce le persone sane e in forma”, percentuale maggiore tra gli over 65 e tra i soggetti ad alto rischio. “Spesso negli adulti sani manca la consapevolezza del rischio potenziale di contrarre malattie infettive e vi e’ quindi l’errata percezione di non aver bisogno dei vaccini – commenta Francesco Blasi, Professore ordinario all’Universita’ degli Studi di Milano e Responsabile dell’U.O. di Broncopneumologia presso l’IRCCS Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico Ca’ Granda. “Nella realta’ tutti siamo a rischio di contrarre la polmonite da pneumococco. L’eta’ adulta e’ di per se’ un fattore di rischio per la polmonite, e l’invecchiamento sano e’ il risultato anche, in alcuni casi, di scelte come la vaccinazione, per prevenire non solo l’infezione ma anche condizioni cliniche piu’ serie a livello di complicanze e mortalita’, soprattutto negli anziani.”
In linea con la media europea, il 46% degli intervistati italiani crede che “la polmonite puo’ solo essere curata, ma non prevenuta”. Quasi tutti (91%) sostengono che “mantenersi sani e in forma” sia efficace quanto “non fumare” (91%), il 92% segue “una dieta sana” e il 53% si e’ sottoposto “a tutti i vaccini raccomandati”, dato che in Europa raggiunge il 68%. “Non e’ vero che la polmonite puo’ essere solo curata e non prevenuta, come indica la meta’ degli intervistati. Uno stile di vita corretto, che includa l’attivita’ fisica ed escluda comportamenti dannosi come ad esempio il fumo, e’ senz’altro utile ma non basta. – aggiunge Blasi – La polmonite da pneumococco e’ tuttora una delle principali cause di decesso per malattie infettive. Nel 2013, solo in Italia si sono registrati oltre 9.000 decessi per polmonite, quasi tre volte quelli dovuti a incidenti stradali e venti volte quelli causati dall’influenza.” La consapevolezza sul vaccino e’ molto bassa in Italia: 2 persone su 3 con malattia polmonare e 8 su 10 del gruppo ad alto rischio di contrarre la polmonite non ne conoscono l’esistenza. La maggioranza del campione (86%) ritiene che i vaccini “aiutino a prevenire le malattie infettive” e uno su due dichiara che “vaccinarsi contro la polmonite” e’ una misura di prevenzione efficace. Eppure, solo il 4% degli adulti si e’ vaccinato, percentuale che “sale” al 5% tra soggetti a rischio di contrarre la malattia. Analizzando il percorso dei pazienti dalla consapevolezza sulla malattia fino alla vaccinazione, emerge che solo il 19% di chi e’ a conoscenza del vaccino vi si sottoporra’ effettivamente. “L’unico strumento di prevenzione primaria efficace per evitare l’infezione da pneumococco e prevenire sia lo sviluppo delle malattie sia le complicanze che il batterio puo’ portare, e’ la vaccinazione – osserva Michele Conversano, Past President della S.It.I. Societa’ Italiana di Igiene e Presidente di HappyAgeing – in particolare, con il vaccino coniugato si genera nel sistema immunitario un meccanismo di “allerta” pronto a reagire nel caso di infezione da pneumococco. Negli adulti e’ sufficiente un’unica somministrazione”. (AGI) red/Cre
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