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Informatica

(AGI) – Roma, 24 ott. – Allo sforamento dei limiti di anidride carbonica ha fatto seguito un 2016 che si classifica come l’anno piu’ caldo di sempre a livello mondiale, da 137 anni fa quanto sono iniziate le rilevazioni, con la temperatura media registrata nei primi nove mesi sulla superficie della terra e degli oceani addirittura superiore di 0,89 gradi celsius rispetto alla media del ventesimo secolo. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’allarme dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) sulla concentrazione media di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera che ha raggiunto il traguardo di 400 parti per milione (ppm) nel 2015, sulla base della banca dati del Noaa, il National Climatic Data Centre che rileva le temperature sul pianeta dal 1880. Nella classifica degli anni piu’ caldi a livello mondiale era in testa fino ad ora il 2015 davanti al 2014 e al 2010 che – precisa la Coldiretti – e’ seguito dal 2013, dal 2005 e poi a pari merito dal 1998 e dal 2009 e a seguire il 2012 e poi il 2003, il 2006 e il 2007 a pari merito. Si tratta di una conferma della tendenza al surriscaldamento climatico contro il quale e’ stata firmato il 22 aprile scorso all’Onu lo storico accordo in occasione della giornata della Terra. A preoccupare e’ anche il repentino capovolgersi del tempo con i cambiamenti climatici in atto che in Italia si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi anche con il rapido passaggio dalla siccita’ all’alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate anche da grandine con pesanti effetti sull’agricoltura italiana che negli ultimi dieci anni – continua la Coldiretti – ha subito danni per 14 miliardi di euro a causa delle bizzarrie del tempo. L’agricoltura e’ l’attivita’ economica che piu’ di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma e’ anche il settore piu’ impegnato per contrastarli” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare “si tratta pero’ di una sfida per tutti che puo’ essere vinta solo se si afferma un nuovo modello di sviluppo piu’ attento alla gestione delle risorse naturali nel fare impresa e con stili di vita piu’ attenti all’ambiente nei consumi, a partire dalla tavola.(AGI)
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(AGI/AFP) – Ginevra, 24 ott. – La concentrazione di anitride carbonica nell’atmosfera (CO2) ha raggiunto la soglia simbolica di 400 ppm (parti per milione) su scala mondiale e per un anno intero. Lo riferisce l’Onu in occasione della diffusione del bollettino annuale dell’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) e ricordando che questa soglia era stata gia’ raggiunta in precedenza, ma solo in certi luoghi e in alcuni mesi dell’anno. Il WMO nota che, anche a causa di fenomeni climatici come El Nino e dopo la tendenza al rialzo, che nel 2015 aveva visto un aumento di di 2,2 ppm rispetto al 2014, “le concentrazioni di CO2 resterano al di sopra dei 400 ppm per tutto l’anno, e non scenderanno al di sotto di tale soglia per molte geneazioni a venire”. Inoltre, il capo dell’agenzia dell’Onu con sede a Ginevra, Petteri Taalas, ha esortato a non cadere nell’errore di collegare il fenomeno agli eventi meteorologici. “El Nino e’ scomparso, ma il cambiamento climatico no”, ha avvertito. (AGI)
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(AGI) – Roma, 24 ott. – Si terra’ mercoledi’ alle ore 12, presso la Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama, su iniziativa di Loredana De Petris, capogruppo di Sinistra Italiana e presidente del Misto, con la partecipazione di Grazia Francescato, la conferenza stampa sul tema ‘aree naturali protette: una riforma che non convince’. “Dalla commissione Ambiente del Senato un testo che non delinea un rilancio del ruolo dei parchi per la tutela della biodiversita’ e lo sviluppo sostenibile del Paese, ma rischia di subordinare le aree protette agli interessi localistici”, richiama la nota degli organizzatori. Parteciperanno rappresentanti delle Associazioni Ambientaliste WWF, LIPU, ITALIA NOSTRA e MOUNTAIN WILDERNESS, amministratori di Enti Parco, rappresentanti della comunita’ scientifica e Gruppo dei Trenta. Sono stati invitati: Ambiente e Lavoro, AIIG – Associazione Insegnanti di Geografia, Club Alpino Italiano, Centro Turistico Studentesco, Ente Nazionale Protezione Animali, FAI – Fondo Ambiente Italiano , Greenpeace Italia, Gruppo di Intervento Giuridico, LAV, Legambiente, Marevivo, Pro Natura e Sigea. (AGI)
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(AGI) – Roma, 24 ott. – Sempre piu’ bersagli a disposizione per combattere contro i tumori pediatrici. A scoprirli e a renderli noti alla intera comunita’ scientifica sono stati i ricercatori e i neurochirurghi UOC di Neurochirurgia Infantile del Gemelli e dal Centro di ricerca per terapie individualizzate dei tumori cerebrali pediatrici dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore che li hanno presentati in Giappone, a Kobe – dove e’ in corso il congresso della Societa’ internazionale di Neurochirurgia Pediatrica – e attraverso la pubblicazione di un articolo pubblicato sulla rivista Child’s Nervous System. I tumori cerebrali sono le neoplasie solide piu’ frequenti in eta’ pediatrica e rappresentano una sfida continua in ambito neuroncologico per la loro prevenzione e cura. Uno dei settori piu’ promettenti di ricerca e cura di questi tumori proviene dalla cosiddetta terapia-bersaglio che consiste nel creare delle molecole selettive per ciascun tipo di tumore, ovvero farmaci che agiscano specificatamente sulle cellule tumorali di modo da accrescere l’efficacia della cura e limitare gli effetti collaterali che interessano le cellule sane. I ricercatori della equipe di Neurochirurgia Pediatrica diretta da Massimo Caldarelli, dell’UOC di Oncologia Pediatrica (diretta daRiccardo Riccardi) dell’Istituto di Biochimica (diretto da Massimo Castagnola) in collaborazione con Claudia Desiderio, ricercatrice del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) sono riusciti a identificare diverse proteine specifiche che potranno rivelarsi di grande utilita’. Prima di tutto le ’emorfine’ (in particolare, VV-7 e LVV-7), proteine in grado di sopprimere le cellule tumorali e bloccarne la proliferazione. Sono state riscontrate nel liquor dei tumori della fossa cranica posteriore (soprattutto medulloblastoma e astrocitoma) dopo la rimozione del tumore, mentre la loro produzione risulta spenta quando il tumore e’ ancora in sede. In altri termini, il tumore provvede a bloccare la produzione di emorfine per poter crescere. Gli scienziati stanno adesso cercando la strada per stimolare la produzione di emorfine e bloccare la crescita del tumore. Ma non e’ tutto, i ricercatori dell’Universita’ Cattolica hanno identificato la protimosina alfa1 e le paratimosine: tipiche del medulloblastoma (il tumore cerebrale maligno piu’ frequente nei bambini), sono in grado di stimolare la cellula tumorale e inibirne l’apoptosi (ovvero la morte programmata), favorendo cosi’ la progressione tumorale. L’identificazione di farmaci che abbiamo queste proteine come bersaglio potra’ potenziare notevolmente la cura del medulloblastoma. Un’altra famiglia di proteine protagoniste della ricerca targata Universita’ Cattolica e Policlinico Gemelli sono le timosine-beta che hanno un ruolo analogo alle precedenti ma sono state riscontrate in un tumore diverso, il craniofaringioma. Quest’ultimo, pur essendo una neoplasia biologicamente benigna, e’ uno dei tumori piu’ difficili da trattare in eta’ pediatrica per via dell’alto rischio di recidiva e di deficit visivi ed endocrinologici che il tumore stesso o l’intervento chirurgico possono produrre. La necessita’ di una terapia individualizzata’e’ quindi anche in questo caso molto sentita e la ricerca sempre piu’ vicina a identificare le molecole da aggredire farmacologicamente.”Le principali innovazioni degli ultimi anni in questo campo – scrivono i ricercatori nell’articolo pubblicata dalla rivista Child’s Nervous System sono andate in tre direzioni fondamentali: il miglioramento della pianificazione operatoria con le nuove metodiche di diagnostica radiologica in grado di documentare non solo le strutture cerebrali, ma anche la loro funzione, il miglioramento della localizzazione intraoperatoria del tumore con neuronavigazione, ecografia intraoperatoria e con le metodiche di imaging intraoperatorio (RM e TAC) e, infine, la migliore conoscenza dei meccanismi genetici e molecolari che regolano l’oncogenesi di questi tumori al fine di proporre trattamenti oncologici mirati”. Grazie a queste innovazioni ”la possibilita’ di asportazione chirurgica totale di questi tumori – concludono – e’ aumentata ed e’ diminuito il rischio di deficit postoperatori, con un miglioramento quindi della sopravvivenza e della qualita’ di vita dei pazienti, con la prospettiva di terapie mediche integrate individualizzate”.(AGI)
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(AGI) – Roma, 24 ott. – “Continuiamo a ritenere la copertura vaccinale della nostra popolazione un obiettivo prioritario e una grande conquista di salute pubblica”. Lo scrive il ministro della Salute, Beatrice Lorenzi, in una messaggio alla Federazione Italiana Associazioni e Societa’ scientifiche dell’area pediatrica, da lei ringraziata per aver promosso oggi la ‘Giornata Nazionale delle Vaccinazioni’. “Per questo, insieme ai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza – prosegue Lorenzin – abbiamo voluto la copertura finanziaria del Nuovo Piano Nazionale Vaccini, e con questa legge di stabilita’ abbiamo voluto dare un nuovo, poderoso, segnale destinando al Fondo vaccini oltre 99 milioni per il 2016, mentre per il prossimo triennio sono previsti stanziamenti pari a 127 e 186 milioni di euro”. Il ministro sottolinea che “le risorse destinate ai vaccini rappresentano, come ci ricorda l’Organizzazione Mondiale della Sanita’, un grande investimento in prevenzione, l’intervento di Sanita’ pubblica piu’ importante per l’umanita’ dopo l’acqua potabile. Oggi siamo, per certi aspetti incredibilmente, richiamati a ricordare tutto questo, evidenziare, con la scienza, che i vaccini sono sicurezza, salute”, ribadisce il ministro, che osserva: “Oggi pero’ la scienza, che sta dalla parte dei vaccini, ha un nemico col quale fare i conti ed e’ la disinformazione, la diffusione di falsi studi e false prospettive, che soprattutto sul web trovano terreno fertile tra i meno informati. I pediatri, in questa battaglia, sono in prima linea perche’ sono loro la fonte della prima e corretta informazione”. Lorenzin ricorda poi che “le coperture vaccinali pediatriche nel 2015 confermano un andamento in diminuzione in quasi tutte le Regioni e le Province Autonome. Particolarmente preoccupanti sono i dati per morbillo e rosolia, che hanno perso 5 punti dal 2013 al 2015, passando dal 90,4% all’85,3%. Solo sei Regioni italiane superano la fatidica soglia di sicurezza del 95% per la vaccinazione anti-polio; e cosi’ anche tetano, difterite, epatite B, pertosse e Hib”. (AGI)
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(AGI) – Roma, 24 ott. – “Quando parla una persona che ha un ruolo e una visibilita’ internazionale, questa dovrebbe considerare quali sono i rischi derivanti da affermazioni di quel tipo. Innanzitutto perche’ quelle affermazioni devono essere supportate da prove scientifiche e da studi pubblicati e a me non risulta che ci siano studi che dimostrano quelle tesi, quindi, quelle affermazioni diventano allarme se non allarmismo”. Lo ha detto il direttore scientifico dell’Istituto nazionale malattie infettive ‘Lazzaro Spallanzani’, Giuseppe Ippolito, conversando con i giornalisti in merito alle dichiarazioni del premio Nobel per la medicina, Luc Montagnier, per il quale le vaccinazioni somministrate contemporaneamente ad anti-infiammatori possono provocare “l’insorgenza dell’autismo”. Parlando a margine del convegno ‘La necessita’ di un impegno globale a favore delle coperture vaccinali’, organizzato a Roma dal Coni in occasione della Giornata nazionale delle vaccinazioni, Ippolito ha quindi sottolineato la necessita’ di “fare una rivalutazione completa per i vaccini: abbiamo un’atleta olimpica con la meningite – ha proseguito Ippolito – che fortunatamente ha accettato di diventare testimonial di una campagna per i vaccini”. Ippolito ha inoltre lanciato un appello affinche’ vengano vaccinati anche quegli adolescenti che non lo sono ancora stati: “Chi ha figli adolescenti dovrebbe considerare la necessita’ di vaccinarli nel caso in cui non lo siano mai stati per le diverse patologie”. Infine, alla domanda se c’e’ un’eta’ giusta per i vaccini, Ippolito ha risposto: “No, non c’e’ alcuna eta’ giusta. C’e’ un calendario vaccinale che e’ una sorta di memento che tutti devono seguire”. (AGI)
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(AGI) – Bologna, 24 ott. – “Ritengo che l’unico modo duraturo che noi abbiamo per sconfiggere i problemi ambientali sia quello di diffondere una cultura ambientale”: e’ il pensiero del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, intervenuto questa mattina a Bologna alla quarta edizione del Forum Terra Italia, il programma congressuale promosso da Earth Day Italia sui temi dello sviluppo sostenibile che quest’anno avra’ come tema “Educare alla custodia del pianeta”. “Dobbiamo diffondere la cultura ambientale – ha spiegato il ministro – tra i giovani che devono avere quelle avvertenze che noi, come generazione, per troppo tempo non abbiamo avuto”. Secondo Galletti, dunque, “insegnare ai giovani che anche nei piccoli gesti quotidiani si puo’ rispettare l’ambiente e portare molti benefici e’ essenziale”. (AGI)
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Roma – Antoni van Leeuwenhoek ha in mano un microscopio e quando lo punta sulla scritta 'Google' le lettere si illuminano di una nuova luce e si animano. Diventano 'animaletti', come lui stesso definì protozoi, spermatozoi e batteri la prima volta che li osservò. Era il 1674. Con il Doodle animato di oggi, Google celebra i 384 anni dalla nascita del naturalista olandese, considerato uno dei padri della mocrobiologia. Antoni van Leeuwenhoek iniziò a interessarsi di ricerche mirco-grafiche intorno ai quarant'anni, quando per osservare muffe e pidocchi si ritrovò a progettare microscopi con lenti più potenti di quelle in circolazione. Il suo genio non restò inosservato al mondo accademico europeo e i suoi strumenti, che in precisione e potenza permettevano un ingrandimento 270 volte superiore a quelli dell'epoca, ne fecero un pioniere dell'osservazione di micro-organismi. Innovative anche le tecniche di osservazione, con l'uso di specchi riflettenti e fonti di illuminazione artificiale come le candele.

Il 'Galileo' della microbiologia
Scrive il web designer di Google Gerben Steenks che lo ha realizzato: "Van Leeuwenhoek "ha visto un intero mondo in una goccia d'acqua". Non a caso nel Doodle animato il ricercatore analizza proprio una goccia d'acqua. Il riferimento e' a un suo studio sull'acqua di un lago olandese inviato alla Royal Society di Londra, in cui individuava "gli 'animaletti' che oggi conosciamo tutti come batteri e altri microbi". Il web designer lo definisce un Galileo della micro-biologia, "un visionario" per la sua capacità di "vedere un mondo nuovo e sorprendente con le sue lenti (da microscopio, ndr.) fai-da-te". Tra i suoi meriti, quello di aver identificato i globuli del sangue e aver analizzato accuratamente la struttura dei tessuti animali e vegetali: a Leeuwenhoek si deve la prima esatta descrizione della struttura lamellare del cristallino. Ma la scoperta per cui è principalmente ricordato e che lo ha reso noto in Europa è quella riguardante gli "animaletti" rilevati in una serie di osservazioni sperimentali condotte sui liquidi piu' diversi. In questo modo sono nate la protozoologia e la batteriologia. Un grande valore storico hanno le lettere indirizzate da Leeuwenhoek alla Royal Society e allo zoologo Constantijn Huygens, che hanno permesso di seguire l'evoluzione di questa appassionata ricerca iniziata ufficialmente nel 1674, con la memoria sui ritrovamenti in acqua dolce, e proseguita ininterrottamente attraverso continui approfondimenti fino alla vigilia della sua morte, avvenuta il 26 agosto 1723. (AGI) 

(AGI) – Perugia, 24 ott. – Una scossa di magnitudo 2.9 e’ stata registrata alle 5.27 in provincia di Perugia, ad una profondita’ di 9 chilometri. Il terremoto ha avuto un epicentro a 5 chilometri da Gubbio e 10 da Pietralunga. (AGI) Mld

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Roma – La sonda Schiaparelli è andata distrutta nell'impatto su Marte, avvenuto a una velocità di 300 chilometri orari. La conferma arriva dal centro di comando della missione Esa a Darmstadt, in Germania. Dalle foto scattate dalla sonda Mro (Mars Reconnaissance Orbiter), è stato possibile individuare i rottami  del lander della missione ExoMars nell'area su cui si sarebbe dovuto posare e tentare una prima ricostruzione dell'accaduto. 

L'Agenzia spaziale europea stima che la sonda abbia raggiunto una velocità di 300 chilometri orari mentre cadeva su Marte da un'altezza fra i due e i quattro chilometri. E' possibile che il lander sia esploso nell'impatto, dato che i serbatoi erano ancora pieni. Entrata nell'atmosfera marziana alle 14.42 del 19 ottobre, la sonda Schiaparelli aveva smesso di inviare segnali un minuto prima dell'ammartaggio. Nel'immagine della Nasa, con una risoluzione di 6 metri per pixel, si notano due nuovi elementi scuri sulla superficie marziana rispetto alla stessa immagine scattata nel maggio scorso. Uno di questi è luminoso e potrebbe essere associabile come diametro al paracadute di due metri utilizzato nella fase di discesa del modulo. L'altra macchia scura, sfumata di 15 metri per 40, si trova a un chilometro dal paracadute epotrebbe essere il rottame del modulo, scaraventato via dal violento impatto. 

I rottami della sonda Schiaparelli su Marte – Foto

Sulle cause dello schianto del lander su Martesi fa largo l'ipotesi che Schiparelli sia stata tradita dal computer che "ha impartito ordini in maniera errata agli strumenti". "Le ultime letture dei dati ci indicano che dopo lo spegnimento dei razzi c'è stato un assorbimento di potenza compatibile con l'accensione di Dreams, la piccola stazione meteorologica che si sarebbe dovuta avviare dopo l'atterraggio sul suolo marziano", ha spiegato Barbara Negri, responsabile dell'esplorazione e dell'osservazione dell'Universo dell'Agenzia Spaziale Italiana

 

Insomma, a far precipitare la sonda Schiaparelli sarebbe stato il sistema di bordo che avrebbe interpretato in modo errato la distanza dal suolo, spegnendo i sistemi che avrebbero dovuto accompagnare una discesa morbida sul pianeta rosso.

Ecco perché la sonda si chiama Schiaparelli

A mano a mano che i dati cominciano a essere letti e interpretati, cominciano a definirsi meglio i contorni dell'avventura di Schiaparelli su Marte. Anche il bilancio di questa missione sembra essere meno negativo. I tecnici dell'Agenzia Spaziale Europea a Darmstadt e quelli dell'Agenzia Spaziale Italiana a Roma stanno passando al setaccio gli oltre 600 megabytes di dati che la sonda, nel suo volo verso il suolo marziano, è riusciata a inviare sulla Terra.

"Il team ha lavorato per 18 ore di fila", ha raccontato all'Agi Enrico Flamini, coordinatore scientifico di Asi, al suo rientro a Roma da Parigi. Diciotto ore di lavoro frenetico che hanno permesso di estrarre e di leggere informazioni preziosissimecifrenumericodici che raccontano nel dettaglio l'evoluzione della traiettoria e la sequenza di accensione dei diversi strumenti e componenti di bordo, dai due scudi termici (anteriore e posteriore) al paracadute supersonico, ai sistemi di sganciamento, ai tanto discussi retrorazzi, che pure hanno funzionato perfettamente perché si sono accesi e spenti simultaneamente come da programma. "Siamo riusciti – ha spiegato Flamini – a capire dove è stato il problema. Ora dobbiamo capire cosa lo ha generato".

L'ERRORE FATALE PER IL LANDER

Qualcosa ha ingannato il sistema e gli ha fatto credere che il lander si trovasse a fine corsa, quando invece era ancora a un minuto dall'arrivo su Marte. "Si è trattato di un errore fatale", ha commentato Negri, "un errore che ora dobbiamo identificare e analizzare con accuratezza. Dobbiamo capire cosa non ha funzionato, se si tratta di un problema di software, un bug, o di un mancato invio dei dati da parte dei sensori di bordo. Per ragioni di ingegneria di sistema", ha sottolineato Negri, "escluderei che si tratti di un guasto all'altimetro. Forse l'errore è altrove, di certo nei prossimi giorni lo scopriremo".

L'ASI, "PARLARE DI FALLIMENTO E' FUORI LUOGO"

Aver messo a fuoco il problema aiuta a definire meglio il bilancio dell'intera missione. "A questo punto", ha affermato Negri, "parlare di fallimento è davvero fuori luogo. Io direi il contrario piuttosto. Schiaparelli nasce come un dimostratore. Lo abbiamo concepito proprio per studiare le difficoltà che incontreremo nel 2020 quando dovremo inviare su Marte un rover", capace di muoversi e dotato di strumenti per penetrare e analizzare il suolo. "Credo che ci abbia indicato con assoluta evidenza cosa sappiamo fare e cosa dobbiamo imparare a fare per riuscire a portare a termine la prossima missione". Sicuramente tra le cose che i tecnici di Asi e di Esa sanno di saper fare, c'è l'allestimento degli strumenti, la scelta dei materiali, delle tecnologie che hanno permesso a Schiaparelli di arrivare fino all'ultimo minuto. Da rivedere c'è invece tutto il sistema di guida, incluso il sistema di bordo che è andato in tilt e ha comandato lo spegnimento dei retrorazzi. "Quello che vorrei che si comprendesse è che noi scienziati abbiamo assoluta necessità di confrontarci con questo tipo di missioni, perché è facendo che si impara, che si mettono a punto le soluzioni, le procedure e le tecnologie".

LA SFIDA DEL 2020

All'orizzonte c'è la prossima sfida dell'Asi e dell'Esa su Marte nel 2020. "Sono convinta che dopo questa missione, possiamo aspettare la sfida della prossima missione su Marte con maggior fiducia e determinazione. La corsa su Marte è iniziata. Nel prossimo decennio sono in programma diverse missioni, per non parlare degli Stati Uniti che hanno dichiarato di voler andare con degli astronauti su Marte nel 2030. Essere presenti come Europa sarà importantissimo", ha concluso Negri. (AGI)