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Informatica

Moderne navi fantasma potrebbero solcare i mari entro il prossimo decennio. Giganti da decine di migliaia di tonnellate che si muovono da soli, senza che a condurli ci sia un capitano o un equipaggio. È la sfida raccolta da diverse compagnie marittime giapponesi che, insieme, hanno deciso di investire centinaia di milioni di dollari per creare navi cargo gestite dall’intelligenza artificiale. Come riporta il Guardian, l’obiettivo è ridurre al massimo gli incidenti in mare facendosi aiutare dalla tecnologia per rimuovere il fattore dell’errore umano.

Navi ‘intelligenti’ per ridurre gli incidenti

Dopo i droni commerciali e le auto senza pilota, le navi cargo sono la naturale prosecuzione. Connettendo una serie di dispositivi della nave a Internet per ottenere dati come le condizioni meteo e altre informazioni, si punta a far muovere le navi cargo lungo le rotte più brevi, più efficienti e anche più sicure. Inoltre, le navi ‘intelligenti’ individuerebbero malfunzionamenti e altri problemi, in modo da evitare incidenti.  
 
Il progetto, scrive il Nikkei, vede coinvolte Mitsui OSK Lines, Nippon Yusen e altre compagnie marittime, così come aziende costruttrici, in un investimento collettivo da centinaia di milioni di dollari per realizzare fino a 250 navi controllate da remoto entro il 2025.
 
Il commercio marittimo mondiale vive da alcuni anni una profonda crisi, con un’economia che va a rilento, il calo del prezzo del petrolio cui si unisce un gigantismo che non riesce più a sostenere in tempi di vacche magre.

Il progetto della Rolls-Royce e i traghetti elettrici norvegesi

Tra i primi a parlarne era stata la Rolls-Royce, che nel giugno 2016 aveva annunciato di essere impegnata in un progetto per navi senza pilota. Per Oskar Levander, vice presidente dell’Innovazione marina “sta succedendo, non è questione di se, ma di quando. Le tecnologie necessarie perché navi autonome diventino realtà esiste”. Un cargo controllato da remoto vedrà la luce già “entro la fine del decennio”, aveva assicurato, mentre per una nave senza pilota bisognerà attendere il 2035.
 
E anche il Vecchio Continente non resta a guardare. La Norvegia nel 2015 ha ‘battezzato’ Ampère, il primo traghetto elettrico al 100%, che fa la spola tra le città di Lavik e Oppedal 34 volte al giorno ad una velocità di 10 nodi, con 360 passeggeri e 120 veicoli a bordo.
 
E sempre un’azienda norvegese, la Yara International, ha lanciato pochi giorni fa, insieme al gruppo industriale Kongsberg, un progetto per realizzare un cargo elettrico autonomo che trasporti fertilizzanti tra tre porti nel sud del Paese scandinavo. Inizialmente gestita da un equipaggio, la nave sarà operata da remoto nel 2019 per arrivare alla completa indipendenza l’anno successivo.
 
E non poteva mancare l’industria militare: già l’anno scorso la marina americana ha inaugurato una nave da guerra sperimentale, la Sea Hunter, senza comandante né equipaggio, in grado di restare per mare per due/tre mesi per individuare sottomarini nemici.

Un progetto pilota dedicato alla media innovation che punta a scoprire quali siano le competenze che permettono di superare la crisi. Secondo lo studio #Media4EU – presentato oggi presso la FIEG, con la collaborazione di Media Duemila – i giovani giornalisti, esperti di marketing e social media manager, ma anche e soprattutto i profili che comprendono tutte le competenze di queste diverse professionalità, sono le carte vincenti.

La stampa tradizionale ha risposto alla globalizzazione con un approccio troppo localista. I media, secondo la ricerca, si sono ristretti nel mercato locale; ecco perché dalla cooperazione europea possono nascere invece nuove prospettive di crescita. Le risposte al cambiamento riguardano soprattutto il modello di business, che non è più legato alla pubblicità, ma anche all’organizzazione di eventi e a partnership inedite: unico modo per finanziare il giornalismo di qualità. Incertezze evidenti esistono su un eventuale coinvolgimento dell’Unione Europea quale attore per sostenere il cammino dei media e portarli fuori dalla crisi. Le soluzioni comprendono strategie per i media che affrontano la concorrenza di Google, Apple, Facebook, Amazon (GAFA), quali la cooperazione transfrontaliera. La novità anche nel parallelismo fra la crisi dell’Unione Europea e quella dei media.

Christophe Leclercq, presidente e fondatore di EurActiv, ha illustrato le finalità del lavoro che lo ha portato in giro per tutta l’Europa al fine di raccogliere pareri di esperti di più di 30 media di 6 differenti nazioni. Il risultato della ricerca è stato commentato da  Fabrizio Carotti (FIEG), Giampiero Gramaglia (IAI), Giacomo Mazzone (Eurovisioni), Stefano Polli (ANSA), Giampaolo Roidi (Agi), Eugenio Fatigante (Avvenire).

Carotti, nell’esprimere il punto di vista della Fieg, che rappresenta la quasi totalità della stampa quotidiana e periodica, ha ricordato come il tema delle risorse (-50% di ricavi complessivi negli ultimi dieci anni) sia il punto-chiave per capire in che direzione deve andare l’evoluzione del settore.

"Un settore che – ha ricordato infatti Carotti – vede  l’intervento di attori che utilizzano l’informazione per realizzare profitti. Le risorse sono necessarie per fare gli investimenti per l’adeguamento tecnologico e per continuare a garantire una informazione qualificata, credibile e affidabile, quella assicurata dai brand di qualità. E l’erosione delle risorse passa anche per l’azione dei grandi player del digitale, che raccolgono pubblicità online per più del doppio di quanto riesca a fare l’editoria quotidiana e periodica nel suo complesso, anche utilizzando dati degli utenti di terzi. Anche per questo – ha annunciato – la Fieg ha collaborato con altre Associazioni alla realizzazione di un Libro Bianco che chiederà, tra l’altro, a tutti i protagonisti del mercato digitale di garantire trasparenza nelle regole, negli utilizzi e nei risultati".

Una collaborazione, al di là di questi aspetti regolatori, va però senz’altro cercata – ha detto Carotti – e infatti la Fieg ha concluso un accordo strategico con Google basato proprio sulla condivisione di know how, dell’utilizzo dei dati degli utenti, del riconoscimento del diritto d’autore per i contenuti giornalistici. "Non sono battaglie di retroguardia, ma sono azioni necessarie per il riconoscimento  del valore del prodotto-giornale.  E’ poi fondamentale interrogarsi sull’evoluzione del ruolo e della funzione del giornalismo (o dei giornalismi) oggi. Le regole stesse devono essere adeguate ad un mondo che è cambiato e continua a cambiare. Se è vero come qualcuno ha detto che il giornalista si preoccupa della notizia, ma non si preoccupa di venderla, oggi è invece necessaria una stretta integrazione e cooperazione tra la parte creativa e quella commerciale dell’editoria giornalistica al fine di garantire e riaffermare l’insostituibile ruolo, anche per i valori stessi della democrazia,  di una informazione di qualità, affidabile e credibile".

Lo studio nasce dalla cooperazione fra la Fondazione EurActiv e l’Università “Libre de Bruxelles” e propone anche una visione europea su fake news, populismo, modelli di business e Digital Single Market.

Una certezza però dallo studio esce: i media tradizionali devono cambiare radicalmente in modo da competere con le piattaforme social. Solo in questo modo saranno capaci di opporsi alla propaganda populista.

È possibile scaricare il dossier completo dal sito www.media2000.it

Per maggiori informazioni redazione@mediaduemila.com

Per il terzo anno consecutivo li Wwworkers, la community italiana dei lavoratori digitali fondata nel 2010 da Giampaolo Colletti, si è riunita alla Camera dei deputati per raccontare le opportunità offerte da internet al futuro del lavoro. In occasione dell’incontro hanno presentato “Worktrends: La via italiana al futuro del lavoro”, un report che individua le 12 principali aree interessate dalla rivoluzione digitale. 

 

Opportunità raccontate da 25 imprenditori che hanno spiegato all’intergruppo parlamentare Innovazione le loro storie e come sono riusciti a scalare i propri mercati di riferimento trasformando business tradizionali grazie al digitale. Nuovi scenari e possibilità generati da un mondo del lavoro che sta cambiando pelle, contaminandosi con il digitale, e accelerando evoluzioni grazie alle nuove tecnologie. Permettendo a piccoli brand di entrare in un mercato molto più grande di quello locale e competere nello stesso campo delle grandi multinazionali. 

Si scrive Oso, si legge Ogni Sport Oltre. E' la prima comunità digitale, pensata da Fondazione Vodafone, che avvicina le persone con disabilità allo sport per superare le barriere, condividere e mettere in contatto tutti gli amanti dello sport veicolando un modello inclusivo di partecipazione, perché lo sport sia davvero un'opportunità per tutti.

 

Una piazza virtuale dove condividere informazioni e passioni

Una piazza virtuale suddivisa in sezioni con una parte informativa di news, approfondimenti e storie, una sezione di geolocalizzazione delle strutture accessibili filtrati per sport e tipologia di disabilità cui si rivolgono, una community in cui condividere le proprie esperienze, leggere le testimonianze e cercare professionisti e tecnici che possano supportare la propria preparazione, una sezione dedicata ai progetti delle associazioni che lavorano sul territorio, e un mercatino del nuovo e dell'usato in cui scambiare e acquistare attrezzature e ausili per la pratica sportiva.

Una comunity per atleti, trainer e famiglie

Oso – Ogni Sport Oltre è la prima piattaforma digitale che mette in rete tutte le informazioni utili a chi vuole praticare sport in Italia e mira a creare una comunità di utenti fra persone con disabilità, le famiglie, gli istruttori e i professionisti sportivi e tutti coloro che sono appassionati di sport,. L’obiettivo di Fondazione Vodafone è quello di aumentare in modo significativo il numero delle persone con disabilità che praticano una disciplina sportiva, creando uno strumento pratico, digitale e fruibile per mettere a sistema tutte le realtà che si occupano di sport e disabilità attraverso la piattaforma ognisportoltre.it e la App Oso, disponibile per Android e iOS.

La presentazione di OSO – Ogni Sport Oltre si è tenuta oggi a Roma, nella Sala della Scherma del CONI, alla presenza del Presidente CONI Giovanni Malagò, del Presidente del CIP Luca Pancalli, dell’Amministratore delegato di Vodafone Italia Aldo Bisio, e del Presidente di Fondazione Vodafone Italia Enrico Resmini. Sono intervenuti per dare la loro testimonianza gli atleti paralimpici Alex Zanardi, già Presidente di Fondazione Vodafone Italia, e Bebe Vio.

 

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L'obiettivo che sta dietro a questo progetto è "essere inclusivi" e "dare la possibilità a tutti di accedere allo sport", ha spiegato Aldo Bisio, amministratore delegato di Vodafone Italia durante la presentazione.  "Chi vuole fare sport e ha una disabilità incontra oggi diverse barriere, di tipo economico, perché fare sport costa, costa comprare ausili, attrezzare palestre, addestrare i coach. La seconda è di tipo emotivo, perché bisogna rimettersi in gioco e a volte c'è timore. La terza è che bisogna orientarsi in questo campo, ma trovare la strada giusta e le informazioni spesso non è facile . Per ridurre queste barriere abbiamo pensato di utilizzare le possibilità offerte dalle nuove tecnologie", ha spiegato Enrico Resmini, presidente della Fondazione Vodafone Italia.

Luca Pancalli: "Lo sport è un diritto" 

Non potendo partecipare all'evento, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha inviato un video messaggio nel quale ha ringraziato tutti gli atleti disabili "per la grande gioia di vita e la forza" che dimostrano nella loro passione, a dimostrazione del fatto che "lo sport è una lezione di vita per tutti noi e ci insegna ad affrontare le sfide quotidiane". Per il presidente del Comitato Paralimpico, Luca Pancalli, "lo sport non è solo uno strumento, ma soprattutto è un diritto" del quale tutti devono poter beneficiare. 

Una piattaforma che apre le porte al crowdfounding

La piattaforma Oso ospita già circa 40 progetti nazionali e locali selezionati attraverso il bando da 1,9 milioni di euro (concluso a maggio 2017) ed è aperta a tutte le associazioni che vogliono far conoscere il proprio progetto consentendo di accedere a una raccolta fondi da parte degli utenti della community. Il crowdfunding è supportato da Eppela.

Premiati gli 11 progetti nazionali vincitori

Durante la presentazione della piattaforma sono stati anche premiati gli 11 progetti nazionali vincitori del bando:

  • Lo Sport e non solo dell’A.S.D. Onlus Sa.Spo,
  • Con il BASS lo snowboard è per tutti di Antenne Handicap Vda Onlus,
  • Baskin: la terza via di Associazione Baskin,
  • Insuperiamoci 2017/2018 dell’A.S.D. Total Sport,
  • Sportability Italy della Cooperativa Sociale Download – Albergo Etico Onlus,
  • Rowing for All della Federazione Italiana Canottaggio,
  • Campionato Regionale Interscolastico di Calcio Balilla integrato della Federazione paralimpica italiana Calcio Balilla,
  • Tuffiamoci della Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale,
  • Summer Camp AITA di Progetto AITA Onlus,
  • Saling for All di Spazio Vita Niguarda Cooperativa Sociale Onlus
  • Poseidon 2.0 di vEyes Onlus.

Ha solo 30 anni – compiuti appena qualche giorno fa – ma Cristian Salvatore, ricercatore brianzolo del Cnr, ha già in mano la chiave per rallentare l'Alzheimer: un algoritmo da lui sviluppato che riesce a garantire una diagnosi precoce.

Un'idea da premiare

La sua intuizione ha conquistato le Fondazioni Accenture, Enrico Mattei e Feltrinelli, che hanno premiato il suo progetto, insieme a quelli di altri 18 under 30, nell'ambito del concorso 'Youth in Action for Sustainable Development Goals'. Scopo dell'iniziativa, permettere ai giovani di acquisire nuove competenze rivolte al raggiungimento degli "Obiettivi di Sviluppo Sostenibile" e di svilupparle all’interno di grandi aziende e realtà appartenenti al mondo del non profit. Come quella della Fondazione Bracco, dove Salvatore vedrà crescere la sua 'creatura'.

Prima del concorso, del ricercatore del Cnr, che non ci pensa proprio a fuggire dall'Italia, si era accorta la rivista Forbes che lo aveva inserito tra i 30 under 30 più influenti d'Europa nel campo della scienza e della salute.

Ma in cosa consiste il progetto?

TRACE4AD (The Radiologist's Cognitive Eyes for Alzheimer Deasease) è l'intelligenza artificiale applicata all'imaging medico. Detto in parole più semplici, "il radiologo si connette, invia l'immagine e in una decina di minuti ottiene il report", spiega Salvatore all'Agi. Questo perché "l'algoritmo da me sviluppato è in grado di apprendere le caratteristiche distintive della patologia dalle immagini del cervello di pazienti per i quali la diagnosi e il decorso sono noti", ha sottolineando il ricercatore illustrando il suo progetto. Queste stesse caratteristiche, poi, vengono utilizzate "per effettuare la diagnosi di un nuovo paziente e predire l'eventuale progressione della malattia".

Un approccio rivoluzionario

Conoscere prima la malattia significa combatterla meglio. "Poiché non esiste una cura, ottenere una diagnosi in anticipo aiuta a rallentare la progressione della malattia, in un momento in cui i danni a livello neurologico ancora sono contenuti. E ciò ha delle ripercussioni positive sulla vita del paziente". Non solo: il nuovo approccio contribuisce anche a perfezionare i clinical trial e i nuovi trattamenti.

I benefici sono anche economici

TRACE4AD non rivoluziona solo l'approccio terapeutico: "Questo metodo consente una forte riduzione dei tempi e costi per diagnosi e predizione di progressione del morbo di Alzheimer, con una forte ricaduta sulla spesa sanitaria e conseguente disponibilità potenzialmente universale e a prezzi accessibili. Nonché una riduzione di tempi e costi sui clinical trial.

Come nasce 

Dopo la laurea in Fisica all'Università Bicocca di Milano, l'Istituto Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del Cnr è diventato la seconda casa di Cristian Salvatore che, tra quelle mura, ha conseguito la magistrale e poi ha continuato con il dottorato. Il tema della diagnostica per l'Alzheimer è arrivato proprio sotto forma di proposta di tesi magistrali. "In quell'occasione ho sviluppato le mie competenze sull'argomento che mi hanno portato fino a qui". Quanto al futuro, Salvatore è concentrato sul suo algoritmo e "sullo sviluppo concreto della piattaforma grazie anche allo stage della Fondazione Bracco".

 

Il gruppo Vodafone dichiara guerra alle fake news e agli hate speech, bloccando la pubblicità su tutti quei siti che diffondono bufale. "La diffusione di fake news e l'istigazione all'odio mettono a rischio il rispetto e la fiducia, che sono alla base del vivere civile", ha dichiarato il Ceo di Vodafone, Vittorio Colao, secondo cui il gruppo "intende promuovere attivamente la diversità e l'inclusione, e considera di fondamentale importanza l'integrità dei processi democratici e delle istituzioni che, spesso, sono il bersaglio di chi diffonde notizie deliberatamente false. Non tollereremo alcun tipo di associazione fra il nostro brand e contenuti offensivi e dannosi".

L'arma a doppio taglio della pubblicità automatica

Vodafone, che spende ogni anno dai 460 agli 850 milioni di euro in pubblicità, si unisce dunque alla schiera di grandi gruppi, come Facebook e Google che sono scesi in campo contro le false notizie con nuovi strumenti basati su algoritmi. Tecniche che, tuttavia, non si sono rivelate efficaci al 100%.  "Gli annunci automatici (basati anche sui gusti e sull'età del consumatore, ndr), sono uno strumento potente, ma che può rivelarsi dannoso quando compare all'interno di un contenuto offensivo", fanno sapere da Vodafone. Il rischio, sottolineano, è quello di "generare profitto per questi siti di fake news e hate speech".

Dalla Blacklist alla Whitelist

Finora il modello utilizzato da Facebook, Google e dalle società di comunicazione era basato su una blacklist di siti. Tuttavia, mentre è "relativamente facile inserire nella lista nera siti porno o di gioco d'azzardo, non è così semplice escludere quelle pagine e i cui contenuti sono in contrasto con i principi del gruppo", ha dichiarato Matt Peacock, direttore corporate affairs di Vodafone. In alcuni casi, non basta un algoritmo, ma è necessario l'intervento "del giudizio umano". Per questo motivo, il gruppo "ha concluso che lo strumento migliore per difendersi da fake news e hate speech è quello della whitelist di siti consentiti", da aggiornare e rivedere continuamente. Un lavoro in cui Vodafone sarà affiancata da Facebook, Google e dalle società di comunicazione che lavorano per il gruppo. Quanto ai consumatori, le nuove regole non si tradurranno in una restrizione di contenuti. 

Il benestare di Facebook

"Accogliamo con entusiasmo le nuove regole di Vodafone", ha dichiarato un portavoce di Facebook. "Lavoreremo a stretto contatto con tutti i nostri partner e le agenzie pubblicitarie per assicurarci che abbiano il totale controllo dei contenuti che appaiono sulla nostra piattaforma". Parallelamente "Rafforzeremo i nostri standard riguardo le politiche contro l'istigazione all'odio e le false notizie". 

 

 

In Italia è nata una piccola holding europea del marketing digitale. Si chiama Comunicatica ed è la fusione di sei società e 4 startup presenti in 3 nazioni europee e 7 città.  Fondata da Jacopo Paoletti, classe 1984, ex manager del marketing per diverse realtà nazionali ed internazionali, è riuscito a riunire nella holding un gruppo di giovani imprenditori, con una visione ed una presenza realmente paneuropea. Dentro ci sono esperti di marketing, sviluppatori, esperti di comunicazione e di informatica. Paoletti è piuttosto noto nell'ambito startup italiano. Ha investito in alcune startup prima di lanciarsi in questa avventura, che con le startup in realtà ha poco a che fare. 

 
Partiamo dal tuo ultimo progetto, Comunicatica: la definite 'un'agenzia liquida', cosa vuol dire?
"Comunicatica è un'agenzia digitale. La nostra missione è aiutare i brand ad esprimere tutto il loro potenziale digitale, dando vita ad esperienze uniche e coinvolgenti, soprattutto online. Avere un modello liquido significa avere la capacità di adattarsi a organizzazioni di qualsiasi settore e dimensione, e calibrare la nostra rete di professionisti per qualsiasi esigenza e budget: possiamo essere piccoli e verticali quando serve, e diventare grandi ed orizzontali per chi ha bisogno di crescere, mantenendo sempre il miglior bilanciamento possibile fra costi e obiettivi".
 
Quindi cosa vi differenzia da una normale agenzia di marketing? 
"Il nostro brand nasce dalla crasi delle parole Comunicazione e Informatica: siamo un mix di marketing, tecnologia, innovazione e creatività: un unico interlocutore, con una decennale esperienza online, in grado di dare risposte a 360° sul digitale: già oggi gestiamo siti web da milioni di accessi e app mobile con milioni di download, con clienti diretti ed indiretti; lavoriamo sia in ambito corporate che in quello startup e abbiamo un approccio digital distruptive verso ogni tipologia di target ed industry". 
 
 
Conosci bene la startup scene italiana, in alcune startup hai anche investito. Eppure la tua prima esperienza da imprenditore hai deciso di farla con quella che non potremmo esattamente definire una startup. Perché? 
"Credo che la startup scene italiana sia ancora una periferia, sia rispetto al mercato europeo (soprattutto francese e tedesco), sia rispetto ai mercati più maturi come USA e UK. I problemi sono molteplici, ma i principali sono sicuramente almeno tre: quello burocratico, quello degli investimenti e quello culturale. Sulla regolamentazione si è fatto molto (penso all'equity crowdfunding o alla defiscalizzazione degli investimenti), ma non è sicuramente abbastanza: in generale sull'impresa lo Stato grava ancora molto in termini fiscali, e le startup come tutte le aziende non sono esenti da questo. Sul fronte degli investimenti in Italia non c'è ancora un vero mercato del capitale di rischio: i venture sono pochi e di piccole dimensioni e le operazioni più interessanti sono ancora in mano ai business angel e per numeri bassissimi se li confrontiamo con quelli internazionali. Ma probabilmente il vero problema è culturale: non c'è una cultura d'impresa diffusa; il "fare impresa" dovrebbe essere insegnato già nelle scuole, e per un retaggio storico l'imprenditore è ancora visto come colui che sfrutta per arricchirsi e non come una fonte di ricchezza sociale da difendere, incentivare e tutelare". 
 
I social raccontano che sei stato molto in giro per l'Europa nell'ultimo anno. A cosa ti è servito?
"Viviamo in un mondo molto più grande ma molto più piccolo, perché connesso. Oggi essere in una città la mattina e la sera in un'altra è normalità. Chattare con uno sviluppatore o con un cliente dall'altra parte del mondo è prassi quotidiana. Così ampliare i nostri confini, sia fisici che mentali, non è più solo una opportunità, ma un'esigenza. Dopo oltre dieci anni come manager nelle direzioni IT e marketing di alcune importanti realtà sia nazionali che internazionali, mi sono trasferito per alcuni mesi a Londra per ritornare a studiare, ma soprattutto per lavorare in un contesto più ampio ed internazionale.
 
E Londra cosa ti ha dato?
"Almeno per me è stato indispensabile per capire dove siamo, ma soprattutto per delineare gli scenari futuri. Io l'ho fatto relativamente tardi, a 33 anni, con già una carriera professionale alle spalle e magari qualche risultato in tasca, ma credo che chiunque oggi, soprattutto in un mercato del lavoro competitivo come il nostro, non può pensare di coltivare rendite di posizione di alcun tipo. Dobbiamo essere disposti a ridiscutere ogni giorno ciò che siamo ed i nostri modelli, perché il cambiamento tecnologico che stiamo vivendo sta correndo più veloce di quello culturale e sociale, e non aspetterà nessuno. Vedo 20enni straordinari che bussano alla porta, ed è evidente che il ricambio generazionale si sta facendo più stretto se a trentanni sei già un senior che deve essere disposto a passare il testimone per imparare cose nuove dai giovanissimi, ed essere capace a trasferire alle nuove leve la tua esperienza sul campo".
 
Comunicatica nasce che ha già un respiro 'europeo'. Quanto è importante per voi? 
"Siamo una holding con 6 società partner (la creative agency bellunese Patrick David, la software factory italo-albanese Bit2Be, la digital agency milanese Syncronika, la web agency napoletana Creact e la mobile agency londinese Mobixee) e 4 startup partecipate (la prima startup tutta italiana nel food delivery Moovenda, la prima soluzione chatbot in ambito CRM che unisce Intelligenza Artificale e Umana Userbot, il marketplace sull’educazione Classup, e la piattaforma di influencer marketing per instagramer Shambles); siamo presenti in 3 Paesi europei e in 7 città, di cui 5 italiane. Il nostro board è composto da 8 membri, di cui 6 partner, con oltre 50 collaboratori da tutta Europa, e più di 30 solo in Italia. Lavoriamo in smart working da nazioni e città diverse, come se fossimo tutti nella stessa sede. Ma di sedi ne abbiamo 7, di cui 5 in Italia. La differenziazione geografica ci garantisce una forte capillarità territoriale e una continua e proficua contaminazione culturale, che è fonte di arricchimento per tutto il nostro team e soprattutto per i nostri clienti. Ci permette di "pensare glocal, facendo global", cioè di presidiare i territori e mantenere i loro valori e allo stesso tempo avere un respiro e una connotazione realmente internazionale.
 
 Il focus, per ora, è molto legato all'Italia. C'è una ragione specifica? Avete individuato in Italia un'esigenza più forte di un business come il vostro? 
"In Italia non mancano le idee, ma troppo spesso mancano risorse e competenze per concretizzarle. Ma in un senso ideale la vera America oggi è qui. Le nostre aziende di ogni settore sono travolte dalla trasformazione digitale, ma nella maggior parte dei casi non hanno nemmeno le capacità interne per tracciare il proprio percorso futuro. Inoltre nel digitale italiano ci sono molti player che si autoproclamano esperti, ma troppo spesso senza alcuna base ed expertise. In questo scenario ci sono praterie immense e lo spazio di mercato è pressoché infinito".

Sono 19 le idee progettuali vincitrici di 'Youth in Action for Sustainable Development Goals' il concorso che permetterà ai giovani under 30 di acquisire nuove competenze nell’ambito della sostenibilità e di svilupparle all’interno di grandi aziende e realtà appartenenti al mondo del non profit.

La premiazione in diretta

</p> <p> </p> <p>“Io credo che ce la possiamo fare, nonostante il cinismo, il buio, la confusione e le politiche inadeguate. Il messaggio più importante che voglio dare è che le idee contano. Possono influenzare la politica molto di più di quanto non si aspettano i cinici più incalliti” – queste le parole dell'economista Jeffrey D. Sachs, professore alla Columbia University di New York, Senior Advisor alle Nazioni Unite e direttore di SDSN Sustainable Development Solutions Network.</p> <p>Un pensiero, quello di Sachs, che si sposa con gli obiettivi del concorso <strong>Youth in Action for SDGs </strong>promosso sulla piattaforma digitale <strong>ideaTRE60 </strong>da <strong>Fondazione Italiana Accenture</strong>, <strong>Fondazione Eni Enrico Mattei </strong>e <strong>Fondazione </strong><strong>Giangiacomo Feltrinelli </strong>con il supporto di ASviS, SDSN Youth, AIESEC, RUS (Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile) e Fondazione Collegio delle Università Milanesi.</p> <p>Il concorso rivolto ai giovani under 30 ha <strong>premiato le migliori idee progettuali capaci di favorire il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) in Italia </strong>e ha visto il coinvolgimento di studenti provenienti da quasi tutti gli atenei italiani ma anche esteri. <strong>180 le idee arrivate</strong> in totale di cui <strong>93 ammesse alla fase final</strong>e. Numeri che evidenziano un interesse sempre maggiore verso i temi contenuti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.</p> <p>Le tre fondazioni hanno messo a disposizione di tutti i partecipanti un percorso formativo suddiviso in 4 moduli in modalità <strong>e-learning </strong>sui temi: “Getting to Know the Sustainable Development Goals”, “Business & the SDGs”, “Come costruire un Elevator Pitch efficace”, “Come costruire un Business Plan efficace”. Inoltre i 40 finalisti hanno partecipato al <strong>workshop formativo </strong>finalizzato al perfezionamento della propria idea progettuale<em>. </em></p> <p><strong>A ciascuno dei vincitori è offerto uno stage retribuito (dai 3 ai 6 mesi) messo a disposizione da Promotori</strong> (FEEM, FGF, FIA) e Partner dell’iniziativa: Accenture, Autogrill, A2A, Croce Rossa Italiana, Eataly, Fondazione Acra, Fondazione Bracco, Fondazione Milano Expo 2015, Microsoft, MM, Techsoup Italia, UBI Banca, Unicredit, Unipol, VOX- Osservatorio Italiano sui Diritti e WWF.</p> <h2>I VINCITORI</h2> <p><strong>Accenture</strong> – Beatrice Lamonica, Responsabile Divisione Sustainability Service ha premiato <strong>Daniele VANETTI – progetto: NoPACK</strong></p> <p><strong>Autogrill</strong> – Silvio de Girolamo, Chief CSR&IA Officer ha premiato <strong>Darlain</strong> <strong>EDEME – progetto: COOPERAZIONE</strong></p> <p><strong>A2A</strong> -  Manuela Baudana, Responsabile CSR ha premiato <strong>Gaia</strong> <strong>MUSMECI – progetto: SEA WATCHERS</strong></p> <p><strong>Croce Rossa Italiana</strong> -  Adalberto Pavoni, Programme Coordinator ha premiato <strong>Paula PEREZ BRIONES – progetto: PIATTAFORMA DI PARTECIPAZIONE CIVICA PER GLI SDGs</strong></p> <p><strong>Eataly</strong> – Marina Cappannini, Senior Content Strategist ha premiato <strong>Lorenza</strong> <strong>SGANZETTA – progetto: GPP PER IL PARCO AGRICOLO DI MILANO</strong></p> <p><strong>Fondazione Acra</strong> – Bernardo Notarangelo, Chief Operating Officer ha premiato <strong>Carol MAIONE-progetto: BIOMASS 4Light</strong></p> <p><strong>Fondazione Bracco</strong> – Gaela Bernini, Responsabile Progetti Scientifici e Sociali ha premiato <strong>Christian SALVATORE – progetto: TRACE4AD</strong></p> <p><strong>Fondazione Eni Enrico Mattei</strong> – Isabella Alloisio, Senior Researcher ha premiato <strong>Federico AMATO – progetto: SMART COMMUNITY, EFFICIENT BUILDING!</strong></p> <p><strong>Fondazione Giangiacomo Feltrinelli</strong> – Francesco Grandi, Responsabile Coordinamento Operativo ha premiato <strong>Carola STINCHELLI – progetto: ENVIRONMENTAL EDUCATION CHALLENGE</strong></p> <p><strong>Fondazione Italiana Accenture</strong> – Anna Puccio, Segretario Generale ha premiato <strong>Gaia</strong> <strong>GUADAGNOLI – progetto: BRETMAPS</strong></p> <p><strong>Fondazione Milano Expo 2015</strong> -  Maria Cristina Cedrini, Direttrice ha premiato <strong>Marco BERNASCONI – progetto: HOPES ON HOOPS -D U 4 CHILD MIGRANTS</strong></p> <p><strong>Microsoft</strong> – Tiziana Pollio, Corporate and Consumer Communications Lead ha premiato <strong>Sara ELLI – progetto: MAMME E LAVORO DECENTE</strong></p> <p><strong>MM</strong> – Davide Corritore, Presidente MM ha premiato <strong>Marco</strong> <strong>FALASCA – progetto: MAC</strong></p> <p><strong>Techsoup Italia</strong> – Alfredo Scarfone, Board Member SocialTechno impresa sociale Srl ha premiato <strong>Angelo</strong> <strong>CORAZZA: progetto CREAZIONE DI UNA ECONOMIA CICLICA DELLA BIOMASSA</strong></p> <p><strong>UBI Banca</strong> – Damiano Carrara, Responsabile Funzione Corporate Social Responsibility ha premiato <strong>Chiara MOLINARO – progetto: MY SAFE CURE</strong></p> <p><strong>Unicredit</strong> – Laura Penna, Deputy Head Social Impact Bank ha premiato <strong>Emanuele</strong> <strong>FERRARI – progetto: FALLSAFE</strong></p> <p><strong>Unipol</strong> – Maria Luisa Parmigiani, Responsabile Sostenibilità gruppo ha premiato <strong>Michelle SEMONELLA – progetto: STRESS MANAGER</strong></p> <p><strong>VOX</strong>- Osservatorio Italiano sui Diritti – Massimo Clara, avvocato e fondatore di Vox Osservatorio Italiano sui Diritti ha premiato <strong>Chiara</strong> <strong>GEMMITI – progetto: L’ALTA TECNOLOGIA E’ LA BASSA AUTOMAZIONE</strong></p> <p><strong>WWF</strong> – Chiara Pirovano, Responsabile Formazione, Educazione e Innovazione ha premiato <strong>Francesc</strong>a <strong>INSABATO – progetto: ESN – ECOSYSTEM SERVICES NETWORK</strong></p> <p>Uno dei premiati sarà presente all’evento di chiusura del <strong>Festival Italiano dello Sviluppo Sostenibile</strong>, organizzato a Roma dalla Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (<strong>AsviS),</strong> il 7 giugno, ed esporrà il suo progetto alla presenza delle più alte cariche dello Stato.</p> <p><strong>SDSN Youth </strong>ha decretato e premiato <strong>Alessandro Biagetti</strong> con il progetto <strong>“Let’s sharing Aquaponic System”, </strong>vincitore del<strong> “SDSN Youth Solutions for SDGs”, </strong>il premio speciale per l’idea progettuale che volerà a New York alla<strong> <em>International Conference on sustainable Development (ICSD) 2017</em></strong>, la più importante conferenza mondiale dedicata ai temi dello Sviluppo Sostenibile.</p> <p><strong>Fondazione Milano Expo 2015</strong> ha decretato e premiato <strong>Sara Elli</strong> con il progetto “<strong>Mamma e lavoro decente”</strong>, vincitore del <strong>Women Empowerment for EXPO Astana 2017</strong>, il premio speciale per il candidato che avrà l’opportunità di fare un’esperienza all’Expo di Astana.  </p> <p>“Le molte e interessanti proposte presentate inducono a pensare che sia efficace la sensibilizzazione dei giovani sui temi dell’Agenda 2030 che FEEM sta portando avanti, anche in qualità di rappresentante di SDSN Italia (Sustainable Development Solutions Network Italia). FEEM crede che i giovani debbano avere un ruolo da protagonisti per il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030: sono loro, che in qualità di decisori e leader del domani, devono mobilitarsi oggi per contribuire a rendere la nostra società, ma soprattutto la loro vita futura, veramente sostenibili” – ricorda Sabina Ratti, direttrice di Fondazione Eni Enrico Mattei</p> <p><span class="marker">Per leggere il bando completo: www.youthinactionforsdgs.ideatre60.it</span></p>

“Io credo che ce la possiamo fare, nonostante il cinismo, il buio, la confusione e le politiche inadeguate. Il messaggio più importante che voglio dare è che le idee contano. Possono influenzare la politica molto di più di quanto non si aspettano i cinici più incalliti” – queste le parole di Jeffrey D. Sachs, economista di fama mondiale, professore alla Columbia University di New York, Senior Advisor alle Nazioni Unite e direttore di SDSN Sustainable Development Solutions Network.

Un pensiero, quello di Sachs, che si sposa perfettamente con gli obiettivi del concorso Youth in Action for SDGs promosso sulla piattaforma digitale ideaTRE60 da Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Eni Enrico Mattei e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli con il supporto di ASviS, SDSN Youth, AIESEC, RUS (Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile) e Fondazione Collegio delle Università Milanesi.

Il concorso rivolto ai giovani under 30 ha premiato le migliori idee progettuali capaci di favorire il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) in Italia e ha visto il coinvolgimento di studenti provenienti da quasi tutti gli atenei italiani ma anche esteri. 180 le idee arrivate in totale di cui 93 ammesse alla fase finale. Numeri che evidenziano un interesse sempre maggiore verso i temi contenuti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Le tre fondazioni hanno messo a disposizione di tutti i partecipanti un percorso formativo suddiviso in 4 moduli in modalità e-learning sui temi: “Getting to Know the Sustainable Development Goals”, “Business & the SDGs”, “Come costruire un Elevator Pitch efficace”, “Come costruire un Business Plan efficace”. Inoltre i 40 finalisti hanno partecipato al workshop formativo finalizzato al perfezionamento della propria idea progettuale.

A ciascuno dei vincitori è offerto uno stage retribuito (dai 3 ai 6 mesi) messo a disposizione da Promotori (FEEM, FGF, FIA) e Partner dell’iniziativa: Accenture, Autogrill, A2A, Croce Rossa Italiana, Eataly, Fondazione Acra, Fondazione Bracco, Fondazione Milano Expo 2015, Microsoft, MM, Techsoup Italia, UBI Banca, Unicredit, Unipol, VOX- Osservatorio Italiano sui Diritti e WWF.

I VINCITORI

Accenture – Beatrice Lamonica, Responsabile Divisione Sustainability Service ha premiato Daniele VANETTI – progetto: NoPACK

Autogrill – Silvio de Girolamo, Chief CSR&IA Officer ha premiato Darlain EDEME – progetto: COOPERAZIONE

A2A –  Manuela Baudana, Responsabile CSR ha premiato Gaia MUSMECI – progetto: SEA WATCHERS

Croce Rossa Italiana –  Adalberto Pavoni, Programme Coordinator ha premiato Paula PEREZ BRIONES – progetto: PIATTAFORMA DI PARTECIPAZIONE CIVICA PER GLI SDGs

Eataly – Marina Cappannini, Senior Content Strategist ha premiato Lorenza SGANZETTA – progetto: GPP PER IL PARCO AGRICOLO DI MILANO

Fondazione Acra – Bernardo Notarangelo, Chief Operating Officer ha premiato Carol MAIONE-progetto: BIOMASS 4Light

Fondazione Bracco – Gaela Bernini, Responsabile Progetti Scientifici e Sociali ha premiato Christian SALVATORE – progetto: TRACE4AD

Fondazione Eni Enrico Mattei – Isabella Alloisio, Senior Researcher ha premiato Federico AMATO – progetto: SMART COMMUNITY, EFFICIENT BUILDING!

Fondazione Giangiacomo Feltrinelli – Francesco Grandi, Responsabile Coordinamento Operativo ha premiato Carola STINCHELLI – progetto: ENVIRONMENTAL EDUCATION CHALLENGE

Fondazione Italiana Accenture – Anna Puccio, Segretario Generale ha premiato Gaia GUADAGNOLI – progetto: BRETMAPS

Fondazione Milano Expo 2015 –  Maria Cristina Cedrini, Direttrice ha premiato Marco BERNASCONI – progetto: HOPES ON HOOPS -D U 4 CHILD MIGRANTS

Microsoft – Tiziana Pollio, Corporate and Consumer Communications Lead ha premiato Sara ELLI – progetto: MAMME E LAVORO DECENTE

MM – Davide Corritore, Presidente MM ha premiato Marco FALASCA – progetto: MAC

Techsoup Italia – Alfredo Scarfone, Board Member SocialTechno impresa sociale Srl ha premiato Angelo CORAZZA: progetto CREAZIONE DI UNA ECONOMIA CICLICA DELLA BIOMASSA

UBI Banca – Damiano Carrara, Responsabile Funzione Corporate Social Responsibility ha premiato Chiara MOLINARO – progetto: MY SAFE CURE

Unicredit – Laura Penna, Deputy Head Social Impact Bank ha premiato Emanuele FERRARI – progetto: FALLSAFE

Unipol – Maria Luisa Parmigiani, Responsabile Sostenibilità gruppo ha premiato Michelle SEMONELLA – progetto: STRESS MANAGER

VOX– Osservatorio Italiano sui Diritti – Massimo Clara, avvocato e fondatore di Vox Osservatorio Italiano sui Diritti ha premiato Chiara GEMMITI – progetto: L’ALTA TECNOLOGIA E’ LA BASSA AUTOMAZIONE

WWF – Chiara Pirovano, Responsabile Formazione, Educazione e Innovazione ha premiato Francesca INSABATO – progetto: ESN – ECOSYSTEM SERVICES NETWORK

Uno dei premiati sarà presente all’evento di chiusura del Festival Italiano dello Sviluppo Sostenibile, organizzato a Roma dalla Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (AsviS), il 7 giugno, ed esporrà il suo progetto alla presenza delle più alte cariche dello Stato.

SDSN Youth ha decretato e premiato Alessandro Biagetti con il progetto “Let’s sharing Aquaponic System”, vincitore del “SDSN Youth Solutions for SDGs”, il premio speciale per l’idea progettuale che volerà a New York alla International Conference on sustainable Development (ICSD) 2017, la più importante conferenza mondiale dedicata ai temi dello Sviluppo Sostenibile.

Fondazione Milano Expo 2015 ha decretato e premiato Sara Elli con il progetto “Mamma e lavoro decente”, vincitore del Women Empowerment for EXPO Astana 2017, il premio speciale per il candidato che avrà l’opportunità di fare un’esperienza all’Expo di Astana.  

“I giovani sono gli autentici motori del cambiamento e con questo concorso ne abbiamo nuovamente avuto la riprova. Tutti i progetti pervenuti ci hanno colpito per la visione e la piena consapevolezza dell’importanza che gli SDGs hanno per lo sviluppo sostenibile anche del nostro Paese. Gli under 30 dimostrano una volta di più di essere cittadini consapevoli, capaci di prendere in mano il futuro che è loro in piena sintonia con i valori della sostenibilità” – sottolinea Anna Puccio Segretario Generale di Fondazione Accenture.

“Le molte e interessanti proposte presentate inducono a pensare che sia efficace la sensibilizzazione dei giovani sui temi dell’Agenda 2030 che FEEM sta portando avanti, anche in qualità di rappresentante di SDSN Italia (Sustainable Development Solutions Network Italia). FEEM crede che i giovani debbano avere un ruolo da protagonisti per il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030: sono loro, che in qualità di decisori e leader del domani, devono mobilitarsi oggi per contribuire a rendere la nostra società, ma soprattutto la loro vita futura, veramente sostenibili” – ricorda Sabina Ratti, direttrice di Fondazione Eni Enrico Mattei

"L'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile adottata dalle Nazioni Unite non solo pone sfide urgenti per il futuro ma comporta anche responsabilità necessarie. La partecipazione attiva e la mobilitazione delle competenze soprattutto dei più giovani è fondamentale per affrontare le criticità del contemporaneo – dalla povertà alle esclusioni sociali, dal cambiamento climatico all'accesso all'educazione – generando idee, discutendo pratiche, confrontando soluzioni. Una società più equa, giusta e sostenibile per tutti si costruisce anche così: partecipare insieme al cambiamento collettivo e dare al futuro una possibilità" – afferma Massimiliano Tarantino, Segretario Generale di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

Per leggere il bando completo: youthinactionforsdgs.ideatre60.it

Sarà possibile mettere i sottotitoli nei video Live trasmessi su Facebook. Lo ha annunciato il socila network che così vuole andare incontro ai non udenti o alle persone con problemi all’udito. D’ora in poi, se le impostazioni dei sottotitoli saranno attive,  i sottotitoli, laddove disponibili, si potranno automaticamente vedere durante i Facebook Live.

Nell’ultimo anno, le visualizzazioni giornaliere di Facebook Live sono cresciute 4 volte in più e secondo le statistiche 1 video su 5 è una diretta Facebook. Offrendo agli editori la possibilità di includere i sottotitoli nei Facebook Live, il social network spera di coinvolgere un maggior numero di persone.

E' già possibile aggiungere sottotitoli ai video non in diretta nel momento in cui vengono caricati sulle pagine Facebook: basta usare il servizio di riconoscimento vocale per generare automaticamente i sottotitoli da inserire nei video.

Qui Supratik Lahiri, product manager si Facebook, spiega come aggiungere i sottotitoli. Mentre qui ulteriori informazioni riguardanti le modalità e caratteristiche di accessibilità di Facebook. 

Alle prossime elezioni politiche potrebbero presentarsi per la prima volta partiti che hanno raccolto le firme a proprio sostegno online. E’ l’effetto di uno degli ultimi emendamenti approvati nella tarda serata di domenica 4 giugno dalla Commissione affari costituzionali della Camera, presentato dal deputato Andrea Mazziotti (Civici e innovatori) e dalla deputata indipendente Mara Mucci. Mazziotti è convinto che il digitale diventerà uno strumento essenziale per esercitare la democrazia nel futuro. A cominciare dalla firma digitale per la raccolta delle firme. 

On. Mazziotti, la vostra è stata presentata come una 'battaglia per restituire ai cittadini un accesso minimo agli strumenti democratici', ci può spiegare perché è così importate per voi averla vinta?

“Perché occorre facilitare la raccolta delle firme da parte di chi vuole candidarsi alle elezioni. In nessun paese ci sono norme come le nostre che sono chiaramente finalizzate a escludere l'entrata di nuovi soggetti nella competizione politica. In Inghilterra bastano dieci firme per collegio, in Francia non ne serve nessuna, e nessun sistema prevede un sistema di autenticazione complicato come il nostro. Non si capisce perché candidarsi alle elezioni debba essere un'impresa quasi impossibile, tranne che per i partiti esistenti che ovviamente si autoesentano dalla raccolta”.

Quando è cominciata la vostra battaglia? 

“All'inizio del percorso sulla legge elettorale ero io il relatore e ho presentato un testo base che prevedeva le firme digitali e altre facilitazioni per l'autentica, oltre a una riduzione del numero di firme necessario. Purtroppo il Pd, che inizialmente aveva condiviso il mio testo, si è sfilato all'ultimo puntando sul cosiddetto Rosatellum, poi ha abbandonato anche quello a favore del sistema attuale. Nel loro testo le mie norme sulla firma digitale sono sparite ed è stato anche aumentato enormemente il numero di firme richiesto. Non è una sorpresa, perché come ho detto i grandi partiti tendono a escludere i new comer. E questo è davvero grave visto che sta introducendo un sistema con soglia di sbarramento al 5% che è già di per sé un disincentivo per le nuove iniziative. Per questo continueremo la battaglia, insieme ai Radicali, che da sempre sono in prima fila su questo argomento”.

Perché il digitale è importante per la democrazia secondo lei?

“Perché in un momento in cui i cittadini si allontanano dalla politica occorre utilizzare l'innovazione per riavvicinarli. Non si capisce perché il digitale, il web e le tecnologie possano essere usati in qualsiasi settore e siano tenuti ai margini quando si parla di politica. Occorre assicurare le adeguate forme di sicurezza e tutela, ma non si può ignorare l'evoluzione digitale”.

Un altro punto è la possibilità di dare ai sindaci la possibilità di delegare i cittadini all'autentica delle firme. Come funzionerà?

“Su questo punto c'è stata una chiusura, così come su altre nostre proposte. Ad esempio quella di consentire l'autentica da parte di avvocati, che in alcuni campi già hanno questo potere. Purtroppo, al momento esiste una chiusura del Partito Democratico, che spero possa essere superata in aula”.

Quando comincerà la sperimentazione? 

“Al momento il Governo deve emanare un decreto entro 6 mesi e naturalmente sulle modalità di sperimentazione siamo pronti ad aprire a un dialogo con i ministeri. La nostra idea è che sia una sperimentazione mirata e capillare in modo da rendere effettivo il diritto di sottoscrivere le liste con firme digitali. In Aula avanzeremo una proposta più definita, anche d'intesa con gli esperti e con chi da anni porta avanti questa battaglia di civiltà come i Radicali”.

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