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Informatica

(AGI) – Roma, 14 nov. – La Ragioneria Generale dello Stato ha vinto il Premio Agenda Digitale 2016 per il progetto ‘Ricetta Elettronica’. Il riconoscimento e’ stato assegnato in occasione del convegno di presentazione dei risultati della ricerca dell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano, Tre le motivazioni: impatto del progetto sul controllo della spesa sanitaria, una delle principali costituenti della spesa pubblica, miglioramento sensibile del rapporto tra medici di medicina generale e cittadini, strumento tecnologico efficace, diffuso e pervasivo su scala nazionale. Il progetto e’ stato realizzato, nell’ambito del Sistema Tessera Sanitaria, dalla Ragioneria Generale dello Stato, d’intesa con il ministero della Salute e le Regioni e in collaborazione con i medici, i farmacisti e le strutture sanitarie pubbliche e private. Lo sviluppo e la gestione dell’intero sistema sono affidati a Sogei. Attraverso una piattaforma tecnologica avanzata, il progetto ha consentito la diffusione della dematerializzazione della ricetta medica cartacea su tutto il territorio nazionale. Il sistema consente il potenziamento dei controlli della spesa sanitaria in tempo reale; introduce per i cittadini una importante semplificazione nell’accesso ai farmaci in ogni zona del Paese, superando il preesistente limite dell’utilizzo della ricetta cartacea solo in ambito regionale. Le ricette elettroniche gestite dal sistema, alla data del 10 novembre 2016, sono complessivamente 810 milioni (circa 330 milioni nel 2015 e circa 480 milioni nel 2016). (AGI)
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(AGI) – Roma, 14 nov. – Il diabete fa sempre piu’ paura. In Italia si stimano 5 milioni di malati, ma un milione non sa neanche di esserlo. Un dramma che uccide: ogni anno fra le persone con diabete si registrano 75 mila infarti (uno ogni 7 minuti), 50 mila ictus (uno ogni 10 minuti) e 10 mila amputazioni (una ogni 52 minuti). Ogni 4 ore una persona con diabete inizia la terapia dialitica (circa 2 mila all’anno). E ogni anno circa 50 mila persone con diabete sviluppano un problema importante alla vista. E’ l’allarme lanciato dagli esperti della Societa’ Italiana di Diabetologia (SID), in un summit a Roma in occasione della Giornata mondiale del diabete. “E’ ora di risvegliarsi da un sonno che e’ durato troppo a lungo e che non solo ha ridotto la potenzialita’ dei ricercatori dell’area del diabete che operano in Italia ma ha contribuito a declassare la malattia ad una sorta di fastidio molto diffuso ma senza particolari conseguenze per la salute, tranne pochi casi sfortunati. Purtroppo – afferma Giorgio Sesti, presidente della SID – non e’ cosi’ e nasconderlo impedisce non solo il sostegno alla ricerca ma anche l’accesso alle cure migliori, le uniche che possono garantire una riduzione di morti, infarti, ictus, amputazioni, insufficienza renale con necessita’ di dialisi, perdita della vista e tutto quello che il diabete curato male puo’ causare”.
I fondi per la ricerca sono troppo pochi, sostengono gli esperti. Le istituzioni pubbliche (Ministeri, Regioni, Universita’) destinano alla ricerca sul diabete fondi modesti: in media circa 2,5 milioni di euro all’anno, pari a circa 5 mila euro all’anno per ognuno dei circa 500 ricercatori attivi nell’area del diabete in Italia (moltissimi dei quali in posizioni precarie). E i cittadini fanno ancora meno per il diabete: le donazioni liberali e quanto destinato con il 5xmille ammontano a poco piu’ di 100 mila euro all’anno. In pratica una media di circa 200 euro per ricercatore. “La ricerca sul diabete in Italia – afferma il professor Enzo Bonora, presidente della Fondazione Diabete Ricerca – si puo’ legittimamente definire ‘orfana’ del contributo volontario dei cittadini ed e’ poco sostenuta anche dalle istituzioni pubbliche. Questo e’ comprensibile per il fatto che esiste una mancata percezione di cosa sia il diabete e del fatto che il diabete, purtroppo, puo’ uccidere le persone o renderle disabili. E’ tempo di cambiare: e’ arrivato il tempo che i cittadini e i decisori politici considerino il diabete una priorita’ socio-sanitaria”. Occorre creare un’alleanza virtuosa tra cittadini, politici, ricercatori, clinici, figure professionali del team diabetologico allo scopo di incrementare la consapevolezza della gravita’ della malattia e di attrarre investimenti pubblici e privati seguendo modelli di successo applicati in altre patologie come i tumori. (AGI)
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(AGI) – Roma, 14 nov. – Le faglie da cui ha avuto origine il terremoto con magnitudo 6.5 delle ore 7,40 di domenica 30 ottobre si sono attivate per l’intero spessore dello strato sismogenetico interessato, cioe’ la porzione della crosta o mantello terrestre da cui possono originarsi i terremoti, partendo da circa 10 km di profondita’ ed arrivando fin direttamente alla superficie. Producendo rotture ben visibili in affioramento, con “rigetti” (ossia scalini) che raggiungono in qualche punto i due metri. Il sisma ha avuto origine dalle faglie gia’ note in letteratura come faglia del Monte Vettore-Bove, faglie normali (ossia a carattere estensionale) orientate in senso nord-nordovest e sud-sudest e immergenti verso ovest. E’ il risultato degli studi di aggiornamento del gruppo di lavoro Ingv su quel terremoto e resi pubblici oggi. Nelle 49 pagine del rapporto sono descritti sia gli studi in corso sia i risultati preliminari basati sui dati di quell’evento sismico e sui rapporti tra lo stesso e i precedenti terremoti del 24 agosto e del 26 ottobre, sempre nell’Italia centrale. Nel rapporto vengono descritte le analisi dei dati sismologici, con mappe e sezioni verticali attraverso la zona epicentrale; i modelli di faglia basati sui dati sismometrici e accelerometrici, sui dati geodetici (GPS e da SAR – interferometria radar da satellite) con le prime indicazioni della distribuzione del movimento di dettaglio delle varie faglie; l’impatto del terremoto sul territorio, “visto” dai dati sismici e stimato in base alle ‘Shake maps’ e alle analisi sul terreno; la fagliazione, osservata in superficie in tutta l’area interessata dai terremoti piu’ forti dal 24 agosto al 30 ottobre; una stima delle probabilita’ di accadimento di future repliche (i cosiddetti ‘aftershocks’). E dall’analisi di tutti i dati analizzati finora stanno emergendo risultati interessanti sul sistema di faglie che attraversa la regione e che si e’ attivato in questa sequenza sismica che peraltro e’ tuttora in corso. Sono infatti ancora diverse centinaia le repliche che vengono localizzate ogni giorno dalla Rete Sismica Nazionale dell’Ingv.
Ad oggi, l’analisi dei dati geologici, di quelli geodetici e sismologici dice che gli stessi sono coerenti nell’individuazione delle faglie e della loro cinematica, sebbene siano stati osservati alcuni elementi che sono in corso di approfondimenti e che sono il sintomo della complessita’ del sistema. IL gruppo di lavoro sta studiando lungo il piano di faglia in roccia la dislocazione della rottura avvenuta il 30 ottobre. Si tratta di rotture osservate in superficie e che rappresentano la prosecuzione del movimento profondo sul piano di faglia, che si e’ originato intorno agli 8-10 km (l’ipocentro) e si e’ propagata lateralmente e verso l’alto nelol’area del ‘cratere’ divenuto piu’ vasto rispetto ai due precedenti eventi sismici. E i dati accelerometrici e geodetici sono coerenti nell’individuazione delle zone di massimo spostamento della faglia del 30 ottobre, che si colloca tra le precedenti rotture del 24 agosto a sud e del 26 ottobre a nord, interessando principalmente il settore centrale del sistema di faglie e la sua parte piu’ superficiale, dove vengono individuati spostamenti superiori ai 2.5 metri sul piano di faglia. E’ infatti evidente – dice lo studio del gruppo di lavoro Ingv – che lo spostamento lungo i diversi segmenti di faglia attivi in questi mesi non e’ avvenuto in maniera omogenea, ma ha avuto forti eterogeneita’: da spostamenti di “soli” pochi decimetri a ben 1-2 metri sul piano della stessa faglia. E proprio questo potrebbe spiegare la complessita’ della sequenza, con l’attivazione successiva di segmenti di faglia di grandezza diversa e con spostamenti dei due lembi della faglia anche molto diversi. Sono visibili inoltre altre faglie “minori” che si sono mosse durante la sequenza. Ora e’ in corso anche l’elaborazione di modelli piu’ raffinati per identificare i dettagli – in chiave geometrica e cinematica – della sorgente sismica del terremoto del 30 ottobre ottenuta da dati InSAR, confrontando e analizzando congiuntamente tutti i dati disponibili. L’analisi poi dei dati accelerometrici del terremoto del 30 ottobre nell’area di Amatrice, dove era stata installata una rete sismica temporanea per effettuare indagini propedeutiche alle attivita’ di microzonazione sismica, ha evidenziato delle forti variazioni delle accelerazioni del suolo a distanze molto brevi, con amplificazioni fino a un ‘fattore 5′ (quindi sensibili) rispetto a siti su roccia, dovute principalmente alla struttura geologica superficiale. Le analisi proseguono per seguire passo dopo passo l’andamento delle repliche (il cui numero ha ormai superato quota 26000), cosi’ da avere una mappatura di dettaglio degli effetti di superficie, e quindi realizzare dei modelli di faglie che riescano a tener conto di tutti gli elementi osservati sul terreno e dal satellite. (AGI) Vic
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(AGI/AFP/EFE) – Marrakech (Marocco), 14 nov. – Il 2016 segnera’
“molto probabilmente” un nuovo record di caldo, come gia’ era
successo nel 2015, con un aumento medio di +1,2 gradi
centigradi, rispetto al livello dell’era preindustriale. Lo ha
annunciato l’Organizzazione Metereologica Mondiale (WMO).
Se il record sara’ confermato significa che 16 dei 17 anni
piu’ caldi (da quando sono cominciate le registrazioni della
temperatura del mondo, alla fine del XIX) saranno stati proprio
nel secolo attuale, il XXI.
“E’ molto probabile che il 2016 sara’ l’anno piu’ caldo di
tutti quelli registrati…con temperature di 1,2 gradi sopra i
livelli pre-industriali” e 0,88 gradi sopra il periodo
1961-1990, ha segnalato l’organizzazione con un comunicato
diffuso a Marrakech, durante la conferenza dell’Onu sul Clima
(COP22), in Marocco.
La temperatura globale nel 2016 e’ pericolosamente vicina
all’obiettivo dell’aumento di 1,5 gradi posto come limite
auspicabile dall’accordo sul Clima lo scorso dicembre.
La tendenza al riscaldamento e’ aumentata nel 2015/2016
sicuramente a causa di El Nino, il fenomeno meteorologico che
interessa il Pacifico; ma sono state soprattutto le emissioni
di gas serra frutto delle attivita’ umane il fattore piu’
importante.
“Un altro anno, un altro record” ha detto sconsolato il segretario generale del WMO, Petter Taalas. “A causa del cambiamento climatici, la frequenza e l’impatto di eventi estremi e’ aumentato”, ha detto. Secondo la WMO, il riscaldamento indotto da fattori umani ha contribuito ad almeno la meta’ degli eventi climatici catastrofici degli ultimi anni. (AGI) Bia
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Marrakech – I disastri naturali sono molto piu' devastanti di quanto non si pensasse. causano un danno economico di circa 520 miliardi di dollari e trascinano 26 milioni di persone in poverta'. E' quanto emerge da un rapporto della Banca Mondiale e del Fondo mondiale per la riduzione dei disastri e recupero (GFDRR) presentato alla conferenza sul clima (COP22) in corso a Marrakech, in Marocco, e che quantifica le conseguenze umane e economiche dei fenomeni meteorologici. (AGI)

Genova – "Il Gaslini ha avuto un contributo eccezionale insieme ad altre due strutture che stavano pero' in un regime concordatario". Cosi' il ministro della Salute Beatrice Lorenzin a margine di una visita a Genova dedicata ai temi salute e referendum. "C'e' stata la massima attenzione da parte del governo: io personalmente lo scorso hanno ho" concesso "uno stanziamento da parte del ministero proprio per riconoscere il valore di questa struttura ospedaliera, di quello che fa in Italia". Il ministro visitera' l'ospedale pediatrico genovese nel pomeriggio. "Ci tenevo particolarmente a visitare il Gaslini. Questa regione ha degli Irccs estremamente importanti che uniti anche al San Martino sono diventati un punto di riferimento internazionale per quanto riguarda le malattie rare" ha spiegato il ministro sottolineando "che questo e' un momento di congiuntura positiva: non soltanto abbiamo una legge di bilancio che porta 2 miliardi in piu' al sistema sanitario nazionale, ma abbiamo in approvazione in Parlamento anche i nuovi livelli essenziali di assistenza in cui, con un vincolo dello stanziamento di 800 milioni di euro strutturali della scorsa legge di bilancio, c'e' il riconoscimento di altre 118 malattie rare, una grande notizia per i pazienti". "Al Gaslini ho scelto di visitare un reparto di pediatria che fa diabetologia: sono moltissimi i bambini che hanno il diabete, bambini che, se curati nel modo giusto e assistiti, possono avere una vita assolutamente normale. Stiamo parlando di 7 milioni di persone, tra cui moltissimi bambini: riuscire a curare i bambini e' una nostra missione", ha detto Lorenzin. (AGI)

Bologna – Multidisciplinarita', lavoro di squadra, attenzione al paziente, tecnologie e tecniche innovative. Sono questi gli elementi che hanno consentito di eseguire un intervento al dipartimento Rizzoli-Sicilia di Bagheria su un paziente affetto da tumore osseo al quale e' stata sostituita la parte di femore compromessa con una protesi in titanio. L'uomo, siciliano affetto da condrosarcoma, un tumore maligno dell'osso, presentava una parte di femore malata che andava sostituita. In sala operatoria, martedi' scorso, il direttore dell'ortopedia del dipartimento Stefano Zaffagnini con il dottor Matteo Romagnoli e il chirurgo Massimiliano De Paolis, ortopedico della Clinica III a prevalente indirizzo oncologico del Rizzoli di Bologna arrivato a Bagheria per operare insieme all'equipe. La parte di femore compromessa e' stata sostituita con una protesi in titanio, per restituire forza e funzionalita' alla struttura ossea. "Il paziente a 48 ore dall'intervento presentava una mobilita' dell'articolazione gia' di 90 gradi – ha spiegato il professor Zaffagnini – ora prevediamo circa dieci giorni di ricovero e con un trattamento fisioterapico mirato il paziente potra' tornare a camminare e a condurre una vita attiva. Sempre con la collaborazione della Clinica III diretta dal professor Davide Maria Donati procederemo anche su altri casi di ortopedia oncologica che necessitano di intervento chirurgico. E' importante mantenere vivo questo scambio di competenze e professionalita', in linea con il piano di sviluppo del dipartimento di Bagheria. Questo – conclude il medico – ci permette da un lato di assicurare al paziente il miglior trattamento possibile e dall'altro di offrire ai medici e al personale di reparto una formazione costante e altamente specializzata su tecniche all'avanguardia." Non solo femore ma anche ginocchio: negli stessi giorni, infatti, erano presenti al dipartimento Rizzoli-Sicilia anche il direttore dell'Ortopedia di Alba, Cuneo, e un chirurgo del Centro traumatologico di Torino per studiare i materiali utilizzati e le tecniche chirurgiche dell'equipe di Zaffagnini per la protesi di ginocchio, tra le piu' innovative del panorama ortopedico. (AGI)

Roma – Un aumento del Pil per l'area della provincia di Roma dell'1,5% nel periodo 2017-2026, pari a 18,5 miliardi di euro, accompagnato da una contestuale riduzione di 0,8% del tasso di disoccupazione media in citta'. Sono gli effetti della costruzione del nuovo stadio della As Roma, con il centro direzionale e l'area commerciale, secondo uno studio di impatto economico e sociale dell'Universita' La Sapienza su richiesta della As Roma. L'indagine, realizzata da un team guidato dal preside della facolta' di Economia, Giuseppe Ciccarone, e' stata presentata stamattina all'Acquario Romano, sede dell'Ordine degli Architetti, alla presenza del direttore generale dell'As Roma Mauro Baldissoni e del costruttore Luca Parnasi, titolare della societa' Eurnova che dovrebbe edificare la nuova centralita' urbana.
La ricerca stima che l'impatto dell'investimento di 1,6 miliardi di euro puo' generare nell'arco di nove anni un incremento del Pil dell'1,5% con step a salire: 5,7 miliardi nel 2020, 12,5 nel 2023 e 18,5 nel 2026. Uno progetto, quello dello stadio della Roma, che prevede di occupare circa 5.500 lavoratori, 1.500 nel settore edilizio durante la fase di costruzione e 4mila negli altri settori lavorativi interessati dall'opera. All'interno delle torri e del centro commerciale e' previsto invece che vadano a lavorare tra le 15 e le 20mila persone. (AGI).

(AGI) – Roma, 14 nov. – Continua a tremare la terra in Italia
centrale. Alle 2.33 del mattino, un sisma di magnitudo 4 si e’
verificato nel Maceratese. Dai rilievi dell’Istituto Nazionale
di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), l’epicentro e’ a 4
chilometri da Castelsantangelo sul Nera e a 9 da Norcia. In
generale, le scosse registrate dalla mezzanotte nel centro
Italia sono una trentina. Non si hanno segnalazioni di nuovi
crolli. (AGI)
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(AGI) – Roma, 11 nov. – Per la prima volta ci sara’ un algoritmo specifico ad aiutare il medico nella definizione della terapia piu’ accurata per il proprio paziente. A mettere a punto l’algoritmo destinato al trattamento dell’osteoporosi, e’ l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), in collaborazione con la Societa’ Italiana di Reumatologia (SIR) e la Societa’ Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS). “Le valutazioni del rischio di osteoporosi e dell’opportunita’ di un trattamento farmacologico sono complesse e importanti quanto la scelta del trattamento piu’ efficace e appropriato – afferma il Presidente AIFA, Mario Melazzini – Il rapporto OsMed ha segnalato infatti che molti pazienti ad alto rischio di frattura non sono trattati o lo sono in modo inappropriato; inoltre l’aderenza del paziente e’ spesso insufficiente. L’obiettivo dell’algoritmo e’ suggerire, alla luce delle evidenze scientifiche ad oggi disponibili, l’impiego clinico appropriato dei farmaci per il trattamento dell’osteoporosi allo scopo di massimizzare il beneficio clinico per i pazienti”.
L’algoritmo consente una rapida valutazione del rischio di frattura del paziente, l’identificazione dell’opportunita’ o meno di un trattamento farmacologico, del farmaco piu’ indicato e delle competenze prescrittive (medico di medicina generale o specialista), secondo i criteri della Nota 79 dell’AIFA. Include link per approfondimenti diagnostici o per la corretta interpretazione dei risultati degli esami clinici, secondo le piu’ recenti linee guida nazionali e internazionali delle maggiori Societa’ Scientifiche competenti. L’osteoporosi e’ una malattia di rilevanza sociale, la cui incidenza aumenta con l’eta’ sino a interessare la maggior parte della popolazione oltre l’ottava decade di vita. Si stima che in Italia ne siano affetti oggi almeno 3 milioni di donne e quasi 1 milione di uomini. Nella popolazione italiana con oltre 50 anni d’eta’ il numero di fratture di femore in un anno supera le 90.000 e sarebbero piu’ di 500.000 i pazienti con frattura di femore. Fratture vertebrali sono state riscontrate in oltre il 20 per cento dei soggetti con oltre 65 anni d’eta’ di entrambi i sessi. Il costo per anno per le sole fratture di femore e’ stimato in oltre 1 miliardo di euro; il costo complessivo della gestione delle fratture, compresi i costi per la conseguente disabilita’ nel lungo termine, era stimato di oltre 7 miliardi nel 2010. (AGI)
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