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Informatica

(AGI) – Roma, 25 ott. – Parte oggi A Scuola di Digitale con Tim
l’iniziativa di Tim realizzata in collaborazione con il Miur,
che avvicina gli insegnanti al mondo e agli strumenti digitali
per offrire loro una visione d’insieme sulle innovative
applicazioni tecnologiche che aggiungono valore e nuove
opportunita’ alla didattica.
A Scuola di Digitale con Tim avra’ una durata biennale –
anni scolastici 2016/2017 e 2017/2018 – e coinvolgera’ i
docenti italiani di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Il
progetto prendera’ il via nella regione Lazio dove circa 500
docenti distribuiti nelle provincie di Roma, Viterbo,Frosinone,
Latina e Rieti hanno gia’ aderito all’iniziativa, per
proseguire poi nelle restanti regioni italiane.
“La scuola e’ il luogo dove si scrive il nostro futuro, e
non c’e’ futuro senza innovazione tecnologica. Per questo da
anni ormai ci impegniamo su diversi fronti per la diffusione
dei piu’ avanzati strumenti digitali nella didattica”, ha
affermato Marcella Logli, Direttore Corporate Shared Value Tim
e Direttore Generale Fondazione Tim. “Se per la
sensibilizzazione e l’educazione dei ragazzi sono gia’ molte le
iniziative in campo, con questo progetto, insieme al MIUR,
abbiamo deciso di coinvolgere in maniera diretta anche i
docenti di tutte le scuole italiane affinche’ la cultura
dell’innovazione si diffonda a tutti i livelli nel mondo
scolastico”.
L’iniziativa si sviluppa attraverso due distinti momenti.
Nella prima fase, che si svolge direttamente in aula, verranno
illustrate ai docenti le potenzialita’ del web, delle reti
sociali, degli strumenti di condivisione digitale e il loro
possibile utilizzo nella didattica. Durante gli incontri
saranno, inoltre, introdotte le basi del coding con l’obiettivo
di avvicinare gli insegnanti al pensiero computazionale e al
linguaggio informatico. Nella seconda fase invece, grazie al
portale scuoladigitale.tim.it, i docenti potranno approfondire
i temi trattati in aula, visionare contenuti video,
infografiche e tutorial.
A Scuola di Digitale con Tim e’ parte de
#ilfuturoe’ditutti, il programma di iniziative di Corporate
Shared Value di Tim per la creazione di valore condiviso tra
il Gruppo Telecom Italia e la comunita’ in cui opera. (AGI)
Red/Ila
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(AGI) – Roma, 25 ott. – Nel 2015 (dati definitivi al 31 dicembre) i trapianti di organo in Italia sono stati 3.326, in leggero aumento rispetto all’anno precedente (3.250). Ci sono stati 1.881 trapianti di rene, dei quali 1.580 da donatore deceduto e 301 da vivente; 1.094 trapianti di fegato, dei quali 1.071 da donatore deceduto e 23 da vivente; 246 trapianti di cuore; 112 trapianti di polmone; 50 trapianti di pancrease un trapianto d’intestino. I dati sono stati diffusi oggi dalla Societa’ Italiana Trapianti d’Organo (Sito) che terra’ il suo 40esimo congresso a Roma dal 26 al 28 ottobre. Nel mondo nel 2015 sono stati eseguiti 119.873 trapianti, il 10% della necessita’ mondiale secondo l’Organizzazione mondiale della sanita’ e l’Organizzazione nazionale spagnola dei trapianti (Ont), che gestisce il registro mondiale. L’Italia e’ al 19esimo posto con 55,6 malati trapiantati per milioni di persone, lontanissima dal primo posto della Spagna (100,7). In Italia pazienti in lista d’attesa al 31 dicembre del 2015 erano 9.070. La maggior parte di questi e’ in lista di attesa per ricevere un trapianto di rene (6.765) e rispetto agli altri organi, al paziente e’ offerta la possibilita’ di iscriversi in piu’ liste d’attesa. Mentre sono 1.072 i pazienti iscritti in lista per il fegato, 731 per il cuore e 383 per il polmone. Nel 2015, dati definitivi al 31 dicembre, 3.326 pazienti sono stati trapiantati a fronte dei 9.070 in lista: solo il 37%. Oggi, il tempo d’attesa medio per un trapianto e’ di: 3,1 anni per un rene, 2 anni per un fegato, 2,8 anni per un cuore, 2,3 anni per un polmone e 3,2 anni per un pancreas. La mortalita’ complessiva, annua, dei pazienti in lista d’attesa e’ del 4,4%. Se si chiudessero le liste d’attesa per il trapianto, occorrerebbero tra i 2 e 3 anni per trapiantare tutti i pazienti gia’ in lista. In Europa al 31 dicembre del 2015 c’erano 56.504 pazienti in lista d’attesa per un organo. Nel 2015 i decessi durante l’attesa sono stati 3874 (6,9%). Sono quasi un milione e novecento mila gli italiani che hanno espresso la volonta’ ad essere donatori. “Una scelta in Comune” – la nuova modalita’ di registrazione della dichiarazione di volonta’ in occasione del rilascio o rinnovo della carta d’identita’ – ha registrato nel 2015 una vera e propria impennata con 104.571 cittadini che si sono espressi sulla donazione di organi e tessuti all’ufficio anagrafe (contro i 15.137 del 2014). Nel 2015 in Italia si sono contati circa 22 ,6 donatori per milione di persone, un tasso in calo rispetto al 23,2 dell’anno precedente. In numeri assoluti nel 2015 sono stati 1.374 i donatori dei quali ne sono stati utilizzati 1.165. La regione con il piu’ alto tasso di donatori per milioni di persone e’ la Toscana (48), seguita dal Friuli Venezia Giulia (37,4) e dall’Emilia Romagna (30,4), Fanalino di coda la Sicilia (9,8), unica regione sotto il 10. A queste cifre bisogna aggiungere i donatori da vivente che sono stati 301 per il rene e 23 per il fegato. In calo il tasso delle opposizioni che e’ passato dal 31% del 2014 al 30,5 % del 2015. (AGI)
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(AGI) – Roma, 25 ott. – Al via da oggi la “Italy-China Science, Technology & Innovation Week 2016” che si svolgera’ fino al 27 ottobre a Bergamo, Bologna e Napoli, per promuovere un confronto continuo tra Italia e Cina sui temi dell’innovazione, della scienza e della tecnologia e costruire partenariati tra i due Paesi. Il 27 ottobre, presso la Citta’ della Scienza di Napoli, il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, incontrera’ il suo omologo cinese Wan Gang. Insieme inaugureranno il Centro Italia-Cina di Trasferimento Tecnologico (CITTC), promosso da Citta’ della Scienza, Universita’ di Bergamo, Universita’ di Napoli Federico II e Netval. Il CITTC avra’ due sedi, una a Napoli e l’altra a Bergamo, che lavoreranno come un unico polo italiano. L’obiettivo e’ sviluppare una piattaforma di servizi per i centri di ricerca, le universita’ e le aziende di entrambi i Paesi, a supporto delle attivita’ di business matching, trasferimento tecnologico, progetti di partenariato, creazione e sviluppo di nuove imprese. “L’Italia e la Cina – afferma il ministro Giannini – sono legate da forti rapporti di collaborazione. Una partnership alimentata da una reciproca attenzione verso la crescita competitiva e sostenibile e dalla conseguente volonta’ di investire sulla qualita’ del capitale umano, non solo della tecnologia”. La nuova Via della Seta passa per un rinnovato dialogo su ricerca e innovazione. Il Forum che si terra’ a Napoli e’ una tappa importante di questo percorso: in questi ultimi due anni e’ diventato una piattaforma stabile per lo scambio di esperienze e di competenze”. Al Forum sono attesi oltre 500 delegati cinesi e 1.200 italiani, provenienti da 700 realta’ diverse. Coinvolte universita’, centri di ricerca, imprese innovative, startup. Dettagli su http://www.cittadellascienza.it/cina/. (AGI)
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(AGI) – Milano, 25 ott. – Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, in qualita’ di commissario delegato per l’emergenza sisma e ricostruzione in Lombardia, ha firmato un nuovo provvedimento a favore dei territori della provincia di Mantova colpiti dal sisma che nel 2012 ha fatto danni soprattutto in Emilia. Assegnato uno stanziamento di un milione e 180mila euro a cinque progetti (circa 791mila euro sono destinati a due progetti del settore agricoltura e agro-industria, mentre 390mila euro sono riconosciuti a tre beneficiari per interventi di ripristino di edifici danneggiati, a seguito della rideterminazione in aumento del contributo). (AGI)
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(AGI) – Roma, 24 ott. – “In circa 800mila anni, nel nostro mondo la concentrazione di CO2 non e’ mai stata cosi’ alta come oggi. Non sappiamo quali potranno essere gli effetti e se ad esempio ci saranno eventi catastrofici come nel film ‘The day after tomorrow’. Al momento le nostre proiezioni suggeriscono che l’aumento delle emissioni di CO2 stanno cambiando il nostro clima, intensificando alcuni eventi: piove di piu’ quando e laddove piove, e fa piu’ secco quando e laddove c’e’ siccita”. Sono queste le considerazioni espresse all’Agi da Antonello Provenzale, direttore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), commentando il superamento della soglia delle 400 parti per milione di concentrazione di CO2 nel 2015, segnalata dall’Organizzazione mondiale della meteorologia”. “La soglia delle 400 parti di anidride carbonica per milione e’ piu’ un simbolo, o meglio un segnale che bisogna fare subito qualcosa per sperare di poter tornare indietro e ristabilire l’equilibrio del nostro Pianeta”, ha detto Provenzale. “E’ evidente che non possiamo piu’ negare il ruolo delle nostre emissioni di CO2 sui cambiamenti climatici e sul riscaldamento globale. Ora si tratta di capire – ha continuato – cosa possiamo fare per migliorare le nostre previsioni e proiezioni, o cosa possiamo fare per adattarci”. L’esperto ha posto l’accento, in particolare, sui possibili effetti sulla costa Nord del Mediterraneo. “Gia’ da 10 anni e’ evidente una maggiore tendenza all’aridita’ e alla siccita'”, ha sottolineato Provenzale. “A preoccupare non e’ il destino di singole specie animali, ma come noi essere umani reagiremo a eventuali cambiamenti dell’ecosistema”, ha concluso. (AGI)
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(AGI) – Roma, 24 ott. – “Il raggiungimento della soglia delle 400 parti per milione (ppm) e’ un valore simbolico che ci ricorda che le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera sono aumentate di circa il 20 per cento da quando si sono iniziate a misurare intorno agli anni Cinquanta”. Lo ha detto all’Agi Antonio Navarra, presidente del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. “Questo significa che, in concreto, la situazione non e’ migliorata rispetto allo scorso anno o a 5 anni fa. E che le emissioni di CO2 – ha continuato – non rallentano anche perche’ i recenti accordi di Parigi non sono stati ancora implementati”. Per Navarra, gli scienziati non sono affatto stupiti del raggiungimento della soglia delle 400 ppm. “Dimostra quanto stiamo dicendo ormai da tempo e cioe’ che il riscaldamento globale e’ una realta’ e che e’ legato alle emissioni di CO2 in atmosfera”, ha sottolineato. “Questo pero’ potrebbe spingerci a essere piu’ motivati nel cercare di contrastare o quantomeno mitigare questo fenomeno”, ha concluso. (AGI)
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(AGI) – Milano, 24 ott. – Riescono a mettere le cellule del sistema uimmunitario una contro l’altra, ed e’ per questo che alcuni virus riescono a superare indenni le difese del nostro organismo. Per la prima volta, un gruppo di ricercatori del San Raffaele di Milano, e’ riuscito a vedere con un microscopio “in vivo” il ‘trucco’ con cui i virus ingannano il sistema immunitario umano. In un articolo pubblicato sulla rivista ‘Science Immunology’, i ricercatori guidati da Matteo Iannaccone hanno svelato un meccanismo utilizzato da alcuni tipi di virus per mettere fuori gioco il sistema immunitario e permanere all’interno dell’organismo piu’ a lungo. Questa strategia potrebbe spiegare la capacita’ che hanno alcuni virus come l’HIV, l’Epatite B e l’Epatite C di evadere la risposta del sistema immunitario. Per la scoperta, i ricercatori hanno usato una rivoluzionaria tecnica di microscopia in vivo (la microscopia intravitale), che ha consentito di osservare dall’interno e in tempo reale come si comportano le cellule del sistema immunitario in azione.
“Siamo andati a osservare con la microscopia intravitale (che riesce cioe’ a osservare i tessuti direttamente nell’organismo e non su una provetta) cosa accade nei linfonodi, dove normalmente i linfociti B si attivano per produrre gli anticorpi. L’obiettivo era capire cosa va storto nel funzionamento della risposta immunitaria”, spiega Matteo Iannacone, a capo dell’Unita’ di ricerca in Dinamica delle Risposte Immunitarie nella Divisione di Immunologia, Trapianti e Malattie Infettive del San Raffaele.Grazie alla microscopia intravitale i ricercatori hanno visto che questi virus sono capaci di richiamare nei linfonodi una popolazione particolare di cellule del sistema immunitario – i monociti infiammatori – e di scatenarle contro i linfociti B, uccidendoli: questo blocca la produzione di anticorpi, che a sua volta permette la proliferazione del virus. “Una volta identificato il meccanismo che i virus sfruttano per persistere nell’ospite – dice Iannacone – abbiamo provato a intervenire direttamente sui monociti infiammatori che sembravano ostacolare la risposta immunitaria e abbiamo scoperto che eliminandoli, impedendone l’arrivo nei linfonodi o ancora disattivandone la funzione, si ripristina una corretta risposta immunitaria: i linfociti B riescono di nuovo a produrre anticorpi cosi’ da eliminare il virus”. Lo studio potrebbe avere applicazioni anche nella progettazione dei vaccini, il cui obiettivo e’ appunto indurre la produzione degli anticorpi: capire come alcuni virus sono in grado di impedirla puo’ aiutarci a disegnare vaccini migliori. (AGI)
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Roma – Bastano un semplice sms o una email per prendere il controllo di uno smartphone. Il metodo più utilizzato dagli hacker per rubare le informazioni personali di una persona è quello di inviare un malware, un programma in grado di aprire una backdoor. Si tratta di una 'porta sul retro' che consente agli hacker di superare lo scudo dell'autenticazione, e quindi le password di sistema, e di prendere il controllo dello smartphone con tutti i dati.

GLI ALLEGATI ALLE EMAIL

I file infetti sono spesso inviati in allegato a email con proposte allettanti, come fantomatiche vincite di premi, e arrivano il più delle volte da mittenti sconosciuti. I messaggi più insidiosi possono arrivare da indirizzi noti, come quelle di un amico: in quel caso, l'hacker ha prima preso il controllo della email di una persona e successivamente ha contattato tutti gli indirizzi presenti in rubrica.

Come evitare le trappole, al via la campagna europea Mobile Malware

Una volta ricevuto il messaggio è fondamentale non aprire l'allegato. Solo in questo modo si è al sicuro. Inoltre, è opportuno controllare sempre l'estensione del file. I malware sono file 'eseguibili' (ad esempio '.exe' o '.bat' nel linguaggio Windows, oppure '.ipa' come applicazione mobile Apple o '.dmg' su Mac).

Password e software, come proteggere email e cloud

Aprendo la gran parte delle email da smartphone il rischio di infettare il proprio dispositivo è sempre più alto. I malware spesso arrivano anche via sms, sotto forma di link accompagnati da messaggi che invitano a installare una particolare applicazione. 

L'INSIDIA DELLE APP

Un'altra insidia riguarda le app. Nonostante i rigidi controlli, è capitato in più occasioni di scovare nei codici di un'applicazione, apparentemente innocua, codici in grado di aprire una backdoor e rubare informazioni da smartphone e computer. L'ultimo caso riguarda EasyDoc, un falso convertitore di file per Mac all'interno del quale si celava il pericoloso malware Backdoor.Mac.Eleanor. 

WI-FI PUBBLICHE E PASSWORD BANALI

Fin qui il metodo per attaccare uno smartphone a distanza – tralasciando la violazione di password come '1234abc' che è come lasciare le chiavi nella serratura, o la porta di casa spalancata. Se uno smartphone è collegato a una rete wi-fi pubblica esistono software – disponibili su Kali Linux, il sistema operativo degli hacker – in grado di catturare le informazioni. Se poi si lascia incustodito il proprio telefono, bastano pochi minuti per installare un'app invisibile e prenderne il pieno controllo, senza che il proprietario si accorga di nulla. (AGI)

(AGI) – Roma, 24 ott. – Allo sforamento dei limiti di anidride carbonica ha fatto seguito un 2016 che si classifica come l’anno piu’ caldo di sempre a livello mondiale, da 137 anni fa quanto sono iniziate le rilevazioni, con la temperatura media registrata nei primi nove mesi sulla superficie della terra e degli oceani addirittura superiore di 0,89 gradi celsius rispetto alla media del ventesimo secolo. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’allarme dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) sulla concentrazione media di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera che ha raggiunto il traguardo di 400 parti per milione (ppm) nel 2015, sulla base della banca dati del Noaa, il National Climatic Data Centre che rileva le temperature sul pianeta dal 1880. Nella classifica degli anni piu’ caldi a livello mondiale era in testa fino ad ora il 2015 davanti al 2014 e al 2010 che – precisa la Coldiretti – e’ seguito dal 2013, dal 2005 e poi a pari merito dal 1998 e dal 2009 e a seguire il 2012 e poi il 2003, il 2006 e il 2007 a pari merito. Si tratta di una conferma della tendenza al surriscaldamento climatico contro il quale e’ stata firmato il 22 aprile scorso all’Onu lo storico accordo in occasione della giornata della Terra. A preoccupare e’ anche il repentino capovolgersi del tempo con i cambiamenti climatici in atto che in Italia si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi anche con il rapido passaggio dalla siccita’ all’alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate anche da grandine con pesanti effetti sull’agricoltura italiana che negli ultimi dieci anni – continua la Coldiretti – ha subito danni per 14 miliardi di euro a causa delle bizzarrie del tempo. L’agricoltura e’ l’attivita’ economica che piu’ di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma e’ anche il settore piu’ impegnato per contrastarli” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare “si tratta pero’ di una sfida per tutti che puo’ essere vinta solo se si afferma un nuovo modello di sviluppo piu’ attento alla gestione delle risorse naturali nel fare impresa e con stili di vita piu’ attenti all’ambiente nei consumi, a partire dalla tavola.(AGI)
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(AGI/AFP) – Ginevra, 24 ott. – La concentrazione di anitride carbonica nell’atmosfera (CO2) ha raggiunto la soglia simbolica di 400 ppm (parti per milione) su scala mondiale e per un anno intero. Lo riferisce l’Onu in occasione della diffusione del bollettino annuale dell’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) e ricordando che questa soglia era stata gia’ raggiunta in precedenza, ma solo in certi luoghi e in alcuni mesi dell’anno. Il WMO nota che, anche a causa di fenomeni climatici come El Nino e dopo la tendenza al rialzo, che nel 2015 aveva visto un aumento di di 2,2 ppm rispetto al 2014, “le concentrazioni di CO2 resterano al di sopra dei 400 ppm per tutto l’anno, e non scenderanno al di sotto di tale soglia per molte geneazioni a venire”. Inoltre, il capo dell’agenzia dell’Onu con sede a Ginevra, Petteri Taalas, ha esortato a non cadere nell’errore di collegare il fenomeno agli eventi meteorologici. “El Nino e’ scomparso, ma il cambiamento climatico no”, ha avvertito. (AGI)
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