Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Informatica

Alla Maker Faire di Roma, il più grande evento europeo sull’innovazione, ci sono piccole start-up e grandi nomi, con oltre 700 espositori divisi tra sei diverse aree tematiche. Una delle innovazioni più significative è Joule, la nuova scheda di prototipazione presentata dalla multinazionale Intel. Si tratta di un chip di piccole dimensioni in grado però di assolvere un elevato numero di funzioni. È a tutti gli effetti un mini-pc, con 4GB di RAM e in grado di supportare video in 4K, ma non è stato progettato per essere il cervello di un laptop; in realtà Joule nasce per i “makers”, inventori che possono sfruttare questa tecnologia per realizzare le proprie idee. In mostra ci sono le invenzioni di makers provenienti da tutta la penisola, vincitori dei vari FabLab organizzati da Intel in Italia per mostrare le possibili applicazioni di Joule

Al MFR16 ha fatto il suo debutto mondiale Watly, il primo computer termodinamico al mondo alimentato interamente ad energia solare in grado purificare l’acqua, anche marina, da ogni forma di contaminazione (chimica, fisica, batteriologica), fornendo energia elettrica off-the-grid e connettività internet. Watly è presente alla Fiera di Roma in una versione “ridotta” per l’occasione: al Padiglione 5, su uno spazio di oltre 300mq, sono stati montati tre moduli: le due ali – che raccolgono energia solare e lo fanno funzionare – e l’unità centrale, nella quale si trova l’interfaccia utente, vera anima del computer, per un totale di 25 metri.Il pubblico di Maker Faire Rome potrà direttamente interagire con Watly: la sua interfaccia, dotata di un grande schermo interattivo, consentirà infatti di vivere un’esperienza immersiva grazie alla realtà virtuale con tecnologia Oculus. Inoltre, attraverso gli speciali braccialetti dotati di RFID, i visitatori potranno avvicinarsi all’erogatore e ricevere acqua potabile, riproducendo il reale funzionamento di Watly

Washington – Sono già finiti i giorni di gloria di Twitter: il social network di microblogging (massimo 140 caratteri) che per qualche settimana era conteso dai colossi come Disney Apple e Google, tutte defilatesi, ha perso oggi anche il suo ultimo, Salesforce.com. Ad ancitipare la notizia, presa dall'Ad Marc Benioff, è stato il Financial Times. Il titolo dell'uccellino blu è crollato repentinamente: a Wall Street ha perso oltre il 6% a quota 16,68 dollari. Pessimo modo per celebrare i 10 anni di vita. Malgrado sia molto popolare, specialmente tra i giornalisti, Twitter non e' mai riuscito a superare quota 300 milioni di utenti, senza mai fare un dollaro di utile. Sul fronte opposto il 'cugino' adulto, Facebook, che veleggia oltre gli 1,7 miliardi di account e miliardi di utili. A nulla è valso il ritorno lo scorso anno da Ad del cofondatore Jack Dorsey. Al momento l'azienda capitalizza un valore di 11,9 miliardi di dollari.

Twitter, il nobile povero del web

 

Senza discutere l'indubbia rilevanza del social network nel mondo dell'informazione moderna, tale tracollo è tutt'altro che complicato da spiegare: in dieci anni di esistenza Twitter non ha mai chiuso un trimestre in utile. Ovvero, in dieci anni di esistenza la compagnia non è riuscita a elaborare un modello di business in grado di generare profitti. I cambiamenti introdotti negli ultimi mesi potrebbero sicuramente tradursi in un aumento dei ricavi nei conti del terzo trimestre, che verranno pubblicati il prossimo 27 ottobre. A preoccupare è però il numero di iscritti che continua a crescere troppo lentamente. I numeri sono impietosi anche in questo caso. Negli Stati Uniti i rispettivi utenti, secondo i dati di Verto Analytics, spendono mensilmente una media di 9,4 ore al mese su Facebook, 3,6 ore su Snapchat e appena 1,90 ore su Twitter. Il confronto diventa ancora più imbarazzante se si guarda al semplice numero di iscritti: Twitter ne ha appena 313 milioni, lontanissimi non solo dagli oltre 1,7 miliardi di Facebook ma ormai anche dai 555 milioni di Tumblr (controllata da Yahoo) e dal mezzo miliardo di Instagram (di proprietà di Facebook). Senza una svolta, il social network dei cinguettii rischia di farsi sorpassare addirittura da Baidu, il suo epigono cinese, che ha oggi 300 milioni di utenti. (AGI) 

Roma – Con Facebook è ora possibile trasmettere in streaming sulla propria TV di casa i video caricati su Facebook. Al momento è già possibile lo streaming di video da Facebook ad Apple TV (e altri dispositivi abilitati per AirPlay) o Chromecast (e altri dispositivi abilitati Google Cast) da un dispositivo iOS o dal browser web, e presto sarà possibile farlo anche da dispositivi Android a Chromecast.

 

//

 

Come trasmettere un video da Facebook al televisore:

– Trovare un video che si desidera guardare sul telefono o desktop e premere il simbolo TV in alto a destra
– Selezionare il dispositivo su cui si desidera trasmettere il video per lo streaming

Mentre si sta guardando un video di Facebook sul proprio televisore, è possibile scorrere il News Feed sul dispositivo da cui si sta facendo streaming, in modo da rimanere aggiornati anche durante la riproduzione del video. Quando si effettua lo streaming di un Facebook Live sulla propria TV, è possibile vedere in tempo reale i commenti e le reactions degli altri utenti, e ci si può unire a loro commentando o aggiungendo a propria volta una reazione. (AGI)

(AGI) – Roma, 14 ott. – Cinquecento espositori distribuiti per centomila metri quadri, duemila progetti e inventori provenienti da trentuno Paesi, dagli Usa all'India, dall'Egitto alla Colombia. Questi i numeri della quarta edizione della Maker Faire di Roma, ormai la maggiore manifestazione europea dedicata al mondo dell'innovazione. Una crescita inarrestabile che, dopo l'affluenza record dello scorso anno (100mila presenze) ha portato la kermesse dalle aule universitarie alla Fiera di Roma, dove e' partita oggi una tre giorni animata da un ricchissimo calendario di iniziative, conferenze e dimostrazioni che coprono tutti i nuovi orizzonti della tecnologia (dalla robotica alla dronistica, dalla realta' virtuale alla domotica), sfide che danno al manifatturiero di qualita', spina dorsale del Made in Italy, un'inedita occasione di rilancio. Una sede come la Fiera di Roma assume quindi anche un significato simbolico: i "makers", gli inventori, non sono piu' creativi isolati che lavorano in uno scantinato e il loro sbocco naturale non e' piu' solo la start-up. E' il mondo della grande industria e dei servizi che richiede sempre piu' figure capaci di ispirazione, che sappiano interpretare i mutamenti sempre piu' frenetici della societa' digitale e trasformare in prodotto le esigenze di individui sempre piu' interconnessi. "Vogliamo mostrare che forse il futuro puo' essere migliore di quello che raccontavamo", ha sottolineato il curatore della manifestazione, Riccardo Luna, aprendo la conferenza introduttiva e rivolgendosi ai 25mila studenti che hanno affollato questa mattina i padiglioni, aggirandosi tra macchine avveniristiche destinate, in molti casi, a diventar loro familiari in eta' adulta.

"The times they are a-changing", come recita il ritornello di un celebre brano del neo Nobel per la letteratura Bob Dylan che viene trasmesso sul maxi schermo, a guisa di inno semiufficiale della manifestazione, prima di lasciare spazio alle testimonianze di campioni internazionali dell'innovazione come il professor Neil Gershenfeld del Massachusetts Institute of Technology, direttore del Center for Bits and Atoms, che ha illustrato come le nanotecnologie possano "dare vita ai materiali" attraverso nuovi sistemi di assemblaggio in grado di replicare i meccanismi biologici. O a visionari come Bruce Sterling, lo scrittore di fantascienza considerato tra i creatori del cyberpunk, nonche' firma di Wired, che ha ricordato il "Gruppo T" come esempio di filosofia dell'innovazione italiana. "L'Italia ha molto da dire e molto da fare in questo settore, dove e' particolarmente forte", ha sottolineato Sterling. A testimoniarlo l'esempio di Simona Maschi del centro europeo di information desing di Copenhagen, il piu' importante d'Europa, che ha mostrato vari progetti di domotica "basati sulle persone, come secondo la filosofia di vita scandinava", dalla lampada smart che segue i movimenti delle persone alle strisce pedonali disegnate sulla strada da un sensore quando desideriamo attraversarla. O il giovane Bruno Zamborlin, l'inventore di Mogees, il sensore che, attaccato a un qualsiasi oggetto, una sedia o una bottiglia, un albero o una zucchina, riconosce le vibrazioni create percuotendolo e le trasforma in musica, consentendo di "suonare" qualsiasi cosa. Scrosciano gli applausi mentre sullo schermo scorrono i suoi duetti con Jean Michel-Jarre e Rodrigo del duo Rodrigo y Gabriela (in questo caso, chitarra contro cassetta da frutta).
La grande impresa italiana, che con questi innovatori si deve interfacciare, e' stata invece rappresentata dal presidente di Telecom, Giuseppe Recchi, che ha ricordato l'ambizione dell'azienda di "diventare la casa tecnologica italiana", e da Dario Pagani, vice presidente esecutivo di Eni, main partner dell'evento. "Siamo qui per presentare tre concept che mettono al centro l'individuo, uno riguardante la domotica per una gestione energetica piu' intelligente e un maggiore risparmio; un altro relativo al digital employee per i nostri dipendenti e contrattisti: un braccialetto che ci consente di portare dietro la nostra scheda sanitaria in caso di necessita'", ha spiegato Pagani, "il terzo concept riguarda la digital Earth: in molti casi perforiamo pozzi d'acqua per le comunita' dove lavoriamo e, grazie alla connettivita, possiamo stabilire le caratteristiche fisico-chimiche dell'acqua". Il mondo istituzionale e' stato infine presente nelle persone del ministro del Lavoro, Luciano Poletti, che ha ironizzato sul fatto che "non capita spesso che un ministro duri tre Maker Faire" e ha portato gli inventori come esempio di come si debba "continuare a cambiare tutti i giorni" per cogliere le sfide della modernita', e del vice ambasciatore degli Usa in Italia, Kelly Degnan. "C'e' una grande energia qui, e' qua che vediamo nascere quelle grandi idee che poi si trasformano in nuove app o in nuove start up che cambieranno il nostro modo di vita", ha chiosato Degnan, "come il presidente Obama ha detto tante volte, l'innovazione e' il futuro di tutti noi". (AGI)
.

di Francesco Russo @cicciorusso_agi

Roma – Cinquecento espositori distribuiti per centomila metri quadri, duemila progetti e inventori provenienti da trentuno Paesi, dagli Usa all'India, dall'Egitto alla Colombia. Questi i numeri della quarta edizione della Maker Faire di Roma, ormai la maggiore manifestazione europea dedicata al mondo dell'innovazione. Una crescita inarrestabile che, dopo l'affluenza record dello scorso anno (100mila presenze) ha portato la kermesse dalle aule universitarie alla Fiera di Roma, dove è partita oggi una tre giorni animata da un ricchissimo calendario di iniziative, conferenze e dimostrazioni che coprono tutti i nuovi orizzonti della tecnologia (dalla robotica alla dronistica, dalla realtà virtuale alla domotica), sfide che danno al manifatturiero di qualità, spina dorsale del Made in Italy, un'inedita occasione di rilancio.

 

//

 

FUORI DAGLI SCANTINATI, VERSO LA GRANDE INDUSTRIA

Una sede come la Fiera di Roma assume quindi anche un significato simbolico: i "makers", gli inventori, non sono più creativi isolati che lavorano in uno scantinato e il loro sbocco naturale non è più solo la start-up. E' il mondo della grande industria e dei servizi che richiede sempre più figure capaci di ispirazione, che sappiano interpretare i mutamenti sempre più frenetici della società digitale e trasformare in prodotto le esigenze di individui sempre più interconnessi. "Vogliamo mostrare che forse il futuro può essere migliore di quello che raccontavamo", ha sottolineato il curatore della manifestazione, Riccardo Luna, aprendo la conferenza introduttiva e rivolgendosi ai 25mila studenti che hanno affollato questa mattina i padiglioni, aggirandosi tra macchine avveniristiche destinate, in molti casi, a diventar loro familiari in età adulta.

Roma diventa capitale delle start-up

"The times they are a-changing", come recita il ritornello di un celebre brano del neo Nobel per la letteratura Bob Dylan che viene trasmesso sul maxi schermo, a guisa di inno semiufficiale della manifestazione, prima di lasciare spazio alle testimonianze di campioni internazionali dell'innovazione come il professor Neil Gershenfeld del Massachusetts Institute of Technology, direttore del Center for Bits and Atoms, che ha illustrato come le nanotecnologie possano "dare vita ai materiali" attraverso nuovi sistemi di assemblaggio in grado di replicare i meccanismi biologici. O a visionari come Bruce Sterling, lo scrittore di fantascienza considerato tra i creatori del cyberpunk, nonché firma di Wired, che ha ricordato il "Gruppo T" come esempio di filosofia dell'innovazione italiana. "L'Italia ha molto da dire e molto da fare in questo settore, dove è particolarmente forte", ha sottolineato Sterling.

DALLA DOMOTICA PER LE PERSONE ALLA MUSICA DEGLI OGGETTI

A testimoniarlo l'esempio di Simona Maschi del centro europeo di information desing di Copenhagen, il più importante d'Europa, che ha mostrato vari progetti di domotica "basati sulle persone, come secondo la filosofia di vita scandinava", dalla lampada smart che segue i movimenti delle persone alle strisce pedonali disegnate sulla strada da un sensore quando desideriamo attraversarla. O il giovane Bruno Zamborlin, l'inventore di Mogees, il sensore che, attaccato a un qualsiasi oggetto, una sedia o una bottiglia, un albero o una zucchina, riconosce le vibrazioni create percuotendolo e le trasforma in musica, consentendo di "suonare" qualsiasi cosa. Scrosciano gli applausi mentre sullo schermo scorrono i suoi duetti con Jean Michel-Jarre e Rodrigo del duo Rodrigo y Gabriela (in questo caso, chitarra contro cassetta da frutta).

La grande impresa italiana, che con questi innovatori si deve interfacciare, è stata invece rappresentata dal presidente di Telecom, Giuseppe Recchi, che ha ricordato l'ambizione dell'azienda di "diventare la casa tecnologica italiana", e da Dario Pagani, vice presidente esecutivo di Eni, main partner dell'evento. "Siamo qui per presentare tre concept che mettono al centro l'individuo, uno riguardante la domotica per una gestione energetica più intelligente e un maggiore risparmio; un altro relativo al digital employee per i nostri dipendenti e contrattisti: un braccialetto che ci consente di portare dietro la nostra scheda sanitaria in caso di necessità", ha spiegato Pagani, "il terzo concept riguarda la digital Earth: in molti casi perforiamo pozzi d'acqua per le comunità dove lavoriamo e, grazie alla connettivita, possiamo stabilire le caratteristiche fisico-chimiche dell'acqua".

Il mondo istituzionale è stato infine presente nelle persone del ministro del Lavoro, Luciano Poletti, che ha ironizzato sul fatto che "non capita spesso che un ministro duri tre Maker Faire" e ha portato gli inventori come esempio di come si debba "continuare a cambiare tutti i giorni" per cogliere le sfide della modernita', e del vice ambasciatore degli Usa in Italia, Kelly Degnan. "C'è una grande energia qui, è qua che vediamo nascere quelle grandi idee che poi si trasformano in nuove app o in nuove start up che cambieranno il nostro modo di vita", ha chiosato Degnan, "come il presidente Obama ha detto tante volte, l'innovazione è il futuro di tutti noi". (AGI) 

Roma – Una campagna informativa per sensibilizzare cittadini, pazienti, mondo accademico e sanitario sull'importanza di una sana e corretta alimentazione per la salute umana in una dimensione globale. E' quella organizzata dal centro di Nutrizione umana dell'Universita' Cattolica, diretto dal professor Giacinto Miggiano, l'ente per il diritto allo studio della Cattolica di Roma (Educatt) e l'Associazione universitaria per la Cooperazione internazionale (Auci) in occasione, domenica 16 ottobre, della celebrazione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione e della campagna 'Mangiare meno (e bene!) Mangiare tutti! Si puo''. Iniziative saranno promosse a Roma presso il Policlinico A. Gemelli, il Presidio Columbus e il Polo Universitario Giovanni XXIII dell Universita' Cattolica e si protrarranno fino a martedi' 18 ottobre: tra queste, informazioni sul significato della Giornata mondiale e della campagna sull'alimentazione ai pazienti ricoverati nei reparti del Policlinico Gemelli, nonche' a studenti della facolta' di Medicina e chirurgia della Cattolica, operatori sanitari e nutrizionisti frequentatori dei master di Dietetica e nutrizione e di Alimentazione per il benessere e la salute sui temi della fame nel mondo e della malnutrizione nei Paesi in Via di Sviluppo. Saranno poi illustrati i temi della Giornata agli accompagnatori e ai pazienti all'ambulatorio di Dietetica del Policlinico Gemelli e ci sara' la possibilita' di accedere all'ambulatorio Open di Dietetica e Nutrizione per la valutazione delle abitudini alimentari per i visitatori che, dopo la compilazione di un questionario sugli stili di vita e un colloquio con gli specialisti, presenteranno caratteristiche di una patologia o uno squilibrio nutrizionale. (AGI)

Roma – "Oggi abbiamo vissuto una bella giornata per Roma e per il Lazio, perche' in questo Policlinico si e' fatto un salto nel futuro nei termini di qualita' sanitaria regionale. Abbiamo inaugurato un blocco con sei sale ipermoderne, con le tecnologie più avanzate, in alcuni casi uniche nel panorama regionale, e hanno valenza perche' collocate in una importante periferia romana". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a margine della visita al nuovo blocco operatorio del Policlinico Casilino a Roma, dopo essersi vaccinato per lanciare la campagna della Regione Lazio per il vaccino antinfluenzale. (AGI)

Palermo – Promuovere la formazione sulle competenze digitali a partire dalle scuole, rivolgendosi anche a docenti e a una platea potenzialmente molto piu' vasta. E' l'obiettivo del progetto "Conoscere Internet", una campagna di comunicazione che prende le mosse dal percorso di alfabetizzazione digitale realizzato dal consorzio Garr, Gruppo per l'armonizzazione delle reti della ricerca, e Assoprovider, finanziato dal Miur con fondi del Piano di Azione e Coesione. Questo percorso, inizialmente rivolto alle regioni del Sud, e' ora esteso a tutto il Paese. Sara' pertanto una formazione "open" rivolta a vari profili: dai professori della scuola, ai ricercatori fino ai professionisti delle imprese. I singoli docenti, infatti, potranno scaricare le singole video lezioni o l'intero corso e sottoporlo ai propri alunni. Oltre 1500 gli iscritti in pochi mesi. Il progetto formativo e' stato presentato ufficialmente oggi a Palermo all'Istituto Tecnico Vittorio Emanuele III ed erano presenti, tra gli altri, il sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone, il direttore del Garr Federico Ruggieri, il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, Maria Luisa Altomonte, e il rettore dell'Universita' di Palermo, Fabrizio Micari. "Favorire la diffusione della conoscenza di internet e delle nuove tecnologie significa anche migliorare la qualita' della vita e l'accesso ai servizi per i cittadini – ha detto Faraone – Il Miur ha investito ingenti risorse per l'infrastrutturazione digitale del Meridione e grazie a Garr-X Progress 133 scuole sono state connesse in fibra ottica. Ma l'investimento che stiamo facendo per innovare radicalmente le scuole italiane e' straordinario. Grazie al Piano nazionale scuola digitale, previsto dalla Buona Scuola, abbiamo stanziato un miliardo di euro e, per esempio, con queste risorse circa l'80 per cento delle scuole siciliane avra' una connessione lan o wlan. Conoscere internet dara' a tutti l'opportunita' di imparare, in modo semplice e veloce, come usare le potenzialita' della rete". Come funziona Internet, cos'e' la fibra ottica, quali sono le applicazioni piu' diffuse e cosa si puo' fare con le identita' digitali sono questi alcuni degli argomenti trattati nel corso che e' aperto a tutti, completamente gratuito e disponibile in lingua italiana e inglese. Dodici lezioni, dal linguaggio chiaro fruibili sulla piattaforma di e-learning del Garr con la possibilita' di ottenere il rilascio di un attestato finale. Da oggi, tutti i contenuti formativi sono disponibili in modalita' aperta, secondo i principi delle Open Educational Resources. Uno strumento utilissimo, ad esempio, per tutti gli insegnanti che vorranno usarli per svolgere le lezioni in classe. "La rete della ricerca Garr da sempre investe nella formazione e nella condivisione del sapere -ha spiegato Ruggieri-. Con il progetto Garr-X Progress, siamo partiti dal Sud per portare un'infrastruttura digitale all'avanguardia, con capacita' fino a 100 Gbps, finora mai raggiunte in Italia. Ma non basta, senza il trasferimento delle competenze e una reale collaborazione all'interno della comunita' della ricerca non e' possibile sfruttare a pieno tutte le potenzialita' di questo mezzo tecnologico. Questa iniziativa e' importante proprio per avvicinare varie tipologie di pubblico ai temi delle reti e del loro funzionamento". La collaborazione tra il mondo dell'universita' della ricerca e della scuola e' fondamentale in questo percorso di trasferimento delle conoscenze. "Il primo collegamento al garr dell'Universita' di Palermo risale ad oltre venticinque anni fa -ha commentato Micari-. Si trattava di un collegamento a pochi Kbps (kilo bit per secondo), poi Mbps e oggi Gbps. Gia' da allora, con la possibilita' di fornire servizi semplici, come la posta elettronica e i trasferimenti di file, la comunita' accademica ha ottenuto un grande vantaggio che le ha permesso di abbattere le distanze geografiche con il resto della comunita' scientifica mondiale. Quello di oggi e' un progetto di alfabetizzazione digitale che si rivolge principalmente agli studenti delle scuole superiori. Ormai tutti i ragazzi utilizzano un computer o navigano in rete, ma ignorano le potenzialita' delle moderne tecnologie. Il progetto mira a trasformare i nativi digitali in esperti digitali rendendoli fruitori piu' consapevoli. Un valore aggiunto anche per noi: questi ragazzi un domani saranno nostri alunni e sempre di piu' la formazione comprende una quota di informazione digitale". Durante la giornata, gli studenti e i partecipanti all'evento hanno potuto immergersi in un percorso attraverso la storia di Internet. Un percorso espositivo per illustrare le tappe piu' significative della storia di Internet e del web: dalla nascita di Arpanet nel 1969, alla prima mail, dall'invenzione del 'www' di Tim Berners-Lee al Cern nel '91, fino alla creazione dei social network e alle piu' recenti innovazioni in ambito tecnologico. (AGI)

Flag Counter
Facebook Page
Video Calciomercato
Oops, something went wrong.
Video Sport News
Oops, something went wrong.