Newsletter
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Politica

Il centrosinistra esce dal primo turno delle elezioni comunali come la prima forza politica del Paese e il suo avversario diretto è il centrodestra, che insegue da presso, mentre il Movimento 5 stelle è molto staccato dai due schieramenti e non supera il 10%. Nel riepilogo che considera i risultati di 141 Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti nelle Regioni a Statuto ordinario, il Pd raccoglie il 16,6% dei voti e i partiti di centrosinistra insieme il 20,2%. Sommando questi suffragi, il valore complessivo è del 36,8%. I partiti di sinistra ottengono il 6,9%. Nel campo opposto, Forza Italia è al 7%, gli altri partiti di centrodestra al 16,9%, la Lega Nord al 7,8% e Fratelli d'Italia al 2,5%. La somma di queste percentuali dà il 34,2% ovvero 2,6 punti in meno del totale del centrosinistra.

Voti di lista

Pd 16,6%; altri partiti di centrosinistra 20,2%; partiti di sinistra 6,9%; partiti di centro 4,1%; Forza Italia 7%; altri partiti di centrodestra 16,9%; Lega Nord 7,8%; Fratelli d'Italia 2,5%; Movimento 5 stelle 9%; liste civiche 6,7%; altri 2,4%. Scomponendo i voti di lista per aree geografiche non mancano le sorprese. Ad esempio, M5S al Sud riscuote il 6% dei suffragi e va quindi peggio che nel resto del Paese (10,4% al Nord e 9,6% al Centro) benché nella narrazione grillina il Mezzogiorno sia considerato una roccaforte. La Lega si conferma il partito del Nord, area in cui vale il 12,6%, mentre al Centro i consensi sono il 6,1%, e al Sud il Carroccio non attecchisce, fermandosi allo 0,5% nonostante l'attivismo recente di Salvini nel meridione. La prima forza nel Sud è costituita dai partiti di centrosinistra, che (Pd escluso) raccolgono il 34,9% dei voti di lista. Il Pd è al 12,5%, mentre conferma il suo radicamento nel Centro, dove raggiunge il 18,8%, a fronte del 17,9% al Nord. Il Sud è anche il bacino più ricco per i partiti di centro, le cui liste riportano il 6,5% con una prestazione ben oltre quelle del Centro (1,9%) e del Nord (3,8%). Il Sud premia anche i partiti di centrodestra che (FI esclusa) si attestano al 18,9% ovvero qualche punto in più di quanto non riescano a fare al Centro (15,7%) e al Nord (16,4%). Forza Italia, invece, al Sud (6,3%) va peggio che al Nord (7,8%), ma ha il suo tallone d'Achille nel centro, dove pesca il 6%. Nel Centro va bene FdI che incassa il 3,8% mentre al Nord si ferma al 2,6% e al Sud all'1,4%. Anche le liste civiche al Centro (9,7%) si sono rivelate più attrattive che aal Nord (5,8%) e al Sud (4,9%). 

Voti a candidati sindaco

I candidati sindaco di centrosinistra hanno ottenuto complessivamente in tutta Italia il 37% dei voti, mentre a quelli di centrodestra è andato il 34,3%. I due schieramenti hanno polarizzato i consensi dell'elettorato, lasciando agli altri percentuali a una cifra. I candidati sindaco del Movimento 5 stelle hanno raccolto in totale il 9,5% dei suffragi, quelli dei partiti di sinistra il 6,9%, quelli di liste civiche il 6,7%, quelli dei partiti di centro il 3,1%, tutti gli altri il 2,4%.

Eletti al primo turno e ballottaggi

Sono 22 i sindaci di centrosinistra eletti al primo turno, 8 quelli di centrodestra, 4 espressi da liste da civiche, 1 di Fratelli d'Italia, 1 della Lega Nord. Nessuno per M5S e tutti gli altri partiti. Il riepilogo si riferisce a 141 Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti nelle Regioni a Statuto ordinario. Nei ballottaggi del prossimo 25 giugno i candidati di centrosinistra partono in testa in 45 Comuni, mentre inseguono in 41. Quelli di centrodestra sono risultati primi in 44 Comuni e secondi in 33 Comuni. Un solo candidato M5S è in vantaggio per il secondo turno, mentre 7 sono stati meno votati del loro competitore. La Lega è in testa in 3 ballottaggi e seconda in 5. Fratelli d'Italia ha un candidato in 'polè e 3 in seconda piazza. Appartengono a liste civiche 4 candidati più votati al primo turno e 11 meno votati. I partiti di sinistra sono in corsa con 2 candidati in vantaggio e 3 che devono rimontare.

Prima ancora di entrare in consiglio comunale, era già una star. Decine di migliaia di visualizzazioni su YouTube, condivisioni a raffica sui social: Angelo Cofone – detto "Frosparo" (ovvero fiammifero, per i suoi capelli rossi) – aveva già vinto ben prima che ad Acri, in provincia di Cosenza, si votasse per le comunali.

E se ha avuto 258 preferenze, diventando il terzo più votato della sua lista, lo deve di sicuro più al video virale del suo sgangherato comizio scandito da gaffe e svarioni – paragonato alle migliori performance di Cetto Laqualunque – che al programma politico. Intanto ad Acri si andrà al ballottaggio domenica 25 giugno tra Pino Capalbo e Anna Vigliaturo, la candidata a sindaco sostenuta da Cofone. 

Pif trova, subito, un alleato nella rinnovata battaglia contro il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta sui fondi per l'assistenza ai disabili. Dopo aver occupato l'ufficio del presidente Crocetta nei mesi scorsi, senza aver ottenuto nulla, Pif ha scritto al Corriere della Sera. L'iniziativa del 21 febbraio aveva trovato eco e sostegno in molti artisti: Fiorello, Stefania Petyx, Ficarra e Picone. E ora Jovanotti.

E non si è esaurita lì: ne è nata una pagina Facebook, "Caro Marziano", in cui l'appello viene rinnovato tutti i giorni. La lettera di Pif al Corriere è servita per sottolineare l'irritazione per il finanziamento delle pensioni dei consiglieri regionali siciliani e ha trovato la reazione immediata di Jovanotti che ne ha fatto un lungo post su Facebook che potete leggere qui sotto.

Leggi anche l'articolo sul Corriere della Sera

Anche in queste elezioni amministrative, molto attivi gli utenti di Twitter. Il loro bersaglio preferito è stato sicuramente il MoVimento 5 Stelle, che ha ottenuto risultati molto magri in questa tornata. Ma qualche ironia su Renzi, Leoluca Orlando e sulle elezioni in generale non è mancata. 

Vi proponiamo i 10 tweet più divertenti che sono circolati. Se ne trovate di migliori, segnalateceli

A occhio, Beppe, il Maloox del 2014 non dev'essere ancora scaduto. @beppe_grillo

La sfida ai ballottaggi delle amministrative 2017 sarà tra centrodestra e centrosinistra, mentre nelle grandi città nessun candidato del moVimento Cinque Stelle è arrivato al ballottaggio. E' il dato che emerge dalle proiezioni sul voto per le comunali.

Palermo

Il sindaco uscente, Leoluca Orlando, potrebbe vincere già al primo turno perchè la legge Regionale Siciliana fissa al 40% la soglia per non dover andare al ballottaggio. 

Genova

Il candidato del centrodestra, Marco Bucci, e quello del centrosinistra, Giovanni Crivello, vanno al ballottaggio. Nettamente staccato quello dei Cinque Stelle, reduce dal duro scontro con la vincitrice delle 'comunarie', Marika Cassimatis.

Parma

Altra beffa per i Cinque Stelle a Parma, dove il fuoriuscito Federico Pizzarotti è in vantaggio, ma non abbastanza da garantirsi l'elezione senza passare per il ballottaggio.

Verona

A Verona la sfida per arrivare al ballottaggio con il candidato del centrodestra Federico Sboarina è tra la candidata del centrosinistra, Orietta Salemi, e quella della lista civica 'Fare', Patrizia Bisinella.

L'Aquila

Il candidato del centrosinistra, Americo Dibenedetto, sfiora il successo già al primo turno.

Taranto

Nemmeno nella città in cui divampa la polemica sull'Ilva M5S riesce a portare un candidato al ballottaggio. 

Catanzaro

Al ballottaggio andrà di sicuro il candidato del centrodestra, Sergio Abramo, mentre la sfida è tra quello del centrosinistra Vincenzo Ciconte e quello della lista civica, Nicola Fiorita.

La sfida ai ballottaggi delle amministrative 2017 sarà tra centrodestra e centrosinistra, mentre nelle grandi città nessun candidato del moVimento Cinque Stelle è arrivato al ballottaggio. E' il dato che emerge dagli exit poll realizzati per La7.

Palermo

Il sindaco uscente, Leoluca Orlando, potrebbe vincere già al primo turno perchè la legge Regionale Siciliana fissa al 40% la soglia per non dover andare al ballottaggio. 

Genova

Il candidato del centrodestra, Marco Bucci, e quello del centrosinistra, Giovanni Crivello, sono praticamente appaiati. Nettamente staccato quello dei Cinque Stelle, reduce dal duro scontro con la vincitrice delle 'comunarie', Marika Cassimatis.

Parma

Altra beffa per i Cinque Stelle a Parma, dove il fuoriuscito Federico Pizzarotti è in vantaggio, ma non abbastanza da garantirsi l'elezione senza passare per il ballottaggio.

Verona

A Verona la sfida per arrivare al ballottaggio con il candidato del centrodestra Federico Sboarina è tra la candidata del centrosinistra, Orietta Salemi, e quella della lista civica 'Fare', Patrizia Bisinella.

Taranto

La città dove infiamma la polemica sull'Ilva è l'unica in cui M5S ha qualche possibilità di portare un candidato al ballottaggio. 

 

"Credo che le posizioni espresse all'inizio rimarranno tali, su questo non c'è dubbio, ma credo anche che un passo in avanti verso un dialogo lo abbiamo sicuramente fatto. A parte il clima, su tutti gli altri temi c'è un accordo completo e una volontà comune di andare avanti insieme": lo ha detto il ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti facendo le prime valutazioni sui lavori del G7 iniziati a Bologna e che termineranno nel pomeriggio di lunedì. "Partiamo da posizioni diverse, ma abbiamo l'obbligo di dialogare tra tutti – ha spiegato Galletti – è un obbligo, un imperativo, e stiamo facendo questo, io sono soddisfatto che ci siano tutti e sette i paesi rappresentato oggi qui nella sala e he ci sia la volontà di riallacciare un filo comune, questa è l'importanza di questo G7".

Galletti: "Continuiamo un percorso comune"

Riguardo alla retromarcia Usa sugli accordi di Parigi, e alla possibilità di un ripensamento, Galletti ha aggiunto: "Qui si tratta di continuare un percorso comune, su tanti temi, che non sono solo i cambiamenti climatici, discutiamo di marine litter, di Africa, di finanza verde, quindi di continuare a dialogare fra di noi. Poi ripeto le posizioni, in particolare su Parigi, sono posizioni distanti, ma l'importante è non perdersi. In ambiente o si vince tutti insieme o si perde tutti e anche nei momenti difficili bisogna continuare dialogare, a stare insieme anche da posizioni diverse. Qui a Bologna stiamo facendo un lavoro importantissimo , di ricucitura – ha concluso il ministro – sapremo solo alla fine di questi due giorni che risultati avrà dato, ma un risultato lo abbiamo gia' ottenuto perche' continuiamo a parlare, a individuare soluzioni, obiettivi comuni". 

Espinosa (Onu): "Dispiace per Usa ma dobbiamo andare avanti"

Sebbene permanga la decisione degli Usa di ritirarsi dall'accordo di Parigi, "quello che abbiamo ascoltato da Scott Pruitt è' che intende continuare a fare sforzi nel campo della lotta al cambiamento climatico. Ha detto anche che vuole impegnarsi con la Convenzione Onu sui cambiamenti climatici in un dialogo su questo tema". Lo ha dichiarato Patricia Espinosa, segretario dell'Unfccc, parlando ai giornalisti in una pausa del G7 Ambiente di Bologna.

"Abbiamo accolto tutti con rammarico la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dall'Accordo di Parigi – ha aggiunto Espinosa -. Allo stesso tempo gli Stati Uniti rimangono una parte dell'Accordo di Parigi, perché questo prevede un periodo di attesa di tre anni prima che le parti possano ritirarsi. Per noi e' molto chiaro che quello che dobbiamo fare è andare avanti nell'attuazione dell'Accordo, e continuare ad aiutare i paesi nel tradurre i loro programmi nazionali nelle loro politiche di sviluppo, per riuscire nel 2018, quando avremo la prima valutazione di dove siamo, ad aumentare le nostre ambizioni". Per il segretario dell'Unfccc, l'impegno espresso dai ministri presenti a Bologna "e' veramente molto forte". 

 

Oltre 9 milioni di italiani sono chiamati alle urne in 1.004 comuni. Si vota fino alle 23. Come anticipato da YouTrend, i primi dati parlano di un'alta partecipazione al voto. Il Viminale ha diffuso il dato reale alle 12: l'affluenza è stata del 19,36%.

!function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0],p=/^http:/.test(d.location)?’http’:’https’;if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src=p+”://platform.twitter.com/widgets.js”;fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document,”script”,”twitter-wjs”);

Per quanto non sia possibile un raffronto omogeneo sullo stesso numero di Comuni, la partecipazione appare in notevole crescita rispetto alle tornate amministrative più recenti, quando però si votava anche il lunedì. Domenica 26 maggio 2013 alle ore 12 aveva votato l'11,57% degli elettori, mentre domenica 6 maggio 2012 l'affluenza alla stessa ora era stata del 13,05%.

Dati del Viminale

PARMA. Affluenza del 18,29%, secondo dati del Viminale rilevati alle ore 12

GENOVA. Affluenza del 16,10%

CATANZARO. Affluenza del 22,13%.

L'AQUILA. Affluenza del 19,35%

VERONA. Affluenza del 18,20%.

PALERMO. Affluenza del 14,91% alle ore 12.

Chi è chiamato alle urne

Oggi l'Italia torna al voto. Si tratta di elezioni amministrative che interessano poco più di un migliaio di comuni di cui 25 capoluoghi. Nelle Regioni a statuto speciale, il giorno delle amministrative è stabilito dall'autorità regionale competente: in Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna la data coincide con quella fissata per le regioni a statuto ordinario (l'11 giugno), mentre Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige hanno votato il 7 maggio. Sono chiamati alle urne più di 9 milioni di italiani e gli aventi diritto al voto sono distribuiti in quasi 11mila sezioni: si vota per l'elezione diretta dei sindaci (l'elenco dei cadidati) e dei consigli comunali in 1.004 Comuni (l'elenco completo), dei quali 160 con più di 15mila abitanti.

I numeri e i nomi delle Amministrative 2017

"Era doveroso provarci ma adesso la partita è chiusa. Abbiamo un orizzonte di quasi un anno prima del voto. Lavoriamo per l'Italia". Matteo Renzi parla con il Corriere della Sera all'indomani della rottura del Patto a 4 sul modello tedesco e chiude il discorso sul voto anticipato. Capitolo chiuso, si va a fine legislatura. Nell'intervista l'ex premier apre anche a un'alleanza con Pisapia. "Alla Camera il premio al 40% consente di tentare l'operazione maggioritaria, anche se non è facile. Con le forze alla sinistra del Pd siamo alleati in molti comuni dove ora si vota. Pisapia ha fatto per cinque anni il sindaco di Milano con il contributo fondamentale del Pd. Noi ci siamo, vediamo che farà lui". Guarda qui la risposta di PIsapia a Renzi.

 

//

Dunque, il venir meno dell'accordo sul 'Germanellum' sembra aver convinto il segretario del Pd a rinunciare definitivamente all'ipotesi di poter portare gli italiani al voto tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre (leggi l'articolo della Stampa), scenario che fino a ieri sembrava invece ancora all'ordine del giorno (leggi l'articolo di Agi.it). Oggi un po' tutti i giormali e i commentatori si dicono convinti che la legislatura arriverà a conclusione, alla primavera del 2018 (voto ipotizzabile tra marzo e giugno). La pensano così i direttori del Messaggero, e di Repubblica, Virman Cusenza e Mario Calabresi.

Interessante, a proposito di legge elettorale, anche l'analisi del costituzionalista Roberto D'Alimonte sul Sole 24 ore: "Noi non siamo tra quelli che si stracceranno le vesti se il tedesco verrà definitivamente affossato", scrive il professore. "Dal punto di vista che ci interessa veramente, e cioè la governabilità del paese, tra tedesco o consultellum non c’è differenza. L’uno e l’altro non sono in grado di favorire nell’attuale contesto la formazione di maggioranze coese e stabili, come si vede dal confronto delle due simulazioni che proponiamo. Con i dati di oggi e il sistema simil-tedesco solo 4 partiti sarebbero rappresentati. Il leggero vantaggio della coalizione pro-Europa rispetto al fronte populista è effimero. La maggioranza dei seggi potrebbe andare a M5s e Lega Nord. Il voto sarebbe una lotteria e il risultato non è detto che sia il governo dei populisti. Potrebbe essere il non governo. Ma anche nel caso, più probabile, in cui Pd e Fi arrivino a 316 seggi o poco più sarebbe una maggioranza fragile". Leggi qui l'editoriale integrale.

Renzi tiene a sottolineare che a questo punto "la scommessa è fare una buona legge di bilancio per consolidare la ripresa. Abbiamo poco meno di un anno di tempo: dobbiamo impiegarlo senza perdere neanche un minuto per stare fuori dal chiacchiericcio della politica politicante e dentro ai problemi reali".

 

Flag Counter
Facebook Page
Video Calciomercato
Video Sport News