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Politica

(AGI) – Roma, 15 gen. – “Spero che il dibattito dei prossimi giorni si mantenga serio e serrato sui veri punti di merito, senza trasformarsi in uno scontro ideologico. La questione non e’ semplice e mentre su molti punti l’accordo mi sembra solido, ci sono questioni su cui ancora le distanze sono ampie. E forse lo resteranno al punto che sara’ il voto segreto, tipico in discussioni sui diritti e sui valori, a definire le scelte”. Lo scrive il premier Matteo Renzi nella sua Enews a proposito delle unioni civili che saranno votate dall’aula del Senato il 28 gennaio. “Quello che e’ certo e’ che nel giro di qualche settimana avremo finalmente approvata una legge attesa da decenni. Mi auguro che si concluda l’iter esercitando la nobile arte del confronto, ascoltandosi, rispettandosi, dialogando. E non e’ una questione di buonismo, e’ una questione di buon senso”. Lo scrive nella sua Enews Matteo Renzi a proposito delle Unioni civili.
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Roma – "Non ci facciamo intimidire da dichiarazioni ad effetto l'Italia merita rispetto". Questa la risposta di Matteo Renzi al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. A riferirlo e' stato via twitter il direttore del Tg5, Clemente Mimun, al quale il premier ha rilasciato un'intervista. 

Juncker aveva invitato Renzi a non offendere la Commissione, sottolineando che  i rapporti fra Italia e Ue "non sono i migliori al momento". Il presidente del Consiglio "ha torto a criticare la Commissione", aveva aggiuntoil capo dell'esecutivo europeo, "a introdurre la flessibilità sono stato io, non Renzi". 

Amartya Sen elogia Renzi, in Ue crescita e non austerity (LEGGI)

Padoan "rapporti costruttivi" con Bruxelles - I rapporti fra Italia e Unione europea "rimangono cordiali e costruttivi" e "il governo italiano non ha nessuna volonta' di offesa nei confronti di nessuno e tantomeno della Commissione europea o dei suoi membri", ha sottolineato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan al termine dell'Ecofin, riferendosi alle dichiarazioni del presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e dopo aver sentito il presidente del Consiglio Matteo Renzi: "Come spesso accade ci sentiamo, ci siamo sentiti su questo e abbiamo condiviso le cose che vi ho detto", ha riferito Padoan.

Padoan, flessibilità in Ue? Ci si e' arrivati grazie all'Italia

Juncker – "Esito sempre a esprimermi con lo stesso vigore con cui il mio amico Matteo Renzi si rivolge a me, perchè credo che non risolva le cose", ha spiegato, aggiungendo di non essere "per niente naif" e di voler tenere "l'irritazione, che è grande, in tasca". "Sapete – ha aggiunto – che rispetto molto il presidente del Consiglio e che mi piace, ma ha torto di criticare la Commissione su ogni punto di vista. Non capisco perchè lo faccia, è da troppo tempo che non seguo i teatrini della politica interna di certi paesi". Ma, ha aggiunto, "l'Italia non dovrebbe troppo criticare la commissione. Io accetto le critiche, non è quello il problema, ne sono anche fiero". Ma, ha aggiunto, "abbiamo introdotto in materia di sorveglianza dei conti pubblici una dose accresciuta di flessibilità contro la volontà di certi stati membri e non dei meno importanti: soprattutto di quello che secondo lui domina l'insieme dell'Europa", ha aggiunto riferendosi alla Germania. "L'Italia approfitta di tutte le flessibilità introdotte e sono stato sorpreso alla fine della presidenza italiana che Renzi abbia detto al Parlamento europeo che era stato lui ad avere introdotto la flessibilità". In realtà, ha rivendicato, "sono stato io e non lui, anche se con il suo appoggio. E chi mi ha accompagnato nel convicere i contrari non si esprimeva solo con le lingue del sud, credetemi. Bisogna su questo attenersi alla realtà e alla verità".  (AGI)

(AGI) – Roma, 15 gen. – “Non credo che ci siano realistiche opzioni di una piccola Schengen”. Lo ha detto l’alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini, a margine di una conferenza alla Farnesina sui rapporti tra Ue e America Latina. “Dobbiamo fare in modo che Schengen com’e’ funzioni e garantisca ai cittadini europei quello che e’ riuscita a garantire in questi anni: sicurezza da una parte, liberta’ di circolazione dall’altra. Questo e’ un interesse di tutti gli europei”, ha sottolineato il capo della diplomazia europea.
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(AGI) – Roma, 15 gen. – Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo al decreto legislativo sulle depenalizzazioni. Con questo provvedimento decine di reati, puniti solo con multa o ammenda, vengono trasformati in illeciti amministrativi con sanzione pecuniaria immediatamente eseguibile. Nei casi di contestazione di aggravanti, resta il profilo penale. (AGI)
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(AGI) – Bruxelles, 14 gen. – La difesa dello spazio di libera circolazione Schengen “e’ cruciale per la politica e l’economia europea”: lo ha detto il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, ministro delle Finanze olandese e quindi anche presidente di turno Ecofin. “Dobbiamo lavorare meglio insieme per proteggere i confini esterni dello spazio Schengen per evitare la spirale negativa della reintroduzione dei controlli alle frontiere nazionali”, ha aggiunto. (AGI)
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Roma – La frattura attraversa il Pd da un capo all'altro, come non si vedeva da molto tempo. Non serve dire che decidera' l'Aula, non basta parlare di liberta' di coscienza in un partito il cui segretario viene da ambienti cattolici, come anche una certa parte dei ministri. Il problema della stepchild adoption, inserita nella legge sulle unioni civili che sara' esaminata dal Senato verso la fine del mese, deflagra all'interno del partito e lascia uno strascico di amarezze e di polemiche.

Dopo giorni passati nella riflessione e nella ricerca di una posizione comune, un gruppo di parlamentari Pd di estrazione cattolica ha firmato una proposta per sostituire l'adozione, in una coppia omosessuale, dei minori provenienti da unioni esterosessuali precedenti con un affidamento rafforzato. In linguaggio tecnico: "Puo' essere disposto l'affidamento personale del minore alla parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso quando lo stesso e' figlio, anche adottivo, dell'altra parte dell'unione civile e il genitore biologico estraneo all'unione civile sia sconosciuto, deceduto o decaduto dalla responsabilita' genitoriale". L'iniziativa fa saltare i nervi a qualcuno. Sul sito Gay.it vengono pubblicate le foto di 37 parlamentari cattolici definiti "i senatori 'malpancisti' del Pd". La cosa sa molto di lista di proscrizione, tuonano anche dall'interno del Partito Democratico. Intanto i vertici Pd,. A cominciare da Lorenzo Guerini, si affrettano a precisare che in Aula andra' il testo Cirinna' (quello della stepchild adoption) e poi si vedra'.

Per ricucire lo strappo si tiene la riunione della minicommissione creata ad hoc per gestire la faccenda. Fonti del partito, usando un linguaggio dipolomatico, al termine parlano di una discussione accesa ma priva di tensioni. Quello che probabilmente si fara' e' mantenere il testo Cirinna' come cornice e 'arricchirlo' con alcuni paletti nei passaggi piu' controversi. Stepchild adoption, appunto, e convivenze di fatto. Sembra a questo punto tramontare l'idea di ricorrere al cosiddetto affido rafforzato: sarebbe uno strumento normativo dalla dubbia costituzionalita', e' la spiegazione. Meglio sarebbe, aggiungono le stesse fonti, procedere per piccole correzioni: prevedere l'adozione solo per i figli nati prima della registrazione della coppia; prevedere l'adozione solo per i figli nati da precedenti relazioni; inserire il riferimento 'ultroneo' alla legge quaranta e, quindi, il rifiuto del concetto di gestazione altrui o, altimenti detto, 'utero in affitto'; prevedere un periodo pre-adottivo 'di prova' al termine del quale un giudice decidera' se la coppia presenta le condizioni per adottare definitivamente il minore. Presto per dire se la ricucitura reggera'. Sui temi etici gli strappi, di solito, durano a lungo.(AGI)

(14 gennaio 2016)

Roma – Cattolici Pd all'attacco sulla "stepchild adoption". Una discussione accesa ma priva di tensioni: cosi' chi ha partecipato alla riunione della 'bicameralina' Dem sulle unioni civili descrive il clima che si respirava appena poche ore fa. In tutti, sostenitori della prima stesura del testo Cirinna' e fautori dello 'stralcio' della parte riguardante le stepchild adoption, sembra farsi largo la consapevolezza che sia ormai troppo tardi per pensare ad una riapertura della discussione che possa fare tornare il testo in Commissione al Senato. Quello che si puo' fare e che probabilmente si fara', riferisce una fonte dem, e' mantenere il testo Cirinna' come cornice e 'arricchirlo' con alcuni paletti nei passaggi piu' controversi. Stepchild adoption, appunto, e convivenze di fatto. Il primo nodo e' anche, ovviamente, il piu' delicato e le opzioni in campo sono quattro, ma sembra tramontare l'idea di ricorrere al cosiddetto affido rafforzato: sarebbe uno strumento normativo dalla dubbia costituzionalita', e' la spiegazione. Meglio sarebbe, aggiungono le stesse fonti, procedere per piccole correzioni: prevedere l'adozione solo per i figli nati prima della registrazione della coppia; prevedere l'adozione solo per i figli nati da precedenti relazioni; inserire il riferimento 'ultroneo' alla legge quaranta e, quindi, il rifiuto del concetto di gestazione altrui o, altimenti detto, 'utero in affitto'; prevedere un periodo pre-adottivo 'di prova' al termine del quale un giudice decidera' se la coppia presenta le condizioni per adottare definitivamente il minore. Ipotesi che possono essere inserite singolarmente o in combinato attraverso gli emendamenti che saranno presentati in Aula a Palazzo Madama e che, ne sono certi nel Pd, sortirebbero l'effetto di "fare approvare la legge con una vera e propria prova da Partito Democratico", ovvero contemperare le richieste dei cattolici con quelle dei cosiddetti laici, arrivando a una sintesi "di civilta'". In quest'ottica continua il confronto all'interno del partito e una nuova riunione della bicameralina si terra' fra 19 e 20 gennaio a due giorni dal termine per la presentazione degli emendamenti al Senato. (AGI) 

(AGI) – Roma, 14 gen. – (di Barbara Tedaldi) “Non risultano italiani tra i feriti, ho appena sentito l’Unita’ di crisi”. Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri, commenta con l’AGI l’attentato di stamane a Giacarta ed esprime la sua “solidarieta’ e vicinanza alle famiglie delle vittime, al popolo, e alle istituzioni indonesiane”. Da mesi il presidente Joko Widodo ha intensificato la lotta al terrorismo in un paese in cui il timore che l’Isis possa nuovi fare proseliti e’ sempre presente.
“Se qualcuno dentro e fuori l’Indonesia immaginava,
nonostante gli episodi del passato, che il piu’ popoloso paese
islamico per i suoi connotati di non partecipazione alle
vicende mediorientale fosse immune, quell’illusione non c’e’
piu'” constata Della Vedova. “Il che – aggiunge – non significa
che vi siano prospettive necessariamente cupe. Ma certamente e’
il segno che anche un paese caratterizzato da un Islam che ha
garantito e garantisce una societa’ democratica, con
un’alternanza di governi e istituzioni che rispettano e
garantiscano la pluralita’ religiosa, e’ nel mirino della
follia terroristica come altri paesi islamici e non islamici”.
Sul perche’ sia stata colpita l’Indonesia, Della Vedova
spiega: “attentati in realta’ ce ne sono stati anche in
passato. Certamente l’Indonesia e’ ad oggi il paese piu’
lontano possibile dall’Isis per i suoi connotati di democrazia
e difesa del pluralismo, e in questa dimensione entra tra i
nemici dello stato islamico. E’ un nemico piu’
politico-culturale che non militare, come si puo’ invece dire
per la Turchia o i Paesi europei”.
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Roma – "31 (o 29) senatori Pd: se passa stepchild no a unioni civili. I nomi". E' il titolo di un articolo pubblicato sul sito 'gay.it', in cui si riferisce di una riunione al Senato con "34 senatori contrari alla stepchild adoption, che minacciano di far saltare tutto".

Di seguito all'articolo, vengono pubblicate le foto dei presunti 'malpancisti' del Pd, con su la scritta: "contatta il tuo senatore 'malpancista'". Una iniziativa che non piace ai senatori dem Mauro Del Barba, Stefano Collina, Emma Fattorini e Giancarlo Sangalli, che in una nota spiegano: "Inqualificabile metodo squadrista quello di esporre liste di proscrizione con tanto di foto segnaletiche. Normale che a pochi metri dal traguardo ci siano tentativi, come queste false notizie, di sabotare una legge cosi' importante. Ma questi tentativi non avranno esito positivo perche' il Pd e' unito nel volere una buona legge sulle unioni civili". Anche il renziano Andrea Marcucci manifesta tutta la sua contrarieta': "Una sorta di lista di proscrizione, peraltro anche sbagliata, e' uscita su gay.it, per additare al pubblico ludribio un gruppo di senatori che lecitamente stanno facendo la loro battaglia sul tema della step child adoption. E' un'iniziativa grave, illiberale, che punta a dividere il Pd e che di fatto indebolisce il traguardo storico dell'approvazione delle unioni civili".

"La pubblicazione su Gay.it ripresa anche da Huffington post di una lista di senatori del Pd che sarebbero contrari alle Unioni Civili, e' comunque sbagliata e dannosa". Lo afferma il senatore del Pd Franco Mirabelli. "Non e'- aggiunge – con le liste dei presunti oppositori della legge che si aiuta l'approvazione della legge. Anzi. Alimentare la contrapposizione ideologica anziche' ricercare, come stiamo facendo, a partire dal testo Cirinna', il massimo di unita' nel rispetto delle diverse posizioni, e' un errore grave che rischia di rendere piu' difficile il percorso. Il Pd, tutto il Pd, considera necessario superare la distanza che ci separa da tutti gli altri Paesi europei sul terreno del riconoscimento dei diritti civili e alimentare divisioni e contrapposizioni puo' allontanare questo obbiettivo".

"La lista di proscrizione non e' soltanto un'azione dispotica ma un atto irresponsabile che richiama alla mente lontani fantasmi che sarebbe meglio lasciare nel passato. Esporre un gruppo di senatori per aver espresso una posizione contraria alla step child adoption non spacchera' il Partito democratico. Rischia solo di rallentare l'approvazione del provvedimento sulle unioni civili", afferma invece il senatore del Partito democratico Giorgio Tonini.

(14 gennaio 2016)

 

(AGI) – Roma, 14 gen. – (di Davide Sarsini Novak) Il piu’
popoloso Paese musulmano del mondo, l’Indonesia, fino a pochi
mesi fa era considerato immune al contagio dello Stato
islamico, quel Daesh che ha infettato il Grande Medio Oriente,
dall’Afghanistan fino allo Yemen e al Bangladesh. Si stima che
il Califfato abbia un migliaio di seguaci nell’arcipelago, di
cui fra i 100 e i 300 rientrati dalla Siria, compresi donne e
bambini, su oltre 500-600 “foreign fighters” indonesiani. Sono
numeri comunque bassi, se si pensa che solo dalla Tunisia sono
partiti in 6.000 a combattere per Al-Baghdadi. Senza contare
che il principale gruppo terroristico, il Jemaah Islamiyah
autore della strage di Bali del 2002, ha legami con Al Qaeda e
si oppone all’Isis.
A fine dicembre, pero’, era gia’ scattato il primo
campanello d’allarme, con le forze di sicurezza di Giacarta che
hanno lanciato una caccia all’uomo per catturare il leader
fondamentalista Santoso, che ha giurato pubblicamente fedelta’
allo Stato islamico. Santoso guida una delle piu’ importanti
organizzazioni terroristiche del Paese, Mujahideen Indonesia
Timor (Mit), che ha posto sotto l’ombrello del Califfato.
L’operazione nell’isola di Giava ha portato all’arresto di
diversi jihadisti e alla scoperta di piani terroristici per
colpire il Paese che ospita 200 milioni di musulmani. Il
procuratore generale australiano ha avvertito che l’Isis punta
a stabilire “un califfato a distanza” in Indonesia.
Dal 2013 a far campagna per gli uomini del Califfato c’e’
il Forum degli attivisti della legge islamica (Faksi) che sotto
la guida spirituale di Aman Abdurrahman li ha indicati come i
protagonisti di una cruciale “guerra santa” in Siria.
Anche i vertici del gruppo fondamentalista Jamaah Anshorut Tauhid (Jat) hanno giurato fedelta’ ad Al Baghdadi: tra loro c’e’ l’influente fondatore dell’organizzazione nata nel 2008, l’emiro Abu Bakar Bashir, attualmente in carcere.
Uno studio del settembre 2014 dell’Istituto per l’Analisi politica e dei conflitti (Ipac) di Giacarta ha denunciato una massiccia campagna di propaganda dell’Isis nel Paese e il giuramento di fedelta’ al Califfato di almeno 1.000-2.000 indonesiani. In particolare la retorica del Daesh avrebbe trovato terreno fertile come riscatto alle sofferenze dei sunniti, per l’evocazione di un ritorno al califfato e per quella sorta di battaglia finale che una profezia preconizza si debba combattere nella regione dello Sham, tra Siria, Giordania, Libano, Palestina e Israele.
Storicamente l’Indonesia ha conosciuto molti attacchi terroristici di matrice fondamentalista dall’indipendenza dall’Olanda, ottenuta nel 1945. Gia’ nel 1949 il gruppo Darul
Islam aveva proclamato uno Stato islamico nel Paese e condannato i governanti dell’epoca come apostati. Ne seguirono una serie di attacchi armati negli anni ’50 e ’60. Il terrorismo islamico e’ riaffiorato alla fine del secolo con gli attacchi alle chiese del gruppo Laskar Jihad ed e’ esploso nel 2002 con la strage di Bali (202 morti tra cui 88 australiani) firmata da Jemaah Islamiyah, una sigla nata nel 1993. La repressione condotta da Giacarta ha limitato gli attacchi ma non il reclutamento e la diffusione del fondamentalismo. E ora l’Indonesia rischia di diventare una testa di ponte per lo sbarco dell’Isis nel sud-est asiatico, verso altri colossi islamici come la Malaysia.
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