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Politica

(AGI) – Rio de Janeiro, 13 feb. – L’epidemia del virus Zika “non compromette” lo svolgimento dei Giochi Olimpici. Lo ha detto il presidente del Brasile Dilma Rousseff. Durante una visita in un quartiere di Rio, nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione contro Zika, Rousseff ha sottolineato di “aver fiducia che prima dell’inizio delle Olimpiadi, avremo raggiunto un traguardo considerevole sull’eliminazione delle zanzare”, portatrici del virus. Ieri anche il ministro dello Sport George Hilton aveva smentito le voci su un possibile annullamento dei Giochi di Rio a causa dell’emergenza sanitaria provocata da Zika. “Le Olimpiadi di Rio sono definitivamente garantite e saranno un grande evento”, aveva detto. (AGI)
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(AGI) – Firenze, 13 feb – “Io appartengo a quella categoria che non commenta i dati dello zero virgola e quindi non commenta nemmeno i piu’ zero virgola. Certo e’ evidente che e’ un segno piu’, positivo. Ci aspettavamo forse qualcosa in piu’, pero’ c’e’ comunque un segno piu’, c’e’ comunque un segno positivo”. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti, intervenendo ad un evento organizzato da Terna alla Fondazione Spadolini a Firenze, riferendosi sul Pil italiano. “Continuiamo ad andare avanti sulle strada delle riforme – ha aggiunto Lotti – siamo convinti che sia solo questa la strada che dobbiamo portare avanti per riuscire a dare una mano al nostro Paese”. Rispondendo ad una domanda sulla riforma delle Banche di credito cooperativo, Lotti ha poi spiegato: “A me sembra una riforma che aiuti il sistema e che aiuti a consolidare il sistema delle Bcc”. (AGI)
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Roma - Investimenti, scambi commerciali e 'Tango bond'. Ma anche cultura e antichi legami di sangue. A poco più di tre mesi dall'ultima missione sud americana in Cile, Perù, Colombia e Cuba, Matteo Renzi torna in America Latina. Questa volta in Argentina, paese che ha con l'Italia una relazione sentimentale molto speciale. Primo leader europeo a sbarcare sul Rio della Plata in visita ufficiale dopo l'insediamento alla casa Rosada del conservatore Mauricio Macri, che a novembre scorso ha vinto le elezioni archiviando 12 anni di Kirchnersimo, Renzi arriverà a Buenos Aires lunedì con un'agenda fitta di incontri economici, istituzionali e simbolici, a partire dalla deposizione di una corona di fiori al monumento del generale Josè de San Martin, uno dei padri della indipendenza argentina. Il premier avrà poi un incontro con i giovani italiani ed italo-argentini, con la comunità italiana ed i suoi rappresentanti istituzionali alla scuola italiana "Cristoforo Colombo", visiterà il teatro Coliseo e la sede della società Dante Alighieri e concluderà la prima delle due giornate con una Lectio Magistralis alla facoltà di scienze economiche dell'Università di Buenos Aires. Il giorno dopo in mattinata Renzi visiterà il cantiere della linea ferroviaria "Sarmiento" e a mezzogiorno arriverà alla Casa Rosada, nella storica Plaza de Mayo, per l'incontro con il Presidente della Repubblica, Mauricio Macri. La relazione tra i due è solida, Renzi fu uno dei primi leader a chiamare il neo eletto presidente per complimentarsi della vittoria e l'amicizia risale ai tempi in cui l'uno era sindaco di Firenze, l'altro governatore della città di Buenos Aires.

I dossier sul tavolo sono molti, soprattutto di natura economica e commerciale: l'Argentina sta provando con fatica a dismettere i panni di debitore insolvente, sulla cui reputazione pesa il disastroso default del 2001 che lasciò il Paese in ginocchio, e di chiudere i contenziosi con i suoi creditori. Dopo gli anni di governo peronista – che guardava più all'alternativa bolivariana di Chavez, Correa e in parte del Brasile che a Washington – il governo di Macri sta negoziando a New York con i fondi che per anni, e ancora oggi, gli argentini chiamano 'fondi avvoltoiò, per dare all'esterno una dimostrazione di affidabilità finanziaria che gli consenta di tornare ad attrarre investimenti esteri. Cristina Kirchner si era sempre rifiutata di trattare con gli hedge fund, invocando la sovranità nazionale e rifiutando la legittimità di un giudice straniero. Ora il governo Macri, nell'alveo della tradizione neoliberista sud americana, mette sul piatto un risarcimento di 6,5 miliardi dollari. Renzi arriva a Buenos Aires proprio due settimane dopo l'accordo bilaterale raggiunto tra il governo argentino e la Tfa, la task force delle banche che rappresenta oltre 50 mila risparmiatori italiani che avevano investito in 'tango bond'. Il governo di Buenos Aires ha accettato di restituire in contanti il 150% del capitale investito, per un controvalore di 1,35 miliardi. Ma l'accordo dovrà passare attraverso le forche caudine del Congresso per essere approvato in via definitiva. Macri al momento non ha la maggioranza in Parlamento, anche se poche settimane fa un drappello di deputati ex Kirchneristi ha abbandonato la casa madre per costituire un gruppo autonomo. Gli osservatori di cose argentine sostengono che l'ok del Congresso arriverà, ma probabilmente Renzi vorrà chiedere a Macri rassicurazioni in questo senso.

La situazione economica in Argentina resta difficile, con un deficit al 7% del pil, un'inflazione altissima e oltre il 20% per cento degli argentini che vive in povertà. Gli anni della crisi globale hanno dato un colpo quasi mortale all'interscambio tra i due Paesi: secondo dati della Camera di Commercio Italiana in Argentina, dal 2008 al 2013, il commercio bilaterale nelle esportazioni è passato dal 22% al 4%, con una bilancia commerciale di questo periodo che lascia all'Argentina un deficit di 447 milioni di dollari. Dati più recenti parlano di un interscambio italo-argentino per il 2014 che ha visto calare l'export argentino verso l'Italia del 6,3% (1.094,7 milioni di dollari) e una sostanziale tenuta delle nostre esportazioni, in calo del 2,3% a 1.513,2 milioni di dollari. Ma l'Italia intende fare la sua parte e le più grandi aziende italiane sono già presenti nel Paese: da Techint a Pirelli, da Ferrero a Trevi fino a Salini. Dovrebbero prendere parte alla visita di Renzi rappresentanti di Cassa depositi e Prestiti e molti imprenditori italiani saranno a Buenos Aires ad accogliere il premier. La visita, poi, sarà solo il primo fondamentale passo diplomatico a cui seguirà una missione commerciale di sistema nei prossimi mesi, come è ormai abitudine del governo. "Abbiamo un vantaggio comparato da sfruttare", spiegano dall'esecutivo. E non a caso il governo italiano è il primo della Ue a incontrare Macri dopo la sua elezione. Dopo Renzi giungerà a Buenos Aires Francois Hollande, mentre le visite degli altri leader sono ancora da mettere in agenda. Sono due, secondo il governo italiano, i fattori che potrebbero favorire il clima economico: da una parte, il programma di liberalizzazioni e le misure per favorire gli investimenti annunciate e in parte già messe in campo da Macri; dall'altra, la nuova politica di eliminazione dei dazi che favorisce l'industria italiana e la sua vocazione alla trasformazione delle materie prime in prodotti raffinati. Elementi che fanno ben sperare sull'apertura di un nuovo corso del dialogo tra Italia e Argentina. Tanto che molti ritengono che il peso dei rapporti con Buenos Aires possa superare quello già consistente in atto con Teheran. Sia per motivi di affinità culturali che per corrispondenza delle filiere commerciali e industriali, l'Italia confida che l'Argentina possa essere la buona notizia inaspettata del 2016. (AGI) 

(AGI) – Gaziantep (Turchia), 13 feb – Il ministro degli esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha reso noto che l’aeronautica saudita potra’ utilizzare per le operazioni in Siria la base aerea turca di Incirlik, vicina al confine siriano e gia’ dalla scorsa estate centro strategico delle operazioni effettuate dagli F16 americani.
In base a quanto riportato dall’emittente Haberturk, Cavusoglu, a margine del vertice di Monaco, ha dichiarato che “Turchia e Arabia Saudita, nell’ambito di una strategia internazionale condivisa, potrebbero effettuare operazioni di terra in territorio siriano per colpire l’Isis”
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Houston - Il dibattito sulle unioni civili insegue il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, fino a Houston, in Texas, ultima tappa della su visita negli Stati Uniti, la prima da capo dello Stato. A sollevare la questione sono stati i giornalisti dello Houston Chronicle durante un'intervista, secondo quanto riferito da fonti italiane. "Non vi posso rispondere perché ogni mio riferimento avrebbe un impatto che minerebbe la mia imparzialita'", ha dichiarato Mattarella ricordanco che "in Italia il presidente non ha poteri di governo ma è arbitro. Non deve sposare una tesi o l'altra – ha detto – io ho il dovere di essere neutrale. Devo solo controllare quello che fanno il governo e il parlmento affinche' i provvedimenti di legge siano conformi alla Costituzione".

Incalzato poi dai giornalisti italiani ha ribadito il suo no comment. Al quotidiano "ho risposto che siccome su questo argomento non ho fatto dichiarazioni ai giornalisti italiani, non potevo farle a loro perché altrimenti gli italiani mi toglievano il saluto". Durante l'intervista è stato affrontato anche il tema della pena di morte. Il Texas è lo stato americano con il primato di esecuzioni capitali, con 13 persone uccise con l'iniezione letale nel 2013 e 9 in programma entro giugno, di cui una già eseguita. L'Italia, come è noto, è contraria alla pena di morte e "a livello internazionale è favorevole ad una moratoria – ha spiegato il presidente – il divieto è contenuto nella nostra costituzione. La mia opinione personale è che non è mai stato un deterrente efficace ma rispetto tutte le opinioni".

Sul fronte della parità dei diritti per donne in Italia sono stati fatti passi avanti, ha affermato il capo dello Stato incalzato dai giornalisti texani, "le donne giuduci hanno superato gli uomini e nel governo metà sono donne".

L'Italia è tra i paesi più stabili in Europa ha assicurato Mattarella, allo Houston Chronicle. "Oggi in Europa l'Italia e' il paese con maggiore stabilità per una serie di circoistanze esterne e ha un prospettiva legislatura", ha detto il capo dello Stato al quotidiano della capitale dell'energia, senza far riferimento ai casi specifici ma il 2017 è l'anno delle elezioni presidenziali in Francia e delle elezioni legislative in Germania.

A margine dell'incontro con la comunità italo-americana di Houston, Mattarella ha confermato alla stampa italiana che l'intervista al Chronicle e' stata l'occasione "per parlare delle stabilita' che vi e' in Italia e che non vi è in altri paesi. Questa immagine di stabilità non è provocata dalla mia visita – ha tenuto a sottolineare il capo dello Stato – è un'immagine che e' nelle condizioni. Abbiamo parlato della stabilità che vi è in Italia e che non vi è in altri Paesi dell'Unione europea in questo periodo" e anche in passato, quando i governi si avvicendavano, si trattava spesso di rimpasti, la linea politica non cambiava. (AGI)

(AGI) – L’Avana, 12 feb. – Papa Francesco e il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill si sono abbracciati all’Avana, dove il primo – che e’ diretto in Messico – ha raggiunto il secondo che vi sta compiendo una visita pastorale.
Un gesto che richiama alla memoria un’altra prima volta: l’abbraccio di 50 anni fa a Gerusalemme tra Paolo VI e il patriarca ecumenico Atenagora a Gerusalemme.
“Questo viaggio e’ stato fortemente voluto da mio fratello Cirillo e da me”, ha affermato poche ore fa Papa Francesco salutando nel volo da Roma i giornalisti che lo seguono nel suo 12esimo viaggio internazionale
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(AGI) – L’Avana, 12 feb. – Il presidente cubano Raul Castro ha accolto Papa Francesco sulla pista dell’aeroporto Jose’ Martin di L’Avana. E’ la seconda volta in 5 mesi che Jorge Mario Bergoglio arriva nell’Isola caraibica, dopo la visita pastorale del settembre scorso. Nel precedente viaggio Francesco e’ stato acclamato dal popolo cubano come protagonista della mediazione con gli Usa sul ripristino delle relazioni diplomatiche tra L’Avana e Washington e la cancellazione dell’embargo (che deve essere ancora formalizzata da Washington). Oggi e’ Francesco a dire grazie al presidente Castro al quale si deve l’invito al Papa di Roma e al Patriarca di Mosca e di tutta la Russia che ha reso possibile l’incontro senza precedenti che inizia tra pochi minuti in una delle sale del protocollo di Stato dell’aeroporto Martin.
Sulla pista c’erano ad attendere il Papa anche due cardinali: l’arcivescovo locale Jaime Ortega y Alamino e il presidente del Pontificio Consiglio per l’unita’ dei cristiani, Kurt Koch. Con grande riservatezza il porporato svizzero ha tessuto negli ultimi due anni la trama che ha portato allo storico incontro dell’Avana con il patriarca Kirill, che sull’aereo Francesco ha chiamato oggi “mio fratello Cirillo”.
Viaggia invece con il Papa un altro dei protagonisti della trattativa, il numero due della Segreteria di Stato, arcivescovo Angelo Giovanni Becciu, che essendo stato nunzio a Cuba ha mantenuto rapporti cordiali e discreti con il presidente Raul Castro
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Roma - "Avendo appreso che le motivazioni legate alle condizioni di salute di un suo carissimo famigliare, che avevano indotto Guido Bertolaso a declinare l'invito a candidarsi per il Comune di Roma, sono fortunatamente venute meno, il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il leader della Lega, Matteo Salvini, e la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, hanno chiesto a Guido Bertolaso di voler guidare, nel ruolo di candidato sindaco, un'ampia coalizione di centrodestra aperta anche al contributo delle migliori risorse della società civile, del mondo delle imprese e delle categorie, delle professioni e del volontariato, una coalizione in grado di conquistare il più ampio consenso dei cittadini romani e di ridare a Roma il ruolo che merita nello scenario nazionale ed internazionale". E' quanto si legge in una nota congiunta dei tre leader della coalizione di centrodestra. "La coalizione non potrebbe in ogni caso sostenere candidature che sono risultate divisive, volendo doverosamente privilegiare la propria compattezza", si osserva ancora.

Il Pd si prepara alle primarie: sei i candidati in corsa

Rita Dalla Chiesa, mi ha chiamato Alfio Marchini

"Accetto questa nuova sfida", "per amore di Roma, per la sua storia e per il rispetto che i romani meritano". Guido Bertolaso, in una nota, scioglie la riserva sulla sua candidatura a sindaco della Capitale per il centrodestra, a stretto giro dall'intesa raggiunta sul suo nome da Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni.  "Sono onorato della proposta che Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni mi hanno formulato – spiega Bertolaso, da Londra, dove si trova in questi giorni -. Grazie al progressivo miglioramento delle condizioni di salute della mia adorata nipotina, che mi consentono di riacquisire la necessaria tranquillità, accetto questa nuova sfida consapevole che sarà indispensabile l'impegno di tutti e sarà altrettanto fondamentale dedicare ogni energia e ogni sforzo, ogni giorno, per migliorare le condizioni di vita dei cittadini romani, per ridare decoro e prestigio ad una città ormai ridotta davvero in condizioni di emergenza. Per amore di Roma, per la sua storia e per il rispetto che i romani meritano", conclude Bertolaso.

(AGI)

Palermo – "Abbiamo chiesto una cooperazione efficace al governo egiziano. I nostri uomini delle forze dell'ordine sono andati li' e stanno lavorando". A dirlo il ministro dell'Interno Angelino Alfano, a Palermo, nel giorno dei funerali del giovane ricercatore Giulio Regeni, ucciso al Cairo. "Non abbiamo elementi nuovi – ha aggiunto – lavoriamo perche' la verita' venga fuori con la massima cooperazione del governo egiziano". (AGI) 

(AGI) – Roma, 12 feb. – Parte ufficialmente la corsa a sei per le primarie del centrosinistra con le quali si scegliera’ il candidato sindaco di Roma. Oggi sono stati presentati ufficialmente i candidati ammessi alla sfida dei gazebo del 6 marzo prossimo: Roberto Giachetti, Stefano Pedica, Roberto Morassut, Gianfranco Mascia, Domenico Rossi e’ Chiara Ferraro, la ragazza autistica ammessa all’ultimo istante utile con il favore di tutti gli altri candidati. Alla presentazione degli sfidanti ha assistito anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Quella per le primarie sara’ una campagna sobria con un tetto di spesa massimo di 30mila euro per ogni candidato – ha annunciato il segretario regionale del Pd, Fabio Melilli – e abbiamo chiesto una precisa rendicontazione delle spese”. Ciascun candidato ha espresso la sua visione della citta’ e indicato le priorita’ da affrontare. “Questa citta’ ha bisogno di un sindaco che si ispiri a trasparenza e legalita’, e che abbia una grande capacita’ organizzativa”, ha affermato il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi (Cd), che punta su “sicurezza, ambiente, decoro, attenzione ai piu’ deboli”. Per Chiara Ferraro ha parlato il padre Maurizio, spiegando che “Chiara ha gia’ raggiunto il suo obiettivo, di dimostrare che i ragazzi come lei possono portare il loro contributo, perche’ la Costituzione dice che puo’ stare qui e che puo’ avere ruoli di governance”. Gianfranco Mascia, dei Verdi, ha ricordato le sue “tante battaglie ecologiche e di cittadinanza attiva: in questa citta’ ci sono 200mila appartamenti sfitti e si continua a costruire, mentre se saro’ sindaco diro’ stop al consumo del territorio e puntero’ sulla raccolta differenziata porta a porta. Sono un candidato fuori dal controllo degli apparati e dei cementificatori”. Il deputato del Pd, Roberto Morassut, ha sottolineato “il momento di difficolta’ che passa la citta’, rispetto al quale non servono slogan ma serve un lavoro di conoscenza e di rilettura della citta'”. E ha indicato alcune questioni prioritarie: il Comune di Roma non e’ piu’ una macchina efficiente e serve quindi una consigliatura costituente per arrivare a uno statuto speciale con poteri eccezionali; inoltre – ha continuato Morassut – senza risorse non si fa nulla e quindi, oltre a risparmio, rigore e trasparenza, serve un nuovo patto con lo Stato sul piano di rientro del debito del 2010 per avere investimenti da destinare a infrastrutture e mobilita'”. Secondo l’ex senatore Stefano Pedica “si e’ creata una barriera tra la politica e il territorio, sopratutto nelle periferie. Bisogna ripartire dai problemi dei singoli quartieri e da un modello fatto di poche parole e tanti fatti”. Il vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti, ha osservato che “questa e’ una competizione ma tutti siamo impegnati affinche’ la politica possa dare di se’ dimostrazione migliore di quanto abbia fatto negli ultimi tempi. Io mi adoperero’ perche’ la partecipazione sia la piu’ ampia possibile e rivolgo anche al centrodestra l’invito a fare le primarie che sono un grande strumento di partecipazione. Sto girando molto la citta’ per avere un grande patrimonio di conoscenza che dovra’ essere utilizzato nella campagna elettorale per trovare le soluzioni a priorita’ e urgenze della citta'”, ha concluso Giachetti, per il quale “devono trionfare parole come onore, rigore, determinazione e onesta’, oltre a competenza e umilta’ necessari per sostenere la voglia di rialzarsi di questa citta'”.
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