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Politica

(AGI) – Roma, 27 lug. – Passeggiata tra gli stand, abbracci e qualche battuta con militanti, il tutto condito da una partita a biliardino con l’avversario che lo sconfisse alla Playstation: il presidente del Pd, Matteo Orfini. Fuori programma alla Festa dell’Unita’ di Roma per il presidente del Consiglio Matteo Renzi che, atteso per domani, ha voluto prendersi una pausa dal lavoro a palazzo Chigi. Per quello che riguarda in particolare la partita a calcio balilla, si e’ trattato in realta’ di un doppio Roma-Firenze. Da una parte, infatti, c’era lo stesso segretario del partito con un altro fiorentino come il sottosegretario Luca Lotti. Dall’altra i romani Matteo Orfini e Luciano Nobili. Renzi ‘lancia’ sondaggio su Marino a Festa Unita’ La passeggiata e’ stata anche occasione per un sondaggio al volo sul sindaco di Roma. Pareri contrastanti sul futuro di Marino. I toni si sono subito fatti forti tra chi vuole che la legislatura vada avanti e chi preferirebbe vedere Marino tornare ad indossare il camice da medico. Cos� e’ stato lo stesso segretario a proporre una ‘mozione d’ordine’ dicendo: “Ora non litigare tra di voi. Ci sono opinioni diverse…”. La partita del rimpasto a Roma si chiudera’ oggi. Marino, sempre piu’ solo dopo l’uscita di Sel dalla Giunta, e’ determinato a completare il lavoro prima della Festa dell’Unita’. In queste ore sono molti, nel Pd, gli sguardi rivolti al Parco delle Valli, palcoscenico della kermesse del Pd di Roma e, probabilmente, del redde rationem tra sindaco e presidente del consiglio. A Montecitorio in molti si dicono convinti che il primo cittadino della Capitale oggi non andra’ ad assistere alla serata conclusiva alla quale e’ previsto l’intervento di Renzi. Una assenza che, giura un parlamentare renziano, “non spezzerebbe il cuore” al presidente del consiglio. Il segretario del Pd continua a non voler mettere la propria impronta sulla giunta, lasciando a Matteo Orfini il compito di occuparsi del dossier. Ma, stando a quanto riferiscono fonti del Nazareno, si starebbe via via convincendo della necessita’ di dare una mano, avanzando i nomi di amministratori esperti, non necessariamente nativi renziani. Oltre al sempre piu’ probabile Marco Causi (gia’ assessore al bilancio della giunta Veltroni) per l’incarico di vice sindaco, prende quota l’idea di Marco Rossi Doria come assessore alle politiche sociali al posto di Paolo Masini. Una scelta che si giustificherebbe con la necessita’ di prestare piu’ attenzione alle periferie e lui, il maestro di strada con un incarico di sottosegretario nel governo Letta, rispecchierebbe perfettamente il profilo richiesto. Sui trasporti, riferiscono fonti della Camera, dopo il turbolento licenziamento di Improta, si era pensato a Michele Meta. Se non fosse che sono troppi i dossier aperti in commissione Trasporti, dove lui e’ presidente, e troppo importanti: dalla riforma del sistema portuale a quella del codice della strada. Il nome nuovo sarebbe, quindi, quello della ‘ex verde’ Anna Donati, gia’ presidente della Commissione Trasporti nel 2001 sotto il governo Prodi e poi amministratrice in Campania, prima con Antonio Bassolino e, nel 2009, con Luigi de Magistris. Non solo: Donati e’ stata anche consigliera di Ferrovie dello Stato tra 1998 e 2001. (AGI) .

(AGI) – Roma, 27 lug. – Ore di lavoro intenso in Campidoglio per il sindaco di Roma Ignazio Marino, chiamato a formare una nuova squadra di governo dopo gli addii del vicesindaco Luigi Nieri (con delega al Personale) e degli assessori Guido Improta (Trasporti) e Silvia Scozzese (Bilancio). La terza giunta capitolina firmata Marino potrebbe essere presentata gia’ domani, ma dovra’ accontentarsi del solo ‘appoggio esterno’ di Sinistra ecologia liberta’.

“Allo stato attuale siamo fuori dalla Giunta e proporremo questa linea anche agli organi dirigenti”, ha spiegato il coordinatore romano di Sel, Paolo Cento, al termine della riunione con il primo cittadino della capitale. “Noi continuiamo a servire Roma anche in consiglio comunale ma le poltrone le lasciamo al monocolore del Pd che se ne dovra’ assumere le responsabilita'”, ha aggiunto Cento, ribadendo come la questione del vicesindaco sia “tutta legata al tema dell’alleanza con il Partito democratico: se il Pd vuole far saltare il centrosinistra a Roma se ne assume la responsabilita'”, ma “noi abbiamo offerto la massima disponibilita’ su nomi di alto livello con una proposta aperta.

Renziani sfidano Marino: patto civico dopo calamita’

Rimangono aperte questioni sul programma e soprattutto sul rapporto con il governo per quanto riguarda i soldi per Roma e la relazione del ministro Alfano”. “Con il Pd si apre una fase di competizione – ha ammesso il coordinatore romano di Sel – e, se non vengono sciolti questi nodi, con Marino manterremo un rapporto di verifica delibera per delibera”.- .

“Sel – ha rincarato la dose il capogruppo in Campidoglio, Gianluca Peciola – crede che “l’investimento che sta offrendo il Pd non sia all’altezza delle emergenze e delle sofferenze che la citta’ sta vivendo” su temi come “le risorse per il Giubileo e lo sblocco del Patto di stabilita’ da parte del governo Renzi. Il punto di sofferenza e’ il rapporto con questo Pd nazionale, con il governo che non vuole investire su Roma”.

E’ toccato poi al presidente nazionale del Pd e commissario del partito a Roma, Matteo Orfini, incontrare il sindaco in Campidoglio. “Roma – aveva ricordato in precedenza Marino illustrando la delibera di assestamento di bilancio alla commissione capitolina competente – e’ stata la prima citta’ metropolitana a votare il bilancio di previsione 2015, dando un esempio al Paese visto che molti Comuni hanno chiesto al governo di rinviare l’approvazione dei propri bilanci al 30 settembre.

Negli anni passati il bilancio di questa citta’ non era mai stato approvato nei termini di legge. Noi abbiamo cambiato davvero strada, abbiamo votato in Giunta il previsionale 2015 a dicembre 2014, esattamente come si dovrebbe fare in ogni azienda sana, e poi in Assemblea a marzo 2015″. Le spese del Campidoglio “per le somme urgenze, da una verifica svolta dall’assessore Sabella, risultano diminuite del 97% – ha proseguito il sindaco – dagli oltre 100 milioni di euro del 2013 a meno di 3 milioni nel 2015, e questo indica la volonta’ del Comune di essere rigoroso e attento.

Abbiamo voluto fare pulizia nei bilanci, rispetto a come venivano scritti in passato, facendo un accertamento straordinario dei residui che ammontano a circa 2 miliardi di euro: 330 milioni per il fondo rischi e circa 1,7 miliardi di crediti di dubbia esigibilita’ che venivano iscritti a bilancio creando per il Comune una situazione che non era certo di rigore e serieta'”. (AGI)

(AGI) – Roma, 27 lug. – La partita del rimpasto a Roma si chiudera’ stasera o domani al pu’ tardi. Il sindaco di Roma Ignazio Marino, sempre piu’ solo dopo l’uscita di Sel dalla Giunta, e’ determinato a completare il lavoro prima della Festa dell’Unita’. In queste ore sono molti, nel Pd, gli sguardi rivolti al Parco delle Valli, palcoscenico della kermesse del Pd di Roma e, probabilmente, del redde rationem tra sindaco e presidente del consiglio. A Montecitorio in molti si dicono convinti che il primo cittadino della Capitale domani non andra’ ad assistere alla serata conclusiva alla quale e’ previsto l’intervento di Matteo Renzi. Una assenza che, giura un parlamentare renziano, “non spezzerebbe il cuore” al presidente del consiglio. Il segretario del Pd continua a non voler mettere la propria impronta sulla giunta, lasciando a Matteo Orfini il compito di occuparsi del dossier. Ma, stando a quanto riferiscono fonti del Nazareno, si starebbe via via convincendo della necessita’ di dare una mano, avanzando i nomi di amministratori esperti, non necessariamente nativi renziani. Oltre al sempre piu’ probabile Marco Causi (gia’ assessore al bilancio della giunta Veltroni) per l’incarico di vice sindaco, prende quota l’idea di Marco Rossi Doria come assessore alle politiche sociali al posto di Paolo Masini. Una scelta che si giustificherebbe con la necessita’ di prestare piu’ attenzione alle periferie e lui, il maestro di strada con un incarico di sottosegretario nel governo Letta, rispecchierebbe perfettamente il profilo richiesto. Sui trasporti, riferiscono fonti della Camera, dopo il turbolento licenziamento di Improta, si era pensato a Michele Meta. Se non fosse che sono troppi i dossier aperti in commissione Trasporti, dove lui e’ presidente, e troppo importanti: dalla riforma del sistema portuale a quella del codice della strada. Il nome nuovo sarebbe, quindi, quello della ‘ex verde’ Anna Donati, gia’ presidente della Commissione Trasporti nel 2001 sotto il governo Prodi e poi amministratrice in Campania, prima con Antonio Bassolino e, nel 2009, con Luigi de Magistris. Non solo: Donati e’ stata anche consigliera di Ferrovie dello Stato tra 1998 e 2001. L’uscita di Sel dalla partita, se da un lato semplifica il lavoro dei Ignazio Marino (ma anche del commissario del pd di Roam, Matteo Orfini, che oggi lo ha incontrato) dall’altro rappresenta un pericolo per il percorso dei provvedimenti che dovranno essere deliberati nel prossimo futuro. Il primo di qui a tre giorni, quando l’assestamento di bilancio dovra’ essere approvato dalla Giunta per poi passare in consiglio. Il partito di Nichi Vendola ha assicurato che votera’ “delibera per delibera”, lasciando trapelare la volonta’ di non fare piu’ sconti da qui in avanti. Sulla riuscita dell’operazione sembrano comunque scommettere anche i renziani romani: “C’e’ bisogno di resettare, ricominciare daccapo come se ci si trovasse di fronte a una calamita’ naturale. Individuando i problemi e affrontandoli, tutti insieme, senza pensare alla destra o alla sinistra, ma solo alla citta'”, auspica Michele Anzaldi. Di alternative non ce ne sono molte: le dimissioni del sindaco comporterebbero una fase di commissariamento da parte di un prefetto che traghetterebbe Roma alle prossime elezioni. Una prospettiva che spaventa la maggioranza renziana del Pd. Non tanto per l’imminente apertura della Porta Santa in occasione del Giubileo straordinario: “Il Comune di Roma non tocchera’ palla in questa partita – assicurano fonti parlamentari – Sara’ affidato tutto a una cabina di regia predisposta da Palazzo Chigi, una struttura di missione che, in questi casi, sembra l’unico modello a garantire risultati”. No, le preoccupazioni nel Pd riguardano l’impatto che l’arrivare ad elezioni con una citta’ commissariata potrebbe avere a livello elettorale, con i M5S che avrebbero buon gioco a prendersi il Campidoglio. Meglio, allora, lasciare Marino in Campidoglio e preparare la successione, magari puntando su una personalita’ “non politica”, non espressione del Pd ma di un “contenitore civico”. Una profilo che, per fare un esempio, si adatterebbe perfettamente a quello dell’attuale prefetto Franco Gabrielli. Tra le fila renziane, se ne decanta l’attenzione alle periferie e all’approccio pragmatico ai problemi della citta’. (AGI)

(AGI) – Roma, 27 lug. – Per quattro volte in Aula del Senato manca il numero legale. La seduta di questo pomeriggio e’ stata quindi tolta. L’Assemblea si riunira’ di nuovo domani alle ore 9. La questione di fiducia che a Palazzo Madama viene data per certa sara’ probabilmente, viene riferito, posta domani. Critici i cinquestelle. “Tanto rumore per nulla: Renzi annuncia la necessita’ di votare in fretta le fantomatiche riforme del governo, ma i parlamentari in Aula sono assenti. Questo decreto e’ cosi’ vergognoso per i tagli alla sanita’ e per la cattiva gestione della spesa pubblica, che neanche la maggioranza ha il coraggio di dibattere in Aula”, scrive su Facebook il capogruppo del M5s in Senato Gianluca Castaldi. .

(AGI) – Roma, 27 lug. – L’Italia “continuera’ a battersi, con determinazione, affinche’ Massimiliano Latorre possa restare in Italia e Salvatore Girone vi possa rientrare al piu’ presto”. E’ quanto ha assicurato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’undicesima conferenza degli ambasciatori alla Farnesina. Un impegno confermato dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, il quale ha garantito che il governo difendera’ le ragioni dei due maro’ in tutte le sedi internazionali che l’Italia ha deciso di attivare. Mattarella e’ intervenuto in un momento delicato della vicenda dei due fucilieri di Marina, accusati di aver ucciso, il 15 febbraio del 2012, due pescatori indiani scambiati per pirati, mentre si trovavano in missione di scorta armata a bordo della petroliera Enrica Lexie, a largo delle coste dello Stato del Kerala.

Maro’: giurista Cannizzaro, ad Amburgo decisivo nodo competenza

L’Italia ha deciso di attivare l’arbitrato internazionale sul caso dei due fucilieri e il prossimo 10 agosto e’ stata fissata la data dell’udienza cautelare di fronte al Tribunale internazionale del diritto del mare di Amburgo (Itlos) che sara’ presieduta dal presidente della Corte Vladimir Glitsyn. New Delhi ha gia’ annunciato che si opporra’, contestando al tribunale la sua stessa giurisdizione “perche’ solo l’India ha la facolta’ di perseguire crimini avvenuti nel Paese”, aveva annunciato ieri il procuratore aggiunto generale indiano P.S Narsimha, che rappresentera’ il Paese ad Amburgo. L’India “contestera’ all’Italia anche di non aver esperto tutte le procedure legali previste (dalla legge indiana), prima di invocare la giurisdizione dell’Itlos, che per New Delhi e’ solo uno dei quattro forum che possono valutare dispute internazionali. Il procuratore indiano contestera’ anche che “non ci sono circostanze convincenti per autorizzare qualsiasi misura provvisoria”, quali il ritorno di Girone in Italia e la permanenza per tutta la durata dell’arbitrato di Latorre nel nostro Paese, come chiesto da Roma. Nel ricorso all’Itlos le autorita’ italiane ripercorrono nel dettaglio la vicenda e sottolineano che dalla petroliera Enrica Lexie furono sparati solo “colpi di avvertimento”, quando una piccola imbarcazione “non identificata” fu avvistata mentre era “in rotta di collisione” con la nave. “Un modus operandi previsto per un attacco di pirateria”, ma che si concluse, secondo l’Italia, con l’imbarcazione che “inverti’ la rotta, dirigendosi verso il mare aperto”. (AGI)

(AGI) – Roma, 27 lug. – E’ arrivato nell’Aula della Camera l’emendamento Pd che rimodula il testo di riforma del processo penale approvato dalla commissione Giustizia di Montecitorio nella parte che riguarda gli ‘ascolti’. Il testo, messo a punto dopo le polemiche accese del Movimento 5 Stelle alla proposta dell’Ncd Pagano, gia’ rivista dalla commissione stessa, fa esplicitamente riferimento al diritto di cronaca, escludendolo, e stabilisce che e’ reato la diffusione della registrazione al “solo” fine di diffamare. A firma Walter Verini e David Ermini, l’emendamento sostituisce la norma contenuta nella legge delega con questa formulazione: “prevedere che costituisca delitto, punibile con la reclusione non superiore a quattro anni, la diffusione al solo fine di recare danno alla reputazione o all’immagine altrui, di riprese audiovisive o registrazioni di conversazioni, anche telefoniche, svolte in sua presenza ed effettuate fraudolentemente. La punibilita’ e’ esclusa quando le registrazioni o le riprese sono utilizzabili nell’ambito di un procedimento amministrativo o giudiziario o per l’esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca”.

Sono in tutto tre le proposte di modifica presentate dai democratici: oltre a quella sugli ascolti, si modifica la norma con la quale la legge prevede che il PM abbia tempo 3 mesi per decidere se chiedere l’archiviazione o esercitare l’azione penale allo spirare del termine di durata massima delle indagini preliminari o dalla scadenza del termine previsto dall’articolo 415 bis del codice di procedura penale. Con l’emendamento Pd si prevede che i tre mesi cominciano a decorre comunque dal momento in cui e’ stato notificato alle parti l’avviso di conclusione delle indagini. Si introduce quindi una norma transitoria per prevedere che questo termine diventera’ operativo solo per i procedimenti che verranno avviati dopo che la legge e’ entrata in vigore: le disposizioni, si legge infatti nel testo, “si applicano a procedimenti nei quali le notizie di reato sono iscritte nell’apposito registro di cui all’art. 335 codice di procedura penale successivamente all’entrata in vigore della presente legge”.

Quanto agli ascolti, Ncd resta ferma sulle sue posizioni e non presenta modifiche all’emendamento a prima firma Pagano presentato in commissione. La riforma del processo penale, con 34 articoli, e’ approdata oggi in Aula a Montecitorio, i tempi della discussione non sono contingentati. In ambienti parlamentari non si esclude che il provvedimento possa essere licenziato in prima lettura dopo la pausa estiva, anche se nella maggioranza c’e’ chi ripete che non spaventa l’ostruzionismo che M5S potrebbe mettere in atto in Aula e c’e’ chi ventila tranquillamente l’ipotesi di lavorare anche nei fine settimana. .

(AGI) – Roma, 27 lug. – L’Italia “continuera’ a battersi, con determinazione, affinche’ Massimiliano Latorre possa restare in Italia e Salvatore Girone vi possa rientrare al piu’ presto”. E’ quanto ha assicurato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’undicesima conferenza degli ambasciatori alla Farnesina. Un impegno confermato dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, il quale ha garantito che il governo difendera’ le ragioni dei due maro’ in tutte le sedi internazionali che l’Italia ha deciso di attivare.

Mattarella e’ intervenuto in un momento delicato della vicenda dei due fucilieri di Marina, accusati di aver ucciso, il 15 febbraio del 2012, due pescatori indiani scambiati per pirati, mentre si trovavano in missione di scorta armata a bordo della petroliera Enrica Lexie, a largo delle coste dello Stato del Kerala. Il prossimo 10 agosto e’ stata fissata la prima udienza di fronte al Tribunale internazionale del diritto del mare di Amburgo (Itlos), dove e’ stato presentato il ricorso dell’Italia all’arbitrato internazionale. New Delhi ha gia’ annunciato che si opporra’, contestando al tribunale la sua stessa giurisidzione (titolarita’ a decidere, ndr), “perche’ solo l’India ha la giurisdizione di perseguire crimini avvenuti nel Paese”, aveva annunciato ieri il procuratore aggiunto generale indiano P.S Narsimha, che rappresentera’ il Paese ad Amburgo.

L’India “contestera all’Italia anche di non aver esperito tutte le procedure legali previste (dalla legge indiana), prima di invocare la giurisdizione dell’Itlos, che per New Delhi e’ solo uno dei quattro forum che possono valutare dispute internazionali. Il procuratore indiano contestera’ anche che “non ci sono circostanze convincenti per autorizzare qualsiasi misura provvisoria”, quali il ritorno di Girone in Italia e la permanenza per tutta la durata dell’arbitrato di Latorre nel nostro Paese, come chiesto da Roma. Nel ricorso all’Itlos, datato 21 luglio, le autorita’ italiane ripercorrono nel dettaglio la vicenda e sottolineano che dalla petroliera Enrica Lexie furono sparati solo “colpi di avvertimento”, quando una piccola imbarcazione “non identificata” fu avvistata mentre era “in rotta di collisione” con la nave. “Un modus operandi previsto per un attacco di pirateria”, ma che si concluse, secondo l’Italia, con l’imbarcazione che “inverti’ la rotta, dirigendosi verso il mare aperto”. (AGI)

(AGI) – Roma, 27 lug. – L’Italia “continuera’ a battersi, con determinazione, affinche’ Massimiliano Latorre possa restare in Italia e Salvatore Girone vi possa rientrare al piu’ presto”. E’ quanto ha assicurato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’undicesima conferenza degli ambasciatori alla Farnesina. Un impegno confermato dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, il quale ha garantito che il governo difendera’ le ragioni dei due maro’ in tutte le sedi internazionali che l’Italia ha deciso di attivare. Mattarella e’ intervenuto in un momento delicato della vicenda dei due fucilieri di Marina, accusati di aver ucciso, il 15 febbraio del 2012, due pescatori indiani scambiati per pirati, mentre si trovavano in missione di scorta armata a bordo della petroliera Enrica Lexie, a largo delle coste dello Stato del Kerala. Il prossimo 10 agosto e’ stata fissata la prima udienza di fronte al Tribunale internazionale del diritto del mare di Amburgo (Itlos), dove e’ stato presentato il ricorso dell’Italia all’arbitrato internazionale. New Delhi ha gia’ annunciato che si opporra’, contestando al tribunale la sua stessa giurisidzione (titolarita’ a decidere, ndr), “perche’ solo l’India ha la giurisdizione di perseguire crimini avvenuti nel Paese”, aveva annunciato ieri il procuratore aggiunto generale indiano P.S Narsimha, che rappresentera’ il Paese ad Amburgo. L’India “contestera all’Italia anche di non aver esperito tutte le procedure legali previste (dalla legge indiana), prima di invocare la giurisdizione dell’Itlos, che per New Delhi e’ solo uno dei quattro forum che possono valutare dispute internazionali. Il procuratore indiano contestera’ anche che “non ci sono circostanze convincenti per autorizzare qualsiasi misura provvisoria”, quali il ritorno di Girone in Italia e la permanenza per tutta la durata dell’arbitrato di Latorre nel nostro Paese, come chiesto da Roma. Nel ricorso all’Itlos, datato 21 luglio, le autorita’ italiane ripercorrono nel dettaglio la vicenda e sottolineano che dalla petroliera Enrica Lexie furono sparati solo “colpi di avvertimento”, quando una piccola imbarcazione “non identificata” fu avvistata mentre era “in rotta di collisione” con la nave. “Un modus operandi previsto per un attacco di pirateria”, ma che si concluse, secondo l’Italia, con l’imbarcazione che “inverti’ la rotta, dirigendosi verso il mare aperto”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 27 lug. – Non si placano le polemiche sulla sentenza della Cassazione che stabilisce che anche le scuole paritarie (e quindi gli istituti religiosi) dovranno pagare l’Imu. In una nota, la stessa Cassazione definisce queste polemiche “in larga parte fuor d’opera”. La Corte di Cassazione, con una nota firmata dal primo presidente Giorgio Santacroce, interviene nel dibattito. “Al fine di evitare qualsiasi strumentalizzazione”, la Suprema Corte precisa che “la sentenza in questione si pone in linea di continuita’ con il consolidato orientamento” della Corte stessa sull'”interpretazione dell’esenzione prevista dall’articolo 7, comma 1, lettera i, del decreto legislativo n.504 del 1992 e dei relativi limiti”. Polemiche “fuor d’opera”, dunque, che “sembrano dimenticare come la questione sia stata oggetto, e la sentenza vi fa esplicito riferimento, di un’indagine comunitaria per sospetti aiuti di stato agli enti della Chiesa, che sarebbero potuti derivare da una interpretazione della predetta esenzione non rigorosa e in possibile contraddizione con i principi della concorrenza”. La precisazione della Cassazione non trova d’accordo i vescovi. Questa sentenza “minaccia la sopravvivenza” degli istituti educativi cattolici, “in quanto fa ricadere su di essi oneri che ingiustamente li assimilano ad attivita’ commerciali lucrative”. Cosi’ il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze e presidente dei vescovi toscani, boccia senza appello la Cassazione. “Tutto questo – scrive il porporato in una nota diffusa dal Servizio Informazione Religiosa della Cei – paradossalmente, a causa del contributo che le famiglie corrispondono per tenere in vita una possibilita’ di esercizio della propria liberta’ educativa, sancita da tutte le carte internazionali dei diritti e dal buon senso”. Secondo Betori, con la loro decisione sul ricorso del Comune di Livorno avverso agli istituti cattolici della citta’, la Cassazione conferma una tendenza precisa, controcorrente rispetto all’Europa e alla legge Berlinguer. “Non si vuole riconoscere – sottolinea il cardinale – la peculiarita’ della funzione sociale della scuola paritaria, che fa parte a pieno titolo del sistema pubblico dell’istruzione nel Paese”. In questo modo, osserva, “vengono ingiustamente private della liberta’ educativa le classi meno abbienti e la scuola non statale verrebbe consegnata ai soli ricchi”. Se la sentenza verra’ applicata e si arrivera’ a nuove chiusure di scuole cattoliche, ne soffrira’, conclude Betori, “non soltanto la liberta’, ma anche lo Stato, su cui andrebbero a ricadere gli oneri che attualmente risparmia grazie alla presenza delle scuole paritarie, oneri che a livello nazionale sono riconosciuti, dalle stesse fonti governative, pari a oltre sei miliardi e mezzo di euro all’anno”. Di “spallata alla liberta’ di educazione” parla invece il direttore del Servizio Informazione Religiosa della Cei, Domenico Delle Foglie, nell’editoriale, destinato ai 150 settimanali cattolici italiani. “Il retrogusto della sentenza e’ ideologico e non sorprendono gli applausi che vengono dai settori piu’ ideologizzati sia della societa’ sia del Parlamento. Applausi dietro i quali si intravedono, purtroppo, pregiudizi coltivati negli anni, nel tentativo di affermare un principio assoluto di laicita’ dello Stato che facilmente sconfina nell’arbitrio del piu’ forte”. .

(AGI) – CdV, 27 lug. – “La sentenza della Corte di Cassazione che ha inflitto il pagamento dell’Ici arretrata ad alcuni istituti scolastici parificati in favore del Comune di Livorno e’ oggettivamente, comunque la si guardi, una spallata alla liberta’ di educazione”. Lo afferma una nota diffusa dal Servizio Informazione Religiosa della Cei. “Il retrogusto della sentenza e’ ideologico e non sorprendono gli applausi che vengono dai settori piu’ ideologizzati sia della societa’ sia del Parlamento. Applausi dietro i quali si intravedono, purtroppo, pregiudizi coltivati negli anni, nel tentativo di affermare un principio assoluto di laicita’ dello Stato che facilmente sconfina nell’arbitrio del piu’ forte”, scrive il direttore del Sir, Domenico Delle Foglie, nell’editoriale, destinato ai 150 settimanali cattolici italiani, che commenta la sentenza della Cassazione sull’Ici alle scuole pubbliche paritarie di Livorno. .

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