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Politica

(AGI) – CdV, 26 lug. – Davanti alla sentenza della Cassazione sull’obbligo dell’Imu per le scuole cattoliche, che mancando un concreto riconoscimento dello Stato alla loro funzione pubblica, pur affermata dalla legge Berlinguer, gia’ navigavano in acque ben poco sicure a causa della crisi economica che ha portato ad una contrazione degli allievi, e’ forte negli enti religiosi che svolgono il ruolo di gestori, la tentazione della “serrata”. Lo riconosce il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, per il quale tuttavia “una simile botta l’Italia non se la merita e non se la potrebbe permettere”. Rispondendo ad un sacerdote che di tale possibiluta’ si e’ fatto portavoce in una lettera al quotidiano della Cei, Tarquinio poi aggiunge: “i cattolici non sanno neanche come si fa una serrata” mentre “forti gruppi di interesse (ideologico, certo, ma pure commerciale) non vedono l’ora che le scuole paritarie cattoliche (e non profit) siano serrate”. “Credo – scrive infatti il direttore di Avvenire – che si sogni il momento in cui la liberta’ scolastica diventera’ soprattutto e solo un business, un affare, e non il servizio alla comunita’ che noi concepiamo. E allora, magari, assisteremo al laico ritorno dei ‘liberisti’ e scopriremo che la scuola paritaria non statale e’ ‘progressista'”. “Gia’ – commenta Tarquinio – strangolare l’attuale scuola libera (e per tanta parte, grazie soprattutto ai cattolici, senza fini di lucro) a colpi di indifferenza e di tasse e’ possibile, purtroppo. E forse ci stanno riuscendo. Ma sono sicuro che, sino all’ultimo, i cattolici impegnati su questo fronte continueranno a fare il bene dei loro e nostri ragazzi e del nostro Paese. Anche qui, finche’ avremo idee, energie e voce, ci saremo. Anche a scuola, soprattutto a scuola, non c’e’ solo Stato o mercato”. Su Avvenire intervengono sulla sentenza della Cassazione anche gli ex ministri dell’Istruzione Beppe Fioroni (del Pd) e Maria Stella Gelmini (Forza Italia). “Il presidente del Consiglio – afferma Fioroni – deve farsi carico di un intervento ampio e risolutivo. Il mio appello va direttamente a Renzi, perche’ ci metta la faccia, intraprendendo quella che e’ innanzitutto una battaglia di democrazia e liberta’. Le scuole paritarie non sottraggono risorse alla scuole statali, ma potenziano l’offerta e la liberta’ di scelta dell’intero sistema scolastico, e ne riducono i costi”. “Quando sono in ballo principi fondamentali in cui abbiamo sempre creduto il nostro sostegno – assicura da parte sua la Gelmini, oggi vice capogruppo vicario di FI alla Camera – non puo’ mancare e non manchera’. Come e’ gia’ accaduto, d’altronde, sull’approvazione della ‘buona scuola’, provvedimento che non abbiamo votato nel suo insieme, ma cio’ nonostante abbiamo dato convintamente il nostro voto alla previsione normativa che, al suo interno, istituisce la possibilita’ di detrazioni a favore della scuola paritaria”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 26 lug. – Il Pd e’ la sinistra che vuole fare le riforme, perche’ “la sinistra e’ quella che vuole cambiare le cose a la destra e’ quella che si accontenta dell’esistente”. Lo dice all’Unita’ Debora Serracchiani, vicesegretario Pd, che poi incalza chi a sinistra, invece, “non accetta la sfida culturale del cambiamento. C’e’ – sottolinea – una sinistra frammentata , che non vuole cambiare le cose e non intende assumersi responsabilita’, quasi preferendo essere all’opposizione. II Pd ha l’ambizione di parlare al centrosinistra ma non solo”. Per Serracchiani “lotta al precariato abbassando i costi dei contratti a tempo indeterminato, abbattimento della tassazione sul lavoro, dare tutele a chi non ne ha sono tutte riforme di sinistra. E trovo incomprensibile dividersi su questi argomenti se non a causa di personalismi dannosi”. Sulle prossime riforme, a partire da quelle costituzionali, conclude Serracchiani, “partiremo dall’unita’ del nostro partito”,”con la minoranza Pd il dialogo e’ aperto, ma senza tornare al punto di partenza”. Piu’ in generale, “a chi vorra’ aggiungersi e votare le riforme con noi, non diciamo no. Ma questo non cambiera’ ne’ la maggioranza di governo ne’ le politiche del Pd. Ed e’ inutile aggiungere che le porte del partito non sono aperte a Verdini”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 25 lug. – Matteo Renzi non ha mai avuto particolare simpatia per i sindacati. E adesso, dopo i ‘fattacci’ di Pompei e dell’Alitalia, e’ furioso. “L’assemblea di ieri a Pompei, in quelle modalita’, in quelle forme, e’ semplicemente scandalosa”, scrive il premier nelle sue enews, dove va giu’ durissimo anche sulla vicenda Alitalia. “Vedere che dopo tutto il lavoro fatto per salvare il sito e quindi i posti di lavoro a Pompei – sostiene – un’assemblea sindacale blocca all’improvviso migliaia di turisti sotto il sole o vedere che dopo le nottate insonni per coinvolgere Etihad e evitare il fallimento di Alitalia, gli scioperi dei lavoratori di quell’azienda rovinano le vacanze a migliaia di nostri concittadini, fa male”.

Furlan a Renzi, non sollevi polveroni sui sindacati

“Intendiamoci – prosegue Renzi – per evitare le polemiche di domani: nessuno mette in discussione il diritto all’assemblea sindacale o allo sciopero. Sono diritti sacrosanti. Ma c’e’ anche bisogno di buon senso e di ragionevolezza, di responsabilita’ e di rispetto. In un momento come questo tenere migliaia di turisti venuti da tutto il mondo, sotto il sole per un’assemblea sindacale a sorpresa significa volere il male di Pompei. Significa fare il male di Pompei. Io non ce l’ho con i sindacati. Ma se continua cosi’ dovremo difendere i sindacati da se stessi. L’assemblea di ieri a Pompei, in quelle modalita’, in quelle forme, e’ semplicemente scandalosa. Continueremo a lavorare per Pompei, nonostante loro” conclude il premier.

Fisco: Renzi, con lotta a evasione abbassiamo tasse folli

“Molte polemiche perche’ ho detto che il Pd non sara’ mai piu’ il partito delle tasse. Gia’ in passato si era discusso sul principio ‘Le tasse sono belle’. Non voglio riaprire una discussione filosofica. La metto cosi’. In Italia paghiamo troppe tasse. E’ folle continuare cosi’. La strategia e’ chiara: intanto combattiamo l’evasione. Se paghiamo tutti, paghiamo meno”. Cosi’ il premier Matteo Renzi nella sua enews. “Nel primo anno di governo – rivendica – la lotta all’evasione ha prodotto come risultato un lusinghiero piu’ 7% di entrate rispetto all’anno preceente (e questa e’ la risposta a quelli che dicono “Renzi non parla mai di evasione”: per noi parlano i fatti, amici!). Ma abbassare le tasse si puo’ fare a tre condizioni”.

La prima condizione per abbassare le tasse, secondo Renzi, e’ questa: “La curva debito/PIL deve scendere. In soldoni: il nostro debito non e’ drammatico come viene descritto. Abbiamo infatti ricchezza privata che e’ il doppio del debito pubblico (nessuno e’ come noi, su questo, al mondo); abbiamo una percentuale di debito estero non elevata; abbiamo un sistema previdenziale che sul medio-lungo periodo e’ il piu’ sostenibile in Europa; abbiamo un surplus primario costante da anni e una spesa pubblica che sara’ ancora limata ma non e’ piu’ tra le peggiori d’Europa. E tuttavia il debito e’ ancora troppo alto. Dunque, occorre che la curva del debito/Pil torni a scendere. E questo – lo abbiamo promesso – comincera’ dal 2016. Da qui ai prossimi anni, tutti gli anni, il debito dovra’ scendere un po’. Non lo facciamo perche’ ce lo chiede l’Europa: lo facciamo perche’ e’ giusto verso i nostri figli. Altrimenti lasciamo a loro i cocci di uno Stato, come hanno fatto con noi. E noi vogliamo essere piu’ seri di chi ci ha preceduto”.

“La seconda – prosegue – bisogna sbloccare i cantieri. Ci sono venti miliardi di investimenti pubblici fermi. Per non parlare dei denari privati che sono dispersi nei vicoli della burocrazia, delle sospensive, dei ricorsi. Magari anche nel vostro comune, nella vostra citta’ avete in mente esempi precisi in questo senso (chi vuole segnalarmi qualcosa in particolare, puo’ farlo attraverso la consueta email: matteo@governo.it). Tutto cio’ costituisce una gigantesca follia. Se da qui al 2016 riuscissimo a spendere i venti miliardi bloccati, immediatamente tutta l’economia – a cominciare dal settore dell’edilizia drammaticamente in ginocchio – ne risentirebbe positivamente”. Infine, “La terza, il fisco. Nel primo anno abbiamo restituito 80 euro a 10 milioni di persone, partendo dunque dalle famiglie. Nel secondo anno abbiamo eliminato la componente lavoro dall’Irap, come ci chiedevano (giustamente) gli imprenditori. Nel terzo anno elimineremo tutte le tasse sulla prima casa (tasi e imu). Nel 2017, quarto anno, incideremo sull’Ires per abbassare le tasse alle imprese. Nel 2018 – conclude Renzi – toccheremo scaglioni Irpef e pensioni minime”.

Governo: Renzi, tendenza autoflagellarsi ma Italia merita di piu’

“Certo la sfida non e’ facile, anche perche’ c’e’ una costante tentazione del sistema paese a autoflagellarsi. In tanti dicono che va tutto male, sempre male, solo male. Scommettono sul fallimento. Noi no. Ci proviamo. Ogni giorno. Passo dopo passo”. Lo scrive il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nelle sue enews. “Noi non vogliamo solo tirare fuori l’Italia dalla crisi – ha aggiunto – vogliamo riportarla al posto che merita: alla guida dell’Europa. E costi quel che costi, ce la faremo. Perche’ l’Italia si merita di piu'”. “In questo mese – racconta Renzi – ho avuto il piacere di scambiare alcune opinioni sul futuro con molte persone, tra cui due italiane straordinarie. Samantha Cristoforetti, la prima astronauta italiana, appena rientrata in Italia dopo il rientro sulla Terra. E Fabiola Gianotti che ci ha accolto a Ginevra al Cern, nel luogo dove si sperimenta il futuro, studiando e innovando. Sono solo due esempi”. “Ma – sottolinea – c’e’ molta Italia nel mondo che va avanti. Molta Italia. Dobbiamo imparare a volerci piu’ bene. E a far funzionare ancora meglio le cose. Perche’ – potra’ sembrare un paradosso – e’ l’intera comunita’ internazionale che ha bisogno che l’Italia funzioni bene. C’e’ tanta Italia che funziona”.

Crisi: Renzi, segnali positivi, Italia economicamente al sicuro

“Sul fronte economico, tra mille problemi, tanti segnali sono positivi, finalmente positivi”. Lo sottolinea il premier Matteo Renzi nella sua enews, nella quale rivendica al suo governo che “le due parole d’ordine sono sempre le stesse: riforme e crescita”. “Quando e’ arrivato il momento piu’ duro della crisi greca – sostiene – in molti continuavano a insistere con le preoccupazioni sul contagio: “Vedrai, anche l’Italia sara’ messa nel mirino”. Abbiamo visto che le cose non sono andate cosi’. L’Italia non e’ piu’ il problema dell’Europa, come nel recente passato”. Inoltre, prosegue: “Tutto questo sta accadendo in un contesto internazionale non semplice (Mediterraneo, Grecia, Ucraina), ma l’Italia – assicura Renzi – e’ economicamente al sicuro perche’ il Parlamento ha dimostrato di poter finalmente mantenere i propri impegni, realizzando le riforme”.

(AGI) – Roma, 25 lug. – Silvia Scozzese, assessore al bilancio del Comune di Roma, ha annunciato le dimissioni dalla giunta con una lettera indirizzata al sindaco Ignazio Marino. “Ho riflettuto molto in queste ultime settimane”, scrive, “Abbiamo compiuto scelte rilevantissime, che hanno inciso su vecchie abitudini, su procedure, su assetti societari e su tutto cio’ che doveva essere riformato. Ho lavorato perche’ il risanamento incidesse sugli sprechi, sulle diseconomie e sul malcostume, cercando sempre di evitare la riduzione degli stanziamenti per i servizi alla citta'”. “Da un po’ di tempo, tuttavia, registro l’affievolimento di questa azione ed il compimento di scelte che a me appaiono in contraddizione con le finalita’ che insieme ci eravamo dati. Condivido la necessita’ di potenziare la spesa nei settori relativi ai servizi alla citta’, ma essa non puo’ essere costruita al di fuori degli ambiti di tipicita’ e di correttezza degli atti amministrativi, ambiti che devono costituire e rimanere il faro della nostra azione quotidiana”, aggiunge, “Ti ho altresi’ rappresentato le mie perplessita’ e il mio fermo dissenso su scelte che reputo non opportune e non utili per il raggiungimento di risultati efficaci, e questo ha determinato un clima nel quale l’Assessore al Bilancio sembra essere diventato l’ostacolo principale al compimento delle scelte amministrative”. Conclusione: “Ritengo siano venute meno le condizioni della mia permanenza in Giunta e per questo con la presente sono a rassegnare le mie dimissioni”. xxxx Marino: grazie Scozzese ma continueremo a lavorare “Ringrazio Silvia Scozzese per il preziosissimo lavoro svolto, che mi ha aiutato nella mia determinazione di riportare Roma non solo al risanamento dei conti e alla legalita’ contabile ma anche a disegnare e attuare un piano di rientro del quale sono profondamente orgoglioso. Il lavoro di Silvia non ha mai tradito l’intuizione fortunata che ebbi quando la chiamai a una sfida cosi’ importante che ci ha permesso di interrompere percorsi amministrativi opachi, e altre volte illeciti, realizzati nel passato”: questo il commento del sindaco di Roma, Ignazio Marino, alle dimissioi del suo assessore al bilancio. “Per questo e per la sua puntuale serieta’ e straordinaria capacita’ tecnica le sono e le saro’ sempre grato. E’ stato un percorso comune proficuo per Roma e importante per il Paese. Per questo auguro con affetto, rispetto e stima a Silvia il futuro brillante che merita. Noi continueremo a lavorare con l’obiettivo di trasformare la citta’ e di farla diventare piu’ vivibile, accogliente e moderna”, aggiunge Marino. xxx xxx xxx Marchini: Marino un furbone inadeguato “E’ il secondo assessore al bilancio che sbatte la porta in pochi mesi. Entrambe sono donne preparate e di assoluto rigore morale. La terza donna che sbatte’ la porta era l’assessore ai servizi sociali che Marino voleva sostituire con tal Ozzimo, poi arrestato per Mafia capitale… Ma quanto dobbiamo aspettare perche’ sia evidente a tutti che questo Marino e’ solo un gran furbone che con cinismo nasconde le sue responsabilita’ e la sua palese inadeguatezza?”. Cosi’ in una nota Alfio Marchini, commentando le dimissioni dell’assessore al Bilancio capitolino Scozzese. .

(AGI) – CdV, 25 lug. – E’ una “sentenza pericolosa e incongrua” che preoccupa la Cei e divide la politica. Il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino commenta negativamente la decisione della Cassazione sugli istituti scolastici religiosi di Livorno che dovranno pagare l’Ici. “E’ una sentenza ideologica – rincara la dose monsignor Galantino -. Basta con questi tiri allargati su tutta la Chiesa. Ha ragione il professor Emanuele Rossi (ordinario di Diritto costituzionale alla Scuola Superiore di studi universitari Sant’Anna di Pisa ed esperto governativo per il terzo settore, ndr) quando scrive che ‘e’ come mettere sullo stesso piano una mensa caritatevole e un ristorante alla moda'”.

“La sentenza della Cassazione sul pagamento dell’Imu da parte parte delle organizzazioni non profit, previsto da una norma del Governo Monti, segnala una difficolta’ interpretativa nel caso delle scuole paritarie: apriremo quindi un tavolo di confronto con le organizzazioni non profit, comprese quelle religiose, per arrivare a un definitivo chiarimento normativo a questo riguardo”. E’ quanto afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti. “La norma del Governo Monti, comunque – conclude De Vincenti – era una norma senza dubbio equilibrata, dal momento che riconduceva il pagamento solo alle componenti di natura commerciale”.

Il segretario generale della Cei ci tiene a precisare che non si parla solo di “scuole cattoliche” ma “scuole pubbliche paritarie” e snocciola i dati per sottolineare il risparmio “oggettivo”: “nelle paritarie ci sono un milione e 300 mila studenti e a fronte dei 520 milioni che ricevono queste scuole, lo Stato risparmia 6 miliardi e mezzo”. Basta quindi, continua monsignor Galantino, “a pensare che la Chiesa cattolica affami l’Italia. Basta con l’ideologia che mette ‘il prosciutto sugli occhi'”. Inoltre la sentenza portera’ alla chiusura delle scuole paritarie, come ha anche denunciato don Francesco Macri’, presidente della Fidae, la Federazione Istituti di attivita’ educative.

“E la chiusura delle scuole paritarie – aggiunge monsignor Galantino – vuol dire limitare la liberta’. Ricordiamo che e’ la stessa Europa a chiederci garanzie sulla liberta’ educativa”. Quindi “chi prende decisioni dovrebbe non essere guidato dall’ideologia solo per ricevere applausi. Guardiamo invece agli altri Paesi europei – continua -, a partire dalla laica Francia che su queste cose e’ piu’ avanti di noi”.

Fioroni, Renzi intervenga sulle scuole paritarie

“Il pagamento dell’Ici, per le scuole paritarie senza scopo di lucro, interpella tutti, in primo luogo il Presidente Renzi” dichiara il democratico Giuseppe Fioroni, gioa’ ministro dell’Istruzione. “Il sistema scolastico italiano e’ per legge paritario, la Buona Scuola lo rafforza, ma questa vicenda fa chiudere tutte le scuole che non sono diplomifici, dalle materne alle superiori – osserva – Si cancella la liberta’ di scelta, si trasformano in scuole solo per i ricchi, si genera un danno grave allo Stato, sarebbe una violazione dei diritti costituzionali, pensiamo soltanto al 40% dei bambini delle materne che rimarrebbero senza scuola. E’ una vera emergenza democratica che non puo’ essere scaricata ne sui magistrati ne sui comuni che non chiudono i bilanci. Occorre che il governo intervenga subito e sono certo che il Presidente del Consiglio Renzi lo fara'”, conclude.

Lupi(Ap), sentenza su paritarie crea grave disuguaglianza

“La sentenza sull’Imu delle scuole gestite da enti religiosi invece di fare giustizia discrimina pesantemente queste scuole e genera una pericolosa diseguaglianza” dichiara Maurizio Lupi, capogruppo di Area Popolare alla Camera. “Le scuole paritarie e le scuole statali per legge fanno entrambe parte del sistema pubblico, perche’ entrambe svolgono un servizio pubblico – osserva – Perche’ le paritarie pubbliche devono pagare l’lmu e le statali pubbliche no? La chiusura di molte scuole paritarie e’ il rischio concreto delle conseguenze di questa sentenza con oltretutto un consistente aggravio dei costi per lo stato che dovra’ farsi carico degli studenti che resteranno a spasso, e la’ dove adesso spende 600 euro per studente ne dovra’ spendere 6000”, conclude.

Giammanco (FI), sentenza in linea con mia battaglia

“La sentenza della Cassazione sull’Ici dovuta anche dagli istituti scolastici gestiti da enti religiosi a Livorno da’ forza a una battaglia che personalmente porto avanti dalla scorsa legislatura a dispetto di tanta ipocrisia” dice da parte sua Gabriella Giammanco, parlamentare di Forza Italia. “Credo sia giusto che gli immobili della Chiesa non utilizzati a fini di culto siano sottoposti a tassazione come tutti gli immobili commerciali”, osserva. “E’ una pronuncia di assoluto buonsenso perche’, in presenza di evidenti attivita’ di carattere commerciale, si deve osservare il principio dell’equita’ fiscale. Spero che la pronuncia della Cassazione possa porre un limite all’ipocrisia diffusa nella politica su questo argomento, nella speranza di conquistare il voto dei cattolici o il plauso delle gerarchie vaticane. In un momento in cui agli italiani si impongono duri sacrifici e’ giusto che anche la Chiesa faccia la sua parte”, conclude.

Ruffino(Fi), sentenza ideologica e discriminatoria

Di tutt’altro avviso un’altra forzista, Daniela Ruffino, secondo cui “quella della Cassazione e’ una sentenza ideologica e discriminatoria che colpisce le scuole paritarie per colpire le scuole cattoliche ma ferisce soprattutto la liberta’ educativa sancita dalla Costituzione e ricordata recentemente dall’Unione europea come perno di una piena democrazia”. “La motivazione secondo cui le scuole paritarie svolgono un’attivita’ commerciale poiche’ fanno pagare una retta, fotografa una parte della verita’ perche’ ignora che le stesse scuole costano allo Stato meno della meta’ dei costi sostenuti per le scuole statali” conclude la vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte.

Gelmini, applicazione Imu a paritarie e’ paradosso

Sulla stessa linea n’ex ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, secondo cui “oltre a non consentire l’esercizio della liberta’ di scelta educativa delle famiglie, in ragione di un esagerato egualitarismo che ha anche bloccato l’ascensore sociale, si colpiscono le scuole cattoliche applicando proprio lo stesso principio di uguaglianza negato per l’accesso al loro finanziamento”.

Scotto (Sel), Cassazione mette fine a privilegio medievale

“La sentenza della Cassazione ripristina equita’ senza punire le scuole paritarie. Mette solo fine ad un privilegio dal sapore medievale. Lupi (e anche qualche altro…) se ne faccia una ragione” scrive su twitter il capogruppo dei deputati di Sel, Arturo Scotto. (AGI)

(AGI) – Roma, 25 lug. – “La sentenza della Cassazione sul pagamento dell’Imu da parte parte delle organizzazioni non profit, previsto da una norma del Governo Monti, segnala una difficolta’ interpretativa nel caso delle scuole paritarie: apriremo quindi un tavolo di confronto con le organizzazioni non profit, comprese quelle religiose, per arrivare a un definitivo chiarimento normativo a questo riguardo”. E’ quanto afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti. “La norma del Governo Monti, comunque – conclude De Vincenti – era una norma senza dubbio equilibrata, dal momento che riconduceva il pagamento solo alle componenti di natura commerciale”. .

(AGI) – Roma, 25 lug. – “Tasse, ricchezza e pensioni minime. Benvenuto Matteo Renzi in Forza Italia, con 21 anni di ritardo. Ma il Pd lo sa? #meglioloriginale”. Lo scrive su twitter Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, commentando quanto scritto da Renzi sulla sua enews. .

(AGI) – Roma, 25 lug. – Matteo Renzi non ha mai avuto particolare simpatia per i sindacati. E adesso, dopo i ‘fattacci’ di Pompei e dell’Alitalia, e’ furioso. “L’assemblea di ieri a Pompei, in quelle modalita’, in quelle forme, e’ semplicemente scandalosa”, scrive il premier nelle sue enews, dove va giu’ durissimo anche sulla vicenda Alitalia. “Vedere che dopo tutto il lavoro fatto per salvare il sito e quindi i posti di lavoro a Pompei – sostiene – un’assemblea sindacale blocca all’improvviso migliaia di turisti sotto il sole o vedere che dopo le nottate insonni per coinvolgere Etihad e evitare il fallimento di Alitalia, gli scioperi dei lavoratori di quell’azienda rovinano le vacanze a migliaia di nostri concittadini, fa male”.

“Intendiamoci – prosegue Renzi – per evitare le polemiche di domani: nessuno mette in discussione il diritto all’assemblea sindacale o allo sciopero. Sono diritti sacrosanti. Ma c’e’ anche bisogno di buon senso e di ragionevolezza, di responsabilita’ e di rispetto. In un momento come questo tenere migliaia di turisti venuti da tutto il mondo, sotto il sole per un’assemblea sindacale a sorpresa significa volere il male di Pompei. Significa fare il male di Pompei. Io non ce l’ho con i sindacati. Ma se continua cosi’ dovremo difendere i sindacati da se stessi. L’assemblea di ieri a Pompei, in quelle modalita’, in quelle forme, e’ semplicemente scandalosa. Continueremo a lavorare per Pompei, nonostante loro” conclude il premier.

Fisco: Renzi, con lotta a evasione abbassiamo tasse folli

“Molte polemiche perche’ ho detto che il Pd non sara’ mai piu’ il partito delle tasse. Gia’ in passato si era discusso sul principio ‘Le tasse sono belle’. Non voglio riaprire una discussione filosofica. La metto cosi’. In Italia paghiamo troppe tasse. E’ folle continuare cosi’. La strategia e’ chiara: intanto combattiamo l’evasione. Se paghiamo tutti, paghiamo meno”. Cosi’ il premier Matteo Renzi nella sua enews. “Nel primo anno di governo – rivendica – la lotta all’evasione ha prodotto come risultato un lusinghiero piu’ 7% di entrate rispetto all’anno preceente (e questa e’ la risposta a quelli che dicono “Renzi non parla mai di evasione”: per noi parlano i fatti, amici!). Ma abbassare le tasse si puo’ fare a tre condizioni”.

La prima condizione per abbassare le tasse, secondo Renzi, e’ questa: “La curva debito/PIL deve scendere. In soldoni: il nostro debito non e’ drammatico come viene descritto. Abbiamo infatti ricchezza privata che e’ il doppio del debito pubblico (nessuno e’ come noi, su questo, al mondo); abbiamo una percentuale di debito estero non elevata; abbiamo un sistema previdenziale che sul medio-lungo periodo e’ il piu’ sostenibile in Europa; abbiamo un surplus primario costante da anni e una spesa pubblica che sara’ ancora limata ma non e’ piu’ tra le peggiori d’Europa. E tuttavia il debito e’ ancora troppo alto. Dunque, occorre che la curva del debito/Pil torni a scendere. E questo – lo abbiamo promesso – comincera’ dal 2016. Da qui ai prossimi anni, tutti gli anni, il debito dovra’ scendere un po’. Non lo facciamo perche’ ce lo chiede l’Europa: lo facciamo perche’ e’ giusto verso i nostri figli. Altrimenti lasciamo a loro i cocci di uno Stato, come hanno fatto con noi. E noi vogliamo essere piu’ seri di chi ci ha preceduto”.

“La seconda – prosegue – bisogna sbloccare i cantieri. Ci sono venti miliardi di investimenti pubblici fermi. Per non parlare dei denari privati che sono dispersi nei vicoli della burocrazia, delle sospensive, dei ricorsi. Magari anche nel vostro comune, nella vostra citta’ avete in mente esempi precisi in questo senso (chi vuole segnalarmi qualcosa in particolare, puo’ farlo attraverso la consueta email: matteo@governo.it). Tutto cio’ costituisce una gigantesca follia. Se da qui al 2016 riuscissimo a spendere i venti miliardi bloccati, immediatamente tutta l’economia – a cominciare dal settore dell’edilizia drammaticamente in ginocchio – ne risentirebbe positivamente”. Infine, “La terza, il fisco. Nel primo anno abbiamo restituito 80 euro a 10 milioni di persone, partendo dunque dalle famiglie. Nel secondo anno abbiamo eliminato la componente lavoro dall’Irap, come ci chiedevano (giustamente) gli imprenditori. Nel terzo anno elimineremo tutte le tasse sulla prima casa (tasi e imu). Nel 2017, quarto anno, incideremo sull’Ires per abbassare le tasse alle imprese. Nel 2018 – conclude Renzi – toccheremo scaglioni Irpef e pensioni minime”.

Governo: Renzi, tendenza autoflagellarsi ma Italia merita di piu’

“Certo la sfida non e’ facile, anche perche’ c’e’ una costante tentazione del sistema paese a autoflagellarsi. In tanti dicono che va tutto male, sempre male, solo male. Scommettono sul fallimento. Noi no. Ci proviamo. Ogni giorno. Passo dopo passo”. Lo scrive il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nelle sue enews. “Noi non vogliamo solo tirare fuori l’Italia dalla crisi – ha aggiunto – vogliamo riportarla al posto che merita: alla guida dell’Europa. E costi quel che costi, ce la faremo. Perche’ l’Italia si merita di piu'”. “In questo mese – racconta Renzi – ho avuto il piacere di scambiare alcune opinioni sul futuro con molte persone, tra cui due italiane straordinarie. Samantha Cristoforetti, la prima astronauta italiana, appena rientrata in Italia dopo il rientro sulla Terra. E Fabiola Gianotti che ci ha accolto a Ginevra al Cern, nel luogo dove si sperimenta il futuro, studiando e innovando. Sono solo due esempi”. “Ma – sottolinea – c’e’ molta Italia nel mondo che va avanti. Molta Italia. Dobbiamo imparare a volerci piu’ bene. E a far funzionare ancora meglio le cose. Perche’ – potra’ sembrare un paradosso – e’ l’intera comunita’ internazionale che ha bisogno che l’Italia funzioni bene. C’e’ tanta Italia che funziona”.

Crisi: Renzi, segnali positivi, Italia economicamente al sicuro

“Sul fronte economico, tra mille problemi, tanti segnali sono positivi, finalmente positivi”. Lo sottolinea il premier Matteo Renzi nella sua enews, nella quale rivendica al suo governo che “le due parole d’ordine sono sempre le stesse: riforme e crescita”. “Quando e’ arrivato il momento piu’ duro della crisi greca – sostiene – in molti continuavano a insistere con le preoccupazioni sul contagio: “Vedrai, anche l’Italia sara’ messa nel mirino”. Abbiamo visto che le cose non sono andate cosi’. L’Italia non e’ piu’ il problema dell’Europa, come nel recente passato”. Inoltre, prosegue: “Tutto questo sta accadendo in un contesto internazionale non semplice (Mediterraneo, Grecia, Ucraina), ma l’Italia – assicura Renzi – e’ economicamente al sicuro perche’ il Parlamento ha dimostrato di poter finalmente mantenere i propri impegni, realizzando le riforme”.

(AGI) – CdV, 25 lug. – E’ una “sentenza pericolosa e incongrua” che preoccupa la Cei e fa indignare il Centrodestra. Il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino commenta negativamente la decisione della Cassazione sugli istituti scolastici religiosi di Livorno che dovranno pagare l’Ici. “E’ una sentenza ideologica – rincara la dose monsignor Galantino -. Basta con questi tiri allargati su tutta la Chiesa. Ha ragione il professor Emanuele Rossi (ordinario di Diritto costituzionale alla Scuola Superiore di studi universitari Sant’Anna di Pisa ed esperto governativo per il terzo settore, ndr) quando scrive che ‘e’ come mettere sullo stesso piano una mensa caritatevole e un ristorante alla moda'”. Il segretario generale della Cei ci tiene a precisare che non si parla solo di “scuole cattoliche” ma “scuole pubbliche paritarie” e snocciola i dati per sottolineare il risparmio “oggettivo”: “nelle paritarie ci sono un milione e 300 mila studenti e a fronte dei 520 milioni che ricevono queste scuole, lo Stato risparmia 6 miliardi e mezzo”. Basta quindi, continua monsignor Galantino, “a pensare che la Chiesa cattolica affami l’Italia. Basta con l’ideologia che mette ‘il prosciutto sugli occhi'”. Inoltre la sentenza portera’ alla chiusura delle scuole paritarie, come ha anche denunciato don Francesco Macri’, presidente della Fidae, la Federazione Istituti di attivita’ educative. “E la chiusura delle scuole paritarie – aggiunge monsignor Galantino – vuol dire limitare la liberta’. Ricordiamo che e’ la stessa Europa a chiederci garanzie sulla liberta’ educativa”. Quindi “chi prende decisioni dovrebbe non essere guidato dall’ideologia solo per ricevere applausi. Guardiamo invece agli altri Paesi europei – continua -, a partire dalla laica Francia che su queste cose e’ piu’ avanti di noi”. Fioroni, Renzi intervenga sulle scuole paritarie “Il pagamento dell’Ici, per le scuole paritarie senza scopo di lucro, interpella tutti, in primo luogo il Presidente Renzi” dichiara il democratico Giuseppe Fioroni, gioa’ ministro dell’Istruzione. “Il sistema scolastico italiano e’ per legge paritario, la Buona Scuola lo rafforza, ma questa vicenda fa chiudere tutte le scuole che non sono diplomifici, dalle materne alle superiori – osserva – Si cancella la liberta’ di scelta, si trasformano in scuole solo per i ricchi, si genera un danno grave allo Stato, sarebbe una violazione dei diritti costituzionali, pensiamo soltanto al 40% dei bambini delle materne che rimarrebbero senza scuola. E’ una vera emergenza democratica che non puo’ essere scaricata ne sui magistrati ne sui comuni che non chiudono i bilanci. Occorre che il governo intervenga subito e sono certo che il Presidente del Consiglio Renzi lo fara'”, conclude. Lupi(Ap), sentenza su paritarie crea grave disuguaglianza “La sentenza sull’Imu delle scuole gestite da enti religiosi invece di fare giustizia discrimina pesantemente queste scuole e genera una pericolosa diseguaglianza” dichiara Maurizio Lupi, capogruppo di Area Popolare alla Camera. “Le scuole paritarie e le scuole statali per legge fanno entrambe parte del sistema pubblico, perche’ entrambe svolgono un servizio pubblico – osserva – Perche’ le paritarie pubbliche devono pagare l’lmu e le statali pubbliche no? La chiusura di molte scuole paritarie e’ il rischio concreto delle conseguenze di questa sentenza con oltretutto un consistente aggravio dei costi per lo stato che dovra’ farsi carico degli studenti che resteranno a spasso, e la’ dove adesso spende 600 euro per studente ne dovra’ spendere 6000”, conclude. Giammanco (FI), sentenza in linea con mia battaglia “La sentenza della Cassazione sull’Ici dovuta anche dagli istituti scolastici gestiti da enti religiosi a Livorno da’ forza a una battaglia che personalmente porto avanti dalla scorsa legislatura a dispetto di tanta ipocrisia” dice da parte sua Gabriella Giammanco, parlamentare di Forza Italia. “Credo sia giusto che gli immobili della Chiesa non utilizzati a fini di culto siano sottoposti a tassazione come tutti gli immobili commerciali”, osserva. “E’ una pronuncia di assoluto buonsenso perche’, in presenza di evidenti attivita’ di carattere commerciale, si deve osservare il principio dell’equita’ fiscale. Spero che la pronuncia della Cassazione possa porre un limite all’ipocrisia diffusa nella politica su questo argomento, nella speranza di conquistare il voto dei cattolici o il plauso delle gerarchie vaticane. In un momento in cui agli italiani si impongono duri sacrifici e’ giusto che anche la Chiesa faccia la sua parte”, conclude. Ruffino(Fi), sentenza ideologica e discriminatoria Di tutt’altro avviso un’altra forzista, Daniela Ruffino, secondo cui “quella della Cassazione e’ una sentenza ideologica e discriminatoria che colpisce le scuole paritarie per colpire le scuole cattoliche ma ferisce soprattutto la liberta’ educativa sancita dalla Costituzione e ricordata recentemente dall’Unione europea come perno di una piena democrazia”. “La motivazione secondo cui le scuole paritarie svolgono un’attivita’ commerciale poiche’ fanno pagare una retta, fotografa una parte della verita’ perche’ ignora che le stesse scuole costano allo Stato meno della meta’ dei costi sostenuti per le scuole statali” conclude la vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte. Gelmini, applicazione Imu a paritarie e’ paradosso Sulla stessa linea n’ex ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, secondo cui “oltre a non consentire l’esercizio della liberta’ di scelta educativa delle famiglie, in ragione di un esagerato egualitarismo che ha anche bloccato l’ascensore sociale, si colpiscono le scuole cattoliche applicando proprio lo stesso principio di uguaglianza negato per l’accesso al loro finanziamento”. Scotto (Sel), Cassazione mette fine a privilegio medievale “La sentenza della Cassazione ripristina equita’ senza punire le scuole paritarie. Mette solo fine ad un privilegio dal sapore medievale. Lupi (e anche qualche altro…) se ne faccia una ragione” scrive su twitter il capogruppo dei deputati di Sel, Arturo Scotto. (AGI) .

(AGI) – Roma, 25 lug. – “Dobbiamo capire se il tema riguarda anche il futuro, con il settore non piu’ Ici ma Imu. Spero oggettivamente di no perche’ sarebbe profondamente ingiusto. In fondo queste scuole fanno un servizio di pubblica utilita’. Certo, sono attivita’ gestite in maniera commerciale: come si fa a non mettere in pratica un’attivita’ commerciale se bisogna pagare l’affitto, le utenze? Ma altra cosa e’ fare attivita’ lucrative”. Lo afferma a Radio Vaticana, il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi. Alla domanda se il Parlamento interverra’, Toccafondi risponde: “Leggiamo la sentenza e comprendiamo. Anche perche’ un anno e mezzo fa, due anni fa, questo governo ha gia’ avuto modo di dare un’interpretazione autentica del tema del pagamento dell’Imu, quindi il discrimine era l’attivita’ lucrativa. Quando c’e’ un’attivita’ non solo commerciale ma lucrativa, e quindi per esempio una scuola con rette di decine di migliaia di euro l’anno, e’ giusto che quella paghi l’Imu, ma per tutto il resto si tratta di scuole che operano per il bene di pubblica utilita’ ed e’ giusto che non siano gravate da spese di 20, 30 mila euro in media l’anno di imposta municipale sugli immobili”. (AGI) .

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