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Politica

Pif trova, subito, un alleato nella rinnovata battaglia contro il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta sui fondi per l'assistenza ai disabili. Dopo aver occupato l'ufficio del presidente Crocetta nei mesi scorsi, senza aver ottenuto nulla, Pif ha scritto al Corriere della Sera. L'iniziativa del 21 febbraio aveva trovato eco e sostegno in molti artisti: Fiorello, Stefania Petyx, Ficarra e Picone. E ora Jovanotti.

E non si è esaurita lì: ne è nata una pagina Facebook, "Caro Marziano", in cui l'appello viene rinnovato tutti i giorni. La lettera di Pif al Corriere è servita per sottolineare l'irritazione per il finanziamento delle pensioni dei consiglieri regionali siciliani e ha trovato la reazione immediata di Jovanotti che ne ha fatto un lungo post su Facebook che potete leggere qui sotto.

Leggi anche l'articolo sul Corriere della Sera

Anche in queste elezioni amministrative, molto attivi gli utenti di Twitter. Il loro bersaglio preferito è stato sicuramente il MoVimento 5 Stelle, che ha ottenuto risultati molto magri in questa tornata. Ma qualche ironia su Renzi, Leoluca Orlando e sulle elezioni in generale non è mancata. 

Vi proponiamo i 10 tweet più divertenti che sono circolati. Se ne trovate di migliori, segnalateceli

A occhio, Beppe, il Maloox del 2014 non dev'essere ancora scaduto. @beppe_grillo

La sfida ai ballottaggi delle amministrative 2017 sarà tra centrodestra e centrosinistra, mentre nelle grandi città nessun candidato del moVimento Cinque Stelle è arrivato al ballottaggio. E' il dato che emerge dalle proiezioni sul voto per le comunali.

Palermo

Il sindaco uscente, Leoluca Orlando, potrebbe vincere già al primo turno perchè la legge Regionale Siciliana fissa al 40% la soglia per non dover andare al ballottaggio. 

Genova

Il candidato del centrodestra, Marco Bucci, e quello del centrosinistra, Giovanni Crivello, vanno al ballottaggio. Nettamente staccato quello dei Cinque Stelle, reduce dal duro scontro con la vincitrice delle 'comunarie', Marika Cassimatis.

Parma

Altra beffa per i Cinque Stelle a Parma, dove il fuoriuscito Federico Pizzarotti è in vantaggio, ma non abbastanza da garantirsi l'elezione senza passare per il ballottaggio.

Verona

A Verona la sfida per arrivare al ballottaggio con il candidato del centrodestra Federico Sboarina è tra la candidata del centrosinistra, Orietta Salemi, e quella della lista civica 'Fare', Patrizia Bisinella.

L'Aquila

Il candidato del centrosinistra, Americo Dibenedetto, sfiora il successo già al primo turno.

Taranto

Nemmeno nella città in cui divampa la polemica sull'Ilva M5S riesce a portare un candidato al ballottaggio. 

Catanzaro

Al ballottaggio andrà di sicuro il candidato del centrodestra, Sergio Abramo, mentre la sfida è tra quello del centrosinistra Vincenzo Ciconte e quello della lista civica, Nicola Fiorita.

La sfida ai ballottaggi delle amministrative 2017 sarà tra centrodestra e centrosinistra, mentre nelle grandi città nessun candidato del moVimento Cinque Stelle è arrivato al ballottaggio. E' il dato che emerge dagli exit poll realizzati per La7.

Palermo

Il sindaco uscente, Leoluca Orlando, potrebbe vincere già al primo turno perchè la legge Regionale Siciliana fissa al 40% la soglia per non dover andare al ballottaggio. 

Genova

Il candidato del centrodestra, Marco Bucci, e quello del centrosinistra, Giovanni Crivello, sono praticamente appaiati. Nettamente staccato quello dei Cinque Stelle, reduce dal duro scontro con la vincitrice delle 'comunarie', Marika Cassimatis.

Parma

Altra beffa per i Cinque Stelle a Parma, dove il fuoriuscito Federico Pizzarotti è in vantaggio, ma non abbastanza da garantirsi l'elezione senza passare per il ballottaggio.

Verona

A Verona la sfida per arrivare al ballottaggio con il candidato del centrodestra Federico Sboarina è tra la candidata del centrosinistra, Orietta Salemi, e quella della lista civica 'Fare', Patrizia Bisinella.

Taranto

La città dove infiamma la polemica sull'Ilva è l'unica in cui M5S ha qualche possibilità di portare un candidato al ballottaggio. 

 

"Credo che le posizioni espresse all'inizio rimarranno tali, su questo non c'è dubbio, ma credo anche che un passo in avanti verso un dialogo lo abbiamo sicuramente fatto. A parte il clima, su tutti gli altri temi c'è un accordo completo e una volontà comune di andare avanti insieme": lo ha detto il ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti facendo le prime valutazioni sui lavori del G7 iniziati a Bologna e che termineranno nel pomeriggio di lunedì. "Partiamo da posizioni diverse, ma abbiamo l'obbligo di dialogare tra tutti – ha spiegato Galletti – è un obbligo, un imperativo, e stiamo facendo questo, io sono soddisfatto che ci siano tutti e sette i paesi rappresentato oggi qui nella sala e he ci sia la volontà di riallacciare un filo comune, questa è l'importanza di questo G7".

Galletti: "Continuiamo un percorso comune"

Riguardo alla retromarcia Usa sugli accordi di Parigi, e alla possibilità di un ripensamento, Galletti ha aggiunto: "Qui si tratta di continuare un percorso comune, su tanti temi, che non sono solo i cambiamenti climatici, discutiamo di marine litter, di Africa, di finanza verde, quindi di continuare a dialogare fra di noi. Poi ripeto le posizioni, in particolare su Parigi, sono posizioni distanti, ma l'importante è non perdersi. In ambiente o si vince tutti insieme o si perde tutti e anche nei momenti difficili bisogna continuare dialogare, a stare insieme anche da posizioni diverse. Qui a Bologna stiamo facendo un lavoro importantissimo , di ricucitura – ha concluso il ministro – sapremo solo alla fine di questi due giorni che risultati avrà dato, ma un risultato lo abbiamo gia' ottenuto perche' continuiamo a parlare, a individuare soluzioni, obiettivi comuni". 

Espinosa (Onu): "Dispiace per Usa ma dobbiamo andare avanti"

Sebbene permanga la decisione degli Usa di ritirarsi dall'accordo di Parigi, "quello che abbiamo ascoltato da Scott Pruitt è' che intende continuare a fare sforzi nel campo della lotta al cambiamento climatico. Ha detto anche che vuole impegnarsi con la Convenzione Onu sui cambiamenti climatici in un dialogo su questo tema". Lo ha dichiarato Patricia Espinosa, segretario dell'Unfccc, parlando ai giornalisti in una pausa del G7 Ambiente di Bologna.

"Abbiamo accolto tutti con rammarico la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dall'Accordo di Parigi – ha aggiunto Espinosa -. Allo stesso tempo gli Stati Uniti rimangono una parte dell'Accordo di Parigi, perché questo prevede un periodo di attesa di tre anni prima che le parti possano ritirarsi. Per noi e' molto chiaro che quello che dobbiamo fare è andare avanti nell'attuazione dell'Accordo, e continuare ad aiutare i paesi nel tradurre i loro programmi nazionali nelle loro politiche di sviluppo, per riuscire nel 2018, quando avremo la prima valutazione di dove siamo, ad aumentare le nostre ambizioni". Per il segretario dell'Unfccc, l'impegno espresso dai ministri presenti a Bologna "e' veramente molto forte". 

 

Oltre 9 milioni di italiani sono chiamati alle urne in 1.004 comuni. Si vota fino alle 23. Come anticipato da YouTrend, i primi dati parlano di un'alta partecipazione al voto. Il Viminale ha diffuso il dato reale alle 12: l'affluenza è stata del 19,36%.

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Per quanto non sia possibile un raffronto omogeneo sullo stesso numero di Comuni, la partecipazione appare in notevole crescita rispetto alle tornate amministrative più recenti, quando però si votava anche il lunedì. Domenica 26 maggio 2013 alle ore 12 aveva votato l'11,57% degli elettori, mentre domenica 6 maggio 2012 l'affluenza alla stessa ora era stata del 13,05%.

Dati del Viminale

PARMA. Affluenza del 18,29%, secondo dati del Viminale rilevati alle ore 12

GENOVA. Affluenza del 16,10%

CATANZARO. Affluenza del 22,13%.

L'AQUILA. Affluenza del 19,35%

VERONA. Affluenza del 18,20%.

PALERMO. Affluenza del 14,91% alle ore 12.

Chi è chiamato alle urne

Oggi l'Italia torna al voto. Si tratta di elezioni amministrative che interessano poco più di un migliaio di comuni di cui 25 capoluoghi. Nelle Regioni a statuto speciale, il giorno delle amministrative è stabilito dall'autorità regionale competente: in Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna la data coincide con quella fissata per le regioni a statuto ordinario (l'11 giugno), mentre Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige hanno votato il 7 maggio. Sono chiamati alle urne più di 9 milioni di italiani e gli aventi diritto al voto sono distribuiti in quasi 11mila sezioni: si vota per l'elezione diretta dei sindaci (l'elenco dei cadidati) e dei consigli comunali in 1.004 Comuni (l'elenco completo), dei quali 160 con più di 15mila abitanti.

I numeri e i nomi delle Amministrative 2017

"Era doveroso provarci ma adesso la partita è chiusa. Abbiamo un orizzonte di quasi un anno prima del voto. Lavoriamo per l'Italia". Matteo Renzi parla con il Corriere della Sera all'indomani della rottura del Patto a 4 sul modello tedesco e chiude il discorso sul voto anticipato. Capitolo chiuso, si va a fine legislatura. Nell'intervista l'ex premier apre anche a un'alleanza con Pisapia. "Alla Camera il premio al 40% consente di tentare l'operazione maggioritaria, anche se non è facile. Con le forze alla sinistra del Pd siamo alleati in molti comuni dove ora si vota. Pisapia ha fatto per cinque anni il sindaco di Milano con il contributo fondamentale del Pd. Noi ci siamo, vediamo che farà lui". Guarda qui la risposta di PIsapia a Renzi.

 

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Dunque, il venir meno dell'accordo sul 'Germanellum' sembra aver convinto il segretario del Pd a rinunciare definitivamente all'ipotesi di poter portare gli italiani al voto tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre (leggi l'articolo della Stampa), scenario che fino a ieri sembrava invece ancora all'ordine del giorno (leggi l'articolo di Agi.it). Oggi un po' tutti i giormali e i commentatori si dicono convinti che la legislatura arriverà a conclusione, alla primavera del 2018 (voto ipotizzabile tra marzo e giugno). La pensano così i direttori del Messaggero, e di Repubblica, Virman Cusenza e Mario Calabresi.

Interessante, a proposito di legge elettorale, anche l'analisi del costituzionalista Roberto D'Alimonte sul Sole 24 ore: "Noi non siamo tra quelli che si stracceranno le vesti se il tedesco verrà definitivamente affossato", scrive il professore. "Dal punto di vista che ci interessa veramente, e cioè la governabilità del paese, tra tedesco o consultellum non c’è differenza. L’uno e l’altro non sono in grado di favorire nell’attuale contesto la formazione di maggioranze coese e stabili, come si vede dal confronto delle due simulazioni che proponiamo. Con i dati di oggi e il sistema simil-tedesco solo 4 partiti sarebbero rappresentati. Il leggero vantaggio della coalizione pro-Europa rispetto al fronte populista è effimero. La maggioranza dei seggi potrebbe andare a M5s e Lega Nord. Il voto sarebbe una lotteria e il risultato non è detto che sia il governo dei populisti. Potrebbe essere il non governo. Ma anche nel caso, più probabile, in cui Pd e Fi arrivino a 316 seggi o poco più sarebbe una maggioranza fragile". Leggi qui l'editoriale integrale.

Renzi tiene a sottolineare che a questo punto "la scommessa è fare una buona legge di bilancio per consolidare la ripresa. Abbiamo poco meno di un anno di tempo: dobbiamo impiegarlo senza perdere neanche un minuto per stare fuori dal chiacchiericcio della politica politicante e dentro ai problemi reali".

 

Ci sono la difficile Genova e l'ostica Palermo, ma c'è anche Parma, reduce dal primo esperimento di una giunta grillina alla guida di un capoluogo di peso. Un esperimento che non può dirsi riuscito, vista come è finita tra il sindaco federico Pizzarotti e i vertici del Movimento Cinque Stelle.

Ci sono città importanti in ballo nel nuovo test che M5S si trova ad affrontare. Un test che può dare un'idea degli orientamenti degli elettori in vista delle politiche prossime venture, ma che soprattutto può segnare il destino di grandi agglomerati urbani e di un moVimento che i sondaggi vogliono 'inchiodato' al 30% del favore degli elettori.  

Parma e il caso Piazzarotti

Tra le città nelle quali si sceglie il primo cittadino domenica 11 giugno, c'è per l'appunto Parma: si tratta del primo comune conquistato dai 5 Stelle nel 2012, da Pizzarotti poi fuoriuscito eccellente dal moVimento per i contrasti con Beppe Grillo. Ora Pizzarotti, da indipendente e forte dei risultati ottenuti in questi anni da sindaco, è visto come il favorito, destinato a vincere di nuovo, sconfiggendo gli altri, 5 Stelle in primis.

A Genova la 'spina' Cassimatis

Ma si vota anche a Genova dove il caso di Marika Cassimatis, 'sconfessata' da Grillo dopo aver vinto le Comunarie M5S a marzo, ha lasciato un'ombra sulla candidatura di Luca Pirondini, il candidato vicino ai vertici pentastellati e ripescato per correre alle elezioni. Nel caso di Parma, M5S sa di non avere possibilita' di vittoria. Mentre a Genova, citta' simbolo per Grillo, i 5 Stelle sperano ancora in una rimonta.

A Palermo battaglia per spodestare 're' Orlando

E poi c'è la Sicilia, isola dove i 5 Stelle registrano il record dei Comuni da loro amministrati anche se per questa tornata – Palermo e Trapani in testa – non sembrano esserci molte chance. Ad oggi i 5 Stelle amministrano 37 comuni – Roma e Torino in testa – e la roccaforte e' sicuramente la Sicilia dove sono presenti in 7 realtà territoriali. Anche se in questa tornata, la sfida non è semplice: si corre a Palermo, dove il sindaco uscente Leoluca Orlando è dato in pole position e potrebbe già superare il 40% necessario per vincere al primo turno (la percentuale prevista nella legge elettorale siciliana è 40% e non 50%) e se anche arrivasse al ballottaggio sarebbe con l'ex Pd Fabrizio Ferrandelli sostenuto, tra gli altri, dall'Udc di Cesa con la 'regia' di Cuffaro.

A Palermo M5S paga anche lo scotto di fortissime divisioni che hanno portato coloro che sono vicini all'ex M5S, Riccardo Nuti, ad andare contro il candidato pentastellato Ugo Forello contro il quale, i 'nutiani' hanno anche presentato un esposto.

Anche a Trapani, secondo i rumors, il candidato M5S Marcello Maltese appare fuori gioco. Ma Grillo punta ugualmente molto sulla Sicilia, anche in vista delle elezioni regionali del 5 novembre: ultimi comizi tra Trapani e Palermo, quindi, per il leader M5S; e anche i 'big', Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, nei giorni di campagna elettorale sono andati più di una volta per comizi.

Tra le sfide siciliane, comunque, spiccano anche quella di Paternò, citta' natale di Ignazio La Russa (Fratelli d'Italia) e quella di Sciacca, nell'agrigentino, 'feudo' di Angelino Alfano.

Ma nei 1.005 Comuni d'Italia nei quali si vota domenica, le situazioni sono molto diverse e per lo più legate alle differenti realtà locali, dove contano le liste e anche il radicamento sul territorio. In quest'ottica, i 5 Stelle guardano con ottimismo e speranza ai due comuni veneti dove i 5 Stelle hanno già amministrato, cioè Mira e Sarego.

L'obiettivo dichiarato, comunque, è quello di entrare nei consigli comunali specie dove ancora non c'è alcun rappresentante dei 5 Stelle: come Trapani e Palermo in Sicilia, ma anche L'Aquila in Abruzzo o Taranto in Puglia. 

Domenica 11 giugno anche l'Italia torna al voto. Si tratta di elezioni amministrative che interessano poco più di un migliaio di comuni di cui 25 capoluoghi. Nelle Regioni a statuto speciale, il giorno delle amministrative è stabilito dall'autorità regionale competente: in Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna la data coincide con quella fissata per le regioni a statuto ordinario (l'11 giugno), mentre Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige hanno votato il 7 maggio. Sono chiamati alle urne 9.208.639 italiani e gli aventi diritto al voto sono distribuiti in 10.852 sezioni: si vota per l'elezione diretta dei sindaci (l'elenco dei cadidati) e dei consigli comunali in 1.005 Comuni (l'elenco completo), dei quali 161 con più di 15mila abitanti.

Si vota in 25 capoluoghi di 13 regioni

  1. PIEMONTE: Alessandria, Asti, Cuneo
  2. LOMBARDIA: Como, Lodi, Monza
  3. VENETO: Belluno, Padova, Verona
  4. FRIULI-VENEZIA GIULIA: Gorizia
  5. LIGURIA: Genova, La Spezia
  6. EMILIA ROMAGNA: Parma, Piacenza
  7. TOSCANA: Lucca, Pistoia
  8. LAZIO: Frosinone, Rieti
  9. ABRUZZO: L'Aquila
  10. PUGLIA: Lecce, Taranto
  11. CALABRIA: Catanzaro
  12. SICILIA: Palermo, Trapani
  13. SARDEGNA: Oristano.

Vademecum per il voto di domenica 11 giugno  

  • QUANDO SI VOTA – La sola giornata di domenica 11 giugno dalle 7 alle 23 per l'elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali. 
  • QUANDO AI BALLOTTAGGI – Nelle Regioni a statuto ordinario e in Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia il turno di ballottaggio è previsto per domenica 25 giugno. Nei Comuni sino a 15mila abitanti in caso di parità di voti tra candidati alla carica di sindaco si procede al turno di ballottaggio tra i due che hanno ottenuto il maggior numero di voti. Nei Comuni con oltre 15mila abitanti si procede al ballottaggio se nessun candidato sindaco ha ottenuto la maggioranza assoluta: al ballottaggio sono ammessi i due candidati che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti.
  • LE OPERAZIONI DI SCRUTINIO – Le operazioni di scrutinio inizieranno nella stessa giornata di domenica 11 giugno, subito dopo la chiusura dei seggi e l'accertamento del numero dei votanti.
  • LA TESSERA ELETTORALE – La tessera elettorale si rinnova presso gli uffici elettorali del Comune di residenza; il Viminale raccomanda agli elettori che hanno necessità di rinnovarla di presentarsi per tempo presso tali uffici, che resteranno aperti dalle 9 alle 18 nei due giorni antecedenti la data della consultazione e, nel giorno della votazione, per tutta la durata delle operazioni di voto. Come documento di identità valgono la carta d'identità o altro documento munito di fotografia, rilasciato dalla pubblica amministrazione, o la tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale, purchè munita di foto.
  • I VOTI DI PREFERENZA – La preferenza si esprime scrivendo negli appositi spazi il cognome (oppure il nome e cognome in caso di omonimia) dei candidati consiglieri comunali della lista votata. Le modalità di espressione del voto cambiano in funzione della popolazione dei Comuni. Nei Comuni fino a 15mila abitanti si può tracciare un segno solo sul candidato sindaco, solo sulla lista collegata al candidato sindaco o anche sia sul candidato sindaco che sulla lista collegata al medesimo candidato sindaco: in ogni caso il voto viene attribuito sia alla lista di candidati consiglieri che al candidato sindaco. Nei Comuni con più di 15mila abitanti si può tracciare un segno solo sul candidato sindaco; tracciare un segno solo su una delle liste collegate al candidato sindaco o anche sia sul candidato sindaco che su una delle liste collegate al medesimo candidato sindaco; esprimere il voto disgiunto, tracciando un segno sul candidato sindaco ed un altro segno su una lista non collegata.
  • NIENTE VOTO PER CORRISPONDENZA – Il diritto di voto deve essere esercitato nella sezione elettorale del Comune di residenza nella quale si è iscritti come elettori. I componenti del seggio, i rappresentanti delle liste dei candidati e gli uomini delle forze di polizia in servizio di ordine pubblico votano nella sezione alla quale sono assegnati. I residenti all'estero possono votare venendo in Italia, nel Comune di iscrizione nelle liste elettorali: per le amministrative non è previsto il voto per corrispondenza. I cittadini dei Paesi Ue residenti in Italia possono candidarsi a consigliere comunale e circoscrizionale, non a sindaco.
  • I RAPPRESENTANTI DI LISTA – I delegati delle liste dei candidati possono designare, presso ogni seggio elettorale, due propri rappresentanti, uno effettivo e l'altro supplente, per assistere a tutte le operazioni di voto e di scrutinio.
  • CELLULARI OFF LIMITS – Per garantire la segretezza del voto vige dal 2008 il divieto di introdurre all'interno delle cabine elettorali "telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini". L'elettore, al momento di presentare la tessera elettorale e il documento di riconoscimento, verrà invitato a depositare tali apparecchiature, che gli saranno riconsegnate una volta espresso il voto.
  • TUTTO SU ELIGENDO – Tutte le informazioni su adempimenti elettorali e modalità di voto, candidati sindaci e liste, corpo elettorale e tessera elettorale, normativa di riferimento e circolari sono disponibili su Eligendo, il portale delle elezioni curato dal Viminale. Su Eligendo sono consultabili anche le risposte alle domande frequenti o Faq (Frequently asked questions). 
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