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Politica

(AGI) – Roma, 6 lug. – Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e’ a palazzo Chigi dove si trova il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Il titolare del Mef e’ arrivato nella sede del governo poco dopo le 9,30. Sul tavolo i dati del referendum in Grecia. (AGI) .

(AGI) – Roma, 6 lug. – “La decisione di fare il referendum e’ stata una mossa azzardata e imprevista da parte di Tsipras. Non bisogna credere che la vittoria abbia risolto il problema”. Cosi’ il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni commenta ad Agora’ il risultato del referendum in Grecia. Il titolare della Farnesina riconosce che l’esito del voto “da’ piu’ forza a Tsipras nella sua trattativa con il resto d’Europa”. La crisi greca “non si risolve con una decisione tecnica” ma “serve una decisione politica”, afferma ancora il ministro degli Esteri ad Agora’. Secondo il titolare della Farnesina “non si puo’ scaricare sulle spalle seppure robuste di Mario Draghi il costo di questa crisi”. “Se prevale una logica di solo rispetto dei regolamenti il destino e’ segnato”, ha avvertito Gentiloni. “Il nostro sistema e’ in sicurezza”: il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni esclude cosi’ un rischio di contagio in caso di default della Grecia. “Questo non significa pero’ – ha aggiunto – che l’uscita della Grecia dall’Europa sia un male minore. Sarebbe un duro contraccolpo sul destino dell’Europa che faremo di tutto per evitare. Ma Tsipras ci deve dare una mano”. .

(AGI) – Roma, 6 lug. – Le opposizioni chiedono una riflessione profonda sulla vittoria del ‘No’ in Gecia. Con toni diversi, a partire da Grillo e Salvini che chiedono un voto simile anche in Italia. Il popolo greco fa “una cosa meravigliosa” ha scritto Beppe Grillo sul suo blog. “E’ un sistema che sta collassando – scrive Grillo – il sistema del credito: ‘Io ti do i soldi, ma non li voglio indietro, voglio gli interessi degli interessi e ti prendo tutto quello che hai’. Questo e’ il sistema. Noi abbiamo fatto la proposta per un referendum se restare nell’euro, il popolo italiano ci dara’ una risposta. Vediamo cosa succedera'”.

Salvini, ora nuova Ue fondata sul lavoro e rispetto dei popoli

“No. No. No. No all’Unione Sovietica Europea della disoccupazione e dell’immigrazione. Si’ a una Nuova Europa, fondata sul lavoro e sul rispetto dei popoli. E se Renzi non se ne rende conto, ruspa anche per lui! La Lega c’e'” ha scritto da parte sua su Facebook il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini.

Brunetta, ha vinto democrazia, in Ue nulla piu’ come prima

“In Grecia ha vinto la democrazia e adesso in Europa nulla sara’ piu’ come prima” ha scritto su Twitter Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, cui ha fatto eco Mara Carfagna: “e’ fondamentale in questo momento avere visione e lungimiranza, non intestardirsi con prove di forza da una parte e dall’altra che porterebbero solo alla disgregazione. Bisogna abbandonare il braccio di ferro e fare appello al buon senso e alla responsabilita’. In gioco, ora, non c’e’ la leadership di un Paese o dell’Europa intera, ma il futuro di tutto il popolo comunitario. Sfruttiamo questa occasione per riflettere, dialogare senza pregiudizi, porre nuove basi per dare vita ad un nuovo corso. Questa puo’ essere l’occasione per fare l’Europa”.

Vendola “escono sconfitti la Troika, Merkel e Renzi”

Niki Vendola saluta con entusiasmo la vittoria del ‘No’: “e’ la vittoria dei nemici dell’austerita’. Si e’ aperta una crepa nel nuovo muro di Berlino. La Merkel e la Troika escono sconfitti. Matteo Renzi che ha giocato la parte peggiore, esce sconfitto. Esce vincitrice la democrazia ed esce la necessita’ di cambiare l’agenda di Bruxelles e mettere al centro i diritti delle persone”.

Meloni, un voto eroico, uno schiaffo alla Merkel

Sul fronte opposto Giorgia Meloni twitta che “Quello dei greci e’ un voto eroico, uno schiaffo alla Merkel e alla gestione Ue. Diranno che e’ populismo, ma e’ solo ribellione alla schiavitu'”.

Boldrini, auspicabile svolta per tutta Ue

“Il referendum greco e’ stato innanzitutto una prova di democrazia. Percio’ devono esserne soddisfatti – indipendentemente dal suo esito – tutti coloro che pensano che ‘la sovranita’ appartiene al popolo’, come dice la Costituzione italiana, anche in anni nei quali la finanza e’ sembrata spesso essere il giudice supremo delle vicende collettive” scrive in una nota la presidente della Camera, Laura Boldrini. “E’ chiaro che gia’ dalle prossime ore sara’ indispensabile ricominciare a trattare per trovare una soluzione che mantenga la Grecia dentro l’Unione e dentro la moneta unica, in uno spirito di condivisione e reale solidarieta’. Da questa vicenda puo’ nascere finalmente una svolta per tutta l’Ue, rispetto a politiche di austerita’ che hanno mostrato – in Grecia, ma non solo – la loro dura inefficacia. E’ tempo che l’Europa faccia rotta verso la crescita economica e la coesione sociale”. (AGI)

(AGI) – Roma, 5 lug. – Le opposizioni chiedono una riflessione profonda sulla vittoria del ‘No’ in Gecia. Con toni diversi, a partire da Grilo e Salvini che chiedono un voto simile anche in Italia. Il popolo greco fa “una cosa meravigliosa” ha scritto Beppe Grillo sul suo blog. “E’ un sistema che sta collassando – scrive Grillo – il sistema del credito: ‘Io ti do i soldi, ma non li voglio indietro, voglio gli interessi degli interessi e ti prendo tutto quello che hai’. Questo e’ il sistema. Noi abbiamo fatto la proposta per un referendum se restare nell’euro, il popolo italiano ci dara’ una risposta. Vediamo cosa succedera'”.

Salvini, ora nuova Ue fondata sul lavoro e rispetto dei popoli

“No. No. No. No all’Unione Sovietica Europea della disoccupazione e dell’immigrazione. Si’ a una Nuova Europa, fondata sul lavoro e sul rispetto dei popoli. E se Renzi non se ne rende conto, ruspa anche per lui! La Lega c’e'” ha scritto da parte sua su Facebook il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini.

Brunetta, ha vinto democrazia, in Ue nulla piu’ come prima

“In Grecia ha vinto la democrazia e adesso in Europa nulla sara’ piu’ come prima” ha scritto su Twitter Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, cui ha fatto eco Mara Carfagna: “e’ fondamentale in questo momento avere visione e lungimiranza, non intestardirsi con prove di forza da una parte e dall’altra che porterebbero solo alla disgregazione. Bisogna abbandonare il braccio di ferro e fare appello al buon senso e alla responsabilita’. In gioco, ora, non c’e’ la leadership di un Paese o dell’Europa intera, ma il futuro di tutto il popolo comunitario. Sfruttiamo questa occasione per riflettere, dialogare senza pregiudizi, porre nuove basi per dare vita ad un nuovo corso. Questa puo’ essere l’occasione per fare l’Europa”.

Vendola “escono sconfitti la Troika, Merkel e Renzi”

Niki Vendola saluta con entusiasmo la vittoria del ‘No’: “e’ la vittoria dei nemici dell’austerita’. Si e’ aperta una crepa nel nuovo muro di Berlino. La Merkel e la Troika escono sconfitti. Matteo Renzi che ha giocato la parte peggiore, esce sconfitto. Esce vincitrice la democrazia ed esce la necessita’ di cambiare l’agenda di Bruxelles e mettere al centro i diritti delle persone”.

Meloni, un voto eroico, uno schiaffo alla Merkel

Sul fronte opposto Giorgia Meloni twitta che “Quello dei greci e’ un voto eroico, uno schiaffo alla Merkel e alla gestione Ue. Diranno che e’ populismo, ma e’ solo ribellione alla schiavitu'”.

Boldrini, auspicabile svolta per tutta Ue

“Il referendum greco e’ stato innanzitutto una prova di democrazia. Percio’ devono esserne soddisfatti – indipendentemente dal suo esito – tutti coloro che pensano che ‘la sovranita’ appartiene al popolo’, come dice la Costituzione italiana, anche in anni nei quali la finanza e’ sembrata spesso essere il giudice supremo delle vicende collettive” scrive in una nota la presidente della Camera, Laura Boldrini. “E’ chiaro che gia’ dalle prossime ore sara’ indispensabile ricominciare a trattare per trovare una soluzione che mantenga la Grecia dentro l’Unione e dentro la moneta unica, in uno spirito di condivisione e reale solidarieta’. Da questa vicenda puo’ nascere finalmente una svolta per tutta l’Ue, rispetto a politiche di austerita’ che hanno mostrato – in Grecia, ma non solo – la loro dura inefficacia. E’ tempo che l’Europa faccia rotta verso la crescita economica e la coesione sociale”. (AGI)

(AGI) – Roma, 5 lug. – Martedi’ si dovrebbe tenere un summit dei leader europei dopo l’esito del referendum greco. Lo confermano fonti del governo italiano che sottolineano come non sarebbe estranea la spinta italiana per uscire dal format franco-tedesco. Renzi lo avrebbe detto chiaro e tondo a Francia e Germania: non serve un formato a due, ci vuole un coinvolgimento dei leader e delle istituzioni europee .

(AGI) – Roma, 5 lug. – “I cittadini greci hanno preso oggi, con il referendum, una decisione della quale occorre, in primo luogo, prendere atto con rispetto. Una decisione, tuttavia, che proietta, oltre ad Atene, la stessa Unione Europea verso scenari inediti, che richiederanno a tutti, sin d’ora, senso di responsabilita’, lungimiranza e visione strategica”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Quella stessa visione che ha condotto diciannnove Paesi all’adozione di una moneta comune, con la cessione di sovranita’ liberamente e consapevolmente scelta da parte di ciascuno stato aderente, sapendo che ogni modifica delle sue regole passa attraverso una discussione collegiale tra pari. La Grecia – scrive NMatarella – fa parte dell’Europa e, nei confronti del suo popolo, non deve venir meno la solidarieta’ degli altri popoli dell’Unione. Questi saranno certamente, nei prossimi giorni, i principi ispiratori dell’azione dell’Italia e mi auguro anche dei rappresentanti del popolo greco, degli altri partners europei e delle Istituzioni dell’Unione”. (AGI)

(AGI) – Roma, 5 lug. – Da domani “si dovra’ tornare a parlare”, qualunque sia il risultato del referendum greco, “e la prima a saperlo e’ proprio Angela Merkel”. Lo afferma il presidente del Consiglio Matteo Renzi, secondo il quale, “quando finalmente terminera’ la discussione greca, ci occuperemo della crescita e degli investimenti” in Europa.

In una intervista, il premier ha ribadito che “il lavoro fatto in questi mesi mette l’Italia in condizioni diverse rispetto al passato. Non siamo piu’ sul banco degli imputati”.

Renzi sottolinea che un Paese cosi’ importante, la Grecia, “non puo’ finire cosi'”, ma “ovviamente e’ impossibile salvare la Grecia senza l’impegno del governo greco: la riforma delle pensioni, la lotta all’evasione, il nuovo mercato del lavoro dipendono da loro”. (AGI)

(AGI) – Roma, 5 lug. – “Siamo qui per fare un partito politico, chiamiamo le cose con il loro nome. Vogliamo essere, assieme ad altri, un affluente di un fiume che vuole misurarsi con una prospettiva di governo”. Lo ha detto ieri Stefano Fassina nel suo intervento conclusivo alla convention al teatro Palladium di Roma.

“Oggi celebriamo l’indipendenza da una sinistra rassegnata e subalterna, chiusa alla partecipazione di uomini e donne, vincente senza vittoria”, aveva detto Fassina aprendo i lavori. “Siamo qui – ha spiegato – perche’ vogliamo tentare di ricostruire una connessione con le tante domande rimaste senza risposte da parte della politica”.

“Renzi non e’ un usurpartore del Pd ma l’interprete estremo della subalternita’ culturale della sinistra italiana”, ha detto Fassina. “Il Pd – ha sostenuto – e’ un ‘non partito’ regolato dalla democrazia plebiscitaria dello statuto e regolato dai cromosomi del Lingotto… E’ stato doloroso lasciare il Pd – ha spiegato – lasciato non per azioni contingenti o per interessi ma per ragioni di fondo. Se avessimo voluto conservare le poltrone avremmo seguito strade piu’ felici. Siamo consapevoli di rischi ma noi tra il Pd e un popolo democratico abbandonato dal Pd, abbiamo scelto il popolo democratico. Noi – ha sottolineato – non e’ uno spazio chiuso ma aperto e accogliente. Questa e’ una scelta di vita”.

“Oggi si incontrano tanti uomini e donne che hanno lasciato il Pd perche’ il Pd ha abbandonato il suo popolo. Parte un cammino in tante citta’, in tanti territori. Ci sara’ Sel. Ci incontreremo con Sel nel prossimo autunno per avviare un percorso comune”, ha spiegato. “Civati – ha detto ancora l’ex dem – e’ parte integrante di questo percorso insieme ad altri movimenti, associazioni, liste civiche che sono nate in questi mesi nei territori e tutti insieme lavoreremo poi per un soggetto politico unitario di una sinistra di governo capace di costruire un’agenda alternativa”. “Vogliamo evitare la sindrome di Jep Gambardella… che, secondo la descrizione del bravissimo attore che l’ha interpretato nella ‘Grande Bellezza’ Tony Servillo, e’ ‘un vuoto in cerca di contenitore’. Ecco, noi non vogliamo questa sindrome”, ha aggiunto Fassina, concludendo il suo intervento citando Edoardo Bennato e la celebre canzone ‘L’isola che non c’e”. “E ti prendono in giro se continui a cercarla – ricorda Fassina ripetendo il testo della canzone – ma non darti per vinto perche’, chi ci ha gia’ rinunciato e ti ride alle spalle, forse e’ ancora piu’ pazzo di… noi”. E conclude: “Sono convinto che possiamo insieme, da qua, raggiungere l’isola che non c’e'”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 lug. – Per la magistratura “cogliere e prevedere le conseguenze delle decisioni giudiziarie non puo’ piu’ essere un tabu'”. Lo scrive il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, in una lettera pubblicata oggi dal ‘Corriere della Sera’, nell’ambito del dibattito scaturito dalle vicende Ilva e Fincantieri. “Se sulla magistratura si riversano maggiori aspettative e domande – aggiunge Legnini – occorre che essa orienti sempre piu’ le sue decisioni a ponderazione, specializzazione e piena consapevolezza della forte incidenza della giurisprudenza sul caso concreto e sul sistema in generale. Cosi’, cogliere e prevedere le conseguenze delle decisioni giudiziarie, il loro impatto sull’economia e sulla societa’ non puo’ piu’ essere considerato un tabu'”. Le decisioni di un giudice, rileva ancora il numero due di Palazzo dei Marescialli, “producono conseguenze sistemiche, egli non puo’ mai prescindere dalla previsione degli effetti del proprio rendere giustizia” e pertanto “occorre farsi carico, con l’istituto della motivazione, di dar conto delle ragioni che inducono a scegliere una soluzione concreta a discapito delle altre”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 5 lug. – Da domani “si dovra’ tornare a parlare”, qualunque sia il risultato del referendum greco, “e la prima a saperlo e’ proprio Angela Merkel”. Lo afferma il presidente del Consiglio Matteo Renzi, secondo il quale, “quando finalmente terminera’ la discussione greca, ci occuperemo della crescita e degli investimenti” in Europa. In una intervista al Messaggero, il premier ha ribadito che “il lavoro fatto in questi mesi mette l’Italia in condizioni diverse rispetto al passato. Non siamo piu’ sul banco degli imputati”. Renzi sottolinea che un Paese cosi’ importante, la Grecia, “non puo’ finire cosi'”, ma “ovviamente e’ impossibile salvare la Grecia senza l’impegno del governo greco: la riforma delle pensioni, la lotta all’evasione, il nuovo mercato del lavoro dipendono da loro”. (AGI)