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In Italia, patria della pizza, la variante Hawaii con ananas e prosciutto cotto è quasi un insulto, ma nel resto del mondo spopola. Ed è proprio quel mondo che oggi ne piange il creatore: Sam Panopoulos, emigrato giovanissimo dalla Grecia in Canada, nei primi anni ’60 ha inventato una combinazione che ha deliziato il palato di milioni di persone, suscitando allo stesso tempo dibattiti e polemiche a livello mondiale.

Un esperimento curioso divenuto un piatto mondiale

Tutto è nato quasi per gioco: come ha confessato lui stesso in un’intervista alla Bbc, era con i fratelli nella cucina del loro ristorante in cui servivano hamburger, pizza – all’epoca ancora poco conosciuta in Canada rispetto al vicino americano – e cibo cinese.  Sarà stato da lì che è venuta l’idea di provare un accostamento agrodolce usando l’ananas e il prosciutto cotto?

L’abbiamo messo lì sopra solo per il gusto di vedere come era il sapore”, ha raccontato, “eravamo alle prime armi e facevamo molti esperimenti”. “L’abbiamo provata noi e poi qualche cliente: nel giro di un paio di mesi, la adoravano, così abbiamo deciso di metterla nel menu”.

Semplice anche la scelta del nome, Hawaii, dal nome della catena che produceva l’ananas in scatola utilizzato. Fino al 1980, Panopoulos è rimasto alla guida del ristorante The Satellite, poi venduto, prima di trasferirsi a vivere a London in Ontario, dove è improvvisamente morto a 83 anni.

Il presidente islandese che voleva vietarla per legge

Non solo la sua creazione continuerà a vivere – con grande scorno dei puristi della pizza – ma anche le polemiche non hanno mai smesso di accompagnarla. Polemiche che si sono riaccese  nel febbraio scorso quando il presidente islandese, Guðni Jóhannesson,  ha apostrofato una scolaresca sostenendo che se ne avesse avuti i poteri avrebbe vietato per legge l’ananas sulla pizza

Ne è nato un acceso dibattito internazionale, con sostenitori e oppositori scesi sul piede di guerra per difendere o attaccare la pizza hawaiana, con tanto di ironie sui social. Nella diatriba è intervenuto anche il premier canadese, Justin Trudeau, perfettamente a suo agio con quella che per molti è una blasfemia, anzi rivendicandola come invenzione canadese.

 

 

E’ stato lo stesso Jóhannesson una settimana dopo aver provocato un simile polverone a chiarire su Facebook la sua posizione, sostenendo che gli piace l’ananas “ma non sulla pizza”. 

Peccato che alla fine del post consigli di mettere sulla pizza “frutti di mare”. Immediata la risposta di Panopoulos: “Il tipo è pazzo, non crescono molti ananas lì (in Islanda). Ha molto pesce, così dice di mettere il pesce sulla pizza”. Come ha sottolineato il Guardian, chissà se al suo funerale a London lunedì verrà servita pizza hawaiana alla veglia funebre.

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