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Ogni giorno milioni di miliardi di virus cadono sulla Terra. E’ la scoperta di un team internazionale di ricercatori che, dopo aver ipotizzato l’esistenza di una pioggia di virus, sono saliti sulla cima della Sierra Nevada, in Spagna, per ‘raccogliere’ questi agenti esterni piovuti dal cielo. Ne è venuto fuori che ogni giorno la Terra è inondata di questi virus che si collocano al di sotto della stratosfera: se ne contano 800 milioni ogni metro quadro, riporta il New York Times. Il numero di questi ‘ospiti’ ha impressionato gli scienziati che, tuttavia, conoscono ancora poche caratteristiche di questa colonia.

 Lo studio, pubblicato sulla rivista International Society of Microbial Ecology Journal, non punta a studiare malattie o influenze, ma a fornire dettagli sulla “virosfera”: il mondo dei virus sul pianeta. E torna in mente un vecchio film degli anni Cinquanta, "L'invasione degli ultracorpi".

Da dove arrivano

La maggior parte di questi virus viene spazzata via dall’acqua del mare o trasportata dai venti, e in questo modo raggiunge punti molto distanti della Terra. Ma da dove arrivano? Due sono le teorie più accreditate: la prima sostiene che i virus vengono generati nell’atmosfera. L’altra che ‘nascono’ sulla Terra e successivamente vengono sollevati verso la stratosfera dalle correnti. Altri ancora – ma sono una ristretta minoranza – credono che arrivino direttamente da altri pianeti, teoria che prende il nome di “panspermia”. Qualunque sia l’origine, i virus rappresentano la popolazione più numerosa della Terra. E se in un metro quadrato il team di ricercatori ha contato milioni di virus, sulla stessa superficie si concentrano anche milioni di batteri.

I virus non sono sempre un problema

Perlopiù associati ad agenti patogeni, i virus rivestono un’importanza fondamentale per il nostro microbioma intestinale, per il sistema immunitario, per l’ecosistema di mari e terre emerse, per la termoregolazione climatica e per l’evoluzione di tutte le specie. Soprattutto, una grossa parte del genoma umano – dal 40% all’80% – potrebbe essere collegato ad antiche invasioni di virus. Quanto ai mari, uno studio ha calcolato che i virus provocano miliardi di infezioni ogni secondo che distruggono il 20% dei batteri. Così facendo rappresentano un fattore importantissimo per l’equilibrio dell’ecosistema.

Ma a volte portano all’estinzione

Mentre alcuni tipi di virus lavorano per il bene dell’ambiente che li circonda, altri fanno decisamente il contrario. In modo violento e repentino che a volte può portare allo sterminio di una specie animale. E’ questo, ad esempio, il caso del virus del Nilo occidentale che, uccidendo i corvi e favorendo i corvi imperiali, ha modificato la composizione delle colonie di uccelli nella maggior parte degli Stati Uniti. Quando scompare una specie, ne risente l’intero ecosistema. Come accadde nel 1887 in Nord Africa quando, in seguito all’introduzione di capi di bestiame nel continente da parte dell’esercito italiano, scoppiò un’epidemia che si diffuse dall’Eritrea al Sudafrica, distruggendo fino al 95% delle mandrie. “Infettò le antilopi, gli gnu e gli animali da pascolo. Ma ci fu un grosso impatto anche sulla vegetazione perché senza gli animali gli alberi crebbero dove non avrebbero dovuto”, ha spiegato al NYT Peter Daszak, presidente di Ecohealth Alliance. In altre zone, la vegetazione ha creato l’habitat ideale per la mosca tsetse che causa sonnolenza. “Questi cambiamenti dell’ecosistema possono durare millenni”, ha aggiunto Daszak.