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Entrano nel vivo, a Singapore, i preparativi dell'ultimo minuto per il summit di domani, martedì 12 giugno, tra il presidente Usa, Donald Trump, e il leader nord-coreano, Kim Jong-un. Nella mattina di lunedì, ora locale, le delegazioni di Stati Uniti e Corea del Nord si sono incontrate al Ritz-Carlton hotel per discutere gli ultimi dettagli dello storico evento. I due leader si trovano a soli dieci minuti a piedi che separano lo Shanghai-la Hotel, che ospita Trump, e il St. Regis, dove alloggia Kim.
 
Per il presidente americano, il vertice di Singapore "può riuscire bene". “Grandioso essere a Singapore", ha scritto via Twitter. "C'è eccitazione nell'aria". Grandi aspettative sono state espresse anche dal leader nord-coreano, che a colloquio con il premier di Singapore, Lee Hsien Loong, ha detto: "Il mondo intero guarda a questo storico summit tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti e grazie ai vostri sinceri sforzi siamo stati in grado di completarne la preparazione".

Il vertice dovrebbe aprirsi subito con un faccia a faccia di due ore tra Trump e Kim: loro due da soli. Saranno presenti solo i traduttori.  Del resto le delegazioni di Stati Uniti e Corea del Nord, che nelle scorse settimane si sono ripetutamente incontrate al confine tra le due Coree, si sono sedute di nuovo allo stesso tavolo all'hotel Ritz-Carlton della città-Stato asiatica per discutere gli ultimi dettagli dell'evento.

A poche ore dallo storico incontro sembrano permanere ancora differenti visioni sul processo di denuclearizzazione della penisola, il punto critico del vertice. Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, nella mattina di oggi ha ribadito su Twitter la visione degli Stati Uniti per il summit di domani, ribadendo che gli Usa vogliono una denuclearizzazione "completa, verificabile e irreversibile" della penisola coreana. Se permangono incertezze sui contenuti del summit, l’agenzia di stampa del regime, la Korean Central News Agency, ha rotto il silenzio sull'evento, sottolineando che il tema della pace e della denuclearizzazione della penisola saranno al centro dei colloqui.

Kim ha invitato Trump a tenere un secondo vertice a Pyongyang a luglio, come ulteriore tappa. L'invito era contenuto nella missiva consegnata 10 giorni fa alla Casa Bianca, dal generale Kim Yong chol, l'ex capo dell'intelligence nordcoreana considerato il braccio destro di Kim. La conferma ufficiale ancora non c’è (la notizia è stata data da quotidiano sudcoreano Joongang Ilbo) ma certo è che si tratta del primo risultato concreto che potrebbe uscire dallo storico vertice. E la conferma che, se andrà tutto per il verso giusto, il summit sarà l'inizio di un dialogo che poi dovrà andare avanti per mesi, forse anni. 

L'A-B-C dello storico summit 

Il faccia-a-faccia che, nelle intenzioni di Washington, punta a smantellare il programma nucleare nordcoreano, segue almeno sette decenni di ostilità segnati da una sanguinosa guerra e picchi di tensione estrema, fino a qualche settimana fa. Ora la possibile svolta.

La sede del vertice è un hotel da 10 mila euro a notte 

Il vertice si svolgerà all'Hotel Capella sull'isola Sentosa a Singapore, con la prima stretta di mano alle 9 del mattino ora locale. Non sarà un vertice-fiume: l'inquilino della Casa Bianca lascerà la città-Stato già martedì sera. Agenda simile anche per Kim che, secondo stampa locale, farà ritorno in patria nel primo pomeriggio di martedì. 
 
La piccola isola di Sentosa, a sud di Singapore, è nota per ospitare hotel di lusso, parchi divertimento, finanche gli Universal Studios; offre, rispetto ad altre location, maggiore sicurezza per gli ospiti. Il lussuosissimo Hotel Capella, con camere hanno un costo che oscilla tra i 650 e i 10mila dollari a notte, è progettato dall'archistar Norman Foster, è di proprietà di Pontiac Land Group dei fratelli Kwee: una delle dinastie di miliardari più importanti di Singapore. L'hotel ha due suite presidenziali, di cui una con ingresso indipendente, ideale per ospitare i colloqui di alto livello. 

Trump senza Melania, Kim con la sorella

Ad accompagnare Donald Trump, c'è il segretario di Stato, Mike Pompeo, il quale si è recato a Pyongyang ben due volte nel corso delle ultime settimane per lavorare ai dettagli del summit. Anche il capo dello staff, John Kelly, il consigliere per la Sicurezza nazionale, John Bolton, l'esperto coreano della Cia, Andrew Kim, insieme ad altri alti funzionari della Casa Bianca, dovrebbero far parte della delegazione americana. Non saranno invece presenti la first lady, Melania Trump, e il vice presidente Mike Pence, che resteranno negli Stati Uniti; altro grande assente il segretario alla Difesa, James Mattis, che ha di recente svolto missioni a Singapore.

Kim Jong-un verrà affiancato da alcune figure chiave nei negoziati degli ultimi mesi: innanzitutto, la sorella del dittatore, Kim Yo Jong, la cui partecipazione alle Olimpiadi Invernali di PyeongChang su invito del presidente sud-coreano Moon Jae-in, spianò la strada alle riprese dei colloqui intercoreani; considerato il braccio destro di Kim, vicepresidente del Comitato centrale del Partito dei Lavoratori, ex capo dello spionaggio di Pyongyang, che ha avuto un ruolo centrale nella ripresa dei colloqui e il 2 giugno ha portato alla Casa Bianca la missiva Kim che ha spianato la strada ai colloqui. Infine, ci sarà anche il ministro degli esteri Ri Yong Ho. 

Denucrearizzazione in cambio di garanzie

Il nodo delle trattative sarà il programma nucleare nordcoreano che spaventa gli Usa e il mondo. Ma dove porterà il summit, anche solo impensabile fino a qualche mese fa, non è affatto chiaro. Non è escluso che il summit possa concludersi con una stretta di mano, una photo opportunity e poco altro. Pyongyang – che punta a riforme economiche che risollevino il Paese – dovrebbe essere pronto a confermare la totale sospensione dei test nucleari e il congelamento del suo arsenale atomico; ma non è chiaro quali garanzie voglia in cambio e cosa Trump sia disposto a cedere. Mentre congela le nuove sanzioni già pronte per la Corea del Nord, Trump avrebbe accettato che Pyongyang non rinunci immediatamente al suo arsenale nucleare. Attualmente i due Paesi non hanno relazioni diplomatiche e la Corea del Nord rimane soggetta alle sanzioni decise dagli Stati Uniti e dalle Nazioni Unite.