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Anche se è indirizzata ad un target prettamente femminile, è impossibile rimanere del tutto indifferenti di fronte al fascino di Outlander. Lo show che da tre stagioni è in onda negli States sul network Starz e qui in Italia su SKY (dal 29 settembre sono disponibili gli episodi in onda negli Stati Uniti), è ispirato alla celeberrima saga letteraria di Diana Gabaldon, molto conosciuta anche nelle librerie del Bel Paese. 10 i romanzi pubblicati, uno è lo spin-off realizzato e tante sono le novelle brevi che approfondiscono le tematiche care all’autrice. Eppure, nonostante il tempo trascorso, i corsi ed i ricorsi delle avventure di Clare Randall non hanno perso smalto e la trasposizione televisiva è uno fra i prodotti più apprezzati degli ultimi anni. Tutto merito della scrittura fulgida di Ronald D. Moore, il papà di Battlestar Galactica, che è stato capace di andare oltre l’intensa storia d’amore fra i due protagonisti, preferendo invece di mostrare vizi e virtù della cultura scozzese. Outlander in America è già un cult, mentre qui in Italia la serie può contare su una comunità virtuale che quotidianamente si ingrandisce a vista d’occhio, attiva sia dal punto di vista delle indiscrezioni sulla serie che sulla vita personale e lavorativa dei singoli attori. Il segreto del suo successo? Mixare il genere storico a quello del fantasy, una miscela ostica che però in questo caso riesce a proiettare il pubblico fin da subito al centro del racconto.

Ma di cosa parla la serie?

La storia ha inizio nel 1945 nel momento in cui i coniugi Frank e Claire Randall, alla fine della guerra, per cercare di rimettere in ordine i pezzi della loro vita, si concedono in Scozia una seconda luna di miele. In un luogo denso di storia e miti, Claire si perde alla ricerca di sé stessa e, fra le mistiche rocce di Craigh na Duhn, viene catapultata nella Scozia del 1743. Sconvolta ed impossibilitata a tornare nel suo tempo, la donna finisce sotto l’ala protettiva del clan dei Fraiser e troverà nel bel Jamie molto più di un fedele amico. Fra riti di passaggio, giochi di potere, inganni e fatti realmente accaduti, Claire si troverà a vivere un’avventura al di là di ogni immaginazione, divisa fra due cuori e costretta a lottare con tutto e tutti pur di cambiare il corso della storia e cercare di salvare la vita dell’amato Jamie. Logicamente, nel corso delle stagioni, il plot imbocca altre strade e compie svariati salti temporali, ma non perde certo il suo appeal. Come un drama in costume vecchio stile, Outlander tratteggia una vicenda emozionante che assottiglia la linea che intercorre tra fiction e storia.

Un amore che trascende il tempo

Il punto di forza è il sentimento che lega Claire a Jamie e viceversa: un sentimento forte, indissolubile, che è nato per puro caso ma che si è trasformato in qualcosa di più, giorno dopo giorno. Jamie è un ragazzo scaltro, incurante della taglia che pende sulla sua testa (almeno fino a metà della prima stagione), è il futuro laird del clan McKenzie e trova in Claire la donna giusta cui cedere il proprio cuore. La protagonista invece è una donna anticonformista, femminista, forte, vigorosa ed incurante del pericolo. Legata al marito Frank, trova in Jamie un nuovo amore, un amore così incondizionato che quasi fa male al cuore. Ed anche se provengono da due realtà differenti e più volte fra i due c’è un forte scontro generazionale, Jamie e Claire vivono questo sentimento con purezza, amandosi e supportandosi nonostante la storia rema loro contro.

Storia, mito, realtà e finzione 

Non c’è spazio solo per i grandi sentimenti in Outlander, perché la serie TV, attraverso l’anti-convenzionale storia d’amore di Claire e Jamie, riesce ad alzare il velo su alcuni fatti di storia moderna che i libri paiono avere del tutto rimosso. La battaglia di Culloden, guerra fra scozzesi ed inglesi scoppiata alla corte del Re Sole che ha finito per cancellare una buona fetta della tradizione delle Highlands, è il punto di partenza della serie stessa, un’abile espediente narrativo che permette a fatti realmente accaduti di confondersi con la fiction televisiva. Sono due mondi diametralmente opposti che si intrecciano indissolubilmente, facendo quasi perdere la percezione di cosa è vero è cosa è puramente finzione. In Outlander c’è spazio per la storia, il mito, le leggende, gli usi e costumi della Scozia, ma c’è anche uno sguardo disinibito a quei favolosi anni ’40 e ’60 del ‘900, con le sue vittorie, i suoi passi da gigante e le sue contraddizioni. C’è spazio anche per la magia, il mistero e dubbi di natura religiosa; la serie, anche se a volte si perde in lunghe digressioni e scene di sesso puramente gratuite, è comunque un ottimo esperimento, un prodotto di stile che trova successo in TV e soprattutto all’interno dei nuovi consumi mediali nati grazie alla pervasività di internet.

L’articolo Outlander, è già cult la saga history/fantasy ispirata ai romanzi di Diana Gabaldon è estratto da GamesVillage.it.

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