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Moderne navi fantasma potrebbero solcare i mari entro il prossimo decennio. Giganti da decine di migliaia di tonnellate che si muovono da soli, senza che a condurli ci sia un capitano o un equipaggio. È la sfida raccolta da diverse compagnie marittime giapponesi che, insieme, hanno deciso di investire centinaia di milioni di dollari per creare navi cargo gestite dall’intelligenza artificiale. Come riporta il Guardian, l’obiettivo è ridurre al massimo gli incidenti in mare facendosi aiutare dalla tecnologia per rimuovere il fattore dell’errore umano.

Navi ‘intelligenti’ per ridurre gli incidenti

Dopo i droni commerciali e le auto senza pilota, le navi cargo sono la naturale prosecuzione. Connettendo una serie di dispositivi della nave a Internet per ottenere dati come le condizioni meteo e altre informazioni, si punta a far muovere le navi cargo lungo le rotte più brevi, più efficienti e anche più sicure. Inoltre, le navi ‘intelligenti’ individuerebbero malfunzionamenti e altri problemi, in modo da evitare incidenti.  
 
Il progetto, scrive il Nikkei, vede coinvolte Mitsui OSK Lines, Nippon Yusen e altre compagnie marittime, così come aziende costruttrici, in un investimento collettivo da centinaia di milioni di dollari per realizzare fino a 250 navi controllate da remoto entro il 2025.
 
Il commercio marittimo mondiale vive da alcuni anni una profonda crisi, con un’economia che va a rilento, il calo del prezzo del petrolio cui si unisce un gigantismo che non riesce più a sostenere in tempi di vacche magre.

Il progetto della Rolls-Royce e i traghetti elettrici norvegesi

Tra i primi a parlarne era stata la Rolls-Royce, che nel giugno 2016 aveva annunciato di essere impegnata in un progetto per navi senza pilota. Per Oskar Levander, vice presidente dell’Innovazione marina “sta succedendo, non è questione di se, ma di quando. Le tecnologie necessarie perché navi autonome diventino realtà esiste”. Un cargo controllato da remoto vedrà la luce già “entro la fine del decennio”, aveva assicurato, mentre per una nave senza pilota bisognerà attendere il 2035.
 
E anche il Vecchio Continente non resta a guardare. La Norvegia nel 2015 ha ‘battezzato’ Ampère, il primo traghetto elettrico al 100%, che fa la spola tra le città di Lavik e Oppedal 34 volte al giorno ad una velocità di 10 nodi, con 360 passeggeri e 120 veicoli a bordo.
 
E sempre un’azienda norvegese, la Yara International, ha lanciato pochi giorni fa, insieme al gruppo industriale Kongsberg, un progetto per realizzare un cargo elettrico autonomo che trasporti fertilizzanti tra tre porti nel sud del Paese scandinavo. Inizialmente gestita da un equipaggio, la nave sarà operata da remoto nel 2019 per arrivare alla completa indipendenza l’anno successivo.
 
E non poteva mancare l’industria militare: già l’anno scorso la marina americana ha inaugurato una nave da guerra sperimentale, la Sea Hunter, senza comandante né equipaggio, in grado di restare per mare per due/tre mesi per individuare sottomarini nemici.

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