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La Cuba di Raul Castro sta vivendo una nuova rivoluzione, quella digitale, e a guidarla questa volta non sono né Fidel né il Che, ma le regole della rete. C’è ancora tanta strada da fare, ma le prime aziende cubane che sfruttano il web per i loro business cominciano a svilupparsi.

Come quella di Bernardo Romero Gonzalez, si legge sulla Bbc, un ingegnere di software di 33 anni che ha lanciato Cubazon: una startup per ordinare prodotti online, come sapone, fiori e dolci, che poi vengono consegnati a domicilio. “E’ come un Amazon cubano, naturalmente con le differenze del caso”, ha detto Romero Gonzalez durante una presentazione del suo progetto a New York.

Bernardo Romero Gonzales con alcuni suoi collaboratori

Ha sottolineato come la sua attività sia solo agli inizi e ha dovuto affrontare molte difficoltà per avviarla. Il suo business punta a coloro che da fuori già adesso comprano prodotti e li spediscono sull’isola, la sua attività non avrebbe futuro se pensasse di sopravvivere con gli acquisti di chi vive a Cuba. “Credo sia il momento giusto per Cubazon – spiega Gonzalez -, visto che le spedizioni dagli Stati Uniti sono ancora limitate”.

Internet a Cuba

L'accesso a Internet a Cuba sta crescendo, attualmente 11,2 milioni di persone sono connesse.Tra il 2013 e il 2015, la percentuale dei cubani che usano la rete è passata dal 25 al 35%, in base alle stime dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni. L’interesse per l’isola è cresciuto anche da parte di alcuni giganti del web come Airbnb, Netflix e Google. Nel 2015 le famiglie che avevano la possibilità di navigare da casa erano solo il 6%, percentuale tra le più basse dell’emisfero occidentale. Nel Regno Unito è del 91%.

Ancora oggi la principale modalità di accesso al web è nei parchi e nei luoghi pubblici, dove ci sono le zone wi-fi, gestite dalle società di telecomunicazione. Il servizio degli hotspot è spesso lento, costoso e limitato, il governo vieta l’accesso a molti siti internet.

Primi segni di cambiamento

Timidi segnali di apertura ci sono stati negli ultimi anni. Il governo ha permesso di aumentare i luoghi di accesso alla wi-fi e anche i prezzi per il collegamento da casa si sono abbassati un pò. Tutto questo è in linea con il cambiamento economico che a Cuba è in atto, il presidente Castro ha diminuito le restrizioni per le imprese private e dopo il disgelo con gli Stati Uniti molti turisti americani si sono riversati sull’isola per le loro vacanze. "C'è aria di cambiamento”, dice Anna Maria Alejo, un’altra imprenditrice web cubana. "Non sappiamo bene cosa accadrà in futuro, ma tra i giovani c’è molto ottimismo”.

Cosa si potrebbe fare

“Cuba ha molti ingegneri di software bravi, è strano per un Paese che ha un accesso alla rete così tanto limitato”, dice Kirk Laughlin, ad di NearShore Americas. La società di consulenza ha pubblicato una relazione nel 2015 che mostrava il potenziale dell’isola da un punto di vista digitale, ma Kirk Laughlin ha dichiarato di essere stato deluso da come il governo ha migliorato la rete a banda larga e si è interfacciato con le imprese internazionali che avrebbero voluto investire nell’isola. Così il destino di molti cubani istruiti continua ad essere altrove. “Si potrebbe – continua Laughilin – facilmente portare la banda larga a Cuba e ci sarebbero tante opportunità da sfruttare”.

“Alcuni dicono che la situazione potrebbe cambiare quando Raul Castro si ritirerà il prossimo anno. Il probabile successore, il vicepresidente Miguel Diaz-Canel, sembra essere più aperto”. Ha detto Larry Press, professore alla California State University Dominguez Hills, che ha compiuto molti studi sull’accesso a internet nei Paesi in via di sviluppo e scrive un blog su Cuba.

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