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Possono gli animali percepire in anticipo un terremoto? Sì, secondo lo scienziato tedesco Martin Wikelski, che è arrivato a questa conclusione dopo aver monitorato gli animali di un'azienda casearia di Pieve Torina, paese delle Marche, in provincia di Macerata, devastato dal terremoto del 26 ottobre scorso. La scoperta aprirebbe nuove strade allo sviluppo delle tecnologie e dei sistemi di allerta, permettendo il salvataggio di centinaia di persone, assicura lo scienziato. Ma facciamo un passo indietro.

Una teoria controcorrente

Dopo le prime scosse sismiche che hanno messo in ginocchio il Centro Italia, Wikelski, direttore dell'

L'esperimento nelle Marche

Il 'laboratorio' di Wikelski e del suo project manager, Uschi Muller, è stata la fattoria dell'azienda dei fratelli Angeli, che produce formaggio e altre specialità locali. Di fronte alla proposta dello scienziato di collaborare i fratelli Angeli non hanno tentennato nemmeno un istante. "Dopo quello che abbiamo vissuto era il minimo che potevamo fare", ha spiegato all'Agi Luca Angeli. Nell'azienda di Pieve Torina i due scienziati, insieme ai fratelli Angeli, hanno applicato dei dispositivi elettronici alimentati con piccoli pannelli solari su conigli, pecore, mucche, tacchini, polli e cani. Il dispositivo registra in momento degli animali secondo alcuni parametri: direzione, velocità, altitudine, temperatura, umidità, accelerazione e localizzazione. "E' una sorta di piccola scatola nera piena di informazioni", l'ha definita lo scienziato che ha sottolineato l'importanza di tracciare diverse specie di animali: "Permette di ottenere un sistema di percezioni collettive" che Wikelski definisce "l'internet degli animali". La speranza è che i dati mostrino diversi comportamenti prima, durante e dopo un sisma. 

Lo studio fa parte di un progetto più ampio russo-tedesco chiamato Icarus (International Cooperation for Animal Research Using Space): un sistema di monitoraggio satellitare che traccia decine di specie animali grazie a dispositivi alimentati a energia solare.

I risultati fanno sperare

Ad aprile i due ricercatori sono tornati per analizzare i dati raccolti e, sebbene, Wikelski non possa rivelare i dettagli dello studio prima che questo sia pubblicato su una rivista specializzata, lo scienziato lascia intendere al quotidiano di New York che i risultati sono molto soddisfacenti, confermando che gli animali cambiano comportamento ore prima rispetto a una scossa di terremoto. 

Il precedente studio sull'Etna

Non è la prima volta che Wikelski si precipita in Italia seguendo l'onda sismica: dal 2012 al 2014, lo scienziato ha monitorato capre e pecore sul monte Etna. "Gli animali avvertivano le eruzioni più potenti 4-6 ore prima che queste si verificassero e, nervosamente, si postavano in altre zone in cui la natura suggeriva che erano state risparmiate dalle colate laviche".  Sulla base di questi risultati, lo scienziato ha richiesto una domanda di brevetto sull'"Utilizzo della Natura per diramare l'allerta disastri", ma risulta ancora pendente.

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