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Per oltre un anno milioni di utenti di PornHub, il sito pornografico più visitato del mondo, hanno rischiato di contrarre un malware travestito da aggiornamento del browser. Responsabile dell'attacco, rivela la ditta di cybersecurity Proofpoint, è il gruppo di hacker noto come KovCoreG, che ha preso di mira nello specifico i navigatori statunitensi, canadesi, britannici e australiani. Gli utenti italiani del sito dovrebbero essere, pertanto, al sicuro da questa specifica infezione. Ma non dalle altre numerosissime categorie di virus e trojan che colpiscono questo genere di portali. Perché c'è un motivo se gli hacker prendono di mira soprattutto i siti hardcore.

Dopo aver ricevuto la notifica da Proofpoint, PornHub ha provveduto subito a rimuovere il software malevolo, che però potrebbe essere ancora in agguato su altri siti. Kovter, questo il nome del malware, si nascondeva dietro le spoglie di un aggiornamento del proprio browser o del programma Adobe Reader. Una volta scaricato, Kovter apre sulle finestre del browser dell'utente una serie di messaggi pubblicitari. Lo scopo dell'infezione è quindi rastrellare fatturato dagli ad diffondendoli in maniera malevola sui computer dei cybernauti meno accorti, dirottando le connessione su siti di spam che nessuno visiterebbe altrimenti. Insomma, questa volta è andata bene. Perché con la stessa facilità milioni di utenti, concentrati sulle acrobazie della propria attrice preferita, avrebbero potuto beccarsi un ben più pernicioso ransomware, come il famigerato WannaCry​.

I punti deboli (dell'utente) sfruttati dagli hacker

Il drastico abbassamento della soglia di attenzione di chi visita siti porno è una delle ragioni principali per le quali siti come PornHub sono prediletti dagli hacker. Inoltre, se tanti utenti di pagine hard sono così sprovveduti da cliccare sugli ad che promettono rimedi miracolosi per allungare la propria virilità o appuntamenti senza impegno con signorine disponibili nella propria zona (se così non fosse, questo genere di inserzioni smetterebbe di apparire), esponenzialmente maggiore sarà la platea di coloro che, distratti dal filmato di turno, scaricheranno il malware. Non solo, chi si prende un virus da un sito porno ed è a digiuno di nozioni di cybersecurity, chiederà aiuto più difficilmente per non dover spiegare al tecnico sotto casa cosa ha visitato. O, ancor peggio, per addentrarsi nei recessi più oscuri di internet a volte si allentano apposta i cordoni della sicurezza.

"Il pubblico di un sito come PornHub probabilmente ha meno misure di sicurezza installate o attive, dal momento che viene già percepito dal pubblico come un luogo oscuro dove navigare", spiega al Guardian l'esperto di sicurezza informatica Mark James, della società specializzata ESET, "inoltre l'utente sarà meno propenso a chiedere aiuto e tenterà di addentrarsi tra i popup o installare un software da solo, non volendo che gli altri scoprano le sue abitudini di navigazione". Insomma, una sessualità non protetta ci mette a rischio di infezioni tanto online quanto nella vita privata.

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