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C’è un luogo, apparentemente innocuo, della rete dove non dovremmo fare entrare i nostri figli più piccoli: YouTube. Non lo dico io, lo dice YouTube, consapevole del fatto che questa piattaforma su cui ogni minuto vengono caricati da chissà chi 400 ore di nuovi video costituisce una attrazione irresistibile proprio per i bambini. Eppure lì c’è un sacco di roba che non dovrebbero vedere: solo nell’ultima settimana YouTube ha cancellato 150 mila video e 625 mila commenti che erano stati postati da “predatori di bambini”.

Ma non occorre arrivare alla pedopornografia per occuparsi di cosa i nostri figli guardano su YouTube: il fatto è che lì la gran parte dei contenuti sono pensati per un pubblico adulto: se avete meno di 13 anni YouTube non fa per voi. Punto. Ed è bene che i genitori, prima di mollare l’iPad o il Galaxy ai figli, seguano alcune semplici regole. Queste: andare nelle impostazioni di YouTube e scegliere un filtro restrittivo ai contenuti; disabilitare la funzione “video raccomandati per te”, perché i figli in quel modo possono vedere quelli raccomandati per i genitori; scegliere uno dei tanti sistemi per bloccare le inserzioni pubblicitarie che sui bambini sono particolarmente invadenti. Ma la cosa migliore da fare è scaricarsi la nuova app YouTube Kids, pensata per utenti con meno di 12 anni: pare che abbia undici milioni di utenti mensili, che non mi sembrano affatto pochi. In realtà non è sicurissima, perché molti provano a ingannare l’algoritmo della piattaforma caricando video inappropriati e uno su cento ce la fa.

Tra i video non appropriati ci sono anche quelli filmati e caricati dagli utenti più piccoli, e in questo caso ai bambini aggiungo gli adolescenti. YouTube propone ai ragazzi di attenersi alla regola della nonna, ovvero non caricare un video che tua nonna non approverebbe; io penso che visto che un colosso di quelle dimensioni – e di quella potenza tecnologica – non riesce a risolvere il problema al punto di appellarsi al buon senso dei nonni, tocchi ai genitori occuparsi di più di mettere in sicurezza la vita online dei propri figli.

 
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