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Il Pescara di Zdenek Zeman sfida oggi l’Avellino, mentre Il Centro riserva spazio al delfino in prima pagina. “Zeman ci crede: ‘Presto vedrete il vero Pescara’”, il titolo scelto dal quotidiano che apre con le parole del tecnico boemo.

La cocaina è una delle droghe più diffuse e consumate nel pianeta. Generalmente è considerata una droga per ricchi, anche se negli ultimi anni la tendenza si è decisamente invertita. Ad esempio, è aumentato il consumo tra i giovani e le università sembrano decisamente tra i luoghi dove se ne consuma di più.

A fare il punto sul consumo di cocaina nel mondo ci ha pensato l'ufficio delle Nazioni Unite sulle droghe e sul crimine (United Nations Office On Drugs and Crime, ndr). Ha analizzato il consumo degli uomoni e delle donne dai 16 anni in poi e ne è uscita una mappa interattiva (la potete navigare qui) con una media di quante persone, ogni 100, fa abituale uso di cocaina. La sopresa è chi guida la top 10: l'Albania, con una media di 2.5 persone. L'Italia non rientra nella classifica delle prime dieci, ma la media è di una persona ogni 100. Come in buona parte dei paesi mappati. 

Ecco le prime dieci nazioni per consumo di cocaina

1. Albania – 2.50

2. Stati Uniti – 2.30

3. Regno Unito – 2.25

4. Spagna – 2.20

5. Australia – 2.10

6. Uruguay – 1.80

7. Cile – 1.73

8. Paesi Bassi – 1.60

9. Irlanda – 1.50

10. Canada – 1.46

Un gruppo di archeologi tedeschi hanno scoperto un alcuni denti fossilizzati di 9,7 milioni di anni e ritengono possano riscrivere la storia umana. Lo riporta il quotidiano inglese The Independent. Questi resti sono stati ritrovati dagli scienziati in quello che fu un letto del fiume Reno, vicino alla città di Eppelsheim, a sud di Francoforte.
 
Pare che questi denti siamo molto simili a quelli di "Lucy", lo scheletro di 3,2 milioni di anni ritrovato in Etiopia e considerato l'anello di congiunzione nell'evoluzione della scimmia in uomo. Eppure non assomigliano a quelli di altre specie che si trovano in Europa o in Asia, riaccendendo l'ipotesi non africane delle origini umane.
 

"Una scoperta che potrebbe cambiare tutto"

 
Questa scoperta ha scompaginato talmente tanto le ipotesi degli scienziati che hanno deciso di non pubblicarla per almeno un anno. Il putno chiave è che si tratterebbe di uno stato evolutivo molto simile a quello del fossile etiope, ma cinque milioni di anni più 'vecchi'. Il direttore del Museo di storia naturale di Mainz, Herbert Lutz, ha parlato di "Un grandissimo colpo di fortuna, ma anche di un grandissimo mistero". 
 
In una conferenza stampa dove ha annunciato la scoperta, il sindaco di Mainz ha ipotizzato, su suggerimento degli scienziati, che la ricerca potrebbe costringere gli scienziati a "Rivedere la storia degli uomini primitivi. Non voglio drammatizzare troppo la scoperta, ma non è esagerato ipotizzare che dovremmo iniziare a riscrivere la storia dopo la scoperta annunciata oggi". 
 

Il video dell'Independent

Axel von Berg, un archeologo locale, ha detto che i nuovi risultati hanno "stupito gli esperti". Con la prima pubblicazione della ricerca comincia il lavoro vero. Capirne scientificamente la portata. Adesso infatti sono diverse le prove fossili che vedrebbero le "grandi scimmie" girovagare per l'Europa già milioni di anni fa, anche se al momento non ci sono conferme della presenza di ominidi nel continente in quel peoriodo. Al momento la scienza dice infatti che gli umani moderni si sono evoluti in Africa orientale tra i 400.000 e 200.000 anni fa, e poi, circa 70mila anni fa, hanno cominciato la loro 'diaspora' nel resto del mondo. 

Piena crisi, titola in prima pagina il Corriere di Brescia. Un buon inizio non basta alle rondinesse che cedono di schianto alla Cremonese nel derby dell’Oglio.

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