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(AGI) – Roma, 13 mag. – L’1 e 2 giugno arriva in 150 sale italiane ‘Messi, storia di un campione’, il film documentario di Alex De la Iglesia presentato alla 71esima Mostra di Venezia.Una iniziativa esclusiva The Space Movies in partnership con Universal Pictures Italia, in collaborazione con 102 Distribution. Il film racconta la vita e la carriera del fuoriclasse argentino Lionel Messi attraverso le testimonianze di leggende del calcio come Menotti, Maradona, Valdano e Cruyff e di gente comune che l’ha accompagnato nel suo percorso di vita, il tutto attraverso immagini d’archivio, interviste e clip inedite. Riuniti a cena, gli amici, i compagni di squadra, ex allenatori, giornalisti e scrittori ripassano i momenti piu’ significativi della vita di Messi, il fuoriclasse che a tredici anni era alto 1,43 cm e pesava 35 kg e, a causa di una malattia della crescita, sembrava condannato a non poter mai esprimere il suo incredibile talento. Oggi i centimetri sono 169 e i kg 69: dietro a questa trasformazione (che l’ha costretto per anni a iniettarsi un ormone per la crescita) c’e’ una storia, un romanzo, una fiction, un documentario su quello che forse e’ il piu’ forte calciatore di tutti i tempi.

VIDEO: trailer del film ‘Messi – storia di un campione’

Di lui Cesar Luis Menotti, ct dell’Argentina campione del mondo 1978, ha detto: “Gioca fuori, gioca dentro, gioca dove vuole perche’ gioca da dio”. Quello di De la Iglesia e’ un film su Leo Messi uomo, sulla sua famiglia, gli amici, i compagni. Non un film sul calcio, ma il racconto di anni incredibili (in campo per la prima volta a 5 anni), di timori e sofferenze. Dell’addio a Rosario e dell’arrivo a Barcellona. La ‘pulce’ Messi e’ ancora una volta in prima pagina: un successo in 180 minuti contro il Bayern e la certezza di arrivare a Berlino, per la finale di Champions 2015. Lo sportivo piu’ ricco del mondo ha un’anima e una volonta’ incredibile. Ha avuto una nonna tifosa che di fatto lo ha buttato in campo, costringendo il suo primo allenatore, Ricardo Aparicio, a schierarlo tra lo stupore generale. E Leo comincia subito a fare gol. Non smettera’ piu’. Come ha fatto mercoledi’ 6 maggio contro l’ex amico Guardiola. Eccellente anche l’incontro di ritorno del 12 maggio.

Champions: il Bacelllona di Messi conquista la finalissima

Ora, in attesa della finalissima del 6 giugno, e’ il momento del film ‘Messi, storia di un campione’. I testimonial di questa storia non sono intervistati uno per uno, in un freddo studio. Dialogano e ricordano davanti a un bicchiere di vino o a una birra. C’e’ un tavolo di ex manager del Barcellona. Un tavolo di ex grandi giocatori. Un tavolo di compagni di fanciullezza di Leo. Non c’e’ un attimo di noia. Tutti i testimonial si sono improvvisamente impadroniti di una dote difficile da tradurre al cinema: la sintesi, ma anche la simpatia, l’uso del sorriso. Cio’ che conta e’ anche un solo istante sul campo da calcio. Le multinazionali lo adorano anche per la sua vita privata, per l’assoluta mancanza di scandali, l’assenza di fuoriserie dal suo garage, la modestia della villa catalana, le lezioni di vita di suo padre, Jorhje, ex operaio siderurgico, apprese e applicate nella vita di ogni giorno. Leo e’ quel bambino che, di fronte al medico che gli diagnosticava il blocco della crescita, ha fatto una sola, vitale domanda: potro’ giocare ancora a calcio? .

(AGI) – Napoli, 13 mag. – Sono tre le vittime dell’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio nel Napoletano. L’esplosione, registrata questa mattina alle 9.15 e’ avvenuta nella zona industriale di Giugliano, e il boato e’ stato avvertito nel raggio di alcuni chilometri. Luigi Capasso, operaio della ditta, e’ stata la prima vittima di cui si e’ avuta notizia. Gabriele Vallefuoco, 65 anni, e’ invece morto mentre veniva trasposrtato dal personale del 118 a Pozzuoli all’ospedale La Schiana. Morto anche uno dei titolari della fabbrica “Pirotecnica fratelli Schiattarella” di Giugliano, Raffaele Schiattarella, 55 anni, proprietario dell’azienda pirotecnica insieme ai fratelli Salvatore e Girolamo. Raffaele e’ morto per le gravi ustioni riportate nella deflagrazione del laboratorio principale. L’uomo era ricoverato in prognosi riservata con ustioni di terzo grado in gran parte del corpo. E sono gravissime le condizioni anche di Salvatore, 40enne, la cui vita e’ appesa a un filo nel reparto Grandi ustionati del Cardarelli. Girolamo invece ha ferite meno gravi ed e’ all’ospedale di Pozzuoli con un altro dipendente dell’opificio ricoverato, Francesco Imperatore. (AGI) .

(AGI) – Baghdad, 13 mag. – La coalizione internazionale contro lo Stato islamico ha ucciso oggi in un attacco aereo mirato Abu Ala al Afri, considerato l’erede dell’autoproclamato “califfo” Abu Bakr al Baghdadi, e l’alto magistrato islamista Mullah Meiser. Lo ha reso noto oggi il ministero della Difesa iracheno, secondo cui il raid ha colpito la moschea dei martiri nella zona di Tal Afar, situata nell’area desertica di Akram Qrbah, al confine tra Iraq e Siria. La scorsa settimana la radio nazionale iraniana aveva annunciato la morte di al Baghdadi, sostenendo che i membri dello Stato islamico avevano gia’ giurato fedelta’ ad Abu Ala al Afri, ex insegnante di fisica, ma tale notizia non e’ mai stata confermata. Tuttavia, la possibile transizione da al Baghdadi ad al Afri ha spinto gli Stati Uniti ad inserire quest’ultimo nell’elenco delle persone ricercate con taglie milionarie sotto il nome di Abd al Rahman Mustada al Qaduli. Sull’ex insegnante di fisica penderebbe ora una taglia di 7 milioni di dollari, di soli 3 milioni inferiore a quella di al Baghdadi (Abu Du’a) stabile a 10 milioni. Secondo le testimonianze dei disertori dello Stato islamico raccolte dall’attivista e fondatore della rete Eye on the Homeland, Ahmad Abdulkader, sono inesatte sia le voci di una probabile morte di al Baghdadi sia quelle della nomina di Abu Ala al Afri come suo sostituto. (AGI) .

(AGI) – CdV, 13 mag. – “L’accordo diplomatico raggiunto da Santa Sede e Stato Palestinese ha una valenza e un significato del tutto particolaretrattandosi della presenza della Chiesa nella terra dove e’ nato il cristianesimo”. Lo afferma sull’Osservatore Romano il sottosegretario vaticano per i rapporti con gli Stati, monsignor Antoine Camilleri. “Il fatto che in esso si riconoscano chiaramente, tra le altre cose, la personalita’ della Chiesa e la liberta’ religiosa e di coscienza puo’ essere seguito – auspica – da altri Paesi, anche da quelli a maggioranza musulmana, e mostra che tale riconoscimento non e’ incompatibile con il fatto che la maggioranza della popolazione del Paese appartenga a un’altra religione”. “Anche se in modo indiretto, sarebbe positivo – sottolinea il prelato maltese – che l’accordo raggiunto potesse in qualche modo aiutare i palestinesi nel vedere stabilito e riconosciuto uno Stato della Palestina indipendente, sovrano e democratico che viva in pace e sicurezza con Israele e i suoi vicini, nello stesso tempo incoraggiando in qualche modo la comunita’ internazionale, in particolare le parti piu’ direttamente interessate, a intraprendere un’azione piu’ incisiva per contribuire al raggiungimento di una pace duratura e all’auspicata soluzione dei due Stati”. “Questo – conclude Camilleri – sarebbe un bel contributo per la pace e la stabilita’ in una regione da tanto tempo afflitta da conflitti, e da parte loro la Santa Sede e la Chiesa locale sono desiderose di collaborare in un cammino di dialogo e di pace”. (AGI) .

(AGI) – Seul, 13 mag. – Avrebbe osato addormentarsi durante una cerimonia e, dopo essere stato rimproverato, avrebbe persino cercato di replicare: per questo motivo il generale Hyon Yong-chol, ministro della Difesa nordcoreano, sarebbe stato fatto giustiziare dal leader Kim Jong-un sotto il fuoco di un cannone anti-aereo. Lo sostengono fonti di intelligence sudcoreane, secondo le quali l’esecuzione sarebbe avvenuta il 30 aprile scorso davanti a centinaia di persone. Se confermato, l’episodio rappresenterebbe una nuova prova della spietatezza di Kim che non risparmia neppure le figure piu’ in vista del regime. Quest’anno, sempre secondo i servizi di Seul, il giovane dittatore, salito al potere dopo la morte del padre Kim Jong-il nel 2011, ha ordinato l’esecuzione di almeno 15 alti esponenti del regime, accusati di aver criticato le sue direttive. L’anno scorso invece sono stati giustiziati una decina di funzionari e membri del partito del Lavoro di Corea, sorpresi mentre visionavano una soap opera realizzata in Corea del Sud e accusati di essere “donnaioli” e “corrotti”. Sempre l’anno scorso Kim fece sterminare la sua famiglia, colpevole di aver organizzato un golpe contro di lui. Il ministro della Difesa Hyon era considerato come uno dei tre funzionari militari a lui piu’ vicino. Aveva visitato la Russia poco tempo prima, per spianare la strada per il viaggio programmato a Mosca – in occasione della cerimonia per il 70esimo anniversario della vittoria sulla Germania nazista – da Kim. Secondo un esperto, il ministro avrebbe in realta’ fallito la sua missione: mediare un accordo per uno scambio di armi con Putin. Pochi giorni prima della cerimonia prevista a Mosca, Kim aveva dichiarato che non sarebbe stato presente a causa “di questioni interne”. Le eclatanti ‘purghe’ del giovane dittatore, riferite dai servizi segreti sudcoreani, pero’, secondo altre fonti sono “traballanti” e dovrebbero essere verificate prima di essere diffuse. L’uccisione del potente zio Jang Song-thaek, sbranato vivo da un branco di 120 cani, avvenuta l’anno scorso, fu infatti smentita nei giorni successivi. (AGI) .

(AGI) – Roma, 13 mag. – Aeroporti di Roma, “in stretto collegamento con Enac”, comunica che “ulteriori analisi realizzate nella giornata di oggi per monitorare lo stato dell’aria presso il Terminal 3 confermano che i valori di riferimento degli inquinanti ricercati sono nettamente al di sotto dei livelli nazionali ed internazionali permissibili. Si conferma, quindi, che non vi e’ alcun rischio per la salute. Il laboratorio mobile posto a presidio dell’area continuera’ ad effettuare i necessari rilievi e le successive analisi”. .

(AGI) – Roma – Un quesito referendario per eliminare i capolista bloccati e le pluricandidature e un secondo quesito per eliminare il ballottaggio. Sono le proposte avanzate oggi da Pippo Civati, assieme ad esponenti di Sel e M5S, nel corso di un incontro pubblico. “Renzi oggi smentisce di avere aperto sul senato elettivo”, spiega Civati: “L’Italicum contiene cose che non abbiamo nemmeno potuto discutere alla Camera. Noi mettiamo a disposizione dei gruppi parlamentari questi due quesiti: un quesito cancella i capilista e le pluricandidature e l’altro la vittoria al ballottaggio”. “Non abbiamo nessuna preoccupazione sulla riuscita del referendum – spiega ancora Civati – non si tratta di una questione numerica, non ancora almeno, ma politica. Sappiamo bene che senza l’una e l’altra non si va avanti. Non siamo matti…”. .

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