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A marce forzate verso la nuova legge elettorale. Il cosiddetto Rosatellum bis sarà votato dalla Camera dove il governo a messo la fiducia tra le polemiche di M5S e delle piccole opposizioni di sinistra. Come scrive Tgcom24, ci saranno tre le votazioni sul provvedimento: secondo il calendario stabilito dalla conferenza dei capigruppo della Camera, si inizia mercoledì alle 15:45 e il voto finale è atteso entro giovedì sera. Come scrive il Foglio, la ragione ufficiale è che sottoporre il Rosatellum bis, elaborato dalla commissione Affari costituzionali della Camera, alla minaccia dei voti segreti “metterebbe in difficoltà il complesso del testo”. Ettore Rosato, il parlamentare che ha dato il nome alla legge elettorale in discussione, parla di “un faticoso equilibrio tra maggioranza e opposizione” da preservare. E si riferisce ovviamente all'accordo raggiunto tra Pd e Alleanza popolare con Lega Nord e Forza Italia.

Il patto tra Pd, FI, Ap e Lega

Una decisione 'concordata' anche con le forze di opposizione che appoggiano la riforma elettorale, Forza Italia e Lega, che hanno dato il loro benestare. Non voteranno la fiducia, scrive il Sole 24 Ore, ma non voteranno contro. Mentre daranno il loro ok alla legge nel voto finale, che sarà a scrutinio segreto ma che non dovrebbe riservare sorprese, visto che sulla carta il Rosatellum bis può contare su un'ampia maggioranza di oltre 400 voti. Dunque, anche se ci dovessero essere defezioni, la legge passerebbe ugualmente. E una volta superato il primo scoglio a Montecitorio, è sempre più certo che il governo bisserà anche al Senato, con un nuovo voto di fiducia e tempi rapidi (nella maggioranza si parla di fine ottobre per il via libera definitivo). 

Berlusconi voleva 'metterci la faccia'

Forza Italia "voterà sì alla legge, pur non partecipando alla votazione sulla fiducia". Lo dice, come riporta Repubblica, il capogruppo dei deputati azzurri, Renato Brunetta. Lunedì Silvio Berlusconi, riferiscono fonti parlamentari, era per 'metterci la faccia' sul Rosatellum bis.

Ma non per soccorrere il governo né per sottolineare un asse con il Pd sulla legge elettorale. Semplicemente – spiegano dalle parti di FI – perché era contrario a quelli che il Cavaliere definisce bizantinismi. Un modo solo di far capire che Forza Italia rispetta i patti, non che fosse disposta ad accodarsi alla maggioranza per un cambio di linea politica.

M5S e sinistra in piazza

Le opposizioni vanno in piazza contro il Rosatellum bis. Il Movimento 5 Stelle e i partiti della sinistra, scrive il Corriere della Sera, hanno deciso di spostare fuori dal Palazzo la protesta contro la riforma della legge elettorale e, soprattutto, contro la decisione di maggioranza e governo di porre la questione di fiducia: un atto giudicato "eversivo". Ma niente Aventino. La protesta di piazza non sostituirà quella in Aula. I 5 Stelle manifesteranno mercoledì alle 13 davanti Montecitorio, Si e Mdp alle 17,30 davanti al Pantheon. 

I deputati di Pisapia non voteranno la fiducia

"I parlamentari che aderiscono a Campo Progressista non voteranno la fiducia alla legge elettorale posta dal Governo". È quanto si legge sul profilo Facebook di Campo Progressista, condiviso anche da Giuliano Pisapia.

Un Mattarellum rovesciato

Il Rosatellum bis è una sorta di Mattarellum 'rovesciato', un mix tra maggioritario e proporzionale ma dove la quota di proporzionale la fa da padrona:

  • 64% di listini plurinominali a fronte del
  • 36% di collegi uninominali.

La soglia si sbarramento sia per la Camera che per il Senato è al 3% a livello nazionale per le liste, mentre è del 10%, sempre a livello nazionale, per le coalizioni. Ci sarà un'unica scheda e non viene concesso il voto disgiunto. C'è la quota di genere (60-40) e la possibilità di un massimo di cinque pluricandidature nei listini proporzionali, ma anche la possibilità per un candidato di presentarsi sia nei collegi uninominali che in quelli plurinominali. Infine, non c'è l'indicazione del 'capò della coalizione – ovvero del candidato premier – nè l'obbligo per la coalizione di presentare un programma comune. Durante l'esame in commissione sono state apportate alcune modifiche al testo.

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