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(AGI) – Roma, 10 ott. – U-Start, boutique del venture capital che supporta gli investitori privati nell’individuazione delle migliori opportunita’ d’investimento in ambito digitale e tecnologico, e’ stata selezionata da Enel per ospitare uno dei vincitori del progetto My Best Failure. My Best Failure e’ il progetto ideato da Enel per diffondere a livello aziendale una cultura positiva del fallimento, percepito non come errore da condannare o demonizzare ma come strumento di apprendimento, per se’ e per gli altri, e quindi di miglioramento per favorire una sana cultura dell’innovazione. Un contest fuori dagli schemi, dove passi falsi o progetti non andati a buon fine condivisi da un centinaio di dipendenti sono stati votati dalla community di Enel attraverso la piattaforma MyBestFailure con un unico obiettivo: imparare dai propri errori, trasformando un insuccesso in un’opportunita’ di crescita e di cambiamento. I primi tre classificati si sono aggiudicati la possibilita’ di lavorare per un mese presso una delle societa’ parte dell’ecosistema di Open Innovation del colosso energetico. U-Start e’ una delle societa’ scelte da Enel per la capacita’ di esprimere al meglio l’importanza dell’innovazione e il potere del cambiamento. “Flessibilita’, condivisione e apertura al mutamento sono i pilastri su cui si fonda U-Start”, ha commentato Stefano Guidotti, ceo della societa’. “Siamo molto felici di essere stati selezionati da Enel come partner di un progetto cosi’ innovativo e rivoluzionario come My Best Failure. Riuscire ad ammettere i propri errori e imparare da quest’ultimi e’ fondamentale per trasformare problematiche o criticita’ in opportunita’ di crescita”. U-Start e’ un venture capital advisor firm che offre servizi riservati a investitori privati, family office, HNWI e aziende, volti a individuare le migliori opportunita’ di investimento in ambito digitale e tecnologico in Europa, Stati Uniti e Israele. La societa’ si occupa tramite U-Start Club, esclusivo circolo di investitori privati, e con la collaborazione di importanti fondi di venture capital internazionale di selezionare e strutturare per i propri soci club deal di alto standing e a elevato potenziale. U-Start, fondata da Stefano Guidotti e Andrea Colombo, ha tra gli azionisti principali la holding di Venture Capital AngelLab oltre a un gruppo di family office e imprenditori internazionali uniti dalla visione e dalla mission dei fondatori. (AGI)

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Washington – Tra Hillary Clinton e Donald Trump è stato un duello senza esclusione di colpi, con scambi al vetriolo come mai si erano visti nella campagna elettorale americana, ma senza colpi da ko. Anzi, a meno di un mese dal voto dell'8 novembre, il candidato repubblicano è riuscito a rintuzzare gli attacchi in seno al Partito Repubblicano ed è rimasto in pista. "La spavalda performance di Trump forse non stabilizzerà la sua candidatura, ma è destinata a mettere a tacere le affrettate speculazioni dei giorni scorsi, secondo cui potrebbe essere costretto a ritirarsi", ha scritto il New York Times.

Un duello di colpi bassi –  FOTOVIDEO

Secondo Larry Sabato, della Virginia University, il repubblicano "ha entusiasmato la sua base, fermato l'emorragia e rintuzzato gli sforzi del Gop di convincerlo a dimettersi". In quest'ottica si potrebbe dire che si è addirittura aggiudicato il confronto, come ha scritto il Financial Times: "Se si guarda al barometro delle attese, Trump ha vinto il secondo duello in tv: ci si attendeva che implodesse e non lo ha fatto. Invece che apparire imbarazzato, come sarebbe accaduto alla gran parte degli esseri umani dopo le rivelazioni delle ultime 48 ore, è rimasto fedele al suo motto: 'Mai spiegare, mai scusarsi'". Certo, "Trump ha fermato l'emorragia ma sanguina ancora", osserva Politico che peraltro bolla il dibattito come "il piu' brutto" della storia americana, "una no-stop di insulti e cattiverie": "Per 90 minuti – ha scritto il sito – i due si sono accusati a vicenda di essere bugiardi, inaffidabili e non adatti alla carica, confrontandosi non tanto sulle differenze programmatiche ma sui loro caratteri".

Adesso, occorre attendere nuovi sondaggi più ragionati: il primo, a caldo, della Cnn/Orc, ha dato la vittoria a Clinton (57 contro 34%). Secondo la Cnn, però, "la performance di Trump, pur se ha rincuorato la sua base e frenato il tracollo, ha fatto poco per immagazzinare nuovi elettori, soprattutto donne". "Qualunque fossero le sue chance di andare ancora alla Casa Bianca, sono in gran parte evaporate domenica sera. Al termine dei 10 giorni peggiori di una campagna elettorale della storia più recente, Trump aveva un disperato bisogno di vincere. E' andato meglio che nel primo dibattito e Hillary non è apparsa così imponente. Ma anche così ha perso la sua occasione". "E l'ha persa grazie a una serie di bizzarri momenti: prima del dibattito si è presentato con le quattro donne accusatrici di Bill Clinton, ma non le ha mai utilizzate nel dibattito; le scuse per il video con le battute volgari sono state limitate e un po' sprezzanti. E infine, al danno ha aggiunto la beffa, con la minaccia di mandare Hillary in galera, qualora diventasse presidente. Ma se avesse passato mezz'ora a studiare, avrebbe saputo che un presidente può richiedere, ma non ordinare, al ministro della Giustizia di nominare un procuratore speciale". (AGI)

Roma – (di Ivana Pisciotta) Con un colpo di scena, l'Accademia Reale Svedese Alfred Nobel non ha premiato nessuno dei super favoriti all'edizione di quest'anno, economisti di alto livello (tra cui Blanchard, Lazear, Melitz) più concentrati su studi macroeconomici e sociologici. Ed invece i due prescelti dal prestigioso riconoscimento, Oliver Hart e Bengt Holmstrom, hanno focalizzato il loro lavoro sulla trasformazione del mondo del mercato del lavoro, mettendo nero su bianco che non si può fare a meno di una scienza precisa e puntuale dei contratti. Sono state così stravolte di nuovo le previsioni della vigilia, visto che di fatto i bene informati sostengono che nessuno di loro due se lo aspettava. Quando ha squillato il telefono alle 4,40 di stamattina, Hart ha messo da parte il suo aplomb inglese e alla notizia, ha raccontato di esser saltato dal letto e di esser corso ad abbracciare la moglie. Holmstrom si è invece limitato a dire di essere "molto felice e grato".

Hart e Holmstrom, il primo di origini inglesi, il secondo finlandese, sono noti per il loro contributo alla 'teoria dei contratti' che ne studia gli effetti nelle diverse realtà imprenditoriali. Per fare un esempio pratico, con questi studi si cerca di capire se i professori o i funzionari di un carcere debbano avere retribuzioni fisse o variabili. Si tenta inoltre di sviluppare a livello aziendale una sorta di meccanismo per fissare le retribuzioni dei manager in modo tale da creare beneficio per gli azionisti o un determinato livello di valore. L'obiettivo è quello anche di stanare forme di moral hazard, letteralmente rischio morale, ovvero quella forma di "opportunismo" con cui il lavoratore sotto contratto persegue i suoi obiettivi personali confidando nell'impossibilità della sua azienda di verificare la presenza di dolo o negligenza. A livello più ampio, si parla di moral hazard anche quando un'impresa si comporta scorrettamente nell'utilizzare i prestiti erogati per attività più rischiose rispetto a quelle dichiarate. Di fronte a questi comportamenti, Hart non nasconde comunque una vena di ottimismo, avendo così scritto nero su bianco nel suo celebre "Firms, Contracts and Financial Structure": "E forse evolveremo ad un punto in cui la paura come esperienza non sarà più nulla di istintivo ma piuttosto un'emozione che ci aiuta a capire perchè a livello ancestrale gli uomini si uccidono l'un l'altro mentre altri si amano. Un giorno forse sapremo stringere le mani invece serbare rancori, elimineremo i nostri confini territoriali e sapremo cosa sia l'amore. Ci terremo le mani, invece degli M16".

OLIVER HART

Hart, classe 1948, insegna all'Università di Harvard. Figlio di un ricercatore medico molto famoso nel suo ambito (Philup D'Arcy Hart), ha iniziato i suoi studi al corso di matematica al King's College, poi è divntato professore alla London School of Economics. Nel 1984 è tornato negli Stati Uniti dove prima di approdare ad Harvard (nel 1993) ha insegnato al Massachussetts Institute of Technology. Nei suoi studi, ha puntato molto più sui ruoli che sugli assetti proprietari e in particolare su come gli accordi contrattuali giocano nella governance di una società. Ad esempio è stato consulente del governo in due casi legali importanti, come quello della Black and Decker e della Wells Fargo contro appunto il governo degli Stati Uniti.

BENGT HOLMSTROM

Docente di economia al MIT di Boston, Holmstrom è finlandese ed appartiene alla minoranza linguistica di lingua svedese. E' stato anche membro del cda della Nokia dal 1999 al 2012, ed è membro dell'Accademia reale svedese delle scienze. E' diventata ormai un teorema, la sua teoria, che racchiude il perchè la finanza può essere schiacciata da se stessa. In termini assoluti, il teorema prova come nessun incentivo per un gruppo di soggetti economici può soddisfare la richiesta del pareggio di bilancio, dell'equilibrio di Nash (un profilo di strategie rispetto al quale nessun giocatore ha interesse ad essere l'unico a voler cambiare) e che il sistema sia paretiano (ossia si migliora la condizione di un soggetto ma per forza peggiorandone quella di un altro). La morale? La finanza finirà giocoforza per esaurire il suo budget. Di qui una serie di ragionamenti per superare l'assunzione di 'risk neutrality', soprattutto attraverso i contratti. I due ora si divideranno un premio di 828 mila euro, un diploma, una medaglia d'oro; la cerimonia si terrà a Stoccolma il prossimo 10 dicembre. Il Nobel per l'Economia – istituito dalla banca centrale svedese nel 1968 – è il massimo riconoscimento cui si può ambire. (AGI) 

Roma – Nel 2015 crescono i ricavi da Contact Center in outsourcing considerando tutti i committenti e non solo il settore Tlc anche se in in "modo molto modesto", aumentano i dipendenti e anche la loro età (gli over 40 sono quasi raddoppiati in 5 anni) ma i margini di profitto sono bassi. La marginalità è in forte calo (-22% sul 2014) e vale il 5% dei ricavi totali. I dati emergono dal VII Rapporto Asstel sulla filiera delle Tlc nel 2015 in Italia. Concentrando l'attenzione sulle dinamiche di mercato di 7 dei principali player del mercato per fatturato, emerge che i ricavi generati sul mercato italiano nel 2015 crescono dello 0,7%: si osservano però dinamiche molto diverse, con palyer in decisa crescita e altri in contrazione. Il mercato si conferma caratterizzato da un'elevata competizione su prezzi. Quasi l'80% dei ricavi di questi operatori fa riferimento ad attività gestite da lavoratori inbound. I costi operativi totali per questi 7 operatori aumentano del 2,3% nel 2015 e valgono il 95% dei ricavi totali. Per questo motivo l'Ebitda per queste aziende cala di ben il 22% e vale il 5% dei ricavi, a dimostrazione che e' un settore a marginalità molto bassa.

Il costo del personale (ossia degli addetti che lavorano su commesse italiane, sia all'Italia che dall'estero) è la voce di costo predominante per questi attori: incide il 79% del totale costi e cresce del 3,2%. Il numero dei dipendenti e somministrati italiani all'interno di queste aziende è cresciuto nel 2015 del 9,1%, raggiungendo quasi le 28mila persone, anche considerando solo i dipendenti la crescita è significativa (+77%) per un totale di oltre 1.850 addetti in più. La crescita degli addetti è legata in parte a nuove assunzioni, in parte a processi di consolidamento del settore. Continua a crescere l'età anagrafica dei dipendenti: la componente over 40 è passata dal 17% al 34% in 5 anni, mentre i profili under 30 si sono dimezzati dal 30% al 13%. Questo dipende anche da un turnover bassissimo e in continuo calo: dal 7,3% del 2010 si e' arrivati al 3,4% del 2015. (AGI) 

Roma – Dopo anni di calo tornano a salire i ricavi nel settore telecomunicazioni, prosegue la crescita degli investimenti e tiene l'occupazione. E Whatsapp batte gli Sms. Secondo i dati del VII Rapporto Asstel sulla filiera delle Tlc nel 2015 in Italia, si registra un vero e proprio boom del traffico dati da mobile con un conseguente crollo vertiginoso degli Sms, di fatto surclassati da Whatsapp: dal 2010 i messaggini tradizionali sono scesi del 27%. Nel 2015 gli investimenti degli operatori telefonici di rete fissa e mobile salgono del 9% (600 milioni in piu' del 2014) per un totale di 6,6 miliardi di euro, pari al 21% dei ricavi.

Call Center, più dipendenti ma margini profitto bassi

I ricavi della filiera crescono dell'1% rispetto all'anno precedente, assestandosi attorno a un valore di 42,7 miliardi di euro. Un segnale positivo, considerato che dal 2008 al 2014 il segno era sempre stato negativo e sono stati "bruciati" complessivamente oltre 11 miliardi (21% del valore iniziale). Elaborato dagli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano sulla base delle indicazioni delle Parti Sociali e dei dati forniti dalle imprese associate ad Asstel, il rapporto è stato diffuso a Roma dal presidente di Asstel Dina Ravera insieme ai segretari generali di Slc-Cgil, Massimo Cestaro, Fistel-Cisl, Vito Vitale, Uilcom-Uil, Salvatore Ugliarolo.

Tiene anche l'occupazione nella filiera: sale dello 0,5% per un totale di circa 123.000 addetti (il tasso era stato di -1% nel 2014). Si evidenzia in particolare, una stabilità (-0,1%) occupazionale nel comparto degli operatori di Tlc che, con poco più di 66mila dipendenti copre poco più della metà degli addetti al settore, un incremento degli addetti dei Contact Center (+5,6%, 23.600 addetti), legato anche a fenomeni di consolidamento che hanno caratterizzato alcune grandi realtà che operano per le Telco, e una riduzione invece degli addetti dei fornitori di apparati (-4,5%, 9.900 addetti). Crollano invece i prezzi: tra il 2010 e il 2015 si registra un -13% per i prezzi di telecomunicazioni fisse e ben -37% per le telecomunicazioni mobili. Nel 2015 continua la crescita (+27%) dei volumi di traffico dati da rete fissa (arrivando così a una crescita pari a +163% dal 2010 a oggi). I volumi di traffico dati da fisso valgono più di 10 volte i volumi di traffico dati mobile. Questi ultimi sono cresciuti del 44% nel 2015, mentre dal 2010 a oggi quasi il 500%. In leggero calo invece, nel 2015 sono i volumi di chiamata (-3%), per effetto di una piccola crescita (+1%) del mobile e di un forte calo (-13%) del fisso.

 

Infine dallo studio emerge che con la Banda ultralarga fissa (maggiore di 30 Mbps) è coperto il 44% delle abitazioni. Siamo ancora lontani dalla media Ue (71%) ma il divario si è ridotto di 14 punti da dicembre 2013 a giugno 2015. Con la Banda ultralarga mobile (4 G- Lte) è raggiunto il 95% della popolazione, siamo al secondo posto dopo il Regno Unito (98%) nell'Ue5, ma la penetrazione delle Sim 4G non supera l' 11%, contro una media Ue5 del 23%. (AGI) 

 

Roma, 10 ott. – Minori sempre più a rischio: negli ultimi cinque anni il numero di vittime minorenni di reati è passato dai 4.946 del 2011 ai 5.080 del 2015 (+3%). Ma a questo dato si affianca la crescita esponenziale della pornografia minorile con il +543% dei casi, in cui le bambine rappresentano l'81% delle vittime. L'allarme emerge dai dati interforze elaborati per il nuovo dossier della campagna "Indifesa" di Terre des Hommes, presentato oggi alla Sala Zuccari del Senato. Le bambine e ragazze sono il 60%, ma diventano l'87% quando si tratta di violenze sessuali o il 91% dei minori entrati nel giro della produzione di materiale pornografico. Lo studio segnala che, al di là dei dati della pornografia minorile (+543%), "l'aumento del trend prova anche che la pornografia minorile si conferma uno dei settori di sfruttamento dei minori che gode di maggiore richiesta sul mercato".

Un incremento a tre cifre (+148%) è anche quello registrato dagli atti sessuali con minori di 14 anni, o minori di 16 nel caso di parenti stretti e affidatari: sono state 411 le vittime nel 2015, il 78% femmine. Segnano invece un calo, negli ultimi 5 anni, le violenze sessuali e quelle aggravate, rispettivamente -26% e -31%, ma in termini assoluti (in tutto 908 minori nel 2015, per oltre l'82% femmine, pari a 770) costituiscono le tipologie con maggior numero di vittime dopo i maltrattamenti in famiglia (1.442, +24%) e la violazione degli obblighi di assistenza familiare (961, +9% sul dato 2011), dove la percentuale femminile e' abbastanza allineata all'altro sesso.

"I numeri sono impressionanti e non lasciano spazio a dubbi: la prevenzione della violenza sui minori deve essere una priorità delle istituzioni pubbliche e richiede l'impegno di tutti, perche' adolescenti e bambini crescano con una visione sana delle relazioni di coppia e del rispetto dell'altro", spiega Raffaele K. Salinari, Presidente di Terre des Hommes. "Bisogna lavorare per abbattere gli stereotipi di genere tra i ragazzi come strumento per prevenire la violenza sulle donne domani. E' una delle chiavi fondamentali per prevenire e contrastare violenze e discriminazioni. Ma la Campagna Indifesa quest'anno punta i riflettori anche sulle bambine che vivono in zone teatro di guerra e nelle emergenze migratorie che ne conseguono, per proteggerle e tutelarne i diritti fondamentali alla salute, allo studio, alla libertà. Terre des Hommes è impegnata da anni, e continuerà a farlo, per la loro protezione in Italia e nel mondo con progetti concreti per offrire assistenza e un futuro migliore a tutte loro" conclude Salinari.

L'altro aspetto su cui lo studio invita a riflettere è che tra i nemici più feroci delle bambine e le ragazze "ci sono proprio i loro coetanei: a provarlo, al di là dei tristi episodi di cronaca, anche i dati del Ministero della Giustizia, che segnalano in carico dei Servizi Sociali ben 817 minori di sesso maschile condannati per violenze sessuali, 267 sono invece responsabili di sfruttamento della pornografia e prostituzione minorile". (AGI)