Newsletter

Flag Counter

Facebook Page

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someone

Roma – Sono stati liberati e sono in buone condizioni Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, gli altri due tecnici della Bonatti rapiti in Libia a luglio insieme a Fausto Piano e Salvatore Failla, uccisi ieri durante una sparatoria vicino a Sabrata, mentra i sequestratori li stavano trasferendo in un altro covo. "E' arrivata la notizia anche a me (della liberazione dei due ostaggi italiani, ndr.), ma devo ancora confermarla con l'intelligence", ha detto il presidente del Copasir, Stefano Stucchi, ai microfoni di RaiNews24. "Avevamo sempre detto che l'importante era riportarli a casa vivi". Già ieri Giampiero Massolo, direttore del direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, aveva riferito che i due erano ancora vivi. Intanto la Farnesina è cauta e non conferma la notizia della liberazione, e fa sapere che sono in corso verifiche. 

E' di ieri mattina la notizia dell'uccisione di Fausto Piano, 60 anni di Capoterra (Cagliari) e Salvatore Failla, 47 anni siracusano. La dinamica resta da verificare. Ma stando a quanto appreso negli ambienti giudiziari di piazzale Clodio, dove era stata aperta un'inchiesta per sequestro di persona con finalità di terrorismo, i due ostaggi sarebbero stati uccisi mentre stavano per essere trasferiti da un covo all'altro. Da tempo erano stati separati dagli altri due colleghi e ieri, a Sabrata, si trovavano a bordo di uno dei mezzi di un convoglio dell'Isis attaccato dalle forze di sicurezza libiche. Negli scontri tra Isis e forze libiche sono morti almeno otto miliziani, la maggior parte dei quali di nazionalita' tunisina. Secondo Massolo, "nella zona di Sabrata risulta che i nostri quattro connazionali fossero stati sequestrati e tenuti da parte di organizzazioni con una connotazione principalmente criminale più che jihadista". Anche secondo Stucchi, "è da dimostrare che i sequestratori appartengano all'Isis".

 
 
La notizia ieri aveva subito scatenato la polemica politica, rinfocolando le perplessità e i dubbi che da giorni si addensano sulla possibilita' sempre piu' concreta che l'Italia possa intervenire direttamente in Libia. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha attaccato palazzo Chigi e il Quirinale e ha detto che "Renzi ha le mani sporche di sangue, tanto in Italia quanto in Libia". Al premier, "che va in giro a fare il fenomeno", Salvini chiede di spiegare "alle famiglie dei due italiani forse uccisi e alle famiglie di chi probabilmente cadra' quello che non ha fatto il governo di fronte alla guerra. Siamo di fronte ad un allarme planetario – aggiunge – e Mattarella gode che qui sbarcano decine di migliaia di persone. Mentre arrivano le notizie dalla Libia, il Presidente della Repubblica si vanta del fatto che l'Italia e' all'avanguardia per l'accoglienza degli immigrati. Questi o sono matti o sono complici, da Renzi a Mattarella".
 
 
 

Roma – "Bisogna fare chiarezza ma cercare la verità vera". Lo ha ribadito Giacomo Stucchi, presidente del Copasir, rispondendo al conduttore di Agorà, Gerardo Greco, sulla vicenda dell'uccisione dei due italiani in Libia. "Dire che c'erano delle armi, dire con certezza che erano nelle mani dell'Isis, dire che c'erano cinque uomini piuttosto che cinque donne, piuttosto che quattordici cadaveri… Questo vuol dire mettere di fronte all'opinione pubblica una tale confusione che impedisce di chiarire quella che e' la verita' ma soprattutto condiziona il lavoro di accertamento della verita' che stanno facendo soprattutto gli inviati del Ros che devono cercare di capire la dinamica. Sicuramente – ha concluso Stucchi – quello che e' accaduto sta per essere ricostruito tassello dopo tassello e certo, questa situazione di confusione non aiuta".

Come movimento politico della Lega Nord sosteniamo da tempo la necessita' di un intervento in Libia. Aspettare che possa esserci un accordo sul governo di unita' nazionale, sperando che questo avvenga ogni volta di settimana in settimana perche' il Parlamento di Tobruk rinvia continuamente la decisione, secondo noi significa perdere tempo". Lo ha detto Giacomo Stucchi, presidente del Copasir e senatore della Lega Nord, intervenendo ad Agora'. "E' necessario che la comunita' occidentale si coordini per mettere in sicurezza un Paese che, di giorno in giorno, vede la situazione interna complicarsi – ha aggiunto Stucchi – E quando si complica la Libia si complica la sicurezza di tutta l'Europa, in primis dell'Italia". Intanto, secondo un sondaggio Ixe' per Agora', l'81% degli italiani e' contrario a un intervento militare in Libia. (AGI) 

 Roma- "Trump e' un falso, un ciarlatano, un impostore. La sua politica interna ci porterebbe alla recessione. In politica estera non e' affatto intelligente". Mitt Romney, il candidato repubbblicano alla casa Bianca sconfitto nel 2012, si schiera contro Trump per le primarie repubblicane. Per Romney se i repubblicani candidassero Trump, la vittoria di Hillary Clinton sarebbe sicura. La replica di Trump non si e' fatta attendere: "Cio' che lui dice e' irrilevante. Come candidato fu un disastro".(AGI) 

Bruxelles - La crisi dei rifugiati "ha mostrato i limiti della politica europea sull'immigrazione e l'asilo, e in particolare del regolamento di Dublino, oltre alle carenze sostanziali nella protezione dei confini esterni dell'Unione". E' quanto si legge in una lettera inviata nei giorni scorsi dai governi di Italia e Germania al vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans e al commissario all'immigrazione Dimitris Avramopoulos, che l'Agi e' in grado di rendere pubblica. Roma e Berlino ritengono che serva "un'ambiziosa riforma del regolamento di Dublino nell'ambito di un riaggiustamento del sistema europeo comune di asilo". Secondo i due Paesi, che hanno inviato alla Commissione un documento di discussione (un "non paper" nel gergo comunitario), le norme attuali "non sono state concepite per gestire un cosi' ampio numero di rifugiati". Servono dunque, secondo i ministri dell'Interno Angelino Alfano e Thomas De Maiziere, "procedure aggiornate ed efficaci". (AGI)

Houston - Mitt Romney "è stato un candidato fallimentare. Ovviamente ora vuole essere rilevante: vuole tornare in campo". Cosi' Donald Trump, durante il dibattito repubblicano di Detroit, ha spiegato l'attacco frontale dell'ex candidato alla presidenza che gli dato del "falso e del cialtrone". Nel 2012 Romney "avrebbe dovuto battere facilmente il presidente Barack Obama e ha fallito miseramente. Ha rappresentato un imbarazzo per tutti, compreso il partito repubblicano", ha rincarato Trump dopo il discorso di fuoco dell'ex governatore del Massachusetts, anticipato con tanto di stralci e declamato non su un palco qualunque bensi' durante un meeting della Republican National Committee. Sebbene Romney abbia dichiarato di non voler annunciare la sua candidatura, sembra sia proprio lui la carta che il Grand Old Party intende giocare per fermare la marcia del magnate newyorchese verso la nomination.

Durante l'undicesimo dibattito delle primarie Gop, i senatori Marco Rubio e Ted Cruz hanno tentato di nuovo l'attacco incrociato contro Trump, mettendo in discussione le sue capacita' imprenditoriali, evidenziando i suoi legami con il parito democratico e in particolare i finanziamenti a Hillary Clinton nel 2008, criticando le sue posizioni sull'immigrazione e sottolineando gli insulti che stanno caratterizzando la sua campagna elettorale. Il livello del confronto non e' stato particolarmente alto. Trump ha ricordato come Rubio lo abbia criticato per le sua mani piccole. "E se l'idea e' che, essendo piccole, via sia altro di piccolo, vi garantisco che non c'e' alcun problema", ha dichiarato il miliardario Usa difendendo la sua virilita'. Il tycoon newyorchese si e' poi "scusato" per aver definito Rubio "un peso piuma" ma lo ha chiamato "piccolo Marco" per tutta la serata. John Kasich, che come nei precedenti dibattitti non ha partecipato all'attacco contro Trump, e' riuscito a farsi notare un po' piu' del solito, sottolineando come il vento degli stati del Nord giochi in suo favore, con le prossime primarie in Michigan e nel suo Ohio. Solo alla fine e' prevalso il fair play: tutti i candidati sul palco si sono detti disposti a sostenere Donald Trump alla presidenziali se dovesse vincere la nomiantion del partito. Anche con il trionfo del Super Tuesday, il magnate del real estate e' riuscito fino a questo momento ad aggiudicarsi solo la meta' dei delegati attribuiti con le primarie, lasciando aperti spiragli ai rivali, Romney compreso. (AGI) 

(AGI) – Roma, 4 mar. – Le borse asiatiche chiudono in rialzo, in attesa dei dati sull’occupazione Usa e mentre in Cina il tredicesimo piano quinquennale di sviluppo economico sara’ al centro del lavoro della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese, che si apre a Pechino alla presenza di oltre 2.200 delegati. Tokyo avanza dello 0,32%, Shanghai dello 0,5% e Hong Kong dell’1,8%. (AGI)
.

(AGI) – Roma, 4 mar. – Avvio positivo per le borse europee, in attesa dei dati sull’occupazione Usa di febbraio. Il prezzo del petrolio, in rialzo, aiuta i listini del Vecchio Continente. Londra guadagna lo 0,42% a 6.155,99 punti. A Milano l’indice Ftse Mib segna +0,36% a 18.414 punti. Francoforte sale dello 0,50% a 9.800,86 punti e Parigi avanza dello 0,49% a 4.437,82 punti. (AGI)
.

(AGI) – Milano, 4 mar. – Apertura di seduta positiva per la Borsa, con l’indice Ftse Mib che segna +0,36% a 18.414 punti. All Share sul +0,30%. (AGI)
.

(AGI) – Roma, 4 mar. – Nelle prime contrattazioni, lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi si presenta poco mosso a 124 punti dai 125 punti della chiusura di ieri. Il rendimento e’ all’1,41%. Il differenziale Bonos/Bund segna 136 punti a un tasso dell’1,54%. (AGI)

.

Roma – Per stabilizzare la Libia "l'Italia potrà fornire fino a circa cinquemila militari. Occorre rendere Tripoli un posto sicuro e far in modo che l'Isis non sia piu' libero di colpire". Lo dice l'ambasciatore degli Stati Uniti a Roma John R. Phillips intervistato dal 'Corriere della Sera' il giorno dopo la notizia della tragica morte di Fausto Piano e Salvatore Failla, due dei quattro tecnici della Bonatti sequestrati a luglio nel Paese nordafricano. "Questi tipi di tragedie – osserva l'ambasciatore – con criminali e terroristi che rapiscono persone per riscatti e le usano come scudi umani, sottolineano l'esigenza di indurre i libici a concordare un governo di unita' nazionale per ristabilire la sicurezza e avere uno stato di diritto". E spiega: "Stiamo lavorando accuratamente con l'Italia. La mancanza di un governo stabile ha reso la Libia un posto attraente per i terroristi. Non possiamo forzare un accordo, pero' si va verso un governo di unita' nazionale che, sulla base della risoluzione dell'Onu, potra' domandare al vostro Paese e ad altri di andare a Tripoli per creare isole di stabilita' e progredire da queste. La Libia e' la maggiore priorita' per voi ed e' molto importante anche per noi. E importa che prendiate la guida dell'azione internazionale". Sul contributo statunitense in Libia, afferma il diplomatico mandato nel 2013 da Barack Obama a guidare l'ambasciata di via Veneto, "uno dei sostegni sara' l'intelligence, non abbiamo discusso di nostre truppe". (AGI)