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Tre configurazioni diverse, per tre sistemi differenti, ma tutti allo stesso prezzo: 1499 euro. Sono queste le proposte, tra il nuovo MacBook 12 e i già noti MacBook Pro 13 e MacBook Air 13 che il pubblico può trovare all’interno del listino Apple. Vediamo le differenze e cerchiamo di capire le possibili destinazioni d’uso

(AGI) – Melfi (Potenza), 28 mag. – I critici dei talk show e l’assemblea della Confindustria da una parte, Matteo Renzi e Sergio Marchionne dall’altra, a Melfi. Due mondi distanti, non solo geograficamente, che appartengono a due distinti modelli ‘politici’ che divergono, a partire dalle relazioni industriali e sindacali. Il presidente del Consiglio e l’amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, Sergio Marchionne, hanno ribadito, ove ce ne fosse stato bisogno, la convergenza di intenti e di obiettivi: far tornare a crescere l’Italia con nuovi strumenti, togliendo le ‘croste’ al Paese. Oltre al colore, come l’arrivo di Renzi assieme a John Elkann (presidente Fca), sulla Jeep Renegade guidata da Sergio Marchionne, l’evento di Melfi ha fornito spunti interessanti, e non solo per le cronache. La risultante e’ che Marchionne e Renzi vogliono archiviare il ‘vecchio’ e’ l’acquisito’, attraverso massicce dosi di innovazione, marcando la differenza con tutto quello che rappresenta il passato. Agli oppositori del nuovo corso, quelli che hanno un posto da abbonato in televisione, Matteo Renzi ha mandato a dire: “Il lavoro non si crea nei talk show, ma in posti come questo. Ci prenderemo tutte le critiche del mondo ma andremo avanti, perche’ siamo con chi crede nell’Italia e per far si’ che il lavoro finalmente torni ad essere un diritto. Oggi – ha detto Renzi – ho visto il lavoro di uomini e donne che producono auto vendute in tutto il mondo. Noi siamo con quanti vogliono che l’industria automobilistica italiana sia la migliore del mondo. Noi rispettiamo anche quegli italiani pronti a litigare su tutto. Lo dico io che vengo da una citta’ con guelfi e ghibellini ma dobbiamo far ripartire il Paese, con iniziative come Melfi”. Nello stabilimento lucano, Marchionne ha annunciato che, entro la fine dell’anno, ci saranno circa 2.000 nuovi posti di lavoro: 8.000 complessivi contro i 5.900 del 2014, circa 15.000 con l’indotto. “Per loro – ha sottolineato ancora Renzi – grazie al jobs act, ci saranno contratti sempre piu solidi e stabili”. Alla felicita’ di Renzi per il lavoro creato a Melfi e’ seguito poi, l’apprezzamento di Marchionne per quanto prodotto da palazzo Chigi in tema di riforme: “E’ la ricetta giusta per uscire dalla crisi. Stiamo sbloccando un sistema – ha detto l’ad di Fca – ingessato da anni. Gli sbagli li fanno tutti ma l’importante e’ andare avanti”. Stessa sintonia sul tema ‘sensibile’ della rappresentanza sindacale unica. Marchionne ha parlato riferendosi al suo settore, quello auto: “Negli Usa e in Germania le aziende hanno un solo interlocutore. E non mi pare che negli Stati Uniti non ci sia democrazia. Chi parla di regimi totalitari sbaglia alla grande. E’ auspicabile avere un solo interlocutore invece di otto. Nel nostro caso funzionerebbe bene, ma posso pensare che questo modello non sia valido per tutti”. Non a caso, il tema delle relazioni sindacali e’ stato tra i motivi della fuoriuscita di Fiat dalla Confindustria. Decisione presa tre anni fa di cui Marchionne non si sente affatto pentito. Confindustria non mi manca”, ha sottolineato ai giornalisti. “Apprezzo il presidente Squinzi – ha rimarcato ancora Marchionne – come industriale, ma non possiamo basare l’appartenenza alla confederazione sull’amicizia con il presidente”. E il modello gestionale di Sergio Marchionne a Melfi, sta producendo i risultati promessi. Nel 2015, la sede produttiva lucana assemblera’ circa 400mila vetture, tra Jeep Renegade, Fiat 500 X e Grande Punto. Meglio e’ stato fatto solo nel 1997 con 407 mila unita’ prodotte. Questo grazie alla nuova organizzazione a quattro squadre e a venti turni di lavoro a settimana, oltre alla estrema flessibilita’ delle linee, dove e’ possibile modulare modelli e quantita’. (AGI) .

(AGI) – Roma, 28 mag. – Resta “tutto da provare se, come e quando il dato della minore eta’ di Karima El Mahroug venne portato a conoscenza di Silvio Berlusconi prima della sera del 27 maggio 2010”, cioe’ quando la giovane marocchina, piu’ conosciuta come Ruby, venne fermata dalla polizia perche’ accusata da un’amica convivente di averle sottratto del denaro. E’ un passo della motivazione della sentenza con cui il 10 marzo scorso i giudici della sesta sezione penale della Corte di Cassazione hanno confermato l’assoluzione dell’allora premier dai reati di prostituzione minorile e concussione aggravata decisa dalla corte d’appello di Milano il 18 luglio 2014. – “La sentenza in verifica evidenzia – si legge tra l’altro nelle motivazioni – l’ambivalenza dei rapporti tra il giornalista Emilio Fede e Berlusconi sottolineando che i sentimenti di amicizia che il primo nutriva verso il secondo non erano totalmente disinteressati, ma erano motivati anche da opportunita’ di ritorno economico, che si materializzavano nell’ambito di quel sistema di spregiudicati intrattenimenti presso Villa San Martino ad Arcore, a margine dei quali si approfittava anche della disponibilita’ del padrone di casa, cui non mancavano cospicue risorse finanziarie, a soddisfare determinate richieste di aiuto da parte dei suoi amici”. La Cassazione pone in risalto cosi’ il senso delle telefonate intercorse tra Fede e Lele Mora, agente del mondo dello spettacolo, “entrambi sovente presenti alle serate di Arcore e direttamente interessati alle stesse: i due, allegando le gravi difficolta’ economiche in cui versava Mora e agendo in sinergia tra loro, avevano convinto il facoltoso amico ad erogare al predetto una notevole somma di denaro; parte non trascurabile di questa era stata, pero’, girata a beneficio proprio di Fede, che l’aveva pretesa quale prezzo della sua mediazione”. Dunque, “accertato l’interesse personale e utilitaristico di Fede ad alimentare e preservare il sistema delle ‘disinvolte e spregiudicate’ serate ad Arcore, la corte d’appello di Milano – spiega la Cassazione – ritiene che nulla induceva ad accreditare l’ipotesi accusatoria secondo cui Fede, in contrasto con i propri interessi, avrebbe rivelato a Berlusconi la minore eta’ della giovane marocchina, mettendo cosi’ a rischio, almeno in astratto, la partecipazione della stessa alle serate, che lo stesso Fede, tramite l’amico Mora, promuoveva e incentivava”. ( Recependo le conclusioni dei giudici di secondo grado, la Cassazione spiega che Berlusconi diventa consapevole della minore eta’ di Ruby (che aveva gia’ preso parte ad almeno otto serate ad Arcore) soltanto quella sera del 27 maggio 2010, quando la ragazza viene portata in questura per accertamenti e l’allora premier contatta telefonicamente Pietro Ostuni (capo di gabinetto del questore di Milano) per riferire che Ruby gli era stata segnalata come nipote dell’allora presidente egiziano Mubarak e che poteva essere affidata alla consigliera regionale Nicole Minetti. Perche’ vi sia il reato di concussione, sottolineano i giudici della Suprema Corte, “e’ necessario dimostrare che il pubblico ufficiale abbia abusato della qua qualita’ o dei suoi poteri, esteriorizzando concretamente un atteggiamento idoneo a intimidire la vittima, tanto da incidere negativamente sulla sua integrita’ psichica e sulla sua liberta’ di autodeterminazione. Di tutto cio’ non c’e’ prova”. Da parte di Silvio Berlusconi, insomma, non “c’e’ stato alcun abuso costrittivo”: l’ex premier, come riferito dallo stesso Ostuni, “si limito’ a segnalare il caso” di Ruby e “a indicare la persona che, portandosi in Questura, si sarebbe potuta far carico della ragazza minorenne fermata. Ne’ puo’ concretamente ravvisarsi efficacia induttiva nel riferimento fatto da Berlusconi all’asserita parentela della giovane con il presidente egiziano, circostanza rivelatasi, nel breve volgere di qualche minuto, falsa e quindi priva di qualunque idoneita’ ad ingannare il funzionario e ad indurlo a soddisfare la richiesta rivoltagli. Berlusconi – si legge nelle motivazioni – lucidamente si limito’ a fornire un’apparente giustificazione alla sua richiesta, non potendo anch’egli ragionevolmente assegnare alla falsa rappresentazione alcuna efficacia ingannatoria, essendo di assoluta evidenza che la circostanza sarebbe stata subito smentita, non appena sottoposta a controllo”. Secondo i giudici, “il meccanismo motivazionale che, a seguito dell’intervento di Berlusconi, oriento’ la condotta di Ostuni viene individuato nelal combinazione sinergica di piu’ fattori, quali timore riverenziale o autoindotto, timore di non sfigurare, mera compiacenza”. E del resto lo stesso funzionario di polizia “ha escluso di essere stato destinatario di un ordine cogente, da lui avvertito come ineludibile”. (AGI) .

AMD aggiorna le proprie APU della famiglia A con il modello A10-7870K, appartenente alla serie Godavari. Lieve incremento nelle frequenze di clock di CPU e GPU, a parità di architettura rispetto alle proposte ora in commercio



(AGI) – Roma, 28 mag. – “Ci saranno delle sorprese”. A meno di tre giorni dall’apertura dei seggi per le elezioni regionali Silvio Berlusconi fa la sua previsione sull’esito della consultazione. “Il voto dato alla sinistra – spiega – e’ un voto a questo governo. Che ci vuole di piu’ per dare un giudizio negativo sull’operato di governo?”, dice l’ex presidente del consiglio a ‘Radio anch’io’. “Il pronostico e’ che ci possano essere delle sorprese e credo che ci saranno”, aggiunge. Sono circa 19 milioni gli italiani chiamati alle urne per l’elezione dei presidenti e dei consigli regionali di Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia e dei sindaci e dei consigli di 512 comuni delle regioni a statuto ordinario (di cui 12 capoluoghi di provincia). Sul voto aleggia la pubblicazione della lista degli impresentabili che sara’ stilata dalla commissione Antimafia. Il Movimento 5 stelle protesta per il ritardo nella diffusione dell’elenco: “E’ intollerabile – dice Francesca Businarolo, capogruppo alla Camera – l’omerta’ sui nomi degli impresentabili candidati alle elezioni regionali. I cittadini devono sapere chi e’ rinviato a giudizio o condannato per mafia e si presenta nelle liste di destra e sinistra. Il M5s lo ribadisce: fuori i nomi”. Per il ministro Angelino Alfano, leader di Ncd, invece “se la politica e i partiti scelgono le persone sbagliate da presentare all’elettorato, gli elettori li puniranno con il non voto di quel candidato”. Il segretario federale del Carroccio, Matteo Salvini, approfitta della questione per attaccare Renzi. “Le nostre liste sono pulite, saranno i candidati di altri partiti a essere sostenuti da impresentabili. Quindi il problema sara’ di Renzi o semmai di Berlusconi, probabilmente non della lega” afferma prima di lanciare l’ennesimo appello a favore dei candidati del Carroccio e contro l’astensionismo: “Stiamo preparando un futuro diverso. Se ci date una mano e non vi limitate al borbottio questo futuro e’ vicino. C’e’ bisogno di voi. I segnali sono buoni”. Anche per il senatore del Movimento 5 stelle Mario Giarrusso, l’affluenza alle urne sara’ un elemento determinante “sul quale ha giocato Renzi. Ha prolungato la campagna elettorale di 6 giorni proprio per farla cadere nel weekend del ponte del 2 giugno. Renzi – sostiene ancora il parlamentare – spera che molte persone vadano in vacanza e non vadano a votare, per poter mandare a votare i suoi ascari, lo zoccolo duro del clientelismo, mentre i cittadini per bene, schifati dalla politica, si allontanano e non vanno a votare. Questo e’ l’obiettivo dichiarato del Pd, non ci sarebbe altro motivo per prolungare la campagna elettorale di 6 giorni”. (AGI) .

(AGI) – Catanzaro, 28 mag. – Si e’ costituito, presentandosi in Questura a Catanzaro, Maurizio Antonio Pagnaniello, detto “Morris”, portiere dalla Pro Patria, coinvolto nell’operazione “Dirty Soccer” del 19 maggio scorso contro due organizzazioni accusate di alterare i risultati di partite di calcio di Lega Pro e Lega Dilettanti. Al momento del blitz il calciatore si trovava in Spagna. Al suo rientro in Italia si e’ consegnato alle autorita’. Il pm titolare delle indagini, coordinate dalla Dda, Elio Romano, lo ha interrogato. (AGI)

(AGI) – Taormina, 28 mag. – Stanchezza e aumento di peso
apparentemente ingiustificato sembrano essere i sintomi piu’
frequenti dell’ipotiroidismo. Questo uno dei dati preliminari
emersi grazie alla campagna di sensibilizzazione “Tiroide in
Primo Piano”, promossa dalla Fondazione Cesare Serono, e
presentati oggi a Taormina dove e’ in corso il Congresso
Nazionale della Societa’ Italiana di Endocrinologia. Sul sito
tiroideinprimopiano.it sono stati infatti resi disponibili due
differenti questionari: uno rivolto a chi gia’ ha avuto una
diagnosi di una patologia della tiroide, ed un altro rivolto a
tutti gli utenti del web. Tra le evidenze preliminari emerse
dal questionario rivolto al paziente si registra che, in un
quarto dei casi, l’alterazione della funzione tiroidea non si
e’ manifestata con sintomi o segni, ma e’ stata individuata
grazie a ecografie o esami del sangue prescritti per motivi
diversi o per controlli di routine. Quando presenti, i sintomi
piu’ frequenti riportati dai pazienti sono stati l’astenia
(25,70 per cento), l’aumento di peso non giustificato da altre
cause (24,86 per cento), l’aumentata frequenza cardiaca (12,15
per cento) e il cambiamento nell’aspetto del collo (9,64 per
cento). La tiroidite e’ stata segnalata come causa piu’
frequente dell’alterata funzione tiroidea (69,63 per cento).
Per quanto riguarda l’iter diagnostico, i risultati hanno
evidenziato l’accesso a un percorso “tradizionale” che parte
dal medico di medicina generale e arriva allo specialista
endocrinologo – sebbene i tempi siano ancora in parte dilatati:
un quarto dei casi riportati ha richiesto oltre due anni per
giungere a una definizione diagnostica. (AGI)

(AGI) – Roma, 28 mag. – Identificata un’associazione tra un
particolare tipo di dislessia causata da un’alterazione di un
gene, il DCDC2, e un disturbo specifico della visione. Questo
e’ quanto emerso da uno studio condotto dall’Istituto di
neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) di
Pisa e dall’Universita’ di Pisa, in collaborazione con
l’Universita’ Vita-Salute San Raffaele di Milano e dell’Ircss
Medea. I risultati sono stati pubblicati sul The Journal of
Neuroscience. “Ad oggi la dislessia e’ diagnosticata solo
quando si evidenzia un ritardo dell’apprendimento e vengono
escluse altre cause”, ha detto Guido Marco Cicchini
dell’In-Cnr. “Questo rallenta molto, talvolta anche di anni,
ogni forma di intervento. Scoprire un marcatore genetico e
fisiologico – ha continuato – cambia radicalmente tale
prospettiva: in futuro, la diagnosi di questo tipo di dislessia
potrebbe essere piu’ semplice e molto piu’ precoce”. Il DCDC2
fa parte di una ristretta famiglia di geni collegati alla
dislessia. E’ giA� noto che il 20 per cento dei dislessici ha
un’alterazione in DCDC2, tuttavia il ruolo di questo gene
finora era rimasto oscuro. Nella ricerca gli autori hanno preso
in esame un gruppo di dislessici portatori di un’alterazione di
questo gene, dimostrando che sono ciechi al movimento di alcuni
stimoli visivi, quelli che di solito sono i piu’ visibili nei
soggetti normali. I ricercatori pisani e milanesi da oggi sono
piu’ vicini all’obiettivo di definire biomarker specifici e
terapie piu’ appropriate soprattutto nella dislessia associata
a mutazioni genetiche. Grazie al loro lavoro, possiamo
comprendere che un approccio multidisciplinare integrato alla
dislessia e’ necessario per avere diagnosi e terapie sempre
piu’ specifiche e risolutive. (AGI)