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(AGI) – Beirut, 23 mag. – I miliziani dello Stato Islamico, dilagati a Palmira tre giorni fa dopo diversi giorni di furiosi combattimenti contro le truppe lealiste siriane, avrebbero completato la presa dell’antica citta’ nel deserto, chiamata in lingua araba Tadmur, penetrando nel cuore del centro storico e occupandone la cittadella, sulla quale sventola adesso la bandiera nera dei jihadisti: e’ quanto riferito da anonimi seguaci dell’Isis su alcuni siti on-line filo-radicali, dove sono anche state pubblicate immagini di tale conquista.

“La cittadella di Tadmur e’ sotto il controllo del Califfato”, recita la didascalia da cui e’ corredata una delle foto, la cui effettiva autenticita’ non ha finora trovato riscontri di fonte indipendente. In altre compaiono i guerriglieri intenti a rastrellamenti casa per casa in caccia di soldati superstiti, oppure all’abbattimento di ritratti del presidente Bashar al-Assad e del padre Hafez, suo predecessore.

I jihadisti sono entrati nel museo della citta’ siriana di Palmira, sotto il loro controllo. Lo ha riferito il direttore del dipartimento antichita’ di Damasco, Mamoun Abdulkarim, annunciando che i miliziani sunniti hanno distrutto alcune statue moderne di gesso. Nessuna informazione su possibili danni alle opere antiche presenti all’interno del museo, molte delle quali erano state portate via e messe in sicurezza a Damasco, prima dell’arrivo dei jihadisti.

“Non c’e’ quasi nulla nel museo, siamo riusciti a trasferire progressivamente le antichita’ a Damasco”, ha riferito Abdulkarim, “tuttavia, ci sono ancora sarcofagi il cui peso di tre o quattro tonnellate non ci ha permesso di spostarli, e questo mi preoccupa”. Sono almeno 22 nelle ultime 24 ore i nuovi raid aerei condotti dalla coalizione internazionale guidata dagli Usa contro postazioni jihadiste nei territori controllati dallo Stato Islamico in Iraq e in Siria: lo ha reso noto il comando alleato congiunto di Washington.

La maggior parte dei bombardamenti si sono concentrati su punti al momento piu’ caldi in ciascuno dei due Paesi: rispettivamente Ramadi, capoluogo della provincia occidentale di al-Anbar verso il quale e’ in corso una vasta controffensiva delle forze regolari di Baghdad e delle milizie sciite loro alleate; e Palmira, l’antica colonia romana in pieno deserto strappata due giorni fa alle truppe fedeli al regime di Bashar al-Assad. (AGI)

(AGI) – Dublino, 23 mag. – Una svolta storica in Irlanda dopo il ‘Si” alle nozze gay volute dal 62% dei votanti. Svolta storica perche’ l’Irlanda ha profonde radici cattoliche e soprattutto perche’ e’ il primo Paese al mondo a introdurre i matrimoni gay tramite un referendum. Ventidue anni dopo la depenalizzazione dell’omosessualita’ come reato, “oggi l’Irlanda ha scritto una pagina di storia”, ha affermato il premier Enda Kenny. “Con questo risultato – ha continuato – abbiamo dimostrato che siamo un popolo generoso, sensibile, audace e allegro. Questo rafforzera’ l’istituzione del matrimonio. Tutti i matrimoni hanno un futuro uguale”. Per le strade, soprattutto di Dublino, migliaia di persone sono scese a festeggiare, vestiti con i colori dell’arcobaleno e con le bandiere. L’affluenza alle urne e’ stata da record, del 60,5%. La riforma costituzionale dovrebbe entrare in vigore questa estate e i primi matrimoni gay si potranno celebrare entro la fine dell’anno. Il testo pero’ non consente l’adozione per i single e le coppie omosessuali. (AGI)

(AGI) – Riad, 23 mag. – L’Arabia Saudita ha identificato il kamikaze che si e’ fatto esplodere venerdi’ in una moschea sciita, causando la morte di 21 persone. Attentato poi rivendicato dall’Isis. “Il suo nome e’ Salih bin Abdulrahman Salih al-Ghishaami, cittadino saudita, ricercato dai servizi di sicurezza per la sua appartenenza a una cellula terroristica che riceve indicazioni da Daesh (acronimo arabo per indicare l’Isis, ndr) all’estero”, ha affermato il ministero degli Interni in un comunicato diffuso dall’agenzia ufficiale saudita. L’attentato alla moschea sciita e’ stato l’attacco piu’ sanguinoso di questi anni, contro l’Arabia Saudita. I miliziani dell’Isis, rivendicando l’attentato, avevano con un comunicato on line indicato il nome del kamikaze come Abu Amer al Najdi e pubblicato anche una sua foto. Secondo il comunicato del ministero degli Interni saudita, la cellula “e’ stata scoperta un mese fa e i 26 membri, tutti sauditi, sono stati arrestati”. Nella nota si sottolinea anche che dalle indagini della scena del crimine “e’ stato determinato il tipo di esplosivo utilizzato, l’RDX”. (AGI) .

(AGI) – Cannes, 23 mag. – Il giorno del giudizio si sta avvicinando. Domani in mattinata la giuria, presieduta dai fratelli Coen, si riunira’ per l’ultima volta prima di rilasciare il verdetto del 68esimo Festival di Cannes. Una edizione segnata dalla presenza di tre film made in Italy. Nanni Moretti, Matteo Garrone e Paolo Sorrentino hanno tutte le carte in regola per uscire tra i vincitori di questa annata. Per molti rappresentanti della stampa italiana il super favorito e’ “Mia madre” di Moretti, apprezzatissimo anche dai francesi, che potrebbe ambire alla Palma d’Oro, bissando il successo del 2001 con “La stanza del figlio”. – Il film piu’ personale del regista di “Caro diario” ha raccolto moltissimi consensi. Tra 24 ore sapremo se la giuria la pensera’allo stesso modo.

Mia madre di Moretti vince ‘Premio Ecumenico’

Anche “La giovinezza” di Sorrentino per qualcuno potrebbe salire sul podio piu’ alto oppure ricevere il premio della Giuria o quello per la Regia. Michael Caine, invece, interprete del film del regista napoletano, e’ il piu’ gettonato, insieme al francese Vincent Lindon (in “La Loi Du Marche* di Stephane Brize’, per la Palma alla migliore performance maschile. L’unico riconoscimento che andrebbe a un film francese. Per una volta la Italia potrebbe surclassare la Francia, almeno, stando ai rumors della stampa italiana. “Il racconto dei racconti” di Garrone si sa difendere bene.

Per qualcuno il fantasy targato Italia potrebbe assicurarsi il Grand Prix della Giuria (il terzo per Garrone dopo “Gomorra” e”Reality”). Margherita Buy, alter ego di Moretti in “Mia madre”, se la dovra’ vedere con le formidabili performance di Cate Blanchett (quasi senza rivali) in “Carol” e Zhao Tao in “Mountain May Depart” di Jia Zhanke. Il film di Zhanke, che attraversa la Cina tra il 1999 e il 2025, e’ il titolo che potrebbe dare del filo da torcere ai nostri. Seguono “Carol” di Todd Haynes, tratto da un romanzo di Patricia Highsmith, il greco “The Lobster” di Yorgos Lanthimos, ambientato in un futuro distopico dove la legge impedisce di essere single, e *Son of Saul” dell’ungherese Laszlo Nemes, il cui protagonista e’ un ebreo assoldato dai nazisti per rimuovere i corpi nelle camere a gas. La sfida e’ aperta e per la Italia questa edizione potrebbe essere storica. (AGI)

(AGI) – Dublino, 23 mag. – In Irlanda ha votato si’ al referendum per le nozze gay il 62,1% contro il 37,9%. I voti complessivi pro-nozze gay sono stati 1.201.607 contro i contrari 734 mila. L’affluenza e’ stata del 60,5%. La cattolica Irlanda ha detto si’ ai matrimoni gay, diventando il 22mo Paese ad ammettere le nozze omosessuali ma il primo a farlo attraverso un referendum. Con lo spoglio delle schede ancora in corso, il governo ha anticipato la notizia che il si’ si e’ imposto nettamente. Il ministro della Salute, Leo Varadkar, ha parlato di “giornata storica” e ha affermato che questo risultati fa dell’Irlanda “un faro” per il resto del mondo in termini di liberta’ e uguaglianza. Per il premier Enda Kenny, il popolo irlandese ha mandato “un messaggio pionieristico”.

Boldrini: tempo che Italia abbia legge unioni civili

Anche il fronte del no ha riconosciuto la sconfitta: David Quinn, esponente della lobby cattolica Iola Institute, ha riferito si’ sono “quasi il doppio” dei no”. I risultati ufficiali del referendum arriveranno nel pomeriggio. Lo spoglio delle schede nelle 43 circoscrizioni e’ iniziato alle 9 di questa mattina (le 10 in Italia). La vittoria del si’ rappresenta una svolta per l’isola a maggioranza cattolica, dove fino al 1993 esisteva il reato di sesso omosessuale e l’aborto resta proibito se la vita della madre non e’ in pericolo.

La consultazione popolare ha approvato un emendamento all’articolo 41 della Costituzione del 1937 con la nuova formula secondo cui “il matrimonio puo’ essere contratto per legge da due persone, senza distinzione di sesso”. La campagna per il si’ e’ stata sostenuta dalle maggiori forze politiche anche gli esponenti piu’ conservatori del Fianna Fail e del Fine Gael del premier Kenny hanno tenuto un basso profilo, specialmente quelli provenienti dalle aree rurali.

Per Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, “La valanga di si’ al referendum che ha sottoposto al giudizio popolare la modifica dell’articolo 41 della Costituzione irlandese dimostra come alla lunga le campagne d’odio nei confronti delle persone lgbt sono sconfitte dal buon senso popolare”. Per Mancuso, che aggiunge: “Il risultato di oggi parla anche al nostro paese dove alcuni settori della gerarchia cattolica appoggiano orribili gruppi integralisti che propugnano esclusione e discriminazione, utilizzando un linguaggio che si sperava fosse stato sconfitto dalla storia.

In Irlanda moltissimi cattolici hanno votato si’, contraddicendo le pesanti ingerenze dei vescovi che erano schierati per il no. Ancora una volta il popolo di Dio e’ piu’ saggio rispetto a una gerontocrazia che combatte contro ogni liberta’, soprattutto quando e’ responsabile. Ora la politica italiana impari la lezione e si decida finalmente a esser degno della collettivita’ dei paesi europei piu’ maturi e avanzati. La legge sulle unioni civili deve esser discussa subito e approvata in tempi ragionevoli da tutto il Parlamento”. (AGI) .

(AGI) – Roma, 23 mag. – “Dall’Irlanda una spinta in piu’. E’ tempo che anche l’Italia abbia una legge sulle unioni civili. Essere europei significa riconoscere i diritti”. Lo scrive su twitter la presidente della Camera, Laura Boldrini, commentando l’esito del referendum in Irlanda. (AGI)

(AGI) – Dublino, 23 mag. – La cattolica Irlanda ha detto si’ ai matrimoni gay, diventando il 22mo Paese ad ammettere le nozze omosessuali ma il primo a farlo attraverso un referendum. Con lo spoglio delle schede ancora in corso, il governo ha anticipato la notizia che il si’ si e’ imposto nettamente. Il ministro della Salute, Leo Varadkar, ha parlato di “giornata storica” e ha affermato che questo risultati fa dell’Irlanda “un faro” per il resto del mondo in termini di liberta’ e uguaglianza. Per il premier Enda Kenny, il popolo irlandese ha mandato “un messaggio pionieristico”. Anche il fronte del no ha riconosciuto la sconfitta: David Quinn, esponente della lobby cattolica Iola Institute, ha riferito si’ sono “quasi il doppio” dei no”. I risultati ufficiali del referendum arriveranno nel pomeriggio. Lo spoglio delle schede nelle 43 circoscrizioni e’ iniziato alle 9 di questa mattina (le 10 in Italia). La vittoria del si’ rappresenta una svolta per l’isola a maggioranza cattolica, dove fino al 1993 esisteva il reato di sesso omosessuale e l’aborto resta proibito se la vita della madre non e’ in pericolo. La consultazione popolare ha approvato un emendamento all’articolo 41 della Costituzione del 1937 con la nuova formula secondo cui “il matrimonio puo’ essere contratto per legge da due persone, senza distinzione di sesso”. La campagna per il si’ e’ stata sostenuta dalle maggiori forze politiche anche gli esponenti piu’ conservatori del Fianna Fail e del Fine Gael del premier Kenny hanno tenuto un basso profilo, specialmente quelli provenienti dalle aree rurali. Per Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, “La valanga di si’ al referendum che ha sottoposto al giudizio popolare la modifica dell’articolo 41 della Costituzione irlandese dimostra come alla lunga le campagne d’odio nei confronti delle persone lgbt sono sconfitte dal buon senso popolare”. Per Mancuso, che aggiunge: “Il risultato di oggi parla anche al nostro paese dove alcuni settori della gerarchia cattolica appoggiano orribili gruppi integralisti che propugnano esclusione e discriminazione, utilizzando un linguaggio che si sperava fosse stato sconfitto dalla storia. In Irlanda moltissimi cattolici hanno votato si’, contraddicendo le pesanti ingerenze dei vescovi che erano schierati per il no. Ancora una volta il popolo di Dio e’ piu’ saggio rispetto a una gerontocrazia che combatte contro ogni liberta’, soprattutto quando e’ responsabile. Ora la politica italiana impari la lezione e si decida finalmente a esser degno della collettivita’ dei paesi europei piu’ maturi e avanzati. La legge sulle unioni civili deve esser discussa subito e approvata in tempi ragionevoli da tutto il Parlamento”. (AGI) .

(AGI) – Palermo, 23 mag. – “La mafia puo’ essere sconfitta. Siamo qui per rinnovare una promessa: batteremo la mafia, la elimineremo dal corpo sociale perche’ e’ incompatibile con la liberta’ e l’umana convivenza. E perche’ l’azione predatoria delle varie mafie ostacola lo sviluppo, impoverisce i territori, costituisce una zavorra non solo per il Sud ma per tutta l’Italia”. Cosi’ il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e’ intervenuto alla cerimonia del XXIII anniversario delle stragi di Capaci e di via d’Amelio, nell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo. Il capo dello Stato ricordando la “profonda ferita allo Stato democratico” di eventi tragici come quello in cui trovarono la morte Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutti i “servitori dello Stato”, ha spronato cosi’ i giovani presenti alla cerimonia: “Dobbiamo guardare sempre con spirito di verita’ alla realta’ che ci circonda, anche quando la realta’ e’ sgradevole. Cio’ a cui non possiamo rinunciare e’ la riscossa civile. Non possiamo rinunciare, non potete rinunciare ad essere costruttori di una societa’ migliore – ha sostenuto – la quale inevitabilmente passa per la partecipazione larga del nostro popolo, per la possibilita’ che le sue molteplici energie, solidali e democratiche, si possano esprimere con liberta’ effettiva”. E ancora, ha continuato Mattarella: “Dobbiamo unire sempre piu’, contro la mafia, tutte le energie positive. E trarre il meglio da noi stessi e da chi ci sta vicino. Sconfiggere per sempre le mafie e’ un’impresa alla nostra portata ma, per raggiungere questo traguardo, e’ necessario un salto in avanti che dobbiamo compiere come collettivita'”.- “Fare memoria – ha osservato ancora il presidente della Repubblica – pero’ non e’ soltanto un omaggio doveroso a donne e uomini di grande valore. La memoria di Falcone e di Borsellino comprende, per noi, la ribellione civile all’oppressione mafiosa che, da quei drammatici giorni, da Palermo e dalla Sicilia, ha avuto un enorme sviluppo. Le immagini dell’attentato di Capaci resteranno per sempre impresse nei nostri occhi, come nel primo momento, cosi’ come quelle, altrettanto sconvolgenti, di via D’Amelio”. Ma ricordando che da Falcone e Borsellino sono arrivate nuove risposte legislative e nuovi metodi di indagine, come le direzioni distrettuali antimafia e la Procura nazionale antimafia, Mattarella ha sottolineato che “per battere il cancro mafioso bisogna affermare la cultura della Costituzione” che significa il “rispetto delle regole, sempre e dovunque, a partire dal nostro agire quotidiano”. L’importanza, quindi, dei comportamenti responsabili dei cittadini oltre a quella “indispnesabile” della repressione penale, delle leggi, ultima in ordine di tempo – ha voluto ricordare – quella sull’anticorruzione, approvata due giorni fa dal Parlamento: “Non spetta al presidente della Repubblica valutarne il merito. Osservo che, anche da parte di coloro che sollecitano misure ulteriori, si riconosce il passo avanti compiuto”. Quindi, “le leggi sono importanti, i passi avanti meritano di essere sottolineati, l’azione di contrasto dello Stato, e la trasparenza dei suoi atti, sono condizioni irrinunciabili per vincere questa battaglia. Ma vorrei dirvi anche che non dobbiamo mai dimenticare le nostre responsabilita’ di cittadini, non dobbiamo dimenticare i nostri doveri, che crescono anche in relazione alla crescita dei nostri diritti”. Ma come diceva lo stesso Falcone, ha ricordato il capo dello Stato, gli strumenti della repressione “non sono sufficienti per debellare definitivamente questa piaga”. C’e’ anche, tra gli altri, il dovere delle “istituzioni politiche e amministrative in cui – ha sottolineato Mattarella – correttezza, trasparenza ed efficienza chiudano spazi alle infiltrazioni e alle influenze mafiose”. Rivolgendosi ancora ai giovani ha detto che “la battaglia per la legalita’ e per la Costituzione puo’ essere vinta perche’ e’ nelle nostre mani. Noi possiamo ripulire e rendere chiaro quello sfondo torbido, su cui il cancro criminale ha costruito la propria ricchezza e il proprio potere, derubando tanta gente di opportunita’, di futuro e di vita”.Mattarella ha parlato poi di una “nuova questione meridionale” che “e’ una questione nazionale perche’ da essa dipende il nostro futuro e la collocazione dell’Italia in Europa. Senza una nuova crescita delle Regioni del Sud, l’Italia finira’ in coda all’Unione europea”; “le distanze interne al nostro paese si stanno pericolosamente allargando, tra il Nord e il Sud, tra i piu’ ricchi e i piu’ poveri”; “alla crescita che si inizia a registrare nelle Regioni del Nord e del Centro – ha osservato – non corrispondono pero’ indicatori simili nel Mezzogiorno d’Italia. I giovani senza lavoro sono un numero intollerabile per un paese civile”. Secondo Mattarella, la crescita deve riguardare tutto il paese perche’ “senza sviluppo e senza fiducia, il rischio delle mafie sarebbe destinato a crescere”. Il presidente della Repubblica ha lanciato un monito anche contro le mafie che si infiltrano in settori come il calcio, mafie che operano per “modificare l’andamento delle partite e lucrare sulle scommesse: e’ una vergogna” e “questa metastasi va estirpata con severita’ e rapidita'”. Mattarella ha concluso il suo discorso citando le famose parole del giudice Falcone: “‘Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini’. Quelle idee, quelle speranze, hanno bisogno delle vostre gambe. Buon cammino a tutti noi”. (AGI) .

(AGI) – Genova, 23 mag. – “Io sono senza parole. Non so se e’ un remake, un tentativo di banalizzare le questioni. Sono davvero un po’ stupefatto anche delle cose che ha detto ieri con De Luca”. Pippo Civati – a margine di un’iniziativa elettorale a sostegno di Luca Pastorino, candidato presidente della Regione con Rete a Sinistra – commenta cosi’ la proposta di sindacato unico avanzata dal premier Matteo Renzi. “Io mi ricordavo che Renzi era quello del rinnovamento – ha aggiunto Civati – del cambiamento. Mi sembra che invece torni indietro: prima il modello era Blair, e finche’ era Blair ci andava di lusso, perche’ qua – ha concluso – sta andando peggio alla ricerca di strani modelli”. (AGI)

(AGI) – Cannes, 23 mag. – ‘Mia madre’ di Nanni Moretti vince il premio ecumenico al Festival di Cannes. “Per la maestria e l’elegante indagine, impregnata di umorismo, sui temi dolorosi a cui la vita ci mette di fronte”, questa la motivazione della giuria composta da Barbara Lorey de Lacharriere (presidente), Chiara Fortuna, Pasteur Andrew Johnston, Marie-Nicole Courboules, Jolyon Mitchell e Johathan Guibault. Due menzioni speciali vanno a ‘La loi du marche’ di Stephane Brize’ e a ‘Taklub’ di Brillante Mendoza. (AGI)